Aurelio Padovani

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Aurelio Padovani

Aurelio Padovani (Portici, 1888Napoli, 16 giugno 1926) è stato un sindacalista e politico italiano, leader del fascismo campano.

« Dopo Padovani, a Napoli non ci fu più politica »
(Ignazio Silone[1])

Indice

Biografia [modifica]

Perito industriale, volontario nella guerra di Libia, fu ufficiale dei bersaglieri durante la prima guerra mondiale dove ottenne la medaglia d'argento al V.M.. Fondò il Fascio napoletano il 4 aprile 1920, insieme all’avvocato Miranda ed al capitano Navarra degli Arditi. Nel marzo 1921, fu eletto Segretario politico del Fascio di Napoli, mentre dall’ottobre dello stesso anno occupò la carica di Segretario Provinciale, divenendo l'organizzatore del fascismo campano e partecipando, nello stesso anno, al Congresso Fascista a Roma. Nel novembre 1921 fu eletto nel Comitato centrale del PNF.

All’inizio del 1922 cominciò lo sciopero portuale che durò, con alterne vicende, sei mesi, durante i quali Padovani svolse una intensa azione che valse a far cessare lo sciopero ed a determinare il passaggio di tutte le organizzazioni portuali al sindacalismo fascista. Aurelio Padovani fu uno dei cinque comandanti di zona che vollero la Marcia su Roma ed organizzò le squadre di azione della Campania, condotte a Roma dal 27 al 31 ottobre 1922.

Segretario regionale dei Fasci della Campania, organizzò l'adunata di Napoli, al campo sportivo dell’Arenaccia e comandò la sfilata per le vie cittadine e, al Teatro San Carlo, fu lui a presentare Benito Mussolini al popolo napoletano. Luogotenente generale della Milizia fino al maggio 1923. [2]Nel maggio del 1923, fu espulso dal Partito e poi riammesso. Successivamente si dimise, in contrasto con l'apertura del partito agli esterni. Le dimissioni, respinte per due volte, furono infine accettate dopo che egli ebbe respinto anche il Comando di Zona di Bologna che gli era stato offerto.[3]

Morì a Napoli il 16 giugno del 1926 in via Generale Orsini, in seguito al crollo della balaustra di un balcone: quel pomeriggio, per rispondere al saluto della folla lì convenuta nel giorno del suo onomastico, il Comandante si era affacciato con un gruppo di amici a lui più vicini, quando all'improvviso ci fu il crollo fatale in cui perirono, oltre che lo stesso Padovani, altre otto persone.[4] Una statua monumentale ricorda il suo ruolo di sindacalista rivoluzionario nel recinto degli uomini illustri nel Cimitero di Poggioreale a Napoli.

Un altro monumento a lui dedicato fu inaugurato nella piazza Santa Maria Degli Angeli a Pizzofalcone (Napoli) nel 1934: fu progettato da Marcello Canino e scolpito da Carlo de Veroli, con la collaborazione di Guglielmo Roherssen, e in quel momento la piazza cambiò nome e prese quello del comandante fascista. La piazza mantenne il nuovo nome, e l’imponente monumento, per una decina d’anni. Nel dopoguerra la volontà di cancellare ogni simbolo del fascismo portò alla rimozione delle statue ed alla restituzione dell’antica toponomastica. Nel mese di marzo del 2010 i resti del monumento sono stati ritrovati nel tunnel borbonico sito a Napoli nella zona del Chiatamone, sepolte sotto cumuli di macerie.[5]

Onorificenze [modifica]

Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Argento al Valor Militare
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Argento al Valor Militare
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Argento al Valor Militare
Medaglia di benemerenza per il terremoto di Avezzano del 1915 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di benemerenza per il terremoto di Avezzano del 1915

Note [modifica]

  1. ^ Gerardo Picardo, Aurelio Padovani, il fascista intransigente, controcorrente, Napoli, 2003
  2. ^ Mario Missori, Gerarchie e statuti del PNF, 2006, Bonacci, Roma, pag. 250
  3. ^ Foglio ricordo del Capitano Aurelio Padovani, stampato da Tip. M. Benvenuto, piazzetta S. Gregorio Armeno 3, Napoli, prezzo Cent. 50
  4. ^ 16 giugno1926 : il crollo del balcone di via Generale Orsini a Napoli - napoli.com - il primo quotidiano online della città di Napoli
  5. ^ Il Mattino

Bibliografia [modifica]

  • a cura di Parente L., Gentile F., Grillo R. M., Giovanni Preziosi e la questione della razza in Italia. Atti del Convegno di studi (Avellino_Torella dei Lombardi, 30 novembre_2 dicembre 2000), Rubbettino, 2005.
  • Gerardo Picardo, Aurelio Padovani, il fascista intransigente, controcorrente, Napoli, 2003.
  • Giorgio Candeloro, Storia dell'Italia moderna, volume IX, Feltrinelli, 1986.
  • Robert Paris, Le origini del fascismo, Mursia, Milano,1970.
  • Guido Dorso, La rivoluzione meridionale,Giulio Einaudi editore, Torino, 1945.
  • G. A. Chiurco, Storia della rivoluzione fascista,volume IV, vallecchi editore, Firenze, 1929.

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]