Il maestro di Vigevano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il romanzo di Lucio Mastronardi, vedi Il maestro di Vigevano (romanzo).
Il maestro di Vigevano
Il maestro di Vigevano.JPG
Il maestro Mombelli e il direttore Pereghi
Titolo originale Il maestro di Vigevano
Paese di produzione Italia
Anno 1963
Durata 106 min
Colore B/N
Audio sonoro, mono
Genere drammatico
Regia Elio Petri
Soggetto Lucio Mastronardi (omonimo romanzo)
Sceneggiatura Agenore Incrocci, Furio Scarpelli, Elio Petri
Produttore Dino De Laurentiis
Distribuzione (Italia) De Laurentiis (1963)
Fotografia Otello Martelli
Montaggio Ruggero Mastroianni
Musiche Nino Rota
Scenografia Gastone Corsetti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il maestro di Vigevano è un film del 1963 diretto da Elio Petri, tratto dall'omonimo romanzo di Lucio Mastronardi.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Claire Bloom (Ada) in un fotogramma del film.

Il maestro Antonio Mombelli insegna in una scuola elementare di Vigevano.

La sua vita si trascina tra le miserie quotidiane, le angherìe del direttore della scuola (l'autoritario Pereghi) e le pretese della moglie Ada, una donna frustrata e insoddisfatta del modesto stile di vita che può concederle il marito. Unico amico di Antonio è il maestro Nanini, eterno supplente.

Antonio è orgoglioso di appartenere al ceto intellettuale: considera un'onta per sé e per la propria famiglia il fatto che la moglie voglia lavorare in fabbrica per arrotondare le entrate e che il figlio, spinto dalla madre, si impieghi saltuariamente come garzone. Il suo stile di vita umile gli andrebbe benissimo, se non fosse per le continue lamentele della moglie che a più riprese gli rinfaccia il successo e la ricchezza di altri concittadini (Vigevano è un importante centro manifatturiero, con più di mille aziende). Ma Antonio non ama l'intraprendenza imprenditoriale: la rapacità e la cinica immoralità di quelli che Ada considera 'arrivati' lo disgustano profondamente. E il suo particolare senso della 'dignità' gli impedisce di venire a patti con l'opportunismo dei più.

Nonostante questo, un giorno, pur di accontentare la bella moglie, Antonio accetta la proposta del commendator Bugatti, un industriale del luogo a cui Ada aveva chiesto un cospicuo prestito, che gli offre di saldare il debito elargendo voti belli quanto immeritati al figlioletto di costui. Solo l'irruzione del direttore Pereghi, che coglie il maestro in flagrante, lo fa desistere dal proposito. La dignità di Antonio, insomma, comincia a vacillare. E anche la sua autostima in quanto capo-famiglia, specialmente da quando la moglie decide davvero di impiegarsi come operaia.

Ma la vita è dura. E la disperazione della moglie - che ben presto si stanca di fare la vita dell'operaia, ma al tempo stesso non vuole tornare alle ristrettezze di prima - spinge il maestro a trovare delle soluzioni. Tutti i suoi tentativi vanno però a vuoto: prima tenta di ottenere più soldi dal Ministero, attraverso una rivendicazione sindacale (ma non ha successo); poi, si offre per tenere i ragazzi al dopo-scuola (ma Pereghi lo sorprende ad oziare). Il suicidio dell'amico Nanini, bocciato per l'ennesima volta all'esame di abilitazione ed umiliato anche dagli studenti, dà il colpo di grazia al precario equilibrio di Antonio.

Deciso finalmente a fuggire dalle umiliazioni che vive nell'ambiente scolastico, soprattutto ad opera di Pereghi, e a seguire le ambizioni di Ada, Antonio si risolve a dar retta a quest'ultima: lascia il suo lavoro e, con la liquidazione, apre una piccola fabbrica di scarpe gestita dalla moglie e dal cognato Carlo. Ma Antonio è del tutto negato per questa nuova attività; e il suo improvviso successo gli fa perdere ogni prudenza. Non ha nemmeno il tempo di godersi i primi frutti, che rivela per vanagloria ad una 'spia' in incognito della Polizia tributaria che l'azienda si procura i pellami necessari per la fabbricazione delle scarpe tramite il contrabbando. La sua nuova attività finisce quindi ingloriosamente e va all'aria. Ada e Carlo si rifanno presto, aprendo un altro laboratorio. Ma Antonio ne viene totalmente emarginato; e va in depressione, tormentato da incubi ed allucinazioni.

Qualche tempo dopo, Antonio si decide a tornare ad insegnare: ne va del suo equilibrio psicologico e della sua salute. Per farlo, deve sostenere nuovamente l'esame di abilitazione per rientare in ruolo; e così si mette a studiare duramente. Alla fine riesce brillantemente a conseguire l'idoneità. È un momento di felicità, ma la gioia dura poco: da una scritta in un bagno scolastico, apprende di essere 'cornuto' e da allora il pensiero del tradimento della moglie non lo lascia più in pace. In effetti, Ada lo tradisce con Bugatti. Antonio li segue e quando li vede entrare in un Motel, si precipita per sorprenderli; ma questi riescono a svignarsela. Sulla strada di casa, però, Ada e l'amante hanno un tragico incidente e muoiono. Antonio rimane così solo, disperato, con il suo unico figlio.

In autunno, riapre la scuola, riprendono le solite attività e anche le angherie del direttore. Dietro le solite routines non c'è più neanche l'orgoglio della dignità, che prima dava senso alla vita di Antonio.

Frasi del film[modifica | modifica sorgente]

  • Darsi tanto da fare per non essere umiliati non è più umiliante di qualsiasi umiliazione?
  • Il vile vive rinviando. 
  • Il Direttore della scuola Prof. Pereghi è solito fare quesiti al maestro Mombelli del tipo: il Maestro è un Miss... è un Miss.. un Miss.. al che Mombelli (Alberto Sordi) risponde UN MISSILE!?!? - Ma no è un MISSIONARIO!!!.
  • Il maestro durante l'esame che deve sostenere per riavere l'idoneità all'insegnamento elementare dopo avervi rinunciato per diventare piccolo imprenditore calzaturiero. Rispondendo ad una domanda su D'Annunzio, termina declamando in maniera puramente mnemonica: ... Alcuni detti. Fa' di te stesso un'isola, Orbo veggente, La Rinascente, Io ho quel che ho donato, I biscotti italiani sono migliori dei migliori inglesi!!.

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Incasso accertato a tutto il 30 giugno 1965 £ 566.060.552[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Catalogo Bolaffi 1956/1965

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema