Stevie Ray Vaughan
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| Stevie Ray Vaughan | ||
| Nazionalità | ||
| Genere | Blues rock[1] Texas blues[1] Blues[1] |
|
| Periodo attività | 1971 - 1990 | |
| Album pubblicati | 18 | |
| Studio | 7 | |
| Live | 4 | |
| Raccolte | 8 | |
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Stephen "Stevie" Ray Vaughan (Dallas, 3 ottobre 1954 – East Troy, 27 agosto 1990) è stato un chitarrista e compositore statunitense. È stato uno dei più grandi esponenti della chitarra blues americana. Benché durante la sua breve vita abbia pubblicato solo quattro album in studio e uno live, è noto come sia uno dei musicisti più dotati e influenti del suo genere. Nel 2003, la rivista Rolling Stone mette Stevie Ray Vaughan al #7 posto nella lista 100 Greatest Guitarists of All Time,[2] e Classic Rock Magazine lo mette a #3 posto nella loro lista dei 100 Wildest Guitar Heroes del 2007.
Indice |
[modifica] La storia
Nasce a Dallas da Jim e Martha Vaughan, ma si trasferisce in giovane età ad Austin, Texas. Inizia sin da piccolo a suonare la chitarra, seguendo le orme del fratello maggiore Jimmie (anche lui rinomato musicista, futuro chitarrista dei Fabulous Thunderbids).
A 17 anni abbandona la scuola per dedicarsi completamente alla musica.
Vaughan è un totale autodidatta, senza alcuna conoscenza della teoria musicale: suona, canta e compone "ad orecchio". In un'intervista del 1983 racconta come si trovasse spesso ad esercitarsi automaticamente guardando alla televisione trasmissioni sportive.[3]
[modifica] 1971/1981 - Prima del Festival di Montreux
Il primo gruppo di cui fa parte sono i Cast Of Thousands, nel 1971. Nel 1973 passa ai "Nightcrawlers", coi quali incide un demo. Dal 1975 fa parte dei Paul Ray & the Cobras con i quali registra l'album "Texas Clover", particolarmente ricercato tra i collezionisti[3].
Con lo scioglimento dei Cobras nel 1977 forma i Triple Threat Revue, unendosi alla cantante Lou Ann Barton. Dopo i primi successi nei locali dell'area di Austin, il gruppo cambia nome in Double Trouble (ispirandosi all'omonima canzone di Otis Rush), e Stevie Ray Vaughan ne diventa leader. Oltre a lui, il gruppo comprende il batterista Chris Layton e il bassista Jackie NewHouse. Nel novembre del 1979 questa formazione incide un album che non verrà mai pubblicato ufficialmente. Il repertorio della band è blues-rock and roll. Iniziano le prime apparizioni radiofoniche importanti (una delle quali sarà pubblicata postuma nell'album 'n The Beginning).
La cantante Lou Ann Barton lascia la band nel 1980 e Tommy Shannon prende il posto di Jackie Newhouse nel 1981, venendo a comporre la formazione definitiva che accompagnerà Stevie Ray Vaughan al successo.
Nel frattempo, il 20 dicembre 1979 Stevie Ray Vaughan convola a nozze con Lenora (Lenny) Baily al "Rome Inn" di Austin.
[modifica] 1982/1990 - Dal Festival di Montreux alla morte
Il produttore Jerry Wexler si accorge di Vaughan su indicazione di Mick Jagger e nel luglio del 1982 lo porta assieme con i Double Trouble al Montreux Jazz Festival. L'esibizione, nonostante i copiosi fischi della platea poco abituata alle crude sonorità di un chitarrista d'estrazione blues, suscita l'interesse della star internazionale David Bowie presente tra il pubblico, che decide di ingaggiarlo per la registrazione del disco Let's Dance e per il tour mondiale seguente all'album. A pochi giorni dall'inizio del tour, però, Vaughan abbandona Bowie poiché poco appagato nel suonare un genere di musica a lui poco congeniale, e torna in Texas dai Double Trouble.
Il 1983 è l'anno del debutto di Stevie Ray Vaughan & Double Trouble con l'album Texas Flood, inciso grazie al produttore John Hammond per la Columbia Records. Grazie anche all'aiuto di Jackson Browne (anch'egli presente all'esibizione di SRV a Montreux) che mette a disposizione gratuitamente i propri studi di registrazione[senza fonte], l'album viene registrato in soli tre giorni. Alcuni dei brani pubblicati sono stati interamente registrati in presa diretta, senza alcuna minima aggiunta o modifica successiva.
Texas Flood ottiene presto consensi sia di critica, sia di pubblico, con il singolo "Pride and Joy" che entra nella classifica dei venti brani più venduti. I concerti per il gruppo si moltiplicano d'improvviso, divenendo centinaia l'anno.
Il successo è confermato e accresciuto anche con l'album successivo: Couldn't Stand the Weather (1984), che comprende una delle più celebri esecuzioni di Stevie Ray Vaughan: Voodoo Child di Jimi Hendrix. Il tour promozionale tocca la Danimarca, la Finlandia, la Norvegia, la Svezia, la Germania, l'Australia, la Nuova Zelanda e il Canada. L'ironico video musicale del brano Cold Shot viene trasmesso frequentemente anche in Italia.
Nel 1985 esce l'album Soul To Soul, che vede l'inserimento nel gruppo del tastierista Reese Wynans, considerato come il terzo Double Trouble (anche se non ne farà mai ufficialmente parte). I brani rivelano una connotazione più prettamente rock dei precedenti, distaccandosi dai suoni grezzi e dalle armonie blues dei lavori iniziali. L'album ha una grande risonanza internazionale.
Il 1985 è anche l'anno del ritorno al Festival di Montreux, questa volta nelle vesti di acclamata star internazionale. Lo show tenuto il 15 luglio è di grande intensità: degna di nota la versione di "Tin pan alley", suonata in coppia col bluesman Johnny Copeland. L'esibizione di Montreux, presente sull'album "Blues Explosion", lo porta alla vittoria di un Grammy Award.
Il tour promozionale dell'album Soul to Soul tocca anche Svizzera, Francia, Olanda, Finlandia, Svezia, e Giappone. Il 14 luglio 1985 Stevie Ray Vaughan si esibisce per la prima volta in Italia, all'Umbria Jazz Festival di Perugia.
In questo periodo partecipa anche ad album di altri artisti quali Johnny Copeland (Texas Twister), James Brown (Gravity), A.C. Reed, Marcia Ball (Soulfull Dress) e il suo idolo giovanile Lonnie Mack (Strike Like Lightning).
L'abuso di alcol e droga fanno crollare il fisico di Vaughan, che durante una tappa del tour in Germania viene colto da collasso (nell'ottobre del 1986). Il ricovero in ospedale e il successivo periodo di disintossicazione in un centro della Georgia lo tengono lontano dalle scene per quasi due mesi.
Sul finire del 1986 esce il primo album live dell'artista (Live Alive!), che raccoglie alcune delle migliori esibizioni dell'estenuante tournée del periodo precedente, tra le quali alcuni inediti. Anche quest'album riscuote un buon successo.
Nel 1987 divorzia da sua moglie Lenny, in seguito si fidanzerà con una modella.
Nel gennaio 1987 inizia un interminabile tour americano che durerà fino al 1988, buona parte svolto assieme al chitarrista Jeff Beck, con una breve interruzione solo per il mese di ottobre 1987.
Tra giugno e luglio 1988 il tour fa tappa in Europa. Stevie Ray Vaughan si esibisce anche in Italia: il 4 luglio, a Milano al Palatrussardi, il 6 luglio a Lignano Sabbiadoro (UD) all' Arena Alpe Adria, il 7 luglio a Milano all'Hiotfin Festival, e l'8 luglio al Pistoia Blues Festival.
Il ritorno in studio nel 1989 coincide con l'uscita dell'album In Step, col quale vince un Grammy Award nella categoria "Best Contemporary Blues Record" (miglior disco blues contemporaneo) anche grazie al record di vendite (più di un milione di copie). Pur rimanendo il blues una delle componenti più importanti del suo stile, il disco denota un'ulteriore flessione verso il rock melodico, distanziandosi sempre più dalle sonorità grezze di inizio carriera.
Nel 1990 Stevie collabora con suo fratello Jimmie Vaughan al disco di Bob Dylan "Under The Red Sky", e incide con Jimmie anche l'album Family Style (pubblicato postumo e poco acclamato da critica e pubblico).
Nel gennaio dello stesso anno partecipa a MTV Unplugged, registrando in versione acustica (con una chitarra a 12 corde) i brani "Rude Mood", "Pride & Joy", "Testify" e "Life Without You" (che interrompe dopo pochi accordi incalzato dal pubblico che chiede a gran voce di ripetere "Testify"). Questa rappresenta una delle pochissime registrazioni conosciute (non più di tre, quattro) in cui Stevie imbraccia una chitarra acustica.
Durante tutta la prima metà dell'anno effettua un denso tour americano con Joe Cocker.
La notte del 27 agosto 1990, all'Alpine Valley Music Theater, vicino a East Troy, Wisconsin, dopo aver partecipato ad un grande concerto con Eric Clapton, Robert Cray, Buddy Guy e il fratello Jimmie, sale su un elicottero per tornare al suo albergo di Chicago. Come dichiarato in seguito dallo stesso Clapton, Vaughan, stanco per il concerto, chiede di prendere il posto di Clapton e partire per primo. Poco dopo il decollo il veivolo si schianta contro una collina a causa della fitta nebbia e della poca esperienza del pilota in simili condizioni atmosferiche. Le tre persone a bordo, un collaboratore di Eric Clapton, il pilota, e Stevie Ray Vaughan, muoiono nell'incidente. Le ricerche inizieranno solo la mattina seguente.
[modifica] Dopo la morte
Dopo la sua morte vengono pubblicati diversi altri album, tra i quali numerose collezioni e incisioni dal vivo ed un solo album di inediti in studio, The Sky Is Crying (1990), degno dei precedenti (celebre per la formidabile interpretazione strumentale di "Little Wing" di Jimi Hendrix e per la presenza dell'unico brano acustico registrato in studio e pubblicato ufficialmente, "Life by the drop").
Significativo anche l'album In Session, jam session in studio con Albert King registrata nel 1983 e pubblicata postuma nel 1999 dalla Stax, in cui si evidenzia al meglio l'influenza del bluesman del Mississippi su Vaughan.
Stevie Ray Vaughan è sepolto al Laurel Land Memorial Park di Dallas in Texas.
Nel 1991 il governatore del Texas, Ann Richards, proclama il 3 ottobre "giorno del compleanno di Vaughan", cioè "Stevie Ray Vaughan Day".
Nel 1992 la Fender inizia la produzione di una Stevie Ray Vaughan Signature Stratocaster, progettata insieme con Stevie poco prima della sua morte. La chitarra è la replica commerciale della chitarra preferita da Stevie, chiamata "Number One" (o "First Wife", prima moglie). In realtà la chitarra prodotta in serie differisce in numerosi particolari dalla versione originale: oltre ai legni utilizzati per la tastiera e i pickups (progettati per l'occasione, i "Texas Special"), anche il battipenna, le meccaniche e altri particolari (non trascurabili) sono differenti.
Nel 1993 un gruppo di chitarristi di fama mondiale incide l'album tributo Hats Off To Stevie Ray ("Giù il cappello per Stevie Ray"), in cui vengono riproposti alcuni dei classici di SRV come "Pride and Joy", "Texas Flood" e "Cold Shot". Tra i musicisti presenti: Pat Travers, Steve Hunter, Jon Butcher e Kevin Russell.
Nel 1994 una statua in memoria del chitarrista viene all'Auditorium Shores di Town Lake presso Austin in Texas.
Nel 1996 la Sony pubblica un album registrato dal vivo dedicato a Stevie Ray Vaughan (A Tribute to Stevie Ray Vaughan), che comprende interpretazioni di grandi musicisti internazionali tra i quali: Bonnie Raitt, B.B. King, Buddy Guy ed Eric Clapton. Nello stesso anno esce "Crossfire: A Salute to Stevie Ray", secondo album tributo da parte di soli chitarristi impegnati nella riproposta dei classici di SRV ("Pride and Joy", "Riviera Paradise", ecc.). Tra i musicisti presenti: Steve Morse, Steve Stevens, John Sykes, Walter Trout e altri.
Nel 2000 la Columbia Records pubblica nuovamente l'intera discografia di Stevie Ray Vaughan inserendo per ogni album dai due ai quattro brani in più (incisioni live, inediti o rarità). Sempre nel 2000 esce l'album Pickin' on Stevie Ray Vaughan con la rivisitazione di 12 classici di Stevie Ray Vaughan in chiave bluegrass.
Nel 2004 viene prodotta in soli 100 esemplari una riproduzione fedelissima della "Number One" di Vaughan. A tale replica, fedele in ogni punto (compresi i graffi sulla vernice), viene dato il nome di Stevie Ray Vaughan Tribute Model "Number One" Stratocaster Guitar. Ogni esemplare è numerato ed ha grande valore collezionistico.
Nel 2007 la Fender produce in serie limitata la replica precisa della chitarra da lui chiamata Lenny in onore della moglie.
[modifica] Lo stile
Il caratteristico stile di Stevie Ray Vaughan è spesso paragonato a quello di Jimi Hendrix, dal quale Vaughan ha, per sua stessa ammissione, tratto grande ispirazione. Altre influenze molto evidenti derivano da Albert King, Freddie King, Chuck Berry, Buddy Guy, B.B. King, e da Kenny Burrell per i brani dalle atmosfere jazz.
Lo stile è scandito da fraseggi veloci e movimentati spesso ripetuti, con grande precisione ritmica, ma anche di assoli lenti e melodici. Durante il corso degli anni il sound di Vaughan è variato dall'uso di suoni e riff brillanti e taglienti (stile Albert King) dei primi anni '80, a figurazioni più melodiche e corpose (stile Eric Clapton) all'inizio del 1990.
Una particolarità del suono di Vaughan derivava dall'uso di corde di dimensioni a volte molto superiori alla norma, di scalatura 0.13 e talvolta 0.14 fino ad arrivare a scalature estreme come la 0.17/0.70. Renè Martinez, suo tecnico, lo convinse ad abbandonare queste corde in favore di altre di dimensioni più convenzionali per evitare danni alle dita (per ovviare a questi inconvenienti ricopriva i polpastrelli di colla "Superglue", usata anche dai soldati americani in Vietnam per chiudere le ferite in attesa di soccorsi)[4].
Lo stile di Vaughan ha segnato in modo importante il mondo del rock/blues, influenzando molti musicisti (da Eric Clapton[5] ad Alex Britti[6], da Zucchero[7] fino a molti rappresentanti della nuova generazione di chitarristi blues come John Mayer, Joe Bonamassa, e Kenny Wayne Shepherd).
[modifica] Strumentazione
[modifica] Chitarre
- "Number One" - Fender Stratocaster del 1959 con finitura "sunburst" rovinata, acquistata nel 1976 presso un negozio di Austin. Modificata in seguito con l'aggiunta di una mascherina nera, ponte mancino e due adesivi prismatici: uno con le iniziali "S.R.V." sulla mascherina ed un altro con la scritta "CUSTOM" sotto il ponte;
- "Lenny" - Fender Stratocaster del 1962 con finitura rossa semitrasparente e manico e tastiera in acero
- "Charley" - Stratocaster artigianale bianca costruita nel 1984 da Charley Wirz, con tre pickup "lipstick" Danelectro e ponte fisso. Sul retro una decalcomania di una Hula-Girl;
- "Red" - Fender Stratocaster del 1963 con finitura rossa (ex-finitura nera) e manico mancino
- "Main" - Hamiltone Lurktamer in stile Strat costruita da James Hamilton, di colore cherry sunburst, con elettronica attiva e pickups Di Marzio;
- "Scotch" - Fender Stratocaster color crema, utilizzata soprattutto negli ultimi album
- "The Yellow One" - Fender Stratocaster del 1959 di colore giallo (immortalata sulla copertina dell'album Live Alive!), rubata nel 1985
[modifica] Amplificatori
- Fender Super Reverb Combo / 4x10
- Fender 1964 blackface VibroVerb Combo / 1x15
- Fender 1959 Bassman Combo / 4x10
- Marshall Major 200-watt testata con casse 8x12 e 4x15"
- Marshall JCM800 testata 100-watt
- Howard Dumble Steel String Slinger Testata 100-watt con cassa Dumble 4x12
- A causa della prematura scomparsa, non farà in tempo ad utilizzare una testata SLO-100 costruita ed opportunamente personalizzata per lui da Mike Soldano.
[modifica] Effetti
- Ibanez TS-808 e TS9 Tube Screamer
- UniVox UniVibe
- Vox 846 Wah-Wah
- Jim Dunlop CryBaby (per Texas Flood)
[modifica] Discografia
[modifica] Album
[modifica] In vita
- 1983 - Texas Flood
- 1984 - Couldn't stand the weather
- 1985 - Soul to soul
- 1989 - In step
- 1990 - Family style - (con Jimmie Vaughan)
[modifica] Altri album
- 1991 - The Sky Is Crying
- 1999 - In Session - (1983; con Albert King)
[modifica] Live
- 1986 - Live Alive!
- 1992 - In the Beginning - (1980; con Jackie Newhouse)
- 1997 - Live at Carnegie Hall - (1984; con la sezione fiati Roomfool of Blues e Angela Strehli)
- 2000 - Live at Montreux 1982 & 1985
- 2006 - Live in Tokyo - (1985)
- 2007 - Boogie with Stevie - (1987, Daytona Beach; 1984 Honolulu, with Jeff Beck, Jimmie Vaughan e Angela Strehli)
[modifica] Compilation
- 1995 - Greatest Hits
- 1999 - The Real Deal: Greatest Hits Volume 2
- 1999 - Unplugged Collection, Vol. 1 - (1990; solo un brano suonato da Stevie, acustico)
- 2000 - Blues at Sunrise
- 2000 - SRV [box set] - (box cartonato con tre CD + video)
- 2000 - Martin Scorsese Presents the Blues - Stevie Ray Vaughan
- 2002 - The Essential Stevie Ray Vaughan and Double Trouble
- 2007 - Solos,session&encores
[modifica] Bootlegs
Si veda il Willmot's Database per un'ampia lista degli show conosciuti.
[modifica] Video/DVD
- 1991 Live at the El Mocambo - (1983)
- 1995 Live From Austin, Texas - (1983 e 1989)
- 1999 Classic Moments - MTV Unplugged - (1990; solo due brani suonati da Stevie, acustici)
- 2000 Live at Montreux 1982 & 1985
[modifica] Tributi
- 1993 Hats Off to Stevie Ray - (Pat Travers, Steve Hunter, Jon Butcher, Kevin Russell, ecc.)
- 1996 Crossfire: A Salute to Stevie Ray - (Steve Morse, Steve Stevens, John Sykes, Walter Trout, ecc.)
- 1996 A Tribute to Stevie Ray Vaughan - (Eric Clapton, Bonnie Raitt, B.B. King, Buddy Guy, ecc.) - disponibile anche il video del concerto
- 2000 Pickin' on Stevie Ray Vaughan - (Vari)
[modifica] Note
- ^ a b c allmusic.com - Stevie Ray Vaughan
- ^ 100 migliori chitarristi di tutti i tempi in Rolling Stone Issue 931. Rolling Stone
- ^ a b Stevie Ray Vaughan's biographical papers
- ^ http://www.jcdisciples.org/musicians/srv/guitar/number_one.html
- ^ Eric Clapton, 1991, concerto-tributo seguito alla morte di Vaughan
- ^ "Classifica personale", MTV, 2002 ed altre dichiarazioni
- ^ Affermato dal cantante in occasione della scomparsa di Vaughan, 1990
[modifica] Bibliografia
- Joe Nick Patoski, Bill Crawford, Stevie Ray Vaughan: Caught in the Crossfire
- Hal Leonard, Guitar World Presents Stevie Ray Vaughan, 1997
- Keri Leigh, Stevie Ray: Soul to Soul
- Craig Hopkins, The Essential Stevie Ray Vaughan, intervista a, 2004
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Sito ufficiale della Sony
- (EN) Elenco completo dei concerti e dei bootleg di Stevie Ray Vaughan
- (EN) Sito fender con descrizione della "Number One"
| Blues | |
|---|---|
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