Giovanni Boldini

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« Per quanto superficiale e pieno di lenocini divenisse il suo lavoro, Boldini fu capace di trasmettere nello spettatore la gioia ispiratagli dalle assurdità che ritraeva. Anche il più insopportabile dei suoi ritratti rivela un immenso divertimento. »
(Cecil Beaton, The Glass of Fashion, 1955)
Giovanni Boldini nel 1910

Giovanni Boldini (Ferrara, 31 dicembre 1842Parigi, 11 gennaio 1931) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Autoritratto a Montorsoli,1892, olio su tela, Firenze, Galleria degli Uffizi

Nasce ottavo di tredici figli, da Antonio, nativo di Spoleto, e Benvenuta Caleffi. Antonio Boldini (1799 - 1872)[1] era pittore di matrice purista, allievo di Tommaso Minardi (1787 - 1871), e restauratore. Si dice che, dotato di notevole tecnica, eseguisse buone copie di opere di Raffaello e di vedutisti veneziani. Dal padre, Zanin riceve, giovanissimo, i primi insegnamenti di disegno.

A Ferrara frequenta dal 1858 i corsi di pittura di Girolamo Domenichini (18131891), che col padre Gaetano fu autore degli affreschi accademici nel locale Teatro, e di Giovanni Pagliarini (18091878), tenuti nel Palazzo dei Diamanti. Qui ha modo di conoscere bene i grandi quattrocentisti ferraresi, oltre a Dosso Dossi e al Parmigianino.

La sua prima opera nota è Il cortile della casa paterna, un olio datato al 1855; seguono, datati alla fine degli anni cinquanta, il suo Autoritratto a sedici anni e i ritratti del fratello Francesco, di Maria Angelini e di Vittore Carletti.

Firenze[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1862 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Firenze, allievo di Stefano Ussi (1822 - 1901) e del cavalier Enrico Pollastrini (1817 - 1876). Frequenta il noto ritrovo di artisti fiorentini, il Caffè Michelangelo, dove conosce Giovanni Fattori, Odoardo Borrani, Telemaco Signorini, il critico d'arte e mecenate del nascente movimento dei Macchiaioli Diego Martelli. Diviene amico inseparabile dei pittori Michele Gordigiani e Cristiano Banti del quale è ospite nelle sue ville di Montorsoli e di Montemurlo. Già manifesta il proprio interesse, che non abbandonerà mai, per i salotti eleganti dell'aristocrazia e dell'alta borghesia: spesso ospite degli inglesi Falconer, decora con tempera stesa a secco, dal 1867 al 1870, le pareti di una saletta della loro villa pistoiese "La Falconiera": la villa sarà acquistata nel 1938 dalla vedova del pittore e custodisce tuttora un centinaio di sue opere e di suoi cimeli. Gli affreschi che riproducono soggetti a carattere agreste ambientati in paesaggi toscani, dopo lo stacco avvenuto tra il 1974 e il 1975, sono ora esposti presso i musei dell'Antico Palazzo dei Vescovi a Pistoia.

Nel 1866 va a Napoli col Banti, che ritrae più volte. Nel 1867 compie un viaggio in Francia con i Falconer: a Montecarlo dipinge il Generale spagnolo - "una delle cose migliori della mia gioventù" -, dirà. A Parigi visita l'Esposizione Universale e conosce Edgar Degas, Alfred Sisley e Édouard Manet.

Si stabilisce a Londra nel 1870, invitato da William Cornwallis - West, conosciuto a Firenze, che gli mette a disposizione uno studio nel centro della città, frequentato dall'alta società ma alla fine dell'anno è nuovamente a Firenze.

A Parigi[modifica | modifica wikitesto]

La Marchesa Luisa Casati con un levriero, collezione privata, 1908

Nell'ottobre del 1871 si stabilisce a Parigi aprendo uno studio nell'avenue Frochol e poi a place Pigalle dove risiede con la modella Berthe. Lavora per il più importante mercante d'arte parigino, Goupil, per il quale operano già pittori di grande successo come Mariano Fortuny ed Ernest Meissonier, oltre agli italiani Giuseppe Palizzi e Giuseppe De Nittis. Dipinge una serie di quadri di genere, d'ambiente settecentesco, allora molto in voga.

Nel 1874 espone con successo al Salon di Parigi Le Lavandaie. Termina la relazione con Berthe e inizia quella con la contessa Gabrielle de Rasty della quale espone un ritratto al Salon nel 1875; a maggio torna brevemente a Ferrara a causa della morte della madre. Nel 1876 viaggia in Germania, dove conosce e ritrae il grande pittore Adolph von Menzel mentre nei Paesi Bassi ha modo di apprezzare le opere di Frans Hals.

Ormai è affermato e richiestissimo dal cosiddetto bel mondo: nel 1886 ritrae una prima volta Giuseppe Verdi su tela - gli donerà il ritratto sette anni dopo a Milano - ma, non soddisfatto dell'esito, lo ritrae nuovamente il 9 aprile 1886, utilizzando il pastello su carta, in sole cinque ore. Il pittore lo tenne per sé, presentandolo all'Esposizione di Parigi del 1889 e nel 1895 alla I Biennale di Venezia, donandolo infine alla Galleria d'Arte Moderna di Roma nel 1918.

Il 5 febbraio 1887 assiste nel Teatro alla Scala di Milano alla prima dell'Otello di Verdi, ricevendone in dono lo spartito. Nel 1889 è nominato commissario della sezione italiana all'Esposizione Universale di Parigi, esponendovi tre suoi ritratti, tra i quali il noto Ritratto di Emiliana Concha de Ossa, nipote dell'ambasciatore cileno presso il Vaticano Luis Subercaseaux.

Alla conoscenza dell'opera dello svedese Anders Zorn si vuole far risalire la scelta del Boldini di aumentare il formato delle sue tele a partire dagli anni novanta. Nel 1892 torna in Italia, a Montorsoli, ospite del Banti, per soddisfare la richiesta del Museo degli Uffizi di un suo Autoritratto, che esegue in cambio di una copia del busto berniniano del Cardinale de' Medici. Torna a Parigi dove per un anno dà lezioni di pittura alla giovane e ricca americana Ruth Sterling.

Nella primavera del 1900 è ospite a Palermo della famiglia Florio, per eseguire il ritratto di donna Franca, il cui esito non soddisfa il marito Ignazio a causa dell'ampia scollatura e delle gambe scoperte poco sotto il ginocchio. Modificato, il ritratto, dopo il dissesto finanziario dei Florio, fu acquistato nel 1928 dal barone Rothschild per l'enorme somma di un milione di lire. Rubato dagli occupanti nazisti a Parigi, il dipinto subì in Germania gravi danni tanto che fu necessario tagliarlo nella parte inferiore. Nello stesso anno è di nuovo presente all'Esposizione di Parigi con il ritratto di Whistler del Brooklyn Museum di New York e quello dell'Infanta Eulalia di Spagna ora conservato presso il Museo Boldini di Ferrara.

Nel 1904 chiede in sposa Alaide Banti, figlia dell'amico pittore Cristiano, ma il matrimonio sfuma e a Parigi Boldini avvia una relazione con la signora de Joss de Couchy.

Con l'inizio della guerra, nel 1914 si trasferisce a Nizza con la nuova modella Lina fino al 1918; l'anno dopo è insignito dal governo francese della Legione d'onore. Ormai malato, la vista indebolita, nel 1926 conosce la giovane giornalista Emilia Cardona, che sposa il 29 ottobre 1929. Muore a Parigi l'11 gennaio 1931; la sua salma è tumulata accanto ai genitori nel cimitero della Certosa di Ferrara.

Giudizi critici[modifica | modifica wikitesto]

L'Infanta Eulalia di Spagna, olio su tela, Ferrara, Museo Boldini, 1898
Canale a Venezia con gondole, 1899 - 1913, olio su pannello, Gallerie di piazza Scala, Fondazione Cariplo, Milano
« La sua pittura è un ammasso di lasciarlo e di fatto, di falso e di vero, che bisogna prenderlo com'è. E non ci vuotare il capo a farci sopra delle teorie; né si può dire che quando siete davanti a un suo lavoro, possiate non guardarlo, egli affascina, vi corbella, vi mette il capo sottosopra; sentite che quella faccenda che avete sotto gli occhi è una profanazione della vostra divinità, ma purtuttavia ci trovate gusto, lo gnomo vi inviluppa, vi sbalordisce, vi incanta, le vostre teorie se ne vanno, ed egli ha vinto. »
(Diego Martelli)
« ...se una cosa [gli amatori d'arte] ammirano nei ritratti del signor Boldini, è la freschezza del colorito e per l'appunto è questa freschezza è la qualità che meno apprezziamo in quest'artista. Mentre la fattura larga e facile ci piace, il colore continuamente bello e lucido ci stanca; in natura, i colori belli di per se stessi non vi sono, ma paiono tali per il giusto contrapposto con gli altri, il fare i colori più belli della natura è far falso e convenzionale insieme »
(Signorini, 1867)
« Giovanni Boldini incarna il genio vibrante e facile, la maestria posta sempre meglio al servizio del piacere dei sensi, l'artista della decadenza estrema dotato di parecchi fra gli espedienti che vennero ignorati dai maestri italiani delle grandi epoche »
(Blanche, 1931)
« I suoi ritratti sono "condotti con un'esecuzione spedita, sciolta, di tocco e di bravura, che rivela abbondanza di doni nativi ma troppo spesso devia verso una facilità di cattiva lega »
(Brizio, 1944)
« Era un artista ultra chic, in suo modo particolare, specialmente quando ritraeva lungiformi signore dell'alta società internazionale che appaiono dipinte come sotto un vetro traslucido. Esperto di quel mondo e della letteratura francese che lo ha rappresentato, interpretava molto bene la più alta eleganza femminile in un'epoca in cui era anche troppo rivestita dagli artifici dei sarti e delle modiste, figurativamente legata in pose ambigue che stanno tra il salotto e il teatro. Ma quei ritratti hanno un forte potere d'incanto: rivelano spontanee e sicure doti di pittore... »
(Berenson, 1958)
« Le donne ebbero sempre un ruolo di primo piano nella sua vita, nel ritrarle egli ne esaltava le caratteristiche migliori, allungava gambe, mani, piedi per esaltare il fascino naturale. Raggiunta la celebrità e la ricchezza non smise di impegnarsi nel lavoro, che programmava minuziosamente: ogni suo quadro era preceduto da schizzi, appunti e prove per ottenere la perfezione formale. Persino i suoi caratteristici, rapidissimi colpi di pennello, le cosiddette "sciabolate" che imprimevano vita e movimento, erano accuratamente studiati. »
(Anonimo)
« Le donne di Boldini, sono nature flessuose e disinibite che mostrano senza reticenza un modello di bellezza erudito e, spogliandosi, affermano la loro autodeterminazione di individui maturi e emancipati, pienamente consapevoli della propria femminilità. Nature fantastiche e conturbanti, raggiungono eccitate lo studio dell'artista, impazienti di sfuggire al protocollo dei loro palazzi, di slacciare i rigidi corpetti di stecche di balena, per abbandonarsi, libere finalmente, nel tepore del boudoir, di sentirsi loro stesse protagoniste, ammirate e soprattutto comprese, di fronte al “fauno”, a quel piccolo uomo al quale non sanno tacere i loro più reconditi desideri.
Boldini non le giudica, perché giudicarle significherebbe rinnegare la sua natura dissoluta ma, anzi, le incoraggia a esprimersi, raccoglie le loro confessioni, le loro angosce e le induce a riflettere sulla fatuità del tempo e dell'amore che vive di un solo attimo.
L'artista sa cogliere a volo quel momento, quello irripetibile, in cui la bellezza appare più sfolgorante e in cui le sue muse si mostrano più disinvolte e naturali. Eppure questi ritratti ricolmi di tanta bellezza sono spesso perturbati da un senso di provvisorietà, che aleggia velata, che freme nell'aria e negli sguardi ora struggenti, ora superbi o malinconici, di femmine insoddisfatte e irrequiete, colpevoli di vanità, complici compiaciute e sopraffatte da quella immagine certamente sconveniente che il genio italiano darà di loro.
L'artista esalta il loro ego ritraendole spesso soltanto un attimo prima che, sopraggiungendo l'autunno della vita, la loro bellezza appassisca per sempre, che le loro foglie di rose profumate comincino a cadere. A volte, come uno stregone, raccoglie i fragili petali e con un gesto d'amore ricompone quei fiori appassiti restituendogli un attimo di eterna primavera. »
(Panconi, 2008)
« Per noi la Belle Epoque fu soprattutto il tempo di De Nittis, di Corcos, di La Gandara, di Stevens, di Tissot, di Sargent, di Helleu, di Whistler, di Beraud, di De Jonghee e, sopra ogni altro, di Boldini, geniale capostipite di questa generazione di pittori cosiddetti à la mode giunto a Parigi proprio nel 1871, dando origine all'irresistibile stile Boldini. Il 1871 dunque quale data di inizio della lunghissima esperienza francese di Boldini e quindi della Belle Époque che, in senso estetico e figurato, sbocciava, deflagrava e concludeva la propria parabola, parallelamente alle rappresentazioni caratterizzate del peintre italienne de Paris, prima esordiente e giovane pittore di belle speranze, poi fulgido astro dell'arte internazionale e infine, proprio negli anni fatidici del primo conflitto mondiale, afflitto da una grave malattia della vista che segnò l'inizio del suo declino umano e artistico.
“…Tutto andava di bene in meglio. Questo era il mondo in cui nacqui, all'improvviso, una mattina del 1914, ogni cosa giunse inaspettatamente alla fine…”. »
(Panconi, 2011)

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

A Giovanni Boldini è dedicata la mostra 2015 dei Musei di San Domenico di Forlì[2].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Il cortile della casa paterna, 1855, olio su tavola, 27x20 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Autoritratto giovanile, 1856-1858, olio su cartone, 16,5x13,5 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Ritratto di Lilia Monti nata contessa Magnoni, 1864-1865, olio su tela, 67x53 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Autoritratto mentre osserva un quadro, olio su tela, 1865, olio su tela, 32x22,5 cm, Firenze, Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti
  • Ritratto di Enea Vendeghini, 1865 circa, olio su cartone, 18x14 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Ritratto di Giuseppe Abbati, 1865 circa, olio su tavola, 37,5x22 cm, Montecatini Terme, collezione privata
  • Fattori nel suo studio (l'atelier d'un peintre), 1865 circa, olio su tavola, 13x24 cm, Milano, Banca Commerciale Italiana
  • L'amatore delle arti, 1865-1866, olio su tela, 32x47 cm, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea
  • Il pittore Cristiano Banti con canna da passeggio e sigaro, 1865-1866, olio su tela, 57x33,5 cm, Firenze, Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti
  • Ritratto di Lionetto Banti bambino, 1866, olio su tela, 44x22.5 cm, Firenze, Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti
  • Ritratto di Alaide Banti in abito bianco, 1866, olio su tela, 43x23 cm, Firenze, Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti
  • Ritratto di Diego Martelli, 1867 circa, olio su tela, 14,8x19,7 cm, Firenze, Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti
  • Il generale Esteban José Andrès de Saravalle de Assereto, 1867, olio su tela, 61x48 cm, Valdagno, collezione Marzotto
  • Marina, 1868, tempera su muro staccata parete est della sala della Villa La Falconiera, 245x420 cm, Pistoia, Musei Antico Palazzo dei Vescovi
  • Pagliaio, 1868, tempera su muro staccata dalla parete ovest della sala della Villa La Falconiera, 205x122 cm, Pistoia, Musei Antico Palazzo dei Vescovi
  • Palme e aranci, 1868, tempera su muro staccata dalla parete sud della sala da pranzo della Villa La Falconiera, 247x127 cm, Pistoia, Musei Antico Palazzo dei Vescovi
  • Contadina che raccoglie biancheria (la stesa del bucato), 1868, tempera su muro staccata dalla parete sud della sala da pranzo della Villa La Falconiera, 247x125 cm, Pistoia, Musei Antico Palazzo dei Vescovi
  • Le sorelle Laskaraki, 1869, olio su tavola, 14x22,5 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Ritratto di Mary Donegani, 1869, olio su tavola, 40x25 cm, Viareggio, collezione privata
  • Vista sul Castello Estense (dalla soffitta a Ferrara), 1870, olio su tavola, 35x27 cm, Novara, collezione privata
  • Ritratto di signora con i fiori, 1870, olio su tela, 110x241 cm, Livorno, Museo civico Giovanni Fattori
  • L'isola di San Giorgio a Venezia, 1872, olio su tela, 33x46 cm, collezione privata
  • Attraversando la strada, 1873, olio su tavola, 46x37,5 cm, Williamstown, Sterling and Clark Art Institute
  • Gossip (Chiacchere), 1873, olio su tavola, 17,8x24,1 cm, New York, Metropolitan Museum of Art
  • Coppia in abito spagnolo con due pappagalli, 1873 circa, olio, ubicazione sconosciuta
  • Strada maestra a Combes-la-Ville, 1873, olio su tela, 69x114 cm, Philadelphia, Philadelphia Museum of Art The George W. Elkins Collection
  • Conversazione, 1873, olio su tavola, 17,8x24,1 cm, New York, Metropolitan Museum of Art
  • Morning stroll (passeggiata mattutina), 1873, olio su tavola, 24x34 cm, Bologna, collezione privata
  • Place Clichy, 1874, olio su tela, 60x98 cm, Roma, collezione privata
  • La Senna a Bougival, 1874 circa, olio su tela, 62,5x76 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Le Lavandaie, 1874, olio su tavola, 32,3x51,6 cm, collezione privata
  • Berthè in giardino, 1874, olio su tavola, 21x16 cm, collezione privata
  • La passeggiata estiva (The summer stroll), 1874 circa, olio su tela, 55,8x34,9 cm, collezione privata
  • Nel Giardino, 1875 circa, olio su legno, 23,8x 19 cm, Londra, National Gallery
  • Periferia parigina, 1875 circa, olio su tavola, 15x26 cm, collezione privata
  • Il giovane marchese, 1875, olio su tela, 31x17 cm, collezione privata
  • Attraversando la strada (Crossing the street), 1875, olio su tavola, 45,9x37,5 cm, Clark Art Institute, Williamstown (Massachusetts)
  • Uscita da un ballo mascherato, 1876 circa, olio su tela, 33x46,5 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Due cavalli bianchi, 1876 circa, olio su tela, 153x122,5 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Due figure in maschera (dopo il veglione), 1878, olio su tavola, 65x49 cm, collezione privata
  • "Berthè che legge la dedica su un ventaglio", 1878, olio su tela, 60x40 cm, Lugano, Butterfly Institute Fine Art
  • La contessa Gabrielle de Rasty seduta sul divano, 1878, olio su tela, 147x115 cm, Busto Arsizio, collezione privata
  • Il dispaccio (The Dispatch-Bearer), 1879 circa, olio su tavola, 42,6x34,3 cm, New York, Metropolitan Museum of Art
  • Il giornalaio (strillone parigino), 1880 circa, olio su tavola, 47x29 cm, Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte
  • Casa in costruzione, 1880 circa, olio su tavola, 35x27 cm, collezione privata
  • Omnibus a Place Pigalle, 1882, olio su tavola, 18x27,5 cm, collezione privata
  • Il maestro Emanuele Muzio sul podio, 1882, olio su tela, 27x22 cm, Milano, Casa di Riposo per Musicisti Fondazione Giuseppe Verdi
  • Ritratto di Henri de Rochefort-Luçay, 1882 circa, olio su tela, 61x50 cm, Parigi, Museo d'Orsay
  • Alice Regnault a cavallo (L'amazzone), 1883 circa, olio su tavola, 70x59 cm, Milano, Civica Galleria d'Arte Moderna
  • Notturno a Montmartre, 1883 circa, olio su tela, 128x135 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Cantante mondana, 1884 circa, olio su tela, 61x46 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Ritratto di Giuseppe Verdi in cilindro, 1886, pastello su carta, 65x45 cm, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea
  • Ritratto di Giuseppe Verdi seduto, 1886, olio su tela, 122x87 cm, Milano, Casa di Riposo per Musicisti Fondazione Giuseppe Verdi
  • Carro con cavalli alla porta d'Asnières, 1886 circa, olio su tela, 70x100 cm, Firenze, Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti
  • Ritratto di Emiliana Concha de Ossa detto Pastello bianco, 1888, pastello su tela, 200x110 cm, Milano, Pinacoteca di Brera
  • Donna in nero che guarda il Pastello della signora Emiliana Concha de Ossa, 1888 circa, olio su tavola, 80,5x64,5 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Ritratto della contessa de Leusse, nata Berthier, 1889, olio su tela, 170x59 cm, collezione privata
  • La colonnade a Versailles, 1889, olio su tavola, 64x52 cm, Pistoia, collezione privata
  • Mercato delle erbe a Verona, 1890, Olio su tavola, 35x27 cm, collezione privata
  • Il pittore John Lewis Brown con moglie e figlia, 1890, olio su tela, 120x145 cm, Lisbona, Museo Calouste Gulbenkian
  • Ritratto del piccolo Subercaseaux, 1891, olio su tela, 179x98,5 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Autoritratto a Montorsoli, 1892, olio su tela, 56x36 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi, Corridoio Vasariano
  • Lady Colin Campbell, 1894 circa, olio su tela, 184,3x120,2 cm, Londra, National Portrait Gallery
  • Ritratto di Adolph Menzel, 1895, olio su tela, 41x54,5 cm, Berlino, Neue Nationalgalerie
  • Nudo di schiena, 1895, olio su tela, 61x50 cm, Bologna, collezione privata
  • Ritratto di Madame Charles Max, 1896, olio su tela, 205x100 cm, Parigi, Museo d'Orsay
  • La cornice dorata (Interno dello studio dell'artista), 1896 circa, olio su tavola, 35x22 cm, collezione privata
  • Ritratto di Madame Veil-Picard, 1897, olio su tela, 198x100 cm, Varese, collezione privata
  • Un angolo della mensa del pittore, 1897, olio su tavola, 116x38 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Robert de Montesquiou, 1897, olio su tela, 116x82,5 cm, Parigi, Museo d'Orsay
  • Il ritorno dei dragoni, 1898, olio su tela, 75,6x57 cm, Pavia, collezione privata
  • S.A.R. La principessa Eulalia di Spagna, 1898, olio su tela, 202x101,5 cm, Ferrara, Museo Boldini
  • Il busto del Cardinale del Bernini nello studio del pittore, 1899 circa, olio su tela, 55,5x46 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Canale a Venezia con gondole, 1899-1913, olio su pannello, 35x27 cm, Milano, Gallerie di piazza Scala, Fondazione Cariplo
  • Cléo de Mérode, 1901, olio su tela, 97,8x81,3 cm, collezione privata
  • Miss Bell, 1903, olio su tela, 205x101 cm, Genova, Museo Villa Grimaldi Fassio Raccolte Frugone
  • Ritratto di Madame Marthe Régnier, 1905, olio su tela, 231,1x120,7 cm, collezione privata
  • Ritratto della contessa Zichy, 1905, olio su tela, 219x119 cm, collezione privata
  • Rose in un vaso di Sassonia, 1906, olio su tavola, 27x35 cm, collezione privata
  • Ritratto di Mademoiselle Lanthèlme, 1907, olio su tela, 231x121 cm, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea
  • La marchesa Luisa Casati con un levriero, 1908, olio su tela, 235x141 cm, Milano, collezione privata
  • La passeggiata al Bois de Boulogne, 1909 circa, olio su tela, 128x118 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Ritratto di Madame Eugène Doyen, 1910, olio su tela, 224x112,4 cm, collezione privata
  • La signora Lyding, 1911, olio su tela, 175x108 cm, collezione privata
  • Autoritratto a sessantanove anni, 1911, olio su tela, 105x97 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Ritratto della Marchesa Luisa Casati con penne di pavone, 1911-1913, olio su tela, 130x176 cm, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea
  • Mademoiselle De Gillespie, 1912, olio su tela, 180x96 cm, collezione privata
  • La signora in rosa - Ritratto di Olivia de Subercaseaux Concha, 1916, olio su tela, 163x113 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  • Lady Michelham, 1917, olio su tela, 210x112 cm, collezione privata
  • Ritratto di Emilia Cadorna, 1928, olio su tela, 40x56,5 cm, Ferrara, Museo Giovanni Boldini

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alessandra Borgogelli Boldini, Art Dossier n. 145, aprile 1999, Firenze, p.9
  2. ^ Mostre: Boldini nel 2015 a Forlì

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • T. Signorini, L'esposizione di Belle arti della società d'incoraggiamento in Firenze in «Il Gazzettino delle arti e del disegno», 4, 9 febbraio 1867
  • J.-E., Blanche, "L'Illustration", 5 dicembre 1931
  • A. M. Brizio, Ottocento - Novecento, Torino, 1944
  • B. Berenson, Pellegrinaggi d'arte, 1958
  • A. Buzzoni, M. Toffanello (a cura di), Museo Giovanni Boldini. Catalogo generale completamente illustrato, Ferrara, 1997
  • T. Panconi, Giovanni Boldini, l'uomo e la pittura, Pisa 1998, ISBN 8877812141
  • T. Panconi, La Falconiera, un villino sulla via di Parigi, in: Antologia dei Macchiaioli: la trasformazione sociale e artistica nella Toscana di metà Ottocento, Pisa 1999. ISBN 8877812478
  • B.Doria, Giovanni Boldini: catalogo generale dagli archivi Boldini, Milano, 2000
  • F. Dini, In margine al centenario della scomparsa dell'insigne compositore: Boldini e Verdi, in Nuova Antologia, vol. 587, fascicolo 2220, Firenze 2001
  • P. Dini e F. Dini, Giovanni Boldini 1842-1931. Catalogo ragionato, Torino, 2002. ISBN 8842210730
  • T. Panconi (a cura di), Giovanni Boldini: l'opera completa, Firenze, 2002. ISBN 8879701525
  • T. Panconi, Giovanni Boldini, un geniale antipatico, in: L'Ottocento, indagini etiche e estetiche per il collezionista d'arte, Pisa 2005
  • T. Panconi, Giovanni Boldini, documenti, dipinti inediti e due falsi eccellenti, in: L'Ottocento, indagini etiche e estetiche per il collezionista d'arte, Pisa 2005
  • T. Panconi, Boldini, il pittore che amava le donne, in Il Tremisse Pistoiese, Pistoia 2008
  • E. Lissoni, Giovanni Boldini, catalogo online Artgate della Fondazione Cariplo, 2010, CC-BY-SA.
  • B. Doria, Boldini: I disegni di Giovanni Boldini: catalogo generale, Skira, 2011, ISBN 978-88-572-1140-4.
Testi generalisti citati nella voce
  • A. Borgogelli, Boldini, Art Dossier n. 145, Firenze, 1999
Cataloghi di mostre
  • E. Cardona Boldini, G. Gelli, E. Piceni (a cura di), Mostra di Giovanni Boldini, (catalogo mostra Ferrara Casa Romei), Milano, 1963
  • P. Dini, Giovanni Boldini, (catalogo mostra Pistoia Convento di San Domenico), Pistoia 1984
  • E. Savoia (a cura di), presentazione: E. Riccomini Giovanni Boldini. Il dinamismo straordinario delle linee, (catalogo mostra Bottegantica), Bologna 1999
  • E. Savoia (a cura di),Omaggio a Giovanni Boldini, (catalogo mostra galleria Bottegantica), Bologna 2001
  • G. Belli (a cura di), Boldini, De Nittis, Zandomeneghi. Mondanità e costume nella Parigi fin de siècle, (catalogo mostra Trento, Museo di Arte Moderna e Contemporanea e Rovereto Palazzo delle Albere), Milano 2001. ISBN 8881189550
  • E. Savoia (a cura di),G. Boldini. Dalla macchia alla sperimentazione dinamica, (catalogo mostra galleria Bottegantica), Bologna 2003
  • F. Dini, F. Mazzocca, C. Sisi (a cura di), Boldini, (catalogo mostra Padova, Palazzo Zabarella e Roma GNAM), Venezia 2005. ISBN 8831786296
  • F. Dini (a cura di), Boldini, Helleu, Sem. Protagonisti e miti della Belle Epoque, (catalogo mostra Castiglioncello, Centro per l'arte Diego Martelli - Castello Pasquini), Milano 2006. ISBN 8876248951
  • T. Panconi (a cura di), Boldini Mon Amour, (catalogo mostra Montecatini Terme Terme Tamerici), con presentazione del ministro per i beni e le attività culturali sen. Sandro Bondi, Pisa 2008. ISBN 9788863150339
  • F. Dini (a cura di), Boldini e gli italiani a Parigi. Tra realtà e impressione, (catalogo mostra Roma Chiostro del Bramante), Milano 2009. ISBN 9788836615735
  • S. Lees (a cura di), Giovanni Boldini nella Parigi degli Impressionisti, (catalogo mostra Ferrara Palazzo Diamanti), Ferrara 2009. ISBN 8889793023
  • T. Panconi, S. Gaddi (a cura di), Boldini e la Belle Epoque (catalogo mostra Como Villa Olmo), Milano 2011. ISBN 9788836620173
  • S. Bosi, E. Savoia (a cura di), Giovanni Boldini. Capolavori e opere inedite dall'atelier dell'artista, (catalogo mostra Milano Galleria Bottegantica), Milano 2011. ISBN 9788888997520
  • M. L. Pacelli, B. Guidi, C. Vorrasi (a cura di), Da Boldini a De Pisis. Firenze accoglie i capolavori di Ferrara, (catalogo mostra Firenze Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti e Villa Bardini), Ferrara 2013, ISBN 9788889793237

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