Diocesi di Pistoia

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Diocesi di Pistoia
Dioecesis Pistoriensis
Chiesa latina
Pistoia0001.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Firenze
Regione ecclesiastica Toscana
  Italy Tuscany Diocese map Pistoia.svg
Vescovo Fausto Tardelli
Vescovi emeriti Mansueto Bianchi
Sacerdoti 156 di cui 129 secolari e 27 regolari
1.378 battezzati per sacerdote
Religiosi 27 uomini, 227 donne
Diaconi 23 permanenti
Abitanti 217.515
Battezzati 215.000 (98,8% del totale)
Superficie 821 km² in Italia
Parrocchie 161 (10 vicariati)
Erezione III secolo
Rito romano
Cattedrale San Zeno
Indirizzo C.P. 273, Via Puccini 29, 51100 Pistoia, Italia
Sito web www.diocesipistoia.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Italia
Il palazzo vescovile di Pistoia.
La cupola della basilica della Madonna dell'Umiltà a Pistoia.

La diocesi di Pistoia (in latino: Dioecesis Pistoriensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Firenze appartenente alla regione ecclesiastica Toscana. Nel 2004 contava 215.000 battezzati su 217.515 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Fausto Tardelli.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende la provincia di Pistoia (ad esclusione del territorio soggetto alla diocesi di Pescia), la frazione di Fossato, in comune di Cantagallo[1], i comuni di Poggio a Caiano, Carmignano e Montemurlo, in provincia di Prato, e i comuni di Capraia e Limite e Vinci, in provincia di Firenze.

Sede vescovile è la città di Pistoia, dove si trova la cattedrale di San Zeno.

Il territorio si estende su 821 km² ed è suddiviso in 161 parrocchie, raggruppate in 10 vicariati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi fu probabilmente eretta nel V secolo. Tuttavia, secondo la tradizione san Pietro inviò in Toscana san Romolo, protovescovo, che fu poi incluso nelle cronotassi pistoiesi, come pure in quelle delle chiese di Fiesole e di Volterra. Recenti scoperte archeologiche permettono di datare una sicura presenza cristiana a Pistoia nel Tardo impero romano.

Il primo documento storico che parla di un vescovo pistoiese, benché anonimo, è una lettera di papa Gelasio I del 492/496, dove assieme ad altri vescovi, viene qualificato come «aetate vel honore longaevus». In una lettera di papa Pelagio I del 557 vengono riportati i nomi dei vescovi della Tuscia Annonaria, ma senza la sede di appartenenza: è probabile che tra Massimiliano, Geronzio, Terenzio e Vitale vi sia anche il vescovo di Pistoia.

Fino alla fine del VII secolo non si hanno più menzioni documentarie della sede pistoiese. Gli storici locali hanno cercato di colmare la lacuna «con una serie di nomi di vescovi più o meno immaginari, quali Restaldo (realmente esistito, ma agli inizi del secolo XI), Nessorio, Traccia o Traziano I, Teodato, Padetto, Nestorio o Nessorio II, Vigeseldo: tutti nomi fittizi, dei quali nessun documento rimane che possa in qualche modo suffragarne la reale esistenza».[2]

Il silenzio delle fonti (557-700) hanno portato alcuni studiosi (Chiappelli) ad ipotizzare una momentanea soppressione della diocesi e la sua incorporazione in quella vicina di Lucca. Ed è proprio al vescovo di questa città che Giovanni, nel 700, chiede la conferma della sua elezione. Giovanni è anche il primo vescovo di Pistoia di cui si conosca con certezza il nome.

La serie dei vescovi sicuri di Pistoia riprende con Guillerado all'inizio del IX secolo. Secondo lo storico diocesano Sabatino Ferrali, i vescovi che le cronotassi locali riportano per il secolo VIII sono fittizi, anche questi inseriti per colmare un vuoto tra Giovanni I e Guillerado.[2]

Nel corso del Medioevo il vescovo di Pistoia ebbe un rilevante ruolo politico nel governo della città; nel 1320 il vescovo Ermanno degli Anastasi fu deposto da papa Giovanni XXII perché accusato di favorire la fazione dei guelfi bianchi.

Il 10 maggio 1419 la diocesi divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Firenze, perdendo così la sua secolare immediata soggezione alla Santa Sede.

Nel 1471 il vescovo Donato de' Medici istituì il monte di pietà.

Il 22 settembre 1653 con la bolla Redemptoris nostri di papa Innocenzo X fu eretta la diocesi di Prato, con territorio scorporato dalla diocesi di Pistoia, a cui Prato fu contestualmente unita aeque principaliter.

Nel 1690 fu istituito il seminario diocesano, poi ampliato nel 1720 e trasferito in nuovi locali nel 1783.

Il 19 settembre 1786 venne inaugurato dal vescovo Scipione de' Ricci l'importante sinodo, che si concluse il 28 settembre. In questo sinodo il vescovo promosse riforme di stampo giansenista nella liturgia, nell'istruzione, nella disciplina del clero, nella dottrina e giunse a proibire il culto al Sacro Cuore di Gesù. Il sinodo gettò la diocesi nella confusione, al punto da minacciare uno scisma in tutta la Toscana. Nel 1790, durante l'assenza del vescovo, i capitoli di Pistoia e di Prato ricusarono i decreti del sinodo. Dopo un esame di sei anni, la bolla Auctorem Fidei di papa Pio VI condannò 85 tesi approvate dal sinodo, bollandone 7 come eretiche e altre come «scismatiche, erronee, sovversive della gerarchia ecclesiastica, false, temerarie, capricciose, ingiuriose alla Chiesa e alla sua autorità, conducenti al disprezzo de' sacramenti e delle pratiche di santa Chiesa, offensive alla pietà dei fedeli, che turbavano l'ordine delle diverse chiese, il ministero ecclesiastico, la quiete delle anime; che si opponevano ai decreti Tridentini, offendevano la venerazione dovuta all Madre di Dio, i diritti de' Concilii generali». Successivamente alla condanna il vescovo Ricci, che già nel 1791 aveva rinunciato alla diocesi, ritrattò le sue tesi e si sottomise all'autorità del papa.

Il 25 gennaio 1954 papa Pio XII separò la diocesi di Prato dalla diocesi di Pistoia con la bolla Clerus populusque. Nel 1916 e nel 1975 Pistoia cedette porzioni di territorio per l'ingrandimento della diocesi pratese.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Pistoia[modifica | modifica wikitesto]

  • San Romolo
  • Anonimo † (menzionato nel 492/496)
  • Anonimo ? † (menzionato nel 557)
  • Restaldo I ? † (594 - dopo il 600 ?)
  • Nessorio ? † (623)
  • Traccia ? † (626)
  • Teodato ? † (641)
  • Padetto ? † (668)
  • Nestorio ? † (683)
  • Vegesaldo ? † (698)[3]
  • Giovanni I † (700 eletto - dopo il 716)
  • Felice † (722)
  • Teodosio † (730)
  • Licinio † (754)
  • Abbondio † (762)
  • Giovanni II † (772)
  • Benedetto † (786)[4]
  • Guillerado † (prima dell'801 - dopo l'812)
  • Lamprendo † (menzionato nell'826)
  • Guasprando † (menzionato nell'844)
  • Oschisio † (prima dell'853 - dopo l'871)
  • Asterio † (menzionato nel 904)
  • Guido I † (prima del 916 - circa 937)
  • Uberto † (937 - ?)
  • Raimbaldo † (menzionato nel 940)
  • Giovanni III † (prima del 951 - 985)
  • Antonino † (prima di maggio 985 - dopo il 1011)
  • Guido II † (menzionato a maggio 1012)
  • Restaldo II † (1012 - dopo gennaio 1023)
  • Guido III † (prima del 1025 - 1042)
  • Martino † (1043 - dopo il 1057)
    • Sede vacante
  • Leone † (prima del 1067 - 1085)
  • Pietro Guidi, O.S.B.Vall. † (15 gennaio 1086 - 8 gennaio 1107 deceduto)
  • Ildebrando Guidi, O.S.B.Vall. † (14 novembre 1107 - circa 1133 deceduto)
  • Sant'Atto, O.S.B.Vall. † (prima di dicembre 1133 - 21 giugno 1153 deceduto)
  • Tracio † (17 febbraio 1154 - 1166)
  • Rinaldo † (20 aprile 1167 - 5 maggio 1189 deceduto)
  • Buono † (1189 - 28 gennaio 1208 deceduto)
  • Soffredo Soffredi I † (19 novembre 1208 - 14 dicembre 1210 deceduto)
  • Soffredo Soffredi II † (circa 1211 - 1222 ? dimesso)
  • Tommaso † ( 1222 - circa 1222 deceduto)
  • Graziano Berlinghieri † (7 aprile 1223 - 7 gennaio 1250 deceduto)
  • Guidaloste Vergiolesi † (20 giugno 1252 - 21 febbraio 1286 deceduto)
  • Tommaso Andrei † (9 giugno 1286 - 29 luglio 1303 deceduto)
  • Bartolòmino Giuntoncini Sigisbuldi † (2 novembre 1303 - 4 dicembre 1307 nominato vescovo di Foligno)
  • Ermanno degli Anastasi † (4 dicembre 1307 - 15 agosto 1321 deceduto)
  • Baronto Ricciardi † (19 febbraio 1322 - 1348 deceduto)
Tomba di Giovan Battista Ricasoli nella basilica di Santa Maria Novella a Firenze

Vescovi di Pistoia e Prato[modifica | modifica wikitesto]

Sinodo diocesano nel 1786
  • Giovanni Gerini † (22 settembre 1653 - 18 maggio 1656 deceduto)
  • Francesco Rinuccini † (28 agosto 1656 - 11 marzo 1678 deceduto)
  • Gherardo Gherardi † (10 aprile 1679 - 16 gennaio 1690 deceduto)
  • Leone Strozzi, O.S.B.Vall. † (10 luglio 1690 - 21 giugno 1700 nominato arcivescovo di Firenze)
  • Francesco Frosini † (24 gennaio 1701 - 2 ottobre 1702 nominato arcivescovo di Pisa)
  • Carlo Visdomini Cortigiani † (15 gennaio 1703 - 13 ottobre 1713 deceduto)
  • Colombino Bassi, O.S.B.Vall. † (6 maggio 1715 - 11 aprile 1732 deceduto)
  • Federico Alamanni † (21 luglio 1732 - 30 novembre 1775 deceduto)
  • Giuseppe Ippoliti † (15 aprile 1776 - 23 marzo 1780 deceduto)
  • Scipione de' Ricci † (19 giugno 1780 - 10 giugno 1791 dimesso)
  • Francesco Falchi Picchinesi † (19 dicembre 1791 - 10 febbraio 1803 deceduto)
  • Francesco Toli † (28 marzo 1803 - 6 luglio 1833 deceduto)
  • Angelo Maria Gilardoni † (23 giugno 1834 - 24 maggio 1835 deceduto)
    • Sede vacante (1835-1837)
  • Giovan Battista Rossi † (2 ottobre 1837 - 16 febbraio 1849 deceduto)
  • Leone Niccolai, O.Cart. † (5 novembre 1849 - 13 luglio 1857 deceduto)
    • Sede vacante (1857-1867)
  • Enrico Bindi † (27 marzo 1867 - 27 ottobre 1871 nominato arcivescovo di Siena)
  • Niccolò Sozzifanti † (27 ottobre 1871 - 1º febbraio 1883 deceduto)
  • Donato Velluti Zati di San Clemente † (15 marzo 1883 - 11 marzo 1885 dimesso e nominato vescovo titolare di Oropo)
  • Marcello Mazzanti † (27 marzo 1885 - 18 agosto 1908 deceduto)
  • Andrea Sarti † (29 aprile 1909 - 7 novembre 1915 deceduto)
  • Gabriele Vettori † (6 dicembre 1915 - 6 febbraio 1932 nominato arcivescovo di Pisa)
  • Giuseppe Debernardi † (13 marzo 1933 - 19 settembre 1953 deceduto)

Vescovi di Pistoia[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 217.515 persone contava 215.000 battezzati, corrispondenti al 98,8% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
diocesi di Pistoia e Prato
1949 262.103 262.403 99,9 378 289 89 693 95 791 217
diocesi di Pistoia
1970 201.919 202.238 99,8 235 188 47 859 67 549 172
1980 204.221 204.965 99,6 193 157 36 1.058 1 42 439 160
1990 219.100 220.400 99,4 170 142 28 1.288 4 30 349 158
1999 212.885 213.685 99,6 173 141 32 1.230 25 34 254 160
2000 211.000 229.000 92,1 161 130 31 1.310 24 33 275 160
2001 215.000 236.111 91,1 160 131 29 1.343 23 32 240 160
2002 221.300 234.912 94,2 164 134 30 1.349 23 32 227 160
2003 207.861 220.861 94,1 165 135 30 1.259 23 32 224 160
2004 215.000 217.515 98,8 156 129 27 1.378 23 27 227 161

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.diocesipistoia.it/chiesa_scheda.asp?id_parrocchia=74&id=&pag_A=&pag_B=&pag_C=&lingua=ITA.
  2. ^ a b Dal sito della diocesi di Pistoia.
  3. ^ I vescovi da Nessorio a Vegesaldo sono messi in dubbio da Cappelletti.
  4. ^ I vescovi da Felice a Benedetto sono assenti in Gams e Cappelletti; appartengono alla cronotassi presente nel sito web della diocesi.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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