Montagna pistoiese

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I Denti della Vecchia in Val di Luce.
Estensione della Montagna pistoiese rispetto alla Provincia di Pistoia.

La Montagna pistoiese è il territorio che comprende i comuni classificati come "montani" di Abetone, Cutigliano, Marliana, Piteglio, Sambuca Pistoiese e San Marcello Pistoiese interamente montani, Pescia, Montale e Pistoia parzialmente montani. Questo territorio complessivamente si estende per 53.767 ettari, il 56% c.a. della superficie della Provincia di Pistoia (96.489 ettari) e con un numero di 28.059 abitanti, l'11% c.a. dell’intera popolazione provinciale (264.622 ab.)[1]. È presente la stazione ferroviaria in località Pracchia e San Mommè.

Geografia e territorio[modifica | modifica sorgente]

La Montagna Pistoiese, presso il Passo del Cancellino (1634 m s.l.m.)

La Montagna pistoiese occupa un'estesa area a nord e nord-ovest di Pistoia, sulla dorsale sud dell'Appennino tosco-emiliano. Confina a Nord Ovest con la provincia di Modena ed a nord con quella di Bologna. La vette più alte risultano essere il Corno alle scale (1.945 m s.l.m.) e l'Alpe tre potenze che segnano rispettivamente il confine tra la provincia di Pistoia, la provincia di Bologna e la provincia di Modena il primo e provincia di Pistoia, provincia di Modena e provincia di Lucca il secondo. La parte nord è segnata dal crinale dell'Appennino, oltre il quale c'è l'Emilia-Romagna. A ridosso del crinale sono presenti il Lago Nero, il Lago Piatto ed il Lago Scaffaiolo, tutti di origine glaciale.

La Montagna pistoiese è attraversata dal fiume Reno, dalla Lima, l'Orsigna ed il Sestaione.

Il territorio presenta ampie zone forestali, cedue e di Conifere, nonché Selve di castagni domestici e sopra circa 1500 m s.l.m. pascoli e mirtillaie.

L'area su cui si estende la Montagna pistoiese è a rischio sismico, al pari dell'intera dorsale appenninica. Il 17 novembre 1904 si verificò una scossa di terremoto con epicentro che interessò varie località, raggiungendo la magnitudo 5.18 della Scala Richter ed il VII grado della Scala Mercalli. Altri eventi sismici di una certa rilevanza, che hanno interessato la zona nel corso del tempo, hanno avuto invece il loro epicentro nel territorio comunale di Pistoia.[2]

Clima[modifica | modifica sorgente]

La montagna pistoiese è situata in una delle zone più fredde dell'Appennino settentrionale e probabilmente la più fredda della Toscana, quindi un clima continentale con marcati influssi montani.

L'inverno dura da novembre a marzo ed è freddo e nevoso a quote superiori ai 500-600 metri. La temperatura media nel mese più freddo è di circa 0º, mentre si porta intorno a -5 °C al Passo dell'Abetone (qui non sono rari i picchi al di sotto dei -15º/-20º). I mesi più freddi sono caratterizzate da frequenti gelate e minime abbondantemente sotto lo zero; talvolta la temperatura non sale oltre 0º per tutte le 24 ore. Al contrario, l'estate è abbastanza calda nelle ore diurne (massime anche intorno ai 30º), ma le notti sono piuttosto fresche (10-15º).

Le precipitazioni sono molto elevate, raggiungendo e superando localmente i 2000 mm annui; si mantengono comunque sempre al di sopra di 1300 mm e in inverno sono frequenti e abbondanti le nevicate che investono la montagna, generalmente tra la fine novembre e la metà di marzo, ma eccezionalmente anche tra la fine di ottobre ed aprile; la caduta media di neve annuale supera il metro intorno tra i 700 e gli 800 metri e si porta intorno ai 2 metri nei dintorni del valico dell'abetone.

Nell'area della montagna pistoiese sono ubicate le seguenti stazioni meteorologiche:

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

Un Tritone, in località Lago Nero

La zona presenta un paesaggio montano, caratterizzato da boschi a bassofusto ed estese foreste di altofusto (10.000 ettari), quali la F. del Teso, F. dell'Orsigna, F. dell'Abetone e la F. di Acquerino-Collina, prevalentemente di faggio e carpino, cerro, castagno ed abete. Queste foreste sono ricche di acque potabili e di prodotti del sottobosco, quali mirtilli e funghi porcini. Tali Foreste costituiscono la testimonianza "storica" delle antiche "Foreste di Boscolungo", già Possessioni reali del Granducali di Toscana e sono caratterizzate dall'elevata qualità ambientale e dall'imponenza raggiunta dalla crescita delle specie vegetali sopra citate[3]. La Montagna pistoiese complessivamente presenta una varietà di microambienti e di gradienti altitudinali, che indirettamente determinano microclimi favorevoli all'insediamento di molte specie vegetali, apportando un notevole contributo alla biodiversità della Toscana settentrionale.[4].

La flora di questa zona ha richiamato più volte nella storia, l'attenzione di naturalisti e botanici. I primi studi sistematici su questo territorio risalgono ai secoli XVIII e XIX, in particolare nel 1773 dall'abate-botanico Fulgenzio Vitman, seguiti da quelli di Teodoro Caruel, (1860) e di Giuseppe Tigri (1868).

La fauna sul territorio è piuttosto variegata e comprende diverse specie, tra cui il gheppio, la poiana, l'averla maggiore, il tordo bottaccio, la ghiandaia, e l'aquila Reale fra gli uccelli; la marmotta, il capriolo, il daino, il cervo, la volpe, il cinghiale, la faina, la martora, la puzzola, la donnola numerosi pipistrelli e il lupo fra i mammiferi; il tritone fra gli anfibi, solo per citarne alcune[4].

La storia[modifica | modifica sorgente]

Il passato della Montagna pistoiese è caratterizzato dalla forte integrazione col territorio dei suoi abitanti, che hanno trovato fonte di sostentamento per secoli, sfruttando il freddo per la produzione del ghiaccio nelle ghiacciaie, l'energia idraulica per la lavorazione del ferro nelle ferriere, il legname presente in abbondanza, per la produzione del carbone di legna nelle carbonaie, oltre allo sfruttamento dei prodotti del sottobosco, lavorazione della pietra, agricoltura, pascolo, allevamento ovino, bovino e suino. Da sempre importante alimento di sussistenza, è stata la castagna, con la derivata farina di castagne, da qui l'appellativo di civiltà del castagno[5]. Non era una vita spesso facile come documentano anche i canti della tradizione locale[6].

« Un'anima dell'inferno più dannata

non possa così tanto spasimare
non pole avere ne spasimo ne dolore,
quante n'ha 'l carbonaro e tagliatore »

(Canto popolare, ripreso da Caterina Bueno)

Terra di confine[modifica | modifica sorgente]

La Montagna pistoiese è posta sulla dorsale sud dell'Appennino Tosco-Emiliano, un confine naturale tra il nord della penisola italica ed il centro. Prima dell'avvento dei romani, generalmente a nord erano situati stanziamenti celtici, come ad esempio i Boi ed a sud gli Etruschi. Pur non avendo avuto insediamenti rilevanti di queste civiltà, fu certamente terra di scambi, di guerre e di non facile passaggio. Divenne provincia romana e dalla caduta dell'impero, passò in mano alla dominazione degli Ostrogoti e successivamente dei Longobardi. Successivamente con la suddivisione dell'Italia, questo territorio entrò a far parte del Granducato di Toscana, trovandosi come terra di confine fra quest'ultimo, il Ducato di Modena, il Ducato di Lucca e lo Stato della Chiesa.

Durante la seconda guerra mondiale, la Montagna pistoiese fu un punto cruciale, come passante della Linea Gotica, del movimento di Resistenza italiana. Sulle sue montagne agivano diverse brigate partigiane, fra cui quelle di Manrico Ducceschi, capo della XI Zona Patrioti, e di Silvano Fedi, che era alla guida delle Squadre franche della partigianeria pistoiese.

Le migrazioni[modifica | modifica sorgente]

Il carbonaio di fronte al tumulo della carbonaia

Nel corso della sua storia la Montagna pistoiese ha visto da parte dei suoi abitanti notevoli flussi migratori stagionali e non. La manodopera da questi abitanti era richiesta, in quanto ottimi carbonai, boscaioli e scalpellini. Da ricordare le migrazioni stagionali dei carbonari pistoiesi, di cui le più importanti avvennero verso la Maremma, la Corsica e la Sardegna. Importante fu il fenomeno della transumanza sempre verso la Maremma. Vere e proprie migrazioni avvennero a cavallo fra l'Ottocento e il Novecento, principalmente verso il Canada, gli Stati Uniti, la Svizzera e la Germania. Dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi si è assistito a un progressivo spopolamento dovuto al concentrarsi del lavoro nei centri urbani più grandi, come Pistoia, Prato e Firenze.[7]

La S.M.I.[modifica | modifica sorgente]

Campo Tizzoro era la sede centrale della maggiore fabbrica della Montagna pistoiese. Questo paese fu costruito a partire del 1910, per ospitare gli operai che vi lavoravano. La SMI (Società Metallurgica Italiana) fu fondata nel 1886. Nel 1899 il complesso industriale di Limestre, che ospitava le officine per la lavorazione del rame della Ferdinando Turri & C., venne acquistato dalla stessa S.M. I. (insieme a quello di Mammiano). Questa fabbrica che arrivò a dare lavoro a 2000 persone, è stata di notevole importanza strategica nelle due guerre mondiali, poiché produceva munizioni. Fu anche una delle maggiori industrie italiane, per quanto riguarda il settore della lavorazione dei laminati in bronzo, ottone ed Alluminio. Nel 1932 presso questa fabbrica per la prima volta in Italia, fu realizzata la colata semicontinua.[8] Dopo la seconda guerra mondiale la S.M. I. ha continuato ad essere fino agli anni ottanta, il cuore dell'economia della Montagna pistoiese. In seguito, ha visto un progressivo declino, fino alla sua definitiva chiusura avvenuta nel 2006. Oggi gli impianti di Campo Tizzoro sono stati ristrutturati e messi in vendita per il rilancio dell'economia locale e quelli di Limestre adibiti ad ospitare il Dynamo Camp, un'imponente struttura, prima in Italia, appositamente creata per bambini affetti da patologie gravi o croniche in terapia e nel periodo di post ospedalizzazione.

Battaglie storiche[modifica | modifica sorgente]

  • Battaglia di Pistoia. Nel gennaio del 62 a.C. Catilina ed un centinaio di suoi fedelissimi, furono intercettati dall'esercito romano nei pressi di Pistoria (ora Pistoia). Catilina morì nella battaglia ed i suoi furono gettati in un fiume. Tale battaglia si svolse nei pressi dell'attuale abitato di Campo Tizzoro, alla confluenza del torrente Maresca nel fiume Reno.
  • Battaglia di Gavinana. Nei pressi di Gavinana si svolse il 3 agosto 1530 la famosa e strenua battaglia di Gavinana, che vide scontrarsi le truppe della Repubblica fiorentina, guidate da Francesco Ferrucci e quelle imperiali di Carlo V. Nello stesso luogo il condottiero fiorentino, ferito a morte, venne ucciso per mano di Fabrizio Maramaldo che voleva vendicarsi della sconfitta umiliante che da lui aveva subito nell'assedio di Volterra. Morendo, Ferrucci pronunciò la frase divenuta proverbiale[9]
« Vile, tu uccidi un uomo morto »
(Francesco Ferrucci)

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

È in atto un lavoro di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale da circa 20 anni, ad opera della varie amministrazioni locali. In particolare l'Ecomuseo della Montagna pistoiese e le foreste pistoiesi rappresentano il fulcro di questo patrimonio. Inoltre vi sono sparsi sul territorio vari siti di rilevanza storica.

  • Gavinana. Il paese sicuramente d'origine medievale, in onore di Francesco Ferrucci che qui morì, ospita il Museo ferrucciano e l'imponente statua a lui dedicata nel centro della piazza. Inoltre Palazzo Achilli, tra l'altro sede centrale dell'Ecomuseo.
  • La Maceglia è un monumento ai partigiani (1424 m s.l.m.) Sergio Giovannetti e Franco Prioreschi, membri della Brigata Gino Bozzi qui caduti il 14 luglio 1944. Questo monumento è raggiunto ogni anno nella tradizionale fiaccolata del 25 aprile, attraverso un cammino di 30 minuti dalla località di Pratorsi.

Molti altri borghi medievali, come Cutigliano, San Marcello, Sambuca, Serra Pistoiese, Piteglio e Popiglio, o amene località in cui stare a contatto con le bellezze naturali, come l'Abetone, Maresca, Bardalone, Pontepetri, Lizzano pistoiese e Spignana.

Ecomuseo della Montagna pistoiese[modifica | modifica sorgente]

Magazzino di stoccaggio del ghiaccio restaurato della Madonnina (Le Piastre), parte dell'Ecomuseo della Montagna pistoiese

L'Ecomuseo della Montagna pistoiese nasce nel 1990 col preciso intento di coordinare la gestione dei principali patrimoni culturali del territorio. Esso ha come sede centrale lo storico Palazzo Achilli di Gavinana ed è integrato nei comuni di Abetone, Cutigliano, Pistoia, Piteglio, Sambuca Pistoiese e San Marcello Pistoiese.

Questo ecomuseo risulta essere il primo esperimento di un sistema museale territoriale, preso ad esempio per le sue idee innovative da molte altre realtà italiane[10].

L'ecomuseo è composto da "sei itinerari all'aperto" (Comparto produttivo del ghiaccio della Madonnina a Le Piastre, il Mulino di Giamba e la Via del Carbone ad Orsigna, l'Orto Botanico Forestale dell'Abetone, l'Insediamento Altomedievale, nella Riserva Biogenetica dell’Acquerino e la Via Francesca della Sambuca) o in musei (Ferriera Sabatini a Pracchia e polo didattico del ferro di Pontepetri, il museo diocesano d'arte sacra a Popiglio, il Museo della Gente dell'appennino pistoiese a Rivoreta, il Centro naturalistico archeologico dell'Appennino pistoiese a Campo Tizzoro ed il Polo didattico della Pietra a Sambuca Pistoiese)[11].

Foreste pistoiesi[modifica | modifica sorgente]

Scorcio invernale tra i faggi della Foresta Pistoiese, nei pressi di Pratorsi, sopra il paese di Gavinana.

Una delibera della Regione Toscana del 2001[12], accorpa i complessi forestali dell'Abetone, Melo-Lizzano-Spignana, Maresca-Orsigna ed Acquerino-Collina, in un unico complesso denominato Foreste Pistoiesi.

Le Foreste pistoiesi hanno un'estensione di circa 10.000 ettari e sono situate nella fascia montana sottostante la dorsale appenninica che va dai 900 ai 1700 m s.l.m. circa. Queste sono particolarmente interessanti per le varietà di flora e di fauna[4], che accomuna i tratti tipici appenninici con qualche tratto alpino. Recente è il ritorno del Lupo europeo, ormai quasi estinto in questi territori, che sembra aver ritrovato la sua nicchia ecologica, grazie anche alla notevole quantità di ungulati ed il minor accanimento da parte dei bracconieri.

Queste foreste sono gran parte del patrimonio della Montagna pistoiese, sia perché in gran parte occupata da esse, sia perché da sempre fonte di sostentamento per le popolazioni locali.

Le foreste pistoiesi sono attraversate da sentieri segnati GEA e CAI e ospitano il rifugio alpino del Montanaro e di Porta Franca. Inoltre è molto frequente attraversandole, trovare i resti delle carbonaie, nelle varie piazze da carbone, che sono disseminate nei boschi di tutto il territorio, collegate da una fitta rete di sentieri (stradelli) non segnati, evidente testimonianza dello sfruttamento in passato del legname di queste foreste.

Il Ponte sospeso[modifica | modifica sorgente]

Il Ponte sospeso è situato nei pressi del paese di Mammiano, nel comune di San Marcello Pistoiese, come attraversamento pedonale del Torrente Lima. Questo ponte è un'applicazione ingegneristica di notevole valore: con i suoi 227 metri di lunghezza è uno dei ponti sospesi pedonali più lunghi del mondo. Costruito con cavi di acciaio ancorati a basi di calcestruzzo e da una passerella anch'essa in acciaio, raggiunge un'altezza massima è di 36 metri. Fu costruito, inizialmente in legno nel 1922. Esso serviva come scorciatoia, da una vallata all'altra, per permettere il passaggio degli operai che da Popiglio si dovevano recare a lavorare nelle fabbriche S.M. I. situate sul versante opposto. Dalla sua costruzione ad oggi si stima sia stato attraversato da circa due milioni di persone[13]

Osservatorio astronomico di Pian dei Termini[modifica | modifica sorgente]

Osservatorio astronomico di Pian dei Termini

L'Osservatorio astronomico di Pian dei Termini è situato a 950 m s.l.m. a 5 km dal paese di Gavinana. Questo osservatorio è gestito dal Gruppo astrofili Montagna pistoiese. Esso è dotato di due cupole di osservazione con due telescopi newtoniani, rispettivamente di 40 e 60 cm di diametro. L'osservatorio è utilizzato a fini di ricerca e studio dalle università toscane. Grazie alla quasi totale assenza di inquinamento luminoso questo osservatorio si presta molto bene all'osservazione del cielo stellato.

All'interno della struttura è presente anche un laboratorio multimediale a fini didattici.[14]

I canti della Montagna pistoiese[modifica | modifica sorgente]

« l'amo questa montagna
come de' più poetici luoghi
della poetica terra toscana. »
(Niccolò Tommaseo, 1841)

Si distingue il canto tradizionale vero e proprio, che solitamente è tramandato oralmente, talvolta improvvisato, ma comunque tipico e appartenente ad un determinato contesto storico, politico e sociale, dalla raccolta dei canti stessi e la successiva reinterpretazione, al di fuori di quel contesto specifico.[15][16] La Montagna pistoiese ha un'antica tradizione di canti. Il primo a raccoglierli fu Niccolò Tommaseo (1832), dalla sola persona di Beatrice Bugelli. Giuseppe Tigri, raccolse e pubblicò nel 1856, 1860 e 1869, canti di questo territorio[17]. Filippo Rossi-Cassiglioli, medico pistoiese, raccolse e pubblicò 26 libretti di maggi. Francesca Alexander pubblicò due volumi di canti nel 1885 e nel 1887, raccolti nella zona dell'Abetone. Il primo ad utilizzare un metodo d'indagine sistematico, per rigore filologico e documentario, fu Michele Barbi, di Taviano (Sambuca Pistoiese). Il lavoro del Barbi, complessivamente inedito è depositato presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Ricerche su questo territorio furono compiute negli anni settanta anche da Caterina Bueno.
Complessivamente questi ricercatori esaltano la purezza, semplicità ed estetica di questa poesia.

Il lavoro di ricerca più importante, svolto su questa tradizione, è la raccolta sistematica di tali canti, con i metodi della ricerca etnomusicologica ed antropologica, fatta nei primi anni settanta da Sergio Gargini, sociologo. Il lavoro di Gargini ha un valore inestimabile, in quanto si tratta del recupero di materiale tramandato in forma orale, che rischiava di andare perduto. Secondariamente questo lavoro ha dato inizio alla riscoperta, valorizzazione ed alla loro diffusione. In particolare, questi canti sono sonetti, stornelli e ottave rime

Riscoperta, valorizzazione e la diffusione dei canti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1980 fu ripristinato il Cantar Maggio, come uso e costume sulla Montagna pistoiese e autori come Maurizio Geri e Riccardo Tesi, hanno lavorato sui questi canti della tradizione.[18] Dal lavoro di Gargini in poi infatti, i Canti del Maggio si fanno nel tempo i più rappresentativi della Montagna pistoiese, in quanto più cantati: essi rappresentano un'allegoria della vita e della rinascita, che va oltre la stretta annunciazione della primavera.

Nel 2003, prende vita il Festival del Maggio Itinerante, un festival che parafrasando il calendimaggio, in tutto il mese di Maggio porta gli stessi Canti del Maggio e gli altri canti della tradizione, davanti alle case e per le vie di molti paesi.

Sulla scia di questa tradizione nascono anche due festival musicali. Il primo, Sentieri acustici, diretto da Riccardo Tesi, prende come palcoscenico la world music, quindi un contesto internazionale, il secondo, il Montagna Folk Festival (svoltosi dal 2003 al 2007) diretto da Maurizio Geri, sceglie il panorama della musica popolare e sue contaminazioni, della penisola italiana.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Canti della Montagna pistoiese, Canti del Maggio e Festival del Maggio Itinerante.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Lo sci in discesa è sicuramente lo sport più importante su questo territorio. Prima della seconda guerra mondiale, da questa zona provenivano diciotto dei 22 azzurri dello sci, a quel tempo allenati dal campione austriaco Leo Gasperl. Tra questi 18, vale la pena di ricordare Celina Seghi, Vittorio Chierroni e Zeno Colò, che nel periodo dal 1946 al 1955 dominarono per l'Italia il panorama internazionale dello sci, facendo guadagnare all'Abetone l'appellativo di Nido dei falchi[19]. Gli impianti sciistici dell'Abetone, sono i più estesi dell'Appennino Tosco-Emiliano, per lunghezza totale delle piste e collegati a quelli vicini di Valdiluce, sono certamente i più grandi impianti sciistici di tutto l'Appennino[20]. In questo paese si tiene il Pinocchio sugli sci una gara internazionale di Slalom speciale, che giunge nel 2008 alla venticinquesima edizione.

Sulla Montagna pistoiese, si tengono tutti anni competizioni automobilistiche, in particolare il Rally degli Abeti, il Rally città di Pistoia, valevoli per la coppa Italia sesta zona e la cronoscalata Limabetone, valevole per il Campionato Italiano Velocità Montagna. Da Bardalone proviene il pluricampione europeo ed italiano di corse in salita su prototipo e da Maresca il campione di rally Stefano Bizzarri.

La pesca sportiva è uno sport molto praticato, sia in torrente, che in laghi artificiali, grazie alla ricchezza di acque del territorio. Sono ben 7 i laghi artificiali attrezzati per questo sport, nelle località di Piazza, Le Piastre, La Lima, Passo della Collina e Spedaletto e sul territorio sono presenti tre associazioni di pesca. Nella torrente Lima, si svolgono spesso i campionati regionali ed italiani di pesca alla trota[21].

Infine il trekking è molto praticato, grazie agli innumerevoli sentieri segnati, i rifugi montani ed i bivacchi della zona, gestiti dal CAI ed altre associazioni di tutela e promozione dell'escursionismo in montagna, nazionali e non, come la GEA o l'APT (Appennino Pistoiese Trekking). Infatti il crinale che sovrasta tutta la Montagna pistoiese è un percorso molto ambito nell'ambiente, in quanto segna il confine tra centro e nord Italia ed è attraversato dal Sentiero Italia[22].

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Il Festival del Maggio Itinerante è un Festival folkloristico itinerante sulla Montagna pistoiese. Ispirato al Cantar Maggio, anziché aver luogo nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio, ha la durata di un mese (maggio appunto), rappresenta una continuità di questa tradizione strettamente popolare, contadina e apolitica. Il festival è guidato principalmente dal Collettivo Folcloristico Montano, che musica e improvvisa sui Canti del Maggio (o Maggi).
  • Il Montagna Folk Festival è una rassegna di musica popolare e sue contaminazioni che si è tenuta dal 2003 al 2007 a Pracchia. Il festival si propose di valorizzare l'ampio patrimonio musicale locale, mescolandolo con quello della penisola.
  • Extradarte è un festival di artisti di Strada che si tiene a Maresca dal 1991, che promuove la cultura di strada attraverso l'interazione col pubblico.
  • Itinerari Musicali è una rassegna musicale, incentrata sulla musica World, che percorre tutta la provincia di Pistoia per poi concludersi con il festival Sentieri Acustici al palazzetto dello sport di Bardalone. Entrambe le manifestazioni sono dirette da Riccardo Tesi.
  • Santa Celestina è la festa patronale della Montagna pistoiese festeggiata a San Marcello, con il tradizionale lancio del Pallone di Santa Celestina.
  • La " Rievocazione storica in onore di Francesco Ferrucci" si svolge a Calamecca frazione diPiteglio manifestazione in costume dell’arrivo e della sosta di Francesco Ferrucci a Calamecca il 1º agosto 1530 con i suoi 4000 soldati prima della tragica battaglia di Gavinana).
  • La Festa Ferrucciana e il Palio degli anelli si svolgono a Gavinana in commemorazione della morte del condottiero ivi avvenuta, di Francesco Ferrucci. Il Palio degli anelli è una disputa fra le quattro contrade cui è diviso il paese - Aiale, Apiciana, Castello, Pievana - per la conquista del drappo dipinto da artisti locali.

Inoltre sono presenti sul territorio pressoché in tutti i paesi, sagre della Castagna nel periodo autunnale e del neccio, come commemorazione di un passato nel quale la castagna era vitale e come vere e proprie sagre gastronomiche con prodotti tipici.

Personaggi illustri[modifica | modifica sorgente]

Il musicista Maurizio Geri.

Prodotti tipici[modifica | modifica sorgente]

Prodotti gastronomici tipici della Montagna pistoiese sono, i necci, il castagnaccio, le frugiate (o caldarroste), molti piatti legati al fungo porcino, come la polenta le tagliatelle, o i funghi trifolati o arrosto, ad accompagnare una tagliata di manzo locale, l'Arista di maiale sott'olio, il pecorino a latte crudo della Montagna pistoiese, il formaggio Raviggiolo di pecora pistoiese, i ravioli, i maccheroni, il berlingozzo, i cenci, sciroppi e confetture di mirtillo, mora, lampone, prugnolo, rosa canina e sambuco.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ PDF Provincia PT - dati statistici Montagna pistoiese
  2. ^ http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/consultazione/terremoto.php?visualizzazione=svg Stucchi et al. (2007). DBMI04, il database delle osservazioni macrosismiche dei terremoti italiani utilizzate per la compilazione del catalogo parametrico CPTI04. Quaderni di Geofisica, INGV.
  3. ^ Comunità Montana, Montagna pistoiese
  4. ^ a b c Vergari S. e Dondini G. Biodiversità sull'Appennino pistoiese. Il Lupo Cattivo, 1995.
  5. ^ Silvestri F. Civiltà del castagno in Montagna pistoiese. Firenze, Luciano Pugliese Editore, 1992.
  6. ^ S. Gargini. "Non son poeta e non ho mai studiato, cantate voi che siete alletterato". Canti della tradizione popolare ed altre notizie e documenti raccolti. Comune di San Marcello P/se, 1986.
  7. ^ Marco Giovannelli (a cura di). Le migrazioni stagionali dalla Montagna pistoiese in epoca preunitaria: Strade mestieri e abitudini. 1812-1860.
  8. ^ Abetone APM - Breve articolo sulla SMI
  9. ^ Rai Scuola
  10. ^ Brochure Ecomuseo della Montagna pistoiese della Provincia di Pistoia
  11. ^ Sito ecomuseo della provincia
  12. ^ Modifica dell'allegato B della L.R. 39/00 "Legge forestale della Toscana"
  13. ^ http://brunelleschi.imss.fi.it/ist/luogo/pontesospesoferriere.html Pagina sul ponte sospeso dell'Istituto e museo di storia della scienza di Firenze
  14. ^ http://www.provincia.pistoia.it/OSSERVATORIO_ASTRONOMICO/osservatorio.htm Pagina osservatorio provincia di Pistoia
  15. ^ Roberto Leydi (a cura di). Guida alla musica popolare in Italia. Lucca, Libreria musicale italiana, 1990.
  16. ^ Alan P. Merriam. Antropologia della musica. Palermo, ed. Sellerio, 1983.
  17. ^ Tigri G. Guida dell'Appennino pistoiese. Pistoia, Tip. Cino di L. Vangucci, 1868.
  18. ^ Riccardo Tesi, Maurizio Geri. Acqua foco e vento. il manifesto, 2003.
  19. ^ Sci Club Abetone, sciare e fare agonismo in Toscana - Abetone
  20. ^ Toscana.TO :: Comune di Abetone
  21. ^ www.fipsas.it/documenti/attivitanormative/230_norma.doc
  22. ^ www.caimaresca.it/
  23. ^ Club AlfaSport Forum
  24. ^ Notizie dal portale SporTrentino.it
  25. ^ http://www.wininizio.it/forum/index.php?showtopic=15203

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Filippo Landucci, Gregorio Luci, Anton Francesco Nasi, Relazione della visita delle montagne della iurisdizione di Pistoia per gl'ill.mi e clar.mi ss.ri del Consiglio e pratica segreta di S.A.S. sopra il governo di detta città e giurisdizione, Piero Matini all'insegna del Lion d'oro, Firenze 1689.
  • Gregorio Luci, Relazione della visita delle montagne della giurisdizione di Pistoia fatta di luglio e agosto 1711 d'ordine di S. A. I., Piero Matini, Firenze 1711.
  • Fulgenzio Vitman, Saggio di istoria erbaria delle Alpi di Pistoia, Modena e Lucca, con osservazioni botaniche e mediche. Bologna, Stampe di Lelio Dalla Volpe, 1773.
  • Teodoro Caruel, Prodromo della flora Toscana, Felice Le Monnier, Firenze 1860.
  • Giuseppe Tigri, Guida dell'Appennino pistoiese, Cino di L. Vangucci, Pistoia 1868.
  • Alan P. Merriam, Antropologia della musica, Sellerio editore, Palermo 1983.
  • Sergio Gargini, Non son poeta e non ho mai studiato, cantate voi che siete alletterato, Canti della tradizione popolare ed altre notizie e documenti raccolti, Comune di San Marcello Pistoiese, San Marcello Pistoiese 1986.
  • Roberto Leydi (a cura di), Guida alla musica popolare in Italia, Libreria musicale italiana, Lucca 1990.
  • Franco Silvestri, Civiltà del castagno in montagna pistoiese, Luciano Pugliese Editore, Firenze 1992.
  • Simone Vergari, Gianna Dondini, Biodiversità sull'Appennino pistoiese, Il Lupo Cattivo, Pistoia 1995.
  • Marco Giovannelli (a cura di). Le migrazioni stagionali dalla Montagna pistoiese in epoca preunitaria: Strade mestieri e abitudini. 1812-1860, Pistoia 2002.

Cartografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carta sentieri e rifugi 1:25.000 n. 15/18, MULTIGRAPHIC/FI

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

  • Tele-visioni di Roberto Russo (Zerobudgetfilme)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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