Beverly Pepper

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Beverly Pepper, nata Beverly Stoll (Brooklyn, 20 dicembre 1922), è una scultrice e pittrice statunitense.

È conosciuta per le sue opere monumentali e architettoniche, per alcuni interventi di land art e di connective-art. Il suo percorso artistico si snoda tra due culture e due continenti: gli Stati Uniti, dove è nata, e l'Europa, in particolare l'Italia, sua residenza di elezione. Attualmente vive e lavora a Todi e a New York.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Beverly Stoll, nasce a Brooklyn nel 1922, in una famiglia ebrea borghese. Suo padre commercia in tessuti, tappeti e pellicce. Lei studia design pubblicitario, fotografia e design industriale; intraprende la carriera di Art Director commerciale. Subito dopo la seconda guerra mondiale si trasferisce a Parigi nel 1949, per studiare pittura con Fernand Léger e André Lhote all'Académie de la Grande Chaumière; frequenta atelier di artisti come Zadkine e Brâncuși.

Visita l'Italia e si trasferisce nel 1951 a Roma, grazie ad una borsa di studio per la pittura ottenuta dal Ministero degli Affari Esteri italiano[1].

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Dapprima pittrice figurativa poi astratta, nel 1952, alla galleria dello Zodiaco a Roma, inaugura la sua prima personale di pittura, con presentazione di Carlo Levi.

Durante il periodo romano frequenta il Gruppo Forma 1, composto da Giulio Turcato, Piero Dorazio, Pietro Consagra, Achille Perilli; conosce Toti Scialoja, Renato Guttuso; incontra Lucio Manisco e anche Anna Magnani; e poi registi quali Fellini, Antonioni, Pontecorvo, Giuseppe De Santis, poeti, fotografi (Milton Gendel) e critici come Giovanni Carandente, Giancarlo Vigorelli e Lorenza Trucchi[2].

Negli anni 1954 - 1958 si divide fra Roma e gli Stati Uniti e comincia a realizzare piccole sculture in legno e argilla.

Nel 1961 espone per la prima volta come scultrice a New York e poi a Roma, alla galleria Pogliani.

Il dono di Icaro, opera donata a Spoleto nel 1962

Il direttore artistico delle Arti Visive del Festival dei Due Mondi Giovanni Carandente, dopo avere visitato la mostra, in prevalenza composta da sculture in legno, propone all'artista di esporre l'anno successivo a Spoleto. Le chiede di sperimentare la saldatura, di modellare e scolpire il metallo. La Pepper in breve tempo apprende le competenze di base necessarie e nella primavera del 1962 lavora nelle officine italiane dell'Italsider, insieme ad altri 10 fra i maggiori scultori contemporanei[3].
Presso gli stabilimenti siderurgici di Piombino realizza diciassette opere di medie dimensioni e tre grandi per la mostra a cielo aperto Sculture nella città; con lei sono David Smith e Alexander Calder, gli unici altri scultori americani fra i 53 presenti.
La scultura Il dono di Icaro, resterà in dono al Comune di Spoleto; è collocata ancora oggi nel luogo per il quale è stata creata, presso l'ingresso sud della città.

Nell'estate del 1965 Lavora presso la Terninox di Terni e crea l'opera John F. Kennedy Memorial per il Weizmann Institute di Rehovot.

Nel 1970 realizza Campond[4], una scultura sbilanciata, che inaugura un filone di sculture squilibrate. L'opera resterà per molti anni davanti alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma, per essere poi trasferita a New York.

Nel 1972 espone alla XXXVI Biennale di Venezia e nel 1977 a Kassel, alla mostra Documenta 6[5].

Ancora a Terni compone Todi Columns, sculture monolitiche, pensate per la piazza del Popolo di Todi nel 1979[6]. Nel 1996 verranno trasferite a Venezia all'interno della piazza dello Spazio Thetis.

Comincia a lavorare a Villa Celle a Pistoia nel 1991; un anno dopo inaugura lo Spazio Teatro Celle - Omaggio a Pietro Porcinai[7], un'opera d'arte e nello stesso tempo un teatro funzionante, dove d'estate si tengono vari spettacoli.

Sempre del 1991 l'artista lavora per un'installazione a Narni[8].

È del 1998 la grandiosa retrospettiva a Firenze al Forte Belvedere, con la quale l'artista celebra i trent'anni di sculture[9].

Nel 2005, sempre a Firenze al Palazzo dei Cartelloni vengono esposti circa quaranta disegni, realizzati con varie tecniche, che hanno avuto un ruolo attivo e costante nella sua opera. Nel 1994 la galleria degli Uffizi ne aveva acquistato uno per la collezione di arte contemporanea.

Una scultura ambientale dal titolo Brufa Broken Circle, in acciaio corten, pietra, terra, prato e ghiaia, viene inaugurata nell'agosto del 2011 a Brufa alla presenza dell'autrice; l'opera viene collocata all'interno del Parco sculture[10][11].

Quattro sculture monumentali vengono esposte al museo dell'Ara Pacis a Roma dal dicembre 2014 al marzo 2015[12].

Un'altra grande scultura ambientale è prevista a L’Aquila nell'ambito del progetto Nove artisti per la ricostruzione[13]; si tratta di una amphisculpture che l'artista intende donare alla città. Si stima sarà l’anfiteatro all’aperto più grande del centro Italia e l’area adibita a palcoscenico servirà d’inverno da pista di pattinaggio sul ghiaccio[14].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo di studi a Parigi Beverly Pepper visita l'Italia e incontra a Roma lo scrittore giornalista Curtis Bill Pepper (n. 1917). Si sposano a Parigi per poi tornare subito a Roma e trasferirsi a Positano per circa un anno[2]. Nel 1950 torna a New York dove nasce la figlia Jorie Graham, futura poetessa di successo. Nasce invece a Roma nel 1954 il secondo figlio, John Randolph Pepper, futuro fotografo, (allievo di Ugo Mulas), regista teatrale e cinematografico.

Nel 1972 si trasferisce con il marito sulle colline umbre, a Todi, dove fissa la propria dimora e lo studio italiano[5][15].

Stile e tecnica[modifica | modifica wikitesto]

La sua lunga carriera è stata caratterizzata da una pionieristica ricerca nell’uso di materiali per le proprie sculture, di importanti progetti e di pubbliche installazioni.

Dopo i suoi esordi pittorici, legati all'esperienza parigina, e dopo una visita al tempio di Angkor Wat in Cambogia, le cui rovine la colpiscono particolarmente, rivolge i suoi interessi alla scultura, dapprima in legno, argilla, e successivamente in cemento e acciaio, a volte dipinti.

Nelle fonderie italiane studia le varie tecniche che le consentiranno di trattare materiali come il ferro e la ghisa, ricerca effetti con ruggini e patine grezze; sperimenta nuovi materiali: l'acciaio inossidabile, il Cor-Ten, che sabbia esternamente e dipinge all'interno; conosce la placcatura del cromo e il ferro feroidale.

Nel 1965 alla Marlborough Gallery di Roma si nota il passaggio da forme espressionistiche a forme geometriche.

Dall'anno 1967 sperimenta progetti ambientali: utilizza tutto ciò che la natura le mette a disposizione: erba, sabbia, fieno, terra, piante. Per il suo lavoro prende ispirazione dalle varie forme e forze che la natura esprime; cerca di valorizzare la relazione natura-paesaggio attraverso la sua arte; mantiene anche uno stretto rapporto con il tessuto sociale, con le aree urbane e suburbane (connective-art).

Il suo primo grande progetto ambientale, realizzato in acciaio inox, è a Dallas, il titolo: Dallas Land Canal[16]. Anche Boston commissiona un'opera monumentale Sudden Presence, (1971) in Cor-Ten[17]

Dalla fine degli anni settanta la sua produzione è segnata da un maggiore verticalismo, inizia la serie di sculture totemiche, in ghisa, mentre è del 1980 il primo dei Markers, colonne in ghisa di notevoli dimensioni[18][19][20][21].

Dal 1980 in poi continuano commissioni di installazioni ambientali in America, Europa e Asia. Si dedica ancora alla ricerca sui materiali, come la colorazione della ceramica (largamente usata anni dopo al Parc de l'Estació del Nord di Barcellona) e la ghisa "scanalata".

Nel 1987 espone al Brooklyn Museum[22], nel 1991 al Contemporary sculpture center di Tokyo, poi a New York al Metropolitan Museum.

Land art nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Le più importanti opere permanenti[modifica | modifica wikitesto]

Longo Monolith, cor-ten. Parco del Camusac di Cassino
  • 1962, Il dono di Icaro, Spoleto
  • 1963, Contrappunto, acciaio inossidabile, New York[33]
  • 1964, Kennedy Memorial, Rehovoth, Israel, Weizmann Institute
  • 1966, Strands of Mirror, Southland Mall, Memphis
  • 1971, Sudden Presence, Government Center, Boston
  • 1975, Exalibur, Federal Building, San Diego, California[34]
  • 1975, Thel, acciaio verniciato bianco, erba, Dartmouth College, New Hampshire[35]
  • 1977, Phaedrus, Federal Reserve Bank, Philadelphia[36]
  • 1993-1996, The Manhattan Sentinels, Federal Plaza, New York[37]
  • 1998-2000, Sacramento Stele, pietra serena, Sacramento, California
  • 2004, Denver Monoliths, Denver Art Museum, Denver, Colorado[38]
  • 2006, Longo Monolith, Collezione Longo, Camusac di Cassino
  • 2008, Ascensione, piazza San Pietro, Assisi[39]
  • 2011, Brufa broken circle, corten, pietra, terra, prato e ghiaia, Brufa (Perugia)[40]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 2013 Premio Lifetime Achievement, Centro Internazionale di Scultura, New York[41]
  • 2011 National Academican, National Academy Museum and School, New York
  • 2007 Alumni Achievement Award, Pratt Institute, Brooklyn, New York
  • 2003 Alexander Calder premio per la Scultura, Alexander Calder Prize, Saché, Francia
  • 2003 Pratt Institute Legends Award, Pratt Institute, Brooklyn, New York
  • 1999 Allied Arts Honor Award, The American Institute of Architects, Jefferson City, Missouri
  • 1994 Outstanding Achievement in the Visual Arts, Women's Caucus for Art, Queens Museum of Art, Queens, New York
  • 1992 Amico di Barcellona, Barcellona
  • 1987 Accademico di Merito dell’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia
  • 1987 Path Celebrity, Brooklyn Botanic Garden, Brooklyn, New York
  • 1983 Dottore di Belle Arti, Istituto Maryland, Baltimora, Maryland
  • 1982 Dottore di Belle Arti, Pratt Institute, Brooklyn, New York

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Chevalier dans l'Ordre des Arts et Lettres - nastrino per uniforme ordinaria Chevalier dans l'Ordre des Arts et Lettres
— Parigi 1999
Cittadinanza ad honorem - Comune di Todi - nastrino per uniforme ordinaria Cittadinanza ad honorem - Comune di Todi
— Todi, settembre 2009

Beverly Pepper nei musei[modifica | modifica wikitesto]

(Elenco non esaustivo)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruno Corà, Dialogo tra Bruno Corà e Beverly Pepper in Beverly Pepper a Forte Belvedere. Trent'anni di scultura, Milano, Electa, 1998, p. 13.
  2. ^ a b Corà p. 14
  3. ^ David Smith, Alexander Calder, Carlo Lorenzetti, Ettore Colla, Nino Franchina, Pietro Consagra, Arnaldo Pomodoro, Lynn Chadwick, Henry Moore
  4. ^ Campond, 1971, foto
  5. ^ a b Corà p. 173
  6. ^ Todi Colunms, 1974, foto
  7. ^ Teatro Celle a Villa Celle, Pistoia, foto
  8. ^ Narni, 1991, foto
  9. ^ Corà
  10. ^ La Goccia, "Pepper cede al fascino del Parco delle sculture e crea la sua “Brufa broken circle"
  11. ^ Video del Parco sculture di Brufa
  12. ^ Le opere della scultrice Pepper rendono omaggio alla Città Eterna
  13. ^ Nove artisti per la ricostruzione, pagina ufficiale
  14. ^ 28-02-2012, L'Aquila TV: L'Aquila. Presentato il progetto di scultura ambientale ideato da Beverly Pepper
  15. ^ Ingresso dello studio, (foto)
  16. ^ Dallas Land Canal, (foto)
  17. ^ Sudden Presence, 1971 (foto)
  18. ^ Benz Marker, Mute Presence, Triangle Sentinels, 1981, (foto)
  19. ^ Moline Markers, 1981, ferro, Seattle, (foto)
  20. ^ Ternary Marker, 1988, bronzo, Università del Michigan Museum of Art, (foto)
  21. ^ Triad ritual, 1993, ghisa, Università del Michigan
  22. ^ Exhibitions: Beverly Pepper: Sculpture in Place
  23. ^ Amphisculpture, (foto)
  24. ^ Amphisculpture, (foto)
  25. ^ Sol I Ombra Park, Spirale di alberi, (foto)
  26. ^ El Parc de l'Estació del Nord, opere di Beverly Pepper, (foto)
  27. ^ Palingenesis, Zurigo (Foto)
  28. ^ Walls of Memory, for my Grandmother, (foto)
  29. ^ Omphalon, (foto)
  30. ^ Cromlech Glen, (foto)
  31. ^ Waccabuc Amphitheatre, (foto)
  32. ^ Hawk Hill Calgary Sentinels, (foto)
  33. ^ Contrappunto, (foto)
  34. ^ Exalibur, (foto)
  35. ^ Thel, (foto)
  36. ^ Philadelphia Federal Reserve's Public Art
  37. ^ Manhattan Sentinels, (foto)
  38. ^ Denver Monoliths, (foto)
  39. ^ Ascensione, Assisi, (foto)
  40. ^ Brufa broken circle, (foto)
  41. ^ Premio 2013 a Beverly Pepper

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Beverly Pepper e Giorgio Crisafi, Beverly Pepper in Todi: sotto il patrocinio delle Regione dell'Umbria, la provincia di Perugia, il comune e l'Associazione Piazza maggiore di Todi : 7 luglio-2 settembre 1979, Tiberina, 1979.
  • (EN) Rosalind E. Krauss, Beverly Pepper: Sculpture in Place, Abbeville Press, 1986, ISBN 0896596672.
  • Beverly Pepper, Beverly Pepper in Narni: colonne e sentinelli alla rocca, mostra didattica al castello: 13 luglio-8 settembre, 1991, Terni, Umbriagraf, 1991.
  • AA.VV. (a cura di), Beverly Pepper a Forte Belvedere. Trent'anni di scultura, Milano, Electa Mondadori, 1998, ISBN 9788843565184.
  • Rose B. (a cura di), Beverly Pepper. Sculture ambientali, Milano, Edizioni Olivares, 1998, ISBN 8885982387.
  • (EN) Robert Hobbs, Beverly Pepper. Monumenta, Skira, 2012, ISBN 9788857210629.
  • Lara V. Masini, Grandi maestri, piccole sculture. Da Depero a Beverly Pepper, Pistoia, Gli Ori. Editori Contemporanei, 2013, ISBN 8873365094.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]