Tetracloroetene
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| Tetracloroetene | |
| Nome IUPAC | |
| tetracloroetene | |
| Nomi alternativi | |
| tetracloroetilene percloroetilene |
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| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | Cl2CCCl2 |
| Massa molecolare (u) | 165,83 g/mol |
| Aspetto | liquido incolore |
| Numero CAS | |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 1,62 (20 °C) |
| Solubilità in acqua | 0,2 g/l (20 °C) |
| Temperatura di fusione (K) | 251 (-22 °C) |
| Temperatura di ebollizione (K) | 394 (121 °C) |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico
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|---|---|
Il tetracloroetene (o tetracloroetilene) è un alogenuro organico. La sua struttura è assimilabile a quella di una molecola di etene i cui quattro atomi di idrogeno sono stati sostituiti da altrettanti atomi di cloro.
A temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore dall'odore di cloro, più denso dell'acqua. È un composto nocivo per inalazione e pericoloso per l'ambiente (come molti alogenuri organici è scarsamente biodegradabile). Non è infiammabile.
Viene utilizzato nelle lavanderie a secco, come solvente per lo sgrassaggio dei metalli, nell'industria chimica e farmaceutica, nell'uso domestico.
In Italia, la legge considera i rifiuti contenenti tetracloroetene come "rifiuti pericolosi" (Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n.152 - art.184), tali rifiuti non devono essere smaltiti in fognatura.

