Odi barbare

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Odi barbare
Odi barbare.jpg
Autore Giosuè Carducci
1ª ed. originale 1877
Genere poesia
Lingua originale italiano

Odi barbare di Giosuè Carducci è una raccolta di 50 liriche scritte tra il 1873 e il 1893.

La vicenda editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Le Odi barbare ebbero molteplici edizioni e rivisitazioni. Furono infatti edite per la prima volta per la casa editrice Zanichelli nel 1877 all'interno della «Collezione elzeviriana», e comprendevano solamente 14 testi; furono quindi seguite da Nuove odi barbare del 1882 e del 1886; dalle Terze odi barbare del 1889 e infine da Delle odi barbare del 1893.

L'opera[modifica | modifica wikitesto]

Il libro rappresenta il tentativo da parte di Carducci di riprodurre la metrica quantitativa dei Greci e dei Latini con quella accentuativa italiana. I due sistemi sono decisamente diversi, ma già altri poeti prima di lui si erano cimentati nell'impresa, dal Quattrocento in poi. Egli pertanto chiama le sue liriche barbare perché tali sarebbero suonate non solo ad un greco o ad un latino, ma anche a molti italiani.[1]

Predomina nelle Odi barbare il tema storico come ad esempio Dinanzi alle terme di Caracalla e quello paesaggistico con accenti più intimi, come nella poesia Alla stazione in una mattina d'autunno. E ancora una volta i temi fondamentali della poesia carducciana sono gli affetti familiari, l'infanzia, la natura, la storia, la morte accettata con virile tristezza come nella poesia Nevicata. Celeberrima l'ode Alla regina d'Italia, ispirata alla visita che Umberto I e Margherita di Savoia fecero a Bologna tra il 4 e il 7 novembre 1878 e che scatenò vive polemiche visto che il fino ad allora repubblicano Carducci sembrava lodare la monarchia: «La Rivista repubblicana di Milano del 26 novembre 1878 in un articolo del direttore Arcangelo Ghisleri [...] dopo avere espresso l'indignazione del suo partito per l'inatteso voltafaccia del poeta, lo mandava a scuola di dignità dal Foscolo».[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Carducci, Opere, Bologna, Zanichelli, vol. XXVII, p. 36: «Queste odi poi le intitolai barbare, perché tali sonerebbero agli orecchi e al giudizio dei greci e dei romani, se bene volute comporre nelle forme metriche della loro lirica, e perché tali soneranno pur troppo a moltissimi italiani, se bene composte e armonizzate di versi e di accenti italiani».
  2. ^ Mario Biagini, Giosue Carducci, Milano, Mursia, 1976, p. 392.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]