Officine Meccaniche (azienda)

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Officine Meccaniche
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Stato Italia Italia
Fondazione 1899[senza fonte] a Milano
Chiusura 1975
Gruppo Gruppo Fiat
Settore Autoveicoli, Treni
Prodotti

La Officine Meccaniche è stata un'azienda italiana specializzata nella produzione di veicoli, particolarmente di autocarri. Attualmente OM è uno dei marchi usati nella produzione di carrelli elevatori dal Kion Group.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini dell'azienda risalgono alla A. Grondona Comi & C. fondata nel 1847 da Felice Grondona, società costruttrice di carrozze ferroviarie, rilevata dalla Miani e Silvestri nel 1899[1], dando vita alla Società Anonima Officine Meccaniche (già Miani Silvestri & C. – A. Grondona, Comi & C.) con sede a Milano in Via Vittadini, a Porta Vicentina.

Il 1º ottobre 1917 i fratelli Züst cedettero a loro volta la propria azienda, la Brixia-Züst, specializzata dal 1906 nella produzione di veicoli automobilistici (quale ramo della Züst), conferendo alla "OM" il relativo stabilimento bresciano[2].

OM Officine Meccaniche Miani e Silvestri&C. - A.Grondona Comi&C.

Nel periodo tra le due guerre mondiali l'attività della OM fu molto intensa e indirizzata anche al mondo delle competizioni automobilistiche: nel palmarès della casa si annoverano anche vittorie alla Mille Miglia e alla 24 Ore di Le Mans.

OM Officine Meccaniche-Milano-Brescia già Miani e Silvestri&C. - A.Grondona Comi&C.

Nel 1927 l'azienda acquisì la O.M. Carrozzeria di Suzzara in provincia di Mantova, fondata nel 1878 da Alfredo Casali per la produzione di macchine agricole.

Nel 1933 OM entra a far parte del gruppo Fiat.

Nel 1937 vengono unificati gli stabilimenti OM di Brescia e di Milano, creando tre settori:

Negli anni trenta alcuni autocarri prodotti erano dei classici "musoni", equipaggiati con motori a gasolio e costruiti su licenza della svizzera Saurer.

La 665 "Superba"

Il dopoguerra vide la OM lasciare la produzione automobilisitca, mantenendo l'impegno sugli altri fronti. Negli anni cinquanta vengono presentati diversi nuovi autocarri, tra cui si ricorda la serie con nomi di origine zoologica, il cui capostipite fu il Leoncino.

L'OM Tigrotto del 1958

Nel 1951 OM produce il primo carrello elevatore dotato di motore a combustione interna. Nello stesso anno viene fondata a Luzzara la Piccola Industria MEccanica Sul PO (PIMESPO), produttrice di carrelli da magazzino.

Nel 1967 la casa bresciana cessò di essere una divisione indipendente nel settore autocarri, entrando definitivamente nel gruppo FIAT come parte integrante della Fiat Veicoli Industriali. Da allora iniziò la produzione dell'OM 170 in sostituzione del Titano e negli anni successivi la gamma di autocarri medi e leggeri venne modificata e rinominata con una serie numerica per ciascun modello, indicante la massa a pieno carico.

Nel 1970 venne costruito lo stabilimento di Bari che verrà successivamente ampliato nel 1977 e chiuso nel 2011 dopo l'unione con la STILL.

Nel 1972 la gamma OM è definitivamente unificata a quella della Fiat Veicoli Industriali.

Tre anni dopo, nel 1975, nasce la nuova holding Iveco che incorpora tutti i marchi produttori di autocarri del gruppo Fiat, tra cui OM. Per alcuni anni il marchio OM resta sugli autocarri della serie numerica e su altri modelli, come ad esempio il "Grinta" (prima serie dell'Iveco Daily marchiata appunto OM): si tratta del solo marchio, in quanto la produzione degli autocarri è unificata e i vari modelli vengono venduti anche con marchio Fiat, Iveco etc.

La produzione si specializza sui carrelli elevatori, diventando Fiat Carrelli Elevatori, divisione della neonata Iveco.

Nel 1992 il gruppo tedesco Linde acquisisce da Fiat parte della società Carrelli Elevatori. Dal 2002 l'azienda cambia ragione sociale in OM Carrelli Elevatori S.p.A.. Sparisce la denominazione Fiat poiché Iveco S.p.A. esce in modo definitivo dall'azionariato dell'azienda.

Nel 2006 i tre marchi Linde, Still e OM, insieme al settore Hydraulics si riuniscono nell'unico Kion Group.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Automobili[modifica | modifica wikitesto]

Una OM 469N

La prima autovettura fu la S 305 25/35 HP, da cui si notava l'influenza degli ultimi modelli della Zust.

Già con il secondo modello presentato l’anno successivo, la 469 12/15 HP, viene proposta una vettura che segna l’inizio di una originale carriera.

Importante è la 665 "Superba", una sei cilindri di due litri, vincitrice della prima edizione della Mille Miglia, nel 1927.

Autocarri[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto la produzione iniziale fosse indirizzata al mercato delle autovetture, la fama più recente della casa bresciana proviene dalla costruzione di autocarri.

Negli anni trenta vennero costruiti dei classici "musoni", equipaggiati con motori a gasolio e costruiti su licenza della svizzera Saurer.

Nel dopoguerra la gamma di autocarri OM venne rinnovata, presentando nuovi modelli dalle caratteristiche più moderne, ad esempio introducendo la cabina avanzata.

Tra gli autocarri pesanti l'Orione fu presentato in quel periodo.

Nel 1950 venne lanciato il Leoncino per sostituire il Loc, ottenendo immediatamente un grande successo commerciale e diventando il capostipite di una serie di altri modelli medio-piccoli, tutti con i nomi derivati dal regno animale.

Il Taurus 340 fu lanciato un anno dopo, per arrivare nel 1953 al Super Taurus. Questi, alla fine degli anni cinquanta, furono sostituiti da due modelli distinti: Tigrotto, del 1957, e Tigre, del 1958.

Il Super Orione subentrò nel 1955 all'Orione, di cui migliorava le caratteristiche.

Il Lupetto venne presentato nel 1959.

L'autocarro pesante Titano sostituì, nel 1961, Orione e Super Orione.

Per quanto riguarda la gamma dei medio-piccoli, arrivarono il Cerbiatto nel 1963, l'Orsetto nel 1966 e infine il Daino nel 1967.

Tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta la produzione degli autocarri OM cessò di essere indipendente da quella della Fiat Veicoli Industriali: tutti i modelli furono sostituiti con la nuova gamma, la cosiddetta OM serie numerica. Il marchio OM inizialmente rimase anche sulla gamma autocarri della Iveco, venendo dismesso dopo alcuni anni.

Autocarri ad uso militare[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni trenta venne prodotta la Autocarretta OM.

L'autocarro leggero CL52 in dotazione alla Polizia
Trattori OM 512R e 45R

Nel dopoguerra vennero costruiti altri modelli, alcuni molto somiglianti agli autocarri dell'esercito statunitense.

Quando l'esercito italiano commissionò la produzione dell'Autocarro leggero CL51 all'OM e alla Lancia, la casa bresciana usò come base il Leoncino.

Dal 1952 al 1970 venne prodotto un veicolo a trazione integrale denominato Autocarro leggero CL52, ispirandosi ai veicoli da trasporto Dodge della seconda guerra mondiale: per questa somiglianza era più noto con il nomignolo di gippone. Venne largamente utilizzato dai reparti mobili delle forze dell'ordine in servizio antisommossa.

L'autocarro militare OM 6600 Acp 56 era costruito su licenza USA per l'Esercito italiano.

Un altro modello fu l'OM RM 61 "Tigrotto", derivato dall'omonimo autocarro civile e fornito in versione antitumulto, in due serie per i corpi di polizia. A partire dalla seconda metà degli anni settanta venne sostituito dagli OM dal 50 Al 90, prodotti secondo la serie numerica.

Automotrice ALn 772 costruita dalla Om insieme a Fiat

Macchine agricole[modifica | modifica wikitesto]

Tra le macchine agricole, negli anni trenta furono prodotti alcuni modelli di trattori a testa calda. Negli anni quaranta vennero costruiti, su licenza Case, due modelli a petrolio tra cui il modello 2TM prodotto nel 1942.

Nel 1952 vengono presentati i trattori agricoli OM, una parte della gamma Fiat Trattori: infatti in quegli anni la Fiat costruiva i modelli da 25 cv e da 55 cv in su. Il più venduto sarà il sarà il 35-40, modello con frizione a mano e motore diesel da 3770 cm3, prodotto anche come cingolato con il classico colore arancione di Fiat. Successivamente uscì il 35 con la frizione a pedale e il 45R di cui fu prodotta anche una versione cingolata denominata 45C. Nel 1958 fu la volta del 50R(costruito in pochissimi esemplari), seguito da 512, 513, serie15, serie50. L'ultimo OM fu l'850. Il marchio OM scomparve dal mercato dei trattori dopo la metà degli anni settanta.

Costruzioni ferroviarie[modifica | modifica wikitesto]

Tra le importanti attività della OM vanno ricordate anche le costruzioni ferroviarie, come nel caso della automotrice ALn 772 o la motorizzazione della locomotiva FS R.212, iniziate prima della seconda guerra mondiale e continuate nei decenni successivi.

Carrelli Elevatori[modifica | modifica wikitesto]

Carrello elevatore OM

La OM aveva, dagli anni trenta, una buona produzione nel settore che riguardava produzione e vendita di attrezzature per il sollevamento merci, in particolare carrelli elevatori.

L'azienda produce ancora carrelli elevatori frontali (elettrici, diesel, gas liquido) e carrelli da magazzino (transpallet, stoccatori, retrattili, commissionatori orizzontali e verticali, trilaterali e trattorini) con marchio OM di colore giallo e nero. Gli stabilimenti sono situati a Brescia, Lainate (sede), Luzzara (RE) e Bari chiuso nel 2011. La proprietà è del Kion Group.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le prime case italiane specializzate in costruzioni ferroviarie.
  2. ^ Donatella Biffignandi, Cent'anni fa nasceva la Zust, Centro di Documentazione del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, 2003. Documento scaricabile da http://www.museoauto.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • OM, una storia nella storia, Studio fotografico Negri, Edizioni Negri, Brescia
  • Iveco 1975-2005, Massimo Condolo, curatori: Squassoni C., Squassoni Negri M., Edizioni Negri, Brescia, 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]