DeSoto (azienda)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
DeSoto
Logo
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Fondazione 1928
Fondata da Walter Chrysler
Chiusura 1961
Gruppo Chrysler
Settore Trasporto
Prodotti

DeSoto è stato un marchio automobilistico statunitense attivo tra il 1928 e il 1961 che faceva parte del gruppo Chrysler.

Il nome del marchio automobilistico derivava dal navigatore e conquistador spagnolo Hernando de Soto, la cui immagine stilizzata compariva anche sulle vetture. Il marchio DeSoto fu ufficialmente soppresso il 30 novembre 1960 dopo oltre due milioni di vetture vendute[1]. Vetture DeSoto continuarono ad essere commercializzate anche l’anno successivo per esaurire le scorte di magazzino.

Storia[modifica | modifica sorgente]

1929-1942[modifica | modifica sorgente]

Una DeSoto del 1929

La DeSoto fu fondata da Walter Chrysler il 4 agosto 1928 per contrastare i modelli di prezzo medio dei rivali, cioè General Motors, Studebaker e Willys-Knight. Poco dopo che la DeSoto fu introdotta, Chrysler completò i suoi piani di acquisto con l’acquisizione della Dodge, dando così al gruppo ben due marchi che vendevano vetture di prezzo medio.

Inizialmente la strategia di possedere due marchi automobilistici che si rivolgevano allo stesso tipo di mercato fu di successo, con la DeSoto collocata appena al di sotto della Dodge. Nonostante la crisi economica dell’epoca, le vendite della DeSoto all’inizio andarono bene, tanto che superarono nel 1932 quelle della Dodge di 25.000 unità.

Nel 1933 la Chrysler invertì la posizione nel mercato dei due marchi con la speranza di risollevare le vendite della Dodge. A seguito dello spostamento della collocazione di mercato verso una tipologia di vettura di più alta gamma, i corpi vettura dei modelli DeSoto vennero disegnati in modo tale da richiamare quelli della Chrysler Airflow del 1934, che aveva una linea decisamente aerodinamica, e dunque molto particolare. Purtroppo questo design, applicato ai telai più corti della DeSoto, fu un disastro, e fu molto impopolare tra i potenziali clienti.

Al contrario della Chrysler, che aveva modelli più tradizionali su cui ripiegare, la DeSoto fu penalizzata dalle linee della Airflow fino al 1935, quando fu lanciato sul mercato il modello Airstream. I modelli DeSoto che furono commercializzati dopo la Airstream, e fino al 1942, furono di successo, e tra quelli che precedettero la seconda guerra mondiale erano presenti delle vetture con caratteristiche particolari, come quelle che montavano fari a scomparsa.

1946-1960[modifica | modifica sorgente]

Una DeSoto Custom quattro porte berlina del 1949
Una DeSoto Firedom del 1959

Dopo il secondo conflitto mondiale, durante il quale furono applicate delle restrizioni alla produzione industriale che imposero la produzione bellica, la DeSoto tornò all’attività di fabbricazione di automobili per scopi civili. I modelli commercializzati nel 1946 furono gli stessi del 1942, ma a differenza di quest’ultimi erano privi di fari a scomparsa, anche se erano dotati di parafanghi che si estendevano lungo quasi tutta la fiancata delle vetture. Quest’ultima peculiarità caratterizzava anche i modelli contemporanei della Chrysler.

Dal 1946 al 1952 la DeSoto commercializzò due modelli, la Deluxe e la Custom. Nel 1952 si aggiunse la Firedome con il suo motore hemi da 4526 cm³. Nel 1953 la DeSoto ritirò le denominazioni Deluxe e Custom chiamando le proprie auto con motore a sei cilindriPowermaster”, e quelle ad otto cilindri “Firedome”.

All’apice del successo, i modelli DeSoto più celebri furono la Firesweep, la Firedome e la Fireflite. La Adventurer, introdotta nel 1956 come hard-top ad alte prestazioni, completò l’offerta della DeSoto. Quest’ultima era piuttosto simile alla Chrysler 300.

Nel 1955[2], unitamente a tutti i modelli Chrysler, le DeSoto vennero ridisegnate da Virgil Exner all’interno del programma stilistico "Forward Look". Le DeSoto ora avevano delle imponenti pinne posteriori sopra le quali erano installati tre fanali. Nel 1956, soprattutto grazie al restyling, le vendite per la DeSoto andarono molto bene. Nello stesso anno, una DeSoto fu la safety car della 500 Miglia di Indianapolis[3].

Nel 1957 furono operate due modifiche. La prima coinvolse la Firesweep, che fu installata su un telaio da 3.099 mm di marca Dodge. Su di esso erano montati anche dei parafanghi particolari, sempre del marchio appena citato. La Firedome, la Fireflite e la Adventurer furono montate invece sul telaio da 3.200 mm della Chrysler. I modelli si distinguevano inoltre per l’allestimento, per i paraurti (che potevano essere più o meno massicci), per la calandra, per le luci posteriori, per la scelta dei colori, per la strumentazione e per l’eventuale presenza di finiture esterne particolari.

A causa della crisi economica del 1958 le vendite di autovetture di medio prezzo calarono drasticamente, e quelle della DeSoto non furono da meno. Infatti, le vendite di vetture DeSoto nel 1958 scesero del 60% rispetto l’anno precedente, facendo diventare l’anno in questione il peggiore del marchio dal 1938. Il calo di vendite continuò anche nel 1959 ed il 1960. Durante quest’ultimo, in particolare, si vide un’ulteriore diminuzione del 40% rispetto all’anno precedente, che era già basso di vendite. A seguito di questa congiuntura iniziarono a circolare delle voci che riportavano la possibile chiusura del marchio DeSoto.

Il 1961, l’ultimo anno[modifica | modifica sorgente]

Una DeSoto Diplomat del 1961
Una DeSoto due porte hard-top del 1961

Nel 1961 le voci sulla soppressione del marchio DeSoto si fecero sempre più insistenti. Inoltre, con l’introduzione della Chrysler Newport, che era una vettura delle stesse dimensioni, del medesimo prezzo e del design simile a quello delle DeSoto, non ci furono quasi più dubbi sulla prossima chiusura del marchio.

Nel 1961 la DeSoto perse quasi definitivamente i suoi modelli, ricalcando quindi la storia della fine della Packard. Inoltre, come le ultime Packard, anche le DeSoto conclusive furono il frutto di un progetto discutibile. Gli ultimi esemplari condividevano il passo corto con la Chrysler Windsor ed avevano la calandra e le luci riviste. L’allestimento era però simile a quello delle Fireflite del 1960.

La decisione di sopprimere il marchio DeSoto fu annunciata il 30 novembre 1960. A quel tempo, i magazzini della Chrysler contenevano però componenti di vetture DeSoto per milioni di dollari, e così la compagnia aumentò gradualmente la commercializzazione per esaurire le scorte. I concessionari della Chrysler e della Plymouth, che furono obbligati a distribuire in franchising vetture DeSoto, non ricevettero nessun indennizzo per le vetture invendute del marchio. A peggiorare le cose vi fu anche il fatto che la Chrysler continuò ad inviare i modelli della gamma DeSoto ai concessionari, i quali, desiderosi di sbarazzarsene, furono costretti a venderli a prezzi stracciati, cioè in perdita. Dopo che i componenti in magazzino furono esauriti, le DeSoto furono sostituite dalla Chrysler Windsor.

Gli autocarri[modifica | modifica sorgente]

La Chrysler introdusse autocarri marcati DeSoto nel 1937 rifornendo un gran numero di punti vendita all'estero per i mezzi commerciali Dodge e Fargo, che erano costruiti negli Stati Uniti. Gli autocarri DeSoto erano dei veicoli Dodge rimarchiati tramite il badge engineering, ed erano fabbricati in Australia, Argentina, Spagna, Turchia e Regno Unito. In seguito la Chrysler terminò queste le operazioni nel mercato internazionale, anche se autocarri con marchio Fargo e DeSoto continuarono ad essere prodotti dalla Askam, in Turchia.

I modelli di autovettura prodotti[modifica | modifica sorgente]

Le pubblicità[modifica | modifica sorgente]

Il motore V8 della De Soto Firedome al salone dell’automobile di Los Angeles del 1952

La DeSoto sponsorizzò il quiz radiofonico, e poi televisivo, You Bet Your Life dal 1950 al 1958, dove il presentatore Groucho Marx promuoveva il prodotto raccomandando agli ascoltatori di visitare i concessionari DeSoto con la frase "tell 'em Groucho sent you" (“ditegli che vi manda Groucho”). Nella scenografia erano presenti i loghi Plymouth e DeSoto, che erano visibili per tutta la durata della trasmissione.

La popolare canzone di Cole Porter, "It's De-Lovely", con il permesso dell’autore, fu usata dalla DeSoto dal 1955 al 1957 per reclamizzare le proprie vetture. Lo slogan era "It's delovely, it's dynamic, it's DeSoto".

Le DeSoto nei media[modifica | modifica sorgente]

Film[modifica | modifica sorgente]

Fumetti[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Flory, 2004, op. cit., pag. 97
  2. ^ Flory, 2004, op. cit., pag. 621 e 700
  3. ^ Flory, 2004, op. cit., pag. 701
  4. ^ “Classe Tous Risques” su IMCDb. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  5. ^ “Le Feu aux Poudres” su IMCDb. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  6. ^ “I.Q.” su IMCDb. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  7. ^ “Le Notti di Cabiria” su IMCDb. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  8. ^ “Vertigo” su IMCDb. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  9. ^ “La Vie à Deux” su IMCDb. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  10. ^ “Mystery Date” su IMCDb. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  11. ^ “Mississippi Burning” su IMCDb. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  12. ^ “Happy Days” su IMCDb. URL consultato il 13 ottobre 2011.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) John Gunnell, Standard Catalog of American Cars 1946-1975, Iola, Krause Publications Inc, 1987. ISBN 978-08-73410-96-0.
  • (EN) Beverly Kimes, Henry Clark, Standard Catalog of American Cars 1805-1942, Iola, Krause Publications Inc, 1996. ISBN 978-08-73414-28-9.
  • (EN) J. Kelly Flory, American Cars, 1960-1972: Every Model, Year by Year, McFarland, 2004. ISBN 978-07-86412-73-0.
  • (EN) Kit Foster, 1960–61 DeSoto: The End of Adventure in Collectible Automobile Magazine, vol. 21, n. 3, ottobre 2004, pp. pagg. 34–47.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

trasporti Portale Trasporti: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di trasporti