Chrysler Group

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Chrysler Group
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Stato Stati Uniti Stati Uniti
Tipo Società a responsabilità limitata
Fondazione 6 giugno 1925 a Auburn Hills
Fondata da Walter Chrysler
Chiusura 12 ottobre 2014
Sede principale Auburn Hills
Gruppo Fiat Chrysler Automobiles
Filiali Chrysler Canada
Chrysler Australia
Persone chiave Sergio Marchionne presidente e AD
Settore Metalmeccanica (Autoveicoli)
Prodotti Automobili
Autocarri leggeri
Furgoni
Sito web www.chryslergroupllc.com

Chrysler Group era un gruppo industriale statunitense operativo dal 6 giugno 1925 al 12 ottobre 2014. Era diventato un importante gruppo automobilistico mondiale.

Nel 1998 fu acquisito dalla Daimler-Benz, formando la DaimlerChrysler. Dopo soli nove anni, nel 2007, il gruppo Chrysler è passato sotto il controllo del gruppo finanziario Cerberus Capital Management, mentre la DaimlerChrysler è diventata Daimler AG. Due anni dopo, nel 2009, Fiat Group ha rilevato una quota di minoranza dell'azienda americana, e nel 2011 la nuova Fiat S.p.A. ha acquisito il controllo maggioritario del gruppo attraverso Fiat Group Automobiles.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Con la creazione della casa automobilistica Chrysler, Walter Chrysler costituì anche la Chrysler Corporation, che con il passare degli anni è diventato un consolidato gruppo automobilistico mondiale. Con la fondazione della nuova entità societaria, l'attività dell'azienda si affermò e ottene un rapido successo. Ciò permise di attuare subito una politica di espansione che, dal 1928, portò all'attuazione di manovre molto grosse e significative, come la fondazione dei sottomarchi Plymouth e DeSoto e l'acquisizione della Dodge. Nel 1930 venne anche inaugurata la sua sede di New York situata in un palazzo costruito appositamente, il Chrysler Building.

Nel 1966, il gruppo Chrysler acquistò la Rootes e la Simca, entrambe già proprietarie di marchi come la Talbot e la Hillman, e fondò quindi la Chrysler-Europe. Da quel momento, gran parte delle vetture prodotte da Simca, Talbot, Hillman e altri marchi furono griffate Chrysler per alcuni mercati, mentre per altri mercati mantennero il marchio originario. Tra tutti questi marchi prevalse il marchio Simca come volumi di vendite, mentre altri, come la Hillman, rimasero un po' in ombra. Invece, un fatto clamoroso e anche un po' paradossale, fu che tra i marchi di minor successo in Europa vi fu proprio quello Chrysler, che con la sua 180 non ottenne grandi successi. Questa resa altalenante fece sì che la divisione europea del gruppo si trovasse ben presto in grosse difficoltà finanziarie, al punto che nel 1978 fu acquisita e gradualmente assorbita dal gruppo francese PSA Peugeot Citroën.

Negli anni ottanta il gruppo Chrysler acquistò una quota del 20% di Mitsubishi, rafforzandosi così nel settore delle auto di gamma bassa e medio-bassa. Inoltre, nel 1987, il gruppo acquistò anche la AMC, casa automobilistica da cui riprese la produzione di veicoli fuoristrada; infatti la AMC era proprietaria della Jeep, storico marchio noto da decenni per la sua dedizione a vetture puramente off-road. Sempre degli stessi anni fu anche l'acquisizione dell'italiana Lamborghini (entrata però, dopo non molti anni, a far parte del gruppo Volkswagen). Tra il 1991 e il 1993 il gruppo Chrysler dismette anche la sua partecipazione in Mitsubishi Motors, mantenendo comunque diversi accordi commerciali con il partner giapponese.

Chrysler Group e Daimler-Benz[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo Chrysler è rimasto indipendente fino al 1998, anno in cui fu acquisito dalla Daimler-Benz per costituire la DaimlerChrysler. Dal 1998 al 2007, Chrysler e le sue divisioni entrarono a far parte della nuova società DaimlerChrysler, basata sul diritto tedesco. In questo periodo, nel 2001 avvenne la chiusura del marchio Plymouth.

Chrysler Group e Cerberus[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 maggio 2007 DaimlerChrysler AG annunciò la messa in vendita dell'80,1% del Gruppo Chrysler alla società americana Cerberus Capital Management, decidendo di mantenere comunque il rimanente 19,9%. Il nuovo nome del gruppo è Chrysler LLC, mentre la DaimlerChrysler diventa Daimler AG. L'accordo fu finalizzato il 3 agosto 2007, per 5,5 miliardi di Euro (7,4 miliardi di USD). Dopo l'annuncio del passaggio a Cerberus, Chrysler LLC svelò il nuovo logo il 6 agosto 2007 e lancia il nuovo sito web con la variazione del precedente logo pentagonale. Il gruppo Cerberus ha nominato Robert Nardelli presidente del consiglio di amministrazione ed amministratore delegato del nuovo gruppo Chrysler. Il nuovo gruppo controllava Chrysler, Dodge, Jeep, Chrysler Financial (società di servizi finanziari), Mopar (produttore di componenti automobilistici) e Global Electric Motorcars.

Chrysler Group e Fiat Group[modifica | modifica wikitesto]

Il quartier generale di Auburn Hills

Nel gennaio 2009 fu resa pubblica la notizia della firma di un protocollo d'intesa che ha portò Fiat Group a diventare proprietario del 20% di Chrysler Group, grazie a un accordo di cooperazione che prevede l'aiuto al gruppo Chrysler nell'operazione di risanamento industriale a costo zero per Fiat Group in cambio di tecnologie, ristrutturazione degli impianti e l'aiuto a distribuire veicoli Chrysler al di fuori dell'America Settentrionale.[1] Il 10 giugno 2009 Fiat Group acquistò il 20% di Chrysler, diventando holding controllante di tutto il gruppo Chrysler. In base agli accordi, il gruppo Fiat potrà aumentare la sua quota fino al 35%, inoltre, dopo la restituzione del prestito al governo americano, in base al tipo di accordo stipulato, Fiat Group potrà scegliere di rilevare la maggioranza delle azioni, arrivando così al 51%.

Chrysler Group fu sottoposto al Chapter 11, la norma del diritto fallimentare americano che consiste in una bancarotta controllata. La società è stata separata in una bad company con i relativi debiti e in una new company cui sono stati conferiti personale, mezzi di produzione, brevetti, clienti.

Il presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama ha subordinò la concessione di un "prestito-ponte" al gruppo Chrysler, a un piano industriale e ad un'alleanza con Fiat Group per portare negli USA automobili a basso impatto ambientale e con motori di piccola cilindrata, da tempo circolanti in Europa. La green economy era un punto qualificante della sua campagna elettorale. I creditori e i fondi pensione che avevano investito nella vecchia società hanno presentato ricorso contro la fusione alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha rigettò le richieste.

Fiat Group acquistò nell'aprile 2009 questa società a costo zero, impegnandosi a condividere con Chrysler Group le proprie conoscenze tecniche e brevetti in materia di "motori verdi" e ridotti consumi energetici. A fine 2009 viene decisa la scissione del ramo pick-up e furgoni da Dodge, cosa che porta alla nascita del nuovo marchio Ram Trucks.[2]

Il 10 gennaio 2011 la quota della nuova Fiat S.p.A. salì al 25%,[3][4][5] il 12 aprile 2011 sale ancora al 30%,[6][7][8] ed il 24 maggio 2011 passa al 46%.[9] Intanto, nell'aprile 2011 viene ceduta Global Electric Motorcars a Polaris Industries.[10] Il 21 luglio 2011 il gruppo italiano ottenne ufficialmente il controllo della maggioranza del pacchetto azionario di Chrysler Group, salendo al 53,5%;[11] il 5 gennaio 2012 la quota venne ulteriormente incrementata al 58,5% in virtù del raggiungimento di obiettivi industriali precedentemente stabiliti.[12]

Nel gennaio del 2014 venne annunciato l'inizio delle operazioni volte ad acquisire, attraverso la controllata Fiat North America, la totalità delle azioni di Chrysler Group da parte del gruppo italiano,[13] manovra completata il 21 dello stesso mese.[14] A seguito di ciò, il 29 gennaio la proprietà Fiat fa quindi partire una riorganizzazione atta all'integrazione tra i due gruppi, volta alla costituzione di un nuovo e unico soggetto globale denominato Fiat Chrysler Automobiles.[15]

Marchi Chrysler Group[modifica | modifica wikitesto]

Dismessi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Firmato accordo Fiat-Chrysler in corriere.it, 20 gennaio 2009. URL consultato il 10 gennaio 2011.
  2. ^ Dario Montrone, Ram sarà il quarto brand di Chrysler in autoblog.it, 25 settembre 2009. URL consultato il 28 aprile 2011.
  3. ^ Fiat annuncia aumento della propria quota di partecipazione in Chrysler Group LLC dal 20% al 25% in fiatspa.com, 10 gennaio 2011. URL consultato il 10 gennaio 2011.
  4. ^ Marchionne a Detroit: Fiat salita al 25% in Chrysler in motori24.ilsole24ore.com, 10 gennaio 2011. URL consultato il 10 gennaio 2011.
  5. ^ Fiat sale al 25% di Chrysler in lastampa.it, 10 gennaio 2011. URL consultato il 10 gennaio 2011.
  6. ^ Fiat annuncia aumento della propria quota di partecipazione in Chrysler Group LLC dal 25% al 30% in fiatspa.com, 12 aprile 2011. URL consultato il 12 aprile 2011.
  7. ^ Fiat sale dal 25% al 30% di Chrysler in corriere.it, 12 aprile 2011. URL consultato il 12 aprile 2011.
  8. ^ A Milano Fiat formalizza la salita al 30% in Chrysler in ilsole24ore.com, 12 aprile 2011. URL consultato il 12 aprile 2011.
  9. ^ A seguito del rifinanziamento del debito di Chrysler e del rimborso da parte di Chrysler dei prestiti concessi dai Governi USA e Canadese Fiat incrementa la propria partecipazione in Chrysler in fiatspa.com, 24 maggio 2011. URL consultato il 24 maggio 2011.
  10. ^ Fabio Sciarra, Chrysler cede la controllata GEM a Polaris in autoblog.it, 28 aprile 2011. URL consultato il 28 aprile 2011.
  11. ^ Fiat acquista le partecipazioni in Chrysler del Canada e del Dipartimento del Tesoro Statunitense in fiatspa.com, 21 luglio 2011. URL consultato il 22 luglio 2011.
  12. ^ Fiat incrementa la propria partecipazione in Chrysler Group LLC al 58,5% in fiatspa.com, 5 gennaio 2012. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  13. ^ Fiat sottoscrive accordo per acquisire la restante quota del capitale di Chrysler Group LLC detenuta dal VEBA Trust in fiatspa.com, 1º gennaio 2014.
  14. ^ Fiat S.p.A. completa acquisizione della restante quota del capitale di Chrysler Group LLC detenuta dal VEBA Trust in fiatspa.com, 21 gennaio 2014.
  15. ^ Fiat S.p.A. si riorganizza a seguito dell’acquisto di Chrysler Group LLC in fiatspa.com, 29 gennaio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]