Chrysler Sunbeam

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Chrysler Sunbeam
Talbot sunbeam lotus.jpg
Descrizione generale
Costruttore Regno Unito  Chrysler
Tipo principale Berlina
Produzione dal 1977 al 1981
Sostituisce la Hillman Imp
Sostituita da Talbot Samba
Esemplari prodotti 200.000 circa
Altre caratteristiche
Altro
Altre eredi Talbot Horizon
Stessa famiglia Chrysler Sunbeam Ti
Auto simili Fiat Ritmo
Opel Kadett City
Volkswagen Golf
Note Prodotta da Talbot
dal 1980

La Sunbeam era un'autovettura prodotta dalla Chrysler UK tra il 1977 e il 1981, venduta prima con marchio Chrysler e poi (dal 1978) Talbot, riprendendo il nome dell'antica casa automobilistica britannica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

A metà anni settanta, la Chrysler aveva la forte necessità di un'utilitaria dal design più moderno che andasse a prendere il posto della poco fortunata Hillman Imp nella gamma e contribuisse, con grandi volumi di vendita, a risollevare la divisione europea della Casa americana dalla situazione di crisi economica in cui versava. Per ridurre i costi di produzione si decise di sfruttare la componentistica già esistente. Come base venne presa la Hillman Avenger, nata sette anni prima. Da qui l'anomala (per un'utilitaria) impostazione tecnica, con trazione posteriore e retrotreno ad assale rigido. Il motore, rispetto alla Imp, tornava anteriore longitudinale. Nessuna novità per cambio (manuale a 4 marce, identico a quella della Avenger) e freni (con dischi davanti, tamburi dietro e servofreno). Dal punto di vista estetico la vettura si presentava come una hatchback a 2 porte, dalle linee piuttosto squadrate che anticipavano in pieno l'impostazione stilistica della successiva Horizon. Per il nuovo modello, lanciato nel 1977, venne scelto il nome di Sunbeam (degradato quindi da marchio a modello. La Sunbeam, equipaggiata con un 4 cilindri in linea con albero a camme in testa di 928cm³ (evoluzione di quello della Imp) da 45 CV o, in alternativa, con un 4 cilindri con albero a camme laterale di 1295 cm³ (di origine Avenger) da 70 CV, era disponibile negli allestimenti 1.0 LS; 1.0 GL; 1.3 GL e 1.3 GLS. Entrambe le motorizzazioni erano alimentate da 1 carburatore singolo Zenith.

Nonostante alcune critiche, dovute principalmente alla scarsa abitabilità posteriore, alla maneggevolezza non esaltante (il telaio non era modernissimo) e all'affidabilità (veniva assemblata nel turbolento stabilimento di Linwood), la Sunbeam finì con il riscuotere un discreto successo. Un suo punto debole era costituito dalla scarsa capacità del bagagliaio, penalizzato appunto dalla disposizione degli organi meccanici. L'accesso, invece che dal classico portellone, era fornito da un lunotto apribile; le dimensioni di quest'ultimo erano perciò tanto elevate da risultare sproporzionate in rapporto alla carrozzeria. Nel 1979 la gamma si arricchì delle versioni 1.6 GLS e 1.6 Ti, entrambe spinte da un 4 cilindri con albero a camme laterale di 1598 cm³. La prima però, alimentata da 1 solo carburatore, aveva una potenza di 80 CV, la seconda, grazie ai 2 carburatori Weber toccava i 100 CV. La Ti, caratterizzata esternamente da uno ampio spoiler, da un alettone in gomma nera alla base del portellone posteriore, dai cerchi sportivi e da un'ampia fascia adesiva nera alla base delle fiancate, si poneva in diretta concorrenza con le prime Golf GTI, rispetto alle quali vantava un prezzo di listino molto più concorrenziale.

Nello stesso anno venne lanciata la Sunbeam Lotus, equipaggiata dal 4 cilindri bicarburatore 16 valvole Lotus di 2174 cm³ da 155 CV (nella versione stradale: le versioni da gara superavano i 230 CV) e opportunamente adeguata nel resto della meccanica (freni, sospensioni, sterzo) alle maggiori prestazioni. La Sunbeam Lotus vinse nel 1981 il Campionato Mondiale Rally grazie ad Henri Toivonen e Guy Frequelin.

Con questo risultato la Sunbeam si congedò dal mercato alla fine del 1981, rimpiazzata dalla Talbot Samba, dopo circa 200.000 esemplari prodotti (di cui 10.113 1.6 Ti e 2.308 Sunbeam Lotus). Con lei se ne andò anche lo stabilimento di Linwood che venne chiuso.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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