Como 1907

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Como 1907
Calcio Football pictogram.svg
Como 1907 logo (adozione 2017).png
Lariani, Azzurri, Biancoblù, Voltiani, Comensi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Azzurro con croce Bianca e scudo rosso crociato.png Azzurro
Simboli svasso[1][2]
Dati societari
Città Como
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie D
Fondazione 1907
Rifondazione 2005
Rifondazione 2017
Presidente Italia Massimo Nicastro
Allenatore Italia Antonio Andreucci
Stadio Giuseppe Sinigaglia
(13 602[3] posti)
Sito web www.como1907.net
Palmarès
Coppa Italia Lega Pro Coppa Italia serie D
Titoli nazionali 3 campionati di Serie B
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
1 Coppe Italia Serie D
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Como 1907 s.r.l., noto più semplicemente come Como, è una società calcistica italiana con sede nella città di Como, nell'omonima provincia lombarda.

Il Como ha disputato 34 campionati di Serie B e 13 campionati nella massima divisione, l'ultimo dei quali nella stagione 2002-2003. Il suo miglior risultato di sempre fu il sesto posto ottenuto al termine della sua prima stagione in Serie A.[4].

La tradizione sportiva del principale sodalizio calcistico comense, la 26ª a livello nazionale secondo i criteri della FIGC, iniziò nel 1907 con la nascita del Como Foot-Ball Club. Quest’ultimo, dopo le fusioni con il Club studentesco Minerva nel 1911 e con l'Esperia nel 1926, divenne l’Associazione Calcio Comense, rinominata poi Associazione Sportiva Como nel 1936. Nel 1938, dalla fusione con l'A.S. Ardita di Rebbio, nacque la Sportiva Como, divenuta poi Associazione Calcio Como e infine Como Calcio S.p.A. nel 1970. Quest’ultima venne dichiarata fallita nel 2004 e ad essa subentrò la Calcio Como S.r.l., a sua volta dichiarata fallita nel 2016 e gestita in esercizio provvisorio fino al 2017, quando l'attività sportiva è stata rilevata all'asta dalla F.C. Como S.r.l.. Nell'estate 2017, a causa di alcune pendenze non onorate, la FIGC ha però respinto la domanda di attribuzione del titolo sportivo della vecchia società fallita alla F.C. Como S.r.l., escludendo di conseguenza il Como dai campionati professionistici;[5] la squadra è stata quindi rifondata con l'attuale denominazione, ripartendo dalla Serie D.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione agli anni 1920[modifica | modifica wikitesto]

La nascita del calcio a Como, avvenne ufficialmente nel 1907, più precisamente il 25 maggio, con la società del Como Foot-Ball Club, fondata da un comitato di soci riunito presso il bar Taroni (ora Nerochina), sito nella centrale via Cinque Giornate, prima sede della società lariana.[6]

Nei primi anni successivi alla sua fondazione, il Como disputò incontri amichevoli e tornei a carattere locale, battendosi con squadre milanesi (U.S. Milanese, Libertas, Unitas, Juventus Italia) e svizzere (Chiasso, Lugano, Bellinzona).[6] Il 1º ottobre 1911 venne inaugurato il campo da gioco di via dei Mille con la gare amichevoli Internazionale-U.S.Milanese (8-0) e Como-Bellinzona (3-1).

Una delle prime formazioni del Como nel 1910.

Nel 1912, dopo la fusione con il Club studentesco "Minerva", partecipò al concorso per l'ammissione al campionato di Prima Categoria, ma il 20 ottobre, al primo turno giocato a Torino, venne sconfitto per 3-1 dal Savona.[6] Il Como fu perciò iscritto al girone lombardo di Promozione giocando il suo primo incontro il 17 novembre del 1912 sul campo di via dei Mille, battendo il Brescia per 5-0.[6][7]

Il primo livello del campionato fu comunque raggiunto l'anno seguente:[8][9] la squadra fu ammessa alla Prima Categoria e vi restò fino al 1922, quando, il 2 luglio, il Como perse per 2-1 contro il Piacenza il turno preliminare degli spareggi per partecipare alla nuova Prima Divisione, istituita in seguito al compromesso Colombo che riunificò i campionati.[6]

In quegli anni, poi, durante la militanza in Prima Categoria, i lariani nel girone Lombardo-Piemontese giocarono contro squadre blasonate come: Juventus contro la quale i comaschi persero 0-9 in trasferta, Novara, Milan, Inter, U.S. Milanese, Racing Libertas Milano, Nazionale Lombardia di Milano, Ass. Milanese Calcio e Juventus Italia di Milano.[6]

Dagli anni 1920, il Como organizzò sul campo anche manifestazioni proprie come la Coppa Gorio, in memoria del suo "ex" capitano deceduto in guerra e molte altre manifestazioni.[6] L'anno seguente, l'Esperia, altra squadra comasca fondata nel 1919 vinse i campionati inferiori, portandosi alla pari del Como e militando anch'essa in Prima Categoria come i biancoazzurri.[6] In quell'annata l'Esperia, oltre ad aver guadagnato sul campo la partecipazione alle semifinali, otterrà anche l'accesso alla serie superiore; soprattutto in virtù della vittoria del primo derby comasco, in cui il Como era incluso nel gruppo A della Prima Categoria insieme a Chiasso, Varese e Saronno.[6]

Con l'Esperia in Prima Divisione 1922-1923 e il Como in Seconda Divisione nello stesso anno, vi saranno alterne vicende in cui al termine dei rispettivi campionati, l'esperienza dell'Esperia nella massima serie si spegnerà come una meteora retrocedendo in Seconda Divisione, mentre il Como, arriverà a metà classifica nel girone C della Seconda Divisione.[6]

Nel campionato di Seconda Divisione 1923-1924 col ritorno dell'Esperia si tornò a giocare la stracittadina in cui però prevarranno gli azzurri sia nel girone d'andata che in quello di ritorno, mentre nella stagione successiva, il F.C. Como arrivò a sfiorare anche la promozione in Prima Divisione, proprio sul campo amico perdendo per 3-2 contro l'Udinese ove in quell'anno il Como giocò anche i primi derby con i comprovinciali della Canottieri Lecco, oggi Calcio Lecco.[6]

Il 1927, successivamente, sarà l'anno in cui le due società del Como F.B.C. e dell'Esperia si fonderanno assumendo denominazione di Associazione Calcio Comense che vinse nello stesso anno la Coppa Volta, eliminando per 3-0 in semifinale l'Inter (che in questo torneo fece esordire il diciassettenne Giuseppe Meazza) e battendo per 1-0 in finale il Genoa di De Prà, De Vecchi e Levratto.[6] Con la nuova denominazione societaria seguì anche un cambio nei colori sociali passando dalle tradizionali casacche bianco-azzurre dell'A.C. Como e a quelle bianco-stellate dell'Esperia, il colore rosso che resterà in auge per un decennio.[6][10]

Nella stagione 1927-1928, poi, venne inaugurato l'attuale impianto Giuseppe Sinigaglia con la disputa della Coppa "Alessandro Volta" vinta dalla selezione austriaca per 3 a 1 sulla selezione lombarda,[6][11] inoltre, nei due anni successivi, l'A.C. Comense conquistò prima la Coppa Turati riservata alle formazioni lombarde, sconfiggendo il Brescia per 2-0 nella ripetizione della finale (il primo incontro si era chiuso 3-3 dopo i tempi supplementari)[6] e poi, nel 1929 la squadra dopo non essere stata subito ammessa alla nuova Serie B, fu brillantemente promossa nella stagione di Prima Divisione 1930-1931 senza subire alcuna sconfitta grazie a Guido Ara prima e Weiser e Airodi poi in panchina.[6]

Gli anni 1930 e 1940[modifica | modifica wikitesto]

L'annata in Prima Divisione 1930-1931 resterà negli annali per l'Associazione Calcio Comense, in quanto con Lukas in panchina iniziò una marcia trionfale verso la promozione in Serie B in cui la squadra concluse imbattuta sia nella regular season che nella fase per gli spareggi-promozione in Serie B segnando 90 reti in 32 incontri e incassandone solamente 24.[6] L'anno successivo, alla prima esperienza in Serie B i comaschi conquistarono una tranquilla salvezza concludendo al nono posto con il giovane Romano capocannoniere lariano.[6]

Negli anni successivi, tra i cadetti, i lariani rimasero quasi sempre tra le prime posizioni in classifica arrivando sesti nel 1932-33 e quarti nel 1933-34 giocandosi all'ultimo col Bari l'ammissione al girone finale per la promozione in Serie A.[6]

La seconda metà degli anni 1930 fu segnata da un paio di retrocessioni consecutive partita dalla retrocessione in Serie C al termine della stagione 1934-35 conclusasi con vari avvicendamenti in panchina da Baloncieri a Ceverini III fino ad arrivare in Prima Divisione Lombarda nel 1936.[6]

Dalla stagione di Prima Divisione 1936-1937, ci furono numerosi cambiamenti a partire dalla società in cui dopo un'assemblea dei soci si è tornato all'antica denominazione di Calcio Como e all'azzurro come colore sociale,[6] poi, dal campionato successivo iniziò una parziale ripresa che porterà i comaschi dopo tre anni di assenza in Serie C fino all'avvento della seconda guerra mondiale.[6]

Durante gli anni della Serie C, il Como vide il lancio di giovani giocatori destinati a entrare nella storia come Antonio Cetti e Armando Varini oltre a Moresi e Panzieri,[6] poi, nella stagione di Serie C 1942-1943 il lariani si giocarono la promozione in Serie B fino all'ultima giornata contro il Lecco, che alla fine del campionato verrà ammesso alla Serie B pur restandoci per una stagione appena.[6]

Nel 1945 il Como conquistò il suo trofeo più prestigioso,[6] vincendo il Torneo Benefico Lombardo che, in mancanza di un campionato a livello nazionale, vedeva partecipare Milano, Ambrosiana-Inter e, con altre formazioni lombarde, anche il Novara.[6]

Dopo la guerra, la squadra fu ammessa alla Serie B dove rimase per tre anni lottando quasi sempre per posizioni di vertice fino alla promozione in Serie A nel 1949 con Mario Varglien allenatore, e con Ercole Rabitti e Mario Stua trascinatori insieme al giovane esordiente Cardani.[6]

Gli anni 1950 e 1960[modifica | modifica wikitesto]

La prima esperienza per il Como nella massima serie durò quattro anni dove nel suo primo anno di militanza in Serie A, è coronata dal sesto posto in ex aequo col Torino in cui giocò facendo qualche sporadica apparizione il cecoslovacco Chawko, peraltro già attivo in Italia con la maglia del Palermo, ma soprattutto giocando con una squadra "tutta Italia".[6][12] Nelle successive stagioni, suscitando simpatie in tutti i campi della penisola per la scelta di schierare solo giocatori italiani nella sua terza annata in Serie A, il Como si trovò anche per l'unica volta della sua storia a essere capolista solitaria della Serie A quando il 23 settembre 1951, dopo la terza giornata del campionato 1951-1952, fu l'unica squadra rimasta a punteggio pieno, precedendo di una lunghezza Inter, Juventus, Milan e Napoli.[6][13]

Nella stagione di Serie A 1951-1952, nonostante una crisi profonda che ha attanagliato la squadra dopo la partenza lanciata che l'ha vista solitaria capolista alla terza giornata, il porto della salvezza è stato felicemente raggiunto grazie ai gol di Giuliano Giovetti e a Mario Bergamaschi, che vestirà anche l'azzurro della nazionale,[6] poi, nel campionato successivo, vi sarà l'anno della retrocessione in Serie B dopo quattro anni dovuta principalmente alla partenza dello stesso Giovetti e uno scarso rendimento in trasferta totalizzando 3 pareggi in 17 gare.[6]

Il Como tornato in Serie B nel 1953, vi rimase per un decennio, disputando una serie di sette campionati di vertice con l'allenatore argentino Hugo Lamanna che nella stagione 1955-1956 arrivò al terzo posto finale a pari merito col Monza dopo un inizio non esaltante, successivamente, con la sua avventura in panchina si diede inizio a una politica di valorizzazione dei giovani come per esempio il giovane talento Luigi Meroni oltre a Bruno Ballarini e a Candido Beretta.[6]

Una formazione del Como nella stagione 1962-1963.

Dal 1960 in poi, dopo l'addio di Hugo Lamanna sulla panchina comasca dopo sette anni, la squadra cominciò a disputare campionati sofferti per un quadriennio con Giuseppe Baldini in panchina nel 1961 fino ad arrivare a Pedersen il tutto sempre insieme al direttore sportivo Guido Cappelli,[6] inoltre, durante quel periodo la squadra partecipò alla Coppa dell'Amicizia nel 1960 e nel 1961 vincendo entrambe le competizioni dando un contributo decisivo al successo del 1961, strappando alla squadra transalpina del Sochaux tre punti su quattro.[6]

La permanenza nella serie cadetta si interruppe in seguito al cosiddetto "caso Bessi" ove all'inizio del campionato 1962-1963 la società azzurra aveva schierato per cinque partite il difensore Paolo Bessi, appena acquistato dalla squadra del Tau Altopascio, senza sapere che il giocatore non aveva terminato di scontare una squalifica inflittagli dal Comitato Regionale Toscana della Lega Nazionale Dilettanti.[6] Salvatosi sul campo, il Como fu così punito con cinque sconfitte a tavolino che lo condannarono alla retrocessione in Serie C.[6]

Il primo anno di Serie C nel campionato 1963-1964, vide la squadra ringiovanita e totalmente rinnovata, con Ballarini e Invernizzi rimaste bandiere della società lariana che concluse al terzo posto davanti a Savona e Reggiana con Vinicio Viani in panchina,[6] poi, nella stagione successiva con l'acquisto di Albino Cella vincitore della classifica cannonieri, la squadra comasca si giocò il primato fino alla ventitreesima giornata quando col pareggio casalingo contro il Novara, iniziò un crollo che fece concludere il Como al quinto posto.[6]

Nella stagione 1965-66 con vari cambiamenti nella squadra, i comaschi non andarono oltre il terzo posto,[6] poi, nel 1967 la squadra, allenata da Mario Trezzi, chiuse il torneo di Serie C nel girone A al primo posto, ma a pari punti con il Monza:[6] si rese perciò necessario uno spareggio che fu disputato a Bergamo il 4 giugno e vide i biancorossi brianzoli prevalere per 1-0.[6] L'anno seguente un Como in buona parte rinnovato, ma ancora guidato dallo storico capitano Bruno Ballarini oggi recordman di presenze in campionato con la maglia azzurra, conquistò nuovamente il primo posto solitario e la conseguente promozione in Serie B con Franco Viviani in panchina.[6]

Il ritorno tra i cadetti è stato onorato dal Como con un brillante sesto posto e con un trascinante Vannini, prelevato dall'Entella, e che ha dato alla squadra il rilancio tra i professionisti con fior di risultati, invece, nel campionato successivo vi sono state parecchie sofferenze dovute alla partenza di Viviani e al fallimento di Roberto Lerici sostituito in panchina,[6] poi, da Maino Neri che porterà come rinforzi Claudio Correnti e De Nardi di cui il primo sarà una colonna nonché capitano del Como anche negli anni seguenti,[6] mentre De Nardi rimarrà carneade ove al termine di questa turbolenta annata i comaschi arrivarono tredicesimi.[6]

Gli anni 1970 e 1980[modifica | modifica wikitesto]

Una formazione del Como nella stagione 1975-1976.

Dopo alcuni buoni campionati nella serie cadetta, dal 1970 in poi, i lariani stazionarono nelle posizioni di media classifica con Eugenio Bersellini in panchina insieme al giovane Vallongo superstar e una poco felice partecipazione al Torneo Anglo-italiano del 1973.[6]

Dalla stagione di Serie B 1973-1974 con l'avvento di Giuseppe Marchioro in panchina, la squadra azzurra tornò tra le grandi della cadetteria grazie alle parate del portiere Antonio Rigamonti e il lancio del giovane terzino Vito Callioni,[6] poi, nel 1975, sempre sotto la guida tecnica di Marchioro e con l'apporto dell'astro nascente Marco Tardelli, giunse la seconda promozione in Serie A,[6] dove però, nonostante gli sforzi di giocatori come Alessandro Scanziani e il portiere-rigorista Antonio Rigamonti, la squadra rimase solo per una stagione per poi retrocedere in Serie B[6] dove in quei due anni di militanza in cadetteria nel primo anno dopo un buon inizio, la squadra andò alla deriva concludendo al sesto posto al termine della stagione,[6] poi, nel campionato di Serie B 1977-1978 ci fu un'annata disgraziata che terminò con la retrocessione in Serie C1 segnata da vari cambi in panchina partendo da Rambone rimasto in sella fino alla tredicesima giornata e poi con Luis Suárez e Narciso Pezzotti subentrato alla venticinquesima giornata fino al termine del campionato.[6]

Scivolati in Serie C1 nel 1978,[6] i lariani, nuovamente allenati da Marchioro affiancato dal d.s. Lamberti, ottennero subito due promozioni consecutive[14] con Adriano Lombardi protagonista principale e restarono in Serie A per due stagioni (1980-1982) grazie a una squadra profondamente rinnovata e ad alcuni giocatori destinati a una grande carriera, tra i quali Pietro Vierchowod.[6] Il club azzurro ha partecipato alla Coppa Mitropa nel 1980-1981, non riuscendo a conquistare il trofeo solo per la differenza reti, e al Torneo di Capodanno del 1981 (unica edizione fino a oggi), finendo eliminato al primo turno, ma ottenendo con Ezio Cavagnetto (2 gol) il primato ex aequo in classifica cannonieri.[6] L'anno successivo in Serie A sarà segnato dalla retrocessione in Serie B con l'ultimo posto in classifica.[6]

Una formazione del Como nella stagione 1981-1982.

Nel campionato di Serie B 1982-1983, i lariani partiti con programmi non ambiziosi, e confezionando una serie di pareggi si trovarono al termine del campionato a disputare gli spareggi per il ritorno in Serie A contro Catania e Cremonese perdendoli e sfumando il sogno dell'immediato ritorno nella massima serie,[6] poi, nel 1984 il Como, sempre allenato da Tarcisio Burgnich, tornò nuovamente nella massima serie, dove rimase per cinque campionati:[6] fu questo il periodo di maggior successo del club, che il primo anno raggiunse una sofferta salvezza stabilendo il record, tuttora imbattuto, di sole due reti subite nelle partite in casa.[6] Nel 1986 il Como sfiorò la finale di Coppa Italia, dopo aver eliminato la Juventus negli ottavi e il Verona campione d'Italia nei quarti.[6] Nella doppia semifinale contro la Sampdoria, dopo aver ottenuto un 1-1 a Genova, al Sinigaglia gli azzurri stavano conducendo per 2-1 nel corso dei tempi supplementari, quando un oggetto lanciato dagli spalti ferì l'arbitro Giancarlo Redini: la partita fu sospesa e la vittoria venne poi assegnata per 2-0 ai blucerchiati.[6] Le ottime giocate di Dan Corneliusson e di Stefano Borgonovo portarono nel 1986 la squadra al nono posto in campionato,[6] ripetuto anche l'anno successivo,[6] ma con molti meno gol segnati, con una formazione che aveva il suo punto di forza nella difesa diretta dal roccioso Pasquale Bruno e che si dimostrò una delle migliori del campionato.[6]

Gli anni 1990 e 2000[modifica | modifica wikitesto]

Le due retrocessioni consecutive che portarono la squadra in C1 nel 1990[6] (nonostante la società avesse allestito per il 1989-1990 una rosa che sembrava poter puntare alla promozione in A) furono la causa di un decennio anonimo per il Como,[6] che si trovò a galleggiare per quasi tutti gli anni 1990 in Serie C1,[6] con l'eccezione del campionato di Serie B 1994-1995.[6] Nel 1997, inoltre, conquistò la Coppa Italia di Serie C, battendo nella doppia finale la Nocerina (2-0 per i campani all'andata e 4-0 per i lombardi al ritorno).[6]

Marco Tardelli, giocatore lariano nei primi anni 1970 e poi allenatore a metà degli anni 1990.

Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, nel 2001 la società, guidata dal presidente Enrico Preziosi, ottenne la sospirata promozione in Serie B,[6] che venne funestata da un drammatico episodio accaduto negli spogliatoi al termine della gara Como-Modena (1-0) del 19 novembre 2000 tra il capitano lariano Massimiliano Ferrigno e il giocatore modenese Francesco Bertolotti.[6] Ferrigno colpì con un pugno il giocatore del Modena che cadde malamente a terra, ferendosi alla testa.[6][15] Bertolotti restò a lungo in pericolo di vita e fu costretto al ritiro mentre Ferrigno venne squalificato per tre anni da qualsiasi campionato.[6][16]

L'anno successivo il Como, benché neopromosso, ottenne la promozione in Serie A (ancora insieme con il Modena) con 74 punti (record per il campionato a venti squadre).[6] Gran merito del doppio salto è da attribuirsi all'allenatore Loris Dominissini che guidò la squadra nei due campionati vincenti,[6] ma che non riuscì a ripetersi l'anno successivo.[6] L'avventura in Serie A durò, infatti, una sola stagione, nonostante l'acquisto di numerosi giocatori di categoria e di esperienza e l'arrivo a stagione in corso al posto di Dominissini dell'esperto tecnico Eugenio Fascetti.[6] La crisi continuò l'anno dopo in Serie B con la cessione del club da parte del presidente Preziosi e una nuova retrocessione in Serie C1,[6] seguita da un'ulteriore retrocessione in Serie C2 dopo aver perso i play-out con il Novara (1-2 e 0-0).[6]

Questa tripla retrocessione causò una profonda crisi finanziaria, culminata il 22 dicembre 2004 con il fallimento,[6][17][18] che obbligò la nuova società, il Calcio Como, a iscriversi, anziché alla Serie C2, alla Serie D (girone B).[6] Per la prima volta dal 1938, i lariani si ritrovavano fuori dai campionati professionistici.[6] Nei primi due campionati disputati in Serie D la squadra raggiunse i play-off promozione senza però riuscire a conquistare la C2, nonostante presentasse un organico con vari elementi di categoria superiore.[6] Nel 2006, infatti, la gara di semifinale dei play-off contro la Tritium a Trezzo sull'Adda fu sospesa per lancio di oggetti in campo da parte dei tifosi lariani e al Como venne assegnata la sconfitta per 3-0 a tavolino;[6][19] nel 2007, invece, il Como perse la finale dei play-off contro l'U.S.O. Calcio per 4-2 dopo i tempi supplementari.[6] Il 2007 è stato anche l'anno del centenario, celebrato con una festa di tre giorni, una mostra e un libro.[6]

Il torneo 2007-2008 vide il Como protagonista di un lungo duello con la Tritium, che alla fine del girone di andata vedeva favoriti i rivali di Trezzo sull'Adda, in vantaggio di sette punti.[6] Ma nel girone di ritorno la Tritium perse tutto il margine accumulato e venne raggiunta e superata dai lariani, che venivano promossi alla serie superiore, tornando così fra i professionisti.[6] Inoltre, il 16 aprile 2008, pareggiando 1-1 con la Colligiana e grazie al 2-0 ottenuto il 9 aprile a Como, il Como conquistò la Coppa Italia Serie D.[6]

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
La maglia indossata per celebrare il centenario

Nella stagione 2008-2009, giocata in Lega Pro Seconda Divisione, il Como ha disputato un campionato sempre nella parte alta della classifica, ma mai al vertice. Con un rendimento in crescendo nelle ultime partite, raggiungeva il terzo posto finale e il diritto di giocare i play-off. Affrontava prima il Rodengo Saiano nella doppia semifinale (1-1 esterno e 0-0 in casa) e si qualificava per il migliore piazzamento in classifica; sconfiggeva poi l'Alessandria nella doppia finale (vittoria interna per 2-1 ed esterna per 2-0) e conquistava la seconda promozione consecutiva, salendo così in Lega Pro Prima Divisione.

Nel 2009-2010 il Como è sempre rimasto nelle retrovie della classifica, anche se in costante miglioramento nel girone di ritorno, tanto che nelle ultime giornate superava le dirette rivali e usciva dalla zona play-out. La certezza matematica della salvezza arrivava all'ultima partita, con la vittoria per 2-0 nel derby del Lario, risultato che nello stesso tempo condannava il Lecco alla retrocessione nella serie inferiore.

Gli anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Il campionato 2010-2011 ha visto un Como nelle ultime posizioni di classifica fino al termine del girone di andata.[6] Nel ritorno, invece, la squadra infilava una serie di undici risultati utili consecutivi che la portava a un passo della zona play-off. Dopo un calo nelle ultime giornate, il Como chiudeva il campionato a metà classifica.[6]

Nel torneo 2011-2012, al contrario, dopo un girone d'andata in cui era sempre stato in zona play-off, il Como riusciva a raggiungere la salvezza soltanto all'ultima giornata.[6] Anche il successivo campionato 2012-2013 vedeva il Como uscire dalla zona play-out, e salvarsi, solo nell'ultima partita.[6]

Migliore il cammino della squadra lariana nel torneo 2013-2014, durante il quale si è sempre trovata nella zona medio-alta della classifica. Con una sola vittoria nelle ultime sette partite, però, riusciva a qualificarsi per i play-off nella penultima posizione disponibile e veniva eliminata al primo turno dal Südtirol dopo i calci di rigore.

Nella stagione 2014-2015, dopo alcuni alti e bassi e un cambio d'allenatore (esonerato Giovanni Colella, subentrato Carlo Sabatini), gli azzurri chiudono la stagione regolare del girone A in quarta piazza, qualificandosi ai play-off promozione.[20] Nei quarti di finale dei play-off il Como affronta e batte in trasferta il Benevento, seconda classificata nel girone C.[21] In semifinale i lariani eliminano ai rigori il Matera, terzo classificato nel girone C, dopo il doppio 1-1 della gara di andata e ritorno.[22] In finale (7 e 14 giugno 2015) il Como affronta il Bassano Virtus (secondo classificato del girone A), che sconfigge all'andata per 2-0 in casa; il pareggio per 0-0 nella gara di ritorno disputata a Bassano del Grappa sancisce infine il ritorno in Serie B dei lariani, dopo oltre un decennio di assenza[23].

La stagione in serie cadetta si rivela insoddisfacente: il Como trascorre infatti l'intero campionato a fondo classifica e infine, a seguito della sconfitta interna contro la Ternana, retrocede in Lega Pro con tre giornate d'anticipo sulla fine del calendario regolare. A complicare la situazione interviene nel mese di aprile un'ordinanza del tribunale di Como che, ravvisando condizioni anormalmente passive e foriere di insolvenza nello stato patrimoniale del sodalizio azzurro, demanda alla locale procura della Repubblica l'apertura di accertamenti in merito (ingiungendo inoltre di sollevare l'ex presidente Enzo Angiuoni da una garazia fidejussoria di 700 000 euro sul mutuo acceso per la ristrutturazione del centro sportivo di Orsenigo)[24].

Nell'estate 2016 la Covisoc concede al Como il nullaosta per l'iscrizione alla Lega Pro e la squadra si raduna regolarmente nel ritiro di Sondalo; tuttavia in data 23 luglio il tribunale cittadino accoglie l'istanza di fallimento formalizzata dalla procura contro la società, adducendo a motivazione lo stato debitorio nei confronti di varie entità pubbliche e private[25] e ponendo la società in esercizio provvisorio sotto la direzione del curatore Francesco Di Michele[26]. La dirigenza azzurra si oppone a tale sentenza, definita sproporzionata a cospetto della situazione patrimoniale sociale (anche in relazione allo stato contabile di varie altre società professionistiche italiane), affermando di aver prodotto tutte le garanzie certificanti la possibilità di espletare la continuità d'esercizio[27]. Il 6 dicembre successivo il ricorso presentato dalla proprietà viene tuttavia rigettato dalla Corte d'Appello di Milano. Vengono pertanto indette tre aste fallimentari (inclusive di tutti i diritti sportivi e debiti sociali[28]), che si concludono senza acquirenti.[29] Al quarto incanto, il 16 marzo 2017, il club viene infine aggiudicato all'unica offerta pervenuta: quella di 237 000 euro da parte della neocostituita società F.C. Como s.r.l., intestata ad Akosua Puni, moglie del calciatore Michael Essien. Il rogito viene firmato il 30 marzo seguente[30].

In campionato la squadra, guidata da Fabio Gallo, chiude la stagione regolare al 7º posto nel girone A di Lega Pro e successivamente esce al primo turno dei play-off promozione contro il Piacenza.

A fine maggio la nuova proprietà nomina allenatore Mark Iuliano e Nello de Nicola direttore sportivo[31].

Nel mese successivo tuttavia la situazione precipita repentinamente: l'F.C. Como infatti, nonostante diverse rassicurazioni da parte della dirigenza[32][33], non provvede a onorare alcune pendenze (stipendi e contributi arretrati, documentazione, fideiussione) necessarie per chiedere la ri-affiliazione alla FIGC e potersi re-iscrivere alla Serie C (nuovo nome della Lega Pro). Il 30 giugno 2017 la FIGC respinge pertanto ufficialmente la domanda di attribuzione del titolo sportivo della vecchia società fallita alla F.C. Como S.r.l.,[5] escludendo di conseguenza il Como dai campionati professionistici e svincolando i giocatori ancora sotto contratto.[34]

A seguito di tali circostanze, nella prima decade di luglio 2017 sindaco del capoluogo lariano Mario Landriscina si avvale dell'art. 10 comma 52 del vigente regolamento FIGC (inerente il trasferimento del titolo sportivo di una squadra disaffiliata), nominando una commissione atta ad esaminare le proposte dei soggetti interessati alla rifondazione del club e alla sua reiscrizione a un campionato dilettantistico[35]. Al termine della procedura di valutazione, tale commissione comunale seleziona la cordata capeggiata da Nicastro Group (composta dagli imprenditori Massimo Nicastro, Roberto Renzi, Enzo Angiuoni e dai dirigenti Roberto Bellotti e Roberto Pruzzo)[36], la quale costituisce il Como 1907 s.r.l., poi ammesso in sovrannumero al campionato di Serie D 2017-2018, rilevando la tradizione sportiva azzurra.[37]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Como 1907
  • 25 maggio 1907 – Fondazione del Como Foot-Ball Club.[38]
  • 1907-1909 – La società esercita attività a carattere locale, disputando partite con squadre milanesi e del Canton Ticino.
  • 1910 – Il club si affilia ufficialmente alla F.I.G.C.



Ritiratosi dal Primo turno di Coppa Italia.
  • 1936 – Assume la nuova denominazione Associazione Sportiva Como.
  • 1936-1937 – 2º nel girone D della Prima Divisione lombarda.
  • 1937 – Il sodalizio si fonde con l'Associazione Sportiva Ardita e diventa Associazione Calcio Como, adottando il verde come colore sociale, ma tornando presto all'azzurro.
  • 1937-1938 – 1º nel girone C della Prima Divisione lombarda. 2º nel girone finale. Promosso in Serie C.
  • 1938-1939 – 10º nel girone C della Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.

4º nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
2º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
4º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
  • 1970 – La società cambia la denominazione in Como Calcio S.p.a.[39][40]

4º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
3º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
4º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
3º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
2º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
2º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
2º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
5º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
4º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.

5º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
4º nel girone eliminatorio del Primo turno del Torneo di Capodanno.
3º in Coppa Mitropa.
4º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
5º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
3º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
4º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
3º per sorteggio avverso nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
3º nel girone eliminatorio del Primo turno di Coppa Italia.
2º nel girone eliminatorio del Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia Serie C (1º titolo).
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
2º nel girone eliminatorio di Coppa Italia Serie C.
3º nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.

4º nel girone eliminatorio di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
4º nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
4º nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 22 dicembre 2004 – La società non s'iscrive al campionato di Serie C2 e fallisce. Nell'estate viene fondato il Calcio Como, che viene iscritto alla Serie D.
  • 2005-2006 – 4º nel girone B della Serie D. Perde il primo turno dei play-off.
Secondo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2006-2007 – 4º nel girone B della Serie D. Perde il secondo turno dei play-off.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
2º nel triangolare 1 della Poule Scudetto.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia Serie D (1º titolo).
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.

Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
2º nel girone eliminatorio di Coppa Italia Lega Pro.
Terzo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 2016 - Il Calcio Como s.r.l. viene dichiarato fallito dal Tribunale di Como, potendo tuttavia proseguire le attività in regime di esercizio provvisorio.
  • 2016-2017 – 7º nel girone A della Lega Pro. Perde la prima fase dei play-off.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2017 - Nel mese di marzo l'azienda sportiva del vecchio sodalizio viene rilevata all'asta dalla neonata società F.C. Como s.r.l., la quale tuttavia non completa correttamente le pratiche di attribuzione del titolo sportivo, perdendo ogni diritto. Successivamente, la società viene rifondata come Como 1907 s.r.l. e ammessa in Serie D.
  • 2017-2018 - nel girone A di Serie D.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Stefano Borgonovo negli anni 1980 con una divisa da trasferta biancorossa.

Il colore identificativo del Como è l'azzurro, tradizionalmente inserito sulla maglia a tinta unita, a cui si accompagna il bianco come colore secondario riservato ai dettagli; quest'ultima tinta, tuttavia, nei primi decenni di vita del club godeva di maggior spazio sulla casacca lariana, grazie al ricorso a template crociati, fasciati o palati. Per quanto concerne le divise da trasferta, queste sono storicamente l'inverso di quelle casalinghe, ovvero bianche con dettagli azzurri,[41] pur se ciclicamente si è derogato a ciò seguendo invece le mode cromatiche del momento.

Nel 1926, quando la società si fuse con l'Esperia nell'Associazione Calcio Comense, si scelse il colore rosso granata,[6][10] che apparve però solo sporadicamente sulle maglie. Né miglior fortuna ebbe il verde adottato nel 1938 in seguito alla fusione con l'A.S. Ardita.[42]

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

L'elemento caratterizzante praticamente tutti i loghi che il Como si è dato nel corso dei decenni è lo stemma araldico cittadino (di rosso alla croce d'argento centrata): in alcuni casi (come nel campionato di Serie A 1949-1950) proprio tale scudetto crociato fu adottato a tutti gli effetti come emblema sociale e cucito sulle maglie da gioco[1].

Altro elemento che ricorre negli stemmi del club sono i richiami di vario tipo al lago di Como.

Tra i primi stemmi noti della società vi è quello adottato nel 1919: un pallone di colore marrone, cinto trasversalmente da una fascia bianca recante il nome della città e lo stemma araldico comunale.

Col cambio di denominazione in A.C. Comense lo stemma assunse foggia circolare: nella parte superiore dello scudo (colorata d'azzurro) trovava posto il nome sociale, accompagnato da una stella bianca a cinque punte; nella sezione inferiore invece compariva la croce bianca in campo rosso mutuata dal blasone civico.

A partire dagli anni 1950 fece la sua comparsa un simbolo assai longevo: uno scudo francese moderno azzurro con la riproduzione dello stemma comunale comasco inscritta nell'angolo sinistro superiore. Nello spazio libero hanno trovavato spazio col passare degli anni varie scritte: dalla sola denominazione sociale a simboli richiamanti il palmarés del club, nonché (in determinate circostanze) allusioni ad anniversari di fondazione particolari (quali il cinquantesimo nel 1957 e l'ottantesimo nel 1987).

Sul finire degli anni 1980 subentrò uno stemma radicalmente diverso, avente per protagonista il disegno stilizzato di un svasso[2] (erroneamente scambiato per un airone in talune circostanze[43][44]) che spicca il volo da uno specchio d'acqua. Tale disegno, generalmente accompagnato dalla denominazione sociale e dallo stemma cittadino (con differenti soluzioni grafiche), rimase in uso fino al 1992.

Nel suddetto anno venne introdotto un ancile bianco, contenente al centro lo stemma araldico cittadino sormontato da un'onda d'acqua azzurra; al di sopra di tale disegno compariva il nome della città, mentre al di sotto l'anno di fondazione della squadra, a caratteri azzurri. Tale stemma venne occasionalmente modificato in modo non incisivo, mediante alterazione dell'intensità delle tinte e uso di differenti caratteri tipografici.[45]

Due furono gli stemmi che si succedettero nel 2017, allorché non fu più possibile utilizzare il logo del 1992 (rimasto in mano a una curatela fallimentare). L'effimera F.C. Como riprese la base dell'ancile bianco e la filosofia dei contenuti: al centro uno scudetto azzurro con il disegno geograficamente accurato del lago di Como (di colore bianco) e nell'angolo superiore sinistro lo stemma araldico cittadino; al di sopra di tale disegno appariva la denominazione sociale, al di sotto l'anno di fondazione. Fallita anche tale società, la subentrata Como 1907 ha declinato il logo sociale sottoforma di un cerchio bianco contenente lo scudetto comunale sovrastante tre onde d'acqua, il tutto racchiuso in una corona circolare blu recante il nome societario a caratteri stampatelli.

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Giuseppe Sinigaglia.

Il Como gioca le partite casalinghe nello stadio Giuseppe Sinigaglia di Como, inaugurato nel 1927.[3]

  • Capienza: 13 602 posti.[3]
    • Tribuna coperta: 2 560 posti.
    • Distinti in cemento: 2 992 posti.
    • Distinti parterre: 1 472 posti.
    • Curva Ovest (Como): 4 948 posti.
    • Curva Est (ospiti): 1 600 posti.
  • Dimensione del campo:[3]
    • Lunghezza: 105,40 metri.
    • Larghezza: 68 metri.

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di allenamento della società è il Centro Sportivo Mario Beretta, locato a Orsenigo, piccolo comune della provincia a sud del lago.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2012 al 2016 il Calcio Como s.r.l. è stato controllato al 99% da una soggetto economico denominato S3C (abbreviazione di Società controllata Calcio Como), federante tutti i soci del club[46].

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornato ad agosto 2017

Como 1907 logo (adozione 2017).png
Staff dell'area amministrativa

Area direttiva

  • Italia Enzo Angiuoni - Presidente onorario
  • Italia Massimo Nicastro - Presidente
  • Italia Roberto Renzi - Vicepresidente
  • Italia Roberto Felleca - Consigliere delegato

Area organizzativa

  • Italia Riccardo Bellotti - Direttore generale
  • Italia Roberto Pruzzo - Direttore sportivo
  • Italia Ninni Corda - Collaboratore tecnico
  • Italia Fabio Lori - Resp. amministrazione, finanza e controllo
  • Italia Giorgio Bressani - Segretario generale
  • Italia Eros Greggio - Segretario area amministrativa
  • Italia Marco Mancinelli - Direttore marketing, comunicazione e vendite
  • Italia Marco Mancinelli - Ufficio stampa
  • Italia Vincenzo Carrante - Ufficio stampa
  • Italia Giorgio Bressani - Supporter Liaison Officer

[modifica | modifica wikitesto]

Como 1907 logo (adozione 2017).png
Cronologia degli sponsor tecnici
  • fino al 1981 non presente
  • 1981-1982 Umbro
  • 1982-1991 adidas
  • 1991-1994 Umbro
  • 1994-1996 Devis
  • 1996-2005 Erreà
  • 2005-2006 Lotto
  • 2006-2009 Hawk
  • 2009-2017 Legea
  • 2017- HS Football
Como 1907 logo (adozione 2017).png
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • fino al 1980 non presente
  • 1981-1982 Fantic Motor
  • 1982-1983 non presente
  • 1983-1989 Mita Copiers
  • 1989-1991 Fisac
  • 1991-1993 Miele Ambrosoli
  • 1993-1994 Palizzi e le Nazioni Due
  • 1994-1995 C.S. Elvisim s.p.a
  • 1995-1996 non presente
  • 1996-1998 Seven Salotti
  • 1998-1999 Polti
  • 1999-2000 Sap
  • 2000-2001 Como 1907
  • 2001-2002 Magiste
  • 2002-2003 Temporary
  • 2003-2004 Integra Sport
  • 2004-2005 ...
  • 2005-2006 Amici di Como
  • 2006-2010 UnionCafé
  • 2010-2011 Fondazione Stefano Borgonovo
  • 2011-2012 Enerxenia
  • 2012-2013 Acsm-Agam e FoxTown
  • 2013-2015 Volvo e FoxTown
  • 2015-2016 Verga e FoxTown
  • 2016-2017 Verga
  • 2017- Acqua San Bernardo

Il Como nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • La vicenda del romanzo La dogana del vento di Folco Quilici (2011) ruota intorno a un immaginario portiere del Como negli anni 1970, in Serie A.[47] Il giocatore, di nome Jorghii Vallodi, è figlio di un'italiana e di un militare cosacco.[47]
  • Nel film L'allenatore nel pallone (1984), compare anche il nome del Como (presente nella Serie A dell'epoca); nello specifico, è una delle squadre battute dalla Longobarda, allenata dal protagonista della pellicola Oronzo Canà (interpretato da Lino Banfi). Il nome compare sotto forma di un titolo di giornale riportante la seguente dicitura: "La Longobarda vince anche a Como".

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del Como 1907‎ e Categoria:Presidenti del Como 1907‎
Como 1907 logo (adozione 2017).png
Allenatori
Italia Gianpiero Marini (8ª-24ª)
Italia Loris Dominissini (25ª-38ª)
Italia Silvano Fontolan (12ª)
Italia Simone Boldini (13ª-38ª e play-out)
Italia Maurizio Parolini (18ª-24ª)
Italia Ernestino Ramella (25ª-34ª)
Como 1907 logo (adozione 2017).png
Presidenti
  • 1907-1912 Italia Mario Bazzi
  • 1912-1922 Italia Carlo Verga
  • 1922-1926 Italia Eugenio Rosasco
  • 1926-1930 Italia Enrico Brambilla
  • 1930-1933 Italia Gianni Binda
  • 1933-1935 Italia Bruno Pessina
  • 1935 Italia Agrippino Porlezza (commissario straordinario)
  • 1935-1936 Italia Vittorio De Benedetti
  • 1936-1937 Italia Faliero Frigerio
  • 1937-1938 Italia Renzo Ferrero
  • 1938-1941 Italia Antonio Maspero
  • 1941-1942 Italia Luigi Ripamonti
  • 1942-1944 Italia Giannetto Bianchi
  • 1944-1946 Italia Gigi Colombo
  • 1946-1948 Italia Luigi Ballerini
  • 1948-1955 Italia Carlo Songia
  • 1955-1962 Italia Francesco Ambrosoli
  • 1962-1963 Comitato di presidenza
  • 1963-1967 Italia Ercole Erba
  • 1967-1971 Italia Romildo Roncoroni
  • 1971-1980 Italia Alfredo Tragni
  • 1980-1983 Italia Mario Beretta
  • 1983-1993 Italia Benito Gattei
  • 1993-1997 Italia Mario Beretta
  • 1997-2003 Italia Enrico Preziosi
  • 2003-2005 Italia Aleardo Dall'Oglio
  • 2005 Italia Francesco Corrado (curatore fallimentare)
  • 2005 Italia Alessandro De Blasi
  • 2005-2006 Italia Giangerolamo Barzaghi
  • 2006-2008 Italia Vincenzo Angiuoni
  • 2008-2011 Italia Antonio Di Bari
  • 2011-2012 Italia Amilcare Rivetti
  • 2012-2016 Italia Pietro Porro
  • 2016-2017 Italia Francesco Di Michele (curatore fallimentare)
  • 2017- Italia Massimo Nicastro

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del Como 1907‎

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la cronologia dei capitani del Como.[senza fonte]

Il Como e le Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Giocatori che hanno giocato nella loro Nazionale maggiore durante il periodo di militanza nel Como:[49]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1948-1949, 1979-1980, 2001-2002
1996-1997
2007-2008

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

1930-1931 (girone finale Nord A)
  • Torneo Benefico Lombardo: 1
1944-1945
1967-1968 (girone A)
1978-1979 (girone A)
2007-2008 (girone B)

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

1962-1963
1967-1968, 2016-2017[52]
1978-1979

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Nelle 93 stagioni sportive sono escluse quelle disputate a livello regionale fra il 1912 e il 1914, fra il 1919 e il 1922 e fra il 1936 e il 1938. Tra le partecipazioni alla Serie C è incluso anche il campionato di Serie B-C Alta Italia 1945-1946, in cui il Como partecipò come squadra di Serie C.

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 1 1914-1915 14
Serie A 13 1949-1950 2002-2003
Seconda Divisione 4 1922-1923 1925-1926 41
Prima Divisione 3 1926-1927 1928-1929
Serie B 34 1931-1932 2015-2016
Prima Divisione 2 1929-1930 1930-1931 33
Serie Mista B-C Alta Italia 1 1945-1946
Serie C 11 1935-1936 1967-1968
Serie C1 12 1978-1979 2004-2005
Lega Pro Prima Divisione 5 2009-2010 2013-2014
Lega Pro 2 2014-2015 2016-2017
Lega Pro Seconda Divisione 1 2008-2009 2
Serie D 1 2017-2018
Serie D 3 2005-2006 2007-2008 3
Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
I Prima Categoria[53] 4 1913-1914 1921-1922 6
Prima Divisione[54] 2 1936-1937 1937-1938
II Promozione[55] 1 1912-1913 1

Partecipazione alle coppe[modifica | modifica wikitesto]

Torneo Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Italia 50 1935-1936 2016-2017 50
Coppa Italia Semiprofessionisti 1 1978-1979 20
Coppa Italia Serie C 11 1990-1991 2004-2005
Coppa Italia Lega Pro 8 2008-2009 2016-2017
Coppa Italia Serie D 3 2005-2006 2007-2008 3
Torneo Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Mitropa 1 1980-1981 1
Coppa dell'Amicizia 2 1960 1961 2

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Record assoluti

  • Vittoria più larga in casa:
Como-Modena 7-0 (1914-1915)
Comense-Reggiana 7-0 (1930-1931)
Como-Trezzo 7-0 (1937-1938)
  • Vittoria più larga in trasferta:
Vis Nova-Como 0-14 (1942-1943)
  • Sconfitta più larga in casa:
Como-U.S. Milanese 1-8 (1919-1920)
  • Sconfitta più larga in trasferta:
Juventus-Como 9-0 (1913-1914)
  • Pareggio con il maggior numero di reti:
Derthona-Comense 5-5 (1927-1928)

Record in Serie A

  • Vittoria più larga in casa:
Como-Lucchese 5-0 (1950-1951)
Como-Udinese 5-0 (1951-1952)
  • Vittoria più larga in trasferta:
Juventus-Como 0-3 (1950-1951)
Avellino-Como 1-4 (1985-1986)
Lecce-Como 1-4 (1985-1986)
  • Sconfitta più larga in casa:
Como-Inter 1-5 (1949-1950)
Como-Juventus 2-6 (1949-1950)
Como-Napoli 0-4 (1981-1982)
  • Sconfitta più larga in trasferta:
Napoli-Como 7-0 (1950-1951)

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

  • Maggior numero di reti segnate in una stagione:
28 Marco Romano (1932-1933)
  • Maggior numero di reti segnate in una partita:
5 Giulio Longhi vs. Vis Nova (1942-1943)
5 Carlo Dell'Omodarme vs. Cagliari (1959-1960)
  • Rete più rapida segnata:
10″ Autorete di Marco Libassi vs. Brescello (1998-1999)
10″ Matteo Chinellato vs. Pistoiese (2016-2017)
  • Rete più rapida subita:
10″ Tullio Ghersetich vs. Fiorentina (1952-1953)
  • Minuti di imbattibilità:
1008' Antonio Lonardi (1967-1968)

Di seguito le classifiche dei sei primatisti di presenze e cannonieri in campionato della storia della società:

Como 1907 logo (adozione 2017).png
Record di presenze
Como 1907 logo (adozione 2017).png
Record di reti

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo ultras della Fossa Lariana negli anni 1980.

Il movimento ultras nacque a Como con la nascita del gruppo "Fossa Lariana",[56][57] che contava varie sezioni sparse per l'Italia, si ricorda in particolare quella del Lazio,[56] a metà degli anni 1970.[57] Dopo breve tempo dalla nascita, la Fossa fu affiancata dai Panthers.[56][57] Tali due gruppi presero in mano le redini della curva, che successivamente passarono ai "Maestri Comacini",[56][57] dopo lo scioglimento della Fossa nel 1990;[57] tuttavia, questo periodo fu abbastanza breve e non lasciò il segno.[56][57] Successivamente salirono in auge gli "Ultras Como",[56][57] che ripudiarono il classico stile italiano che caratterizzava gli ultras lariani, caratterizzato da tamburi, striscioni e molto colore, preferendo lo stile inglese.[56][57] Gli Ultras Como furono successivamente affiancati da una serie di fazioni di minor portata fin quando i gruppi presenti in Curva Azzurra non decisero di fondersi nei "Blue Fans Como" (BfC).[56][57]

Con la caduta della squadra in Serie C, i BfC si sciolsero nel 2002,[57] e ritornarono in curva un numero imprecisato di gruppi minori.[56] Spiccarono allora due gruppi, totalmente separati fra loro: i "Lariani" e l'"Estrema Fazione", con chiara matrice ideologica destroide.[56][57]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Lombardia.

Gli ultras lariani sostenevano un gemellaggio con gli ultras del Milan,[56][58] favorito anche dalla rivalità tra Milan e Inter: mentre i tifosi di quest'ultima in ambito cestistico tifano per l'Olimpia Milano, i comaschi, data la vicinanza geografica, sostengono la rivale Pallacanestro Cantù.[56]

Altro gemellaggio ci fu con i vicentini,[56][57] sciolto nel 2013, mentre nel 2011 si sono stretti rapporti con i francesi del Lione.[56][57]

Le principali rivalità sono quelle con gli ultras del Modena[56][57], del Lecco[56][57], del Livorno[59][60][61] e dell'Inter,[57] favorita anche dal gemellaggio con i milanisti.[56][58] Altre rivalità sono con gli atalantini,[56][57] con i cremonesi,[56][57][62], con i piacentini,[56][57] con gli spallini,[56][57] con i varesotti (gemellati con gli interisti),[56][57] con i bresciani,[56][57] con i veronesi[56][57], con i veneziani[56][57] e con i monzesi[63] (derby che ha portato a violenti e numerosi scontri)[64].

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Associazione Sportiva Dilettantistica Como 1907 2017-2018.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
Italia P Alessandro Gozzi
Italia P Matteo Kucich
Italia D Dario Bova
Italia D Simone Morelli
Italia D Davide Sentinelli
Italia D Francesco Tosoni
N. Ruolo Giocatore
Italia C Manuel Cicconi
Italia C Federico Gentile
Italia C Daniele Molino
Italia A Daniel Bradaschia
Montenegro A Nikola Olivieri

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Como 1907 logo (adozione 2017).png
Staff dell'area tecnica
  • Italia Antonio Andreucci - Allenatore
  • Italia Roberto Cau - Allenatore in seconda
  • Italia Ninni Corda - Collaboratore tecnico
  • Italia Luca Carlo Guerra - Preparatore atletico
  • Italia Massimiliano Del Caro - Preparatore dei portieri
  • Italia Simone Gallo - Fisioterapista/Massaggiatore


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Como - scudettitalia.altervista.org
  2. ^ a b Como, svelato il progetto "Herons": "Riannodare il legame con il territorio" - lariosport.it, 21 mar 2014
  3. ^ a b c d Stadio G. Sinigaglia, calciocomo1907.it. URL consultato il 5 maggio 2014.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Almanacco illustrato del calcio, Milano, Rizzoli Editore, dal 1939 al 1963.
  • Almanacco illustrato del calcio, Milano, Edizioni Carcano, dal 1964 al 1970.
  • Almanacco illustrato del calcio, Modena, Edizioni Panini, dal 1971 al 2012.
  • Annuario F.I.G.C., Roma, F.I.G.C., dal 1951-1952 al 1957-1958 e dal 1962 al 2003.
  • Giorgio Welter, Como, in Le maglie della Serie A, Milano, Codice Atlantico, 2013, pp. 54-57, ISBN 978-88-905512-9-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]