Enrico Catuzzi

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Enrico Catuzzi
Catuzzi.jpg
Enrico Catuzzi negli anni 1980
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex giocatore)
Ritirato 1973 - giocatore
2001 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1965-1966Scafatese10 (1)
1966-1969Napoli0 (0)
1969-1971Perugia3 (1)
1971-1972Savona 18 (0)
1972-1973Fiorenzuola? (?)
Carriera da allenatore
1975-1978 Parma Giovanili
1977-1978 Palermo Giovanili
1978-1979 Bari Vice
1979 Bari
1980-1981 Bari Primavera
1981-1983 Bari
1983-1984 Varese
1984-1986 Pescara
1986-1988 Bari
1988-1989 Piacenza
1990-1991 Mantova
1991-1992 Lazio Primavera
1992-1993 Vis Pesaro
1994 Leffe
1994-1995 Foggia
1996 Pistoiese
1997 Como
1998-1999 Acireale
2000 CSKA Sofia
2001 CSKA Sofia
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Enrico Catuzzi (Parma, 23 settembre 1946Parma, 28 novembre 2006) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È scomparso nel 2006, a 60 anni, a causa di infarto dopo aver accusato un malore al termine di una cena tra amici[1].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Ricordata la sua zona totale, che fece applicare al Bari in Serie B nella stagione 1981-1982, il cui gioco è considerato spettacolare; venne definito "laboratorio calcistico degli anni 2000"[2]. Alle sue squadre, schierate di preferenza con il 4-3-3[3], richiedeva precisi sincronismi di gioco, che spiegava spesso alla lavagna[4].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce a 19 anni nella Scafatese, in Serie C, e in seguito milita nel Napoli[5] (dove non è mai impiegato) e nel Perugia, con cui debutta in Serie B nel campionato 1969-1970. Dopo un'altra stagione in Umbria, passa al Savona (Serie C) e in seguito è costretto ad abbandonare la carriera ad alti livelli per via di un infortunio[3]. Chiude l'attività agonistica nel Fiorenzuola, nel campionato di Promozione Lombardia 1972-1973[6][7].

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Inizia la carriera di allenatore nel 1975, allenando le giovanili del Parma[8]. Nel 1977-1978 affianca Zdeněk Zeman come assistente di Fernando Veneranda al Palermo, occupandosi anche delle giovanili[9]. Nel 1978-1979 Catuzzi passa ad allenare il Bari come secondo di Santececca e anche la formazione Primavera [1] guidando e salvando la prima squadra nelle ultime giornate. Nel 1979-1980 allena solo la Primavera vincendo il girone meridionale e partecipa alle finali nazionali [2] [3].Nel 1980-1981 allena la Primavera vincendo la coppa italia battendo in finale il Milan di Alberigo Evani e Andrea Icardi[10].

Prima del trionfo e primo trofeo del Bari in Coppa Italia Primavera,torna ad allenare la prima squadra nel 1980-1981 salvando dalla retrocessione il Bari, dopo esser subentrato ad Antonio Renna[10]. Nella stagione successiva il presidente Antonio Matarrese gli diede fiducia e Catuzzi decise di puntare sui ragazzi della Primavera. Nacque così il Bari dei Baresi: un gruppo di ventenni quasi tutti autoctoni che sfiorò la Serie A[10][11]. A Bari lanciò molti calciatori della "Primavera" avuti con sé negli anni precedenti, tra cui Nicola Caricola, Michele Armenise, Luigi De Rosa, Onofrio Loseto, Giorgio De Trizio[11]. L'anno successivo con la stessa formazione, ad eccezione di Angelo Frappampina ingaggiato dal Bologna e Maurizio Iorio ceduto alla Roma, fu esonerato con la squadra all'ultimo posto della classifica, che poi guidata da Luigi Radice retrocesse in Serie C1[10].

Lasciato il Bari, dopo un'esperienza a Varese[1], viene ingaggiato dal Pescara[4][12], dove porta con sé alcuni ex calciatori avuti a Bari. Il primo anno sulla panchina del Pescara termina con il settimo posto in campionato facendo un calcio bello e divertente. Nella stagione 1985-1986 retrocesse in Serie C all'ultima giornata di campionato per poi venire ripescato a causa del fallimento del Palermo; questa fu una stagione molto travagliata per la vicenda del calcioscommesse che coinvolse numerose squadre e tesserati di quel torneo ed anche, seppur non direttamente, il Pescara. All'inizio della stagione 1986-1987 è di nuovo alla guida del Bari dove per due anni consecutivi gli sfugge la promozione alla penultima giornata. Successivamente vaga per l'Italia con scarsa fortuna. Nella stagione 1988-1989 è al Piacenza, dove viene esonerato poco prima di Natale[13]; dopo una stagione di pausa[12], siede sulla panchina del Mantova per sole quattro giornate[12]. In seguito allena le giovanili della Lazio[12] per finire poi in Serie C alla guida della Vis Pesaro e del Leffe[12], dove viene chiamato nel marzo 1994[14] conquistando la salvezza e facendosi pagare in base ai punti conquistati[8].

Nell'annata 1994-1995 Giuseppe Pavone lo chiama a guidare il Foggia in Serie A per sostituire Zdeněk Zeman[12]. La squadra alla fine del girone d'andata si trova a lottare per la zona UEFA, ma nel girone di ritorno accusa una brusca flessione di rendimento retrocedendo a fine stagione in Serie B[15][16]. Catuzzi allenerà in seguito anche Pistoiese (esonerato a ottobre[17]), Como (tra ottobre e dicembre 1997[18][19]) ed Acireale.

Nel giugno 2000 riceve la chiamata da parte del Cska Sofia. Nonostante gli ottimi risultati (la squadra era seconda in campionato e nei quarti della coppa nazionale), nel dicembre dello stesso anno presenterà le dimissioni, a causa di contrasti con la dirigenza sul suo futuro contrattuale[8]. Il 3 marzo 2001 viene richiamato dal Cska Sofia alla guida della squadra[20], con la quale concluderà il campionato al secondo posto staccato di sette punti dal Levski Sofia.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Bari: 1980-1981

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Addio a Catuzzi, allenò il Varese[collegamento interrotto] Varesenews.it
  2. ^ La notte bianca dei boys di Catuzzi, l'Espresso, 24 settembre 2007. URL consultato il 17 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2012).
  3. ^ a b Catuzzi il pioniere del 4-3-3, La Repubblica, 19 settembre 2010
  4. ^ a b Luciano Rapa, Speciale PRONTO PESCARA con il Pres. DANIELE SEBASTIANI, PESCARA Calcio, 19 febbraio 2011. URL consultato il 17 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2013).
  5. ^ Il Napoli già a buon punto (ieri 5 goals) Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., L'Unità, 15 agosto 1966, pag.9
  6. ^ Coscienza sporca Fiorenzuola1922.com
  7. ^ Alla Leoncelli mancano i risolutori, resta 0-0 col Fiorenzuola Archiviato il 5 marzo 2016 in Internet Archive., La Provincia, 31 dicembre 1972, pag.10
  8. ^ a b c Catuzzi, un allenatore sulla pista bulgara, Il Corriere della Sera, 7 febbraio 2001, pag.47
  9. ^ In viaggio senza papà, La Repubblica, 2 agosto 1994, pag.22
  10. ^ a b c d La storia del club: l'era Matarrese (anni '80-90)[collegamento interrotto] Spostati.it
  11. ^ a b Catuzzi, il profeta del baby Bari che inventò il calcio champagne, La Repubblica, 30 novembre 2006
  12. ^ a b c d e f Io, Catuzzi, ripescato sul campo, Il Corriere della Sera, 23 ottobre 1994, pag.39
  13. ^ Rosa 1988-1989 Storiapiacenza1919.it
  14. ^ Mantova, scalata alla B, Il Corriere della Sera, 19 marzo 1994, pag.49
  15. ^ Dissolto e svenduto il Foggia è una preda La Repubblica, 22 marzo 1995, pag.45
  16. ^ Arrivederci Foggia, favola a buon mercato, La Repubblica, 22 maggio 1995, pag.43
  17. ^ Calcio news, La Repubblica, 31 ottobre 1996, pag.51
  18. ^ Como Calcio, cambio di allenatore, Il Corriere della Sera, 8 ottobre 1997, pag.47
  19. ^ Big match Cremona Como L'Alzano vola verso i playoff, Il Corriere della Sera, 14 dicembre 1997, pag.49
  20. ^ La scelta di Catuzzi: via da Sofia e ritorno, resterà altri due anni, Il Corriere della Sera, 12 aprile 2001, pag.47

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Almanacco Illustrato del Calcio Panini, ed.1969-1970-1971-1972-1973

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]