Modena Football Club

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Modena FC
Calcio Football pictogram.svg
Modenastemma.png
Canarini, Gialloblù, Geminiani
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Giallo e Blu3.png giallo-blu
Simboli Canarino, Ghirlandina
Inno Il Braglia Canta
Dati societari
Città Modena
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1912
Proprietario Lussemburgo World Promotion Company
Presidente Italia Antonio Caliendo
Allenatore Italia Ezio Capuano
Stadio Alberto Braglia
(21.092 posti)
Sito web www.modenafc.net
Palmarès
Titoli nazionali 2 campionati di Serie B
Trofei nazionali 1 Supercoppa di Serie C1
Trofei internazionali 2 Coppe Anglo-Italiane
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Modena Football Club, meglio conosciuto come Modena, è una società calcistica italiana con sede nella città di Modena. Fondata nel 1912, milita in Lega Pro.

La società conta 27 partecipazioni alla massima serie italiana, dove ha conseguito come miglior piazzamento un terzo posto nell'annata 1946-1947. Oltre ai titoli conquistati nelle serie minori nazionali, in campo internazionale il club annovera due Coppe Anglo-Italiane, competizione in cui la squadra modenese vanta il primato di successi.

I suoi giocatori sono soprannominati Canarini per via dei colori sociali del club, una maglia gialla con calzoncini blu. Fin dalla sua nascita, gioca gli incontri casalinghi allo stadio Alberto Braglia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Audax Foot Ball Club.
Una formazione dell'Audax Foot Ball Club nel 1912, anno della fusione con l'Associazione Studentesca del Calcio che portò alla nascita del Modena Football Club.

Dopo alcune sporadiche esibizioni a livello scolastico nel primi anni del secolo XX, sotto la spinta degli studenti universitari (tra cui spicca l'impulso di Luigi Ventura) e di quelli dell'Istituto Tecnico, all'inizio del 1910 nacque a Modena l'Associazione Studentesca del Calcio, che partecipò nelle stagioni 1911 e 1912 ai tornei regionali di III e II Categoria, vincendoli. Tra la fine del 1911 e l'inizio del 1912 sorse poi l'Audax Foot Ball Club, in rappresentanza del Liceo San Carlo. Dopo un breve periodo di rivalità cittadina, le due società decisero di fondersi, non senza qualche mugugno, il 5 aprile 1912; la decisione venne pubblicata sugli organi di stampa cittadini, e il giornale Il Panaro pubblicò così la notizia della fusione societaria:

« Era affisso ieri un avviso sul quale si invitavano i nostri giocatori di football a partecipare a una riunione per deliberare circa la fusione delle due società, Associazione Studentesca del Calcio e Audax F.B.C. L'idea di tale connubio non ci giunge nuova, l'abbiamo sentita circolare da oltre un anno nei capannelli calcistici, ma non abbiamo mai voluto entrare nel merito della questione per non rompere, come si dice, le uova nel paniere a coloro che tale idea propugnavano. Lo facciamo ora che la notizia ufficiale e la fusione fatta e che la nuova società ha già scelto il suo nome e i suoi colori. Si chiamerà Modena F.C. e la sua maglia porterà i colori giallo-blu.[1] »

La sua prima struttura societaria prevedeva Giuseppe Salotti, docente universitario, quale presidente, il tenente Claudio San Donnino, ricco possidente cittadino, quale presidente onorario, e una Commissione Tecnica composta da Silvio Secchi, in qualità di Direttore Tecnico, e da Luca Mariani e Francesco Vaccari.

Anni 1910[modifica | modifica wikitesto]

Il Modena del 1914-1915

Dopo aver ottenuto dall'Amministrazione Comunale l'area dell'ex Velodromo per l'ubicazione dello Stadio cittadino (area nella quale la società ha poi giocato tutte le gare interne della propria storia) e l'ammissione al Campionato di Prima Categoria, espressione del massimo livello calcistico, il Modena partecipò alla sua prima stagione (1912-13) nel girone Veneto-Emiliano, dapprima con solo elementi locali (Secchi, Mariani, Zanasi, Minchio, Zanetti - il futuro dirigente federale degli anni 1920 e 1930), poi, dopo i primi rovesci, pescando alcuni giocatori oltre provincia quali Diaderico Raffaldini, Brassi e Soresina. Quel primo torneo terminò con una sola vittoria, nel derby interno contro il Bologna, e tutte sconfitte.

Approfittando (al pari di Juventus e Racing Libertas) del blocco delle retrocessioni nell'estate del 1913, il Modena ottenne di giocare sempre in Prima categoria anche nella successiva stagione, 1913-14, nella quale la società decise di ingaggiare il primo straniero della sua storia, l'inglese Roberts: grazie alle sue capacità tecniche e alla maturata esperienza dei ranghi della squadra, il Modena si classificò al 3º posto nel girone. Nella stagione 1914-15, il Modena, pur partendo con qualche ambizione, si vide inserito nel girone Lombardo, molto più qualificato tecnicamente. Nonostante l'ingaggio dei due nuovi calciatori Giuseppe Forlivesi e Bernardo Perin, al termine della stagione il Modena risultò ultimo, pagando duramente dazio nel girone, ottenendo un'unica vittoria contro il Como.

Nel novembre del 1914 arrivò a Modena la notizia "sensazionale" dell'ingaggio di Attilio Fresia di ritorno dal Reading, uno dei migliori esponenti del calcio dell'epoca, primo giocatore italiano a essere tesserato per una squadra inglese. Pendendo sul suo capo una squalifica per professionismo, Fresia non poté partecipare alle gare di quel campionato, tuttavia gli vennero affidati incarichi di allenatore della squadra. I suoi metodi innovativi, la sua idea di calcio furono alla base, per molti anni, della scuola calcistica modenese.

Allo scoppio della Grande Guerra gli organi federali decisero di annullare il campionato di calcio, tuttavia la passione di calciatori e pubblico creò una pressione tale che fu ideato un torneo succedaneo, la Coppa Federale, al quale parteciparono le principali formazioni dell'epoca. Il Modena, dopo aver vinto il girone eliminatorio contro Bologna e Audax, contese fino all'ultima gara contro il Genoa (sconfitta per 2-3), la vittoria finale al Milan. In quel periodo la squadra poteva contare sulla presenza a Modena del XX Autoparco, Reggimento automobilistico di retroguardia, nel quale affluirono grandi campioni dell'epoca, quali Ara, Leone, Albertoni, Varese, Gay. Nella stagione 1916-17 il Modena partecipò alla Coppa Emiliana istituita dal Comitato Regionale, aggiudicandosi il trofeo nella finale giocata a Mantova il 25 marzo 1917, sconfiggendo per 5-1 il Bologna, che era terminato a pari punti.

Anni 1920[modifica | modifica wikitesto]

La squadra del 1919-1920, alla ricostituzione della società dopo la Grande Guerra.

Al termine della guerra la società fu ricostituita. Partiti i grandi campioni del periodo bellico, la squadra venne imperniata su Giuseppe Forlivesi, diventato uomo simbolo del Modena, da qualche giocatore del periodo precedente (Minchio, Vandelli, Barbieri) e pescando in profondità calciatori nelle squadre del movimento uliciano che, nel periodo bellico e immediatamente successivo al termine del conflitto, erano proliferate in città, sia sotto la spinta dell'emulazione dell'attività del XX Autoparco, che grazie agli insegnamenti di Attilio Fresia. Nella stagione 1919-20 il Modena vinse il girone regionale e arrivò al 3º posto nel Girone B delle Semifinali Nazionali, dietro a Juventus e US Milanese. Nella successiva stagione il Modena si impose di nuovo nel girone regionale garantendosi anche la finale regionale per il primo posto contro il Bologna, vincitore dell'altro girone regionale, finale persa per 1-0 solo ai supplementari della partita di spareggio giocata a Ferrara dopo aver nettamente perso l'andata a Bologna per 1-10 e vinto la seconda in casa per 0-1. Venne successivamente inserito nel Girone B delle Semifinali Nazionali, con Alessandria, Andrea Doria e US Milanese.

I canarini contesero il passaggio del turno ai grigi piemontesi, dai quali vennero sconfitti solo in un incontro di spareggio (0-4) giocatosi a Milano nel luglio del 1921. Nell'estate di quell'anno il Modena, come la maggior parte delle squadre più importanti dell'epoca, decise di fare fronte comune con le società scissioniste che andarono a formare il C.C.I. I canarini furono inseriti nel Girone B della Lega Nord, e riuscirono a ottenere un quarto posto finale, sempre con ranghi formati quasi esclusivamente da elementi cittadini. Rientrata la scissione dell'anno precedente il Modena si classificò al 6° nel Girone B della Lega Nord di Prima Divisione nella stagione 1922-23, nella quale Fresia fece esordire a sorpresa due giovani speranze: Bruno Dugoni e Luciano Vezzani.

Il Modena del 1928-1929

Un settimo posto nella stagione 1923-24, con la sempre maggiore maturazione dei calciatori locali, suggerirono alla dirigenza di essere più intraprendente nel compiere passi per la stagione 1924-25. La squadra, composta da elementi locali ormai conosciuti a livello nazionale (Brancolini, Boni, Benassati, Dugoni, Scaltriti, Vezzani, Breviglieri, Forlivesi) venne migliorata con l'acquisto dei due interni ungheresi Robert Winkler e Dezso Tischovski, a rinforzare la linea d'attacco dei gialli. In più, venne assunto il tecnico ungherese Gonda a cui vennero affidate interamente le decisioni tecniche, per la prima volta nella storia della società. Il Modena partì di slancio e per lunghi tratti comandò il Girone A di Lega Nord - Prima Divisione, con il Genoa quale principale antagonista. La morte di Tichovski (sostituito dall'esordio di un giovanissimo Alfredo Mazzoni), l'infortunio (frattura) di Winkler all'inizio del girone di ritorno e alcune contestate decisioni di posticipare 3 gare del Genoa al termine del campionato non consentirono al Modena l'approdo alla finale della Lega Nord contro i cugini felsinei, proprio a vantaggio dei liguri.

Nonostante propositi ambiziosi della società, il Modena terminò al 3º posto nel Girone A di Lega Nord, stagione 1925-26, piuttosto distanziato dalla coppia Bologna-Torino; nella stagione 1926-27 i canarini ottenerono un 6º posto nel Girone A di Divisione Nazionale, disputando poi la Coppa CONI, trofeo riservato alle squadre che non erano riuscite a qualificarsi al girone finale della Divisione Nazionale, chiudendo però al quarto posto del girone B. Sempre nella stagione 1926-27 il Modena esordì nella Coppa Italia, dove i canarini uscirono al terzo turno, eliminati dalla Pro Vercelli che sconfissero gli emiliani per 7-2. Fece seguito un 5º posto nel Girone B della Divisione Nazionale 1927-28, proprio a ridosso delle squadre promosse per il girone finale che avrebbe assegnato il Titolo Italiano, ma garantendo l'ammissione alla Coppa CONI, nella quale il Modena raggiunse la finale, persa per 1-2 contro la Roma solo ai supplementari della partita di spareggio giocata a Firenze dopo che l'andata e il ritorno erano terminati in pareggio (0-0 a Roma, 2-2 a Modena). La Divisione Nazionale 1928-29, ancora divisa in due gironi, avrebbe consentito l'accesso alla nuova Serie A, campionato unico per la prima volta nella storia del calcio nazionale, alle prime otto squadre di ogni raggruppamento. Il Modena venne inserito nel Girone A nel quale ottenne un 6º posto finale, sotto la spinta di calciatori come Boni, Dugoni, Mazzoni (capocannoniere della squadra con 15 reti) e Piccaluga.

Anni 1930 e 1940[modifica | modifica wikitesto]

Il Modena che, nella stagione 1946-1947, colse lo storico terzo posto in Serie A, tuttora il miglior piazzamento dei gialloblù nella massima categoria.

Il primo campionato di Serie A 1929-30 vide ai nastri di partenza un Modena che già negli anni precedenti aveva manifestato via via una incipiente crisi economica della società, con l'obbiettivo di salvarsi. Dopo una discreta partenza, il Modena ebbe una netta flessione nella parte centrale del campionato che la collocò in piena zona retrocessione per buona parte del girone discendente: solo 7 punti nelle ultime 4 gare consentirono ai canarini di evitare la retrocessione. Nella successiva stagione 1930-31, pur con i medesimi propositi di salvezza, il Modena si dimostrò per lunga parte del torneo come la migliore delle provinciali (venendo poi sopravanzata dal Brescia), chiudendo con un onorevole 10º posto finale.

I sempre maggiori effetti della crisi societaria convinsero al dirigenza a cedere Alfredo Mazzoni, che era assieme a Bruno Dugoni uno dei due giocatori simbolo della squadra. La stagione 1931-32 vide il Modena retrocedere in Serie B dopo una stagione tribolata, nella quale i canarini non trovarono mai né gioco né risultati. Dopo tre stagioni nella Serie A, da poco istituita, nel 1932 arrivò la prima retrocessione in Serie B, cui il Modena non seppe reagire: due secondi posti consecutivi, poi il 3° nel 1935, sembrava una maledizione. Arrivò intanto l'inaugurazione del nuovo stadio, nel 1936, intitolato a Cesare Marzari, giocatore gialloblù caduto nella Guerra civile spagnola; nel febbraio 1957 venne intitolato al ginnasta modenese Alberto Braglia[2], vincitore di tre ori olimpici. In quegli anni la società cambiò anche la denominazione da Modena F.C. in Modena Calcio, in ossequio alle direttive del regime volte all'eliminazione di ogni parola straniera nel lessico sportivo.

Nel campionato 1937-38 vi fu il ritorno in Serie A, mentre l'anno successivo il Modena si salvò per un solo punto. All'inizio della stagione 1939-40 comparvero anche i numeri sulle maglie dei giocatori. La squadra venne rinnovata ma gli acquisti si rivelarono al di sotto delle aspettative e così fu di nuovo serie cadetta. Nel periodo bellico, furono diversi i giocatori che il Modena riuscì a lanciare: Vittorio e Lucidio Sentimenti, Renato Braglia, Maino Neri, Ermando Malinverni e Otello Zironi. Tra gli stenti dovuti alla guerra, il Modena si barcamenò tra la A e la B, in attesa di tempi migliori. Da ricordare la semifinale raggiunta nella Coppa Italia 1941-42, persa per 4-1 contro la Juventus, tutt'oggi il miglior risultato raggiunto dal Modena nella Coppa nazionale.

Il Modena del 1947-1948, sesto classificato in massima serie.

Tempi migliori che coincisero con la fine della Seconda guerra mondiale: nella stagione 1946-47 il Modena infatti chiuse al terzo posto in Serie A, dietro al Grande Torino e alla Juventus, che lo sopravanzò di sole due lunghezze. Fu sorprendente che quel gruppo fosse riuscito ad arrivare così in alto pur avendo inserito, durante il mercato, ben undici nuovi giocatori. Fu quello il miglior campionato di A dei gialloblù, che in casa ottennero anche risultati clamorosi come il 6-1 inflitto al Napoli, le vittorie su Juve, Inter e Roma nonché le "doppiette" (successi in casa e trasferta) rifilate alla Lazio e alla Fiorentina.

L'anno successivo il Modena chiuse al 5º posto e, con diversi giocatori che ormai facevano parte della Nazionale italiana (come Enzo Menegotti, Francesco Pernigo, Maino Neri e Valerio Cassani, tutti presenti al torneo di calcio della Olimpiadi di Londra del 1948), sembrava destinato a entrare tra le grandi del calcio italiano. Ma le vicissitudini societarie, culminate nelle dimissioni del presidente prima e dell'allenatore poi, portarono la squadra, nel campionato successivo, al penultimo posto e quindi alla retrocessione in Serie B.

Anni 1950[modifica | modifica wikitesto]

Il Modena provò subito a ritornare nella massima serie, ma chiuse il campionato solamente al 5º posto. Ci riprovò l'anno dopo, nella stagione 1950-51, ma riuscì solo a sfiorare l'impresa, conquistando un 3º posto finale. Ed ebbe così inizio la grande fuga dei talenti modenesi nelle squadre più blasonate: fu il caso, tra i tanti di Maino Neri, di Sergio Brighenti e di Giorgio Ghezzi. I risultati ne risentirono: un 8° e due 10° posti consecutivi cominciarono a ridimensionare i progetti modenesi, che solo lievemente tornarono felici quando nella stagione 1954-55 giunse di nuovo 3°.

Intanto, le finanze cominciavano a ristagnare. Il Modena sembrava sul punto di collassare, quando la Zenit (un'azienda cremonese di carburanti e lubrificanti) si offrì di abbinare il proprio nome alla squadra (le canoniche sponsorizzazioni erano, infatti, ancora vietate nel calcio italiano).[3] Fu una manna dal cielo: 100 milioni di lire (una cifra colossale all'epoca) per un'ambiziosa campagna acquisti con cui tentare la scalata alla Serie A. Soldi spesi con oculatezza, che diedero risultati immediati nella prima parte della stagione; poi, un girone di ritorno disastroso costrinse lo Zenit Modena ad "accontentarsi" del 7º posto. L'anno dopo andò ancora peggio: 14º posto e retrocessione evitata per pochi punti. La Zenit a questo punto si ritirò, e al Modena (ritornato alla sua classica denominazione) non restò che vendere il vendibile e sperare in qualche giovane promessa: tuttavia, malgrado un'ottima prima metà di campionato, un disastroso girone di ritorno fu la causa della retrocessione per la prima volta nella storia della società in Serie C[4].

Anni 1960 e 1970[modifica | modifica wikitesto]

Il Modena del 1962-1963

Nonostante il ritiro dei finanziamenti della Zenit e la retrocessione in C, il nuovo organico modenese compì un doppio salto spinto dai gol di Enrico Pagliari: vinse la Serie C 1960-61 e giunse 2° nella Serie B 1961-62, appaiato al Napoli, appena vincitore della Coppa Italia di quell'anno. Nel primo anno in Serie A, che mancava dal 1949, la squadra si salvò grazie anche ai gol della ex mezzala della Nazionale brasiliana Cinesinho, ma nell'anno successivo le cose si complicarono: alla fine del campionato, il Modena era 15° ma a pari punti con la Sampdoria, contro la quale si giocò la permanenza in A. Lo spareggio si giocò il 7 giugno 1964 a Milano, campo neutro: Sampdoria-Modena 2-0 e ritorno in B. La stagione 1963-64 è stata la prima nella storia del Modena a vedere la squadra canarina partecipare ad un torneo internazionale: i gialloblu furono invitati a partecipare alla Coppa Piano Karl Rappan, i quali vinsero il loro girone composto dai belgi de La Gantoise (l'attuale Gent), i francesi del Tolosa e gli svizzeri dello Young Boys, qualificandosi al primo turno eliminatorio, perso contro i cecoslovacchi dello Slovnaft Bratislava, ma qualificandosi comunque ai quarti come una fra le due migliori sconfitte, dove trovarono nuovamente lo Slovnaft che li eliminò nuovamente. I cecoslovacchi vinsero poi il torneo.

Nei sette anni di B successivi il Modena raggiunse, come massimo traguardo, il 6º posto, lontanissimo dalla lotta per la promozione. In compenso, sfiorò la retrocessione nel campionato 1968-69, quando si salvò solo per miracolo e chiuse 17°. Era l'inizio degli anni più duri: la lunga parentesi della Serie B finì nel campionato 1971-72, quando il Modena chiuse all'ultimo posto e precipitò in Serie C. Inizialmente, si verificò comunque l'ottimismo della prima retrocessione in B, quando si pensava che per il Modena sarebbe stata una passeggiata o poco più. Invece gli ci vollero tre anni difficili per risalire, quando finalmente vinse il campionato 1974-75 grazie anche ad un prolifico attaccante quale Roberto Bellinazzi, detto Baffo-gol, che nei successivi quattro anni raggiungerà il traguardo di oltre 50 gol segnati in maglia canarina.

Il Modena del 1975-1976

Due campionati "anonimi" del Modena (un 8° e un 17º posto) sembravano il preludio di un lungo periodo di militanza in cadetteria. Invece, un'ennesima crisi finanziaria portò la squadra sull'orlo del fallimento, e di conseguenza la squadra fu smantellata. Imbottita di giovani di belle speranze ma di poco bagaglio tecnico, il Modena affondò prima in C1 (come si era chiamata in quegli anni la terza divisione) e l'anno successivo addirittura in C2 (prima e unica volta della storia del club canarino).

Anni 1980 e 1990[modifica | modifica wikitesto]

La Serie C2 fu comunque un'esperienza passeggera: la crisi societaria fu risolta con l'ingresso dell'industriale Bergamini e anche grazie alla rivelazione di Stefano Cuoghi, al primo tentativo la vittoria del campionato della stagione 1979-80 fu assicurata, e la C1 riconquistata, dopo un duello con Trento e Padova. La tifoseria però è costretta a subire diverse delusioni: dopo il 12° nel nella stagione 1980-81, l'anno dopo il Modena chiude 3º per un solo punto. La società intanto aveva cambiato proprietà: era entrato Francesco Farina e rimarrà alla direzione per i successivi 15 anni.

Arrivano i primi due trofei internazionali: il Modena si aggiudica il Trofeo Anglo-Italiano del 1981 e del 1982, battendo in finale, rispettivamente, gli inglesi del Poole Town e quelli dello Sutton United, vittorie che consentono al Modena di detenere il record di più titoli della competizione, soppressa nel 1996. Ma le vittorie non seguono invece in campionato, dove il Modena giunge nelle deludenti 11ª, 10ª e 8ª posizione nei tre anni a seguire. Nel campionato 1985-86, al secondo anno sotto la guida di Luigi Mascalaito e grazie anche ai gol di Sauro Frutti, arriva la promozione in B, ottenuta all'ultima giornata nella partita vinta contro l'Ancona grazie alla rete di Damiano Longhi, davanti a 16.000 spettatori[senza fonte]. Dopo la salvezza nella stagione 1986-1987 (conclusasi con la vittoria nel derby contro il Bologna, successo che mancava da quaranta anni esatti) e il ritorno nella Coppa Italia maggiore dopo nove anni, nel campionato 1987-1988 arriva la nuova retrocessione in Serie C1.

Il Modena del 1980-1981, vincitore del primo trofeo internazionale della sua storia, la Coppa Anglo-Italiana.

Gli anni 1980 si chiudono con la vittoria del campionato di Serie C1, sotto la guida tecnica di Renzo Ulivieri, che vale il nuovo ritorno in Serie B, realizzando il record del minor numero di reti subite da una squadra in un campionato professionistico italiano (9)[5], grazie ad un ottimo reparto difensivo e al portiere Marco Ballotta. Dopo tre salvezze raggiunte faticosamente, nella stagione 1993-94, il Modena, che vede nella propria rosa anche Enrico Chiesa e Giuseppe Baresi, chiude al 18º posto e retrocede in C1. Nella stagione successiva 1994-95 la squadra retrocesse in C2, dopo aver perso i play-out con la Massese (0-2 in casa e un inutile pareggio 2-2 in trasferta). I canarini rimasero per poche settimane in quarta serie grazie al Crevalcore che, salvatosi sul campo, rinunciò a iscriversi alla C1 e fu radiato: il Modena (secondo nella graduatoria dei ripescaggi) venne ripescato. La proprietà della squadra passa al Conte Degli Albertini e la presidenza di Mauro Bassinghi. Questa stagione vede esordire nelle file canarine un giovane Luca Toni, alla sua prima esperienza in una prima squadra.

Gli anni successivi furono caratterizzati da complesse vicende societarie e tecniche, tanto da portare quattro punti di penalizzazione per illecito amministrativo nella stagione 1996-97 (ridotti dai sei iniziali[6]) a causa di una fidejussione irregolare[7]. La società trovò poi tranquillità con l'acquisto della squadra da parte dell'imprenditore Gigi Montagnani nel gennaio 1997. Dopo un'annata interlocutoria, nella stagione 1998-99 arriva il 4º posto e la qualificazione ai play-off poi persi contro il Lumezzane: dopo aver perso 1-3 in casa, i canarini persero anche in trasferta per 1-2. La stagione successiva arriva una salvezza ottenuta con l'arrivo a metà stagione del tecnico Gianni De Biasi.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

La stagione sportiva 2000-01 non è ancora iniziata quando il 17 luglio 2000 muore, per un improvviso malore, il presidente Montagnani[8]: esattamente due mesi dopo la sua morte, gli viene intitolata la curva dei tifosi modenesi[2], rinominazione divenuta ufficiale nel 2002. Viene quindi nominato presidente Gianpaolo Manfredi in rappresentanza degli eredi della famiglia Montagnani. Mister Gianni De Biasi ottiene la conferma con al suo fianco due collaboratori quali Vinicio Bisioli (preparatore dei portieri) e Paolo Artico (preparatore atletico). Il Direttore Generale è Doriano Tosi, entrato in società a metà della stagione precedente. Il ritiro pre-campionato cambia geograficamente: è Pieve di Cadore la località prescelta.

In Coppa Italia Serie C la squadra vince il proprio girone a punteggio pieno, arrivando fino alle semifinali (eguagliando il miglior risultato nella competizione, come nel 1972-73 e nel 1985-86). Alla decima giornata di campionato si trova al primo posto solitario con 27 punti, frutto di 9 vittorie e una sconfitta. Il 19 novembre 2000 è un'altra data infausta da ricordare: al termine della gara di Como (persa 0-1), mentre percorre il corridoio che porta al pullman, Francesco Bertolotti viene colpito da tergo con un pugno sferratogli dal comasco Massimiliano Ferrigno. Cadendo, Bertolotti sbatte violentemente il capo sul pavimento: trasportato d'urgenza all'Ospedale di Lecco gli vengono diagnosticate lesioni cerebrali e alle ore 23:00 è necessario un intervento chirurgico che gli salva la vita: dopo una settimana esce dal coma. Questo incidente gli costa la carriera, Bertolotti si ritira dal calcio giocato a 33 anni, mentre Ferrigno dal punto di vista sportivo viene squalificato per tre anni e da quello penale patteggia 10 mesi con la condizionale.[9]

I canarini attraversano un periodo difficile durante il quale il Como li raggiunge a quota 42 punti, poi si riprendono e tutta la stagione sarà caratterizzata dalle varie fasi di questo testa a testa. Alla penultima giornata di campionato il Modena è di scena allo Stadio Morelli di Brescello, seguito da oltre 4500 tifosi[10], in una gara che viene vinta al 97' con una rete di Ciro Ginestra. È la vittoria che vale virtualmente la Serie B, ufficializzata all'ultima giornata con la vittoria al Braglia sul Lecco per 2-0. Il finale della stagione vede il Modena vincere anche la Supercoppa di Lega di Serie C1 battendo il Palermo (2-0 a tavolino in Sicilia e 3-0 al Braglia).

L'anno dopo, mantenendo sostanzialmente la stessa squadra della stagione precedente, i gialloblu centrano la seconda promozione consecutiva, alla quartultima giornata grazie al pareggio esterno per 0-0 col Genoa e al contemporaneo pareggio del Napoli a Cosenza, il Modena rivede la massima serie dopo trentotto anni di assenza[11]. Nel frattempo, a gennaio, con la squadra lanciata verso la serie A, la società era stata rilevata dall'imprenditore Romano Amadei, presidente Immergas e già detentore del 50%, acquisito l'estate precedente[12][13]. La stagione vede anche il ritorno dei canarini nella Coppa Italia maggiore a distanza di sette anni, eliminati al secondo turno dal Perugia. Da ricordare, in questa annata, le vittorie prestigiose sul Cagliari per 3-0, sulla Reggina per 3-1 (con i tre gol messi a segno nei primi 10 minuti di gioco) e sulla Sampdoria per 2-0.

Nella stagione 2002-03 la salvezza non è facile e arriva solo all'ultima giornata a Brescia, quando il Modena giunge a quota 38 insieme a Empoli, Reggina e Atalanta. Tuttavia, la classifica avulsa salva gli emiliani e i toscani, lasciando bergamaschi e calabresi a giocarsi lo spareggio (furono poi questi ultimi a salvarsi). In Coppa Italia esce subito al secondo turno eliminato dalla Reggina. La retrocessione è solo rinviata alla stagione 2003-2004: De Biasi lascia Modena dopo tre anni e arriva Alberto Malesani che però viene esonerato a campionato in corso sia per i cattivi risultati sia per i contrasti con Marco Ballotta, senatore gialloblu[14]. Viene dunque chiamato Gianfranco Bellotto ex giocatore canarino negli anni settanta che non riesce a salvare il Modena che chiude terzultimo a quota 30 punti, avendo di fatto perso la massima serie negli scontri contro le dirette concorrenti alla salvezza. Subisce inoltre quattro punti di penalizzazione[15] (poi ridotti a uno)[16], da scontare l'anno dopo in B, per due combine avvenute in occasione di Modena-Sampdoria e Chievo-Modena della stagione appena conclusa[17]: l'operazione giudiziaria, che coinvolge diverse squadre, sarà l'anticipo dell'operazione Calciopoli[18]. In Coppa Italia il Modena raggiunge la fase finale a distanza di 13 anni dall'ultima volta, venendo eliminato dalla Lazio agli ottavi, i biancocelesti saranno poi i vincitori del trofeo.

L'anno successivo è turbolento: con la guida tecnica di Stefano Pioli il Modena chiude a un punto dalla zona play-off, sfumati proprio all'ultima giornata, quando, con due punti di vantaggio sull'Ascoli, venne battuto in trasferta da quest'ultimo nello scontro diretto. In Coppa Italia il cammino si chiude già ad agosto con l'eliminazione ai gironi. Nel 2004 il ritiro estivo raddoppia, in luglio a Pieve di Cadore e ad agosto a Fanano[19], che dall'anno successivo sostituirà la località veneta (salvo qualche eccezione negli anni successivi come Fiumalbo, Montese o Borgo Valsugana). Nella stagione 2005-2006, il Modena, con un centravanti come Cristian Bucchi, che segna 29 gol in campionato e 1 nei play-off (miglior realizzatore stagionale di sempre del Modena), giunge agli spareggi promozione seppur con una crisi di risultati giunta verso metà campionato che ha portato all'esonero Pioli e all'arrivo di Maurizio Viscidi[20] e nuovamente il ritorno di Pioli dopo tre giornate[21]. Nelle semifinali play-off è stato poi eliminato dal Mantova, i due pareggi (0-0 in casa e 1-1 in trasferta) hanno sorriso ai virgiliani, premiati per il miglior piazzamento in campionato, i quali però, a loro volta, hanno perso la finale contro il Torino. In Coppa Italia, come l'anno precedente, esce subito ad agosto al primo turno, eliminato dal Cittadella.

L'anno dopo, con il nuovo mister Daniele Zoratto e con un organico indebolito dalla cessione di Bucchi ma con una partenza abbastanza positiva in Coppa Italia (eliminato al terzo turno dal Genoa), il Modena è passato dalla lotta per la A a quella per evitare la C1. Tuttavia, l'obiettivo è stato conseguito solo all'ultima giornata grazie alla vittoria interna sul Frosinone; importante fu anche il cambio di rotta avvenuto con l'arrivo di Bortolo Mutti come allenatore. Per il campionato 2007-08, il Modena, eliminato al primo turno di Coppa Italia dal Bologna, si presenta con un organico in grado di raggiungere la salvezza. Dopo una buona partenza, però, i canarini affondano in un lungo periodo nero di ben 15 partite senza vittorie, durante il girone di ritorno, culminato con l'esonero di Mutti e il ritorno del discusso Daniele Zoratto. La nuova avventura di Zoratto si conclude con la salvezza giunta alla penultima giornata grazie alla vittoria contro l'Ascoli.

La stagione 2008-2009 verrà ricordata a lungo come una delle più difficoltose per il Modena. Un'annata cominciata sotto i cattivi auspici di un'estate dominata dall'incertezza dal punto di vista societario. Si susseguono, infatti, anche durante tutto l'anno, voci su possibili acquirenti della società di Romano Amadei, intenzionato a passare di mano il Modena. Il risultato è una squadra mal costruita che fatica molto nella prima parte di campionato; in agosto viene anche eliminato dall'Atalanta nel terzo turno di Coppa Italia. I soli 16 punti del girone di andata fanno da contraltare ai 35 del girone di ritorno, culminati con la vittoria all'ultima giornata a Trieste contro la Triestina e al quindicesimo posto finale che sancisce una miracolosa salvezza. Una tale inversione di marcia è la summa di vari fattori tra cui il ritorno di Alex Pinardi da un lungo infortunio[22], i gol ritrovati di Salvatore Bruno e il cambio in panchina alla 23ª giornata quando Daniele Zoratto viene sostituito dal suo vice Luigi Apolloni.

Nella stagione successiva i canarini restano a lungo in lotta per i play-off, ma un calo nel finale portò la squadra a giocarsi addirittura la salvezza all'ultima giornata, poi conquistata grazie a un 3-2 (all'inizio del secondo tempo i gialloblu erano sotto per 2 reti a 0) contro il Gallipoli. In Coppa Italia esce subito al secondo turno, eliminato ai rigori dal Novara.

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

L'annata successiva inizia con un passaggio societario: il 29 giugno 2010 Romano Amadei cede il 49% del Modena alla consociata Ghirlandina Sport che vede, tra gli altri nomi, quello di Roberto Casari (presidente di CPL Concordia) che diverrà proprietario della società. Ghirlandina Sport rileva completamente la società a gennaio 2011. Come D.S. viene confermato Fausto Pari mentre in panchina viene chiamato Bergodi, che conduce i canarini al 10º posto finale e al terzo turno di Coppa Italia, eliminato dal Bologna, proprio come tre anni prima.

Il campionato del Centenario, 2011-2012, non inizia nel migliore dei modi, ragion per cui, il 14 novembre 2011 viene nominato Agatino Cuttone come allenatore-traghettatore della prima squadra in sostituzione di Cristiano Bergodi con la squadra al quartultimo posto in classifica. Il cammino di Cuttone, che ottiene risultati di rilievo contro Torino (vittoria 2-1 casalinga) e Bari (vittoria 0-1 esterna), non durerà molto sulla panchina dei canarini; il suo esonero era ormai inevitabile dopo una rivolta da parte degli stessi giocatori[23]. Al suo posto il ritorno di Cristiano Bergodi. La squadra, grazie a una serie di 10 risultati utili consecutivi, si riprende e chiude la stagione al 12º posto. In Coppa Italia il cammino si conclude a novembre al quarto turno dove i canarini vengono eliminati dal Chievo.

Nel luglio 2012 il patron Casari passa il 64% del Modena nelle mani della società romana Acgf con a capo l'imprenditore Stefano Commini che diventa il nuovo proprietario[24], portando con sé Alessio Secco (direttore generale, ex Juventus), Giuseppe Cannella (direttore sportivo) e il procuratore Antonio Caliendo (consulente).

Nella stagione 2012-2013 il Modena, come otto anni prima, parte con due punti di penalizzazione dovuti allo scandalo del Calcioscommesse 2011[25]. L'allenatore è Dario Marcolin; la squadra resta spesso a ridosso della zona play-off, ma nel girone di ritorno accusa un brusco calo e Marcolin viene esonerato il 20 marzo, venendo sostituito da Walter Novellino. Il team chiude il campionato all'8º posto, mentre in Coppa Italia si ferma al terzo turno, eliminato come dieci anni prima dalla Reggina, in una partita conclusa ai supplementari, dopo che i tempi regolamentari erano finiti 1-1: gli over time vengono giocati in modo disastroso dai canarini che subiscono ben 4 gol per un risultato finale di 1-5. Da segnalare il grande rendimento di Ardemagni, realizzatore di ben 23 reti, a un solo gol dal capocannoniere Cacia. Il 24 marzo 2013 muore a soli 41 anni Paolo Ponzo[26], centrocampista che ha militato nella squadra emiliana dal 2000 al 2005. Giocatore molto amato dalla tifoseria gialloblù, tanto che il 5 aprile 2013 in occasione del suo 101º anniversario, il Modena lo ha voluto ricordare con una targa posta sotto la gradinata dello Stadio Alberto Braglia[27].

La stagione successiva vede un nuovo cambio ai vertici: Antonio Caliendo, entrato in società l'anno prima, diventa azionista di maggioranza della Acgf (già di sua proprietà), società che detiene il Modena, divenendo il nuovo proprietario[28]. Successivamente la Acgf lascia, e il pacchetto di maggioranza del Modena (98,30%) viene trasferito alla società lussemburghese World Promotion Company, una holding di cui Caliendo è amministratore, la quale è controllata interamente dalla CMC Investiments Limited che ha sede nelle Isole Vergini Britanniche[29]. La squadra, invece, disputa un buon campionato e ottiene il quinto posto finale, qualificandosi per i play-off a distanza di otto anni dall'ultima volta, in cui saranno eliminati in semifinale dal Cesena. In Coppa Italia esce subito al secondo turno, eliminato dal Frosinone.

L'annata 2014-2015, si rivela essere opposta alla precedente, a luglio Massimo Taibi diventa il nuovo direttore sportivo[30], ma il Modena si trova a lottare per la salvezza e mantenere la categoria solo grazie a due pareggi (1-1 in trasferta e 2-2 in casa) ottenuti nei play-out contro la Virtus Entella, retrocessa (e successivamente ripescata) per la peggior posizione in classifica nei confronti dei gialloblu. Durante la stagione, a febbraio, era stato esonerato Novellino, chiamando dalle giovanili, per la guida tecnica, la coppia Melotti-Pavan, entrambi ex giocatori gialloblu (Melotti anche ex allenatore, al ritorno in panchina dopo 19 anni)[31]. In Coppa Italia il Modena esce di scena al quarto turno in una partita spettacolare contro il Cagliari, sfiorando più volte il passaggio del turno: avanti per 2-1, i canarini subiscono il gol del pareggio al 93' che porta le squadre ai supplementari; a un minuto dal termine degli over time, avanti per 4-3, al 119' subiscono il gol dell'ennesimo pareggio che prolunga la gara ai rigori, proseguiti a loro volta ad oltranza per ulteriori due penalty che si concludono con la vittoria dei sardi per 5-4. L'attaccante Pablo Granoche, soprannominato El Diablo, vince, in coabitazione con Cocco (del Vicenza) e Catellani (ex canarino, dello Spezia), la classifica marcatori della B.

La stagione successiva, 2015-2016, si rivela ancora più deludente: iniziata con il neo mister Hernán Crespo (all'esordio alla guida tecnica di una prima squadra e primo allenatore straniero del Modena dal 1968), la squadra non ottiene risultati e a marzo l'allenatore viene esonerato dopo l'irruzione negli spogliatoi di alcuni tifosi modenesi a seguito della sconfitta contro il Cagliari[32]. Viene chiamato Cristiano Bergodi (al ritorno dopo quattro anni) che non riesce ad evitare ai canarini la retrocessione: il Modena dopo quindici anni retrocede in terza serie, ora chiamata Lega Pro, dato il ventunesimo (e penultimo) posto finale in classifica, concludendo la striscia di dodici stagioni consecutive nella serie cadetta. In Coppa Italia il Modena esce al terzo turno, eliminato nel derby dal Sassuolo.

Per la stagione 2016-2017 il Modena viene inserito nel girone B della Lega Pro. La squadra viene affidata a Simone Pavan, promosso dalla primavera e già co-allenatore dei canarini l'anno precedente[33]. La rosa viene profondamente rinnovata cedendo molti giocatori (tra cui la bandiera Simone Gozzi); cambia anche il D.S., arriva infatti Luigi Pavarese[34]. A novembre la società passa da S.p.A. a S.r.l.[35]. Nello stesso mese viene esonerato Pavan in seguito ad una negativa prima parte di campionato[36] venendo sostituito dal nuovo allenatore Ezio Capuano[37]. In Coppa Italia maggiore esce al secondo turno, eliminato dallo Spezia, mentre nella Coppa Italia Lega Pro esce ai sedicesimi eliminato nel derby dalla Reggiana.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Modena Football Club
Partecipa alla Coppa Emilia.

Terzo turno di Coppa Italia.
4° nel girone B della Coppa CONI.
Finalista della Coppa CONI.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 1937-1938 - 1° in Serie B. Promosso in Serie A dopo aver vinto il triangolare di spareggio.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Terzo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1944 - Cambia denominazione in Gruppo Sportivo Modena.
  • 1943-1944 - 1° nel girone eliminatorio C della Divisione Nazionale nella sezione Emilia. 4º nel girone B delle finali regionali.
  • 1944-1945 - Attività sospesa per cause belliche. Dopo la liberazione ritorna alla vecchia denominazione di Modena Football Club.
  • 1945-1946 - 6° in Divisione Nazionale.
Semifinalista della Coppa Alta Italia.

  • 1957 - Cambia denominazione in Zenit Modena Football Club.
  • 1957-1958 - 7° in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1959 - Torna ad assumere la denominazione di Modena Football Club.
  • 1959-1960 - 19° in Serie B. Retrocesso in Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1963-1964 - 16° in Serie A dopo aver perso lo spareggio. Retrocesso in Serie B.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale della Coppa Piano Karl Rappan.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.

Fase a gironi di Coppa Italia.
Prima fase a gironi di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Ottavi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.

 ? di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Vince il Trofeo Anglo-Italiano (1º titolo).
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Vince il Trofeo Anglo-Italiano (2º titolo).
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Semifinalista di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Seconda fase a gironi di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
 ? di Coppa Italia Serie C.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1994-1995 - 16° nel girone A della Serie C1. Retrocesso dopo aver perso i play-out e successivamente ripescato.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.

Semifinalista di Coppa Italia Serie C.
Vince la Supercoppa di Lega di Serie C (1º titolo).
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

Terzo turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Lega Pro.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Gli storici e principali colori del Modena sono il giallo e il blu, presenti anche nello stemma societario. Le divise della squadra sono tradizionalmente composte da maglia gialla con bordini blu, pantaloncini blu e calzettoni gialli. Per le seconde e terze divise, il club ricorre da consuetudine a completi blu scuro con inserti gialli o completi bianchi con dettagli gialloblù. In passato, come divise secondarie, si è ricorso a completi rossi oppure celesti.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

La Ghirlandina, simbolo della città e della squadra.

Il simbolo principale del club è il canarino, da cui il soprannome di Canarini associato ai calciatori modenesi.

Dell'iconografia del club fa parte anche la cosiddetta Ghirlandina, la torre campanaria del duomo cittadino (che a partire dal terzo millennio è spesso disegnata sulle casacche da gioco[38]).

Altro epiteto riferito al club e ai giocatori è gemininano, derivante dal nome del santo patrono della città di Modena.

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno ufficiale del Modena è Il Braglia Canta, suonato all'inizio e alla fine di ogni partita casalinga della squadra.

Altri inni del passato sono:

  • Canarino va (1964 - Equipe 84, scritta da Francesco Guccini).
  • Avanti Canarini (1975 - I Fedelissimi).
  • Grande Modena (1989 - Andrea Brambilla, Carlo Pistarino, Massimo Buscemi, Athina Cenci, Dominique Chalbot).
  • Magico Modena (2003 - Luca Frigeri).
  • Modena!! Modena!! (SentiMoqua...) (2012 - composta da Giorgio Marchini cantante degli Stone Lizards, per il centenario della società)
  • Per un pir, un pomm, ed un persegh (inno tifosi del Modena)

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

La mascotte del club è "Ghirlo", un canarino antropomorfo vestito come i giocatori modenesi, recante il numero 10 sul dorso. Essa presenzia tutte le partite casalinghe della squadra emiliana.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Alberto Braglia.

Centro d'allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Il principale centro d'allenamento della squadra è l'antistadio Zelocchi, situato nei pressi dello stadio Braglia. Come sito di allenamento secondario la società dispone anche del campo Magotti situato nel quartiere di Marzaglia. Per il settore giovanile, il club ha a disposizione il centro sportivo Modena Football Academy nel quartiere di Saliceta San Giugliano.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Modenastemma.png
Staff dell'area amministrativa
  • Italia Antonio Caliendo - Presidente, Amministratore unico
  • Italia Sergio Brighenti - Presidente onorario
  • Italia Luigi Pavarese - Direttore sportivo
  • Italia Andrea Russo - Segretario generale, Team manager
  • Italia Stefano Casolari - Segreteria sportiva
  • Italia Antonio Vistocco - Addetto stampa
  • Italia Annamaria Manicardi - Responsabile amministrativa
  • Italia Modena Academy (Stefano Fabris - Luca Liverani) - Sviluppo commerciale e marketing
  • Italia Stefano Zoboli - Responsabile sicurezza dello stadio
  • Italia Francesca Fogliani - Front desk e reception

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Di seguito la cronologia dei fornitori tecnici e degli sponsor ufficiali.[39][40]

Modenastemma.png
Cronologia degli sponsor tecnici
Modenastemma.png
Cronologia degli sponsor ufficiali
Annotazioni
  1. ^ Dalla 14ª giornata Serie C1 1985-86.
  2. ^ Sostituito da A&T negli ottavi di Coppa Italia 2003-04.
  3. ^ Sostituito da Motor Valley in occasione di Modena-Verona del 10 aprile 2005
  4. ^ Dalla 2ª giornata Serie B 2004-05, non presente nella 4ª giornata Serie B 2005-06.
  5. ^ Sostituito da 意大利依玛 (Immergas scritto in ideogrammi cinesi) in occasione di Modena-Pisa del 29 marzo 2008.
  6. ^ Dalla 8ª giornata.
  7. ^ Dalla 14ª giornata.
  8. ^ Dalla 4ª giornata Serie B 2009-10.
  9. ^ Dalla 4ª giornata Serie B 2009-10.
  10. ^ Sostituisce CPL Concordia dalla 7ª giornata di Campionato ma non in Coppa Italia.
  11. ^ Presente come unico sponsor in Coppa Italia.
  12. ^ Come Top sponsor della Serie B.
  13. ^ Come Top sponsor della Serie B, dalla 18ª giornata Serie B 2013-14.
  14. ^ Solo alla 21ª giornata.
  15. ^ Dalla 30ª giornata (solo gare interne e l'ultima esterna).
  16. ^ Dalla 5ª giornata.

Diffusione nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Un riferimento alla squadra di calcio del Modena è contenuto nel celeberrimo film Ladri di biciclette di Vittorio De Sica. I due protagonisti (padre e figlio), alla ricerca in una domenica romana della bicicletta rubata, vengono superati da un camioncino pieno di tifosi dei canarini, che si recano allo stadio Nazionale per assistere alla partita Roma-Modena. Il papà chiede al figlio, per rallegrarlo, «è una buona squadra il Modena?», senza avere risposta. Al termine della pellicola si vedono i due protagonisti nei pressi dello stadio, dove si conclude la partita. È là che il papà si impossessa di una bicicletta isolata e viene per questo inseguito proprio da un gruppo di tifosi in uscita dallo stadio.[41]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori del Modena F.C.
Modenastemma.png
Allenatori
Modenastemma.png
Presidenti
  • 1912 Italia Giuseppe Salotti
    Italia Lorenzo Luigi Tardini
  • 1912-1913 Italia Ermenegildo Reggiani
  • 1913-1919 Italia Claudio San Donnino
  • 1919-1920 Italia Guido Sanguinetti
  • 1920-1922 Italia Claudio San Donnino
  • 1922-1927 Italia Enrico Donati
  • 1927-1929 Italia Giovanni Corni
  • 1929-1930 Italia Carlo Vandelli
  • 1929-1932 Italia Vittorio Arangio Ruiz
  • 1932-1935 Italia Antonio Cavazzoni Pederzini
  • 1935-1936 Italia Carlo Alberto Perroux
  • 1936-1939 Italia Beppe Nino Banzi
  • 1939 Italia Guido Gaudenzi (Commissario straordinario)
  • 1939-1940 Italia Antonio Cavazzoni Pederzini (Commissario straordinario)
  • 1940-1943 Italia Beppe Nino Banzi
  • 1944-1945 Italia Odoardo Ferrari
    Italia Luigi Pignatti Morano (Commissario)
  • 1945-1948 Italia Aldolfo Orsi
  • 1948 Italia Renzo Campani (Commissario straordinario)
    Italia Gaetano Barbieri (Commissario straordinario)
    Italia Adolfo Orsi
  • 1948-1949 Italia Antonio Pignedoli
  • 1949-1952 Italia Franco Spinelli
  • 1952 Italia Giordano Blondi - Italia Franco Spinelli (Comitato di Reggenza)
    Italia Giordano Blondi - Italia Alessandro Bonaccini (Comitato di Reggenza)
  • 1952-1959 Italia Alessandro Bonaccini
  • 1959-1960 Italia Giorgio Ghittoni (Commissario straordinario)
    Italia Ferdinando Corradini (Presidente del Comitato Provvisorio)
  • 1960-1962 Italia Renzo Garuti
  • 1962-1967 Italia Sergio Marassi
  • 1967-1976 Italia Ferdinando Corradini
  • 1976-1979 Italia Cesare Anceschi
  • 1979-1980 Italia Pier Luigi Bergamini (Amministratore unico)
  • 1980-1984 Italia Giancarlo Messori Roncaglia
  • 1984-1994 Italia Francesco Farina
  • 1994-1995 Italia Renato Cipollini (Amministratore unico)
  • 1995-1996 Italia Mauro Bassinghi
  • 1996-1997 Italia Giuseppe Degli Albertini (Amministratore unico)
  • 1997-2000 Italia Luigi Montagnani
  • 2000-2001 Italia Gianpaolo Manfredi
  • 2001-2002 Italia Massimo Montagnani
  • 2002-2006 Italia Romano Amadei
  • 2006-2007 Italia Luca Baraldi
  • 2007-2009 Italia Alfredo Amadei
  • 2009-2011 Italia Ninetto Sgarbi
  • 2011-2012 Italia Maurizio Rinaldi
  • 2012-2013 Italia Pierluigi Grana
  • 2013-2014 Italia Angelo Forcina
  • 2014-oggi Italia Antonio Caliendo

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori del Modena F.C.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1981, 1982

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1937-1938,[42] 1942-1943
2001

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

1960-1961 (girone A), 1974-1975 (girone B)
1989-1990 (girone A), 2000-2001 (girone A)
1979-1980 (girone B)

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

1916-1917

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

1954-1955
1969-1970
1972, 1976, 1979, 1988, 1992

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Terzo posto: 1946-1947
Semifinale: 1941-1942
Secondo posto: 1940-1941, 2001-2002
Terzo posto: 1932-1933, 1936-1937, 1950-1951, 1954-1955, 1961-1962
Terzo posto: 1981-1982 (girone A)
Terzo posto: 1950

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 5 1912-1913 1920-1921 27
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926
Divisione Nazionale 4 1926-1927 1945-1946
Serie A 13 1929-1930 2003-2004
Serie B 50 1932-1933 2015-2016 50
Serie C 4 1960-1961 1974-1975 21
Serie C1 16 1978-1979 2000-2001
Lega Pro 1 2016-2017
Serie C2 1 1979-1980 1

Il Modena è uno dei pochi club italiani a non aver mai abbandonato il settore professionistico della FIGC, definito dalle NOIF come l'insieme dei tornei di A, B e C/C1/C2. Nei primi 3 campionati di Prima Categoria a cui partecipò, non riuscì ad ottenere la qualificazione ai gironi nazionali.

Partecipazione alle coppe nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Italia 51 1926-1927 2016-2017 51
Coppa CONI 2 1927 1928 3
Coppa Alta Italia 1 1945-1946
Coppa Italia Semiprofessionisti 6 1972-1973 1980-1981 21
Coppa Italia Serie C 14 1981-1982 2000-2001
Coppa Italia Lega Pro 1 2016-2017

Partecipazione alle coppe internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Piano Karl Rappan 1 1963-1964 1
Coppa Anglo-Italiana 2 1980-1981 1981-1982 2

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Il Modena, nel corso della sua storia, ha ottenuto cinque promozioni dalla Serie B alla Serie A, nelle stagioni 1937-1938, 1940-1941, 1942-1943, 1961-1962 e 2001-2002. Cinque sono anche le promozioni dalla terza serie nazionale al campionato cadetto; in particolare sono due quelle dalla Serie C alla Serie B, stagioni 1960-1961 e 1974-1975, e tre quelle dalla Serie C1 alla Serie B, nelle stagioni 1985-1986, 1989-1990 e 2000-2001. Un solo salto di categoria invece, dalla Serie C2 alla Serie C1, avvenuto nel campionato 1979-1980.

In totale sono 27 i campionati di massima serie alla quale i canarini hanno preso parte. Essi si dividono in cinque campionati di Prima Categoria, cinque di Prima Divisione, quattro campionati di Divisione Nazionale e tredici della moderna Serie A. Il miglior piazzamento in massima serie dei canarini, è il terzo posto ottenuto nel campionato di Serie A 1946-1947.

Tuttavia, il campionato nella quale i modenesi contano più partecipazioni è quello di Serie B: sono infatti ben 50, a partire dalla stagione 1932-1933, che valgono il terzo posto come squadra più presente nel campionato cadetto dietro a Brescia e Verona.

Ventuno invece le partecipazioni a un campionato di terza serie, esattamente quattro al campionato di Serie C, sedici al campionato di Serie C1 e una in Lega Pro. A questi si aggiunge l'unico campionato di quarta serie disputato dal Modena durante la sua storia, quello di Serie C2 1979-1980.

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Renato Braglia (a sinistra) e Renato Brighenti (a destra), rispettivamente il giocatore più presente e quello più prolifico in maglia modenese.

Il miglior marcatore di sempre nella storia del Modena è il modenese purosangue Renato Brighenti. Collezionò 180 presenze in tre periodi diversi: tre fra il 1940 e il 1943, 56 fra il 1945 e il 1947 e 121 fra il 1949 e il 1954. In totale sono oltre 83 le reti in maglia gialloblù.

Il miglior cannoniere stagionale è Cristian Bucchi che nella stagione 2005-2006 mise a segno ben 30 reti (di cui una nei play-off) che gli garantirono il titolo di capocannoniere di Serie B.

Il primatista di presenze in maglia gialloblù è Renato Braglia. Nativo della Provincia di Modena, durante la sua carriera indossò solo la maglia del Modena. Collezionò 496 presenze a cavallo fra il 1939 e il 1957. Siglò l'unica rete in una partita del campionato di Serie A 1948-1949.

Di seguito le top 10 dei primatisti di presenze[43] e reti in maglia gialloblu.[44]

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Record di presenze
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Record di reti

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo gruppo organizzato fu quello dei "Fedelissimi" nei primi anni 1970, che dal settore gradinata dello stadio Alberto Braglia si spostarono in curva spogliatoio (l'attuale curva Sud). Nel dicembre 1975 nacquero le "Brigate gialloblu", vero fulcro della vita ultras a Modena, da un gruppo di amici che si ritrovava sotto lo striscione di "Brigate gialloblu sezione San Biagio", quartiere del centro di Modena. Dallo stesso gruppo, verso la fine del decennio nacquero gli "Sconvolts", che ebbero vita breve, così come il gruppo "C.u.C.s." nei successivi anni 1980.

Tifosi del Modena in trasferta allo Stadio Franco Ossola di Varese.

Nel gennaio del 1988, Pippo Baudo annunciò a Domenica In l'interruzione del programma per una edizione speciale del telegiornale: essa riguardava i supporter canarini coinvolti in alcuni scontri per una trasferta nel capoluogo ligure contro il Genoa: ne seguì un processo, che finì a Un giorno in pretura. Successivamente, a cavallo tra gli anni 1980 e 1990, sempre dalle costole delle "Brigate gialloblu" sorsero altri gruppi che volevano avere una loro identità ben precisa, e non si trovavano più in sintonia con le nuove direttive del gruppo d'origine. In quel periodo ci fu il trasferimento di tutta la tifoseria dalla curva Sud alla Nord del Braglia, per motivi di maggiore capienza del settore.

Nacquero così gli "Ultras", le "Vecchie brigate" e il gruppo "Sezione" (primo in Italia a usare quel nome), seguaci di quell'estradizione casual appena nata nel mondo anglosassone. Negli anni 2000, con la completa ristrutturazione dello stadio Braglia, la tifoseria gialloblù fece ritorno in curva Sud (appena intitolata allo scomparso presidente del Modena, Gigi Montagnani). Durante la militanza in Serie A, dopo una breve apparizione del gruppo "I fedelissimi" (primo tentativo fallito di riunificazione dei vari gruppi presenti), si decise di adottare un unico stendardo, ovvero "Curva Sud 1912", eliminando qualsiasi simbolo di appartenenza politica (motivo in passato di lotte intestine), mantenendo solo i simboli cittadini; in risposta a ciò, i reduci delle "Brigate gialloblu" decisero lo spostamento in gradinata laterale, in contrasto con l'unificazione di tutti i gruppi ultras della curva Sud sotto un unico striscione.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

La tifoseria modenese è gemellata principalmente con gli ultras del Messina, della Pistoiese e del Venezia. Con i lagunari in particolare si ricorda un buon rapporto di amicizia nella metà degli anni 2000, testimoniato anche dalle sbandierate dei propri vessilli negli intervalli delle partite che vedevano contrapposte le due squadre. In ambito internazionale i tifosi modenesi sono gemellati con quelli del Siviglia.

Tra le maggiori rivalità ci sono invece quelle con varie realtà calcistiche corregionali: il derby della Secchia, così chiamato per il retaggio della storica battaglia di Zappolino, è in assoluto la sfida più sentita fra le tifoserie di Modena e Bologna, cui per importanza segue a ruota quella con la Reggiana; altri derby provinciali sono quelli con il Sassuolo, tuttavia senza particolare pathos, e quello con il Carpi, pur se sentito quasi esclusivamente dalla sponda carpigiana. Da non dimenticare infine il cosiddetto derby della Ghirlandina, stracittadina modenese oggi scomparsa che si svolse, negli anni 1910, fra i gialloblù e i dissidenti che rifondarono brevemente l'Audax.

Altre rivalità si hanno con: Arezzo, Brescia, Cesena, Cremonese, Genoa (diversi incidenti nel biennio 1986/1988), Hellas Verona, Juventus, Lazio, Livorno (rivalità aumentata nel 1999 a causa dell'invasione di campo dei tifosi amaranto e conseguente aggressione ai giocatori canarini)[45], Como (rivalità cresciuta anche a causa dei fatti del 2000: aggressione di Ferrigno ai danni del gialloblu Bertolotti), Lucchese, Mantova (derby della Bassa), Padova, Parma, Pisa, Ravenna, Reggina, Siena, Spal (derby Estense), Udinese, Varese e Vicenza[46].

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Modena Football Club 2016-2017.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 1° novembre 2016.[47]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Marco Costantino
2 Italia D Matteo Braccioli
3 Italia D Antonio Marino
4 Italia D Andrea Accardi
5 Italia D Alberto Cossentino
6 Italia C Simon Laner
7 Albania C Fabio Sakaj
8 Nigeria C Wilfred Chinoye Osuji
9 Italia A Riccardo Ravasi
10 Italia A Tiziano Tulissi
11 Uruguay C Agustín Olivera Scalabrini
12 Italia P Nicolò Manfredini
13 Italia D Filippo Minarini
14 Ungheria A Marcell Bálint Bajner
15 Ghana C Prince Emmanuel Doudou Besea
16 Italia D Gianluca Zucchini
17 Costa d'Avorio A Adama Diakite
N. Ruolo Giocatore
18 Ghana C Alimeyaw Salifu
19 Italia A Antonio Loi
20 Italia D Simone Aldrovandi
22 Italia P Federico Brancolini
23 Italia D Luca Calapai
24 Italia C Daniele Giorico
25 Italia C Simone Basso
26 Italia D Riccardo Setti
27 Italia A Riccardo Caselli
28 Romania D Ştefan Adrian Popescu
29 Marocco A Mehdi Serroukh
30 Ghana C Agyemang Hardy Nana
31 Italia C Simone Pollastri
32 Argentina C Nicolás Adrián Schiavi
33 Italia C Federico Chiossi
34 Italia C Jonathan Makaya
35 Italia A Alessandro Ghidoni

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Modenastemma.png
Staff dell'area tecnica
  • Italia Andrea Russo - Team manager
  • Italia Ezio Capuano - Allenatore
  • Italia Giuseppe Padovano - Allenatore in seconda
  • Italia Duccio Innocenti - Collaboratore tecnico
  • Italia Clemente Truda - Preparatore atletico
  • Italia Matteo Pantaleoni - Preparatore atletico
  • Italia Daniele Dotto - Preparatore atletico
  • Italia Antonio Razzano - Preparatore dei portieri
  • Italia Andrea Carra - Magazziniere
  • Italia Claudio Pifferi - Magazziniere

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La nascita del calcio a Modena, su modenafc.net. (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2013).
  2. ^ a b Sono 21mila i posti a sedere - Sport - Gazzetta di Modena, gazzettadimodena.gelocal.it, 18 maggio 2011. URL consultato il 18 agosto 2016.
  3. ^ Cesare Righi, Il Nome sulla Maglia, su mediastareditore.com.
  4. ^ Lo Zenit? Era a Modena, non a San Pietroburgo..., tvqui.it. URL consultato il 18 agosto 2016.
  5. ^ Marco Ballotta, highlander dei pali «Io, Modena e il pallone» - Cronaca - Gazzetta di Modena, gazzettadimodena.gelocal.it, 26 aprile 2016. URL consultato il 13 agosto 2016.
  6. ^ Paoli Alberto, doccia fredda a Modena: meno 6, su archiviostorico.gazzetta.it, 1 febbraio 1997.
  7. ^ oggi il Modena alla Disciplinare per la fidejussione irregolare, su archiviostorico.gazzetta.it, 31 gennaio 1997.
  8. ^ Il Modena mai così vicino al ritorno in C, resta una speranza - Sport - Gazzetta di Modena, gazzettadimodena.gelocal.it, 16 maggio 2016. URL consultato il 18 agosto 2016.
  9. ^ Ferrigno chiede 11 milioni di danni, su archiviostorico.gazzetta.it. URL consultato il 18 agosto 2016.
  10. ^ Gol al 97' cambiò la storia - Gazzetta di Modena, ricerca.gelocal.it. URL consultato il 17 agosto 2016.
  11. ^ Modena, il 12 maggio 2002 e quella storica promozione in massima serie.. - TuttoB.com, tuttob.com. URL consultato il 18 agosto 2016.
  12. ^ Calcio Modena: Amadei nuovo proprietario, su Sassuolo 2000, 19 gennaio 2002.
  13. ^ Romano Amadei, la caduta dell’impero - Sport - Gazzetta di Modena, gazzettadimodena.gelocal.it, 22 settembre 2008. URL consultato il 18 agosto 2016.
  14. ^ «Ballotta? L'ultimo dei problemi» - Gazzetta di Modena, ricerca.gelocal.it. URL consultato il 18 agosto 2016.
  15. ^ Sentenza di appello per le scommesse 4 punti al Modena, no a Bettarini, su www.repubblica.it. URL consultato il 17 agosto 2016.
  16. ^ SERIE B: PENALIZZAZIONE RIDOTTA Tre punti al Modena, ricerca.gelocal.it. URL consultato il 17 agosto 2016.
  17. ^ Repubblica.it/sport/calcio: Calcioscommesse, tutti i deferiti dal Procuratore delle Federcalcio, su www.repubblica.it. URL consultato il 17 agosto 2016.
  18. ^ Corriere della Sera - Calcio scommesse, altri 14 avvisi di garanzia, su www.corriere.it. URL consultato il 17 agosto 2016.
  19. ^ Calcio: il modena da domenica in ritiro a Fanano | Agi Archivio, su archivio.agi.it. URL consultato il 18 agosto 2016.
  20. ^ CALCIO, MODENA: ESONERATO PIOLI, ARRIVA VISCIDI - Sport - Repubblica.it, su sport.repubblica.it. URL consultato il 18 agosto 2016.
  21. ^ Gazzetta dello Sport - Modena: esonerato Viscidi, richiamato Pioli, su www.gazzetta.it. URL consultato il 18 agosto 2016.
  22. ^ MonrifNet, Il Resto Del Carlino - Modena - Brutta tegola per il Modena: Pinardi fuori per tre mesi, su www.ilrestodelcarlino.it. URL consultato il 17 agosto 2016.
  23. ^ Agatino, granata contro tutti - Toro News, toronews.net, 15 febbraio 2012. URL consultato il 17 agosto 2016.
  24. ^ Commini e Casari: «Modena, stai tranquilla» - Sport - Gazzetta di Modena, gazzettadimodena.gelocal.it, 19 luglio 2012. URL consultato il 19 agosto 2016.
  25. ^ Modena patteggia: 2 punti di penalizzazione - Sport - Gazzetta di Modena, gazzettadimodena.gelocal.it, 31 maggio 2012. URL consultato il 17 agosto 2016.
  26. ^ Ponzo è morto assiderato, ilsecoloxix.it. URL consultato il 17 agosto 2016.
  27. ^ Calcio, Modena: inaugurata la targa dedicata a Paolo Ponzo, modenatoday.it. URL consultato il 17 agosto 2016.
  28. ^ Caliendo esce allo scoperto: il Modena è suo - Sport - Gazzetta di Modena, gazzettadimodena.gelocal.it, 07 agosto 2013. URL consultato il 19 agosto 2016.
  29. ^ Da Commini alle Isole Vergini: non c'è pace per il Modena - Sport - Gazzetta di Modena, gazzettadimodena.gelocal.it, 07 luglio 2015. URL consultato il 19 agosto 2016.
  30. ^ Modena, UFFICIALE: Taibi nuovo direttore sportivo, calciomercato.com. URL consultato il 19 agosto 2016.
  31. ^ Calcio, Modena: Pavan e Melotti per il post Novellino, modenatoday.it. URL consultato il 17 agosto 2016.
  32. ^ Serie B, il Modena esonera Crespo. La moglie accusa: "Ha lavorato gratis", gazzetta.it. URL consultato il 17 agosto 2016.
  33. ^ Simone Pavan allenatore del Modena - Sport - Gazzetta di Modena, gazzettadimodena.gelocal.it, 05 luglio 2016. URL consultato il 17 agosto 2016.
  34. ^ Modena, Luigi Pavarese accetta: è il nuovo diesse - Sport - Gazzetta di Modena, gazzettadimodena.gelocal.it, 05 luglio 2016. URL consultato il 19 agosto 2016.
  35. ^ Ora il Modena è una srl Via i parenti, Caliendo amministratore unico, in Gazzetta di Modena, 11 novembre 2016. URL consultato il 26 novembre 2016.
  36. ^ Modena, esonerato Pavan - il Resto del Carlino, in il Resto del Carlino, 26 novembre 2016. URL consultato il 26 novembre 2016.
  37. ^ Modena, Ezio Capuano è il nuovo allenatore, in sport.sky.it.
  38. ^ Niccolò Mailli, Erreà e Modena presentano le maglie 2015-2016: svetta ancora la Ghirlandina, su passionemaglie.it, 29 agosto 2015.
  39. ^ Modena FC, http://www.oldfootballshirts.com/. URL consultato il 4 ottobre 2015.
  40. ^ IO TIFO MODENA, issuu.com. URL consultato il 16 agosto 2016.
  41. ^ Ladri di biciclette (Film, 1948), http://www.futuro-europa.it/, 25 marzo 2015. URL consultato il 9 aprile 3016.
  42. ^ Campionato concluso ex aequo al primo posto con il Novara.
  43. ^ Ufficio Stampa, 250 VOLTE GOZZI, modenafc.net. URL consultato il 27 luglio 2016.
  44. ^ Gol, su digilander.libero.it. URL consultato il 27 luglio 2016.
  45. ^ La caccia all’uomo costa 3 milioni. Di lire, tvqui.it. URL consultato il 1° settembre 2016.
  46. ^ Gemellaggi e Rivalità degli Ultras Italiani nel calcio - TUTTOCURVE, tuttocurve.com. URL consultato il 1° settembre 2016.
  47. ^ Prima squadra, su modenafc.net.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]