Associazione Calcio Cesena

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Associazione Calcio Cesena
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Cesenastemma.png
Cavalluccio marino
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
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Calzettoni
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Casa
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Maglietta
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Pantaloncini
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Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
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Maglietta
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Bianco e Nero.svg Bianco e nero
Dati societari
Città Cesena
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie B
Fondazione 1940
Presidente Italia Giorgio Lugaresi
Allenatore Italia Pierpaolo Bisoli
Stadio Dino Manuzzi
(23 860 posti)
Sito web www.cesenacalcio.it
Palmarès
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Cesena, per esteso Associazione Calcio Cesena, è una società calcistica italiana con sede nella città di Cesena.

È la più blasonata formazione calcistica della Romagna, l'unica ad aver giocato in serie A (12 stagioni) e in una coppa europea (Coppa Uefa)

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il calcio cesenate tra le due guerre[modifica | modifica sorgente]

Dal 1920 fino a metà degli anni 1930 il calcio a Cesena era rappresentato dalla Unione Sportiva Renato Serra, intitolata ad un giovane poeta e patriota cesenate morto combattendo durante la Prima guerra mondiale sulle alture del Carso. Durante il fascismo la squadra fu costretta a sciogliersi per la chiamata alle armi dei suoi giovani componenti, pur avendo lasciato come eredità una passione che la guerra non sopì.

I primi passi dell'A.C. Cesena[modifica | modifica sorgente]

Nel 1940 il conte Alberto Rognoni, all'epoca ventunenne, ebbe l'idea di creare una società con i colori dello stemma cittadino, dopo essersi avvicinato al calcio grazie al fratello minore, portiere del Forlì. La squadra venne fondata da tre persone:

Ai fondatori si unirono poi il dottor Montemaggi, il dottor Sarti, l'ingegner Mazzotti, ed altri, che costituirono il Consiglio direttivo della nuova società.
Nella sua prima riunione, avvenuta il 21 aprile 1940 sotto la presidenza di Giuseppe Ambrosini, il Consiglio decretò la nascita dell'Associazione Calcio Cesena. Colori sociali: bianco e nero, gli stessi dello stemma comunale.
Rognoni divenne presidente; Pantani, il più esperto di calcio, fu nominato allenatore-giocatore e a Piraccini fu affidato il ruolo di direttore sportivo.[1] La sede legale fu stabilita in corso Umberto I[2] presso la Casa del fascio; la sede operativa fu aperta nel palazzo del presidente Rognoni.
L'affiliazione della società alla FIGC avvenne l'8 agosto, contestualmente fu effettuata l'iscrizione al campionato di Prima Divisione. Successivamente

I giocatori furono ingaggiati in ambito locale tra le squadre rionali.[3] Il primo acquisto importante dell'Associazione Calcio Cesena fu quello di Iro Bonci, che Piraccini prelevò dal Forlimpopoli per 1 500 lire.
Il debutto ufficiale dei bianconeri avvenne il 17 novembre 1940 (campionato di Prima Divisione) sul campo del Rimini "Riserve". I locali furono travolti da un perentorio 1-8.

La Fiorita[modifica | modifica sorgente]

Il Cesena, nato sul vecchio campo dell'ippodromo, si dimostrò in pochi anni una realtà importante. Nel 1957 fu costruito il nuovo Stadio "la Fiorita", che fu poi intitolato a Dino Manuzzi, dopo la sua scomparsa. Esso fu ampliato con la costruzione delle gradinate coperte nel 1961. È proprio in questi anni che tanti calciatori di belle speranze, tra cui Azeglio Vicini, approdano nella formazione bianconera nella speranza di trovare visibilità per palcoscenici più vasti. Sul finire degli anni ottanta è stato eseguito un importante ammodernamento, con l'eliminazione della pista di atletica e la ricostruzione della tribuna "distinti" e delle curve ("curva mare" e "curva ferrovia"), in sostituzione delle vecchie strutture.

L'era Manuzzi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1964, a ventiquattro anni dalla fondazione – il Cesena si trova in Serie C – il Conte Rognoni consegna la società ad una cordata di imprenditori orto-frutticoli, capitanata da Dino Manuzzi e Giovanni Casadei, i due maggiori esportatori di Cesena. Manuzzi assume la presidenza. Con un'accorta gestione ed una politica di valorizzazione dei giovani, l'era Manuzzi trasformò il Cesena in una sorta di società modello che si identificasse nella terra in cui era nata: la Romagna.

Lamberto Boranga, portiere cesenate degli anni settanta.

Sotto la guida di Cesare Meucci la società raggiunge la Serie B nella stagione 1967-1968 e fatica a mantenerla nei tre anni seguenti, ma nel 1972-1973 il Cesena raggiunge la massima serie guidato da Gigi Radice, sostituito l'anno successivo da Eugenio Bersellini che opera una profonda trasformazione nel modo di giocare ed ottiene una storica salvezza, preludio all'apice della storia cesenate.

Il Cesena del primo periodo "Manuzzi", ha ispirato il Borgorosso F.C., suo alter ego cinematografico nel film Il presidente del Borgorosso Football Club (1970), con Alberto Sordi che interpreta il Presidente Benito Fornaciari.

La partecipazione alla Coppa UEFA[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 1975/76 i bianconeri raggiungono l'apice della loro storia e l'attenzione nazionale: le 9 vittorie, i 14 pareggi e le 7 sconfitte permettono al Cesena di raggiungere il sesto posto nella classifica di Serie A e la qualificazione alla successiva Coppa UEFA. La doppia sfida che aspetta la società cesenate è con i tedeschi orientali del Magdeburgo, all'epoca una delle più importanti squadre del continente e spina dorsale della nazionale della D.D.R., che si impongono all'andata per 3-0 ma che nel ritorno rischiano la qualificazione quando al 6' della ripresa Pepe porta il Cesena sul 2-0; la gara terminerà 3-1 per i bianconeri, comunque eliminati.

Il Cesena del 1975-1976, 6º classificato in Serie A – miglior piazzamento della sua storia nella massima categoria – e qualificato alla Coppa UEFA.

La stagione della Coppa UEFA presenta un rovescio della medaglia molto amaro, con la retrocessione in Serie B e l'inizio di un periodo difficile, che passa per la cessione della guida societaria da Manuzzi al nipote Edmeo Lugaresi: Manuzzi infatti nel 1979 rimane vittima di una banale caduta che lo costringe ad un delicato intervento chirurgico che necessiterà di un lungo periodo di convalescenza.

Gli anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

Lugaresi, cresciuto all'ombra dello zio, mostra una certa abilità nella gestione sportiva, già alla prima stagione di presidenza, 1980-81, centra il ritorno nella massima divisione con una squadra guidata dal giovane Osvaldo Bagnoli che segna record della sua storia come le 14 vittorie casalinghe ed il maggior numero di spettatori (28 602 per Cesena-Milan). Proprio la presenza di grandi del calcio quali Milan, Genoa – entrambe promosse con i bianconeri – e Lazio (quest'ultima battuta al Manuzzi per 2-1) rendono l'impresa degna di maggior rilievo. La Lazio si arrenderà solo nelle ultimissime partite, quando il Cesena andrà a vincere a Foggia per 3 a 1 e si assicurerà la promozione con la vittoria casalinga sull'Atalanta all'ultima giornata per 2-0 davanti a 20 000 tifosi entusiasti.

La squadra costruisce la promozione con un ruolino di marcia fatto di vittorie in casa – spesso la pratica è sbrigata nei primi 20 minuti con uno-due micidiali, per poi controllare agevolmente la reazione degli avversari – e di pareggi fuori casa.

La formazione tipo – e praticamente mai cambiata nel corso dell'anno – è composta dal portiere Angelo Recchi, i terzini Mei e Ceccarelli, il mediano Bonini, lo stopper Oddi, il libero Perego, le ali Roccotelli e Garlini, il cursore Piraccini, il regista Lucchi e la punta centrale Bordon.

I migliori realizzatore sono Bordon (con 13 gol) e Garlini; buon bottino anche per Perego, i cui sganciamenti in avanti gli fruttano 6 reti.

Per la nuova avventura in A, stante l'abbandono di Bagnoli anche per motivi familiari, viene scelto Giovan Battista Fabbri e vengono acquistati ed inseriti tra i titolari il centravanti austriaco Walter Schachner, per il quale si parla di un ingaggio di 120 milioni di Lire, il centrocampista Verza e Storgato dalla Juventus, Roberto Filippi dall'Atalanta e Antonio Genzano.

A metà stagione la squadra, pur avendo vinto 2-1 contro la capoclassifica Fiorentina, non si allontana dalle ultime posizioni in classifica e dopo il pareggio casalingo contro il Como Fabbri verrà licenziato e sostituito da Renato Lucchi, che raggiungerà la salvezza grazie ad un girone di ritorno con exploit quali le vittorie ad Udine e Roma, il pareggio al San Paolo di Napoli (dopo essere passati in vantaggio per 0-2), il pareggio casalingo con la Juventus e sonanti vittorie contro Bologna e Catanzaro (entrambe 4-1). La squadra impostata da Lucchi è un osso duro per qualunque avversario e difficilmente si rassegna alla sconfitta. Emblematico l'1-3 rimediato in casa dall'Inter, quando in svantaggio per 0-2 chiude gli avversari nella loro area di rigore; la permanenza in A è però turbata dalla scomparsa, il 29 maggio 1982 di Dino Manuzzi, a cui la città intitola lo stadio.

Da segnalare in quegli anni anche la vittoria per ben due volte del Campionato Nazionale Primavera nelle stagioni 1981-82 e 1985-86, la prima delle quali ottenuta con in panchina Arrigo Sacchi.

Al termine dell'annata 1982-83, con alla guida Bruno Bolchi il Cesena retrocede, ma è lo stesso Bolchi che porta i bianconeri di nuovo in Serie A al termine della stagione 1986-87 grazie alla vittoria nello spareggio di San Benedetto del Tronto contro il Lecce (gol di Roberto Bordin e Agatino Cuttone, entrambi di testa), in una partita per lunghi tratti in mano ai giallorossi.

Nella stagione 1989-90 il Cesena riesce a centrare una salvezza insperata grazie all'allenatore Marcello Lippi, autore di una rimonta stupenda dopo che nel girone di andata la squadra era già data per spacciata.

Gli anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Il Cesena permane in Serie A fino al termine della stagione 1990-91. La discesa nella serie cadetta non verrà più riscattata per vent'anni. I bianconeri hanno l'occasione di ritornare nella massima serie al termine della stagione 1993/94 quando, dopo un ottimo campionato, conquistano il diritto di disputare lo spareggio promozione ma nella sfida contro il Padova, disputata a Cremona, l'occasione sfuma. Successivamente i bianconeri scivolano due volte in Serie C1, nelle annate 1996-97 e 1999-2000. Quest'ultima retrocessione è alquanto anomala in quanto subita a fronte di sole 9 sconfitte su 38 incontri e di una differenza reti positiva (47-45). L'ultimo periodo di C1 dura lo spazio di 4 stagioni, a cui pone fine un allenatore che lascerà il segno nella storia della società, ovvero Fabrizio Castori.

Il ritorno in B[modifica | modifica sorgente]

Il Cesena termina il campionato 2003/2004 vincendo la Coppa Italia Serie C e giungendo terzo in campionato alle spalle di Arezzo e Lumezzane, ai playoff per la promozione elimina il Rimini pareggiando al Neri 1-1 e sconfiggendo i biancorossi a Cesena per 2-0. La finale di andata dei playoff con il Lumezzane, si disputa a Cesena e termina 1-1 grazie ai gol di Centi e Bocchini, il ritorno si preannuncia caldo ed è preceduto da varie polemiche incentrate principalmente sull'ordine pubblico e la possibilità di non disputare la gara nello Stadio Comunale di Lumezzane, capace di soli 4 150 posti, ma nello stadio "Mario Rigamonti" di Brescia (circa 27 000 posti), per la massiccia richiesta di biglietti da parte dei tifosi cesenati.

Il 20 giugno 2004 si gioca la partita che vale una stagione. Al termine dei tempi regolamentari le squadre sono bloccate sullo 0-0. I bianconeri vincono ai supplementari con i gol di Roberto Biserni e Marco Ambrogioni, facendo riconquistare alla Società la Serie B.
Tutti i tifosi ricorderanno sempre un episodio capitato durante il primo tempo supplementare. Dopo il gol del momentaneo pareggio del Lumezzane scoppia una rissa di cui si rendono protagonisti, tra gli altri, i giocatori del Cesena, Manolo Pestrin, Rea e l'allenatore Fabrizio Castori, entrato in campo per colpire Pietro Strada dopo che era stato platealmente provocato dai giocatori lombardi che erano andati ad esultare davanti la panchina romagnola anziché dai loro tifosi e su cui si abbatterà la mannaia della corte disciplinare con una squalifica di ben tre anni, poi ridotti a due.

Nella stagione 2004-2005 la squadra disputa un discreto campionato, lottando con cuore e grinta, salvandosi nelle ultime giornate. Nella stagione 2005/06 al di là di ogni aspettativa, grazie all'estro di giocatori come Luigi Turci, Emiliano Salvetti, Manolo Pestrin, Maurizio Ciaramitaro, Adriano Ferreira Pinto e Marco Bernacci e grazie alla conduzione di Fabrizio Castori e del vice Gadda il Cesena riesce a centrare i play-off promozione, raggiungendo il sesto posto utile, venendo poi sconfitto dal Torino in semifinale.

Nell'annata 2006-2007, dopo un anno di sole gioie, il Cesena affronta un periodo di calo, causato dall'invecchiamento dei giocatori-simbolo come Emiliano Salvetti e Luigi Turci e dalla cessione inaspettata, quanto contestata, del fulcro del centrocampo bianconero nonché uomo di punta: Manolo Pestrin. Gli arrivi di giocatori importanti come Del Core, Doudou e Anastasi non bastano a soddisfare le esigenze dei tifosi e della dirigenza. La continuazione di Castori sulla panchina del Cesena è una vera conferma della fiducia che il presidente ripone nell'allenatore di Tolentino, nonostante debba scontare la lunga squalifica. La squadra conclude il campionato al 16º posto, a solo un punto dalla zona play-out.

Dopo gli incidenti di Catania del 2 febbraio 2007 ed i successivi provvedimenti del governo, lo stadio "Dino Manuzzi", fino a completamento dei lavori di messa a norma, si trova con una capienza ridotta a 10 000 posti. Dopo il completamento dei lavori, lo stadio di Cesena torna alla sua capienza originaria in tempo per la stagione 2007-2008.

La retrocessione del 2008[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 2007/2008 i bianconeri vivono un momento di profonda crisi di risultati. Il 27 ottobre il Cesena apre una serie di quattro sconfitte consecutive che si conclude il 10 novembre (14ª giornata), quando il cavalluccio viene battuto per 4 a 1 a Rimini in casa dei rivali storici. L'ennesima sconfitta costa la panchina al mister Fabrizio Castori, che viene sostituito da Giovanni Vavassori.

Nei giorni che seguono la partita di Rimini iniziano i primi contatti per la cessione della società, che si concretizza il 21 dicembre in un cambio storico al vertice societario, con Giorgio Lugaresi che cede la maggioranza assoluta delle quote societarie a Igor Campedelli, giovane imprenditore edile locale, che ne diventa il nuovo presidente dopo 27 anni di regno incontrastato della famiglia Lugaresi.

Alla 17ª giornata, nello scontro interno col Frosinone, il Cesena torna finalmente alla vittoria con un 3 a 0 che pone fine ad un digiuno-record durato 25 giornate. Il Cesena continua però ad avere un cammino stentato. Il 25 febbraio 2008 i bianconeri subiscono una pesante sconfitta in casa contro l'Albinoleffe (0-3). Nel dopopartita Vavassori ammette che la squadra non va. Campedelli decide di sciogliere il rapporto con Vavassori e ridà fiducia a Fabrizio Castori, che viene richiamato in panchina. Ciononostante la stagione si chiude con la retrocessione in Serie C con due giornate di anticipo (17 maggio, Treviso-Cesena 2-1).

Doppio salto: dalla C alla A con Bisoli[modifica | modifica sorgente]

All'inizio della stagione 2008-2009, Fabrizio Castori lascia la squadra ed al suo posto arriva Pierpaolo Bisoli. La squadra dopo un avvio non brillante, a fine stagione vince il campionato di Lega Pro Prima Divisione, sorpassando nelle ultime giornate la Pro Patria, dopo un entusiasmante testa a testa, tornando immediatamente in Serie B, aiutata da un pubblico sempre presente e fiducioso nella risalita nel campionato cadetto: proprio in questa stagione la squadra romagnola si è distinta dalle altre per il costante afflusso di tifosi sia nei match in casa che in trasferta.

Il Cesena affronta la stagione 2009-2010 con l'obiettivo della salvezza. La squadra si mostra subito ben organizzata e di carattere. I risultati non tardano ad arrivare e già dopo le prime giornate, i romagnoli si trovano a lottare per i primi posti del campionato.
Nel girone di ritorno il Cesena è in lizza per la promozione diretta, insieme a Brescia e Sassuolo. Proprio con i modenesi il cavalluccio marino subisce una delle sconfitte più brucianti. Venerdì 5 marzo alle 20:30, infatti, si gioca l'anticipo della 29a Giornata e quando mancano 14 minuti alla fine, con le squadre sul punteggio di 0-0, la partita viene sospesa per neve. Da regolamento la partita viene conclusa martedì 16 marzo, disputando solo i 14 minuti restanti e il Sassuolo riesce ad aggiudicarsi l'incontro con una rete di Donazzan nel primo minuto di gioco. I bianconeri però non si abbattono, anzi rimangono perfino sul campo al termine della partita per disputare subito un allenamento per l'incontro successivo: secondo l'allenatore Pierpaolo Bisoli, fu quello il momento in cui comprese che il Cesena avrebbe potuto coronare il sogno di tornare in Serie A.
La partita che dà la svolta al campionato dei bianconeri si disputa il 14 maggio a Lecce, a sole tre giornate dalla fine del campionato. Ai locali, primi in classifica, basta un pareggio per festeggiare la promozione: dopo essere passato in svantaggio nel primo tempo, il Cesena riesce a ribaltare il risultato nella ripresa vincendo così per 2-1, grazie alla doppietta di Dominique Malonga. Il 30 maggio 2010, ultima giornata di campionato, a Piacenza, di fronte ad oltre seimila sostenitori bianconeri che invadono la cittadina emiliana, il Cesena supera i locali per uno a zero e grazie alla concomitante sconfitta del Brescia a Padova, scavalca i lombardi portandosi al secondo posto della classifica finale.
I romagnoli completano così uno storico doppio salto con la promozione diretta in Serie A, ritornando per la quarta volta nella massima serie, mentre in 70 anni di storia è la prima volta che il Cesena riesce nell'impresa della doppia promozione consecutiva.

Di nuovo in serie A dopo 20 anni[modifica | modifica sorgente]

Emanuele Giaccherini, tra i protagonisti del ritorno cesenate in Serie A nel 2010.

Nella stagione 2010-2011 il Cesena disputa il suo undicesimo campionato di Serie A e saluta il suo ritorno nella massima serie prima pareggiando all'Olimpico 0-0 con la Roma e poi, alla seconda giornata di campionato, superando per 2-0 il Milan di Massimiliano Allegri al Dino Manuzzi. Alla terza giornata, con la vittoria sul Lecce per 1-0, il Cesena si trova per la seconda volta nella sua storia in testa alla classifica di Serie A, in compagnia dell'Inter. Il 12 febbraio 2011 la società viene premiata dal CONI con la Stella d'oro al Merito Sportivo in riconoscimento delle benemerenze acquisite dalla società bianconera in 70 anni di attività.[4] Il 15 maggio 2011 con la vittoria casalinga per 1-0 contro il Brescia, il Cesena conquista la permanenza in serie A anche per il campionato 2011/2012, con una giornata di anticipo. In questa stagione calcistica mette in mostra giocatori molto interessanti come Marco Parolo, Emanuele Giaccherini e, per la prima parte di stagione, Yuto Nagatomo (che si trasferirà all'Inter nel mercato di gennaio).

Nella stagione 2011-2012 il Cesena disputa il suo dodicesimo campionato di Serie A, che inizia con un avvicendamento in panchina: Marco Giampaolo rileva alla guida dei bianconeri Massimo Ficcadenti, che lascia il Cesena dopo una sola stagione conclusasi con la salvezza. Decisamente importante anche la prima operazione di mercato messa a segno dai romagnoli, che dopo un "corteggiamento" durato 6 mesi, nel giugno 2011 convincono il giocatore Adrian Mutu a firmare un contratto biennale, con opzione per il terzo anno. Dopo un inizio non positivo, il 30 ottobre 2011 Marco Giampaolo viene esonerato dal presidente Campedelli. Gli subentra Daniele Arrigoni. Il 21 febbraio, dopo la pesante sconfitta interna con il Milan (1-3) Arrigoni rassegna le dimissioni, sostituito da Mario Beretta. Con Beretta in panchina, il Cesena non vince neanche una partita, perdendone 9 e pareggiandone 5. Il 25 aprile, dopo la sconfitta interna per 1-0 contro la Juventus, il Cesena è matematicamente all'ultimo posto della classifica. La stagione 2011-2012 si rivela dunque fallimentare per il Cesena, che in campionato riesce a vincere solo 4 volte, di cui 2 consecutive contro Bologna (0-1 nel derby) e Genoa (2-0). Le altre 2 vittorie sono arrivate contro Palermo (0-1) e Novara (3-1). Tutte e 4 le vittorie sono arrivate nella gestione di Arrigoni. Il Cesena termina dunque il campionato all'ultimo posto con 22 punti in classifica retrocedendo nuovamente in serie B.

Ritorno in Serie B[modifica | modifica sorgente]

Tornato in Serie B, il club annuncia il nuovo allenatore: Nicola Campedelli, fratello del presidente Igor. La squadra inizia in maniera disastrosa il campionato perdendo 0-3 contro il Sassuolo, 3-1 contro il Vicenza e 1-4 contro il Novara. Dopo questa partita Campedelli esonera suo fratello alla guida tecnica e ingaggia Pierpaolo Bisoli, che così ritorna alla guida dei cesenati dopo la doppia promozione dalla Prima Divisione alla Serie A. Con Bisoli la squadra esce dalla zona calda e chiude la stagione al quattordicesimo posto.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria dell'Associazione Calcio Cesena
  • 1940 - Fondazione dell'Associazione Calcio Cesena.

  • 1940-1941 - 1º nel girone A della Prima Divisione Emiliana. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C.
  • 1941-1942 - 3º nel girone F della Serie C.
  • 1942-1943 - 4º nel girone H della Serie C.
  • 1943-1945: Attività sospesa per cause belliche.
  • 1945-1946 - 8º nel girone C della Serie B-C Alta Italia. Ammesso d'ufficio in Serie B.
  • 1946-1947 - 21º nel girone B della Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C.
  • 1947-1948 - 2º nel girone B della Lega Int. Centro di Serie C.
  • 1948-1949 - 8º nel girone B della Serie C.
  • 1949-1950 - 12º nel girone B della Serie C.

  • 1950-1951 - 20º nel girone B della Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1951-1952 - 16º nel girone G della Promozione. Red Arrow Down.svg Retrocesso nella nuova Promozione Regionale.
  • 1952-1953 - 1º nel girone A della Promozione Emiliana. Green Arrow Up.svg Promosso in IV Serie.
  • 1953-1954 - 16º nel girone E della IV Serie. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione Regionale.
  • 1954-1955 - 9º nel girone A della Promozione Emiliana.
  • 1955-1956 - 7º nel girone A della Promozione Emiliana.
  • 1956-1957 - 1º nel girone A della Promozione Emiliana. Green Arrow Up.svg Promosso in IV Serie.
  • 1957-1958 - 9º nel girone D del Campionato Interregionale - Seconda Categoria dopo spareggi con Sangiorgese e Mirandolese.
  • 1958-1959 - 6º nel girone D del Campionato Interregionale.
  • 1959-1960 - 1º nel girone C della Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C.

  • 1960-1961 - 15º nel girone B della Serie C.
  • 1961-1962 - 6º nel girone B della Serie C.

Eliminato al primo turno di Coppa UEFA.



Vincitore della Coppa Italia Serie C (1º titolo).

Strutture[modifica | modifica sorgente]

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Dino Manuzzi.

La squadra gioca le sue partite casalinghe allo Stadio Dino Manuzzi, situato nell'area cosiddetta "La Fiorita", nel quartiere Fiorenzuola (zona orientale di Cesena). Si tratta dell'impianto sportivo all'aperto più grande e importante della Romagna dopo l'Autodromo di Imola.

Il 10 settembre 2011, è stato il primo stadio in Italia ad ospitare una partita di Serie A su terreno in erba sintetica, e sempre nella stessa occasione è stato anche il primo stadio in Europa ad ospitare due Real Box, strutture in plexiglas interamente chiuse posizionate appena fuori dal campo in corrispondenza delle bandierine del calcio d'angolo, in grado di ospitare ciascuna 8 spettatori che possono assistere alla partita da bordo campo.[5]

Lo stadio fu costruito nel 1957 per ospitare le gare dell'Associazione Calcio Cesena. Era originariamente costituito da una tribuna coperta, cui nel tempo, si aggiunsero una gradinata (situata sul lato opposto) e due curve: una sul lato Sud (in cui si situano i sostenitori della squadra locale, chiamata anche "Curva Mare"); l'altra sul lato Nord (riservata ai tifosi della squadra ospite, chiamata anche "Curva Ferrovia").

Società[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Dirigenti dell'A.C. Cesena.

Organigramma societario[modifica | modifica sorgente]

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Staff dell'area amministrativa

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Cronologia degli sponsor tecnici
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Cronologia degli sponsor ufficiali

Settore giovanile[modifica | modifica sorgente]

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Staff del settore giovanile

Allenatori e presidenti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Allenatori e presidenti dell'A.C. Cesena.

Negli oltre 70 anni di storia c'è una caratteristica che unisce tutti i presidenti che si sono succeduti: oltre ad esser stati molto pochi (solo 5) sono stati tutti cesenati, e si sono dichiarati tifosi del Cesena, connotando la Società come un regime a conduzione familiare.

Molti allenatori, lanciati in serie A dal Cesena, hanno poi raggiunto traguardi prestigiosi come lo Scudetto, e addirittura una Coppa del Mondo: in ordine cronologico si possono elencare, Luigi Radice che ha guidato per la prima volta nella storia il Cesena alla promozione in serie A nella stagione 1972/73, per poi laurearsi Campione d'Italia col Torino nel 1975/76, Eugenio Bersellini ha debuttato in serie A col Cesena nel 1973/74, conquistando lo scudetto con l'Inter nella stagione 1979/80, Osvaldo Bagnoli ha raggiunto la serie A per la prima volta col Cesena nella stagione 1980/81, per poi regalare uno storico scudetto col Verona nella stagione 1984/85, Alberto Bigon ha esordito in serie A col Cesena nella stagione 1987/88, portando al suo secondo scudetto il Napoli nella stagione 1989/90 ed infine Marcello Lippi che ha debuttato in serie A nel Cesena nella stagione 1989/90 per poi vincere 5 scudetti con la Juventus a partire dal 1994/95, oltre che a trionfare con l'Italia nella Coppa del Mondo 2006.

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Allenatori
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Presidenti


Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'A.C. Cesena.

Maglie ritirate[modifica | modifica sorgente]

  • 12 - Dedicato alla "Curva Mare" e ai suoi tifosi, attribuendo loro, simbolicamente, il ruolo di 12º uomo in campo.[6]
  • 21 - Italia Paolo Martelli[7]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

1967-1968 (girone B)
1997-1998 (girone A)
2008-2009 (girone C)
1959-1960 (girone C)
2003-2004

Competizioni regionali[modifica | modifica sorgente]

1940-1941 (girone A)
1952-1953 (girone A), 1956-1957 (girone A)

Competizioni giovanili[modifica | modifica sorgente]

1981-1982, 1985-1986
1990
  • Campionato Nazionale Juniores - Torneo Dante Beretti: 1
1994-1995

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

2011
1983[8]

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica sorgente]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 12 1973-1974 2011-2012 12
Serie B 29 1946-1947 2013-2014 29
Serie C 15 1941-1942 1967-1968 21
Serie C1 6 1997-1998 2008-2009
Promozione 1 1951-1952 5
IV Serie 3 1953-1954 1957-1958
Serie D 1 1959-1960

Esclusa la prima annata sportiva, giocata nella Prima Divisione 1940-1941 del Direttorio Regionale Emiliano.

Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

  • Coordinamento Club Cesena: conta 2 580 iscritti al 3 gennaio 2009.[9];
  • Weiss Schwarz Brigaden (W.S.B.): gruppo ultras fondato nel 1981.
  • Viking: gruppo nato da ragazzi di Forlì nel 1986.
  • Mad Man: gruppo nato da ragazzi di Bellaria. ora sciolto.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica sorgente]

Tifosi del Cesena in Curva Mare

La tifoseria vanta in Italia gemellaggi storici con Brescia e Mantova, oltre a buoni rapporti con Palermo e Juve Stabia, mentre all'estero sono instaurati gemellaggi con quelle di Saint-Étienne (Francia), Osasuna (Spagna) e Stoccarda (Germania).

Curiosa la simpatia, nonostante la storica rivalità, venutasi a creare intorno alla squadra del Padova, protagonista nelle stagioni 2008/09 e 2009/10 di episodi che hanno portato fortuna al Cesena, contribuendo alla doppia promozione dell'era Bisoli. Entrambi, inoltre, sono avvenuti all'ultima giornata di campionato:

  1. Nell'ultima giornata della Prima Divisione 2008-2009, il Cesena pareggia a Verona. Il concomitante pareggio del Padova con la Pro Patria impedisce ai lombardi di guadagnare la promozione diretta al posto dei romagnoli (in seguito lo stesso Padova avrebbe ottenuto la Serie B, qualificandosi ai Playoff proprio grazie a quel pareggio e vincendo in seguito sia col Ravenna, rivale del Cesena, sia con la stessa Pro Patria in finale.)
  2. Nell'ultima giornata del campionato di Serie B 2009-2010, il Cesena vince a Piacenza mentre la diretta rivale, Brescia, viene bloccata a Padova. I risultati consegnano la promozione diretta in Serie A al Cesena.

Il tifo cesenate, particolarmente caldo e attivo, si accende specialmente nei derby con la principale squadra rivale, il Bologna: questa rivalità, molto sentita da entrambe le parti, deriva da quella culturale esistente tra le regioni storiche di Romagna ed Emilia. Le due squadre hanno avuto modo di affrontarsi in più occasioni tra Serie A e Serie B (nella massima serie le due squadre hanno 9 partecipazioni in comune).

Altre rivalità di carattere geografico sono quelle con due squadre di calcio romagnole professioniste, Ravenna e Rimini, riguardanti perlopiù le partecipazioni a campionati di Serie B e Serie C.

Ulteriori rivalità di discreta importanza oppongono Cesena soprattutto con Verona, Pescara, Sambenedettese, Atalanta, Vicenza, Pisa ed anche con Genoa, Fiorentina, Salernitana, Milan (con cui ci fu un gemellaggio negli anni 80), Pistoiese, Padova, Ancona, Triestina, Livorno, Monza, Carrarese, Empoli, Arezzo, Novara, oltre a quelle con le emiliane Modena, Reggiana, Spal e Parma.

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Gemellaggi e amicizie
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Rivalità regionali maggiori
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Rivalità regionali minori
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Rivalità interregionali


Organico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Calcio Cesena 2013-2014.

Rosa[modifica | modifica sorgente]

Rosa aggiornata al 12 luglio 2013.[16]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Andrea Rossini
22 Italia P Andrea Campagnolo
30 Italia P Federico Agliardi
36 Italia P Achille Coser
2 Italia D Mattia Gabrielli
6 Italia D Michele Camporese
14 Italia D Massimo Volta
15 Slovenia D Luka Krajnc
18 Italia D Andrea Ingegneri
25 Italia D Andrea Venturini
27 Italia D Nicolò Consolini
29 Guinea D Ismael Bangoura
33 Italia D Francesco Renzetti
37 Italia D Daniele Capelli
N. Ruolo Giocatore Bianco e Nero.svg
5 Ghana C Moro Alhassan
7 Italia C Marco D'Alessandro
8 Italia C Giuseppe De Feudis
10 Italia C Manuel Coppola
13 Italia C Niccolò Galli
17 Francia C Gregoire Defrel
24 Italia C Roberto Gagliardini
26 Italia C Abdoul Meyker Yabre
34 Italia C Emmanuel Cascione
40 Italia C Luca Belingheri
9 Spagna A Alejandro Rodríguez
16 Italia A Luca Garritano
19 Italia A Davide Succi
39 Italia A Guido Marilungo

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

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Staff dell'area tecnica

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Piraccini, non possedendo la tessera del Partito fascista, non poteva assumere cariche societarie. Quindi il suo nome non compare nell'atto costitutivo della società, ma assolse ugualmente l'incarico.
  2. ^ L'attuale corso Sozzi.
  3. ^ «Savio», «Aurora», «Cariatore», «Amici», «D'Altri», «Corridoni» e altre.
  4. ^ Il CONI premia il Cesena con la Stella d'Oro al Merito Sportivo, www.cesenacalcio.it, 29 gennaio 2011. URL consultato il 19 marzo 2011.
  5. ^ www.cesenacalcio.it. URL consultato l'11-06-2011.
  6. ^ Il Cesena ritira la maglia numero 12, www.cesenacalcio.it, 29 luglio 2009. URL consultato il 19 marzo 2011.
  7. ^ Ritirato in seguito alla prematura scomparsa.
  8. ^ Stelle al merito sportivo
  9. ^ La Voce di Romagna, 3 gennaio 2009.
  10. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Tifoserie romagnole
  11. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag (IT) Stefano Pozzoni, Dove sono gli ultrà?, Zelig, 2005, p. 134.
  12. ^ a b c d e f g h i j Tifonet
  13. ^ Ufficializzata l'amicizia con gli Ultras dello Stoccarda
  14. ^ Stabiesi ospitati dai cesenati dal venerdì. Amicizia tra le tifoserie
  15. ^ Il bello del calcio: Cesena e Juve Stabia, l'amicizia fra tifoserie si rinnova
  16. ^ transfermarkt.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Guiducci - Carlo Fontanelli, La Romagna siamo noi 1940-2000 le 2129 partite dell'Ac Cesena, GEO Edizioni, 2000.
  • Vittorio Calbucci - Giovanni Guiducci, 70° 1940-2010 - L'appassionante viaggio del Cesena Calcio, Libreria Bettini, 2010.
  • Fabio Benaglia - Maurizio Viroli, Tutto il Cesena sotto la curva, Il Ponte vecchio, 2010.
  • Luca Alberto Montanari - Stefano Severi - Nicola Marcatelli, Comincia per C, finisce per A, Il Ponte Vecchio, 2010.

Emilio Buttaro - Eroi in bianconero, Costantini editore. 2010

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]