Unione Sportiva Anconitana Associazione Sportiva Dilettantistica

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US Anconitana ASD
Calcio Football pictogram.svg
US Anconitana Logo.png
Dorici, Biancorossi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Rosso e Bianco.svg bianco-rosso
Simboli Cavaliere Armato
Dati societari
Città Ancona
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Prima Categoria
Fondazione 1905
Rifondazione 2004
Rifondazione 2010
Rifondazione 2017
Proprietario Italia Stefano Marconi
Presidente Italia Stefano Marconi
Allenatore Italia Marco Lelli
Stadio Del Conero
(23.976[1] posti)
Sito web www.usanconitana.eu
Palmarès
Trofei nazionali 1 Coppa Italia Dilettanti
Si invita a seguire il modello di voce

L'Unione Sportiva Anconitana Associazione Sportiva Dilettantistica, meglio nota come Anconitana o più semplicemente Ancona, è una società calcistica italiana con sede nella città di Ancona. I suoi colori sociali sono il bianco e il rosso.

Fondata nel 2017, è l'erede della tradizione sportiva iniziata nel 1905 con l'istituzione dell'Unione Sportiva Anconitana e poi passata nei decenni seguenti attraverso diversi soggetti societari (da ultimo l'Unione Sportiva Ancona 1905, scioltasi al termine della stagione 2016-2017).

In oltre 90 stagioni ufficiali disputate, il club marchigiano vanta quale maggior risultato sette partecipazioni al massimo campionato nazionale: due alla Serie A a girone unico (nelle annate 1992-1993 e 2003-2004) e cinque alla Prima Divisione (nella prima metà degli anni venti). Ad esse si aggiungono venticinque partecipazioni alla seconda serie e quarantaquattro alla terza.

In seguito al terzo fallimento in tredici anni, nella stagione 2017-2018 il club milita nel girone B del campionato marchigiano di Prima Categoria, settimo livello della piramide calcistica italiana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dagli albori agli anni quaranta[modifica | modifica wikitesto]

L'Unione Sportiva Anconitana venne fondata nel marzo del 1905 in un piccolo magazzino del Teatro delle Muse. In quegli anni il calcio ancora non era diffusissimo e furono i marinai inglesi che approdavano al Porto di Ancona a dare il via ad una pratica più convinta di questo gioco, ma la sua diffusione in città è legata anche a un giovane, Pietro Recchi, che un giorno, trovandosi a Liverpool per lavoro, ebbe l'occasione di assistere ad una partita di football e se ne innamorò. Le prime partite di un certo rilievo furono disputate contro i marinai inglesi presenti in città e il primo incontro reso noto dalle cronache cittadine è datato 19 febbraio 1911, partita disputata tra l'Anconitana e la squadra del piroscafo inglese Britannia, terminato con un pareggio.

Solo nel 1921-1922 debuttò nel campionato di massima serie, allora denominato Prima Divisione e gestito dalla CCI. La squadra, inserita nel campionato meridionale, vinse il girone marchigiano, ma venne poi eliminata nella fase finale della Lega Sud, la cui vincente poi affrontava la vincente della Lega Nord nella finalissima scudetto. Nella stagione successiva l'Anconitana, unica iscritta nelle Marche, venne ammessa automaticamente alle semifinali Lega Sud, nelle quali arrivò seconda e sfiorando l'accesso alla finale.

Nella stagione 1923-1924 i marchigiani invece arrivarono quarti e ultimi nel girone delle semifinali. Nel campionato successivo invece, gli anconitani vinsero il proprio girone, conquistando così il diritto di giocarsi l'accesso alla finale scudetto contro il Bologna nella finale della Lega Sud contro l'Alba Roma. I romani prevalsero nel doppio confronto, salvo poi soccombere nella disputa per il tricolore contro i bolognesi.

Nella stagione 1925-1926 l'Anconitana rivinse il girone marchigiano a due squadre, contro la Maceratese, qualificandosi alla semifinale di Lega Sud dove arrivò terza. Una riforma dei campionati, la Carta di Viareggio, fece però retrocedere l'Anconitana nel campionato cadetto di Prima Divisione. Nel campionato successivo l'Anconitana venne inserita nel girone C di Prima Divisione, per la prima volta insieme alle squadre del Nord. I marchigiani non riuscirono ad evitare la retrocessione, salvo poi esser ripescati.

Nel 1927-1928, l'U.S. Anconitana si fuse con la "Stamura", dando vita alla Società Sport Ancona.[2]

Il 12 luglio del 1932 la S.S. Ancona si fuse con la Società Sportiva Emilio Bianchi formando così l'Unione Sportiva Anconitana-Bianchi, che nella stagione 1936-1937 raggiunse per la prima volta la promozione in Serie B, dopo aver vinto il campionato di Serie C. Vi rimase per quattro stagioni, sfiorando la promozione in massima serie nel torneo 1939-1940. Nel frattempo, nella stagione 1938-1939 i marchigiani conquistano la Coppa dell'Italia Centrale.

Nel 1940-1941, la squadra, con l'industriale Frontalini alla presidenza e Giovanni Degni, ex Roma, in panchina, retrocesse in Serie C per poi tornare in cadetteria l'anno dopo, rimanendoci fino all'inizio della seconda guerra mondiale, ed assumendo successivamente la denominazione di "Anconitana".

Durante il conflitto tutti i campionati furono sospesi. L'Ancona riprese l'attività nel 1945 prendendo parte ad un campionato di assestamento, misto tra Serie A e Serie B, con la denominazione "US Anconitana", essendo stata sciolta la fusione con la Emilio Bianchi. Nel 1947 fu provvidenziale il ripescaggio della Triestina, militante in massima serie, che liberò conseguentemente un posto in Serie B, che l'Ancona riuscì a conquistare in uno spareggio fra le migliori retrocesse contro la Biellese.

Nel 1948, durante la partita contro il Pisa, il direttore di gara Vannini di Bologna negò negli ultimi minuti un rigore all'Ancona; fu così raggiunto dai tifosi marchigiani e ridotto in stato di coma. Per due anni il campo dei dorici venne squalificato.

Dagli anni cinquanta agli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo due anni di Serie C, l'Anconitana tornò in Serie B nella stagione 1950-1951, ma l'esperienza fu breve e i dorici retrocessero a fine campionato.

Al termine dell'annata tra i cadetti per i biancorossi iniziarono difficoltà legate particolarmente a questioni di carattere economico–finanziario, tanto che dopo un anno di terza serie, la squadra relegò in IV Serie a causa del rifiuto dei tesserati ad affrontare le trasferte e dello scarso impegno negli allenamenti.

Per quattro anni, i biancorossi arrivarono a metà classifica senza risultati degni di nota, poi, nei primi mesi del 1956 e per tutta la stagione di IV Serie 1956-1957, arrivò sulla panchina dorica l'ex difensore della Juventus, Carlo Parola, che riuscì a vincere il girone E, perdendo tuttavia lo spareggio per la promozione in Serie C contro il Chinotto Neri di Roma. Tuttavia, nonostante il quarto posto conquistato nel campionato seguente, la società venne ammessa d'ufficio in Serie C sulla base di criteri finanziari ed infrastrutturali.

In Serie C, nella stagione 1961-1962, nonostante lottò per conquistare il primo posto nel girone, l'Anconitana arrivò seconda a pari merito con il Pisa e subito dietro al Cagliari, accusò i sardi di illecito sportivo senza alcun risultato e andando solo a sfiorare con un dito il sogno della promozione in Serie B, poi, nel gennaio del 1972, dopo una lunga serie di buoni piazzamenti in Serie C negli anni, il terribile sisma che colpì la città di Ancona provocò danni incalcolabili influirono sul rendimento della squadra biancorossa guidata da Begnamino Di Giacomo e dal fedele Giorgio Arzeni, concludendo al 15º posto in classifica. L'anno dopo, nella stagione post-terremoto, per i biancorossi arrivò anche la retrocessione in Serie D dovuta anche alle difficili condizioni economiche cui versava la società.

Nel 1974, dopo un biennio nei dilettanti, grazie a Natale Faccenda in panchina e a Giorgio Grati alla presidenza, la squadra riuscì a tornare subito in Serie C.

Le successive due stagioni in Serie C, non furono entusiasmanti, poiché nella Serie C 1976-1977 le incomprensioni fra lo staff tecnico e la stampa locale, avversa alla società, i biancorossi retrocessero, per poi ritornare immediatamente nei professionisti al termine di una stagione di Serie D 1977-1978 in cui la squadra finì il torneo al 4º posto, ma per meriti sportivi venne ammessa alla Serie C2.

Nell'annata 1979-1980 l'Anconitana disputò il campionato di Serie C1, dopo una rapida promozione nella stagione passata, poi, nel 1981, il sodalizio cambiò denominazione passando da “Unione Sportiva Anconitana” ad “Ancona Calcio" mantenendo il colore delle maglie sempre bianco-rosso confermando l'immagine di San Giorgio a cavallo sullo sfondo rosso nello stemma.

Nel frattempo, la squadra disputò tornei altalenanti, alternandosi tra Serie C1 e Serie C2 fino al 5 giugno 1988, quando, dopo 37 anni, l'Ancona di Giancarlo Cadè tornò in Serie B.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel quadriennio tra i cadetti, il 7 giugno del 1992, grazie al pareggio sul Bologna per 1-1, i biancorossi centrarono per la prima volta nella loro storia la promozione in Serie A grazie all'esperienza di Camillo Florini alla presidenza e di Vincenzo Guerini alla guida della panchina dorica.

Sebastiano Vecchiola con la maglia dell'Ancona nel 1993.

Fu nella stagione 1991-92, sotto la gestione di Vincenzo Guerini, che la squadra marchigiana conquistò la prima storica promozione in Serie A. Infatti, il 7 giugno 1992 l'Ancona, pareggiando 1-1 a Bologna (rete di Franco Ermini al 48') centrò la promozione nella massima serie, per l'apoteosi dei numerosissimi tifosi dorici giunti al Dall'Ara. La città, completamente impazzita fin dalla mattina, invase la Via Emilia con bandiere e striscioni biancorossi, presentandosi in 12.000 allo stadio, sbalordendo i tifosi bolognesi per numero, tifo e calore e che neanche la pioggia fermò. La militanza in massima serie fu però breve, infatti la squadra fu retrocessa l'anno seguente.

La finale di Coppa Italia del 1994 e il declino[modifica | modifica wikitesto]

Coppa Italia - Finale di ritorno

20 aprile 1994, Genova, Stadio Luigi Ferraris

Sampdoria - Ancona 6-1

Marcatori: 50' Gullit, 58' e 75' Lombardo, 65' Vierchowod, 72' Lupo (A), 80' Bertarelli (r) , 85' Evani (r).

SAMPDORIA: Pagliuca, Invernizzi, Vierchowod, Sacchetti (87' Mannini), Serena; Lombardo, Platt, Jugović, Evani, Gullit, Bertarelli (87' Salsano).
Allenatore: Sven-Göran Eriksson

ANCONA: Nista, Fontana, Mazzarano, Glonek, Sogliano; Lupo, Pecoraro, Gadda (59' Caccia), De Angelis (68' Bruniera), Agostini, Vecchiola.
Allenatore: Vincenzo Guerini.

Noonostante l'immediata retrocessione, nella stagione seguente l'Ancona arrivò incredibilmente alla sua prima finale di un torneo importante: la Coppa Italia. Il cammino dei dorici nel torneo li vide affrontare e battere nell'ordine, a partire dal primo turno, Giarre, Napoli, Avellino, Venezia e Torino in semifinale.

In finale i biancorossi incontrarono la Sampdoria di Gullit, Mancini e Platt e dopo un onorevole 0-0 conquistato in casa dovettero però poi soccombere per 6-1 a Genova di fronte ad oltre 2.000 anconetani accorsi a Marassi.

L'anno successivo la squadra arrivò fino alla semifinale del Torneo Anglo-Italiano, dove fu eliminata dalla formazione bianconera dell'Ascoli.

Nel 1997-1998 la squadra rischiò il fallimento, quando venne retrocessa in C1. Riguadagnò poi la Serie B nel 1999-2000 al termine di una delle partite più emozionanti della storia biancorossa. L'11 giugno 2000 andò in scena allo Stadio Curi di Perugia la finale play-off tra i dorici e gli odiati cugini dell'Ascoli, una partita assolutamente vietata ai deboli di cuore. La partita si concluse a reti inviolate nei 90' regolamentari, quindi si andò ai supplementari. L'Ascoli si portò in vantaggio al minuto 100 (primo tempo supplementare) facendo sprofondare all'inferno i tifosi e la squadra dorica, ma il bello doveva ancora venire.

Infatti, al 118' del secondo tempo supplementare, a soli 2' dalla fine della partita, l'Ancona trovò un incredibile pareggio ad opera di un giovane attaccante, per di più anconetano d.o.c., Mirko Ventura. I tifosi dorici esplosero dalla gioia e al fischio finale iniziò la grande festa biancorossa, visto che l'Ancona fu promossa per miglior piazzamento in classifica ottenuto nell'arco del campionato.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002-2003, sotto la guida dell'esperto Luigi Simoni, l'Ancona ottenne la sua seconda promozione in Serie A. Grazie all'esperienza del presidente Ermanno Pieroni e del suo uomo di fiducia il dirigente Gino Montella, all'audacia e alla padronanza del mister e alla validità del suo gruppo, i dorici disputarono un ottimo campionato, raggiungendo la matematica promozione il 7 giugno del 2003 a Livorno, pareggiando 1-1 con la squadra di casa (rete di Daino al 50'). Durante la stagione sportiva l'Ancona arrivò anche agli ottavi di Coppa Italia, arrendendosi al Milan nella gara di ritorno (5-1 per i rossoneri), dopo l'1-1 dell'andata. La squadra ricevette la Stella d'oro al merito sportivo 2002[3] (dopo la Stella d'argento 1978[4]) dal CONI.

Il campionato 2003-2004 è il secondo in Serie A della storia del sodalizio marchigiano. Nonostante la presenza in rosa di calciatori dal discreto livello tecnico come Pandev, Dino Baggio, Ganz, Hubner, Rapic, Bucchi, Poggi e Jardel, racimolò appena 13 punti in 34 giornate, facendo segnare una serie di record negativi.[5] Inutili gli avvicendamenti in panchina di Nedo Sonetti (che sostituì Menichini)[6] e Giovanni Galeone.[7]

Subito dopo la retrocessione la società, a causa dei grossi sforzi economici sostenuti, fallì e venne sostituita dall'Associazione Calcio Ancona, con a capo la famiglia locale degli Schiavoni. Per meriti sportivi, secondo quanto sancito dal Lodo Petrucci, il nuovo sodalizio poté ripartire dalla Serie C2. Per la stagione della rinascita, la guida tecnica fu affidata a Pierluigi Frosio.

Il 6 marzo 2005 la società festeggiò il centenario con una maglia speciale, indossata nella partita contro il San Marino. Il campionato fu chiuso all'undicesimo posto. Nel torneo successivo i dorici ottennero il ripescaggio in Serie C1, dopo aver perso la semifinale play-off col Sassuolo. Segui una salvezza ai play-out contro il Teramo.

Nel girone di andata del campionato di Serie C1 2007-2008, la squadra, si insediò al primo posto, mantenuto fino allo scontro diretto con la Salernitana, giocato a fine ottobre, che fu vinto 1-0 dai campani. Seguì una crisi di risultati, che tuttavia non compromise la classifica, risolta dal cambio ai vertici societari (nel mese di ottobre) con la società Terzo Tempo S.r.l. che divenne principale azionista. Grazie alle rinnovate ambizioni della società, l'Ancona conquistò l'accesso ai play-off, battendo in finale il Taranto ottenendo la promozione in Serie B.

Il campionato del ritorno fra i cadetti parte con una serie di risultati positivi che proiettano i dorici nella parte alta della classifica, grazie anche all'apposto di Salvatore Mastronunzio (che a fine campionato avrà messo a segno 17 reti). Tuttavia, da gennaio in poi il notevole calo accompagnato da una serie di risultati deficitari, portano all'esonero di Francesco Monaco, a quattro giornate dalla fine, a favore di Sandro Salvioni. Il cambio di guida tecnica risulta vano al fine di evitare i play-out. L'avversaria designata è il Rimini; al pari dell'andata segue la vittoria di misura dei dorici in Emilia, che dunque guadagnano la permanenza in Serie B.

Nella stagione successiva, dopo un positivo girone di andata (con primato in classifica all'undicesima e alla quindicesima giornata), la squadra si classifica al diciassettesimo posto finale, anche per via di due punti di penalizzazione.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Durante le iscrizioni alla stagione 2010-2011 del campionato di Serie B la società dorica viene in prima battuta esclusa dalla Co.Vi.Soc, causa inadempienze finanziarie[8], ma nonostante un tentativo di salvataggio da parte del Sindaco di Ancona insieme ad una cordata di imprenditori, la società non riesce a saldare i debiti, venendo esclusa causa mancata fideiussione ed il pagamento degli oneri fiscali e previdenziali arretrati. Fallisce anche il tentativo di iscrizione in Lega Pro Seconda Divisione[9] e in Serie D, finendo quindi per essere esclusa dal calcio professionistico. A quel punto l'amministratore delegato Enrico Petocchi ha voluto fortemente iscrivere la società in Terza Categoria, per tenerla così in vita, con il solo scopo di incamerare i crediti fermi in Lega Calcio che si sbloccheranno solo nella stagione successiva, ottenendo di giocare al campo sportivo San Biagio di Osimo. Tuttavia, il 16 ottobre 2010, non presentandosi per la quarta volta a una partita di campionato, l'A.C. Ancona è stata definitivamente radiata dal Campionato di Terza Categoria Marche e dalla FIGC, con la conseguenza di non poter mai più giocare in nessun campionato di calcio italiano.

Per dare continuità al calcio cittadino, grazie all'intercessione del sindaco di Ancona, Fiorello Gramillano, la "Società Sportiva Piano San Lazzaro", fondata nel 1948, e che prende il nome dall'omonimo quartiere cittadino che si estende fra la Stazione Ferroviaria in Piazza Rosselli e la zona di Piazza d'Armi, militante nel campionato Eccellenza, cambia denominazione il 10 agosto 2010 diventando "S.S.D. Unione Sportiva Ancona 1905"[10] e trasferendo la sede societaria nel capoluogo marchigiano. La modifica avviene grazie ad un accordo storico che vede coinvolti i tifosi biancorossi che si riuniscono in un'associazione denominata Sosteniamolancona e il 6 agosto 2010 sanciscono in un'assemblea pubblica, tenutasi allo Stadio Dorico, di fronte a circa 700 persone, l'effettivo passaggio di consegne ed il riconoscimento del ruolo dei tifosi che verrà garantito dal loro ingresso con la trasformazione in S.r.l.

Nella stagione 2010-11 la società disputa il suo quinto campionato consecutivo di Eccellenza Marche, ma primo come U.S. Ancona 1905. L'allenatore è Marco Lelli[11]. Nella medesima stagione, nelle cui fila spicca il ritorno di Emanuele Pesaresi, anconitano di nascita (anche calcistica), nuovo Capitano, vince la Coppa Italia Regionale Marche, superando in finale il Tolentino dopo supplementari e calci di rigore, sul campo neutro di Civitanova Marche. Accede così alla fase nazionale della Coppa Italia Dilettanti, dove il 6 aprile 2011 vince la finale battendo i laziali del Città di Marino per 3-1, ottenendo così la promozione diretta in Serie D indipendentemente dalla vittoria del campionato, dove lotta duramente con Tolentino e Fermana imponendosi alla fine anche nel massimo campionato regionale e vincendo così tutte le competizioni alle quali ha partecipato nel 2011.

Il 20 maggio 2011 viene ufficializzato l'ingaggio di Massimiliano Favo come nuovo allenatore. Il 25 agosto 2011, presso l'Hotel "La Fonte" di Portonovo, viene formalizzata la trasformazione della Società Sportiva Dilettantistica Unione Sportiva Ancona 1905 in S.r.l. con l'ingresso in società dei tifosi rappresentati da Sosteniamolancona con 2 amministratori votati dall'assemblea dei soci, ai quali vengono attribuiti "poteri particolari" in virtù dello statuto sociale che costituisce un esempio innovativo nel panorama del calcio Italiano.

Il 27 novembre il tecnico Favo viene esonerato dopo aver subito una rimonta di due reti dal Riccione[12]. Due giorni dopo viene nominato suo successore l'anconitano Marco Osio[13], che il 3 febbraio 2012 si dimetterà[14]. A sostituirlo viene chiamato Sauro Trillini, ma nonostante tutti questi cambi tecnici la squadra, arrivata 3ª in campionato dietro a Teramo e Sambenedettese, perde la finale play-off con quest'ultima.

Per la stagione 2012-2013 la società ingaggia come nuovo allenatore Gentilini. L'avventura del tecnico romano termina dopo nemmeno metà campionato a causa delle prestazioni e della distanza di otto punti dalla vetta. A sostituirlo viene richiamato Massimiliano Favo, che però non riuscirà a risollevare le sorti di una stagione fallimentare che vedrà la formazione dorica addirittura concludere al settimo posto ben lontana dalla Samb vincitrice del girone e da un posto nei playoff validi per il ripescaggio in Lega Pro. Al termine del deludente campionato, il 17 maggio 2013 viene ufficializzato Giovanni Cornacchini, come allenatore per la stagione seguente[15].

Dopo una lunga trattativa durata due anni, il 20 maggio 2013 alle ore 15:58, la società si riappropria dello storico marchio del cavaliere armato: il Presidente Marinelli lo acquista ufficialmente dalla Unlimited Sport International, società di diritto lussemburghese che il 7 giugno 2011 lo aveva a sua volta comprato dalla vecchia A.C. Ancona di Petocchi per sessantamila euro. Il costo dell'operazione è stato di circa quarantamila euro, con una clausola che prevede un ulteriore bonus di sessantamila euro da versare in caso di promozione in Serie B entro il 2016.[16].

Il 13 aprile 2014, con il pareggio contro la Recanatese in campionato, i biancorossi ottengono la promozione in Lega Pro. La stagione 2014-2015 parte con svariate conferme in rosa e, dopo le prime partite di assestamento, riesce a concludere il campionato disputando belle partite e vittorie classificandosi sesta, posizione che ha permesso all'Ancona di partecipare alla Tim Cup.

Nel mese di giugno 2015, con la nomina a presidente onorario dell'ex sindaco di Ancona Fiorello Gramillano, inizia la fase di transizione verso una nuova società ad azionariato popolare, garantita per tre anni dall'ex patron Andrea Marinelli.[17] Il campionato 2016-17 la vede terminare all'ultimo posto del girone B con la retrocessione in Serie D, dove però non riesce a completare le pratiche per l'iscrizione e così gli viene revocata l'affiliazione alla FIGC.[18]

Nell'estate 2017 si susseguono alcuni tentativi infruttuosi di rifondare il club e farlo ripartire da un campionato dilettantistico di prima fascia: la mancata concretizzazione dei suddetti porta al rischio di totale inattività per la maggiore società cittadina.[19] Tale prospettiva viene scongiurata nel mese di settembre dall'intervento dell'imprenditore Stefano Marconi, che fonda una nuova realtà societaria denominata Unione Sportiva Anconitana Associazione Sportiva Dilettantistica; essa viene riconosciuta dal comitato marchigiano della FIGC come continuatrice della tradizione sportiva cittadina, ottenendo dunque il permesso per iscriversi al campionato regionale di Prima Categoria.[20] Il nuovo sodalizio ottiene inoltre in concessione dal comitato dei tifosi Sosteniamo l'Ancona gli storici marchi sociali del club dorico.[21]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Unione Sportiva Anconitana A.S.D.[22]
  • 5 marzo 1905 - Fondazione dell'Unione Sportiva Anconitana.
  • 1905-1915 - Attività in ambito regionale[23].
  • 1915-1919 - Attività sospesa per cause belliche.
  • 1919-1920 - Vince il campionato marchigiano di Prima Categoria organizzato dall'ULIC.[24]. Perde la semifinale per lo scudetto ULIC per 2-5 contro l'Argentero di Torino.[25]

Terzo turno di Coppa Italia.
  • 1927 - Dalla fusione tra l'Unione Sportiva Anconitana e la S.E.F. Stamura nasce la Società Sport Ancona.
  • 1927-1928 - 10° nel girone A della Prima Divisione Nord. Retrocesso e poi ripescato nel nuovo torneo di Prima Divisione declassato per riforma dei campionati.
  • 1928-1929 - 8° nel girone A della Prima Divisione.
  • 1929 - La fusione con la S.E.F. Stamura viene sciolta e la società assume la denominazione di Società Sportiva Anconitana.
  • 1929-1930 - 8° nel girone C della Prima Divisione.

Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.


Fase eliminatoria di Coppa Italia Semiprofessionisti.
 ? di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Semiprofessionisti.

Fase eliminatoria di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
  • 1983 - Assume la denominazione di Ancona Calcio.
  • 1983-1984 - 8° nel girone A della Serie C1.
Finalista di Coppa Italia Serie C.
Semifinalista di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
 ? di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Semifinalista della Coppa Anglo-Italiana.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1996-1997 - 2° nel girone B della Serie C1. Promosso in Serie B dopo aver vinto i play-off.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1999-2000 - 2° nel girone B della Serie C1. Promosso in Serie B dopo aver vinto i play-off.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 2004 - Durante l'estate un nuovo club, denominato Associazione Calcio Ancona, rileva il titolo sportivo della vecchia società e riparte dalla Serie C2 grazie al Lodo Petrucci.
  • 2004-2005 - 11° nel girone B della Serie C2.
  • 2005-2006 - 5° nel girone B della Serie C2. Perde la semifinale dei play-off contro il Sassuolo ma viene ammesso in Serie C1 per delibera della FIGC.
Qualificazione ai sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
  • 2007-2008 - 2° nel girone B della Serie C1. Promosso in Serie B dopo aver vinto i play-off.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.

  • 2010 - Al termine del campionato, la società viene esclusa dai campionati professionistici per inadempienze finanziarie, sciolta dalla FIGC,[26] e successivamente radiata. Il 10 agosto la società dilettantistica Società Sportiva Piano San Lazzaro, partecipante al campionato di Eccellenza, cambia denominazione in Società Sportiva Dilettantistica Unione Sportiva Ancona 1905.
  • 2010-2011 - 1° nell'Eccellenza Marche. Promosso in Serie D.
Vince la Coppa Italia Regionale (1º titolo).
Vince la Coppa Italia Dilettanti (1º titolo).
  • 2011 - La società assume la denominazione di Unione Sportiva Ancona 1905.
  • 2011-2012 - 3° nel girone F della Serie D. Perde la finale dei play-off contro la Sambenedettese.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2012-2013 - 7° nel girone F della Serie D.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2013-2014 - 1° nel girone F della Serie D. Promosso in Lega Pro.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
Fase a gironi di Coppa Italia Lega Pro.
Ottavi di finale di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2016-2017 - 20° nel girone B della Lega Pro. Retrocesso e finanziariamente fallito.
Secondo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2017 - Durante l'estate un nuovo club, denominato Unione Sportiva Anconitana Associazione Sportiva Dilettantistica, rileva il titolo sportivo del vecchio sodalizio e riparte dalla Prima Categoria grazie al riconoscimento della tradizione calcistica cittadina da parte del Comitato Regionale.
  • 2017-2018 - nel girone B della Prima Categoria Marche.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa dell'U.S. Anconitana-Bianchi (1932-1943)

I colori sociali dell'Ancona sono il bianco e il rosso. Tale accostamento è dovuto al fondatore della società, Pietro Recchi, che scelse i colori dopo aver assistito ad una partita del Liverpool Football Club. Ritornato in città, il giovane acquistò per la propria squadra casacche rosse e calzoncini bianchi.

Nel 1927 l'Ancona si fuse con la Stamura, assumendo come nuovo colore sociale l'azzurro. La fusione durò solamente due stagione, ed in seguito la società riprese i propri colori sociali originari.

Nel 1932 una nuova fusione cambiò i colori sociali della società. Nacque l'Unione Sportiva Anconitana Bianchi, in seguito all'accorpamento dell'Emilio Bianchi. Il giallo sostituì così il bianco nell'accostamento al rosso.[27][28] Dopo circa dieci anni però la società ritornò alla vecchia denominazione, riprendendo il bianco ed il rosso come colori sociali, che perdurano, salvo piccole e sporadiche modifiche, ancora oggi.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma dell'Ancona è composto da uno scudo bordato in oro nel quale è raffigurato il guerriero armato a cavallo che campeggia nello stemma comunale della città dorica (probabile rielaborazione medievale della figura dell'imperatore romano Traiano)[29][30], con la differenza che nel logo della squadra regge uno scudo a quarti bianchi e oro. Lo sfondo è rosso mentre in cima allo stemma compare la dicitura ANCONA 1905 in bianco su sfondo oro. Tale stemma è utilizzato dal 1981.

Nel corso degli anni, causa le varie vicende societarie che hanno portato ai vari cambi di denominazione, lo stemma ha subito la sola variazione del nome della società che compare nella parte alta. Unica eccezione ha rappresentato l'inedito stemma utilizzato nella stagione 2010-2011, il quale comprendeva la classica immagine del cavaliere questa volta su sfondo a scacchi biancorossi.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Dorico e Stadio Del Conero.
Panoramica dello stadio Del Conero.

Dal 1931 fino al 1992 l'Ancona ha disputato i propri incontri casalinghi allo stadio Dorico. L'impianto fu costruito nel 1931 sul sito del vecchio impianto di tiro a segno di cui conserva, debitamente rielaborato, l'avancorpo dell'ex ingresso, ed inserito nel nuovo contesto urbano delimitato dall'asse del Viale della Vittoria; si chiamò "Stadio del Littorio" fino alla caduta del regime fascista. È dotato di, una pista di atletica, una tribuna, una curva ed una tribuna scoperta, detta comunemente gradinata. Recentemente è stato aggiunto un settore, di fianco alla tribuna, costruito con del materiale prefabbricato.

In occasione della promozione in Serie A, la squadra si è spostata nel nuovo stadio Del Conero, dove gioca tuttora, inaugurato il 6 dicembre 1992, con la partita Ancona-Inter del campionato di Serie A 1992-1993. L'impianto è composto dai settori tribuna e distinti, a loro volta divisi in altri settori, e da due curve, una destinata ai supporters ospiti e l'altra al tifo locale, per una totale capienza di 23 976 posti a sedere, attualmente ridotti a 14 295.

I dorici tuttavia, hanno disputato le prime giornate del campionato di Eccellenza Marche 2010-2011, post fallimento, al vecchio Dorico.

Società[modifica | modifica wikitesto]

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Di seguito la cronologia dei fornitori tecnici e degli sponsor commerciali[31][32][33]:

Stemma Ancona US 1905.png
Cronologia degli sponsor tecnici
  • fino al 1979 ...
  • 1979-1980 nr
  • 1980-1985 ...
  • 1985-1988 adidas
  • 1988-1990 Tan
  • 1990-1992 ...
  • 1992-1993 Umbro
  • 1993-1994 ...
  • 1994-1996 Virma
  • 1996-1997 ...
  • 1997-1998 Kappa
  • 1998-1999 ...
  • 1999-2002 Ropam
  • 2002-2003 Devis
  • 2003-2004 Le Coq Sportif
  • 2004-2005 ...
  • 2005-2006 Lotto
  • 2006-2007 ...
  • 2007-2010 Legea
  • 2010-2011 Macron
  • 2011-2013 maglie autoprodotte
  • 2013-2014 Macron
  • 2014-2016 1905FW
  • 2016-2017 Macron
Stemma Ancona US 1905.png
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • fino al 1979 ...
  • 1979-1980 non presente
  • 1980-1985 ...
  • 1985-1993 Latte Tre Valli
  • 1993-1994 ...
  • 1994-1995 Giampaoli
  • 1995-1996 Dacoal
  • 1996-1997 ...
  • 1997-1998 non presente
  • 1998-2000 ...
  • 2000-2004 Banca Marche
  • 2004-2005 ...
  • 2005-2006 C.A.F. Assocontribuenti
  • 2006-2007 ...
  • 2007-2008 Italiana Assicurazioni
  • 2008-2009 Kerself, Elitaria
  • 2009-2010 Twice, Kerself, Meridie e Fidelity
  • 2010-2011 Energy resources, Akifix
  • 2011-2012 Qualità è amore - carni & food, Vitha group e Akifix
  • 2012-2013 Chebolletta
  • 2014-2016 Akifix
  • 2016-2017 Unicef

Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 ottobre 2007 al Teatro Pontificio del Vaticano è stata siglata l'unione tra il CSI ed il club biancorosso per il "Progetto Soccer" che sotto l'egida della Conferenza Episcopale Italiana si prefigge di rafforzare i valori etici nel calcio.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'U.S. Ancona 1905
Stemma Ancona US 1905.png
Allenatori
Stemma Ancona US 1905.png
Presidenti
  • 1905-1907 Italia Luigi Battenti
  • 1908-1911 Italia Pietro Recchi
  • 1912-1913 Italia Ugo Borghetti
  • 1913-1919 Italia Duilio Paoloni
  • 1919-1923 Italia Costarelli
  • 1923-1928 Italia Benedetto Veneziano
  • 1928-1929 Italia Luigi Perotti
  • 1929-1932 Italia Giovanni Moroder
  • 1932-1934 Italia Benedetto Veneziano
  • 1934-1936 Italia Duilio Paoloni
  • 1936-1939 Italia Adriano Archibugi
  • 1939-1941 Italia Alfredo Frontalini
  • 1941-1943 Italia Mario Baldoni
  • 1945-1946 Italia Ernesto Esposto
  • 1946-1951 Italia Bruno Battistoni
  • 1951-1952 Italia Corrado Ascoli
  • 1952-1953 Italia Adolfo Brunetti
  • 1953-1954 Italia Alberto Maria Burattini
  • 1954-1958 Italia Luciano Paoloni
  • 1958-1959 Italia Alberto Maria Burattini
  • 1959-1960 Italia Luciano Paoloni
  • 1960-1961 Italia Fausto Ascoli
  • 1961-1965 Italia Rolando Ricciotti
  • 1965-1970 Italia Albertino Castellucci
  • 1970-1971 Italia Giorgio Bugaro
  • 1971-1977 Italia Giorgio Grati
  • 1977-1984 Italia Natale Maiani
  • 1984-1992 Italia Camillo Florini
  • 1992-1993 Italia Antonio Squillace[34]
  • 1993-1994 Italia Corrado Catalani[34]
  • 1994-1995 Italia Lamberto Bolognini[34]
  • 1995-1996 Italia Francesco Contadini[34]
  • 1996-1997 Italia Angelo Deodati
  • 1997-1998 Italia Maurizio Zappacosta
    Italia Carlo Auriemma
  • 1998-1999 Italia Giuseppe Polverino
  • 1999-2000 Italia Mario Bonsignore
  • 2000-2002 Italia Remo Gaetti
  • 2002-2004 Italia Ermanno Pieroni
  • 2004-2006 Italia Giampiero Schiavoni
  • 2006-2007 Italia Franco Fedeli
  • 2007-2008 Italia Giampiero Schiavoni
    Italia Sergio Schiavoni
  • 2008-2010 Italia Giorgio Perrotti
  • 2010 Italia Flavio Mais
  • 2010-2013 Italia Andrea Marinelli
  • 2013-2014 Italia Gilberto Mancini
  • 2014-2015 Italia Andrea Marinelli
  • 2015-2016 Italia Fiorello Gramillano
    Italia David Miani
  • 2016-2017 carica vacante
  • 2017-2018 Italia Stefano Marconi

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'U.S. Ancona 1905

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

2010-2011

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

1936-1937 (girone D), 1941-1942 (girone F), 1949-1950 (girone C)
1987-1988 (girone A)
1981-1982 (girone B)
1974-1975 (girone D), 2013-2014 (girone F)
1938-1939

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

2010-2011
2010-2011

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926 7
Serie A 2 1992-1993 2003-2004
Prima Divisione 3 1926-1927 1928-1929 25
Mista A-B Centro-Sud 1 1945-1946
Serie B 21 1937-1938 2009-2010
Prima Divisione 6 1929-1930 1934-1935 44
Serie C 23 1935-1936 1976-1977
Serie C1 12 1979-1980 2007-2008
Lega Pro 3 2014-2015 2016-2017
IV Serie 6 1952-1953 1957-1958 14
Serie D 3 1973-1974 1977-1978
Serie C2 5 1978-1979 2005-2006
Serie D 3 2011-2012 2013-2014 3

La Divisione Nazionale 1945-1946 è stata disputata in qualità di società di Serie B.

  • Stagioni post fallimentari nel Comitato Regionale:
    • 1 in Eccellenza: 2010-2011
    • 1 in Prima Categoria: 2017-2018

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

L'Ancona disputò la finale della Coppa Italia 1993-1994, perdendo contro la Sampdoria per sei reti a una la gara di ritorno dopo aver pareggiato a reti inviolate quella di andata.[5] L'unica rete per l'Ancona fu messa a segno da Claudio Lupo al 72mo minuto sul risultato di tre a zero per i blucerchiati, mentre per i genovesi segnarono, Evani e Bertarelli su rigore, Lombardo con una doppietta, Vierchowod e Gullit.

Nel campionato di Serie A 2003-2004, il secondo in massima serie, i dorici stabilirono una serie di record negativi.[5] In panchina si alternarono quattro allenatori: Simoni, esonerato ancor prima dell'inizio del campionato, Menichini, esordiente, Sonetti e Galeone.[5] Furono utilizzati ben 46 calciatori.[5] La squadra totalizzò tredici punti e furono solo due le vittorie, contro Empoli e Bologna.[5] L'Ancona chiuse la stagione anche con il peggior attacco, 21 reti fatte, e la peggior difesa, 70 reti subite.[5]

L'Ancona occupa il 52º posto nella graduatoria della tradizione sportiva fra i 65 club che hanno giocato in Serie A.

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento ultras nella città dorica nacque nel 1978.[35] In curva nord, storica sede del tifo organizzato anconetano, viene apposto lo striscione "Fossa biancorossa".[35] Probabilmente, tale dicitura fu scelta per omaggiare la Fossa dei leoni, storico gruppo organizzato al seguito del Milan.[35] Inizialmente, i ragazzi che andarono a formare tale gruppo prendevano posto nella gradinata del vecchio stadio Dorico, dato che la curva veniva destinata al tifo ospite.[35] Si spostarono in curva per differenziarsi degli altri club che nacquero in quegli anni, situati tutti in gradinata.[35] Si ricordano in particolare i "Fedelissimi" e le "Furie Rosse".[35]

Alla fine degli anni settanta, contribuirono in maniera decisiva alla crescita del seguito i numerosi derby che l'Ancona disputò in Serie D contro formazioni minori come Jesina, Civitanovese, Vigor Senigallia e Osimana.[35] All'inizio del decennio successivo, un gruppo di scissionisti della Fossa Biancorossa diede vita alle "Brigate Biancorosse", che furono succedute della nascita del gruppo dei "Fighters Ancona".[35]

La curva nord anconitana negli anni ottanta.

In occasione della promozione della squadra in Serie C1 del 1982 nacquero gli "Ultras Ancona", che presero le redini del tifo organizzato in curva.[35] Il simbolo del gruppo era il casco e la chiave inglese, chiara indicazione dell'ideologia sinistroide del gruppo.[35] Tuttavia negli anni a seguire nacquero diverse fazione di matrice destroide, a dimostrazione della non vincolanza dell'ideologia politica all'interno del tifo organizzato.[35]

Il periodo compreso fra il 1982 e il 1988 coincide con una periodo d'oro per il movimento ultras italiano, ed anche quello dorico ne beneficia.[35] I gruppi ultras anconetani condividono l'unica curva dello stadio Dorico con le tifoserie ospiti, ed anche a causa di questa deficienza si verificarono scontri più o meno violenti con gli ultras del Pescara, del Modena, della Sambenedettese, della Ternana e dello Spezia.[35] In trasferta da segnalare duri confronti con i tifosi parmensi, reggiani, padovani e cesenati.[35] Nacquero anche importanti amicizie con gli ultras del Cosenza, della SPAL e del Bologna.[35] Nel 1987 si contano oltre dieci gruppi nella curva anconetana, ed ai sopracitati si aggiunsero i "Red Kaos", i "Leoni della pista", "The Warriors", e gli "Hunters Ancona".[35] La curva a quel punto si coalizzò; nacque il "Collettivo Curva Nord Ancona", che ben presto divenne un gruppo vero e proprio, che prese in mano le redini della curva, e dove defluirono tutti i membri delle precedenti fazioni.[35] Alcuni gruppi tuttavia decisero di mantenere una propria autonomia, come i Warriors, la Vecchia Guardia ed i Red Kaos.[35]

Nella stagione 1987-1988 l'Ancona viene promossa in Serie B, e la tifoseria affronta delle oceaniche trasferte; in particolare si ricordano i quattromila tifosi che raggiunsero Vicenza.[35] Durante tale periodo l'ideologia politica all'interno della curva prende piede, e gli ultras utilizzano spesso la celebre effigie di Che Guevara.[35] Durante la trasferta ad Ascoli Piceno del campionato 1990-1991, avvengono violenti scontri con la tifoseria locale, ciò comporta un gran numero di diffide e arresti che provoca un affievolimento dell'indole intemperante della tifoseria dorica.[35]

Il campionato di Serie B 1991-1992 risulterà storico per la storia della società marchigiana: il 7 giugno 1992, l'Ancona conquista la sua prima promozione in massima serie, davanti a dodicimila tifosi giunti in trasferta.[35] Ciò comporta la rottura del gemellaggio con i bolognesi, in atto da dieci anni.[35] La stagione successiva l'Ancona si trasferisce nel nuovo stadio Del Conero, che tuttavia deficita della curva nord.[35] Ciò costringe gli ultras ad occupare la curva sud.[35] Con l'anno nuovo, nonostante l'immediata retrocessione nella serie cadetta, i dorici conquistano il diritto di partecipare alla finale della Coppa Italia 1993-1994, contro la Sampdoria.[35] La partita di andata, giocata in terra marchigiana, è segnata da duri scontri all'esterno dello stadio fra fazioni.[35]

Gli ultras dorici nei primi anni novanta.

Nel 1996 L'Ancona retrocede dopo anni in terza serie, causando un inevitabile allontanamento di molti tifosi delle sorti della squadra.[35] I gruppi ultras rimasti sono il Collettivo e i The Warriors, che presenziano ad ogni trasferta e si fanno notare per iniziative benefiche, tipiche delle tifoserie sinistroidi.[35] In questo periodo, la tifoseria dorica è protagonista di violenti scontri in un autogrill con gli ultras fermani, apice di una recente rivalità.[35] Nel campionato 1999-2000, i marchigiani conquistano la promozione in Serie B; lo scontro decisivo si gioca al campo neutro di Perugia contro i rivali ascolani.[35] Per l'occasione, oltre quattromila tifosi seguono la squadra, che ritrova parzialmente il discreto seguito perso qualche anno prima.[35] Il campionato successivo è segnato da violenti confronti con fazioni rivali.[35] Da segnalare gli scontri che caratterizzarono la trasferta a Pescara del 2001, dove circa cinquecento anconetani si scontrarono con le forze dell'ordine, e quelli che coinvolsero il gruppo dei "Furiosi Cagliari".[35]

Nei primi anni duemila nasce "Resistenza Ultras", ad opera degli ultras livornesi, un fronte di coordinamento che coinvolge movimenti con marcata matrice di sinistra.[35] Anche i gruppi organizzati anconetani entrano a farne parte, gettando le basi per un solido rapporto di rispetto con la tifoseria labronica.[35] A ciò si aggiungono le costanti manifestazioni a favore del sociale sostenute dagli ultras dorici, come ad esempio i Mondiali Antirazzisti di Montecchio Emilia o la partecipazione ai fatti inerenti al G8 di Genova.[35]

Il 7 giugno 2003 l'Ancona riconquista la Serie A, davanti ad oltre ottomila tifosi giunti in trasferta al seguito allo stadio Armando Picchi di Livorno contro la formazione locale.[35] Nel campionato successivo nasce la "Brigata Wallace", gruppo di chiara matrice destroide, che getta le basi per una discordanza politica che divide la curva, storicamente di sinistra.[35] Ciò causa lo scioglimento del collettivo, avvenuto nell'ottobre 2003, dopo sedici anni di militanza.[35] Nascono gli "Ultras Ancona", che prendono questo nome in omaggio allo storico gruppo del passato[35]. Gli Ultras vengono affiancati dai Warriors, compattando l'ambiente, ma lasciando in disparte la Brigata Wallace.[35] La priorità di unire la curva spingerà in seguito i gruppi a mettere da parte l'ideologia politica.[35] A fine campionato l'Ancona retrocede e fallisce, essendo costretta a ripartire dalla Serie C2.[35] Per l'occasione, la Brigata Wallace muta la propria denominazione in "Brigata Ancona", e nascono altri due gruppi che rispondono ai nomi di "Cani Sciolti" e "1905".[35] Visto il proprio impegno a far scomparire la politica dalla curva, gli ultras anconetani escono dal progetto Resistenza Ultras sposato qualche anno prima.[35]

Nel febbraio del 2007, in occasione degli scontri di Catania che precedono il derby Palermo-Catania, perde la vita l'ispettore capo Filippo Raciti.[35] Ne consegue una dura repressione nei confronti del mondo ultras.[35] Conseguentemente, i gruppi organizzati anconetani decidono per una presa di posizione consistente della diserzione delle partite casalinghe e nell'organizzazione di manifestazioni in città.[35] Nel novembre 2007 si scioglie il gruppo degli Ultras Ancona dopo soli quattro anni di militanza, ed il giovane gruppo dei Cani Sciolti.[35] I membri di tali fazioni seguiranno le sorti dell'Ancona individualmente o unendosi a schieramenti già esistenti, come ad esempio la Vecchia Guardia.[35] Poco tempo dopo nasce il gruppo "Curva Nord Ancona", con l'intenzione di prendere in mano le redini della curva, dalla fusione di The Warriors, Brigata Ancona e 1905, causando dissapori proprio con la Vecchia Guardia.[35]

Nel 2008 l'Ancona torna in Serie B.[35] Tuttavia, dopo una salvezza strappata ai play-out, retrocede, fallisce e viene radiata, causando l'impossibilità ad essere iscritta in altri campionati se non in Terza Categoria.[35] Il 10 agosto si riesce comunque a comporre una società da iscrivere al campionato di Eccellenza regionale.[35] La tifoseria organizzata mette in piedi un azionariato popolare che, tramite l'associazione appositamente creata "Sosteniamo l'Ancona", si prefigge l'obiettivo di sostenere economicamente il club dorico grazie a quote versate dai tifosi stessi.[35]

Nella nuova stagione, la tifoseria anconitana viene colpita dal provvedimento del divieto di presenziare in trasferta, a causa degli scontri con le forze dell'ordine avvenuti durante la trasferta di Rimini contro il Real, e quelli avvenuti in occasione della partita contro la Sambenedettese con gli ultras rossoblu.[35] La decisione verrà in seguito revocata, e l'Ancona verrà seguita da oltre millecinquecento tifosi nella trasferta a Fano, decisiva per la promozione in Serie D.[35]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

La tifoseria dorica coltiva gemellaggi di lungo corso con le "curve" di Genoa,[35][36][37][38] SPAL,[35][36][37] e Napoli.[36][37] Ottimi rapporti si registrano con i supporter cosentini, nati nel 1985 in occasione di un raduno ultras organizzato dai tifosi rossoblu nella città calabrese.[35] Le due tifoserie sono legate anche dalla comune ideologia sinistroide.[35] Le rivalità più accese sussitono contro i collettivi al seguito di Ascoli,[35][37] Sambenedettese,[35][37] Pescara[39][40] e Perugia.[37]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stadi di calcio - elenco degli impianti di calcio delle serie professionistiche italiane (PDF), osservatoriosport.interno.gov.it, luglio 2015. URL consultato il 22 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2015).
  2. ^ Lettere Anconitane. All'ombra del Guasco, da «Il Littoriale, 1º giugno 1929, p. 3
  3. ^ Calcio, Coni premia Ancona con Stella d'oro al merito sportivo Repubblica.it, 25-02-2004.
  4. ^ Onoreficenze società coni.it.
  5. ^ a b c d e f g Ancona Calcio, la sua storia. Dai gol del Condor ai record negativi, http://www.maidirecalcio.com/, 9 ottobre 2013. URL consultato il 18 febbraio 2015.
  6. ^ Ancona, Sonetti nuovo tecnico, gazzetta.it, 29 settembre 2003.
  7. ^ Galeone ad Ancona e Guidolin a Palermo, repubblica.it, 27 gennaio 2004.
  8. ^ Armando Lorenzetti - Calcio: l'Ancona sull'orlo del baratro VivereAncona.it, 13-07-2010.
  9. ^ Ancona Calcio: salta anche l'iscrizione alla Lega Pro Seconda Divisione AnconaNotizie.it, 20-07-2010.
  10. ^ Il Sindaco annuncia il nome: "Sarà U.S. Ancona 1905" Il Resto del Carlino, 10-08-2010.
  11. ^ Dario Rossi - Ancona, riparte dall'Eccellenza Tuttomercatoweb.com, 23-08-2010.
  12. ^ Doppio esonero: Ancona e Jesina rimuovono Favo e Fenucci RivieraOggi.it, 28-11-2011.
  13. ^ Andrea Fiano - Osio, un nuovo 'Sindaco' per l'Ancona Il Resto del Carlino, 29-11-2011.
  14. ^ Cristina Guerri - Ufficiale: Ancona, dimissioni per il tecnico Osio Tuttomercatoweb.com, 03-02-2012.
  15. ^ Ancona, ora è ufficiale: il nuovo tecnico è Giovanni Cornacchini Anconatoday.it, 17-05-2013.
  16. ^ Ancona. Calcio: il cavaliere torna sulle maglie dell'Ancona. 'Giornale.sm, 21-05-2013.
  17. ^ Eleonora Lavaggi, Ancona Calcio, nasce la prima società di proprietà di tifosi: ‘Speranza del pallone', in il Fatto Quotidiano (Roma), Editoriale Il Fatto S.p.A, 22 giugno 2015. URL consultato il 25 giugno 2015 (archiviato il 25 giugno 2015).
  18. ^ http://www.ancona1905.it/comunicato-3/
  19. ^ ANCONA SENZA CALCIO. Tifosi contro Mondini, muore l'ultima speranza, su Marcheingol.it il portale del calcio dilettantistico marchigiano, 18 agosto 2017. URL consultato il 14 settembre 2017.
  20. ^ UFFICIALE: US Anconitana ammessa in Prima categoria!, su Marcheingol.it il portale del calcio dilettantistico marchigiano, 31 agosto 2017. URL consultato l'11 settembre 2017.
  21. ^ I Marchi saranno utilizzati da US Anconitana, su http://www.sosteniamolancona.it/, 31 agosto 2017. URL consultato l'11 settembre 2017.
  22. ^ Dati pubblicati dalla Gazzetta dello Sport (Biblioteche di Milano, Genova, Firenze e CONI Roma dove è conservato microfilmato), Il Littoriale (Biblioteca di Brera, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e Roma, Biblioteca nazionale di Torino, Biblioteca universitaria di Genova, Pavia, Padova e Napoli, rilegato ma non microfilmato).
  23. ^ Sull'Annuario Italiano del Football 1913-1914 (Anno 1 Volume 1), il più vecchio almanacco calcistico conservato presso la Biblioteca estense universitaria di Modena e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, è indicata come affiliata alla FIGC. con indirizzo: "Recchi Pietro, Piazza Stazione, Casa Propria" ed elencati i giocatori: Portiere: Spinelli; Terzi(ni): Fogola III, Fogola I; Secondi (mediani): Alessandrelli II, Giampieri, Rossi; Primi (Attaccanti): Fogola II, Sturari, Panzone, Alessandrelli I, Borghetti I.
  24. ^ Dal Corriere dello Sport, foglio settimanale, organo ufficiale dell'ULIC. L'edizione 1919-1920 fu stampata a Como dove, per competenza, è conservata presso la Biblioteca Comunale cittadina.
  25. ^ Annuario Italiano del Giuoco del Calcio - 1° Volume 1926-27 e presentazione 1927-28, nella parte che contiene la storia dell'U.L.I.C. - Sezione Autonoma di Propaganda (dal 1927) - (Modena, Biblioteca Universitaria Estense).
  26. ^ Il vecchio club tentò di allestire una squadra per la Terza Categoria, ma non scese mai in campo. Stefano Sica - Calcio: Ancona, l'A.C. dice addio anche alla Terza Categoria Tuttomercatoweb.com, 20-10-2010.
  27. ^ Fusione tra Anconitana e E. Bianchi, da «Il Littoriale, 6 luglio 1932, p. 4
  28. ^ Storia. Dalle origini al 1945, da Anconacalcio.it
  29. ^ [1]
  30. ^ [2] Giuseppe Barbone, "Il guerriero d'oro armato di spada sul cavallo corrente e lo stemma della citta di Ancona"
  31. ^ Maglie Ancona, http://magliamatchworn.altervista.org/. URL consultato il 1º settembre 2017.
  32. ^ Ancona 1905 Football Shirts, http://www.oldfootballshirts.com/. URL consultato il 1º settembre 2017.
  33. ^ Ancona, http://www.mikmagliecalcio.com/. URL consultato il 1º settembre 2017.
  34. ^ a b c d Amministratore delegato.
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  40. ^ Redazione PianetaEmpoli, Curva Ospiti – I tifosi del… Pescara | PianetaEmpoli, su www.pianetaempoli.it. URL consultato l'11 settembre 2017.

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