Associazione Calcio Trento 1921

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AC Trento 1921 SSD
Calcio Football pictogram.svg
AC Trento 1921.png
Aquilotti, Tridentini, Gialloblù
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Giallo e Blu.svg Giallo, blu
Simboli Aquila
Inno Tira Trento
Alessandro Hueber
Dati societari
Città Trento
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie D
Fondazione 1921
Rifondazione2004
Rifondazione2014
Presidente Italia Mauro Giacca
Allenatore Italia Carmine Parlato
Stadio Briamasco
(5 000 posti)
Sito web www.actrento.com/
Palmarès
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Calcio Trento 1921 S.S.D. Srl, meglio nota come Calcio Trento, è una società calcistica italiana con sede nella città di Trento.

La sua tradizione sportiva, iniziata nel 1921 e transitata attraverso alcune rifondazioni e ridenominazioni (tra le altre Trento-Caproni e Trentino Calcio), vanta quale maggior successo la partecipazione alla Prima Divisione 1928-1929, all'epoca secondo livello del campionato italiano di calcio; dacché le due massime divisioni hanno adottato il girone unico, il Trento non è mai riuscito ad accedervi, arrivando al massimo a militare in Serie C. Ciò ne fa comunque la prima squadra di calcio della propria provincia e, insieme al Bolzano, della regione Trentino-Alto Adige.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini al dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Il calcio a Trento giunse nel 1921 con la nascita dell'Associazione Calcio Trento, che nel 1921 riunì le preesistenti Unione Ginnastica Trento, i cui colori sociali erano il bianco-celeste con il leone rampante, e Sport Pedestre (anche detta Pro Trento) le cui divise da gioco erano nerostellate (poiché i fondatori erano simpatizzanti del Casale). Nei primi anni di esistenza il Trento giocò a rotazione con questi due schemi cromatici.

Il primo terreno di gioco della squadra fu quello dell'ex Piazza d'Armi, poi Piazza Venezia: esso era però sassoso e difficilmente praticabile, sicché qualche anno dopo venne inaugurato lo Stadium in località Briamasco. I primi tempi furono travagliati, con la squadra che, dopo alcune buone prestazioni nelle leghe interregionali, incorse in una repentina cessazione d'attività.

Il 28 settembre 1929 il sodalizio fu riorganizzato con la denominazione di Associazione Sportiva Trento e, per richiamarsi all'araldica cittadina, adottò i colori sociali giallo-blu. Nella stagione di Terza Divisione 1930-1931 l'A.S. Trento centrò la promozione in Seconda Divisione; l'anno dopo vi fu il primo doppio derby regionale contro l'A.C. Bolzano, seguito da tremila spettatori in trasferta e da oltre quattromila allo stadio Briamasco. Nel campionato di Prima Divisione 1934-1935 il Trento disputò un girone di andata memorabile arrivando al primo posto; un calo di rendimento nel girone di ritorno lo fece scalare al terzo posto, impreziosito comunque dalla prestigiosa vittoria casalinga (di fronte a più di cinquemila persone) contro la Fiumana. In forza di ciò il Trento fu ammesso nella nuova Serie C per la stagione 1935-36, ove però arrivò ultimo, retrocedendo in Prima Divisione.

Dal 1936 al 1937 per il Trento vi fu un periodo di inattività dovuto a problemi societari e finanziari; si procedette pertanto a rifondare il club recuperando il nome Associazione Calcio Trento che parteciperà alla Prima Divisione e che verrà ammesso in Serie C al termine della stagione di Prima Divisione 1938-1939. L'esperienza in Serie C, però, durò appena un anno per poi retrocedere e ritornare in Prima Divisione.

Nella stagione successiva il club tridentino si ripresentò ai nastri di partenza nel campionato di Prima Divisione 1940-1941 piazzandosi quarto e venendo promosso in Serie C a completamento organici. L'annata successiva in Serie C, la squadra assunse denominazione di Associazione Calcio Trento-Caproni, in quanto filiale dopolavoristica della locale fabbrica di aerei, col solo azzurro come colore sociale. Arrivò così un settimo posto; poi, nell'ultimo campionato prima della sospensione per la Seconda Guerra Mondiale, la Trento-Caproni arrivò quinta e grazie a questo piazzamento ottiene il diritto a disputare la serie cadetta alla ripresa dell'attività sportiva.

Dopo la guerra, nella stagione 1945-1946 vide il rifondato Trento disputare la Serie mista B-C Alta Italia, arrivando alla fine dodicesimo e tornando nella semplice Serie C, cui seguirono gravi problemi finanziari.

Nel 1948, alla presidenza del Trento arrivò il politico Renzo Helfer che per tanto tempo resse le sorti societarie negli anni dei derby contro il Rovereto, che richiamarono al Briamasco oltre 5.000 tifosi.

Dagli anni cinquanta agli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Per il ritorno in Serie C, dopo tre anni in Promozione Interregionale, il Trento dovette attendere la stagione 1950-1951, nella quale mise a segno 119 reti in 34 partite con 62 punti conquistati.

Nella stagione di Serie C 1951-1952, la squadra venne in parte smobilitata per esigenze di bilancio, in cui i sogni dei tifosi gialloblu si dovettero fermare al quinto posto che segnarono la retrocessione nella neonata IV Serie e l'addio al sogno della nuova Serie C a girone unico. Da quel momento il Trento visse un periodo di declino interrotto nel 1959 quando giunse alla presidenza degli aquilotti l'imprenditore Ito Del Favero. Nei primi anni della sua presidenza, le cose non andarono bene per un decennio beccandosi le contestazioni da parte della tifoseria, poi, nonostante le aquile fossero arrivate tra le prime posizioni.

Nel 1970, alla vicepresidenza della società gialloblu, giunse il Presidente della Giunta provinciale Giorgio Grigolli con l'intento di ottenere la promozione in Serie C. Il suo arrivo spinse l'entusiasmo intorno alla squadra registrando punte di 6000 presenze allo stadio ove, all'ultima giornata, il Trento presentandosi in trasferta a Castelfranco con un punto di vantaggio sul Pordenone secondo in classifica e facendosi riprendere e arrivando pari in classifica dovrà disputare uno spareggio-promozione. La partita di spareggio disputato a Valdagno contro il Pordenone vide il Trento vittorioso per 2 a 0 con reti di Scali e Babbo su rigore procurato da Scali che lanciò in delirio i tifosi al seguito giunti a Valdagno in 8000 e che improvvisarono cortei festosi.

Il presidente Del Favero, poi, commosso una volta portato il Trento in Serie C diede seguito a periodi di sofferenza con la tifoseria che chiese un ulteriore salto di qualità in Serie B, che però non arriverà mai.

Nella stagione di Serie C 1974-1975, la società decise di provarci con in panchina Franzoi affiancato da Laudadio che fino all'undicesima giornata misero il Trento nelle posizioni alte della classifica, poi, alla fine del campionato il Trento arrivò solo ottavo. L'anno dopo, peraltro, gli aquilotti arrivarono ultimi retrocedendo in Serie D. Con la stagione di Serie D 1976-1977 arrivò l'era di David, che subentrò in panchina a Franzoi a gennaio segnando l'immediato ritorno in Serie C con propositi ambiziosi come Piergiorgio Lutterotti che divenne una delle bandiere di sempre del calcio trentino.

L'anno dopo, la squadra si piazzò bene ma il campionato ancora successivo vide lo smembramento colmato dalle cessioni importanti di Codognato, Divina, Sgarbossa, Damonti e del bomber Ballarin, così, nonostante l'arrivo in extremis dell'ex azzurro di Inter e Cagliari Angelo Domenghini, non si riuscì ad evitare una brutta retrocessione in Serie C2.

Nella stagione di Serie C2 1979-1980 con Mario David nel ruolo di direttore sportivo e di Bruno Baveni in panchina si gettarono basi solide per il Trento schierando giocatori regionali quali: Lutterotti, Telch, Daldosso, Andreatta, Joriatti, Bertocchi in attacco e Cianchetti in difesa. Al termine del campionato, il Trento appaiato al Padova arrivò al secondo posto dietro alla capolista Modena, disputando lo spareggio-promozione venerdì 13 giugno a Verona contro i patavini. Il risultato colmato con l'immediata promozione in Serie C1 finì 2 a 2 con gol di Lutterotti su rigore e Marchei per i gialloblu nei tempi regolamentari con vittoria decisiva ai rigori grazie alla rete decisiva di Parlato.

Dagli anni ottanta agli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '80, la storia del Trento si caratterizzò per la presidenza di Giorgio Grigolli e per la creazione di un gruppo formato da imprenditori locali. La prima stagione del nuovo decennio, dopo un avvio difficoltoso, regalò ai tifosi un dignitoso piazzamento a metà classifica, poi, Baveni lasciò la carica di mister per divergenze con il DS David e viene sostituito da Stevanato, cui seguì una la politica di valorizzazione dei giovani regionali cara a David portando in squadra Demattè, Montagni, Bertinato e Pallanch, a rafforzare il reparto arretrato a ottobre arrivò dall'Udinese Gigi De Agostini futuro azzurro. Al termine del torneo sarà un discreto decimo posto.

Dopo l'ultima stagione di David al Trento, che in estate passò al Bologna, il posto venne lasciato a Claudio Molinari, poi, nel 1983 il Trento, partito addirittura con propositi di Serie B, si ritrovò alla fine ultimo con 12 punti ed un valzer di panchine con ben tre allenatori: Cappelli, Ansaloni e infine Bazzarini retrocedendo in Serie C2. L'anno dopo, tornò sulla panchina Bruno Baveni ma l'avventura in Serie C2 pur non partendo sotto i migliori auspici, con il ritorno a Trento di Lutterotti e Domenicali, in attacco l'arrivo di Fabrizi, Marchetti ed Araldi, Bencardino e Castioni in difesa, si rivelò esaltante e dopo una partenza di rincorsa sulle fuggitive Ospitaletto e Virescit, il colpaccio arriva all'ultima giornata, quando sul campo della capolista Ospitaletto, gli aquilotti sbancarono con un gol di Bencardino e arrivano allo spareggio di Mantova proprio con i bresciani battendoli e ritornando dopo appena un anno in Serie C1 vincendo una partita-promozione ai rigori grazie alle parate di Mair ed al tiro finale di Lomanno.

Il campionato di Serie C1 1985-1986 si concluse con un finale da batticuore e una salvezza raggiunta all'ultima giornata. A fine campionato Baveni lasciò la panchina ed al suo posto arrivò Paolo Ferrario rifondando completamente la squadra anche grazie all'arrivo della punta Nico Penzo, raggiungendo così i 37 punti finali, e segnando il miglior risultato di sempre in Serie C1.

Seguirono, poi, una serie di campionati senza troppe gioie e il Trento, a partire dalla metà degli anni '90, visse un periodo non felice culminato da ben due fallimenti societari che videro il Trento retrocedere prima in Serie C2 rimanendoci per quattro anni, dal 1991 al 1995, e poi nei Dilettanti al termine della stagione di Serie C2 1994-1995. Nel frattempo sulla panchina gialloblù si sedettero una lunga lista di allenatori tra cui spiccò Christian Maraner, una delle bandiere della storia del Trento.

Nelle annate che seguirono al 1995, non ci furono campionati particolarmente esaltanti da parte dei gialloblù salvo una sporadica apparizione in Serie C2 nel 1998 e poi dal 2001 al 2003.

Successivamente, in seguito al fallimento del patron Chini, dopo un secondo cambio di denominazione societaria, da Nuovo Calcio Trento a Trentino Calcio Trento, la tifoseria riuscì nel giugno del 2007 con l'avvento del presidente veronese Mario di Benedetto ad ottenere il ritorno al nome che da sempre identifica gli aquilotti: Trento Calcio. La storia recente registra purtroppo campionati di grande sofferenza culminati con la salvezza ai play-out contro il Rivignano e due retrocessioni consecutive sempre ai play-out, contro Fanfulla (con ripescaggio) e Montecchio.

L'opposizione e la contestazione al cambio di nome societario da parte della tifoseria più calda, hanno ottenuto il 29 giugno 2007 il ritorno alla originale denominazione. La squadra porta ora il nome di Trento Calcio 1921 con lo stemma della città sulle maglie: la millenaria Aquila di San Venceslao.

Nella stagione 2007-2008 ha disputato il girone B del campionato di Serie D, la domenica del 25 maggio 2008 il Trento Calcio retrocede nel campionato di Eccellenza perdendo entrambi gli spareggi play-out contro il Fanfulla per 2-0 a Lodi e 4-1 al Briamasco. Questa retrocessione è il peggior risultato della storia della società giallo-blu. Durante l'estate però gli aquilotti vengono ripescati, ottenendo così il diritto a rimanere in Serie D per la stagione successiva. Poco però cambia rispetto alla stagione precedente ed il Trento retrocede nell'Eccellenza nuovamente, stavolta senza l'ancora di salvezza del ripescaggio, toccando il punto più basso fino ad allora della sua storia.

Terzo millennio[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2009-2010 il Trento partecipa all'Eccellenza regionale nella quale, dopo una penalità di 10 punti poi revocata, ha riconquistato subito la promozione in Serie D. Il successivo campionato è disastroso con la squadra stabilmente sul fondo della classifica. All'ultima giornata i gialloblù riescono però a battere il Castelnuovo Sandrà nello scontro diretto e lo scavalcano in classifica, passando terzultimi e giocandosi le residue chance di salvezza ai play-out. La partita di andata, giocata in casa dalla squadra trentina, si conclude 5 a 0 per la squadra ospite, la Castellana di Castel Goffredo, con tutti i gol segnati nel secondo tempo. Ciò fa gridare di rabbia i tifosi locali che avevano gremito la gradinata sud. Il ritorno si conclude 3 a 1 in favore della squadra mantovana che così si salva. La società nel dicembre 2011 passa all'imprenditore mantovano Piervittorio Belfanti.

Nella stagione 2011-2012 disputa l'Eccellenza. Dopo essere arrivata seconda in campionato, i ragazzi di patron Belfanti approdano ai play-off, validi per salire in Serie D. Nella semifinale il Trento affronta l'Aurora Travagliato, pareggiando in casa 0 a 0 (davanti a circa 1 000 spettatori), ma il ritorno nel bresciano si conclude 1 a 0 a favore dei trentini, grazie alla rete di Casagrande. In finale la squadra di mister Melone affronta i liguri del Vallesturla. L'andata si rileva negativa, per il 2 a 1 subìto sul piccolo campo di Cogorno. Il 17 giugno c'è il ritorno, in un Briamasco di altri tempi (2 000 spettatori): nonostante le parecchie assenze, il Trento riesce a centrare l'impresa, riuscendo a vincere per 1 a 0 grazie alla rete di Marzochella. Seguono invasione di campo e grande festa dei supporter trentini.

La stagione 2012-2013 non va nei migliore dei modi, cosa che provoca addirittura tre cambi di panchina: si passa da Melone a Gabrielli, sostituito successivamente dall'allenatore della juniores Ivano Martini. A fine novembre l'incarico viene affidato a Luciano De Paola che esordisce alla guida dei gialloblu il 1º dicembre 2012 vincendo 4-2 contro il San Giorgio, ma il Trento non riuscirà a salvarsi, tornando così nel campionato di Eccellenza. La stagione 2013-2014 inizia nel peggiore dei modi: la tifoseria organizzata in aperta contestazione con la dirigenza diserta lo stadio Briamasco che non vedrà mai più di 100 presenze.

Enormi difficoltà sul campo ma soprattutto una pesante passività portano alla retrocessione nel campionato di Promozione (nuovo punto più basso della storia della società); il 12 maggio 2014 la società Trento Calcio 1921 SRL viene dichiarata fallita dal Tribunale di Trento.

Il 26 giugno 2014 i cespiti della cessata società vengono rilevati per un prezzo di 50.000 euro dall'imprenditore trentino Mauro Giacca, che li conferisce alla neocostituita A.C. Trento Società Cooperativa Sportiva Dilettantistica, da lui cofondata con altri 33 soci fondatori, tra i quali Diego Schelfi, Giorgio Fracalossi, Alessandro Pacher, l'ex portiere gialloblu Alberto Betta, Marcello Scali e Giampaolo Ossola, che ricopre la carica di vicepresidente. Non entra invece tra i soci fondatori Diego Mosna, che rinuncia per propri impegni lavorativi.

Nella stagione 2015-2016 il Trento "cooperativo" domina il campionato di Promozione trentina, distanziando di 20 punti l'Arco e centrando la promozione in Eccellenza regionale; anche la stagione 2016-2017 vede i gialloblù vincenti, con la vittoria in Eccellenza centrata con 4 giornate d'anticipo ai danni del Bozner.

Tornati in Serie D per la stagione 2017-2018, i gialloblù si salvano solo all'ultima giornata, dopo aver disputato un campionato altalenante tra la zona salvezza e la zona retrocessione e aver cambiato tre allenatori (Vecchiato, Filippini, Rastelli). Il risultato non viene confermato nell'annata successiva, con la squadra che retrocede in Eccellenza.

Gli aquilotti riescono bensì a riorganizzarsi (la società nel mentre dismette la forma cooperativa e passa a quella di capitali) e ad ottenere il doppio salto di categoria, vincendo il campionato di Eccellenza 2019-2020 (terminato anzitempo nel mese di marzo a seguito dello scoppio della pandemia di COVID-19), e quello di Serie D 2020-2021, tornando a disputare un campionato professionistico a distanza di 20 anni.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Associazione Calcio Trento Società Cooperativa Sportiva Dilettantistica
  • 1921: Fondazione della Sport Pedestre Pro Trento.
  • 1922-1923: Pro Trento 2ª nel girone veneto C della Terza Divisione.
  • 1923: Fondazione dell'Associazione Calcio Trento[1] nata dalla fusione di calciatori fuoriusciti dall'Unione Ginnastica Trento[2] e dall'Associazione Sportiva Pro Trento[3].
  • 1923-24: In Quarta Divisione Veneta.[4]
  • 1924-25: Attività federale sospesa per debiti. L'A.C. Trento si scioglie.[5]
  • 1925: La disciolta A.C. Trento confluisce con la Pro Trento nell'U.S. Trento, nata per non pagare i debiti pregressi delle fondatrici.[5]
  • 1925-26: 7º nel girone A del Veneto della Terza Divisione.
  • 1926-27: 2° nella Terza Divisione Tridentina. Ammessa in Seconda Divisione a titolo promozionale e politico.
  • 1927-28: 9º nel girone E della Seconda Divisione Nord. Ammesso in Prima Divisione a titolo promozionale e politico.[6]
  • 1928-29: 13º nel girone C della Prima Divisione Nord.[6]
  • 1929: L'Unione Ginnastica Trento rinuncia al campionato di Prima Divisione e viene staccata la sezione calcio che va a ricostituire l'Associazione Calcio Trento che fu iscritta in Seconda Divisione.[7]
  • 1929-30: Il club si ritira alla 7ª giornata di andata del girone D della Seconda Divisione e si scioglie.[8]
  • 1930: La società viene rifondata con denominazione Associazione Sportiva Trento[9] e si iscrive ai campionati regionali tridentini.
  • 1930-31: 1º nel girone unico della Terza Divisione Tridentina. Promosso in Seconda Divisione.
  • 1931-32: 1º nel girone unico della Seconda Divisione Tridentina. Promosso in Prima Divisione.
  • 1932-33: 9º nel girone C della Prima Divisione.
  • 1933-34: 9º nel girone A della Prima Divisione.
  • 1934-35: 3º nel girone A della Prima Divisione. Ammesso nella nuova Serie C.
  • 1935-36: 16º nel girone A della Serie C.
  • 1936-37: Il club non partecipa ad alcun campionato e rimane inattivo.
  • 1937: La società viene rifondata con la nuova denominazione di Associazione Calcio Trento[10].
  • 1937-38: 2º nel girone unico del Direttorio IV Zona (Venezia Tridentina) di Prima Divisione.
  • 1938-39: 2º nel girone unico del Direttorio IV Zona (Venezia Tridentina) di Prima Divisione. Promosso in Serie C a completamento organici.
  • 1939-40: 15º nel girone B della Serie C. Retrocesso in Prima Divisione.
  • 1940-41: 4º nel girone unico della Prima Divisione Tridentina. Promosso in Serie C per ripescaggio.
  • 1941: Il club assume la denominazione di Associazione Calcio Trento-Caproni adottando l'azzurro come colore sociale.
  • 1941-42: 7º nel girone B della Serie C.
  • 1942-43: 5º nel girone B della Serie C.
  • 1943-45: Attività sospesa per cause belliche.
  • 1945: L'Associazione Calcio Trento torna ad assumere la denominazione originale e il giallo-blu come colori sociali.
  • 1945-46: 12º nel girone B della Serie B-C Alta Italia. Si affilia alla Lega Interregionale Nord.
  • 1946-47: 15º nel girone G della Lega Interreg. Nord di Serie C.
  • 1947-48: 10º nel girone G della Lega Interreg. Nord di Serie C. Retrocesso nella nuova Promozione.
  • 1948-49: 2º nel girone E della Lega Interreg. Nord di Promozione.
  • 1949-50: 4º nel girone B della Lega Interreg. Nord di Promozione.
  • 1950-51: 1º nel girone B della Lega Interreg. Nord di Promozione. Promosso in Serie C.
  • 1951-52: 5º nel girone B della Serie C. Retrocesso in IV Serie.
  • 1952-53: 5º nel girone B della IV Serie.
  • 1953-54: 7º nel girone D della IV Serie.
  • 1954-55: 8º nel girone D della IV Serie.
  • 1955-56: 4º nel girone D della IV Serie.
  • 1956-57: 14º nel girone D della IV Serie. Declassato nei gironi del Campionato Interregionale - Seconda Categoria.
  • 1957-58: 5º nel girone C del Campionato Interregionale - Seconda Categoria.
  • 1958-59: 17º nel girone C del Campionato Interregionale. Ammesso nella nuova Serie D perché capoluogo regionale.
  • 1959-60: 9º nel girone C della Serie D.
  • 1960-61: 4º nel girone C della Serie D.
  • 1961-62: 4º nel girone C della Serie D.
  • 1962-63: 8º nel girone B della Serie D.
  • 1963-64: 3º nel girone C della Serie D.
  • 1964-65: 8º nel girone B della Serie D.
  • 1965-66: 6º nel girone B della Serie D.
  • 1966-67: 4º nel girone B della Serie D.
? di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1967-68: 4º nel girone C della Serie D.
? di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1968-69: 3º nel girone C della Serie D.
? di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1969-70: 1º nel girone C della Serie D. Promosso in Serie C.
? di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1970-71: 5º nel girone A della Serie C.
  • 1971-72: 6º nel girone A della Serie C.
  • 1972-73: 10º nel girone A della Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1973-74: 13º nel girone A della Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1974-75: 8º nel girone A della Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1975-76: 19º nel girone A della Serie C. Retrocesso in Serie D.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1976-77: 1º nel girone B della Serie D. Promosso in Serie C.
? di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1977-78: 8º nel girone A della Serie C. Ammesso al nuovo campionato di Serie C1.
Quarti di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1978-79: 15º nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
Quarti di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1979-80: 2º nel girone B della Serie C2. Promosso in Serie C1 dopo aver vinto lo spareggio contro il Padova.
Qualificazioni per i Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1980-81: 10º nel girone A della Serie C1.
? di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1981-82: 8º nel girone A della Serie C1.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1982-83: 8º nel girone A della Serie C1.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1983-84: 18º nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1984-85: 2º nel girone B della Serie C2. Promosso in Serie C1 dopo aver vinto lo spareggio contro l'Ospitaletto.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1985-86: 10º nel girone A della Serie C1.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1986-87: 9º nel girone A della Serie C1.
? di Coppa Italia Serie C.
  • 1987-88: 9º nel girone A della Serie C1.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1988-89: 12º nel girone A della Serie C1.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1989-90: 11º nel girone A della Serie C1.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1990-91: 17º nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1991-92: 7º nel girone A della Serie C2.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1992-93: 15º nel girone A della Serie C2.
Fase finale - gironi di qualificazione di Coppa Italia Serie C.
  • 1993-94: 15º nel girone A della Serie C2.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1994-95: 18º nel girone A della Serie C2. Retrocesso nel Campionato Nazionale Dilettanti.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
  • 1995-96: 10º nel girone C del Campionato Nazionale Dilettanti.
Primo turno di Coppa Italia Dilettanti (Fase C.N.D.).
  • 1996-97: 5º nel girone C del Campionato Nazionale Dilettanti.
Primo turno di Coppa Italia Dilettanti (Fase C.N.D.).
  • 1997-98: 1º nel girone C del Campionato Nazionale Dilettanti. Promosso in Serie C2.
Turno ad eliminazione diretta di Coppa Italia Dilettanti (Fase C.N.D.).
  • 1998: Il club cambia denominazione in Nuovo Calcio Trento S.r.l.
  • 1998-99: 18º nel girone B della Serie C2. Retrocesso in Serie D.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1999-00: 13º nel girone C della Serie D.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2000-01: 4º nel girone B della Serie D. Promosso in Serie C2 per ripescaggio.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2001-02: 14º nel girone B della Serie C2.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2002-03: 15º nel girone A della Serie C2. Retrocesso in Serie D dopo aver perso i play-out contro il Meda.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2004: La Nuovo Trento Calcio S.r.l. fallisce e la nuova società denominata Trentino Calcio 1921 S.p.A. ne acquisisce il complesso aziendale ottenendo il trasferimento del titolo.[11]
  • 2004-05: 3º nel girone D della Serie D.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2005-06: 10º nel girone D della Serie D.
  • 2006-07: 13º nel girone C della Serie D. Salvo dopo aver vinto i play-out contro il Rivignano.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2007: La società cambia denominazione in Società Sportiva Dilettantistica Trento Calcio 1921 S.r.l.
  • 2007-08: 13º nel girone B della Serie D. Retrocesso in Eccellenza dopo aver perso i play-out contro il Fanfulla e successivamente riammesso a completamento organici.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
Secondo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2009-10: 1º nel girone unico dell'Eccellenza Trentino Alto-Adige. Promosso in Serie D.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2010-11: 16º nel girone B della Serie D. Retrocesso in Eccellenza dopo aver perso i play-out contro la Castellana.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
  • 2011-12: 2º nel girone unico dell'Eccellenza Trentino-Alto Adige. Promosso in Serie D dopo aver vinto i play-off nazionali.
? di Coppa Italia Dilettanti Trentino-Alto Adige.
  • 2012-13: 18º nel girone B della Serie D. Retrocesso in Eccellenza.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
  • 2013-14: 15º nel girone unico dell'Eccellenza Trentino-Alto Adige. Retrocesso in Promozione.
Primo turno di Coppa Italia Dilettanti Trentino-Alto Adige.
  • 2014: La S.S.D. Trento Calcio 1921 S.r.l. al termine del campionato fallisce per bancarotta e, nell'estate, viene fondata una nuova società denominata Associazione Calcio Trento Società Cooperativa Sportiva Dilettantistica che acquisisce il complesso aziendale del vecchio sodalizio ottenendo il trasferimento del titolo.[12]
  • 2014-15: 2º nel girone A della Promozione Trentino-Alto Adige.
Primo turno di Coppa Italia Dilettanti Trentino-Alto Adige.
  • 2015-16: 1º nel girone A della Promozione Trentino-Alto Adige. Promosso in Eccellenza.
Primo turno di Coppa Italia Dilettanti Trentino-Alto Adige.
  • 2016: Il club si fonde con l'A.S.D. Giacchabitat Trento, società di calcio a 5, mantenendo inalterata la denominazione.[13]
  • 2016-17: 1º nel girone unico dell'Eccellenza Trentino-Alto Adige. Promosso in Serie D.
Vince la Coppa Italia Dilettanti Trentino-Alto Adige (1º titolo).
  • 2017-18: 13º nel girone B della Serie D.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
  • 2018-19: 18º nel girone C della Serie D. Retrocesso in Eccellenza.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2019-20: 1º nel girone unico dell'Eccellenza Trentino-Alto Adige. Promosso in Serie D.
Vince la Coppa Italia Dilettanti Trentino-Alto Adige (2º titolo).
  • 2020 - L'A.C. Trento S.C.S.D. cambia denominazione in Associazione Calcio Trento 1921 Società Sportiva Dilettantistica a r.l.
  • 2020-21: 1º nel girone C della Serie D. Promosso in Serie C.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera civica di Trento

Nei primi anni di esistenza giocò a rotazione con le maglie nero-stellata e bianco-blu, mutuate dai due club che nel 1921 si erano fusi nel nuovo sodalizio. A partire dal 1929 si passò stabilmente al giallo-blu, combinazione cromatica mutuata dalla bandiera cittadina.

Tipicamente la maglia interna vede prevalere il giallo e relega il blu alle finiture; occasionalmente il club ha adottato anche divise palate; sulle casacche di cortesia le tinte prevalenti sono blu e bianco.

Il simbolo sociale è storicamente l'aquila nera monocefala, a sua volta ricavata dalla simbologia araldica della città.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito ufficiale della società.

Area Amministrativa
  • Presidente: Mauro Giacca
  • Vice-presidente: Enrico Zobele
  • Direttore Generale: Werner Seeber
  • Direttore Sportivo: Attilio Gementi
  • Direttore Tecnico Settore Giovanile: Alberto Nabiuzzi
  • Segretario Generale: Renato Schena
  • Direttore amministrativo: Paolo Decaminada
  • Responsabile Comunicazione: Daniele Loss

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stadio Briamasco.

La squadra gioca allo stadio Briamasco di Trento, che presenta le seguenti caratteristiche:

  • Posti totali: 5.000
  • Larghezza campo: 65,00 m
  • Lunghezza campo: 105,00 m
  • Fondo: erba
  • Copertura campo: scoperto

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'A.C. Trento 1921
Allenatori
Presidenti
  • 1921-1937 ...
  • 1937-1941 Italia Guido Lazzari
  • 1941-1970 ...
  • 1970-1980 Italia Ito Del Favero
  • 1980-1995 Italia Giorgio Grigolli
  • 1995-1998 ...
  • 1998-1999 Italia Gianpaolo Ossola (amm. unico)
  • 1999-2003 Italia Piergiorgio Chini
  • 2003-2004 ...
  • 2004-2007 Italia Massimo Dalfovo
  • 2007-2010 Italia Mario Di Benedetto
  • 2010-2011 Italia Marco Fattingher
  • 2011-2012 Italia Marco Fattingher
    Italia Piervittorio Belfanti
  • 2012-2013 Italia Piervittorio Belfanti
    Italia Giorgio Moser
  • 2013-2014 Italia Giorgio Moser
  • 2014-oggi Italia Mauro Giacca

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'A.C. Trento 1921

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

1969-1970 (girone C): promosso in Serie C, 1976-1977 (girone B): promosso in Serie C, 2020-2021 (girone C): promosso in Serie C
1997-1998 (girone C): promosso in Serie C2

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

2009-2010, 2016-2017, 2019-2020
2016-2017
2014-2015, 2015-2016, 2015-2016, 2019-2020

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Terzo posto: 1934-1935 (girone A)
Secondo posto: 1979-1980 (girone B), 1984-1985 (girone B)
Terzo posto: 1963-1964 (girone C), 1968-1969 (girone C), 2004-2005 (girone D)
Secondo posto: 2011-2012
Secondo posto: 1948-1949 (girone E), 2014-2015 (girone Trento)

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Divisione 1 1928-1929 1
Seconda Divisione 1 1927-1928 30
Prima Divisione 3 1932-1933 1934-1935
Serie B-C Alta Italia[14] 1 1945-1946
Serie C 14 1935-1936 1977-1978
Serie C1 11 1978-1979 1990-1991
Seconda Divisione 1 1929-1930 34
Promozione 3 1948-1949 1950-1951
IV Serie 5 1952-1953 1956-1957
Campionato Interregionale 1 1958-1959
Serie D 15 1959-1960 2020-2021
Serie C2 9 1979-1980 2002-2003
Campionato Interregionale - 2ª Cat. 1 1957-1958 14
Campionato Nazionale Dilettanti 3 1995-1996 1997-1998
Serie D 10 1999-2000 2012-2013

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

I tifosi tridentini hanno coltivato rapporti positivi o rispettosi con le "curve" di Alessandria e Torres.

Un acceso rapporto di rivalità ha opposto i gialloblù al Bolzano, dando vita al derby tra i due capoluoghi provinciali del Trentino-Alto Adige; venuta meno la società altoatesina, s'è sviluppata un'analoga acrimonia verso il Südtirol, club fondato nel 1995 e impostosi come leader del movimento calcistico in Alto Adige.

Sono inoltre considerati rivali i supporters di Mantova, Pavia[15], Pergolettese[16] e Sassuolo[17].

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Rosa 2020 - 2021[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 10 marzo 2021.[18]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Matteo Cazzaro
2 Italia D Davide Galazzini
3 Italia D Lorenzo Contessa
4 Italia D Andrea Trainotti
5 Brasile C Gabriel Nunes
6 Italia D Simone Salviato
7 Italia C Carlo Caporali
8 Italia A Luca Belcastro
9 Albania A Grasjan Aliù
10 Italia A Luca Rivi
11 Italia A Emiliano Pattarello
13 Italia D Alex Nicolae Bran
14 Italia D Luca Tinazzi
N. Ruolo Giocatore
15 Italia C Tommaso Bonomi
17 Italia A Tommaso Comper
18 Italia C Vincenzo Gatto
19 Italia D Victor Amadori
20 Italia C Paolo Pinto
21 Italia C Wilfred Osuji
22 Italia P Mattia Ronco
23 Italia D Matteo Dionisi
24 Italia C Zeno Pilastro
26 Italia C Gabriel Santuari
27 Italia A Daniele Ferri Marini
28 Italia D Matteo Ronchi
29 Italia C Matteo Trevisan

Staff Tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff aggiornato al 21 novembre 2020.[19]

Staff dell'area tecnica
Area tecnica
  • Italia Carmine Parlato - Allenatore
  • Italia Simone Dal Degan - Allenatore in seconda
  • Italia Stefano Scali - Preparatore dei portieri
  • Italia Denis Salati - Team manager
  • Italia Luca Antonioni - Fisioterapista
  • Italia Paolo Mellarini - Magazziniere

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Frioli, p. 58, da il giornale "Il Trentino" del 6 novembre 1923.
  2. ^ Frioli, p. 68, la sezione calcio dell'U.G. Trento fu definitivamente staccata dal club solo nel 1929 per confluire nella rinata A.C. Trento del 1929.
  3. ^ Che non cessò l'attività sportiva e calcistica.
  4. ^ Frioli, p. 54, perché in Terza Divisione c'è la Pro Trento dal 1922-1923.
  5. ^ a b Frioli, p. 58.
  6. ^ a b Trento - piazzamenti, http://www.calciodieccellenza.it/. URL consultato il 23 aprile 2016 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2015).
  7. ^ Alberto Frioli, p. 68. fu nominato commissario straordinario l'Ing. Luigi Ventura che era un ex dirigente della Triestina ... si tentava di rilanciare il calcio con una direzione extratrentina, e con un nome amato dai tifosi, quello di Associazione Calcio, lanciato nella prima volta nel 1923 ...
  8. ^ Alberto Frioli, p. 82: "... Già dopo il 12 dicembre, dopo l'ennesima sconfitta, un 7 a 0 a Schio, l'AC dovette rassegnarsi al ritiro dal campionato; ...".
  9. ^ Alberto Frioli, p. 87 ... Capitolo terzo - Calcio di regime, riga 5: "... oltre all'A.S. Trento presieduto dall'ing. Larcher...
  10. ^ Alberto Frioli, p. 100 ... Finalmente AC Trento - riga 22: "... Il 30 marzo 1938 il direttivo della IV Zona notificò "l'avvenuta affiliazione della Associazione Calcio Trento e...".
  11. ^ COMUNICATO UFFICIALE N. 200/A (PDF), http://www.figc.it/, 30 giugno 2004. URL consultato il 20 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2017).
  12. ^ COMUNICATO UFFICIALE N. 9/A (PDF), http://www.figc.it/, 17 luglio 2014. URL consultato il 20 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  13. ^ Comunicato Ufficiale N. 012 (PDF), http://www.divisionecalcioa5.it/, 5 agosto 2016. URL consultato il 20 gennaio 2017.
  14. ^ Campionato della Lega Nazionale Alta Italia affrontato con titolo sportivo di Serie C ai sensi del regolamento ufficiale.
  15. ^ SCONTRI TRA ULTRAS DEL TRENTO E QUELLI DEL PAVIA, su tifonet.it.
  16. ^ Tifoserie lombarde Archiviato il 24 ottobre 2014 in Internet Archive.
  17. ^ Tifoserie emiliane, su biangoross.com. URL consultato il 7 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2014).
  18. ^ Prima Squadra - Rosa, su AC Trento SCSD Sito Ufficiale. URL consultato il 21 novembre 2020.
  19. ^ Prima Squadra - Staff tecnico, su AC Trento SCSD Sito Ufficiale. URL consultato il 21 novembre 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Frioli, Mai fuori gioco - La storia del Calcio Trento, Temi Editrice, Trento, 1991.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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