Associazione Calcio Trento 1921

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AC Trento 1921
Calcio Football pictogram.svg
AC Trento 1921.png
Aquilotti, Tridentini, Gialloblù
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Portiere
Colori sociali 600px vertical bisection HEX-003594 HEX-FFD100.svg Giallo, blu
Simboli Aquila
Inno Tira Trento
Alessandro Hueber
Dati societari
Città Trento
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie C
Fondazione 1921
Rifondazione1923
Rifondazione1925
Rifondazione1929
Rifondazione1930
Rifondazione1937
Rifondazione2004
Rifondazione2014
Presidente Italia Mauro Giacca
Allenatore Italia Bruno Tedino
Stadio Briamasco
(4 200 posti)
Sito web www.actrento.com/
Palmarès
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Calcio Trento 1921 S.r.l., meglio nota come Trento, è una società calcistica italiana con sede nella città di Trento. Milita in Serie C, la Terza Divisione del campionato italiano.

La sua tradizione sportiva, iniziata nel 1921, è transitata attraverso alcune rifondazioni e ridenominazioni (tra le altre Trento-Caproni e Trentino Calcio).

Dacché le due massime divisioni del campionato italiano di calcio hanno adottato il girone unico, il Trento non è mai riuscito ad accedervi, arrivando al massimo a militare in Serie C1; a livello storico, è comunque la prima squadra di calcio della propria provincia e tra le maggiori della regione Trentino-Alto Adige.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini al dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Il calcio a Trento giunse nel 1921 con la nascita dell'Associazione Calcio Trento, che nel 1921 riunì le preesistenti Unione Ginnastica Trento, i cui colori sociali erano il bianco-celeste con il leone rampante, e Sport Pedestre (anche detta Pro Trento) le cui divise da gioco erano nero stellate (poiché i fondatori erano simpatizzanti del Casale). Nei primi anni di esistenza il Trento giocò a rotazione con questi due schemi cromatici.

Il primo terreno di gioco della squadra fu quello dell'ex Piazza d'Armi, poi Piazza Venezia: esso era però sassoso e difficilmente praticabile, sicché qualche anno dopo venne inaugurato lo Stadium in località Briamasco. I primi tempi furono travagliati, con la squadra che, dopo alcune buone prestazioni nelle leghe interregionali, incorse in una repentina cessazione d'attività.

Il 28 settembre 1929 il sodalizio fu riorganizzato con la denominazione di Associazione Sportiva Trento e, per richiamarsi all'araldica cittadina, adottò i colori sociali giallo-blu, ma fallì subito. Nel 1931 si ricrea l’AC Trento col primo doppio derby regionale contro l'A.C. Bolzano, seguito da tremila spettatori in trasferta e da oltre quattromila allo stadio Briamasco. Nel campionato di Prima Divisione 1934-1935 il Trento disputò un girone di andata memorabile arrivando al primo posto; un calo di rendimento nel girone di ritorno lo fece scalare al terzo posto, impreziosito comunque dalla prestigiosa vittoria casalinga (di fronte a più di cinquemila persone) contro la Fiumana. In forza di ciò il Trento fu ammesso nella nuova Serie C per la stagione 1935-36, ove però arrivò ultimo, retrocedendo in Prima Divisione.

Dal 1936 al 1937 per il Trento vi fu un periodo di inattività dovuto a problemi societari e finanziari; si procedette pertanto a rifondare il club recuperando il nome Associazione Calcio Trento che parteciperà alla Prima Divisione e che verrà ammesso in Serie C al termine della stagione di Prima Divisione 1938-1939. L'esperienza in Serie C, però, durò appena un anno per poi retrocedere e ritornare in Prima Divisione.

Nella stagione successiva il club tridentino si ripresentò ai nastri di partenza nel campionato di Prima Divisione 1940-1941 piazzandosi quarto e venendo promosso in Serie C a completamento organici. L'annata successiva in Serie C, la squadra assunse denominazione di Associazione Calcio Trento-Caproni, in quanto filiale dopolavoristica della locale fabbrica di aerei, col solo azzurro come colore sociale. Arrivò così un settimo posto; poi, nell'ultimo campionato prima della sospensione per la Seconda Guerra Mondiale, la Trento-Caproni arrivò quinta e grazie a questo piazzamento ottiene il diritto a disputare la serie cadetta alla ripresa dell'attività sportiva.

Dopo la guerra, la stagione 1945-1946 vide il rifondato Trento disputare la Serie mista B-C Alta Italia, arrivando alla fine dodicesimo e tornando nella Serie C; a stretto giro il livello dell'attività fu limitato da gravi problemi finanziari.

Nel 1948 alla presidenza del Trento arrivò il politico Renzo Helfer, che per tanto tempo resse le sorti societarie: furono questi gli anni dei derby contro il Rovereto, che richiamarono al Briamasco oltre 5.000 tifosi.

Dagli anni cinquanta agli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Per il ritorno in Serie C, dopo tre anni in Promozione Interregionale, il Trento dovette attendere la stagione 1950-1951, nella quale mise a segno 119 reti in 34 partite con 62 punti conquistati.

Nella stagione di Serie C 1951-1952, la squadra venne in parte smobilitata per esigenze di bilancio, in cui i sogni dei tifosi gialloblù si dovettero fermare al quinto posto che segnarono la retrocessione nella neonata IV Serie e l'addio al sogno della nuova Serie C a girone unico. Da quel momento il Trento visse un periodo di declino interrotto nel 1959 quando giunse alla presidenza degli aquilotti l'imprenditore Ito Del Favero. Nei primi anni della sua presidenza, le cose non andarono bene per un decennio beccandosi le contestazioni da parte della tifoseria, poi, nonostante le aquile fossero arrivate tra le prime posizioni.

Nel 1970, alla vicepresidenza della società gialloblù, giunse il Presidente della Giunta provinciale Giorgio Grigolli con l'intento di ottenere la promozione in Serie C. Il suo arrivo spinse l'entusiasmo intorno alla squadra registrando punte di 6000 presenze allo stadio ove, all'ultima giornata, il Trento presentandosi in trasferta a Castelfranco con un punto di vantaggio sul Pordenone secondo in classifica e facendosi riprendere e arrivando pari in classifica dovrà disputare uno spareggio-promozione. La partita di spareggio disputato a Valdagno contro il Pordenone vide il Trento vittorioso per 2 a 0 con reti di Scali e Babbo su rigore procurato da Scali che lanciò in delirio i tifosi al seguito giunti a Valdagno in 8000 e che improvvisarono cortei festosi.

Il presidente Del Favero, poi, commosso una volta portato il Trento in Serie C diede seguito a periodi di sofferenza con la tifoseria che chiese un ulteriore salto di qualità in Serie B, che però non arriverà mai.

Nella stagione di Serie C 1974-1975, la società decise di provarci con in panchina Franzoi affiancato da Laudadio che fino all'undicesima giornata misero il Trento nelle posizioni alte della classifica, poi, alla fine del campionato il Trento arrivò solo ottavo. L'anno dopo, peraltro, gli aquilotti arrivarono ultimi retrocedendo in Serie D. Con la stagione di Serie D 1976-1977 arrivò l'era di David, che subentrò in panchina a Franzoi a gennaio segnando l'immediato ritorno in Serie C con propositi ambiziosi come Piergiorgio Lutterotti che divenne una delle bandiere di sempre del calcio trentino.

L'anno dopo, la squadra si piazzò bene ma il campionato ancora successivo vide lo smembramento colmato dalle cessioni importanti di Codognato, Divina, Sgarbossa, Damonti e del bomber Ballarin, così, nonostante l'arrivo in extremis dell'ex azzurro di Inter e Cagliari Angelo Domenghini, non si riuscì ad evitare una brutta retrocessione in Serie C2.

Nella stagione di Serie C2 1979-1980 con Mario David nel ruolo di direttore sportivo e di Bruno Baveni in panchina si gettarono basi solide per il Trento schierando giocatori regionali quali: Lutterotti, Telch, Daldosso, Andreatta, Joriatti, Bertocchi in attacco e Cianchetti in difesa. Al termine del campionato, il Trento appaiato al Padova arrivò al secondo posto dietro alla capolista Modena, disputando lo spareggio-promozione venerdì 13 giugno a Verona contro i patavini. Il risultato colmato con l'immediata promozione in Serie C1 finì 2 a 2 con gol di Lutterotti su rigore e Marchei per i gialloblù nei tempi regolamentari con vittoria decisiva ai rigori grazie alla rete decisiva di Parlato.

Dagli anni ottanta agli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Trento 1981-1982

Negli anni '80, la storia del Trento si caratterizzò per la presidenza di Giorgio Grigolli e per la creazione di un gruppo formato da imprenditori locali. La prima stagione del nuovo decennio, dopo un avvio difficoltoso, regalò ai tifosi un dignitoso piazzamento a metà classifica, poi, Baveni lasciò la carica di mister per divergenze con il DS David e viene sostituito da Stevanato, cui seguì una la politica di valorizzazione dei giovani regionali cara a David portando in squadra Demattè, Montagni, Bertinato e Pallanch, a rafforzare il reparto arretrato a ottobre arrivò dall'Udinese Gigi De Agostini futuro azzurro. Al termine del torneo sarà un discreto decimo posto.

Dopo l'ultima stagione di David al Trento, che in estate passò al Bologna, il posto venne lasciato a Claudio Molinari, poi, nel 1983 il Trento, partito addirittura con propositi di Serie B, si ritrovò alla fine ultimo con 12 punti ed un valzer di panchine con ben tre allenatori: Cappelli, Ansaloni e infine Bazzarini retrocedendo in Serie C2. L'anno dopo, tornò sulla panchina Bruno Baveni ma l'avventura in Serie C2 pur non partendo sotto i migliori auspici, con il ritorno a Trento di Lutterotti e Domenicali, in attacco l'arrivo di Fabrizi, Marchetti ed Araldi, Bencardino e Castioni in difesa, si rivelò esaltante e dopo una partenza di rincorsa sulle fuggitive Ospitaletto e Virescit, il colpaccio arriva all'ultima giornata, quando sul campo della capolista Ospitaletto, gli aquilotti sbancarono con un gol di Bencardino e arrivano allo spareggio di Mantova proprio con i bresciani battendoli e ritornando dopo appena un anno in Serie C1 vincendo una partita-promozione ai rigori grazie alle parate di Mair ed al tiro finale di Lomanno.

Giuseppe Signori in maglia gialloblù nella stagione 1987-1988

Il campionato di Serie C1 1985-1986 si concluse con un finale da batticuore e una salvezza raggiunta all'ultima giornata. A fine campionato Baveni lasciò la panchina ed al suo posto arrivò Paolo Ferrario rifondando completamente la squadra anche grazie all'arrivo della punta Nico Penzo, raggiungendo così i 37 punti finali, e segnando il miglior risultato di sempre in Serie C1.

Seguirono, poi, una serie di campionati senza troppe gioie e il Trento, a partire dalla metà degli anni '90, visse un periodo non felice culminato da ben due fallimenti societari che videro il Trento retrocedere prima in Serie C2 rimanendoci per quattro anni, dal 1991 al 1995, e poi nei Dilettanti al termine della stagione di Serie C2 1994-1995. Nel frattempo sulla panchina gialloblù si sedettero una lunga lista di allenatori tra cui spiccò l'ex "bandiera" Christian Maraner.

Nelle annate che seguirono al 1995 non ci furono campionati particolarmente esaltanti da parte dei gialloblù, salvo una sporadica apparizione in Serie C2 nel 1998 e poi dal 2001 al 2003.

Dal 1999, con la fine della gestione di Gianpaolo Ossola, le problematiche societarie si fecero sempre più ricorrenti: il suo successore, Piergiorgio Chini, non seppe porvi rimedio e nel 2004 sopraggiunse il fallimento. Trento riuscì a mantenere la Serie D grazie all'intervento di Massimo Dalfovo, ex direttore sportivo del Trentino Volley, che rifondò il club con la denominazione Nuovo Calcio Trento, poi mutata in Trentino Calcio Trento. Occorse attendere il 19 giugno 2007 e l'avvento alla presidenza del veronese Mario di Benedetto per addivenire (accogliendo le istanze della tifoseria) al ripristino della ragione sociale Trento Calcio e dello stemma con l'aquila di San Venceslao.

La gestione del club si fece però nuovamente deficitaria e la squadra ne vide intaccata la propria competitività: nel 2006-2007 la salvezza fu ottenuta ai play-out contro il Rivignano, ma già nella stagione 2007-2008 sopraggiunse la retrocessione nel campionato di Eccellenza, a seguito della doppia sconfitta ai play-out contro il Fanfulla, vittorioso per 2-0 a Lodi e per 1-4 al Briamasco. Durante l'estate però gli aquilotti furono ripescati, ma l'annata successiva fu del tutto analoga, risolvendosi con la retrocessione in Eccellenza a seguito dei play-out.

Terzo millennio[modifica | modifica wikitesto]

Il passaggio agli anni 2010 vide il Trento protagonista di un'altalena tra Eccellenza e Serie D.

Nel campionato 2009-2010 i gialloblù partirono con una penalità di 10 punti (poi revocata), ma vinsero il campionato e risalirono in Serie D, dove però rimasero sempre sul fondo della classifica, agguantando i play-out solo all'ultima giornata: gli spareggi però videro prevalere la Castellana di Castel Goffredo, che vinse per 0-5 al Briamasco e per 3-1 in casa. Poco dopo, nel dicembre 2011, la società passa di mano all'imprenditore mantovano Piervittorio Belfanti.

Nella stagione 2011-2012 il Trento è nuovamente in Eccellenza e chiude la stagione regolare al secondo posto, con qualificazione ai playoff: in semifinale viene superata l'Aurora Travagliato, che blocca i gialloblù sullo 0-0 al Briamasco, ma viene sconfitta da costoro per 0-1 in casa; la finale, contro i liguri del Vallesturla, vede inizialmente il Trento sconfitto 2-1 all'andata a Cogorno. Il 17 giugno c'è il ritorno, in un Briamasco gremito da 2 000 spettatori: nonostante le parecchie assenze, il Trento riesce a vincere per 1-0 grazie alla rete di Marzochella, che dà il via alla festa dei supporter trentini.

La stagione 2012-2013 si rivela nuovamente problematica, col Trento confinato in bassa classifica: nel tentativo di risollevarne le sorti si procede a tre cambi in panchina, esonerando Melone in favore di Gabrielli, che a sua volta deve cedere il posto all'allenatore della juniores Ivano Martini. A fine novembre l'incarico viene affidato a Luciano De Paola, che esordisce alla guida dei gialloblù il 1º dicembre 2012 vincendo 4-2 contro il San Giorgio, ma non riesce a centrare la salvezza.

L'ulteriore retrocessione in Eccellenza scatena il risentimento della tifoseria organizzata, che in aperta contestazione con la dirigenza decide di disertare a oltranza lo stadio Briamasco: le presenze medie alle partite della stagione 2013-2014 si aggirano sulle 100 presenze. La crisi sportiva diviene anche amministrativa, col club schiacciato da una situazione debitoria ormai insostenibile e incapace di allestire una squadra competitiva: i gialloblù pertanto retrocedono nel campionato di Promozione, toccando il nuovo punto più basso della storia sociale. A stretto giro, il 12 maggio 2014 la società Trento Calcio 1921 SRL viene dichiarata fallita dal Tribunale di Trento.

Il 26 giugno 2014 i cespiti della cessata società vengono rilevati per un prezzo di 50.000 euro dall'imprenditore trentino Mauro Giacca, che li conferisce alla neocostituita A.C. Trento Società Cooperativa Sportiva Dilettantistica, da lui cofondata con altri 33 soci fondatori, tra i quali Diego Schelfi, Giorgio Fracalossi, Alessandro Pacher, l'ex portiere gialloblù Alberto Betta, Marcello Scali e Giampaolo Ossola, che ricopre la carica di vicepresidente. Non entra invece tra i soci fondatori Diego Mosna, che rinuncia per propri impegni lavorativi.

Dopo una prima stagione di "assestamento", nel 2015-2016 il Trento "cooperativo" domina il campionato di Promozione trentina, distanziando di 20 punti l'Arco e centrando la promozione in Eccellenza regionale; anche la stagione 2016-2017 vede i gialloblù vincenti, con la vittoria in Eccellenza centrata con 4 giornate d'anticipo ai danni del Bozner.

Tornati in Serie D per la stagione 2017-2018, i gialloblù si salvano solo all'ultima giornata, dopo aver disputato un campionato altalenante tra la zona salvezza e la zona retrocessione e aver cambiato tre allenatori (Vecchiato, Filippini, Rastelli). Il risultato non viene confermato nell'annata successiva, con la squadra che retrocede in Eccellenza.

Gli aquilotti riescono bensì a riorganizzarsi (la società nel mentre dismette la forma cooperativa e passa a quella di capitali, con l'intensificazione dell'impegno del patron Giacca) e a ottenere il doppio salto di categoria, vincendo in sequenza il campionato regionale di Eccellenza (terminato anzitempo nel mese di marzo a seguito dello scoppio della pandemia di COVID-19) e quindi il girone C di Serie D, permettendo così al Trento di tornare a disputare un campionato professionistico dopo 20 anni di assenza.

La stagione del rientro in Serie C vede il Trento (inserito nel girone A, insieme peraltro ai corregionali del Südtirol) inizialmente capace di rimanere a metà classifica, salvo poi incappare nel girone di ritorno in una crisi di risultati che lo conduce fino in zona playout: l'allenatore Carmine Parlato viene quindi sostituito da Lorenzo D'Anna, che infine salva i gialloblù grazie alla vittoria negli spareggi retrocessione.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Associazione Calcio Trento 1921
  • 1921 - Fondazione della Sport Pedestre Pro Trento.
  • 1922-1923 - 2º nel girone veneto C della Terza Divisione.
  • 1923 - Fondazione dell'Associazione Calcio Trento[1] nata dalla fusione di calciatori fuoriusciti dall'Unione Ginnastica Trento[2] e dall'Associazione Sportiva Pro Trento[3].
  • 1923-1924 - in Quarta Divisione Veneto.[4]
  • 1924-1925 - Attività federale sospesa per debiti. L'A.C. Trento si scioglie.[5]
  • 1925 - La disciolta A.C. Trento confluisce con la Pro Trento nell'Unione Sportiva Trento, nata per non pagare i debiti pregressi delle fondatrici.[5]
  • 1925-1926 - 7º nel girone A del Veneto della Terza Divisione.
  • 1926-1927 - 2° nella Terza Divisione Tridentina. Ammessa in Seconda Divisione a titolo promozionale e politico.
  • 1927-1928 - 9º nel girone E della Seconda Divisione Nord. Iscritto al DDS a titolo promozionale e politico.[6]
  • 1928-1929 - 13º nel girone C della Prima Divisione.[6]
  • 1929 - L'Unione Ginnastica Trento rinuncia al ripescaggio in Prima Divisione e viene staccata la sezione calcio che va a ricostituire l'Associazione Calcio Trento che fu iscritta in Seconda Divisione.[7]
  • 1929-1930 - Il club si ritira alla 7ª giornata di andata del girone D della Seconda Divisione e si scioglie.[8]

Primo turno di Coppa Italia.
  • 1937 - Al termine della stagione il club travolto dai debiti si scioglie. Nell'estate viene fondata l'Associazione Calcio Trento che il Direttorio tridentino ammette in Prima Divisione.[10]
  • 1937-1938 - 2º nel girone unico del Direttorio IV Zona (Venezia Tridentina) di Prima Divisione.
  • 1938-1939 - 2º nel girone unico del Direttorio IV Zona (Venezia Tridentina) di Prima Divisione. Promosso in Serie C perché capoluogo.
  • 1939-1940 - 15º nel girone B della Serie C. Retrocesso in Prima Divisione.
Qualificazioni di Coppa Italia.

  • 1940-1941 - 4º nel girone unico della Prima Divisione Tridentina. Promosso in Serie C per ripescaggio.
  • 1941 - Cambia denominazione in Associazione Calcio Trento-Caproni adottando l'azzurro come colore sociale.
  • 1941-1942 - 7º nel girone B della Serie C.
  • 1942-1943 - 5º nel girone B della Serie C.
Primo turno della Coppa Aldo Fiorini.

  • 1950-1951 - 1º nel girone B della Promozione (Lega Interregionale Nord). Promosso in Serie C.
  • 1951-1952 - 5º nel girone B della Serie C. Retrocesso in IV Serie.
  • 1952-1953 - 5º nel girone B della IV Serie.
  • 1953-1954 - 7º nel girone D della IV Serie.
  • 1954-1955 - 8º nel girone D della IV Serie.
  • 1955-1956 - 4º nel girone D della IV Serie.
  • 1956-1957 - 14º nel girone D della IV Serie. Declassato nel Campionato Interregionale - Seconda Categoria.
  • 1957-1958 - 5º nel girone C del Campionato Interregionale - Seconda Categoria.
  • 1958-1959 - 17º nel girone C del Campionato Interregionale. Retrocesso in Prima Categoria e poi ammesso nella nuova Serie D perché capoluogo regionale.
  • 1959-1960 - 9º nel girone C della Serie D.


Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Quarti di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Quarti di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Qualificazioni per i Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.

? di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1984-1985 - 2º nel girone B della Serie C2 dopo aver vinto lo spareggio. Promosso in Serie C1.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
? di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.

Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase finale - gironi di qualificazione di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1994-1995 - 18º nel girone A della Serie C2. Retrocesso nel Campionato Nazionale Dilettanti.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
  • 1995-1996 - 10º nel girone C del Campionato Nazionale Dilettanti.
Primo turno di Coppa Italia Dilettanti (Fase C.N.D.).
  • 1996-1997 - 5º nel girone C del Campionato Nazionale Dilettanti.
Primo turno di Coppa Italia Dilettanti (Fase C.N.D.).
Primo turno di Coppa Italia Dilettanti (Fase C.N.D.).
Turno preliminare della Poule Scudetto.
  • 1998 - Cambia denominazione in Nuovo Calcio Trento S.r.l.
  • 1998-1999 - 18º nel girone B della Serie C2. Retrocesso in Serie D.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Serie D.

  • 2000-2001 - 4º nel girone B della Serie D. Ripescato in Serie C2.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2002-2003 - 15º nel girone A della Serie C2. Retrocesso in Serie D dopo aver perso i play-out.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2003-2004 - 4º nel girone C della Serie D. Perde il primo turno dei play-off.
Secondo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2004 - La Nuovo Trento Calcio S.r.l. fallisce e la nuova società denominata Trentino Calcio 1921 S.p.A. ne acquisisce il complesso aziendale ottenendo il trasferimento del titolo.[11]
  • 2004-2005 - 3º nel girone D della Serie D. Vince i play-off.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2006-2007 - 13º nel girone C della Serie D. Salvo dopo aver vinto i play-out.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2007 - Cambia denominazione in Società Sportiva Dilettantistica Trento Calcio 1921 S.r.l.
  • 2007-2008 - 13º nel girone B della Serie D. Retrocesso in Eccellenza dopo aver perso i play-out e successivamente riammesso a completamento organici.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2008-2009 - 13º nel girone C della Serie D. Retrocesso in Eccellenza dopo aver perso i play-out.
Secondo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2009-2010 - 1º nel girone unico dell'Eccellenza Trentino Alto-Adige. Promosso in Serie D.
? di Coppa Italia Dilettanti Trentino-Alto Adige.

  • 2010-2011 - 16º nel girone B della Serie D. Retrocesso in Eccellenza dopo aver perso i play-out.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
  • 2011-2012 - 2º nel girone unico dell'Eccellenza Trentino-Alto Adige. Promosso in Serie D dopo aver vinto i play-off nazionali.
? di Coppa Italia Dilettanti Trentino-Alto Adige.
  • 2012-2013 - 18º nel girone B della Serie D. Retrocesso in Eccellenza.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
  • 2013-2014 - 15º nel girone unico dell'Eccellenza Trentino-Alto Adige. Retrocesso in Promozione.
Primo turno di Coppa Italia Dilettanti Trentino-Alto Adige.
  • 2014 - Al termine del campionato fallisce per bancarotta e, nell'estate, viene fondata una nuova società denominata Associazione Calcio Trento Società Cooperativa Sportiva Dilettantistica che acquisisce il complesso aziendale del vecchio sodalizio ottenendo il trasferimento del titolo.[12]
  • 2014-2015 - 2º nel girone A della Promozione Trentino-Alto Adige.
Primo turno di Coppa Italia Dilettanti Trentino-Alto Adige.
  • 2015-2016 - 1º nel girone A della Promozione Trentino-Alto Adige. Promosso in Eccellenza.
Primo turno di Coppa Italia Dilettanti Trentino-Alto Adige.
  • 2016 - Si fonde con l'Associazione Sportiva Dilettantistica Giacchabitat Trento, società di calcio a 5, mantenendo inalterata la denominazione.[13]
  • 2016-2017 - 1º nel girone unico dell'Eccellenza Trentino-Alto Adige. Promosso in Serie D.
Vince la Coppa Italia Dilettanti Trentino-Alto Adige (1º titolo).
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Dilettanti.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
  • 2018-2019 - 18º nel girone C della Serie D. Retrocesso in Eccellenza.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2019-2020 - 1º nel girone unico dell'Eccellenza Trentino-Alto Adige. Promosso in Serie D.
Vince la Coppa Italia Dilettanti Trentino-Alto Adige (2º titolo).
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Dilettanti.

  • 2020 - Cambia denominazione in Associazione Calcio Trento 1921 Società Sportiva Dilettantistica a r.l.
  • 2020-2021 - 1º nel girone C della Serie D. Promosso in Serie C.
  • 2021 - Cambia denominazione in Associazione Calcio Trento 1921 S.r.l.
  • 2021-2022 - 16º nel girone A della Serie C. Salvo dopo aver vinto i play-out.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera civica di Trento

Nei primi anni di esistenza giocò a rotazione con le maglie nero-stellata e bianco-blu, mutuate dai due club che nel 1921 si erano fusi nel nuovo sodalizio. A partire dal 1929 si passò stabilmente al giallo-blu, combinazione cromatica mutuata dalla bandiera cittadina.

Tipicamente la maglia interna vede prevalere il giallo e relega il blu alle finiture; occasionalmente il club ha adottato anche divise palate. Sulle casacche di cortesia le tinte prevalenti sono blu e bianco.

Il simbolo sociale è storicamente l'aquila nera monocefala, a sua volta ricavata dalla simbologia araldica della città.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Briamasco.

Dopo un primo periodo di attività su un campo non permanente ricavato in piazza Venezia, dal 1922 la squadra gioca allo stadio Briamasco, nell’omonimo quartiere cittadino, che presenta un campo da 105x65 m in erba naturale, tre tribune per il pubblico (con capienza oscillante tra 3000 e 5000 posti) e un ciclodromo (già pista di atletica).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito ufficiale della società.

Staff dell'area amministrativa
  • Italia Mauro Giacca - Presidente
  • Italia Enrico Zobele - Vice Presidente
  • Italia Diego Cattoni - Amministratore Delegato
  • Italia Paolo Pretti - Membro CDA
  • Italia Michele Mariotto - Membro CDA
  • Italia Luigi Pompeati Marchetti - Membro CDA
  • Italia Pompeo Viganò - Presidente Collegio Sindacale
  • Italia Diego Salvatore - Collegio sindacale
  • Italia Enrico Ballardini - Collegio sindacale
  • Italia Corrado Di Taranto - Direttore Generale
  • Italia Giorgio Zamuner - Direttore Sportivo
  • Italia Matteo Cont - Responsabile Settore Giovanile
  • Italia Alberto Nabiuzzi - Direttore Tecnico Settore Giovanile
  • Italia Riccardo Pasqualini - Segretario Generale
  • Italia Daniela Odorizzi - Responsabile Area Amministrativa
  • Italia Daniele Loss - Responsabile Area Comunicazione
  • Italia Barbara Ribaudo - Responsabile Area Marketing

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'A.C. Trento 1921.
Allenatori
Presidenti
  • 1921-1937 ...
  • 1937-1941 Italia Guido Lazzari
  • 1941-1970 ...
  • 1970-1980 Italia Ito Del Favero
  • 1980-1995 Italia Giorgio Grigolli
  • 1995-1998 ...
  • 1998-1999 Italia Gianpaolo Ossola (amm. unico)
  • 1999-2003 Italia Piergiorgio Chini
  • 2003-2004 ...
  • 2004-2007 Italia Massimo Dalfovo
  • 2007-2010 Italia Mario Di Benedetto
  • 2010-2011 Italia Marco Fattingher
  • 2011-2012 Italia Marco Fattingher
    Italia Piervittorio Belfanti
  • 2012-2013 Italia Piervittorio Belfanti
    Italia Giorgio Moser
  • 2013-2014 Italia Giorgio Moser
  • 2014- Italia Mauro Giacca

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'A.C. Trento 1921.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

1969-1970 (girone C), 1976-1977 (girone B), 2020-2021 (girone C)
1997-1998 (girone C)

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

2009-2010, 2016-2017, 2019-2020
1950-1951 (girone B), 2015-2016 (girone A)
1931-1932
1930-1931
2016-2017, 2019-2020

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Terzo posto: 1934-1935 (girone A)
Secondo posto: 1979-1980 (girone B), 1984-1985 (girone B)
Terzo posto: 1963-1964 (girone C), 1968-1969 (girone C), 2004-2005 (girone D)
Secondo posto: 2011-2012
Secondo posto: 1948-1949 (girone E), 2014-2015 (girone A)

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Seconda Divisione 1 1927-1928 33
Prima Divisione[14] 4 1928-1929 1934-1935
Serie B-C Alta Italia[15] 1 1945-1946
Serie C1 11 1978-1979 1990-1991
Serie C 16 1935-1936 2022-2023
Seconda Divisione 1 1929-1930 34
Promozione 3 1948-1949 1950-1951
IV Serie 5 1952-1953 1956-1957
Campionato Interregionale 1 1958-1959
Serie D 15 1959-1960 2020-2021
Serie C2 9 1979-1980 2002-2003
Campionato Interregionale - Seconda Categoria 1 1957-1958 14
Campionato Nazionale Dilettanti 3 1995-1996 1997-1998
Serie D 10 1999-2000 2012-2013

Partecipazione alle coppe[modifica | modifica wikitesto]

Coppa Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Italia 2 1935-1936 1939-1940 2
Coppa Italia Serie C 17 1981-1982 2002-2003 26
Coppa Italia Semiprofessionisti 9 1972-1973 1980-1981
Coppa Italia Serie D 12 1999-2000 2018-2019 12
Poule Scudetto 1 1997-1998 1
Coppa Italia Dilettanti 2 2016-2017 2019-2020 2

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente, il principale gruppo ultras del Trento è il Blue Yellow che staziona nella curva Sud dello Stadio Briamasco, mentre, un'altra formazione di tifosi è la Vecchia Guardia Gialloblù.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

I tifosi tridentini hanno coltivato rapporti positivi o rispettosi con le "curve" di Alessandria e Torres.

Un acceso rapporto di rivalità ha opposto i gialloblù al Bolzano, dando vita al derby tra i due capoluoghi provinciali del Trentino-Alto Adige; venuta meno la società altoatesina, s'è sviluppata un'analoga acrimonia verso il Südtirol, club fondato nel 1995 e impostosi come leader del movimento calcistico in Alto Adige.

Sono inoltre considerati rivali i supporters di Mantova, Pavia[16], Pergolettese[17] e Sassuolo[18].

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Associazione Calcio Trento 1921 2022-2023.

Rosa 2022-2023[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Matteo Cazzaro
3 Italia D Alessandro Fabbri
4 Italia D Andrea Trainotti
5 Italia C Filippo Damian
6 Italia D Luca Ferri
7 Italia C Dion Ruffo Luci
8 Italia C Luca Belcastro
9 Italia A Simone Saporetti
10 Italia A Cristian Pasquato
11 Romania C Luca Alessandro Mihai
14 Spagna D Pol Garcia Tena
16 Italia C Andrea Cittadino
N. Ruolo Giocatore
17 Italia D Davide Galazzini
20 Italia C Daniel Matteucci
21 Nigeria C Wilfred Osuji
22 Italia P Michele Tommasi
23 Italia D Federico Simonti
24 Italia A Riccardo Bocalon
25 Italia C Marco Ballarini
26 Italia C Filippo Carini
27 Italia P Gabriele Marchegiani
29 Italia D Alessandro Semprini
32 Italia A Andrea Brighenti
37 Italia A Simone Ianesi

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff dell'area tecnica
  • Italia Bruno Tedino - Allenatore
  • Italia Carlo Marchetto - Allenatore in seconda
  • Italia Ignazio Sabella - Collaboratore tecnico
  • Italia Davide Micillo - Allenatore dei portieri
  • Italia Romeo Nero - Preparatore fisico
  • Italia Filippo Fagetti - Team manager
  • Italia Luca Antonioni - Fisioterapista
  • Italia Riccardo Broseghini - Fisioterapista
  • Italia Paolo Mellarini - Magazziniere
  • Italia Michele Pontalti - Magazziniere

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Frioli, p. 58, da il giornale "Il Trentino" del 6 novembre 1923.
  2. ^ Frioli, p. 68, la sezione calcio dell'U.G. Trento fu definitivamente staccata dal club solo nel 1929 per confluire nella rinata A.C. Trento del 1929.
  3. ^ Che non cessò l'attività sportiva e calcistica.
  4. ^ Frioli, p. 54, perché in Terza Divisione c'è la Pro Trento dal 1922-1923.
  5. ^ a b Frioli, p. 58.
  6. ^ a b Trento - piazzamenti, su calciodieccellenza.it, http://www.calciodieccellenza.it/. URL consultato il 23 aprile 2016 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2015).
  7. ^ Alberto Frioli, p. 68. fu nominato commissario straordinario l'Ing. Luigi Ventura che era un ex dirigente della Triestina ... si tentava di rilanciare il calcio con una direzione extratrentina, e con un nome amato dai tifosi, quello di Associazione Calcio, lanciato nella prima volta nel 1923 ...
  8. ^ Alberto Frioli, p. 82: "... Già dopo il 12 dicembre, dopo l'ennesima sconfitta, un 7 a 0 a Schio, l'AC dovette rassegnarsi al ritiro dal campionato; ...".
  9. ^ Alberto Frioli, p. 87 ... Capitolo terzo - Calcio di regime, riga 5: "... oltre all'A.S. Trento presieduto dall'ing. Larcher...
  10. ^ Alberto Frioli, p. 100 ... Finalmente AC Trento - riga 22: "... Il 30 marzo 1938 il direttivo della IV Zona notificò "l'avvenuta affiliazione della Associazione Calcio Trento e...".
  11. ^ COMUNICATO UFFICIALE N. 200/A (PDF), su figc.it, http://www.figc.it/, 30 giugno 2004. URL consultato il 20 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2017).
  12. ^ COMUNICATO UFFICIALE N. 9/A (PDF), su figc.it, http://www.figc.it/, 17 luglio 2014. URL consultato il 20 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  13. ^ Comunicato Ufficiale N. 012 (PDF), su divisionecalcioa5.it, http://www.divisionecalcioa5.it/, 5 agosto 2016. URL consultato il 20 gennaio 2017.
  14. ^ E lo statisticamente assimilabile campionato DDS di Prima Divisione Nord del 1928-29, torneo di transizione e qualificazione ai tornei di Serie B e Prima Divisione (C) dell’anno successivo, cui il Trento partecipò ad invito promozionale e senza valido titolo sportivo.
  15. ^ Campionato della Lega Nazionale Alta Italia affrontato con titolo sportivo di Serie C ai sensi del regolamento ufficiale.
  16. ^ SCONTRI TRA ULTRAS DEL TRENTO E QUELLI DEL PAVIA, su tifonet.it.
  17. ^ Tifoserie lombarde (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2014).
  18. ^ Tifoserie emiliane, su biangoross.com. URL consultato il 7 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Frioli, Mai fuori gioco - La storia del Calcio Trento, Temi Editrice, Trento, 1991.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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