Vai al contenuto

Festival di Sanremo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo Festival del Jazz, vedi Festival Internazionale del Jazz di Sanremo.
Festival di Sanremo
Festival della canzone italiana
Esterno del Teatro Ariston durante l'edizione 2026
LuogoSalone delle feste del Casinò di Sanremo (1951-1976)
Teatro Ariston, Sanremo (IM) (1977-1989, dal 1991)
Nuovo mercato dei fiori, Bussana (IM) (1990)
Annidal 1951
Frequenzaannuale
Fondato daAngelo Nicola Amato, Angelo Nizza e Pier Busseti
DateFebbraio
Generemusicale
OrganizzazioneRai
Sito ufficialewww.rai.it/programmi/sanremo/

Il Festival della canzone italiana, più comunemente noto come Sanremo, è un festival musicale che si svolge annualmente a Sanremo, in Italia, dal 1951. È considerato uno degli eventi musicali più prestigiosi e longevi della musica leggera italiana con un vasto seguito televisivo e radiofonico, inclusa la trasmissione in Eurovisione. Vi hanno partecipato come concorrenti, ospiti, compositori o musicisti molti dei più noti artisti della musica italiana.

Il concorso prevede l'esecuzione di brani inediti, prevalentemente in lingua italiana o in una delle altre lingue locali, composti da autori italiani e selezionati in anticipo da commissioni o dagli organizzatori del festival. In passato si sono verificati casi di esecuzioni di brani in lingua straniera, anche presentati da più artisti in versioni diverse.

I partecipanti si esibiscono davanti a giurie tecniche, demoscopiche o di addetti ai lavori, e/o mediante televoto, e concorrono per la vittoria nella sezione principale (nota a seconda delle edizioni come “Big”, “Campioni” o “Artisti”) o nella sezione dedicata agli artisti emergenti, denominata “Nuove proposte” o “Giovani”. Oltre al premio principale, sono assegnati riconoscimenti speciali, tra cui il Premio della critica, il Premio Sergio Bardotti per il testo, il Premio al miglior arrangiamento e il Premio Lunezia per il valore musical-letterario.

La competizione si teneva originariamente nel salone delle feste del Casinò di Sanremo e dal 1977 si svolge presso il teatro Ariston, ad eccezione di alcune edizioni particolari. Il periodo del festival varia tra i primi giorni di febbraio e la prima decade di marzo.

Dal 1956, salvo alcune eccezioni, il vincitore del festival ha ottenuto il diritto di rappresentare l'Italia all'Eurovision Song Contest.

Nel corso della sua storia, il Festival ha adottato diverse modalità di esecuzione musicale: pur essendo tradizionalmente accompagnati dall'orchestra dal vivo, in alcune edizioni degli anni '80 le esibizioni sono state eseguite su basi preregistrate e, temporaneamente, anche in playback.

Antecedenti storici (1931–1950)

[modifica | modifica wikitesto]

Festival partenopeo di canti, tradizioni e costumi (1931–1932)

[modifica | modifica wikitesto]
La storica "Capannina del Marco Polo", nella Pineta di Ponente di Viareggio

Nel 1932, durante un periodo di crescita turistica a Sanremo, il concessionario del Casinò municipale, il napoletano Luigi De Santis,[1] organizzò una rassegna natalizia dedicata alla canzone napoletana nel salone delle feste del Casinò, dal 24 dicembre 1931 al 1º gennaio 1932, intitolata Festival partenopeo di canti, tradizioni e costumi.[2] L'evento fu ripreso dalle cineprese del regime fascista[3] e vide la partecipazione di artisti come Ada Bruges, Carlo Buti, Vittorio Parisi e Nicola Maldacea.[4]

Festival della Canzone Italiana a Rimini (1936–1939)

[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 1936 si svolse a Rimini il Festival della Canzone Italiana. La competizione, tenutasi nel parco del Kursaal, era dedicata a brani inediti in lingua italiana e venne promossa dall'Azienda autonoma di Soggiorno con il patrocinio del Ministero per la stampa e la propaganda. Le canzoni finaliste furono trasmesse in diretta dall'Ente Italiano Audizioni Radiofoniche. Organizzato da Valfredo Montanari e dal direttore della banda "Città di Rimini", Antonio Di Jorio, l'evento riscosse un grande successo di pubblico, ma fu criticato, in particolare da Michele Campana. L'edizione successiva ripropose il concorso, ottenendo simili reazioni contrastanti.

Nel 1938 l'evento riminese cambiò invece nome in Le due serate della canzone italiana e assunse un nuovo format: non più brani inediti e non più competizione, ma questa volta non ottenne un riscontro positivo da parte del pubblico, che perse interesse[5][6]. Nel 1939, Le due serate della canzone italiana vennero nuovamente proposte, questa volta per iniziativa di privati al Cinema Parco, ottenendo un riscontro ancora minore, e di conseguenza non venendo più ripetute[5].

Iniziative postbelliche a Sanremo (1945)

[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la Seconda guerra mondiale, nel 1945, l'ex partigiano e floricoltore Amilcare Rambaldi fu incaricato dal Comitato di Liberazione Nazionale di ideare iniziative per rilanciare l'economia di Sanremo. Tra le proposte vi fu un concorso di canzoni italiane nel salone del Casinò, ispirato al Festival partenopeo del 1932, ma non venne realizzato.[7]

Prime edizioni viareggine del Festival della Canzone Italiana (1947–1949)

[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 1947, a Viareggio, Aldo Valleroni propose un concorso canoro volto a presentare nuovi brani e ad animare la stagione estiva. Preparò il bando di gara e contattò le case discografiche; il primo cantante a confermare la partecipazione fu Tino Vailati. L'Azienda Autonoma di Soggiorno di Viareggio tuttavia non approvò l'iniziativa.[8] L'idea fu invece accolta da Alberto Sargentini, presidente del "Comitato Festeggiamenti" comunale, che ne promosse la realizzazione l'anno successivo.[8]

L'11 agosto 1947, presso il Teatro Novelli a Rimini, si svolse nuovamente il Festival della Canzone Italiana. L'evento ricevette 129 iscrizioni, di cui 17 furono selezionate, con la partecipazione di Silvana Pampanini, Corrado Lojacono, Vittorio Caprioli e Vittorio Corcelli.[5] La giuria decise di non assegnare il premio di 50.000 lire, rimandandolo all'edizione successiva, che non si sarebbe mai svolta.[6].

Il 25 agosto 1948, Viareggio ospitò il Festival nazionale della canzone italiana presso la Capannina del Marco Polo di Sergio Bernardini, nella Pineta di Ponente, su iniziativa di Alberto Sargentini e Aldo Valleroni.[9] L'edizione fu trasmessa in diretta radiofonica e presentata da Amerigo Gomez della RAI di Firenze, con orchestra diretta dal maestro Francesco Ferrari e dieci cantanti, tra cui Narciso Parigi, Brenda Gjoi e Silvano Lalli.[10] All'organizzazione collaborarono il direttore della RAI di Firenze Aldo Angelini, l'editore musicale Silvio Da Rovere, Ruggero Righini e Giancarlo Fusco.[10][11]. Le spese furono coperte per 100.000 lire dal Comitato Festeggiamenti e per 50.000 lire da Sergio Bernardini.[10] Gli accumulatori furono forniti dalle truppe USA di Camp Darby a Tirrenia e le sedie dal sistema parrocchiale locale.[11] La vittoria andò a Serenata al primo amore di Pino Moschini.

La manifestazione fu replicata il 25 agosto 1949 con maggiori investimenti e più canzoni in gara, ottenendo nuovamente grande successo. L'edizione vide la vittoria de Il topo di campagna di Narciso Parigi, samba scritto da Aldo Valleroni, inciso per la Cetra da Francesco Ferrari e dal Quartetto Stars.[8]

Nel 1950, a causa di condizioni meteorologiche avverse, il comune ridusse alcune spese, tra cui quelle per il festival.[10] Il tentativo di ottenere un contributo dall'Azienda Autonoma di Soggiorno fallì.[8] Per mancanza di fondi, il festival non si svolse.

Trasferimento del festival a Sanremo e nascita del Burlamacco d'oro

[modifica | modifica wikitesto]

Il successo delle edizioni viareggine del 1948 e 1949 e il loro abbandono portarono alla nascita dell'attuale Festival di Sanremo.[8][9] Il gestore del Casinò di Sanremo, Pier Busseti, presente a Viareggio nell'estate 1949, riconobbe il potenziale della manifestazione e decise di trasferirla a Sanremo.[8][9][12][13][14][15]

Ispirandosi all'esperienza del festival viareggino, Aldo Valleroni fondò dieci anni dopo il Burlamacco d'oro, o Festival di Viareggio, che si svolse dal 1958 al 1965 nella cittadina versiliese.

Nascita e primi anni (1951-1959)

[modifica | modifica wikitesto]
Il Casinò di Sanremo, sede del Festival dal 1951 al 1976.
Angelo Amato foto del 1948 dal libro L'uomo che inventò il Festival della canzone di Sanremo

Accadde così che Pier Busseti, memore del successo ottenuto dal festival viareggino[9], riprese i contatti con Amilcare Rambaldi al fine di recuperare la sua vecchia idea: insieme ispirarono il giornalista e conduttore radiofonico torinese Angelo Nizza, che cercò di trovare un accordo con le Radio Audizioni Italiane, mentre il direttore del Casinò Angelo Nicola Amato sparse la voce tra le case discografiche di Milano per spingerle ad inviare i propri cantanti.

L'organizzazione scelse di far svolgere la manifestazione nei mesi invernali, probabilmente per incrementare il turismo nella città, che a differenza di Viareggio non poteva contare sul traino delle località vicine e su un carnevale con un richiamo di pubblico altrettanto elevato. La prima edizione del Festival venne così organizzata per il 29 gennaio 1951 e si svolse nel salone delle feste del Casinò, la stessa location dell'antesignano festival partenopeo. Condotta da Nunzio Filogamo, particolarmente noto per il suo saluto radiofonico agli «amici vicini e lontani», a questa edizione presero parte 3 interpreti, Nilla Pizzi, il Duo Fasano e Achille Togliani, che si alternarono nell'esibizione di 20 brani inediti. L'evento fu accolto molto freddamente dalla stampa e dai critici musicali dell'epoca, così come dal pubblico in sala che continuò a cenare e parlottare durante le esecuzioni. A vincere la prima storica edizione fu Nilla Pizzi con Grazie dei fiori.[16]

Sulla falsariga del festival di canzoni napoletane che si svolse nella città dei fiori più di vent'anni prima, le case discografiche di Napoli sollecitarono alla Rai anche un festival della canzone partenopea. Poco più di un anno dopo la prima edizione della kermesse sanremese, il 28 settembre 1952, prese il via anche il Festival della Canzone napoletana, nella cornice del Teatro Mediterraneo, all'interno della moderna Mostra d'Oltremare.

La seconda edizione del Festival di Sanremo trovò un maggiore riscontro dagli autori e dagli editori musicali.[17] I partecipanti salirono a 5, ma a vincere, come l'anno prima, fu Nilla Pizzi con la «serenata popolareggiante» Vola colomba, che si aggiudicò anche il resto del podio con Papaveri e papere e Una donna prega, risultato mai più ripetuto nella storia del Festival.[18][19]

L'edizione del 1953 segnò il primo cambio nel regolamento di un certo rilievo: venne infatti introdotto l'obbligo della doppia interpretazione per ogni brano musicale con una diversa orchestra: una di tipo "classico" (in quell'anno diretta da Cinico Angelini) e una di tipo più "moderno" (condotta in quell'occasione da Armando Trovajoli).[17][20]

La quinta edizione fu la prima ad essere trasmessa in diretta radio-televisiva dal Programma Nazionale, nonché la prima in cui la finale fu trasmessa in Eurovisione.[21] Nell'edizione del 1956, in via del tutto eccezionale, i sei partecipanti al Festival furono selezionati con un concorso per "voci nuove", a cui presero parte 6.656 aspiranti[22]. Nello stesso anno, ispirandosi al Festival, la neonata Unione europea di radiodiffusione diede vita all'Eurovision Song Contest, la cui prima edizione - al quale prese parte anche l'Italia con la vincitrice dell'edizione, Franca Raimondi, e la seconda classificata, Tonina Torrielli[23] - si svolse a Lugano, in Svizzera.

Domenico Modugno durante la sua esecuzione di Nel blu dipinto di blu al Festival di Sanremo 1958.

A dominare il Festival nelle sue prime edizioni fu la canzone tradizionale italiana,[24] all'epoca poco apprezzata,[25] il cui testo «non esce di un millimetro dal solco Dio-Patria-Famiglia».[26] Tuttavia, già con Papaveri e papere (oggi nota come una sottile presa in giro rivolta alla Democrazia Cristiana e, al contempo, come un accenno di denuncia della condizione di subalternità della donna nella società italiana dell'epoca)[27] e poi con Canzone da due soldi di Katyna Ranieri, iniziò a farsi spazio un tipo di canzone diversa da quelle «così proverbialmente sciroppose e stucchevoli»,[28] con un lessico più colloquiale e allegro.[22] Fu comunque solo nell'edizione del 1958, con la vittoria di Domenico Modugno (in coppia con Johnny Dorelli) e la sua Nel blu dipinto di blu,[29][30] diventata negli anni una delle canzoni italiane più conosciute ed eseguite di sempre in tutto il mondo, che si aprì una nuova fase per il Festival e per la canzone italiana: quella della «commistione di autore e interprete» che fu confermata nel 1960 con la vittoria di Renato Rascel con Romantica in coppia con Tony Dallara.[31]

L'esplosione negli anni '60 e il declino negli anni '70

[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni sessanta si aprirono con l'improvvisa decisione della SIAE di vietare la partecipazione dei propri autori all'edizione del 1961, che però non fu seguita dalla maggioranza degli aderenti.[32] Negli anni successivi si registrò l'inizio della cosiddetta "era Bongiorno", dal nome del conduttore Mike Bongiorno, che presentò le edizioni dal 1963 al 1967,[33][34] e fecero il loro esordio sul palco gli "urlatori" come Mina (la quale, dopo la delusione per non essere nemmeno salita sul podio nel 1961, decise di non prendere mai più parte al Festival come concorrente),[35] Adriano Celentano e Bobby Solo, i cantautori come Gino Paoli e Umberto Bindi e i gruppi beat (questi ultimi «sopportati più che supportati»,[36] anche per problemi di organizzazione).[37][38]

A vincere però fu perlopiù la musica melodica: la vittoria più rilevante del periodo fu quella di Gigliola Cinquetti al Festival del 1964 con Non ho l'età (per amarti), con la quale vinse anche l'Eurovision Song Contest dello stesso anno.[39] Sempre nel 1964 venne estesa la partecipazione anche ai cantanti stranieri, che parteciparono in forze a quell'edizione (fra i tanti Paul Anka, Gene Pitney, Ben E. King e Antonio Prieto):[40] la nuova regola fu «pensata come confronto tra interpreti italiani e stranieri», ma soprattutto «aspirava sia ad arricchire di nuova linfa la musica leggera sia a esportare oltre i pochi consueti mercati la nostra produzione».[41] Questa innovazione fu tuttavia abbandonata già con l'edizione del 1966.[42]

Nel frattempo, i temi sociali e la contestazione iniziarono ad apparire sul palco del Casinò. Nell'edizione del 1966, Adriano Celentano presentò Il ragazzo della via Gluck, subito eliminata dalla competizione; l'anno successivo, gli intenti "rivoluzionari" (sebbene estremamente edulcorati) dei giovani fecero capolino con La rivoluzione di Gianni Pettenati e Proposta de I Giganti. Il 1967 viene ricordato soprattutto per il suicidio del cantautore genovese Luigi Tenco, dopo che la sua canzone Ciao amore ciao (cantata in coppia con Dalida e che raccontava il disagio di un Paese che, nonostante il miracolo economico, aveva «ancora sacche paurose di povertà e di indigenza») era stata eliminata dalla finale.[43][44][45]

Una delle foto di Dalida e Tenco nel gennaio 1967
Il luogo esatto della foto precedente, la scalinata che dal Casinò porta a corso Imperatrice

La morte di Tenco, semplicemente accennata, «tacendo persino il nome della vittima», durante il festival da Mike Bongiorno, «concluse la fase aurea del racconto di Sanremo», dando inizio ad «un convulso lungo periodo dopo il quale l'Italia non fu più la stessa e, conseguentemente, neppure la trama che il Festival ne forniva».[46]

Nonostante questo, l'edizione del 1968 «costituì il maggiore sforzo dell'aspirazione del Festival a rappresentare sul piano della musica leggera tutto ciò che si muoveva nel paese»:[47] presentata per la prima volta da Pippo Baudo,[33] vide la vittoria di Sergio Endrigo (tanto a testimonianza dell'imporsi dei cantautori nel mercato musicale, quanto una sorta di "vittoria di compensazione" per quanto accaduto con Tenco).[48][49] Sempre in quella edizione esordirono anche Fausto Leali, Al Bano e Massimo Ranieri, «tutti e tre, in modi diversi, ben piantati nei caratteri eterogenei dei ragazzi di allora».[50]

Le tre edizioni del 1969 (vinta da Iva Zanicchi e Bobby Solo con Zingara), 1970 (vinta da Celentano e Claudia Mori con Chi non lavora non fa l'amore) e 1971 (vinta da Nada e Nicola Di Bari con Il cuore è uno zingaro), ma soprattutto i grandi successi di Lucio Dalla (4/3/1943 nel 1971 e Piazza Grande nel 1972) e Roberto Vecchioni (L'uomo che si gioca il cielo a dadi nel 1973)[51] «non evidenziarono pienamente la crisi della manifestazione», che ormai si avviava a un periodo di declino.[52].

La Rai, nel 1971, privò il Festival della Canzone delle sue telecamere, decretandone la fine, e decise, a partire dal 1973, di trasmettere solo la serata finale del Festival di Sanremo.[53][54] «Anche la tanto sbandierata trasmissione in Eurovisione accomunava in realtà l'Italia alle aree arretrate dell'Est e dell'Ovest: nel 1973, infatti, si collegarono l'URSS e i paesi del socialismo reale» così come «Turchia, Cipro, Spagna e Portogallo, ove ancora per poco sopravvissero i fascismi»,[55] mentre dal punto di vista musicale, il Festival virò pesantemente sulla via «dell'erotismo in pillole e della pornografia casareccia», in «un trionfo di seni e cosce» e di canzoni che fanno riferimento agli stessi «irritanti stereotipi dell'erotismo da celluloide»,[56] al punto che l'edizione del 1975 «fu la più infelice e, se si vuole, la più insulsa nello scollamento tra realtà e rappresentazione».[57]

Fu comunque in tale periodo che si sperimentarono varie formule per il Festival. L'edizione 1974 vide i 28 interpreti in gara divisi in due gruppi, ossia 14 "Big" (già qualificati alla serata finale) e 14 "aspiranti", che si sarebbero sfidati per gli ultimi 4 posti disponibili. L'edizione del 1976 vide i partecipanti divisi in cinque gruppi, ciascuno con due interpreti "capigruppo" automaticamente qualificati alla finale, ma soprattutto per la prima volta scomparve l'orchestra (sostituita dalle basi musicali). Eliminazioni e gruppi furono aboliti nel 1977, anche perché le canzoni in gara quell'anno erano solo 12, ma già nell'edizione successiva venne ripristinata la divisione in categorie ("Solisti", "Complessi" e "Cantautori"), i cui vincitori si sarebbero poi affrontati per il titolo.[58] In ultimo si assistette al "trasloco", inizialmente provvisorio causa lavori di ristrutturazione ma in seguito divenuto definitivo, del Festival dal Casinò al teatro Ariston.[59]

La rivalsa negli anni '80

[modifica | modifica wikitesto]

Il Festival 1980 segnò il primo segnale di rottura dell'andamento declinante: la presentazione di Claudio Cecchetto, Roberto Benigni e Olimpia Carlisi rappresentò la prima occasione in cui il presentatore non svolgeva un ruolo di «mero officiante», ma di «protagonista del racconto», fu ripristinata la suddivisione in due categorie, una per le "nuove proposte italiane" (che si sarebbero contesi 8 posti alla serata finale) e una per i "Big italiani e stranieri" (18 canzoni già qualificate alla serata finale), ma soprattutto fu nuovamente abbandonata l'orchestra per le basi registrate (nel corso degli anni ottanta vi furono edizioni in cui i cantanti si esibirono addirittura in playback).[60]

Questo portò la Rai a "riappropriarsi" del Festival e a procedere a una "ristrutturazione" dello stesso, culminata nella "prima era Baudo" (1984-1987): con lui Sanremo riconquistò la credibilità perduta, portando «la cronaca e l'attualità sul palcoscenico dell'Ariston» e istituendo col Festival del 1984 una competizione separata per le "Nuove proposte italiane", con tanto di eliminazioni, assenti invece per la categoria dei "Campioni".[61] Nel 1982, infine, fu creato un Premio della Critica, che «ufficializzò l'esistenza di una frattura» fra i gusti del pubblico e quelli «delle nicchie del gusto».

L'edizione del 1986 si ricorda anche come la prima ad aver avuto una donna, Loretta Goggi, come conduttrice principale dell'evento ma, nonostante il rilancio, molti dei grandi nomi della scena musicale sorti lungo gli anni settanta mantennero una certa distanza dalla competizione, accettando invece di esibirsi come ospiti o (più raramente) di concorrere come autori. A partecipare più attivamente furono i cantanti divenuti famosi negli anni sessanta e nei primi anni settanta (Iva Zanicchi, Peppino di Capri, Bobby Solo, Fred Bongusto), quelli la cui carriera aveva necessità di un rilancio o di una conferma (Loredana Bertè, Alberto Camerini, Donatella Rettore, Alan Sorrenti, Renato Zero, Anna Oxa, Mango, Mia Martini, Raf) o quelli che legarono indissolubilmente il loro nome alla manifestazione (Matia Bazar, Fiordaliso, Riccardo Fogli).[62]

Eros Ramazzotti vincitore fra le "Nuove proposte" del Festival di Sanremo 1984 (a sinistra) e Anna Oxa e Fausto Leali vincitori del Festival di Sanremo 1989 (a destra).

Con l'eccezione di Per Elisa di Alice (vincitrice del Festival di Sanremo 1981), Sarà quel che sarà di Tiziana Rivale (vincitrice del Festival di Sanremo 1983) e di Adesso tu di Eros Ramazzotti (vincitore di Sanremo 1986, dopo la vittoria nella sezione Nuove proposte del 1984 con Terra promessa), nel resto dei casi «Sanremo si limitò a laureare personaggi già laureati, che avevano già scritto le loro pagine più ricche di senso», quasi come se la vittoria a Sanremo costituisse un «premio alla carriera» per questi interpreti. In questo modo, il voto popolare (espresso tramite il concorso Totip) legittimò le vittorie di Al Bano e Romina Power nel 1984, dei Ricchi e Poveri nel 1985, di Eros Ramazzotti nel 1986, del trio Morandi-Ruggeri-Tozzi nell'edizione del 1987, di Massimo Ranieri nel 1988 e di Anna Oxa e Fausto Leali al Festival del 1989. Il ritorno della giuria popolare non cambiò di fatto la situazione: il primo posto fu dei Pooh nell'edizione 1990 e di Riccardo Cocciante nell'edizione 1991.[63]

Il Festival, tuttavia, funse da trampolino di lancio per una generazione di cantanti che, una volta famosi, recisero il proprio rapporto con la manifestazione: è il caso del già citato Eros Ramazzotti, ma anche di Vasco Rossi, Jovanotti, Fiorella Mannoia e Zucchero Fornaciari, che portarono sul palco nuove sonorità e nuovi temi ma che furono penalizzati in classifica (e dunque conquistarono «credibilità agli occhi di un pubblico più attento alla qualità»).[64]

Il successo degli anni '90

[modifica | modifica wikitesto]
A sinistra il podio del Festival di Sanremo 1994 (da sinistra verso destra: la terza classificata Laura Pausini, il vincitore Aleandro Baldi e il secondo classificato Giorgio Faletti) e a destra la vincitrice del Festival di Sanremo 1995 e terza classificata del 1996 Giorgia.

Gli anni novanta sancirono il ritorno di Sanremo come appuntamento fisso per la società italiana, al punto tale che la frase «Perché Sanremo è Sanremo», ripetuta più volte nella sigla d'apertura delle edizioni 1995 e 1996, divenne una sorta di slogan informale della manifestazione.[65] Per il Festival di Sanremo 1990, come già detto, tornarono le giurie popolari, ma anche l'orchestra e gli interpreti stranieri in gara,[66] seguite due anni dopo dal ritorno alla conduzione di Pippo Baudo, che presentò cinque edizioni consecutive del Festival e nel 1994 ne assunse anche, per la prima volta, la direzione artistica (si trattò della prima edizione in cui fu uno dei conduttori a svolgere il ruolo di direttore artistico), e delle eliminatorie fra i "Big". Queste, al contrario delle edizioni precedenti, colpirono stavolta gli esponenti della musica dell'ultimo trentennio a tutto vantaggio delle "nuove voci" emergenti, come Laura Pausini (vincitrice della categoria Giovani nel 1993 e terza l'anno dopo fra i "Campioni"), Biagio Antonacci, Irene Grandi, Andrea Bocelli e Giorgia (vincitrice del Festival di Sanremo 1995).[67]

L'edizione del 1997, vinta dai Jalisse con Fiumi di parole, segnò l'ultima discussa partecipazione dell'Italia all'Eurovision Song Contest prima di non prendervi più parte fino al 2011. Il duo, infatti, dato per favorito anche all'estero, raggiunse solo il quarto posto, lasciando spazio alle voci riguardanti un possibile sabotaggio interno da parte della Rai, che si sarebbe fatta carico malvolentieri delle spese d'organizzazione dell'edizione seguente della kermesse europea in caso di vittoria.

A confermare il tentativo di svecchiamento della canzone italiana, a partire dal 1995 fu garantito l'accesso alla finale dei "Campioni" ai primi classificati fra i giovani: se la regola funzionò in quell'anno, garantendo proprio l'affermazione di Giorgia, il meccanismo produsse in seguito una serie di cantanti (come i Jalisse, vincitori nel 1997, e Annalisa Minetti, che vinse nel 1998) destinati a finire ben presto nell'oblio. Addirittura, nessuna delle canzoni dell'edizione del 1998 riuscì a rientrare nella classifica dei 100 singoli più venduti di quell'anno.[68] Anche per questo motivo, a partire dal 1999, il Festival iniziò ad aprirsi al circuito della "musica indipendente" con mutuo beneficio, visto che il primo recuperò autorevolezza e il secondo approfittò della visibilità sanremese per ottenere migliori vendite.[69]

Il cambiamento negli anni 2000

[modifica | modifica wikitesto]

Questo, però, non fermò il calo degli ascolti dei primi anni duemila, culminato con l'edizione del 2004 (con Tony Renis alla direzione artistica e Simona Ventura alla conduzione), dove per la prima volta un programma della concorrenza (la quarta edizione del Grande Fratello) superò in ascolti il Festival, complice anche il boicottaggio delle major discografiche e il successo della "contro-rassegna" musicale organizzata a Mantova quell'anno.[70][71] Questo nuovo periodo di flessione del Festival si interruppe nel 2007, con la conduzione ancora una volta di Baudo e la vittoria fra i Campioni di Simone Cristicchi con Ti regalerò una rosa e di Fabrizio Moro fra i giovani con Pensa.[72]

Nonostante il calo di ascolti e le polemiche, Sanremo si affermò sempre più nei primi anni del XXI secolo come palcoscenico dove lanciare o confermare artisti emergenti come Dolcenera (fra i vincitori di Destinazione Sanremo nel 2002), Sergio Cammariere (terzo a Sanremo 2003), Povia (vincitore dell'edizione 2006), Francesco Renga (ex-Timoria, vincitore dell'edizione 2005), Giò Di Tonno e Lola Ponce (vincitori dell'edizione 2008), Tricarico (vincitore del Premio della critica nel 2008), Arisa (vincitrice di SanremoLab 2008, della sezione Proposte nel 2009 e della sezione Campioni nel 2014), Paolo Meneguzzi, Irene Fornaciari ed i Sonohra (vincitori della sezione Giovani nel 2008).[73]

Sul finire del decennio, invece, con la vittoria di Marco Carta nel 2009 (già vincitore della settima edizione di Amici nel 2008), si inizia a notare una "saldatura" fra «i nuovi "palcoscenici" della canzone virtuale» come Amici di Maria De Filippi e X Factor e «la madre di tutti i palchi della canzone italiana».

Il rilancio negli anni 2010

[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo decennio conferma e consolida la "saldatura" creatasi tra il Festival e i talent, vedendo la partecipazione consistente alla kermesse, spesso con ottimi risultati, di cantanti provenienti da questi ultimi come Valerio Scanu (finalista dell'ottava edizione di Amici nel 2009 e vincitore del Festival di Sanremo 2010), Giusy Ferreri (finalista della prima edizione di X Factor nel 2008), Noemi (partecipante alla seconda edizione di X Factor nel 2009 e terza classificata al Festival di Sanremo 2012), Marco Mengoni (vincitore della terza edizione di X Factor nel 2009, terzo classificato al Festival di Sanremo 2010 e vincitore nel 2013 e nel 2023),[74] Emma Marrone (vincitrice della nona edizione di Amici nel 2010, seconda classificata nel Festival di Sanremo 2011 in duetto con i Modà e vincitrice nel 2012),[75] Il Volo (partecipanti alla seconda edizione di Ti lascio una canzone nel 2009, vincitori del Festival di Sanremo 2015 e terzi classificati nel 2019), Annalisa (finalista della decima edizione di Amici nel 2011 e terza classificata ai Festival di Sanremo 2018 e 2024), Francesca Michielin (vincitrice della quinta edizione di X Factor nel 2012 e seconda classificata ai Festival di Sanremo 2016 e 2021)[76] e così via. L'eccezione di questo scenario è data da tre interpreti femminili: Arisa (vincitrice, Premio della Critica "Mia Martini" e Sala Stampa Radio-TV-Web "Lucio Dalla" nella sezione "Proposte" al Festival di Sanremo 2009 e successivamente seconda classificata e premio della Sala Stampa "Lucio Dalla" nella sezione "Artisti" nel 2012 e vincitrice nella sezione "Campioni" nel 2014), Malika Ayane (seconda classificata nella sezione "Proposte" al Festival di Sanremo 2009 e successivamente Premio della Critica "Mia Martini" e della Sala Stampa "Lucio Dalla" nella sezione "Artisti" nel 2010 e terza classificata e Premio della Critica "Mia Martini" nella sezione "Campioni" nel 2015) e Nina Zilli (terza classificata e Premio della Critica "Mia Martini" nella sezione "Nuova Generazione" al Festival di Sanremo 2010).[77]

A partire dall'edizione del 2011, il Festival di Sanremo torna ad essere il meccanismo di selezione per il rappresentante italiano all'Eurovision Song Contest,[78] segnando così anche il ritorno in gara dell'Italia alla kermesse europea dopo 13 anni di assenza.

Con la conduzione e direzione artistica di Fabio Fazio nelle edizioni 2013 e 2014 si assiste a una significativa diminuzione del numero di artisti provenienti dai talent show, a beneficio di rappresentanti di generi musicali meno tipici per la kermesse sanremese, con artisti come The Bloody Beetroots (musica elettronica), Giuliano Palma (ska) ed i Perturbazione (indie rock). Sebbene la seconda edizione condotta e diretta da Fazio non abbia un grande successo in termini di ascolti, funge da apripista per scelte stilistiche che si consolideranno nelle successive edizioni. Con Carlo Conti, conduttore e direttore delle edizioni 2015, 2016 e 2017, viene privilegiata la radiofonicità come criterio per la scelta dei brani in concorso, spezzando il paradigma per cui fino a quel momento la scelta ricadesse prevalentemente su ballate d'amore.[79] Con l'edizione 2015, il Festival viene inoltre definitivamente agganciato all'Eurovision Song Contest, in quanto a partire da quell'anno il regolamento stabilisce che il vincitore del Festival sia automaticamente designato, salvo rinuncia, per rappresentare l'Italia al concorso canoro europeo.[80]

Il successo e la qualità di queste edizioni è testimoniato anche dai partecipanti nella categoria "Giovani": nell'edizione 2016, in particolare, tre dei quattro finalisti di tale sezione sono artisti che parteciperanno e vinceranno nella sezione principale negli anni seguenti. Si tratta di Francesco Gabbani (vincitore dell'edizione 2017), Ermal Meta (2018) e Mahmood (2019 e 2022).[79]

Con le successive edizioni del 2018 e 2019, condotte e dirette da Claudio Baglioni, vengono rimosse le eliminazioni dei brani dalla gara su esplicita richiesta dei cantanti. Viene inoltre aumentata la durata massima dei brani da tre minuti e mezzo a quattro, influenzando in positivo anche la qualità stessa delle canzoni in gara. Nell'edizione del 2019, la vittoria di un ancora non molto conosciuto Mahmood con il brano Soldi è considerata il segno di una chiusura netta con il passato, poiché appartenente a un genere, l'urban, fino ad allora rimasto ai margini di Sanremo, riavvicinando così il pubblico più giovane al Festival e attirando le attenzioni delle case discografiche, le quali colgono l'opportunità di allargare il pubblico di determinati cantanti.[79] Con lo stesso brano Mahmood si piazzerà al secondo posto all'Eurovision Song Contest 2019, acquisendo notorietà internazionale.

Il ritrovato successo negli anni 2020

[modifica | modifica wikitesto]

Terminata la parentesi di Baglioni, nel 2020 le redini del Festival passano in mano ad Amadeus, che riesce a ottenere buoni risultati in termini di ascolti, sbloccando una nuova era di successo anche in termini di discografia. La successiva edizione, però, si rivela complicata da gestire sin dal principio in quanto segnata dalla pandemia di COVID-19: a causa delle misure di contenimento in vigore nei primi mesi del 2021, il Festival si svolge per la prima e finora unica volta nella sua storia senza il pubblico all'interno del teatro Ariston; inoltre, come già accaduto negli anni dal 2002 al 2005, si svolge nel mese di marzo, precisamente dal 2 al 6. Nonostante le evidenti difficoltà e i risultati d'ascolto nettamente più bassi rispetto all'anno precedente,[81] per la prima volta il Festival vede trionfare un gruppo pop rock, i Måneskin, che con il brano Zitti e buoni vincono non soltanto la kermesse italiana ma anche l'Eurovision Song Contest 2021, raggiungendo un successo planetario e riportando l'Italia sul gradino più alto del podio della kermesse europea a distanza di 31 anni dalla precedente vittoria, ottenuta da Toto Cutugno con il brano Insieme: 1992 nel 1990. In generale, tale edizione del Festival (al netto di un calo d'ascolti) ha avuto enorme riscontro mediatico: le canzoni, infatti, hanno ottenuto ancor più successo di quelle dell'anno precedente in termini di vendite e streaming, mentre l'evento ha visto un incremento di visualizzazioni su RaiPlay, risultando il programma più visualizzato sulla piattaforma fino a quel momento.

L'edizione del 2022 vede il ritorno degli spettatori in sala, nonché numerosi cambiamenti nella formula – si ritorna a quella adottata nel 2019, ovvero una gara non più suddivisa in categorie in cui artisti noti ed emergenti concorrono per un unico premio e vengono classificati tutti insieme – ed è caratterizzata da ascolti record[82] grazie anche a un aumento del pubblico giovane [83]. La vittoria va al brano Brividi di Blanco e Mahmood, già vincitore dell'edizione 2019; il duo rappresenta quindi l'Italia all'Eurovision Song Contest 2022, classificandosi al sesto posto in una rassegna svolta in casa (a Torino) per la prima volta dopo 31 anni a seguito della vittoria ottenuta dai Måneskin alla manifestazione l'anno precedente.

Nelle prime edizioni degli anni 2020, in seguito all'assegnazione dei XXV Giochi olimpici invernali a Milano e Cortina d'Ampezzo, il Festival ha fatto parte del cammino d'avvicinamento alla manifestazione: si è partiti, infatti, con l'edizione 2021, in cui sono state presentate dall'ex sciatore Alberto Tomba e dalla nuotatrice Federica Pellegrini due proposte che sarebbero state poi sottoposte a votazione online pubblica per la scelta dell'emblema ufficiale della rassegna olimpica. Al Festival del 2022 sono state invece presentate le due proposte per l'inno ufficiale; nel 2023 è la volta di quelle per le mascotte ufficiali, entrambe poi scelte tramite una votazione online e presentate nella seconda serata dell'edizione 2024, gli ermellini Tina e Milo; nel 2025 è apparsa l'ex pattinatrice Carolina Kostner nelle vesti di ambassador a poco meno di un anno dall'evento. L'edizione del 2026 ha invece celebrato i successi azzurri ospitando la biatleta Lisa Vittozzi e la pattinatrice Francesca Lollobrigida, nonché gli atleti paralimpici Giacomo Bertagnolli e Giuliana Turra come avvicinamento alla Paralimpiadi invernali.

L'edizione del 2023, che vede la vittoria del brano Due vite di Marco Mengoni (già vincitore dieci anni prima con la canzone L'essenziale), registra un evento storico per il Festival: per la prima volta in assoluto, infatti, il Presidente della Repubblica Italiana in carica, in questo caso Sergio Mattarella, presenzia direttamente al teatro Ariston alla serata d'apertura[84].

Amadeus resta al timone della kermesse anche nel 2024: in tal modo il conduttore entra nella storia del Festival, arrivando ad eguagliare Nunzio Filogamo, Mike Bongiorno e Pippo Baudo nel primato della conduzione di cinque edizioni consecutive. Inoltre, tale edizione vede tornare alla vittoria per la prima volta dopo dieci anni un'artista donna: Angelina Mango, con il brano La noia.

Le edizioni guidate da Amadeus sono caratterizzate da un cospicuo aumento del numero di cantanti in gara, innovazione che ha garantito varietà nella scelta dei partecipanti: nei cast di tali edizioni sono infatti presenti sia vecchie glorie della musica italiana (come Iva Zanicchi, Rita Pavone, Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Orietta Berti, Donatella Rettore, Anna Oxa, i Cugini di Campagna e i Ricchi e Poveri) sia cantanti più contemporanei e di successo tra i giovani (i già citati Måneskin, Mahmood e Blanco ma anche nomi come Lazza, Geolier, Elodie, Irama, Angelina Mango, i Pinguini Tattici Nucleari, Achille Lauro, Sangiovanni e Mr. Rain), arrivando a lanciare anche artisti più di nicchia o emergenti (ad esempio Madame, Fulminacci, Levante, i Coma Cose, Tananai, Rosa Chemical, BigMama e Rose Villain).

Grazie all'aumento della reputazione del Festival, si è anche assistito al ritorno in gara di artisti italiani di rilievo internazionale che non partecipavano da diversi anni alla manifestazione (tra cui Giorgia, Elisa e Marco Mengoni) e all'esordio di artisti già noti ma che nelle loro carriere decennali o pluridecennali non vi avevano mai preso parte (come Piero Pelù, Alessandra Amoroso, Fedez, gli Articolo 31 ed i già citati Cugini di Campagna).

A dieci anni dalla sua prima conduzione e direzione artistica, per l'edizione 2025 torna invece Carlo Conti. In questa edizione (che vede vincitore Olly con il brano Balorda nostalgia) avviene un altro momento storico per il Festival, ovvero la prima partecipazione di un Pontefice: infatti Papa Francesco, in occasione della serata di apertura, invia un videomessaggio per lanciare un appello di pace[85]. In questa edizione Carlo Conti ha voluto mantenere la scelta dei big in gara con lo stesso modello del suo secondo predecessore facendo partecipare vecchie glorie (Massimo Ranieri, Marcella Bella, Giorgia, Simone Cristicchi), cantanti più contemporanei e di successo tra i giovani (Olly, Bresh, Rkomi, Fedez, Achille Lauro, Elodie) e artisti più di nicchia o emergenti con lo scopo di lanciarli (Lucio Corsi, Serena Brancale, Joan Thiele).

Nel dicembre 2024, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Liguria ha stabilito che il comune di Sanremo non poteva nominare direttamente la Rai come organizzatrice dell'evento e che, a partire dal 2026, doveva essere indetto un bando di gara pubblico per determinare la società organizzatrice[86]. Due mesi dopo, la Rai ha impugnato la sentenza, sostenendo che "il marchio [RAI] è inscindibile dal format [del festival]"[87]; tuttavia, il Consiglio di Stato ha successivamente confermato la decisione del TAR nel maggio 2025[88]. Agli inizi di marzo 2025, il comune ha definito i termini dei bandi da indire per l'assegnazione dei festival 2026-28, che sono stati pubblicati il 9 aprile, con le emittenti che potevano presentare domanda entro 40 giorni[89][90]. Alla fine, l'unico richiedente era la Rai, che si era offerta di ottenere i diritti esclusivi del festival almeno fino al 2028[91][88].

Successivamente è stato riferito che la Rai stava pianificando di spostare il concorso in una diversa sede italiana dall'edizione del 2027 in poi, al fine di evitare ulteriori problemi legali e finanziari con il comune di Sanremo[92][93]. Nonostante ciò, le due parti hanno in seguito raggiunto un accordo per mantenere l'evento nella città ligure e la trasmissione sulla TV pubblica almeno fino al 2029[94].

La lista che segue riguarda le varie modifiche fatte al regolamento e le varie novità apportate al Festival

  • 1951: prima edizione. In gara vi sono venti brani, interpretati da tre cantanti: Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano;
  • 1953: introduzione della doppia interpretazione per ogni canzone e direzione orchestrale di ogni brano, che durerà fino al 1971 (con l'eccezione del 1956) e sarà ripresa, seppur con modalità diverse, nel 1990 e nel 1991;
  • 1955: prima edizione trasmessa in TV;
  • 1956: gli interpreti dei brani in gara vengono selezionati dalla Rai attraverso un concorso per Voci Nuove indetto l'anno precedente: dalle 6.646 candidature arrivate vengono scelti i sei partecipanti, tutti esordienti nel mondo della musica. In quell'anno si tiene la prima edizione dell'Eurovision Song Contest, il cui artista rappresentante per l'Italia viene scelto frequentemente tra i partecipanti a Sanremo;
  • 1958: prima diretta in Eurovisione;
  • 1961: la classifica finale viene decretata una tantum tramite il concorso dell'Enalotto e annunciata sette giorni dopo la serata finale;
  • 1964: per quest'edizione e la seguente, uno degli interpreti di ciascun brano è un artista di fama internazionale, che si esibisce, salvo rare eccezioni, in italiano. Da quest'anno, con la sola eccezione dell'edizione 1975, i brani sono proposti alla commissione selezionatrice già abbinati a chi deve eseguirli in gara, mentre in precedenza venivano scelti i brani e solo successivamente si decideva chi li avrebbe interpretati;
  • 1965: ultima edizione in cui gli interpreti italiani possono partecipare in gara con più di un brano, mentre per quelli stranieri tale possibilità permarrà per ulteriori due anni;
  • 1967: edizione segnata dal tragico suicidio di Luigi Tenco, che era appena stato eliminato dalla competizione e quindi non ammesso alla finale;
  • 1968: da quest'edizione ogni interprete (sia italiano sia straniero) può gareggiare con un solo brano;
  • 1972: ripristino dell'esecuzione singola per ogni canzone;
  • 1973: prima edizione a essere ripresa con telecamere a colori, a beneficio delle televisioni estere: in Italia, però, continuerà a essere trasmesso in bianco e nero per i successivi quattro anni, cioè fino all'arrivo sul mercato degli apparecchi televisivi in grado di ricevere il segnale a colori. Da quest'anno e fino al 1980 la Rai trasmetterà in TV solo la serata finale della kermesse, mentre le altre verranno trasmesse soltanto via radio;
  • 1974: per la prima volta si distinguono gli interpreti in "Big", ammessi di diritto alla serata finale, e "Aspiranti", sottoposti al rischio dell'eliminazione;
  • 1976: per la prima volta, le canzoni in concorso sono eseguite con il supporto di una base musicale pre-registrata, nonostante la presenza dell'orchestra; questa fu l'ultima edizione ospitata al teatro del Casinò, che a fine anno dovette chiudere per ristrutturazione;
  • 1977: il Festival si sposta al teatro Ariston. Prima edizione visibile a colori anche in Italia tramite il sistema PAL;
  • 1978: la Rai trasmette solamente l'ultima serata del Festival, sia alla radio che in TV;
  • 1980: viene eliminata l'orchestra: tutti gli artisti cantano su basi musicali pre-registrate;
  • 1981: per questa e le tre successive edizioni sono ammessi brani con testi interamente in una lingua diversa dall'italiano, a condizione che almeno uno degli autori sia di nazionalità italiana. La Rai torna a trasmettere integralmente la kermesse canora anche in TV;
  • 1982: viene istituito il Premio della Critica;
  • 1984: per la prima volta i "Big Italiani e Stranieri", votati tramite il concorso Totip, costituiscono una sezione separata rispetto alle "Nuove Proposte Italiane", che vengono votate tramite giurie demoscopiche per determinare una propria classifica. Inoltre, in quest'edizione e nella seguente, tutte le esibizioni sono in playback;
  • 1986: per la prima volta è una donna a condurre il Festival come presentatrice principale, Loretta Goggi; viene ripristinata l'esecuzione delle canzoni dal vivo, sempre su base musicale pre-registrata;
  • 1987: primo Festival rilevato dal nuovo sistema di registrazione dei dati d'ascolto Auditel. Tale edizione è, ad oggi, la più seguita di sempre;
  • 1989: viene istituita una suddivisione intermedia tra quella degli artisti più popolari, detti "Campioni", e quella degli esordienti, quest'anno detti "Nuovi": si tratta della sezione "Emergenti", destinata a non avere seguito nelle successive edizioni;
  • 1990: tornano l'orchestra e le giurie popolari per tutti i cantanti in gara. È il primo Festival, dal 1977, che non viene svolto al teatro Ariston, in quel periodo chiuso per ristrutturazione. La manifestazione si trasferisce in un capannone del Mercato dei Fiori, per l'occasione denominato "Palafiori" (da non confondere con l'attuale Palafiori situato nel centro di Sanremo, in seguito alla ristrutturazione del vecchio Mercato dei Fiori), situato a Bussana, frazione del comune di Sanremo;
  • 1991: il Festival torna al teatro Ariston;
  • 1992: per quest'edizione e la seguente, viene reintrodotta l'eliminazione dalla finale per gli artisti della sezione "Campioni";
  • 1994: l'organizzazione del Festival torna a essere appannaggio della Rai;
  • 1996: le "Nuove Proposte" sono tutte ammesse alla serata finale a loro dedicata. Da quest'edizione il Premio della Critica porta il nome di Mia Martini, scomparsa l'anno precedente;
  • 1997: introduzione delle giurie di qualità, composte da personaggi del mondo dello spettacolo (fino al 2003, nel 2007 e 2008 e nuovamente dal 2013 al 2014, poi denominata Giuria degli Esperti dal 2015 al 2018 e Giuria d'onore nel 2019). Quella dei Jalisse, vincitori del Festival, segna l'ultima partecipazione italiana all'Eurovision Song Contest per i successivi 13 anni;
  • 1998: i primi tre classificati della sezione "Giovani" sono ammessi a concorrere per la vittoria finale insieme ai "Campioni";
  • 1999: prima (ed unica, fino al 2009) edizione trasmessa nel formato televisivo 16:9 (in letterbox);
  • 2002: per quest'edizione vengono reintrodotte le eliminazioni per i "Giovani", i cui finalisti vengono giudicati con voto palese da ciascun componente della Giuria di qualità;
  • 2004: nessuna distinzione degli artisti in sezioni e introduzione del televoto; per la prima volta il Festival viene battuto nella gara degli ascolti da un programma concorrente;
  • 2005: suddivisione in più categorie, i cui vincitori concorrono al premio assoluto, e ripristino delle eliminazioni; reintroduzione del voto misto, tra differenti tipi di giurie;
  • 2007: ripristino delle sole sezioni "Campioni" e "Giovani", con eliminazione solo per questi ultimi;
  • 2009: prima edizione trasmessa sul digitale terrestre (per le zone del territorio italiano già in grado di ricevere l'apposito segnale) e in alta definizione nelle zone sperimentali. Viene introdotta la formula dei ripescaggi, già sperimentata intorno agli anni sessanta: il pubblico da casa può far rientrare in gara due dei sei artisti eliminati nelle prime due serate tramite televoto;
  • 2010: un posto tra gli "Artisti" in gara è riservato di diritto, come premio aggiuntivo alla vittoria, al vincitore del talent show X Factor;
  • 2011: dopo 14 anni, il Festival torna a essere la selezione per il rappresentante italiano all'Eurovision Song Contest;
  • 2012: per la prima volta il Festival, precisamente la finale, viene trasmesso sul sito Eurovision.tv in quanto è confermato come Selezione nazionale (così come nel 2013 e dal 2015), con commento live degli spettatori tramite Facebook e Twitter; in quest'edizione, inoltre, è stata introdotta la golden share, meccanismo con cui la sala stampa avrebbe potuto far salire di tre posizioni in classifica l'artista da essa prescelto (o prescelta) tra i sei finalisti;
  • 2013: ogni partecipante della sezione "Campioni" porta in gara due canzoni, delle quali solo una prosegue la gara fino alla finale; di conseguenza vengono meno le eliminazioni dei "Campioni". La serata dei duetti e la serata speciale-evento sono accorpate in un'unica serata (la quarta); i "Giovani" in gara devono essere maggiorenni. Viene abolita la giuria demoscopica, mentre ritorna la giuria di qualità;
  • 2015: viene ripristinata la singola canzone per ogni artista in gara sia tra i "Campioni" (per i quali vengono reintrodotte anche le eliminazioni) sia tra i "Giovani". Come da regolamento ufficiale, da quest'edizione è il vincitore della sezione "Campioni" a rappresentare, salvo rinuncia, l'Italia all'Eurovision Song Contest;
  • 2016: viene ripristinato il ripescaggio per i "Campioni": delle cinque canzoni escluse al termine della penultima serata, il televoto potrà ripescarne una per la finale;
  • 2017: il numero dei partecipanti alla sezione "Campioni" viene aumentato, passando da 20 a 22;
  • 2018: il numero dei partecipanti alla sezione "Campioni" torna a 20; vengono abolite le eliminazioni per entrambe le categorie (tutti i partecipanti accedono in finale); la serata dedicata alle cover viene sostituita da quella dei duetti, in cui ogni cantante in gara esegue il proprio brano assieme ad un ospite a sua scelta;
  • 2019: nessuna distinzione degli artisti in sezioni; il numero dei partecipanti alla sezione "Campioni" aumenta da 20 a 24, due dei quali hanno guadagnato di diritto l'accesso in quanto vincitori di Sanremo Giovani 2018;
  • 2020: i partecipanti in gara nella sezione "Campioni" scendono inizialmente a 22, per poi tornare a 24; viene ripristinata la sezione "Nuove proposte". Viene eliminata la giuria di qualità. Si celebra la settantesima edizione della kermesse: la terza serata, denominata per l'occasione Sanremo 70, viene dedicata alla reinterpretazione, da parte dei cantanti in gara, di alcuni dei brani che fanno parte della storia del Festival; inoltre durante questa serata, ricompaiono, dopo tanti anni sul palcoscenico, i fiori di Sanremo;
  • 2021: Il numero dei partecipanti in gara nella sezione "Campioni" aumenta a 26. Durante la terza serata si celebra la musica d'autore: i cantanti in gara reinterpretano, accompagnati da uno o più ospiti a loro scelta, alcuni brani che fanno parte della storia della musica d'autore italiana. È ad oggi l'unica edizione ad essersi svolta in totale assenza del pubblico in sala, a causa della pandemia di COVID-19;
  • 2022: nessuna distinzione degli artisti in sezioni, come avvenuto nell'edizione 2019; i partecipanti salgono a 25 – inizialmente erano fissati a 24 – tre dei quali hanno guadagnato di diritto l'accesso tramite Sanremo Giovani 2021. La serata delle cover, che nelle due edizioni precedenti si svolgeva nella terza serata, si sposta alla quarta ed è stata dedicata ai successi italiani e internazionali degli anni sessanta, settanta, ottanta e novanta;
  • 2023: prima edizione trasmessa in 4K (non nativamente ma in upscale). Rimane invariata la formula dell'edizione precedente, ma il numero dei partecipanti – inizialmente fissati a 25 – sale a 28 in totale, sei dei quali hanno guadagnato di diritto l'accesso tramite Sanremo Giovani 2022. La serata delle cover, la cui collocazione rimane invariata, include anche successi italiani e internazionali degli anni duemila, oltre a quelli degli anni sessanta, settanta, ottanta e novanta. A differenza delle edizioni precedenti, inoltre, accedono alla votazione finale i primi cinque classificati anziché i primi tre. Per la prima volta è presente alla serata inaugurale il presidente della Repubblica in carica, Sergio Mattarella.
  • 2024: prima edizione trasmessa nativamente in 4K su Tivùsat. Il numero dei partecipanti – inizialmente fissato a 26 – sale a 30, tre dei quali hanno guadagnato di diritto l'accesso tramite Sanremo Giovani 2023. Come nelle edizioni 2018 e 2019, nella prima serata si esibiscono tutti i cantanti in gara, i quali vengono poi equamente divisi tra la seconda e la terza serata; riguardo a queste ultime, i cantanti non previsti nella serata di riferimento affiancano di fatto le co-conduttrici e i co-conduttori già designati nella presentazione degli altri concorrenti in gara. Viene abolita la giuria demoscopica, sostituita da una giuria delle radio, formata da emittenti radiofoniche, nazionali e locali, individuate secondo criteri di rappresentanza dell'intero territorio italiano.
  • 2025: viene ripristinata la sezione Nuove proposte, di cui solo 4 artisti possono accedere alla fase finale. Il numero dei partecipanti inizialmente era fissato a 30, ma è sceso a 29 a causa del ritiro del rapper Emis Killa (in seguito alla sua iscrizione nel registro degli indagati per il reato di associazione per delinquere nell'ambito di un'inchiesta sugli affari legati ai gruppi ultras). Per la prima volta nella storia del Festival di Sanremo, il papa regnante, Francesco, ha partecipato in videocollegamento durante la prima serata.
  • 2026: prima edizione trasmessa nativamente in 4K su digitale terrestre con sistema audio immersivo Dolby Atmos.[95][96][97] Per la prima volta nella storia del Festival, il conduttore e direttore artistico in carica, Carlo Conti, annuncia in diretta il proprio successore, Stefano De Martino.[98]
Edizione Anno Periodo Serate Partecipanti Conduzione Direzione artistica Sede
CampioniNuove proposte
Artisti Canzoni
1951 29 - 31 gennaio 33 20Non presenti Nunzio Filogamo Giulio Razzi Casinò di Sanremo
1952 28 - 30 gennaio5
1953 29 - 31 gennaio10
1954 28 - 30 gennaio12
1955 27 - 29 gennaio15 16 Armando Pizzo
1956 8 - 10 marzo6 20 Fausto Tommei
1957 7 - 9 febbraio 17 19 Nunzio Filogamo
1958 30 gennaio - 1º febbraio15 20 Gianni Agus Achille Cajafa
1959 29 - 31 gennaio17 Enzo Tortora Edoardo Fosco
10ª 1960 28 - 30 gennaio23 Paolo FerrariEnza Sampò Ezio Radaelli
11ª 1961 26 gennaio - 6 febbraio 442 24 Lilli Lembo
12ª 1962 8 - 18 febbraio45 32 Renato Tagliani Gianni Ravera
13ª 1963 7 - 9 febbraio 321 20 Mike Bongiorno
14ª 1964 30 gennaio - 1º febbraio40 24
15ª 1965 28 - 30 gennaio43
16ª 1966 27 - 29 gennaio47 26
17ª 1967 26 - 28 gennaio58 30
18ª 1968 1º - 3 febbraio48 24 Pippo Baudo
19ª 1969 30 gennaio - 1º febbraio Nuccio Costa Ezio Radaelli
20ª 1970 26 - 28 febbraio52 26 Gianni Ravera ed Ezio Radaelli
21ª 1971 25 - 27 febbraio48 24 Carlo GiuffréElsa Martinelli
22ª 1972 24 - 26 febbraio28 Mike Bongiorno Elio Gigante
23ª 1973 8 - 10 marzo30 Vittorio Salvetti
24ª 1974 7 - 9 marzo28 Corrado Gianni Ravera, Vittorio Salvetti ed Elio Gigante
25ª 1975 27 febbraio - 1º marzo30 Mike Bongiorno Bruno Pallesi
26ª 1976 19 - 21 febbraio Giancarlo Guardabassi Vittorio Salvetti
27ª 1977 3 - 5 marzo12 Mike Bongiorno Teatro Ariston di Sanremo
28ª 1978 26 - 28 gennaio14 Maria Giovanna Elmi
29ª 1979 11 - 13 gennaio22 Mike Bongiorno Gianni Ravera
30ª 1980 7 - 9 febbraio30 Claudio Cecchetto
31ª 1981 5 - 7 febbraio28
32ª 1982 28 - 30 gennaio30
33ª 1983 3 - 5 febbraio36 Andrea Giordana
34ª 1984 2 - 4 febbraio2016 Pippo Baudo
35ª 1985 7 - 9 febbraio22
36ª 1986 13 - 15 febbraio14 Loretta Goggi
37ª 1987 4 - 7 febbraio 42416 Pippo Baudo Marco Ravera
38ª 1988 24 - 27 febbraio26 Miguel BoséGabriella Carlucci
39ª 1989 21 - 25 febbraio 52424[N 1] Rosita CelentanoPaola DominguínDanny QuinnGianmarco Tognazzi Adriano Aragozzini
40ª 1990 28 febbraio - 3 marzo 42016 Johnny DorelliGabriella Carlucci Nuovo Mercato dei fiori di Bussana (Sanremo)
41ª 1991 27 febbraio - 2 marzo Andrea OcchipintiEdwige Fenech Teatro Ariston di Sanremo
42ª 1992 26 - 29 febbraio2418 Pippo Baudo
43ª 1993 23 - 27 febbraio Pippo BaudoLorella Cuccarini
44ª 1994 23 - 26 febbraio20 Pippo Baudo Pippo Baudo
45ª 1995 21 - 25 febbraio 52316
46ª 1996 20 - 24 febbraio14
47ª 1997 18 - 22 febbraio2912 Mike Bongiorno Pino Donaggio, Giorgio Moroder e Carla Vistarini
48ª 1998 24 - 28 febbraio1714 Raimondo Vianello Mario Maffucci
49ª 1999 23 - 27 febbraio14 Fabio Fazio
50ª 2000 21 - 26 febbraio1618
51ª 2001 26 febbraio - 3 marzo16 Raffaella Carrà
52ª 2002 5 - 9 marzo20 Pippo Baudo Pippo Baudo
53ª 2003 4 - 8 marzo
54ª 2004 2 - 6 marzo22Non presenti Simona Ventura Tony Renis
55ª 2005 1º - 5 marzo2012 Paolo Bonolis Paolo Bonolis[N 2]
56ª 2006 27 febbraio - 4 marzo18 Giorgio Panariello Giorgio Panariello[N 2]
57ª 2007 27 febbraio - 3 marzo2014 Pippo BaudoMichelle Hunziker Pippo Baudo
58ª 2008 25 febbraio - 1º marzo Piero Chiambretti
59ª 2009 17 - 21 febbraio1610 Paolo BonolisLuca Laurenti Paolo Bonolis[N 2]
60ª 2010 16 - 20 febbraio15 Antonella Clerici Gianmarco Mazzi
61ª 2011 15 - 19 febbraio 14 8 Gianni Morandi
62ª 2012 14 - 18 febbraio
63ª 2013 12 - 16 febbraio 14 28 Fabio FazioLuciana Littizzetto Fabio Fazio
64ª 2014 18 - 22 febbraio
65ª 2015 10 - 14 febbraio20 Carlo Conti Carlo Conti
66ª 2016 9 - 13 febbraio
67ª 2017 7 - 11 febbraio22 Carlo ContiMaria De Filippi
68ª 2018 6 - 10 febbraio20 Claudio BaglioniMichelle HunzikerPierfrancesco Favino Claudio Baglioni
69ª 2019 5 - 9 febbraio24Non presenti Claudio BisioVirginia Raffaele
70ª 2020 4 - 8 febbraio8 AmadeusFiorello[N 3] Amadeus
71ª 2021 2 - 6 marzo26
72ª 2022 1º - 5 febbraio25Non presenti Amadeus
73ª 2023 7 - 11 febbraio28 AmadeusGianni Morandi
74ª 2024 6 - 10 febbraio30 Amadeus
75ª 2025 11 - 15 febbraio 29 4 Carlo Conti Carlo Conti
76ª 2026 24 - 28 febbraio 30 Carlo ContiLaura Pausini
Lo stesso argomento in dettaglio: Albo d'oro del Festival di Sanremo.
Vincitori del premio principale
Anno Interprete Brano
1951Nilla PizziGrazie dei fiori
1952Vola colomba
1953Carla Boni e Flo Sandon'sViale d'autunno
1954Giorgio Consolini e Gino LatillaTutte le mamme
1955Claudio Villa e Tullio PaneBuongiorno tristezza
1956Franca RaimondiAprite le finestre
1957Claudio Villa e Nunzio GalloCorde della mia chitarra
1958Domenico Modugno e Johnny DorelliNel blu dipinto di blu
1959Piove (ciao ciao bambina)
1960Tony Dallara e Renato RascelRomantica
1961Betty Curtis e Luciano TajoliAl di là
1962Domenico Modugno e Claudio VillaAddio... addio
1963Tony Renis e Emilio PericoliUno per tutte
1964Gigliola Cinquetti e Patricia CarliNon ho l'età (per amarti)
1965Bobby Solo e The New Christy MinstrelsSe piangi se ridi
1966Domenico Modugno e Gigliola CinquettiDio come ti amo
1967Claudio Villa e Iva ZanicchiNon pensare a me
1968Sergio Endrigo e Roberto CarlosCanzone per te
1969Bobby Solo e Iva ZanicchiZingara
1970Adriano Celentano e Claudia MoriChi non lavora non fa l'amore
1971Nada e Nicola Di BariIl cuore è uno zingaro
1972Nicola Di BariI giorni dell'arcobaleno
1973Peppino di CapriUn grande amore e niente più
1974Iva ZanicchiCiao cara come stai?
1975GildaRagazza del sud
1976Peppino di CapriNon lo faccio più
1977Homo SapiensBella da morire
1978Matia Bazar...e dirsi ciao
1979Mino VergnaghiAmare
1980Toto CutugnoSolo noi
1981AlicePer Elisa
1982Riccardo FogliStorie di tutti i giorni
1983Tiziana RivaleSarà quel che sarà
1984Al Bano & Romina PowerCi sarà
1985Ricchi e PoveriSe m'innamoro
1986Eros RamazzottiAdesso tu
1987Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto TozziSi può dare di più
1988Massimo RanieriPerdere l'amore
1989Anna Oxa e Fausto LealiTi lascerò
1990PoohUomini soli
1991Riccardo CoccianteSe stiamo insieme
1992Luca BarbarossaPortami a ballare
1993Enrico RuggeriMistero
1994Aleandro BaldiPasserà
1995GiorgiaCome saprei
1996Ron e ToscaVorrei incontrarti fra cent'anni
1997JalisseFiumi di parole
1998Annalisa MinettiSenza te o con te
1999Anna OxaSenza pietà
2000Piccola Orchestra Avion TravelSentimento
2001ElisaLuce (tramonti a nord est)
2002Matia BazarMessaggio d'amore
2003AlexiaPer dire di no
2004Marco MasiniL'uomo volante
2005Francesco RengaAngelo
2006PoviaVorrei avere il becco
2007Simone CristicchiTi regalerò una rosa
2008Giò Di Tonno e Lola PonceColpo di fulmine
2009Marco CartaLa forza mia
2010Valerio ScanuPer tutte le volte che...
2011Roberto VecchioniChiamami ancora amore
2012EmmaNon è l'inferno
2013Marco MengoniL'essenziale
2014ArisaControvento
2015Il VoloGrande amore
2016StadioUn giorno mi dirai
2017Francesco GabbaniOccidentali's Karma
2018Ermal Meta e Fabrizio MoroNon mi avete fatto niente
2019MahmoodSoldi
2020DiodatoFai rumore
2021 Måneskin Zitti e buoni
2022 Mahmood e Blanco Brividi
2023 Marco Mengoni Due vite
2024 Angelina Mango La noia
2025 Olly Balorda nostalgia
2026 Sal Da Vinci Per sempre sì

Il Festival ha avuto quasi sempre un presentatore o una presentatrice principale, di volta in volta affiancato/a da vallette o spalle; in alcuni casi, e sempre più di frequente con l'avanzare del tempo, si è trattato di vere e proprie co-conduzioni.

Pippo Baudo ha il primato assoluto di conduzioni del Festival, in quanto lo ha presentato per tredici volte, seguito da Mike Bongiorno che ha condotto undici edizioni. Nunzio Filogamo, Amadeus e Carlo Conti ne hanno presentate cinque, Fabio Fazio quattro, Claudio Cecchetto, Piero Chiambretti, Gianni Morandi e Fiorello tre e, infine, Paolo Bonolis, Nuccio Costa e Claudio Baglioni hanno condotto due edizioni a testa.[99]

Sono solo quattro invece le donne ad aver condotto il Festival come presentatrici principali: la prima fu Loretta Goggi, che presentò l'edizione del 1986. Seguirono Raffaella Carrà nel 2001, Simona Ventura nel 2004 e Antonella Clerici nel 2010.

Va specificato però che la prima conduzione al femminile avvenne per il Festival del 1961 ad opera di Lilli Lembo e Giuliana Calandra, quest'ultima sostituita per la serata finale da Alberto Lionello. Nell'edizione del 1973 Gabriella Farinon condusse le prime due serate da sola (seppur trasmesse solo in radio), affiancando Mike Bongiorno nella serata finale, trasmessa in TV. Stesso copione si vide anche nell'edizione del 1977: Maria Giovanna Elmi condusse le prime due serate da sola (trasmesse solo in radio), mentre nella serata finale, trasmessa in TV, affiancò Mike Bongiorno. Nell'edizione successiva, pur essendo accreditata nei titoli di testa come unica conduttrice, la Elmi si limitò a svolgere un ruolo simile a quello dell'annunciatrice, aprendo tutte le serate con una presentazione generale della manifestazione e del regolamento nonché a introdurre le esibizioni degli ospiti stranieri. Di fatto, però, la maggior parte di quel Festival fu presentata dallo stesso patron Vittorio Salvetti, il quale annunciò i vari cantanti in gara e comunicò la totalità dei risultati delle giurie preposte alle votazioni.

La Goggi quindi, sebbene fosse coadiuvata dai tre VJ di Discoring Anna Pettinelli, Mauro Micheloni e Sergio Mancinelli, è stata di fatto la prima donna ad aver condotto singolarmente il Festival di Sanremo.

Per quanto riguarda le co-conduzioni, Gabriella Farinon e Fiorello detengono il primato assoluto in tal senso, in quanto hanno co-condotto il Festival in tre occasioni. Antonella Clerici ha il primato assoluto tra le conduttrici donne con quattro edizioni, di cui tre come co-conduttrice e una da conduttrice principale in solitaria nel 2010, a cui se ne aggiunge un'ulteriore da inviata nel 1994. Seguono Bianca Balti, Michelle Hunziker, Virginia Raffaele, Gabriella Carlucci, Luciana Littizzetto, Maria Teresa Ruta, Maria Giovanna Elmi, Anna Pettinelli, Maria De Filippi, Tiziana Pini, Sabrina Ferilli e Lorella Cuccarini, che hanno co-condotto la kermesse per due volte.

Diciassette artisti, ovvero Nilla Pizzi, Johnny Dorelli, Gianni Morandi, Loretta Goggi, Anna Oxa, Lorella Cuccarini, Arisa, Emma, Fiorello, Sabrina Salerno, Elodie, Marco Mengoni, Giorgia, Mahmood, Elettra Lamborghini, Laura Pausini e Achille Lauro hanno partecipato al Festival sia nelle vesti di presentatore sia in quelle di cantante in gara; dieci di loro (Pizzi, Dorelli, Morandi, Oxa, Arisa, Emma, Mengoni, Giorgia, Mahmood e Pausini) ne sono risultati anche vincitori.

AnnoConduzioneCo-conduzione
1951Nunzio Filogamo
1952
1953
1954
1955Armando PizzoMaria Teresa Ruta
1956Fausto Tommei
1957Nunzio FilogamoMarisa Allasio, Fiorella Mari e con Nicoletta Orsomando
1958Gianni AgusFulvia Colombo
1959Enzo TortoraAdriana Serra
1960Paolo Ferrari ed Enza Sampò
1961Lilli Lembo e Giuliana Calandra
Alberto Lionello (4ª serata)
1962Renato TaglianiLaura Efrikian e Vicky Ludovisi
1963Mike BongiornoRossana Armani, Edy Campagnoli, Giuliana Copreni e Maria Giovannini
1964Giuliana Lojodice
1965Grazia Maria Spina
1966Paola Penni e Carla Maria Puccini
1967Renata Mauro
1968Pippo BaudoLuisa Rivelli
1969Nuccio CostaGabriella Farinon
1970Enrico Maria Salerno e Ira von Fürstenberg
1971Carlo Giuffré ed Elsa Martinelli
1972Mike BongiornoSylva Koscina e Paolo Villaggio
1973Gabriella Farinon
1974Corrado
1975Mike BongiornoSabina Ciuffini
1976Giancarlo GuardabassiSerena Albano e Maddalena Galliani (1ª serata), Stella Luna e Lorena Rosetta Nardulli (2ª serata), Tiziana Pini e Karla Strano Pavese (3ª serata)
1977Mike BongiornoMaria Giovanna Elmi
1978Maria Giovanna ElmiStefania Casini, Beppe Grillo e Vittorio Salvetti
1979Mike BongiornoAnna Maria Rizzoli
1980Claudio CecchettoRoberto Benigni e Olimpia Carlisi
1981Eleonora Vallone e Nilla Pizzi
1982Patrizia Rossetti
1983Andrea GiordanaIsabel Russinova, Emanuela Falcetti e Anna Pettinelli
1984Pippo BaudoEdy Angelillo, Elisabetta Gardini, Iris Peynado e Tiziana Pini con Isabella Rocchietta e Viola Simoncioni
1985Patty Brard
1986Loretta GoggiSergio Mancinelli, Mauro Micheloni e Anna Pettinelli
1987Pippo BaudoCarlo Massarini
1988Miguel Bosé e Gabriella Carlucci
1989Rosita Celentano, Paola Dominguín, Danny Quinn e Gianmarco TognazziKay Sandvick e Clare Ann Matz
1990Johnny Dorelli e Gabriella Carlucci
1991Andrea Occhipinti ed Edwige Fenech
1992Pippo BaudoAlba Parietti (1ª e 4ª serata), Brigitte Nielsen (2ª e 4ª serata), Milly Carlucci (3ª e 4ª serata)
1993 Pippo Baudo e Lorella Cuccarini
1994 Pippo BaudoAnna Oxa e Cannelle
1995Anna Falchi e Claudia Koll
1996Sabrina Ferilli e Valeria Mazza
1997Mike BongiornoPiero Chiambretti e Valeria Marini
1998Raimondo VianelloEva Herzigová e Veronica Pivetti
1999Fabio FazioLaetitia Casta e Renato Dulbecco
2000Teo Teocoli, Luciano Pavarotti e Inés Sastre
2001Raffaella CarràMegan Gale, Enrico Papi, Massimo Ceccherini e Piero Chiambretti
2002Pippo BaudoManuela Arcuri e Vittoria Belvedere
2003Serena Autieri e Claudia Gerini
2004Simona VenturaPaola Cortellesi, Maurizio Crozza e Gene Gnocchi
2005Paolo BonolisAntonella Clerici e Federica Felini
2006Giorgio PanarielloIlary Blasi e Victoria Cabello
2007Pippo BaudoMichelle Hunziker
2008Pippo Baudo e Piero ChiambrettiBianca Guaccero e Andrea Osvárt
2009Paolo Bonolis e Luca LaurentiPaul Sculfor e Alessia Piovan (1ª serata), Nir Lavi e Eleonora Abbagnato (2ª serata), Thyago Alves e Gabriella Pession (3ª serata), Ivan Olita (4ª serata), David Gandy e Maria De Filippi (5ª serata)
2010Antonella Clerici
2011Gianni MorandiBelén Rodríguez, Elisabetta Canalis, Luca e Paolo
2012Rocco Papaleo e Ivana Mrázová[N 4]
2013Fabio Fazio e Luciana Littizzetto
2014
2015Carlo ContiArisa, Emma e Rocío Muñoz Morales
2016Gabriel Garko, Virginia Raffaele e Mădălina Diana Ghenea
2017 Carlo Conti e Maria De Filippi
2018Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino
2019 Claudio Baglioni, Claudio Bisio e Virginia Raffaele
2020Amadeus e Fiorello[N 3] Diletta Leotta (1ª e 5ª serata), Rula Jebreal (1ª serata), Emma D'Aquino e Laura Chimenti (2ª serata), Sabrina Salerno (2ª e 5ª serata), Georgina Rodríguez e Alketa Vejsiu (3ª serata), Antonella Clerici (4ª serata), Francesca Sofia Novello (4ª e 5ª serata)
2021Matilda De Angelis (1ª serata), Elodie (2ª serata), Vittoria Ceretti (3ª serata), Beatrice Venezi e Barbara Palombelli (4ª serata)
2022 Amadeus Ornella Muti (1ª serata), Lorena Cesarini (2ª serata), Drusilla Foer (3ª serata), Maria Chiara Giannetta (4ª serata) e Sabrina Ferilli (5ª serata)
2023 Amadeus e Gianni Morandi Chiara Ferragni (1ª e 5ª serata), Francesca Fagnani (2ª serata), Paola Egonu (3ª serata) e Chiara Francini (4ª serata)
2024 Amadeus Marco Mengoni (1ª serata), Giorgia (2ª serata), Teresa Mannino (3ª serata), Lorella Cuccarini (4ª serata) e Fiorello (5ª serata)
2025 Carlo Conti Antonella Clerici e Gerry Scotti (1ª serata), Alessandro Cattelan (2ª e 5ª serata), Bianca Balti, Cristiano Malgioglio e Nino Frassica (2ª serata), Miriam Leone, Elettra Lamborghini e Katia Follesa (3ª serata), Mahmood e Geppi Cucciari (4ª serata), Alessia Marcuzzi (5ª serata)
2026 Carlo Conti e Laura Pausini Can Yaman (1ª serata), Pilar Fogliati, Achille Lauro e Lillo (2ª serata), Irina Shayk e Ubaldo Pantani (3ª serata), Gianluca Gazzoli (2ª e 3ª serata), Bianca Balti e Alessandro Siani (4ª serata), Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica (5ª serata)
2027 Stefano De Martino
Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche del Festival di Sanremo.

La prima edizione del Festival i cui ascolti furono rilevati dall'Auditel (entrato in funzione il 7 dicembre 1986) fu quella del 1987.

Fonte: dati Auditel[100]

Edizione Anno Telespettatori Share
I II III IV V Media I II III IV V Media
37ª 1987 17 500 000 14 800 000 13 200 000 18 300 000 Non in onda 15 950 000 66,3% 64,4% 67,5% 77,5% Non in onda 68,93%
38ª 1988 15 500 000 13 000 000 13 900 000 15 200 000 14 400 000 69,5% 58,24% 54,69% 71,01% 63,36%
39ª 1989 17 000 000 17 000 000 12 300 000 12 800 000 15 900 000 15 000 000 65,68% 65,14% 61,51% 62,93% 75,43% 66,14%
40ª 1990 13 639 000 16 926 000 12 357 000 14 341 000 Non in onda 14 316 000 53,71% 60,97% 64,59% 76,26% Non in onda 63,88%
41ª1991 15 023 000 12 550 000 9 837 000 11 156 000 12 142 000 54,63% 47,56% 46,85% 60,11% 52,29%
42ª1992 16 614 000 15 527 000 14 593 000 14 575 000 15 327 000 57,68% 57,94% 56,04% 69,62% 60,32%
43ª1993 14 736 000 13 998 000 14 427 000 16 786 000 14 896 000 54,42% 49,85% 51,01% 69,17% 56,11%
44ª1994 13 400 000 11 300 000 12 700 000 13 100 000 12 625 000 56,93% 44,77% 52,18% 60,63% 53,63%
45ª1995 15 602 000 18 389 000 15 825 000 16 804 000 17 601 000 16 845 000 65,14% 65,42% 60,47% 65,81% 75,22% 66,41%
46ª1996 11 268 000 12 981 000 12 557 000 13 003 000 13 862 000 12 734 000 53,31% 48,13% 46,95% 53,94% 62,86% 53,04%
47ª1997 13 140 000 13 626 000 13 997 000 13 382 000 15 562 000 13 941 000 58,74% 52,36% 55,55% 55,63% 68,29% 58,11%
48ª1998 11 083 000 12 788 000 13 006 000 12 742 000 15 067 000 12 937 000 54,47% 46,54% 48,27% 49,6% 62,7% 52,32%
49ª1999 16 234 000 13 755 000 14 167 000 13 639 000 15 649 000 14 689 000 56,75% 49,37% 53,94% 54,06% 64,08% 55,64%
50ª2000 15 907 000 13 171 000 11 888 000 11 786 000 15 223 000 12 920 000 57,18% 51,60% 47,3% 49,82% 65,45% 54,25%
51ª2001 12 160 000 10 298 000 10 145 000 10 010 000 12 998 000 10 989 000 51,98% 43,85% 44,39% 43,01% 57,25% 48,10%
52ª2002 12 461 000 10 397 000 10 382 000 9 758 000 13 397 000 11 279 000 56,22% 47,23% 48,56% 50,34% 62,66% 53,00%
53ª2003 9 118 000 8 795 000 8 175 000 7 673 000 9 828 000 8 718 000 42,55% 41,16% 37,19% 39,24% 54,12% 42,85%
54ª2004 10 104 000 8 402 000 6 961 000 9 742 000 9 527 000 8 893 000 42,48% 33,74% 29,28% 40,69% 48,57% 38,95%
55ª2005 12 218 000 11 185 000 11 560 000 10 387 000 13 606 000 11 791 000 54,78% 52,8% 51,05% 50,18% 55,08% 52,78%
56ª2006 9 141 000 8 235 000 6 234 000 8 267 000 9 523 000 8 280 000 44,45% 37,33% 33,49% 36,74% 48,23% 40,05%
57ª2007 9 606 000 8 974 000 8 942 000 8 682 000 12 309 000 9 703 000 45,44% 47,05% 43,58% 47,18% 55,32% 47,71%
58ª2008 7 680 000 6 500 000 6 152 000 5 305 000 8 284 000 6 768 000 36,46% 32,33% 32,2% 32,28% 44,9% 35,63%
59ª2009 10 114 000 9 856 000 9 238 000 10 219 000 12 309 000 10 347 000 47,93% 42,64% 47,16% 47,47% 54,25% 47,89%
60ª2010 10 718 000 10 163 000 10 005 000 11 274 000 12 462 000 10 924 000 45,29% 43,88% 46,02% 50,74% 53,21% 47,83%
61ª2011 11 992 000 10 145 000 12 363 000 10 617 000 12 136 000 11 451 000 46,32% 42,67% 50,89% 46,91% 52,12% 47,78%
62ª2012 12 762 000 9 199 000 10 540 000 9 931 000 13 287 000 11 144 000 49,69% 39,26% 47,76% 41,91% 57,43% 47,22%
63ª2013 12 969 000 11 330 000 10 700 000 11 538 000 12 997 000 11 907 000 48,3% 42,9% 42,5% 48,17% 53,8% 47,13%
64ª2014 10 938 000 7 711 000 7 673 000 8 188 000 9 348 000 8 772 000 45,93% 33,95% 34,94% 37,97% 43,51% 39,26%
65ª2015 11 767 000 10 091 000 10 586 000 9 857 000 11 843 000 10 829 000 49,63% 41,7% 49,51% 47,82% 54,21% 48,57%
66ª2016 11 134 000 10 748 000 10 462 000 10 164 000 11 222 000 10 746 000 49,48% 49,91% 47,88% 47,81% 52,52% 49,52%
67ª 2017 11 374 000 10 367 000 10 420 000 9 886 000 12 022 000 10 814 000 50,37% 46,6% 49,7% 47,05% 58,4% 50,42%
68ª2018 11 603 000 9 687 000 10 825 000 10 108 000 12 125 000 10 869 000 52,1% 47,7% 51,6% 51,1% 58,3% 52,16%
69ª 2019 10 086 000 9 144 000 9 409 000 9 552 000 10 622 000 9 763 000 49,5% 47,3% 46,7% 46,1% 56,5% 49,22%
70ª 2020 10 058 000 9 693 000 9 836 000 9 504 000 11 477 000 10 114 000 52,2% 53,3% 54,5% 53,3% 60,6% 54,78%
71ª 2021 8 363 000 7 586 000 7 653 000 8 014 000 10 715 000 8 466 000 46,6% 42,1% 44,3% 44,7% 53,5% 46,24%
72ª 2022 10 911 000 11 320 000 9 360 000 11 378 000 13 380 000 11 270 000 54,7% 55,8% 54,1% 60,5% 64,9% 58,00%
73ª 2023 10 757 000 10 545 000 9 240 000 11 121 000 12 256 000 10 784 000 62,4% 62,3% 57,6% 66,5% 66% 62,96%
74ª 2024 10 561 000 10 361 000 10 001 000 11 893 000 14 301 000 11 423 000 65,1% 60,1% 60,1% 67,8% 74,1% 65,44%
75ª 2025 12 218 000 11 410 000 10 404 000 13 187 000 13 016 000 12 047 000 65,0% 64,1% 59,7% 70,4% 72,7% 66,38%
76ª 2026 9 306 000 8 814 000 9 336 000 10 522 000 10 748 000 9 745 000 57,7% 59,0% 60,3% 65,2% 68,6% 62,16%

Telespettatori

[modifica | modifica wikitesto]

TelespettatoriEdizione6 Mln8 Mln10 Mln12 Mln14 Mln16 Mln18 Mln20 Mln304050607080Media telespettatoriTelespettatori prima puntataTelespettatori finaleTelespettatori per edizione del Festival di Sanremo

ShareEdizione304050607080304050607080Share medioShare prima puntataShare finaleShare per edizione del Festival di Sanremo

Personale artistico e tecnico

[modifica | modifica wikitesto]
Anno Direzione musicaleScenografia[101]RegiaFotografia
1977 N.D.Milos Anelli Monti Antonio Moretti N.D.
1978Rino Ceriolo
1979Gianfranco Ramacci
1980 Orchestra non presente
1981Enzo Somigli
1982
1983
1984
1985Luigi dall'Aglio
1986Enzo Somigli
1987Gaetano Castelli
1988
1989Carlo Cesarini da Senigallia Antonio Moretti e Adolfo Lippi
1990 N.D.Uberto Bertacca Antonio Moretti Giorgio Abballe e Piero Proietti
1991 Luigi Martelli N.D.
1992Gaetano Castelli Franco Angelo Ferrari
1993 Bruno Canfora
1994 Pippo Caruso
1995
1996 Gino Landi N.D.
1997 Gianfranco LombardiArmando NobiliLuigi Martelli Franco Angelo Ferrari
1998 Simonetta Tavanti N.D.
1999Paolo Beldì
2000 Franco Angelo Ferrari
2001Mario CatalanoSergio Japino Franco Proto
2002 Pippo CarusoGaetano CastelliGino Landi Pino Quini
2003 N.D.
2004 Leonardo De AmicisStefano Vicario
2005 Renato Serio
2006Dante Ferretti e Francesca Lo SchiavoPaolo Beldì
2007 Pippo CarusoGaetano CastelliGino Landi
2008 Ivan Pierri
2009 Bruno SantoriStefano Vicario N.D.
2010 Marco SabiuGaetano e Maria Chiara CastelliDuccio Forzano
2011
2012Stefano Vicario
2013 Mauro PaganiFrancesca MontinaroDuccio Forzano
2014Emanuela Trixie ZitkowskyMarco Lucarelli
2015 Pinuccio PirazzoliRiccardo BocchiniMaurizio Pagnussat
2016
2017Mario Catapano
2018 Geoff WestleyEmanuela Trixie ZitkowskyDuccio Forzano
2019Francesca Montinaro
2020 Leonardo De AmicisGaetano CastelliStefano Vicario
2021Gaetano e Maria Chiara Castelli
2022
2023
2024
2025 Pinuccio Pirazzoli Riccardo Bocchini Maurizio Pagnussat
2026

Sanremo e la canzone italiana

[modifica | modifica wikitesto]
Statua di Mike Bongiorno inaugurata a Sanremo il 15 febbraio 2013 nel corso della quarta serata dai conduttori Fabio Fazio e Luciana Littizzetto

La manifestazione canora deve la sua nascita, la sua longevità e anche il suo successo internazionale al filone tradizionale delle canzoni melodiche ispirate alle arie del melodramma, il cui stile, pur conoscendo una serie di evoluzioni, ha mantenuto i propri tratti distintivi fino ai giorni nostri, finendo col riconoscersi in essa.

Lo stesso impiego dell'orchestra nelle esibizioni sul palco (che è mancato soltanto negli anni ottanta) ha probabilmente permesso che sopravvivesse questo genere di canzoni con ampio dispiego di strumenti ad arco, melodie classicheggianti, una struttura standard della forma-canzone e un lessico passionale riconducibile alle frasi d'amore, che al Festival di Sanremo hanno trovato terreno fertile, fino a coniare il termine "sanremese" e assegnare questa discutibile etichetta anche ad alcuni artisti che hanno preso parte a più edizioni, come se costoro potessero ottenere un certo successo soltanto tramite questa vetrina mediatica o da questa ottenere un certo potere d'acquisto in rapporto alla propria casa discografica.

Sinonimo di qualità è stato, per molti critici del settore, il proporre a Sanremo proprio canzoni lontane da questo "cliché sanremese", restando fedeli al proprio stile; per contro molti artisti, pur possedendo una cifra artistica differente, hanno preferito presentare canzoni in sintonia con la manifestazione, in modo da attirare i consensi di un pubblico più vasto a discapito della propria coerenza artistica. Per altri ancora è bastato partecipare per farsi guardare in modo sospetto da parte del pubblico e della critica, i quali si sono quindi chiesti a cosa fosse dovuto ciò che per alcuni artisti avrebbe rappresentato un dover scendere a compromessi con il mercato. Da un altro punto di vista, la presenza di alcuni artisti di spicco non ha fatto che nobilitare la stessa gara canora: ne sono l'esempio più significativo i numerosi interpreti internazionali che negli anni sessanta hanno accettato l'invito a prendervi parte.

Diversi generi musicali hanno trovato posto nella kermesse sanremese nel corso degli anni, essendo questa una vetrina utile alle major discografiche per promuovere i propri artisti di fronte a una fetta considerevole di pubblico, includendo anche quelle fasce giovanili che non si specchiano necessariamente nel genere melodico tout court. Sanremo ha infatti attraversato, anche se in modo parziale, la stagione beat degli anni sessanta e accolto alcuni esponenti della stagione aurea dei cantautori anni settanta, nonostante il disinteresse di molti altri, offrendo il polso della situazione sulle nuove istanze musicali. Negli ultimi anni è quindi in atto un'attenzione precipua delle major e delle rispettive direzioni artistiche per porre l'accento sulle nuove tendenze al di là della categoria "Nuove Proposte", che non è sempre stata apportatrice di idee innovative quanto soltanto di nuovi interpreti. Ecco quindi che, per vari esponenti dei generi rock e indie, partecipare a Sanremo ha coinciso con l'inizio delle proprie fortunate carriere o di una loro maggiore popolarità.

Per contro, si può affermare che il Festival non è esaustivo dell'intero panorama musicale italiano, che conosce infinite realtà e artisti.

Sanremo e le giurie

[modifica | modifica wikitesto]

La selezione della canzone vincitrice al Festival di Sanremo è stata ottenuta attraverso diverse modalità nel corso del tempo: in alcuni periodi tramite delle giurie in loco o di qualità, altre volte tramite giurie popolari/demoscopiche, altre volte ancora mediante il voto diretto del popolo italiano e a volte attraverso una combinazione di tali metodi.

Modalità di votazione

[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione fino agli anni '70

[modifica | modifica wikitesto]

Per molte edizioni si è votato attraverso il metodo delle cartoline, anche abbinate al concorso dell'Enalotto. A causa della necessità di far pervenire fisicamente le cartoline da tutta Italia, i risultati venivano annunciati una settimana dopo il festival stesso.

A tale metodo si alternò, fino al 1983, quello delle giurie di qualità e demoscopiche sia presenti direttamente a Sanremo, sia distribuite in tutta Italia e facenti parte anche di specifiche categorie di persone.

Anni '80: l'abbinamento al Totip

[modifica | modifica wikitesto]
Numero di voti espressi mediante schedine Totip al Festival di Sanremo dall'edizione del 1984 a quella del 1989.

Particolare interesse ed esposizione mediatica ricevette nelle edizioni degli anni '80 il voto diretto dei cittadini attraverso le schedine del concorso Totip: inaugurato nell'edizione del 1983 in via sperimentale, da quella del 1984 a quella del 1989 fu il metodo utilizzato per scegliere la canzone vincitrice. Il successo di tale abbinamento fu enorme, anche grazie alla visibilità del marchio Totip direttamente sul palco dell'Ariston: partendo da poco meno di 7 milioni di voti espressi nell'edizione del 1984, si arrivò rapidamente agli oltre 30 milioni in quella del 1987.

La canzone vincitrice più votata fu Perdere l'amore di Massimo Ranieri nell'edizione del 1988, con oltre 7 milioni di voti polarizzatisi su di essa.

Il ritorno delle giurie demoscopiche (1990) e l'introduzione del televoto (2004)

[modifica | modifica wikitesto]

Dall'edizione del 1990 il voto diretto del pubblico fu sostituito da quello di giurie di qualità e demoscopiche.

Esso verrà reintrodotto soltanto dal 2004: in tale occasione viene usato per la prima volta il meccanismo del televoto, in un mix che sostanzialmente dura fino a oggi senza importanti modifiche.

Le critiche alle giurie

[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre oggetto di discussione sono state le discordanze tra i verdetti delle giurie e le vendite dei rispettivi dischi, le quali sono state ritenute l'autentico verdetto del pubblico, quindi più veritiero in quanto in grado di distribuirsi nel corso del tempo e non a seguito di un ascolto da parte di alcuni giurati.

Molte canzoni penalizzate dalle giurie sono state ritenute canzoni non immediate, tali da non essere apprezzate al primo ascolto, fino a decretare, tramite l'insieme dei consensi di pubblico e critica, un vincitore morale, molto spesso differente dal vincitore ufficiale, e spesso anche dai premi assegnati dagli addetti ai lavori. Soprattutto nelle gare che comprendevano serate a eliminazione, e quindi il verdetto di alcuni giurati, l'estromissione di alcune canzoni ha fatto gridare allo scandalo; spesso il responso degli acquirenti di dischi ha dato torto ad alcune giurie che sono state definite "miopi", della cui competenza in materia l'opinione pubblica ha spesso dubitato fino a ipotizzare (senza mai riscontri concreti) una certa manipolabilità delle stesse da parte dei discografici.

Meno indicativi, invece, i piazzamenti nelle gare in cui tutte le canzoni in gara avevano assicurata la serata finale ma in maggior misura i risultati dei voti popolari, dov'era logico aspettarsi delle preferenze che non potessero rispecchiare la qualità delle canzoni; in questo caso la presenza dei giurati appunto esigeva (e quasi mai otteneva) un giudizio più obiettivo che potesse distinguere le canzoni degne di nota da quelle più corrive o di cattivo gusto, come i festival di Sanremo definiti dalla critica negli ultimi anni come trash.

Numerosi sono stati i casi di quest'ampio divario tra il consenso delle giurie e quello del pubblico. Tralasciando quelli che sono stati semplicemente dei trampolini di lancio per molti artisti al di là dei loro risultati e delle stesse canzoni proposte, si possono citare numerosi esempi di canzoni che hanno ottenuto piazzamenti modesti o sono state escluse dalla serata finale, ma che in seguito sono state rivalutate ottenendo grande successo: E se domani di Fausto Cigliano e Gene Pitney del 1964, affermatasi nella successiva versione di Mina; Io che non vivo (senza te) di Pino Donaggio e Jody Miller del 1965, in seguito reinterpretata da numerosi artisti; Il ragazzo della via Gluck di Adriano Celentano del 1966; Una rosa blu di Michele Zarrillo del 1982, rilanciata dallo stesso artista nel 1998; 1950 di Amedeo Minghi e Vita spericolata di Vasco Rossi del 1983; Donne di Zucchero Fornaciari del 1985; Confusa e felice di Carmen Consoli del 1997; Mentre tutto scorre dei Negramaro del 2005.

Sanremo e l'Eurovision Song Contest

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Italia all'Eurovision Song Contest.

Come citato in precedenza, il Festival di Sanremo, nato nel 1951, fu d'ispirazione per l'Eurovision Song Contest, l'evento non sportivo più seguito al mondo, nato nel 1956.

Il rappresentante italiano dell'Eurovision Song Contest è stato spesso selezionato all'interno della kermesse canora sanremese: dal 1956 al 1966 e dal 2015 la partecipazione è stata appannaggio del brano e dell'interprete (o uno degli interpreti, negli anni della doppia esecuzione) vincitore a Sanremo; dal 1967 al 1969, e anche nel 1987, 1989 e 1993, l'artista vincitore del Festival ha partecipato al concorso canoro europeo presentando un altro brano; nel 1988, 1990 e 1992 sono invece stati i cantanti secondi o terzi classificati del Festival ad aver preso parte all'Eurofestival, ancora con un brano diverso da quello proposto nella manifestazione italiana.

Dal 1970 al 1975 è stato invece scelto quale rappresentante il vincitore della trasmissione Canzonissima (che nel 1972 ha coinciso con il vincitore del Festival di Sanremo), mentre nel 1984 a partecipare al concorso furono i vincitori della manifestazione Azzurro 1983. In altre occasioni la scelta è stata effettuata direttamente dalla Rai.

Dal 1998 la Rai ha deciso che l'Italia non avrebbe più preso parte alla competizione musicale continentale, pausa protrattasi fino al ritorno in gara nel 2011. Per quell'anno e per i due successivi, l'artista rappresentante dell'Italia all'Eurovision Song Contest è stato nominato da un'apposita commissione tra quelli in competizione a Sanremo. I prescelti sono stati Raphael Gualazzi (2011), Nina Zilli (2012) e Marco Mengoni (2013), tutti classificatisi entro le prime dieci posizioni della kermesse europea (in particolar modo Raphael Gualazzi, arrivò secondo all'Eurovision Song Contest 2011). Solo nel 2014 la scelta è stata effettuata internamente dalla Rai, che ha individuato Emma con la canzone La mia città, posizionatasi al ventunesimo posto.

Dal 2015 è stato deciso da regolamento che a rappresentare l'Italia, salvo rinuncia, sarebbe stato il vincitore di Sanremo: in quell'anno parteciparono Il Volo, che raggiunsero la terza posizione in classifica. Così è stato negli anni a seguire ad eccezione del 2016, quando gli Stadio, vincitori della rassegna italiana, hanno rinunciato a partecipare a quella europea, rimandando la scelta direttamente alla Rai, che selezionò la seconda classificata Francesca Michielin. Nel 2017 partecipò Francesco Gabbani con il brano Occidentali's Karma, piazzandosi al sesto posto e ottenendo il premio della sala stampa. Nel 2019, dopo il podio conquistato dall'Italia nell'edizione dell'Eurovision Song Contest 2015, Mahmood ottiene il secondo posto sfiorando la vittoria, con la sua Soldi. Nel 2020 il rappresentante designato era Diodato con Fai rumore, tuttavia l'evento è stato annullato a causa della pandemia di COVID-19. Nel 2021 sono stati i Måneskin a rappresentare la nazione alla kermesse europea con il brano Zitti e buoni, trionfando con un totale di 524 punti e totalizzando la terza vittoria per l'Italia nella storia della manifestazione. Nel 2022, dopo la vittoria dell'edizione precedente della band italiana, l'Eurovision Song Contest si svolge nella città di Torino, condotto da Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika, con l'Italia rappresentata da Mahmood (nuovamente dopo l'edizione 2019) e da Blanco. Nell'edizione del 2023 torna, nuovamente dopo 10 anni per l'Italia, Marco Mengoni con Due vite, che si classifica al quarto posto. Nell'edizione 2024, partecipa Angelina Mango con La noia con la quale arriva in settima posizione. Nel 2025 è arrivata una rinuncia: al posto di Olly, a Basilea ha partecipato Lucio Corsi con Volevo essere un duro, arrivato in quinta posizione.

Trasmissioni derivate attualmente in onda

[modifica | modifica wikitesto]

Sanremo Giovani

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Sanremo Giovani.

Selezione, nata come programma a sé stante (che negli anni ha assunto vari titoli), dei concorrenti tra le nuove proposte.

Lo stesso argomento in dettaglio: DopoFestival.

Dal 1992 al 2003, nel 2007, nel 2008 e dal 2014 al 2020 e dal 2025 va in onda il DopoFestival, trasmissione in onda alla fine delle serate della kermesse con interviste agli artisti in gare e discussioni sui principali argomenti legati al Festival con opinionisti, musicisti e ospiti in studio. Nel corso degli anni ha cambiato varie volte titolo, location e conduzione ed è stato trasmesso prima su Rai 1 (dal 1992 al 2008, dal 2016 al 2019 e dal 2025), poi su Rai.tv (nel 2014 e nel 2015) e infine su RaiPlay (nel 2020).

Nel 2004 è sostituito da Porta a Porta Speciale Sanremo.

Nel 2022 e 2023 è sostituito da Viva Rai2!... Viva Sanremo!.

PrimaFestival

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: PrimaFestival.

In onda dal 1997.

DietroFestival

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: DietroFestival.

In onda dal 2020.

Lo stesso argomento in dettaglio: Sanremo Top.

Andato in onda su Rai Uno dal 1994 al 1998 e nel 2002. Ne è prevista una nuova edizione nel 2026.

Sotto Sanremo

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Festival di Sanremo 2026 § Sotto Sanremo.

In onda su RaiPlay dal 2025.

Domenica In - speciale Festival di Sanremo

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Domenica In § Speciali Festival di Sanremo.

In onda nel 1984 e 1985, e poi dal 1994.

Trasmissioni derivate non più in onda

[modifica | modifica wikitesto]

Il caso Sanremo

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Il caso Sanremo.

Andato in onda nel 1990 su Rai Uno, condotto da Renzo Arbore e Lino Banfi, con la partecipazione di Michele Mirabella e Massimo Catalano.

La Tombola di Sanremo

[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 dicembre 1993 è andata in onda in prima serata su Rai 1, in diretta dal teatro Ariston di Sanremo La Tombola di Sanremo, una serata speciale condotta da Pippo Baudo e Paola Saluzzi, nella quale sono stati presentati tutti i cantanti, sia "Big" che "Giovani", che avrebbero partecipato al Festival di Sanremo 1994.

Arriva il Festival

[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 febbraio 1996, dal teatro del Casinò di Sanremo è stato realizzato uno speciale in prima serata intitolato Arriva il Festival, una sorta di galà di presentazione condotto da Pippo Baudo, durante il quale i cantanti si raccontavano al pubblico anche tramite immagini di repertorio e domande di giornalisti. La serata ottenne un ascolto medio di 9 780 000 spettatori, con uno share del 36,64%.

Sanremo Estate

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Sanremo Estate.

Andato in onda nel 1986 e poi dal 1999 al 2004, su Rai 1.

Sanremo si nasce

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Sanremo si nasce.

Nel 1999 e 2000 vengono realizzate al Teatro Ariston di Sanremo due serate dal titolo Sanremo si nasce condotte rispettivamente da Carlo Conti e Anna Valle e da Michele Cucuzza, Luisa Corna e Massimo Lopez.

Sanremo contro Sanremo

[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 marzo 2005, in diretta dal Teatro Ariston di Sanremo, Carlo Conti ha condotto Sanremo contro Sanremo, una serata che prevedeva una gara tra vari artisti proponenti le più belle canzoni del Festival. La serata è stata proposta con una seconda edizione l'11 marzo 2006, sempre in diretta dal Teatro Ariston e sempre con la conduzione di Conti; in quest'edizione la sfida ha visto protagoniste sei squadre (anni 60, anni 70, anni 80, anni 90, Sanremo 2006 e esclusi di Sanremo 2006). Ad affiancare Conti il comico Dado e le ex Miss Italia Gloria Zanin, Denny Mendez, Tania Zamparo, Daniela Ferolla, Francesca Chillemi e Edelfa Chiara Masciotta.

Sanremo dalla A alla Z

[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 marzo 2007 in diretta dal Teatro Ariston di Sanremo Massimo Giletti conduce Sanremo dalla A alla Z, uno show musicale che ha come protagoniste venti famose canzoni presentate nella storia del Festival con titoli che vanno dalla A alla Z. 10 cantanti interpretano le 20 canzoni in gara divise in 5 gruppi. Le canzoni, eseguite dal vivo dall'Orchestra diretta dal Maestro Pinuccio Pirazzoli, sono votate da una giuria popolare in platea e da una giuria sul palco composta da personaggi dello spettacolo. Le 5 canzoni finaliste vengono in seguito votate dal pubblico da casa che attraverso il televoto decreta il brano vincitore. Venerdì 8 marzo 2008, sempre in diretta dal Teatro Ariston di Sanremo e con la conduzione di Massimo Giletti, va in onda una seconda edizione dal titolo Sanremo dalla A alla Z - Emozioni.

Sanremo Young

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Sanremo Young.

Sanremo Young, trasmesso in diretta dal Teatro Ariston di Sanremo con la conduzione di Antonella Clerici dal 16 febbraio al 16 marzo 2018 e l'anno successivo dal 15 febbraio al 15 marzo 2019, è stato un programma televisivo originale italiano creato dalla stessa Antonella Clerici e ha messo in gara dodici ragazzi dai 14 ai 17 anni in una sfida basata sull'interpretazione di brani che hanno fatto la storia del Festival di Sanremo, siano esse cantate da passati concorrenti della kermesse canora o anche da ospiti che almeno una volta hanno calcato il palco del Teatro Ariston.

FuoriFestival

[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2022 è andato in onda, dal 31 gennaio al 5 febbraio, in esclusiva su RaiPlay, il racconto del Festival. La conduzione è affidata a Aurora Leone, che incontrano i cantanti in gara, ascoltano le voci della gente, dei vip e degli esperti. La regia è di Alessia Lionello.

Sanremo Question time

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Sanremo question time.

In onda tra il 2005 e il 2011. Striscia mattutina che trasmetteva la conferenza stampa.

Il codice Sanremo

[modifica | modifica wikitesto]

In onda per tre sabati pomeriggio su Rai 1 nel 2005 con Leonardo Metalli e Mariolina Simone.

Viva Rai2!... Viva Sanremo!

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: DopoFestival § Viva Rai 2... Viva Sanremo.

Dietro le quinte (2022-2024)

[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 2022 e il 2024, a distanza di qualche mese dal termine dell'edizione, è in onda su Rai uno un docu-film incentrato sul dietro le quinte dell'edizione da poco conclusasi. Per l'edizione 2023, in veste di "inviato speciale" c'è Gianni Morandi, anche co-conduttore del festival.

Edizione Anno Titolo Programmazione Messa in onda Telespettatori Share
2022 Sanremo 72 – Il Festival da dove non l'avete mai visto 15 maggio 2022 Prima serata 1 254 000 7%[102]
2023 Sanremo 2023: Tra palco e realtà 10 aprile 2023 1 860 000 11.5%[103]
2024 Sanremo - Dietro la quinta[104] 8 giugno 2024 Seconda serata N.D.[105]

Perché Sanremo è Sanremo?

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Perché Sanremo è Sanremo?.

Rai 1 ha anche trasmesso in prima serata un ulteriore documentario (Perché Sanremo è Sanremo?) sulla storia del festival di Sanremo, con testimonianze di conduttori, cantanti e giornalisti.

Anno Titolo Programmazione Messa in onda Telespettatori Share
2024 Perché Sanremo è Sanremo? 21 febbraio 2024 Prima serata 1 607 000 11,8%[106]

Tutti suonano Sanremo

[modifica | modifica wikitesto]

"Tutti suonano Sanremo" è andato in onda nella seconda serata del 13 febbraio 2026 su Rai 1. Il documentario mostra la preparazione ed il dietro le quinte degli spot pubblicitari di Sanremo 2026 (aventi come slogan: "Tutti cantano Sanremo"), con la partecipazione di Carlo Conti.

Anno Titolo Programmazione Messa in onda Telespettatori Share
2026 Tutti suonano Sanremo 13 febbraio 2026 Secona serata 1 192 000 11,3%[107]

Riconoscimenti

[modifica | modifica wikitesto]
Anno Sponsor Fonte
2006FIATMSC CrociereProActivWind-Infostrada
2007ToyotaBeghelliWind
2008Acqua Minerale San Benedetto[108]
2009FerreroLe Fablier[109]
2010Mondelēz[110]
2011VolkswagenProcter & GambleEni[111]
2012
2013FIATMondelēzSamsungVodafone[112]
2014SuzukiProcter & GambleConadFindus[113]
2015UniCreditWind[114]
2016OrogelTIM[115]
2017TIM[116]
2018[117]
2019[118]
2020[119]
2021[120]
2022Eni PlenitudeCosta CrociereLavazzaFerreroSuzuki Poltronesofà[121]
2023Dyson SephoraVeraLab[122]
2024EniGeneraliCoca-ColaMutti[123]
2025NoviTIM[124]
2026Air WickEurospinL'OréalRowenta
  • Rai 1, in diretta dal 1955 (1955-1962 e dal 1981, tutte le serate; 1963-1980, solo finale)
  • Rai 4K, in diretta nel 2023 in UHD mediante upscaling e dal 2024 in risoluzione nativa[125] su Tivùsat, dal 2026, in 4K nativo anche sul digitale terrestre.[97]
  • In Eurovisione nelle tv di Stato europee: 1955 (solo la finale), dal 1958 (tutto il Festival)
  • Rai 2 (serate 1-2 1963 e 1969)
  • Rai Italia, in diretta dal 2019
  • Rai Premium, dal 2004 in replica il giorno successivo alla messa in onda
  • RaiSat Album/Rai Extra, in replica (2000-2010)
  • RaiPlay, prima Rai.tv, in diretta e on demand dal 2007

Cultura di massa

[modifica | modifica wikitesto]

Il Festival è stato storicamente oggetto di analisi da parte di figure di spicco della cultura italiana. Nel 1969 Pier Paolo Pasolini, nell'ambito di una sua più ampia critica al conformismo e al vuoto culturale nella società italiana neo-capitalista, scrisse dalle colonne del Tempo illustrato di Napoli: «È cominciato ed è finito il Festival di Sanremo. Le città erano deserte; tutti gli italiani erano raccolti intorno ai loro televisori. Il Festival di Sanremo e le sue canzonette sono qualcosa che deturpa irrimediabilmente una società…»[126][127]. La sua disapprovazione, lungi dal derivare dal pregiudiziale rifiuto snobistico delle «cose che piacciono al popolo», muoveva dalla volontà gramsciana di capire i meccanismi della produzione culturale di massa e delle sue strumentalizzazioni politiche[128].

Lo storico Silvio Lanaro rimarcò ulteriormente tale risvolto, ponendolo in relazione all'egemonia culturale cattolica nell'Italia del dopoguerra: «il clima di castità verbale impregna ogni forma di loisir, prima fra tutte la musica leggera. Negli anni in cui emerge il talento di Georges Brassens, e Juliette Greco - nelle caves del quartiere latino di Parigi - interpreta testi di Jean-Paul Sartre e Raymond Queneau, in Italia trionfano le marcette di Armando Fragna, arrivano i nostri, i cadetti di Guascogna o i pompieri di Viggiù, e il seguitissimo festival di Sanremo - inaugurato nel 1951 - consacra canzoni grondanti attualità patriottica (Vola colomba), satira scipita e tremebonda (Papaveri e papere), ambigui omaggi all'alpinismo (Vecchio scarpone), lacrimosi elogi alla maternità (Tutte le mamme), squallidi inviti al servilismo (Arriva il direttor!), balbettanti e involontari nonsense (Casetta in Canada); i baci sono generalmente proscritti, e l'amore ammesso solo per ricordare che va spesso a finir male (Grazie dei fior) o che genera comunque sofferenza e infelicità (Viale d'autunno, Buongiorno tristezza, Amare un'altra)».[129]

Michele Straniero, cantautore e musicologo, già precedentemente all'analisi pasoliniana aveva messo in luce la continuità culturale tra fascismo e dopoguerra nell'utilizzo della musica popolare a scopo di propaganda politica; l'elemento di collegamento tra le due ere fu identificato in Giulio Razzi, prima della guerra direttore dei programmi dell'EIAR e, nell'Italia repubblicana, direttore artistico della Rai e firmatario nel 1951 del regolamento del primo Festival di Sanremo.[130]

Letteratura sull'argomento

[modifica | modifica wikitesto]

Note esplicative

  1. Divisi in 8 Emergenti e 16 Nuovi
  2. 1 2 3 Coadiuvato da Gianmarco Mazzi nella direzione artistico-musicale
  3. 1 2 Assente durante la 3ª serata dell'edizione 2020.
  4. Non presente nella prima serata.

Note bibliografiche

  1. L'epopea di Luigi De Santis 1928-1934., su Casinò Sanremo. URL consultato l'8 febbraio 2023.
  2. Angelo Forgione, Quando Napoli portò la canzone a Sanremo e inventò il Festival, su Il blog di Angelo Forgione, 19 febbraio 2014. URL consultato l'8 febbraio 2023.
  3. S.Remo . Festival partenopeo. Canti di Napoli, su Youtube Archivio Luce Cinecittà, 8 gennaio 1932. URL consultato l'8 febbraio 2023.
  4. Bruno Monticone, Quel Festival del '31 che nessuno ricorda, in La Stampa, 25 febbraio 1999. URL consultato il 3 dicembre 2025.
  5. 1 2 3 Quando il Festival cantava in romagnolo, su Il Ponte, 24 febbraio 2023. URL consultato il 12 febbraio 2024.
  6. 1 2 Roberto Masini, Sanremo, il Festival è nato a Rimini nel 1936, su www.corriereromagna.it. URL consultato il 12 febbraio 2024.
  7. Sanremo Storia e Tradizioni, https://www.sanremostoria.it/it/arti-mestieri-tradizioni/254-artisti-musicali-e-dello-spettacolo/84-amilcare-rambaldi.html. URL consultato l'8 febbraio 2023.
  8. 1 2 3 4 5 6 Enrico Salvadori, Il Festival di Sanremo? Nacque... a Viareggio. "Cosa cantano questi pazzi?" - Spettacoli - lanazione.it, su La Nazione, 5 febbraio 2020. URL consultato il 13 febbraio 2023.
  9. 1 2 3 4 Gabriele Levantini, Il festival perduto: quando Sanremo era Viareggio, su Welcome 2 Lucca, 2 febbraio 2022. URL consultato il 13 febbraio 2023.
  10. 1 2 3 4 #Festival2017: nell'immediato dopoguerra ci furono due edizioni a Viareggio, ma poi finirono i contributi comunali, in Sanremonews.it, 11 febbraio 2017. URL consultato l'11 febbraio 2024.
  11. 1 2 Sanremo, quando Viareggio se le fece scappare, su lanazione.it.
  12. Simone Dinelli, Quando il Festival di Sanremo era a Viareggio, su Corriere Fiorentino, 3 marzo 2021. URL consultato il 13 febbraio 2023.
  13. VersiliaToday Redazione, Quando il Festival della Canzone Italiana era a Viareggio - A spasso con Galatea, Top news Versiliatoday.it, su Versiliatoday.it, 21 marzo 2016. URL consultato il 13 febbraio 2023.
  14. Sanremo e Viareggio: il primo festival a Viareggio il 25 agosto 1948 – GustarViaggiando, su gustarviaggiando.com. URL consultato il 13 febbraio 2023.
  15. Le origini del festival: «Sanremo? No, Viareggio». Quando nel ‘48 i cantanti si sfidarono alla Capannina, su Gazzetta di Reggio. URL consultato il 23 ottobre 2023.
  16. Borgna 1980, pp. 34-35, 37.
  17. 1 2 Borgna 1980, p. 38.
  18. Borgna 1992, pp. 209-211, 432.
  19. Liperi, pp. 163, 166.
  20. Facci e Soddu, p. 41.
  21. Facci e Soddu, pp. 43-44.
  22. 1 2 Borgna 1980, p. 53.
  23. (EN) Eurovision Song Contest 1956, su eurovision.tv, Eurovision Song Contest. URL consultato il 23 agosto 2019.
  24. Borgna 1980, pp. 44-50.
  25. Borgna 1980, p. 46.
  26. Colombati, p. 537.
  27. Borgna 1992, p. 215.
  28. Borgna 1980, p. 50.
  29. Borgna 1992, pp. 225-228.
  30. Liperi, pp. 183-185.
  31. Facci e Soddu, p. 79.
  32. Borgna 1980, p. 67.
  33. 1 2 Borgna 1980, p. 137.
  34. Facci e Soddu, pp. 120-121.
  35. Facci e Soddu, p. 85.
  36. Facci e Soddu, p. 139.
  37. Borgna 1980, pp. 69-75.
  38. Facci e Soddu, pp. 122-123.
  39. Borgna 1980, pp. 77-80.
  40. Borgna 1980, p. 77.
  41. Facci e Soddu, p. 121.
  42. Facci e Soddu, p. 122.
  43. Borgna 1980, pp. 83-93.
  44. Borgna 1992, pp. 330-331.
  45. Facci e Soddu, pp. 145-147.
  46. Facci e Soddu, pp. 153, 157-158.
  47. Facci e Soddu, p. 168.
  48. Borgna 1980, p. 84.
  49. Facci e Soddu, p. 161.
  50. Facci e Soddu, p. 166.
  51. Borgna 1980, pp. 98, 100, 136.
  52. Facci e Soddu, p. 170.
  53. Borgna 1980, p. 105.
  54. Facci e Soddu, pp. 178-180.
  55. Facci e Soddu, p. 186.
  56. Borgna 1980, pp. 102-103.
  57. Facci e Soddu, p. 188.
  58. Facci e Soddu, pp. 207, 314.
  59. Sanremo sfratta il Festival 1977, in Stampa Sera, 20 novembre 1976, p. 2. URL consultato il 4 febbraio 2018.
  60. Facci e Soddu, pp. 207, 217, 314.
  61. Facci e Soddu, pp. 217-220, 311.
  62. Facci e Soddu, pp. 220-221.
  63. Facci e Soddu, pp. 224-226, 234.
  64. Facci e Soddu, pp. 223, 230-233.
  65. Facci e Soddu, pp. 235-236.
  66. Facci e Soddu, p. 245.
  67. Facci e Soddu, pp. 248-250.
  68. Facci e Soddu, pp. 272-274.
  69. Facci e Soddu, pp. 276-277.
  70. Facci e Soddu, pp. 279-281.
  71. Sanremo, crollano gli ascolti. Grande Fratello batte il Festival, in la Repubblica, 5 marzo 2004. URL consultato il 4 febbraio 2018.
  72. Facci e Soddu, p. 284.
  73. Liperi, pp. 581, 585-590, 634, 636.
  74. Liperi, p. 634, 636.
  75. Alessandra Vitali, Torna Celentano, vince Emma. Il podio è rosa, con Arisa e Noemi, in la Repubblica, 18 febbraio 2012. URL consultato il 4 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2018).
  76. Sanremo, trionfano gli Stadio: “Lo stesso brano scartato nel 2015”. Conti condurrà anche nel 2017, in La Stampa, 14 febbraio 2016. URL consultato il 4 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2018).
  77. Liperi, pp. 637-638.
  78. (EN) Italy applied for 2011 Eurovision Song Contest!, su Eurovision Song Contest, 2 dicembre 2010. URL consultato il 4 febbraio 2018.
  79. 1 2 3 Luca Misculin, La rinascita del Festival di Sanremo, su il Post, 8 febbraio 2022. URL consultato il 9 febbraio 2022.
  80. Alex Pigliavento, Eurovision 2015: per l'Italia andrà il vincitore di Sanremo!, su Eurofestivalnews.com, 29 settembre 2014. URL consultato il 4 febbraio 2018.
  81. Ascolti Sanremo 2021, bilancio finale: lontano il record del 2020, ma c'è chi ha fatto peggio, su eurofestivalnews.com, 8 marzo 2021. URL consultato il 10 febbraio 2022.
  82. Andrea Biondi, Sanremo 2022, la Rai brinda ad ascolti e record di raccolta, in Il Sole 24 Ore, 6 febbraio 2022. URL consultato il 9 febbraio 2022.
  83. Sanremo 2022, generazione Z: presente! È boom di giovani e donne, su ilmattino.it, il Mattino, 4 febbraio 2022. URL consultato il 13 agosto 2022.
  84. La 'prima' di un presidente all'Ariston, Mattarella a Sanremo, su agi.it, Agenzia Giornalistica Italia, 7 febbraio 2022. URL consultato l'8 febbraio 2022.
  85. Festival di Sanremo 2025, il messaggio del Papa: "La musica è strumento di pace", su tgcom24.mediaset.it, 12 febbraio 2025.
  86. Tar Liguria, illegittimo affidamento Festival Sanremo a Rai, su ANSA, 5 dicembre 2024. URL consultato il 5 settembre 2025.
  87. "Non esiste il Festival di Sanremo senza di noi, il marchio è inscindibile dal format": la Rai presenta il ricorso contro la sentenza del Tar della Liguria, su Il Fatto Quotidiano, 4 febbraio 2025. URL consultato il 5 settembre 2025.
  88. 1 2 Francesco Prisco e Andrea Biondi, Sanremo, Consiglio di Stato respinge gli appelli: finisce l’era dell’affidamento diretto a Rai, su Il Sole 24 Ore, 29 maggio 2025. URL consultato il 5 settembre 2025.
  89. Conti, i giudici e Cortina 2026: quante incognite per Sanremo, su Il Tirreno. URL consultato il 5 settembre 2025.
  90. Oriana Meo, Sanremo 2026, chi trasmetterà il Festival? Il Comune pubblica il bando. In gioco anche le edizioni 2027 e 2028, su allmusicitalia.it, 9 aprile 2025. URL consultato il 5 settembre 2025.
  91. Sanremo: Rai unica candidata per il Festival, Mediaset e Discovery non aderiscono a bando, su RaiNews, 19 maggio 2025. URL consultato il 5 settembre 2025.
  92. Polemica Festival di Sanremo, Rai: “Lo faremo anche in un’altra città”. FIMI: “Senza artisti è una scatola vuota”, in fanpage.it, 29 giugno 2025. URL consultato il 5 settembre 2025.
  93. Giuseppe Candela, Festival di Sanremo a rischio, Rai e Comune ai ferri corti: ultimatum fissato, su Il Fatto Quotidiano, 24 luglio 2025. URL consultato il 5 settembre 2025.
  94. Redazione di Rainews, Accordo tra Rai e Comune, il Festival resta a Sanremo. La prossima edizione? Dal 24 al 28 febbraio, su RaiNews, 3 settembre 2025. URL consultato il 5 settembre 2025.
  95. A Sanremo debutta per la prima volta l’audio immersivo Rai, su Il Sole 24 Ore, 26 febbraio 2026. URL consultato il 1º marzo 2026.
  96. TM Broadcast International, Italy’s RAI interview: Executive, Technical, su TM Broadcast, 26 febbraio 2026. URL consultato il 1º marzo 2026.
  97. 1 2 Rai 4K arriva sul Digitale Terrestre per Sanremo 2026, su rai.it, Rai Ufficio Stampa, 26 febbraio 2026. URL consultato il 1º marzo 2026.
  98. Stefania Saltalamacchia, Stefano De Martino è il conduttore e direttore artistico di Sanremo 2027: l'annuncio di Carlo Conti durante la finale, su Vanity Fair Italia, 28 febbraio 2026. URL consultato il 3 marzo 2026.
  99. Sanremo 2019, Claudio Baglioni anche conduttore - Tv, in tvblog.it, 28 giugno 2018. URL consultato il 12 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 12 luglio 2018).
  100. Sanremo - I dati Auditel sera per sera, su tvblog.it, TvBlog. URL consultato il 31 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 14 settembre 2017).
  101. Sanremo Festival: Festival Di Sanremo E La Storia Delle Sue Scenografie, su tuttofestivaldisanremo.blogspot.it. URL consultato il 1º maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2018).
  102. Ascolti TV | Domenica 15 maggio 2022. Amici chiude al 28.6% con 4.3 mln. Solo il 7% per il docufilm su Sanremo, su DavideMaggio.it. URL consultato il 6 giugno 2024.
  103. Ascolti TV | Lunedì 10 Aprile 2023. Pasquetta 'povera': Belle e Sebastien vince con il 13.3%, il backstage di Sanremo 11.5%. Cresce Freedom (6.3%) che batte L'Isola delle Rose (5.8%). Only Fun riparte bene (3.2%). Stramorgan 3.4%, su DavideMaggio.it. URL consultato il 6 giugno 2024.
  104. Sanremo Dietro la quinta, un doc sui Festival di Amadeus, su TvBlog, 8 giugno 2024. URL consultato il 9 giugno 2024.
  105. A causa di uno sciopero di Nielsen, dal 4 al 9 giugno 2024, non vi è stata la rilevazione dei dati Auditel ma solo delle fasce orarie d'ascolto per le reti, cfr. Ascolti tv in sciopero dal 5 al 9 giugno: ecco perché non escono i dati Auditel, in TvBlog, 6 giugno 2024.
  106. Ascolti TV | Mercoledì 21 febbraio 2024. Il doc su Sanremo fermo all'11.8% (1,6 mln) ma GF non ne approfitta (17.5% - 2,2 mln). Bene Chi l'ha visto (10.6%), Taken (7.6%) meglio di Mare Fuori (7.2%), Italia's Got Talent al 3.6%, su DavideMaggio.it. URL consultato il 6 giugno 2024.
  107. Fabio Fabbretti, Ascolti TV | Venerdì 13 Febbraio 2026. Lo speciale di Affari Tuoi vince col 23.4%, Io Sono Farah al 14.6%, bene il Pattinaggio (11.1%), su Davide Maggio, 14 febbraio 2026. URL consultato il 14 febbraio 2026.
  108. SIPRA: CONFERMATI I LISTINI 2007 PER IL FESTIVAL DI SANREMO 2008, su e-duesse.it, 9 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2018).
  109. Beghelli e Wind al Festival di Sanremo, su adcgroup.it, 26 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2018).
  110. Caro Festival di Sanremo, ti abbiamo fatto i conti in tasca..., su archivio.panorama.it (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2018).
  111. Sanremo 2012: confermati gli sponsor Volkswagen, Eni, Procter & Gamble e Beghelli, su adcgroup.it, 14 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2018).
  112. Aegis Media Research. Al via Sanremo 2013. Obiettivi: 40% di share editoriale e 16 mln di raccolta, su adcgroup.it, 11 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2018).
  113. Findus, P&G, Conad, Suzuki gli sponsor di Sanremo 2014. Leone: 'Festival a costo zero grazie a sponsor e pubblicità', su adcgroup.it, 10 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2018).
  114. PISCOPO (RAI PUBBLICITÀ) “PER SANREMO QUASI SOLD OUT. IL 40% SONO NUOVI CLIENTI”, su pubblicitaitalia.it, 9 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2017).
  115. Gli sponsor di Sanremo: TIM con il nuovo format, UniCredit per i mutui-casa, Orogel istituzionale e Suzuki firmata Brand Portal, su dailyonline.it, 2 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2018).
  116. TIM protagonista del 67º Festival di Sanremo, su telecomitalia.com, 6 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2017).
  117. TIM sponsor unico del Festival di Sanremo 2018, su telecomitalia.com, 16 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2018).
  118. Rockol com s.r.l, √ Festival di Sanremo 2019, TIM sponsor unico, su Rockol. URL consultato il 5 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 30 dicembre 2018).
  119. Financial Trend Analysis, TIM sponsor unico del Festival di Sanremo 2020, su Finanza e Borsa - Investireoggi.it. URL consultato il 14 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2020).
  120. Tim sponsor unico del Festival di Sanremo 2021, su Askanews, 9 febbraio 2021. URL consultato il 15 febbraio 2023.
  121. Eni è il main sponsor di Sanremo 2022, su DavideMaggio.it. URL consultato il 20 gennaio 2022.
  122. Redazione, Sanremo 2023: Plenitude (Eni), Costa Crociere, Suzuki, Dyson e VeraLab i primi sponsor, su Brand News, 17 gennaio 2023. URL consultato il 20 gennaio 2023.
  123. Francesco Prisco, Sanremo 2024, ecco gli sponsor di Rai Pubblicità: c'è Coca-Cola, su Money, it's a gas!, 18 gennaio 2024. URL consultato il 2 febbraio 2024.
  124. Sanremo 2025: i main sponsor sono TIM, Costa Crociere, Suzuki ed Eni con Enilive e Plenitude, su www.engage.it. URL consultato il 21 gennaio 2025.
  125. Sanremo, prima volta in altissima definizione su Rai 4K, su ansa.it, ANSA, 28 gennaio 2023. URL consultato il 1º marzo 2026.
  126. Giulia Cavaliere, Sanremo 1969 tra rhythm'n'blues e contestazione: dal Controfestival di Dario Fo e Franca Rame alla disapprovazione di Pasolini, in Corriere della Sera, 4 febbraio 2019. URL consultato il 18 maggio 2022 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2022).
  127. Frasi su Sanremo (festival della canzone italiana) FrasiMania.it
  128. Leonardo Campus, Sanremo: il grande festival dell'Italia democristiana, in Agostino Giovagnoli (a cura di), L'Italia e gli italiani dal 1948 al 1978, Soveria Mannelli, Rubbettino, pp. 153-198, ISBN 8849860420.
  129. Silvio Lanaro, Storia dell'Italia repubblicana, Venezia, Marsilio, 1997 [1992], p. 200, ISBN 8831763962.
  130. Michele Straniero, Antistoria d'Italia in canzonetta, in Michele Straniero, Sergio Liberovici, Emilio Jona e Giorgio De Maria (a cura di), Le canzoni della cattiva coscienza. La musica leggera in Italia, Milano, Bompiani, 1964, p. 80.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 236028909 · LCCN (EN) n83220354 · GND (DE) 4271720-6 · BNE (ES) XX31504 (data) · BNF (FR) cb13558756z (data) · J9U (EN, HE) 987007578814705171
  Portale Festival di Sanremo: accedi alle voci di Wikipedia che parlano del Festival di Sanremo