Bruno Canfora

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bruno Canfora
Bruno Canfora 55.jpg
Bruno Canfora nel 1955
NazionalitàItalia Italia
Genereleggera
Jazz
Periodo di attività musicale1943 – 2017
Strumentopianoforte, oboe
EtichettaDischi Ricordi, Twilight Music - Serie Via Asiago 10

Bruno Canfora (Milano, 6 novembre 1924Piegaro, 4 agosto 2017[1]) è stato un direttore d'orchestra, compositore, arrangiatoreparoliere italiano.

È entrato nella storia dello spettacolo e della musica leggera italiana come autore delle musiche di trasmissioni televisive e di canzoni che sono diventate degli evergreen: Fortissimo, Il ballo del mattone, Il geghegè (lanciate da Rita Pavone), Due note, Brava, Sono come tu mi vuoi, Vorrei che fosse amore, Zum zum zum (portate al successo da Mina),[2] Da-da-un-pa,[2] La notte è piccola (cantate delle gemelle Kessler), Stasera mi butto (incisa da Rocky Roberts),[2] Soli, Né come né perché, Rome by Night, La vita (portata al successo internazionale da Shirley Bassey come This Is My Life), e moltissime altre.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Bruno Canfora nel 1955

Figlio di Ludovico, dirigente della Banca Commerciale di Milano,[3] appassionato di musica e chitarrista autodidatta, si avvicinò alla musica insieme col fratello maggiore Oreste,[4] iniziando a studiare l'oboe con il maestro Leandro Serafin, primo oboe al Teatro alla Scala di Milano;[2] Oreste, il fratello, si diplomò in fagotto e dopo la guerra entrò al Teatro alla Scala, dove è rimasto come primo fagotto fino alla fine della sua carriera; Bruno invece conseguì il diploma in oboe.[3]

Iniziò lo studio del pianoforte contestualmente allo studio dell'oboe al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano,[5] grazie al professor Alessandro Longo, noto revisore, e al professor Enzo Calace, entrambi docenti di pianoforte al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli. Studiò teoria musicale con il maestro Ettore Pozzoli.[3]

In questi anni, inoltre, si avvicinò al jazz, grazie al suo insegnante di oboe Leandro Serafin, il quale lo spinse verso la musica americana, all'epoca difficilmente reperibile e spesso censurata dal regime, perché considerata troppo "licenziosa", iniziando a suonare in alcuni complessi. Durante la Seconda guerra mondiale, militare in marina, nel 1943 venne coinvolto dai tedeschi in un'orchestra, che trasmetteva da un'emittente radio a Padova, suonando musica americana, e qui conobbe la cantante Elsa Rovere, in arte Elsa Pejrone, già voce solista del complesso del Maestro Enzo Ceragioli, con la quale ebbe due dei suoi tre figli.

Con la Pejrone e con Tullio Gallo alla tromba organizzò un trio, che si esibiva nei locali del Veneto.[6]

Nel 1945 venne chiamato dall'EIAR per suonare il pianoforte nell'orchestra di Venezia.

Si trasferì a Trieste, ancora occupata dagli Alleati, dove accompagnava con un complesso varie formazioni di rivista inglesi e statunitensi.

A Torino nel 1948 conquistò il riconoscimento del concorso Bacchetta d'oro, al quale parteciparono grandi orchestre dell'epoca, tra cui quelle di Armando Trovajoli e Piero Piccioni, concorso che successivamente gli ha aperto le porte più importanti del panorama musicale. Nello stesso anno lavorò in Germania, dopodiché, al ritorno, la sua orchestra diventò una di quelle più utilizzate durante le trasmissioni radiofoniche.[3]

Il Maestro Bruno Canfora dirige la sua orchestra durante un'esibizione in un locale (1964)

Cominciò inoltre l'attività di compositore, scrivendo le prime canzoni, come Rosetera, Oggi, domani e sempre, Violette.

Negli anni sessanta divenne uno dei più noti e virtuosi direttori d'orchestra televisivi, dirigendo l'orchestra della Rai in numerosi programmi, come Studio Uno e Canzonissima (a partire dall'edizione del 1959 con Nino Manfredi, Paolo Panelli e Delia Scala),[7] lavorando spesso con il regista Antonello Falqui; nello stesso periodo, inoltre, firmò come autore numerosi brani di successo della musica leggera italiana, quali Vorrei che fosse amore, Due note, Conversazione, Sono come tu mi vuoi e Brava[2], interpretati da Mina, Il ballo del mattone, Fortissimo, Il geghegè eseguiti da Rita Pavone, la nota sigla Da-da-um-pa, proposta dalle Gemelle Kessler, Stasera mi butto, portata al successo da Rocky Roberts, e molte altre. L'ultima apparizione in video è stata nel 1995 con Papaveri e papere, un programma televisivo di intrattenimento di Rai 1 con cadenza settimanale, ideato da Michele Guardì, che ne ha curato anche la regia. È stato direttore artistico del Festival di Sanremo e presidente della commissione concorsi per l'orchestra di musica leggera e di ritmi moderni della Rai. Negli anni sessanta con la sua orchestra porta Mina in un'importante tournée in Giappone, dove scrive per lei un brano in giapponese, dal titolo Anata To Watashi (Tu ed io),[8] che riscuote un grande successo.[9]

Tra le tante manifestazioni a cui ha partecipato, ricordiamo Un disco per l'estate 1965 con Come si fa a non volerti bene, cantata da Domenico Modugno, il Festival di Sanremo 1963 con Fermate il mondo, interpretata da Joe Sentieri e Johnny Dorelli, il Festival di Sanremo 1968 con La vita, interpretata da Elio Gandolfi e Shirley Bassey e la Mostra internazionale di musica leggera di Venezia nel 1965 con L'ultima occasione, portata al successo da Mina; inoltre ha diretto l'orchestra al Festival di Sanremo 1961, al Festival di Sanremo 1988 e all'Eurovision Song Contest 1991 e ancora al Festival di Sanremo 1993.[5][10] Ha diretto più volte l'orchestra della Rai in occasione del "Premio Italia", trasmesso in Eurovisione.

Ha collaborato con Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scrivendo le musiche per molte commedie musicali del duo, tra cui Viola violino e viola d'amore nel 1967, con le Gemelle Kessler ed Enrico Maria Salerno, Angeli in Bandiera, Un Angelo è sceso a Brooklyn, o collaborando alle orchestrazioni, come in Promesse... promesse... nel 1970, con Johnny Dorelli e Catherine Spaak; sempre in campo teatrale, nel 1976 ha musicato Amori miei, scritto da Iaia Fiastri e rappresentato in tutta Italia da Ornella Vanoni, Duilio Del Prete e Gianrico Tedeschi.[3]

Il 24 maggio 1971 Canfora si è sposato con Loretta Turri (25 anni), con rito civile, a Trevignano Romano (l'anno precedente, nello stesso luogo, si erano uniti in matrimonio Mina e Virgilio Crocco).[11]

Ha anche partecipato ad alcuni musicarelli, nella parte di sé stesso, ed ha composto le musiche di molte colonne sonore di film. I suoi "stacchetti" musicali, in puro stile americano, sono molto utilizzati tutt'oggi dalle principali televisioni italiane e spagnole.

Continuò l'attività anche nei decenni successivi, sia in televisione che dal vivo con la sua orchestra. Si occupava anche di jazz sinfonico, in particolare con l'orchestra sinfonica del "Teatro Massimo" di Palermo, con la quale eseguì più volte delle tournée con ricercati arrangiamenti, da lui curati, su musiche di Cole Porter, Gershwin, Hoagy Carmichael e molti altri autori americani.[3]

Canzoni scritte da Bruno Canfora[modifica | modifica wikitesto]

Anno Titolo Autori del testo Autori della musica Interpreti
1958
1959
Rome by night Strumentale
Al Stillman
Bruno Canfora Armando Trovajoli and His Orchestra
Nicola Arigliano
1959 Luna timida Walter Chiari Bruno Canfora Stella Dizzy
1961 Pollo e champagne Dino Verde Bruno Canfora Gemelle Kessler
1961 Da-da-un-pa Dino Verde Bruno Canfora Gemelle Kessler
1961 Due note Antonio Amurri e Faele Bruno Canfora Mina
1962 Abbiamo sedici anni Dino Verde Bruno Canfora Rita Pavone
1962 Le stelle dell'orsa maggiore Dino Verde Bruno Canfora Quartetto Cetra
1962 Ehi, stop! Dino Verde Bruno Canfora Quartetto Cetra
1962 Champagne twist Dino Verde Bruno Canfora Mina
1963 Il ballo del mattone Dino Verde Bruno Canfora Rita Pavone
1963 Fermate il mondo Dino Verde Bruno Canfora Joe Sentieri e Johnny Dorelli
1964 Prima o poi...telefonerai Daniele Pace Bruno Canfora Gigliola Cinquetti
1964 El gondolier (Pope) De Vera Bruno Canfora Umberto Da Preda
1965 Sai, sai, sai Castellano e Pipolo Bruno Canfora Dino
1965 La notte è piccola Castellano e Pipolo Bruno Canfora Gemelle Kessler
1965 Brava Bruno Canfora Bruno Canfora Mina
1965 Come si fa a non volerti bene Antonio Amurri e Vito Pallavicini Bruno Canfora Domenico Modugno
1965 Soli Castellano e Pipolo Bruno Canfora Mina
1965 Un bacio è troppo poco Antonio Amurri Bruno Canfora Mina
1966 Fortissimo Lina Wertmüller Bruno Canfora Rita Pavone
1966 Sono come tu mi vuoi Antonio Amurri Bruno Canfora Mina
1966 Mai così Lina Wertmüller Bruno Canfora Mina
1966 Su su giù giù Dino Verde Bruno Canfora Gemelle Kessler
1966 Il geghegè Lina Wertmüller Bruno Canfora Rita Pavone
1966 Mi sei scoppiato dentro il cuore Lina Wertmüller Bruno Canfora Mina
1967 Stasera mi butto Antonio Amurri Bruno Canfora Rocky Roberts
1967 Conversazione Antonio Amurri Bruno Canfora Mina
1967 Un amore come dico io Pietro Garinei e Sandro Giovannini Bruno Canfora Enrico Maria Salerno
1967 Poco poco Pietro Garinei e Sandro Giovannini Bruno Canfora Gemelle Kessler
1967 Tranquillamente senza di te Pietro Garinei e Sandro Giovannini Bruno Canfora Ellen Kessler
1967 Viola violino e viola d'amore Pietro Garinei e Sandro Giovannini Bruno Canfora Gemelle Kessler
1967 Se c'è una cosa che mi fa impazzire Antonio Amurri Bruno Canfora Mina
1967 Cartoline Bruno Canfora Bruno Canfora Mina
1968 La vita (This Is My Life) Antonio Amurri Bruno Canfora Elio Gandolfi e Shirley Bassey
1968 Vorrei che fosse amore Antonio Amurri Bruno Canfora Mina
1968 E sono ancora qui Antonio Amurri Bruno Canfora Mina
1968 Zum zum zum Antonio Amurri Bruno Canfora Mina e Sylvie Vartan
1968 Né come né perché Antonio Amurri Bruno Canfora Mina
1969 Un'ora Antonio Amurri Bruno Canfora New Trolls
1969 Quelli belli come noi Dino Verde, Italo Terzoli ed Enrico Vaime Bruno Canfora Gemelle Kessler
1969 Domani che farai Dino Verde, Italo Terzoli ed Enrico Vaime Bruno Canfora Johnny Dorelli
1971 Noi siamo noi Franco Castellano e Pipolo Bruno Canfora Rita Pavone
1971 Ma cos'è questo amore Antonio Amurri Bruno Canfora Rita Pavone
1971 Arriverciao Antonio Amurri Bruno Canfora Rita Pavone
1973 Ma come ho fatto Leo Chiosso e Gustavo Palazio Bruno Canfora Ornella Vanoni
1975 Come ti amavo ieri Roberto Lerici Bruno Canfora Ornella Vanoni
1975 Se dovessi cantarti Antonello Falqui e Roberto Lerici Bruno Canfora Ornella Vanoni
1976 Notte matta Franco Castellano e Pipolo Bruno Canfora Loretta Goggi
1976 Pupo pupazzo Franco Castellano e Pipolo Bruno Canfora Loretta Goggi
1976 Una fabbrica d'amore Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni e Duilio Del Prete
1976 La biandria Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni e Gianrico Tedeschi
1976 Ping pong Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni
1976 Mamma Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni, Duilio Del Prete e Gianrico Tedeschi
1976 Vado via Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni
1976 Amori miei Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni, Duilio Del Prete e Gianrico Tedeschi
1976 Anna Lisa Iaia Fiastri Bruno Canfora Duilio Del Prete e Gianrico Tedeschi
1976 La scappatella Iaia Fiastri Bruno Canfora Erika Blanc, Duilio Del Prete e Gianrico Tedeschi
1976 Peggio per te Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni
1976 Meglio per me Iaia Fiastri Bruno Canfora Duilio Del Prete
1976 Mi viene da piangere Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni
1976 La scatola cinese Iaia Fiastri Bruno Canfora Duilio Del Prete e Gianrico Tedeschi

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

CD[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È morto il maestro Bruno Canfora, in la Repubblica, 6 agosto 2017. URL consultato il 6 agosto 2017.
  2. ^ a b c d e Luigi Bolognini, Il maestro del varietà ricomincia dal jazz, la Repubblica, 29 agosto 2006. URL consultato l'8 agosto 2017.
  3. ^ a b c d e f Morto Bruno Canfora, il maestro viveva in Umbria, a Piegaro, Gruppo editoriale Umbria Journal, 6 agosto 2017. URL consultato il 7 agosto 2016.
  4. ^ (EN) Oreste Canfora, MyHeritage. URL consultato l'8 agosto 2017.
  5. ^ a b Addio a Bruno Canfora, autore del Da-da-un-pa e del Ballo del mattone, La Stampa. URL consultato il 7 agosto 2017.
  6. ^ Renato Franco, Addio a Bruno Canfora, la sua «Da-da-un-pa» fece ballare l’Italia, Corriere della Sera, 7 agosto 2017. URL consultato il 7 agosto 2017.
  7. ^ Laura Delli Colli, Auguri, Canzonissima!, la Repubblica, 7 ottobre 1989. URL consultato l'8 agosto 2017.
  8. ^ Katia Riccardi, Le mille bolle blu di Mina -Votate la vostra canzone (7. Tintarella di luna), la Repubblica, 15 marzo 2010. URL consultato l'8 agosto 2010.
  9. ^ F. Q., Bruno Canfora, morto il direttore d’orchestra dei grandi show degli anni Sessanta. Scrisse successi per Mina e Rita Pavone, il Fatto Quotidiano, 6 agosto 2017. URL consultato il 7 agosto 2017.
  10. ^ Addio Canfora maestro del varietà, la Repubblica, 7 agosto 2017. URL consultato l'8 agosto 2017.
  11. ^ Si è sposato il m° Canfora (47 anni), Stampa Sera, 24 maggio 1971. URL consultato il 7 agosto 2017.
  12. ^ Roberto Chiti, Dizionario del cinema italiano: I film. v. 1. Dal 1930 al 1944, Roma, Gremese Editore, 1992, p. 404, ISBN 8876055967, OCLC 977741020.
    Visualizzazione limitata su Google Libri: Dizionario del cinema italiano, Gremese, p. 404.
    «musiche dirette da Bruno Canfora».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Il dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Canfora, Bruno, di Fabrizio Stramacci, pagg. 260-261
  • Maurizio Becker, Intervista con Bruno Canfora, pubblicata nel volume Quanto mi dai per Endrigo?, Coniglio editore, 2008, pagg. 165-173
  • Eddy Anselmi, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, edizioni Panini, Modena, 2009, alla voce Bruno Canfora, pagg. 623-624
  • Freddy Colt, Spaghetti Swing. Prontuario biografico della canzone jazzata, Editrice Zona, Civitella in Val di Chiana, 2009, alla voce Canfora Bruno, pagg. 54-55
  • Gianni Borgna, L'Italia di Sanremo, Arnoldo Mondadori Editore, 1998, ISBN 88-04-43638-7.
  • Aldo Grasso (a cura di), Enciclopedia della televisione, 3ªed., Garzanti Editore, 2008, ISBN 978-88-11-50526-6.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN79728211 · ISNI: (EN0000 0000 5845 3441 · SBN: IT\ICCU\CFIV\148514 · GND: (DE134681592 · BNF: (FRcb14161455r (data)