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Trash (cultura)

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Il noto programma televisivo di genere reality: Al passo con i Kardashian[1], che narra il vivere della omonima famiglia, è spesso definito dalla critica televisiva un esempio di cultura trash.

Il trash, dall'inglese «immondizia, spazzatura», noto anche come cultura trash, identifica espressioni artistiche o di intrattenimento come libri, film o programmi televisivi, di cattivo gusto, qualità scadente e con tematiche volgari, spesso realizzati così volontariamente al fine di interessare il pubblico attraverso ciò che è scadente, di bassa qualità e culturalmente povero. Il termine è entrato in uso comune dagli anni ottanta per indicare produzioni considerate di basso profilo culturale e - in quanto tali - in grado di stimolare e attrarre il pubblico.[2][3]

Usualmente [nel cinema] il termine è adoperato con eccedente facilità. Un frettoloso metro di giudizio per cestinare un film non rientrante in determinati canoni estetici, tecnici e narrativi. Un “termine ombrello” in cui sono confluite erroneamente – poiché a volte è difficile tracciare un benché labile confine – alcune sfumature stilistiche simili ma certamente non uguali. Kitsch, Exploitation, Camp, Grindhouse e B Movie sono forme espressive distinte, come alcuni registi/autori hanno saputo ben dimostrare.[4]

I 5 pilastri costitutivi del Trash secondo Labranca

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In Andy Warhol era un coatto (1994), Tommaso Labranca aveva indicato 5 pilastri che aiutano a identificare il trash:

  1. Libertà di espressione
  2. Contaminazione
  3. Incongruità
  4. Massimalismo
  5. Emulazione fallita

Concetti correlati

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Cultura bassa

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Nella società, il termine "cultura bassa" identifica le forme di cultura popolare che hanno un appeal di massa, spesso ampiamente appetibili per le culture medie o basse di una determinata società[5]. Questo è in contrasto con le forme di cultura alta che attraggono una percentuale più piccola, spesso di classe alta, della popolazione. La teoria della cultura propone che sia la cultura alta che quella bassa siano sottoculture all'interno di una società, perché l'industria culturale produce in serie ogni tipo di cultura popolare per ogni classe socioeconomica[6]. Nonostante sia considerata caratteristica delle classi sociali meno istruite, la cultura bassa è spesso apprezzata anche dalle classi alte. Questo rende il contenuto che rientra in questa categorizzazione il tipo di media più ampiamente consumato in una cultura nel suo complesso[7].

La cultura bassa può spesso essere stereotipata, impiegando personaggi tipo e archetipi di personaggi in un modo che può essere percepito come più semplicistico, rozzo, emotivo, sbilanciato o brusco rispetto ai modi in cui la cultura alta li implementerebbe.

Ogni classe sociale possiede le proprie versioni di cultura alta e bassa, la cui definizione e contenuto sono determinati dalle caratteristiche socioeconomiche ed educative delle persone che compongono tale classe sociale. Ciò è in linea con la teoria sociologica nota come habitus[8][7]. Alcuni esempi di cultura bassa riferita alla classe sociale includono i bogan, i gopnik e i chav.

The Plumb-pudding in danger (1805) di James Gillray, un esempio di stampa popolare
The Plumb-pudding in danger (1805) di James Gillray, un esempio di stampa popolare

Con "stampe popolari" si intendono immagini stampate di qualità artistica generalmente bassa, vendute a basso prezzo in Europa e successivamente nel Nuovo Mondo dal XV al XVIII secolo, spesso corredate di testo e immagini. Furono tra i primi esempi di mass media. Dopo il 1800 circa, la tipologia e la quantità di immagini aumentarono notevolmente, ma per classificarle si utilizzano solitamente altri termini[9][10][11].

  • AI slop – Contenuto a basso sforzo generato interamente dall’intelligenza artificiale generativa
  • Brain rot – Contenuti online di bassa qualità
  • Panem et circenses – Figura retorica che si riferisce a un mezzo superficiale di pacificazione
  • Content farm – Piattaforma online che genera rapidamente contenuti online con poco sforzo per soddisfare gli algoritmi
  • Kitsch – Arte considerata ingenua o eccessivamente sentimentale per quanto banale o ovvia
  • Art Brut – Arte creata al di fuori dei confini della cultura ufficiale da persone non formate nelle arti
  • Filisteismo – Ostilità verso l’intelletto, l’arte e la bellezza
  • Arte tribale, nota anche come arte primitiva – Arte realizzata dalle tribù indigene che è stata classificata da alcuni come "bassa cultura"
  • Stampa scandalistica – Uno stile popolare di giornalismo sensazionalistico noto per essere di natura volgare
  • Umorismo scatologico – Tipo di umorismo volgare che riguarda la defecazione, la minzione e la flatulenza
  • Musica folk – Un genere musicale che comprende la musica folk tradizionale che si è evoluta nel genere contemporaneo durante il folk revival americano del XX secolo
  • Reality show televisivo – Fin dalla sua nascita negli anni '90, il reality è stato un esempio comunemente citato di cultura bassa nell'epoca contemporanea
  • Lowbrow – Un movimento culturale delle Arti visive che sorse a Los Angeles sul finire degli anni '70
  • Fast food – Un tipo di cibo prodotto in serie progettato per la rivendita commerciale
  • Cibo spazzatura – Cibo considerato malsano

L'espressione "cultura trash" ha iniziato a entrare nel lessico pubblico negli anni '80 come classificazione per questo tipo di recenti espressioni di bassa cultura.

  1. ^ (EN) Kim Kardashian announces end of long-running hit reality show, in BBC News, 9 settembre 2020. URL consultato il 16 ottobre 2025.
  2. ^ Tra kitsch e trash: il cattivo gusto è l'altra faccia del populismo, in l'Espresso, 15 dicembre 2016. URL consultato l'8 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2018).
  3. ^ trash, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 19 dicembre 2018.
  4. ^ Roberto Baldassarre, ‘Trash’: 5 (s)capolavori del cinema spazzatura, su Taxidrivers.it, 30 settembre 2017. URL consultato il 29 gennaio 2025.
  5. ^ (EN) Regarding the Popular: Modernism, the Avant-Garde and High and Low Culture, De Gruyter, 30 novembre 2011, DOI:10.1515/9783110274691/html, ISBN 978-3-11-027469-1. URL consultato il 16 ottobre 2025.
  6. ^ (EN) Lane Crothers, Globalization and American Popular Culture, Bloomsbury Publishing PLC, 12 febbraio 2021, ISBN 978-1-5381-4269-1. URL consultato il 16 ottobre 2025.
  7. ^ a b Brottman, Mikita (2005). High theory/low culture. New York, NY: Palgrave Macmillan. ISBN 978-1-4039-6641-4.
  8. ^ Gans, Herbert J. (2001). Popular culture and high culture: an analysis and evaluation of taste (Rev. and updated ed.). New York: Basic Books. ISBN 978-0-465-02609-8.
  9. ^ Field, Richard (1965). Fifteenth Century Woodcuts and Metalcuts. National Gallery of Art
  10. ^ Mayor, A. Hyatt (1980). Prints & people: a social history of printed pictures. Princeton, N.J.: Princeton University Press. ISBN 0-691-00326-2
  11. ^ Watt, Tessa (1991). Cheap print and popular piety: 1550-1640. Cambridge studies in early modern British history. Cambridge: Cambridge University Press. ISBN 0-521-38255-6
  12. ^ (EN) Chris Drew (PhD), 23 Examples of Low Culture (2025), su helpfulprofessor.com, 14 luglio 2023. URL consultato il 16 ottobre 2025.
  13. ^ John Spacey, 18 Examples of Low Culture, su Simplicable, 19 ottobre 2021. URL consultato il 16 ottobre 2025.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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