Williams F1

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la scuderia di F1 operante tra il 1969 e il 1977, vedi Frank Williams Racing Cars.
Williams Martini Racing
20150130002217!Williams Martini Racing logo.png
SedeRegno Unito Regno Unito
Grove (Oxfordshire)
Categorie
Formula 1
Dati generali
Anni di attivitàdal 1977
FondatoreRegno Unito Frank Williams
DirettoreRegno Unito Frank Williams
Formula 1
Anni partecipazioneDal 1977
Miglior risultato9 Campionati mondiali costruttori di Formula 1
(1980, 1981, 1986, 1987, 1992, 1993, 1994, 1996, 1997)
7 Campionati mondiali piloti di Formula 1
(1980, 1982, 1987, 1992, 1993, 1996, 1997)
Gare disputateCome team 697, come costruttore 689
Vittorie114
Aggiornamento: Gran Premio d'Ungheria 2018
Piloti nel 2018
18 Canada Lance Stroll
35 Russia Sergej Sirotkin
Vettura nel 2018Williams FW41

La Williams F1 (chiamata dal 2014 Williams Martini Racing per motivi di sponsorizzazione) è una scuderia motoristica britannica di Formula 1 fondata nel 1977 da Sir Frank Williams. Dal 2000 al 2005, in seguito alla collaborazione con BMW, fornitrice dei motori, fu rinominata BMW Williams F1 Team. Terza scuderia nella storia per numero di successi, vanta un totale di sedici titoli mondiali, nove costruttori e sette piloti.

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Ford (1977-1983)[modifica | modifica wikitesto]

Le precedenti esperienze di Frank Williams[modifica | modifica wikitesto]

Frank Williams iniziò la sua carriera come pilota automobilistico negli anni sessanta, ma accortosi di non avere il necessario talento, fondò una sua prima scuderia, la Frank Williams Racing Cars, che nel 1976 fu però acquisita dalla Walter Wolf Racing.

1977: La nascita della Williams[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1977.

Frank Williams abbandonò così il precedente team e fondò una nuova scuderia, la Williams GP Engineering, che schierò la Williams-March 761 per il 1977. L'unico pilota fu Patrick Nève che prese il via ad otto gare a partire dal Gran Premio di Spagna. Il team non ottenne punti in classifica con il 7º posto a Monza come miglior risultato.

1978[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1978.
La Williams FW06 del 1978

Nel 1978 grazie anche alla sponsorizzazione di alcuni facoltosi sponsor dell'Arabia Saudita, Patrick Head disegnò la sua prima Williams: la FW06. Pilota era l'australiano Alan Jones, che aveva vinto il Gran Premio d'Austria l'anno prima con la Shadow. L'esordio avvenne al Gran Premio d'Argentina, dove Jones qualificò la Williams in 14ª posizione, ritirandosi per problemi di pescaggio del combustibile al 36º giro. Già al terzo round, il Gran Premio del Sudafrica, ottenne i suoi primi punti con un ottimo 4º posto. Al Gran Premio degli Stati Uniti-Est a Watkins Glen Jones arrivò secondo e diede al nuovo team il suo primo podio e il secondo giro record in gara dell'anno. La Williams chiuse il mondiale costruttori al 10º posto grazie agli 11 punti di Jones che finì 12º in quella piloti.

1979[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1979.

Head disegnò la nuova vettura la Williams FW07 per il 1979: si trattava della sua prima vettura a sfruttare l'effetto suolo, soluzione aerodinamica costruttiva introdotta da Colin Chapman della Lotus campione del Mondo in carica. Williams iscrisse una seconda vettura, in modo da avere i benefici previsti dalla Formula One Constructors Association (FOCA) e a Jones fu affiancato lo svizzero Clay Regazzoni. Le prime gare vennero comunque disputate con la vettura del 1978, la FW06, mentre la FW07 esordì all'avvio della stagione europea, al Gran Premio di Spagna. Alla settima gara stagionale, arrivò il primo piazzamento a punti per la nuova vettura: Regazzoni terminò secondo al Gran Premio di Monaco a meno di un secondo da Jody Scheckter. Nel Gran Premio di Francia, rimasto famoso per la prima vittoria di una vettura a motore turbo e per il duello tra René Arnoux e Gilles Villeneuve, entrambe le vetture per la prima volta finirono a punti. Finalmente al Gran Premio di Gran Bretagna, Regazzoni vinse con 25 secondi di vantaggio sul secondo e si portò al sesto posto in classifica a -16 da Jody Scheckter. Al Gran Premio di Germania le Williams ottennero la prima doppietta con Jones primo e Regazzoni secondo, consentendo allo svizzero di ridurre ulteriormente il divario in classifica e di mettere Scheckter sempre più nel mirino. In Austria Jones ottenne un terzo successo e un quarto arrivò, sempre con il pilota australiano a Zandvoort, in Olanda che lo fece salire terzo a -10. Un quinto successo arrivò a fine stagione in Canada sempre con Jones dove ottenne anche pole position e giro veloce. La Williams conquistò il secondo posto nel mondiale costruttori e Jones terminò terzo nel mondiale con 75 punti dietro alle due Ferrari di Scheckter e Villeneuve. Da segnalare che sino al 1983 i piloti Williams per volontà degli sponsor sauditi e dunque di ispirazione religiosa islamica, non festeggiavano sul podio con il classico "magnum" di Champagne.

Il primo dominio[modifica | modifica wikitesto]

1980[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1980.

Ancora con la FW07, nel 1980 Jones riuscì a conquistare il titolo piloti, dopo un lungo testa a testa con Nelson Piquet. Alan Jones fu affiancato dall'argentino Carlos Reutemann. Jones si aggiudicò subito la pole al Gran Premio d'Argentina e dominò la gara fino alla fine ottenendo anche il giro più veloce, e si aggiudicò altre 4 gare (Francia, Gran Bretagna, Canada e USA-Est). Nelle prime gare gli avversari più pericolosi furono René Arnoux e Nelson Piquet che vinsero le successive tre corse e si portarono in testa al mondiale a +5 da Jones. A Montecarlo Reutemann centrò il secondo successo dell'anno per il team, e nelle due gare dopo fu Jones a vincere scavalcando in testa alla classifica Piquet. Il brasiliano rimase l'unico avversario di Jones e dopo la vittoria al Gran Premio d'Italia al volante della sua Brabham si rimise primo con un solo punto di vantaggio mentre la Williams si laureò campione del Mondo per la prima volta nella sua storia. A Montréal Jones piegò la resistenza di Piquet e vinse il titolo mondiale dopo aver chiuso la gara con una doppietta, il brasiliano finì l'anno comunque secondo a -13. Jones si aggiudicò anche il Gran Premio di Spagna, la cui validità per il mondiale venne annullata a causa della guerra di potere che vedeva contrapposte la FISA (federazione internazionale dell'automobilismo, a cui facevano capo le squadre "legaliste" quali Ferrari, Renault, Alfa Romeo) e la FOCA (associazione dei costruttori, a cui appartenevano appunto la Williams, la Brabham e molti teams medio-piccoli, quasi tutti inglesi), mettendo in mostra la netta superiorità della sua Williams che chiuse il campionato costruttori con 120 punti, quasi il doppio rispetto a quelli della Ligier seconda classificata.

1981[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1981.
La Williams FW07C-Ford ripresa nel 2007

Nel 1981 la Williams presentò una versione evoluta della FW07, ma senza particolari novità. Carlos Reutemann perse incredibilmente il titolo, superato all'ultima gara da Nelson Piquet, molti ritennero che fu il cruento duello con Jones ad avvantaggiare il brasiliano della Brabham nella vittoria finale. Già nelle prime due gare dell'anno la Williams tirò fuori i muscoli chiudendo con due doppiette, e facendo subito capire di voler bissare i successi dell'anno precedente. In Argentina e San Marino vinse Piquet che si mise in scia a Reutemann a -3 punti. Reutemann si aggiudicò le gare in Brasile e Belgio, ma soprattutto inanellò una serie di risultati utili consecutivi che lo mantenne in testa per tutto l'anno. Jones si aggiudicò la prima gara (USA-West) e l'ultima a Las Vegas ma non riuscì mai a scavalcare il suo compagno in classifica. Proprio questa gara costò a Reutemann il titolo: l'argentino si presentò al via della gara in testa al mondiale con 49 punti a +1 e +6 su Piquet e Laffite, ma dopo essere scattato dalla pole venne subito superato da Alan Jones che vinse la corsa, a Piquet bastò arrivare quinto per vincere il titolo. L'argentino accusò il team di non averlo aiutato lasciando a Jones libertà di fare la sua gara e di aver sbagliato il cambio gomme. A dire il vero Reutemann aveva vinto anche il Gran Premio del Sud Africa non valido per il mondiale. La Williams poté comunque consolarsi con la vittoria del campionato costruttori.

1982[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1982.
La Williams FW08 del 1982 ripresa nel 2008

La FW07 palesò nelle ultime gare i limiti di un progetto di 3 anni prima e Head progettò una nuova vettura per il 1982, la FW08, inizialmente pensata per avere 4 ruote sul posteriore. Riportata ad una configurazione standard, la vettura esordì nel Gran Premio di San Marino, permettendo a Keke Rosberg (che sostituì Jones) di vincere il mondiale anche per la sfortuna che colpì il pilota della Ferrari e leader del mondiale, Didier Pironi vittima di un grave incidente che ne stroncò la carriera. Seconda guida fu Derek Daly: il pilota irlandese sostituì Reutemann dopo che l'argentino, deluso dai fatti dell'anno prima aveva palesato propositi di ritiro, ma aveva accettato di disputare due corse per compiacere gli sponsor. Sulla vettura di Reutemann era salito nel terzo gran premio anche Mario Andretti. Dopo le prime tre gare era Alain Prost a guidare la classifica con la sua Renault turbo davanti a Niki Lauda rientrato quell'anno con la McLaren. Nelle gare successive il francese fu superato in classifica dal duo Watson-Pironi con Rosberg quarto a stretto contatto, il francese della Ferrari però fu costretto ad abbandonare il campionato dopo il gravissimo incidente nella prove del Gran Premio di Germania quando aveva 16 punti di più di Rosberg quinto. Il finlandese vinse un solo gran premio a Digione (Gran Premio della Svizzera) e grazie a 19 punti conquistati in tre gare balzò al comando del mondiale a +3 sul ritirato Pironi che chiuse comunque secondo, riuscendo a vincere il mondiale con soli 44 punti, record tuttora imbattuto. Verso la fine della stagione, Frank Williams si rese conto che per competere ai massimi livelli aveva bisogno del sostegno di un grande costruttore, come Renault o BMW che avrebbero potuto fornire la sua squadra con un motore turbo.

Periodo Honda (1983-1987)[modifica | modifica wikitesto]

Fase di assestamento[modifica | modifica wikitesto]

1983[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1983.

Se nel 1982, l'affidabilità permise di competere con i motori turbo ben più potenti, nel 1983 divenne impossibile competere e la vettura FW08C (adattamento della precedente al nuovo regolamento che abolisce le vetture a effetto suolo) portò alla Williams solo una vittoria a Montecarlo con Rosberg, grazie ad un indovinata scelta di gomme e la Race of Champions. Frank Williams guardò con interesse verso la Honda, che stava sviluppando un proprio motore turbo per rientrare in Formula 1 (fatto esordire sulle Spirit). Un accordo tra Honda e Williams fu finalmente trovato all'inizio del 1983 per la stagione successiva per utilizzare i propulsori V6 turbo. L'esordio fu anticipato all'ultima gara del 1983 e, malgrado una preparazione affrettata della nuova vettura FW09, Rosberg giunse quinto in Sud Africa. Nella seconda parte di stagione le prestazioni peggiorarono e Keke Rosberg perse progressivamente terreno chiudendo quinto senza ottenere punti per sei corse consecutive, Jacques Laffite subì anche l'onta di due non qualificazioni. Nel Gran Premio d'Europa viene schierata una terza macchina affidata al collaudatore Jonathan Palmer.

1984[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1984.

Il 1984 non fu felice, soprattutto a causa del telaio della FW09, ancora in gran parte realizzato in alluminio, mentre la concorrenza ormai si è votata al telaio in fibra di carbonio. Rosberg arrivò secondo nella gara inaugurale in Brasile dietro alla McLaren di Prost, ma nel corso della stagione non diede mai l'impressione di poter combattere per le posizioni di testa. Il finnico colse un solo successo in una rocambolesca gara nel Gran Premio di Dallas, unica edizione di quel gran premio.

1985[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1985.
Mansell sulla Williams FW10 (1985)

Nel 1985 al posto di Laffite arrivò Nigel Mansell. Dopo un inizio di stagione incerto, la nuova FW10, costruita con un telaio in fibra di carbonio come quello della McLaren che aveva vinto il titolo l'anno prima, portò quattro successi, due con Rosberg e due con Mansell. L'inizio della stagione fu molto difficoltoso, al Gran Premio del Portogallo Mansell raccolse i primi due punti della squadra, per vedere una Williams sul podio dovette attendere altre quattro gare al Gran Premio degli Stati Uniti con Rosberg vincitore. Verso la fine dell'anno, con Rosberg e Mansell ormai fuori dalla corsa per il titolo, le due Williams raccolsero sei podi, con le vittorie di Mansell in Europa e Sudafrica (dove ottenne anche la pole position) e quella di Rosberg in Australia, l'inglese terminò il campionato al sesto posto, mentre Rosberg fu terzo. Ad impressionare fu la facilità con cui le vetture spinte dal nuovo turbo Honda dominarono gli ultimi 3 GP disputati su circuiti molto diversi tra loro.

Nuovo dominio e altri tre titoli[modifica | modifica wikitesto]

1986[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1986.
La Williams-Honda FW11 del 1986

Al posto di Rosberg arrivò Nelson Piquet per la stagione 1986 con il compito di vincere il mondiale. A marzo Frank Williams dovette affrontare la sfida più dura della sua vita. Mentre tornava dall'aeroporto di Nizza fu vittima di un grave incidente automobilistico, che lo costrinse per sempre su una sedia a rotelle e lo tenne lontano dai circuiti per tutto l'anno, con evidenti ripercussioni sulla gestione della squadra. Nelson Piquet vinse la prima gara in Brasile, ma le prestazioni opache dei successivi tre round permisero a Alain Prost di andare in testa al mondiale a +3 da Ayrton Senna e +7 da Piquet, in Belgio e Canada vinse Mansell che si mise secondo a -2 da Prost, l'inglese mise insieme altri venti punti nelle successive tre corse (con le vittorie in Francia e Gran Bretagna) balzando in testa alla classifica e stravolgendo le gerarchie del team secondo cui Mansell avrebbe dovuto essere il "gregario" di Piquet. Fu proprio il brasiliano ad approfittare maggiormente di un periodo di magra del suo compagno vincendo i GP di Germania, Ungheria e Italia, ma le vittorie di Prost in Austria e di Mansell in Portogallo, resero decisivo l'ultimo gran premio. Il titolo di Nigel Mansell sfuggì in Australia quando sembrava ormai certo, a causa di problemi alle gomme, con Prost che beffò i due piloti Williams pur avendo una macchina inferiore. La sconfitta fu incredibile, se si considera che le FW11 vinsero largamente la coppa costruttori con ben 9 vittorie nei gran premi.

1987[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1987.

Nella stagione 1987 Frank Williams tornò a dirigere attivamente la scuderia, che dominò tutta la stagione; il mondiale si decise nelle ultime gare con una lotta interna tra i due piloti Williams. Dopo le prime cinque gare al comando della classifica c'erano Senna e Prost con due vittorie a testa, Mansell che vinse le due gare successive in Francia e Gran Bretagna si portò dal quinto al secondo posto a -1 dal brasiliano della Lotus. I due piloti Williams con le successive vittorie in Germania, Ungheria, Austria e Italia chiusero una striscia di sei vittorie consecutive al quale si sommarono ben nove pole position su nove gare. Piquet, leader della classifica con 63 punti era a +14 su un sempre più sorprendente Senna e a +20 da Mansell che lasciò troppi punti per strada a causa di errori e guasti della vettura, l'inglese che si dimostrò in più di un'occasione più forte del suo compagno vinse a Jerez e in Messico portandosi a -12. A Suzuka in Giappone Mansell fu vittima di un terribile incidente nelle prove libere che gli impedì di correre le ultime due corse, e permise a Piquet di vincere il suo terzo titolo. In Australia Mansell fu sostituito da Riccardo Patrese. La Williams chiuse con 9 vittorie e 137 punti che gli valsero la vittoria del campionato costruttori per il secondo anno di fila.

Parentesi con i motori Judd (1988)[modifica | modifica wikitesto]

La Honda però aveva deciso di abbandonare la Williams: tra i motivi, gli errori che costarono il titolo 1986 e il dubbio che fosse possibile per Frank Williams seguire in modo efficace la scuderia, viste le sue condizioni fisiche.

Un anno negativo[modifica | modifica wikitesto]

1988[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1988.
Mansell sulla FW12 (1988)

Piquet se ne andò alla Lotus e venne sostituito da Riccardo Patrese. Si prospettò dunque un anno di transizione il 1988. La coppia Mansell-Patrese fu affiatata e fu una garanzia di esperienza, affidabilità e grinta, ma furono i motori a non essere competitivi. A titolo di risarcimento per la rottura del contratto, la Honda "pagò" i motori aspirati Judd V8 (derivati da un vecchio progetto Honda del 1982, quando la casa nipponica stava valutando se entrare in Formula 1 con motori turbo o aspirati), motori che mancavano di potenza rispetto ai motori turbo (all'ultimo anno in Formula 1) e anche meno affidabili rispetto ai vecchi motori Cosworth della Tyrrell. Nel frattempo la Williams si accordò per il 1989 con la Renault, che rientrò così nel circus. La vettura è la FW12 che malgrado i limiti del motore parve valida, tanto che l'anno dopo, adattata ai motori Renault, fu in grado di vincere delle gare. Mansell riuscì a giungere secondo in Gran Bretagna e Spagna; durante la stagione l'inglese ebbe dei problemi fisici e lasciò per due gare la sua vettura a Martin Brundle e Jean-Louis Schlesser.

Periodo Renault e il dominio degli anni '90 (1989-1997)[modifica | modifica wikitesto]

La scuderia si è assicurata una fornitura d'alto livello dalla Renault per il 1989. La collaborazione in nove stagioni porterà a vincere quattro titoli piloti e cinque titoli costruttori tra il 1992 e il 1997. La combinazione tra la potenza del motore Renault e le innovazioni telaistiche portate da Adrian Newey (Head resta come direttore tecnico sportivo) condurranno in pochi anni a vittorie schiaccianti e sovente con largo anticipo. Alcuni ritengono che le Williams FW14B e FW15C "furono le più avanzate auto che avessero mai corso in Formula 1".[1]

L'immediato riscatto[modifica | modifica wikitesto]

1989[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1989.

L'era Renault inizia nel 1989, con i piloti Riccardo Patrese e Thierry Boutsen (Mansell è passato alla Ferrari). La vettura è quella dell'anno precedente, opportunamente adattata e denominata FW12C. Il Gran Premio del Brasile è disastroso con entrambe le vetture ritirate per problemi al motore. Il successivo Gran Premio di San Marino porta i primi punti con un quarto posto. Altre due gare e al Gran Premio del Messico, il team ottiene il primo podio con Patrese che termina secondo a 15 secondi da Ayrton Senna. Dopo il secondo posto nella successiva gara americana, nel Gran Premio del Canada, sotto la pioggia, Boutsen regala alla Williams e alla Renault la prima vittoria con Patrese termina secondo. Grazie ad un altro successo di Boutsen nella gara conclusiva in Australia, la Williams chiude seconda dietro alla McLaren nel mondiale costruttori e Patrese finisce 3º nel mondiale piloti.

1990[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1990.

Nel 1990 Patrese e Boutsen rimangono come piloti. Malgrado il successo di Patrese nel Gran Premio di San Marino e di Boutsen al Gran Premio d'Ungheria, la stagione segnala un regresso con 20 punti in meno e solo il quarto posto nel mondiale costruttori. La vettura è la FW13, già saltuariamente in pista nel 1989.

1991[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1991.
Patrese a Montecarlo alla guida della FW14

Boutsen lascia la scuderia per passare alle Ligier all'inizio del 1991. Gli subentra il rientrante Nigel Mansell affiancato da Patrese come seconda guida e da Damon Hill come collaudatore. L'inizio di stagione è travagliato, anche per problemi al cambio dell'innovativa FW14 che costringono entrambi i piloti al ritiro nel Gran Premio degli Stati Uniti. Nel secondo Gran Premio del Brasile, Patrese giunge secondo dietro il dominatore di inizio stagione, Ayrton Senna. Male va il Gran Premio di San Marino con un doppio ritiro, Mansell per incidente e Patrese per problemi elettrici. A Monaco Mansell finalmente finisce una gara a punti (secondo). I miglioramenti si fanno concreti e due gran premi dopo, Patrese centra il successo con Mansell secondo. Mansell vince in Francia e Gran Bretagna e Germania ed avvia una rimonta nella corsa al titolo. Quattro successi consecutivi per la Williams interrotti dal successo di Senna in Ungheria. Mansell si aggiudica anche i gran premi in Italia e in Spagna e sembra lanciato verso il titolo, ma in mezzo alle due gare vinte, nel Gran Premio del Portogallo, poi vinto da Patrese, Mansell in testa, perde une ruota mal fissata ripartendo dai box dopo un cambio delle gomme. Questo, insieme ad un ritiro in Giappone, costerà il campionato. La Williams finisce seconda nel mondiale costruttori, mentre Mansell secondo dietro Senna in quella piloti.

Nove titoli in sei stagioni[modifica | modifica wikitesto]

1992[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1992.

Confermati i piloti per il 1992, Mansell domina la stagione sin dal Gran Premio del Sud Africa, vinto agevolmente, davanti a Patrese. Mansell si aggiudica tutti e cinque primi gran premi (Sudafrica, Messico, Brasile, Spagna e San Marino) con Patrese 4 volte secondo. Cinque vittorie consecutive ad inizio campionato sono un record. A Monaco la vittoria sfugge per una foratura di un gomma posteriore della vettura di Mansell a pochi giri dalla fine. Superato da Ayrton Senna, terminerà comunque secondo, a meno di 3 decimi dal brasiliano. La corsa di Mansell prosegue nelle gare successive con successi in Francia, Gran Bretagna, Germania, Portogallo. Ad esso si aggiunge il successo di Patrese in Giappone. La Williams diventa campione con 164 punti, 65 in più della McLaren, Mansell è campione del mondo con 108 punti contro i 56 del secondo che è proprio Patrese. Mansell, vincendo 9 gare in una stagione, stabilisce un altro record.

1993[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1993.

Già dall'autunno 1992 Alain Prost, reduce da un anno sabbatico, si aggiudica un posto in Williams per il 1993, anche grazie alle pressioni della Renault; Nigel Mansell lascia il team per le gare americane della IndyCar. Anche Patrese lascia il team e alla guida della seconda Williams viene chiamato il collaudatore Damon Hill. La vettura per il 1993 comincia a girare già nell'estate 1992 con Hill (e dall'autunno anche con Prost); dotata di sofisticati congegni elettronici, come le sospensioni attive e il controllo elettronico della trazione, la FW15C sarà la dominatrice dell'anno.[2] Prost vince al debutto in Sudafrica, ma sotto la pioggia non si trova a suo agio e viene surclassato da Senna nei due gran premi bagnati in Brasile e in Gran Bretagna a Donington Park. Il francese vincerà di nuovo a San Marino, e poi altre quattro corse consecutive tra Canada e Germania, che lo proiettano saldamente in testa alla classifica; dopodiché è la volta di Hill, che si aggiudica i tre gran premio successivi, l'ultimo dei quali in Italia, che rimarrà l'ultima vittoria della stagione. La Williams totalizza così 10 vittorie, 168 punti e 15 pole position su 16; Prost vince il titolo e decide di ritirarsi dalla Formula 1, anche perché Williams ha già ingaggiato Ayrton Senna per il 1994. Hill chiude terzo dietro proprio al brasiliano.

1994[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1994.
La Williams-Renault FW16 di Hill

Il 1994 sarà l'anno più tribolato per la Williams.[3] L'accoppiata Senna-Williams è la favorita per il titolo. La nuova vettura, la Williams FW16 denota durante i test d'inizio stagione dei problemi di guida. Le sospensioni attive sono state vietate insieme al controllo di trazione e all'ABS; il ritorno a vetture più tradizionali mette in crisi la Williams. Problemi che pare non avere la Benetton-Ford di Michael Schumacher che si aggiudica le prime due gare, mentre Senna va in testacoda in Brasile e viene centrato alla prima curva da Mika Häkkinen ad Aida. Nel Gran Premio di San Marino, già macchiato da un incidente a Rubens Barrichello nelle prove e dalla morte di Roland Ratzenberger durante le qualifiche, avviene la tragedia. Partito dalla Pole, Senna si schianta al quinto giro del gran premio e muore a causa delle ferite riportate al capo (un braccio della sospensione entra dalla visiera)[4][5] Le ripercussioni sono pesanti, la giustizia italiana apre un'inchiesta che porterà ad un processo contro la Williams, responsabile, secondo l'accusa, della rottura del piantone dello sterzo, che avrebbe provocato l'uscita di pista.[6] Nel 2007, alla chiusura di un lunghissimo iter giudiziario, Patrick Head verrà riconosciuto colpevole, con reato estinto in prescrizione[7]. Al successivo Gran Premio di Monaco, si presenta il solo Hill che si ritira. Dopo 4 vittorie di Schumacher, in Spagna, dove viene promosso titolare il collaudatore David Coulthard, Hill conquista la prima vittoria dell'anno. Hill sembra in grado di rimontare nella classifica finale, anche grazie ad alcune squalifiche che colpiscono la Benetton e Michael Schumacher rei di alcuni comportamenti scorretti e d'irregolarità tecniche (due gran premi di sospensione). Hill vince il Gran Premio di Gran Bretagna, poi quelli di Belgio, Italia, Portogallo e Giappone. Ma nel Gran Premio d'Australia, dove si decide il titolo, avviene un episodio assai discusso: Schumacher esce di pista e sbatte, Hill sarebbe dunque campione del mondo, ma il pilota tedesco con una manovra discutibile rientra "involontariamente" addosso a Hill, che stava sopraggiungendo in quel momento, eliminandolo[8]. Con il ritiro di entrambi, Hill termina dunque secondo nel mondiale ad 1 solo punto da Schumacher, mentre Mansell, rientrato alla Williams per alcune gare, centra la sua ultima vittoria. La Williams si consola con il titolo costruttori.

1995[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1995.
Hill sulla FW17 del 1995

Nel 1995 Nigel Mansell torna in Formula 1 per alcune gare con una deludente McLaren, mentre la Williams conferma Hill e Coulthard. La Renault ha deciso di fornire i propri motori anche alla Benetton che si aggiudicherà il titolo con Schumacher. Hill vince 4 gran premi e Coulthard uno ma i piloti si rendono anche protagonisti di diversi (e a volte clamorosi) errori. La Williams mantiene inattaccata la sua posizione di vettura nettamente migliore delle concorrenti, Benetton inclusa, ma ciò non basta per evitare che Michael Schumacher conquisti il suo secondo titolo iridato. La Benetton riesce a vincere persino il suo primo (e unico) titolo costruttori.

1996[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1996.
Jacques Villeneuve sulla Williams-Renault FW18 del 1996

Nel 1996 la Williams ingaggia il campione Indycar e figlio d'arte Jacques Villeneuve, e conferma Damon Hill. Quest'anno è un dominio netto: la Williams vince cinque gran premi consecutivi (quattro con Hill e uno con Villeneuve) ad inizio stagione. Alla fine le Williams si aggiudicheranno 12 gran premi su 16, con 8 vittorie per Hill, campione del Mondo e 4 con Villeneuve secondo dopo una lotta intestina che dura sino all'ultima gara. Per la terza volta consecutiva la Williams, dopo aver vinto il titolo piloti, non rinnova il contratto al pilota vincitore: Hill infatti si trasferisce alla Arrows. Nel corso del 1996, la Williams lascia Didcot e trasloca nella nuova sede di Grove.[9]

1997[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1997.

Per l'ultimo anno del connubio ufficiale Williams-Renault a sostituire Hill arriva il tedesco Heinz-Harald Frentzen, considerato più veloce e competitivo. In realtà si dimostrerà meno veloce di un pilota come Hill, a torto poco considerato dai più, che ritenevano superiori i meriti della macchina a quelli del pilota. La FW19 sarà l'ultima Williams alla quale abbia messo mano Adrian Newey; il progettista di tutte le macchine dal 1991 ha infatti accettato un'offerta della McLaren, e già dal novembre 1996 interrompe lo sviluppo della vettura.[9]. L'inizio della stagione 1997 vede la Williams dominare con 4 vittorie nelle prime sei gare (3 di Villeneuve e una di Frentzen), prima che la Ferrari si dimostri in grado dopo anni di lottare per il titolo. Mentre Frentzen delude, Villeneuve (7 vittorie) arriva a giocarsi all'ultima gara il mondiale con Schumacher, in svantaggio di 1 solo punto nei confronti del pilota tedesco. Al 48º giro del Gran Premio d'Europa disputato sul Circuito di Jerez de la Frontera, Villeneuve in rimonta è alle spalle di Schumacher e lo sorpassa, e il tedesco, come mostrerà la telecamera di bordo, chiude volontariamente e scorrettamente la curva. Villeneuve riesce a restare in pista mentre Schumacher ha la peggio ed è costretto al ritiro. Il canadese è dunque campione del mondo, mentre Schumacher sarà squalificato e privato dei punti conquistati durante l'anno a causa di questo incidente definito "evitabile" dalla FIA[10], in un episodio che ricorda molto da vicino quello di 3 anni prima con Hill, anche se questa volta con esito differente.

Con l'affermazione nel mondiale 1997 la Williams conquista il Titolo Piloti per la settima volta nella sua ventennale storia e mette in bacheca anche il nono Titolo Costruttori, diventando la prima scuderia nella storia della Formula 1 a vantare più di 8 affermazioni nella classifica per squadre (McLaren e Ferrari infatti, nonostante siano in Formula 1 da molte più stagioni della Williams, vantano nel 1997 un totale rispettivamente di 7 e 8 titoli Costruttori ciascuna). Ma di fronte a un presente così trionfale si staglia un futuro segnato dal ritiro della Renault.

Primo biennio di transizione (1998-1999)[modifica | modifica wikitesto]

Parentesi con i motori Mecachrome e Supertec[modifica | modifica wikitesto]

1998[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1998.
Jacques Villeneuve su Williams Mecachrome nel 1998

Nel 1998, la Renault abbandona temporaneamente la categoria e i motori vengono forniti attraverso una società consociata della casa francese, la Mecachrome, ma senza sviluppo e a pagamento[11]. La vettura è in sostanza quella del 1997, con alcuni adattamenti alle regole. I piloti sono confermati. Il team si aggiudicherà solo alcuni piazzamenti e nessuna vittoria. La Williams finisce terza nel mondiale costruttori, e Villeneuve solo quinto in quello piloti. Nonostante l'impossibilità di mantenere il passo di McLaren e Ferrari, la Williams riuscì ad essere "la prima degli altri" ed il risultato anche se deludente rispetto ai fasti passati, si rivelerà discreto in confronto alla stagione successiva, precedente l'arrivo dei motori BMW.

1999[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1999.

Nel 1999 anche la fornitura della Mecachrome finisce e i motori vengono forniti dalla Supertec (guidata prima da Bernie Ecclestone poi da Flavio Briatore): questi motori (in pratica i Renault del 1997) non riuscirono a garantire la necessaria affidabilità e performance alle vetture, che naufragarono tra le secche della medio-bassa classifica. Questo declino arrivò proprio mentre le McLaren e le Ferrari stavano uscendo da un lungo, soprattutto per le rosse, periodo di crisi. I piloti erano stati cambiati entrambi, sostituiti da Ralf Schumacher, fratello di Michael in arrivo dalla Jordan e Alex Zanardi, che verrà licenziato a fine stagione nonostante il contratto biennale a causa dei risultati non all'altezza dei due titoli Champ Car (allora C.A.R.T.) appena conquistati con il team Target Chip Ganassi Racing. Il team ottenne 3 podi e finì quinto nel mondiale costruttori.

Collaborazione con BMW e ultima serie di successi (2000-2005)[modifica | modifica wikitesto]

La rinascita[modifica | modifica wikitesto]

2000[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2000.

Dal 2000 le Williams sono spinte dai motori BMW, con i quali la squadra è stata in grado di uscire fuori dalla crisi di risultati. Sin dalla prima stagione sono stati ottenuti i primi risultati positivi, con Ralf Schumacher e il debuttante Jenson Button. Il bilancio finale parla di 3 podi e il terzo posto nei costruttori.

Le vittorie di Ralf Schumacher e Montoya[modifica | modifica wikitesto]

2001[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2001.

Nel 2001 Button è stato sostituito da Juan Pablo Montoya con il quale la Williams è tornata ad essere competitiva, ottenendo 4 vittorie totali (3 con Schumacher e 1 con il colombiano) e confermando il terzo posto nei costruttori.

2002[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2002.

Nel 2002 il team ottenne solo 1 vittoria, nel Gran Premio della Malesia con Ralf Schumacher, ma ciò bastò per migliorare la posizione finale nei costruttori, giungendo al secondo posto, questo grazie ai numerosi podi conquistati nel corso della stagione.

2003[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2003.
Ralf Schumacher nel 2003

Nel 2003 la Williams ha sfiorato il mondiale costruttori e piloti, con Juan Pablo Montoya in grado di lottare fino alle ultime gare con la Ferrari di Michael Schumacher e la McLaren di Kimi Räikkönen, giungendo terzo a 11 punti dal tedesco e a 9 dal finlandese, e con la squadra confermatasi seconda a 14 punti dalla scuderia di Maranello. Il bilancio complessivo parla di 4 vittorie (2 a testa per entrambi i piloti).

2004[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2004.

Nel 2004 la Williams non riesce ad eguagliare quanto ottenuto l'anno precedente a causa di un calo di competitività sia del team sia degli pneumatici Michelin e sprofonda in quarta posizione nel mondiale costruttori, superata da BAR e Renault. L'unico successo stagionale è stato conquistato da Juan Pablo Montoya nella gara finale, il Gran Premio del Brasile, ed è anche l'ultimo con la motorizzazione tedesca.

L'inizio del declino[modifica | modifica wikitesto]

2005[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2005.
Nick Heidfeld sulla Williams-BMW FW27 del 2005

Nel 2005 la Williams fa addirittura peggio del 2004. Cambia entrambi i piloti (Ralf Schumacher passa alla Toyota e Juan Pablo Montoya alla McLaren), schierando Mark Webber e Nick Heidfeld, ma non ottiene grandi risultati, soprattutto nella seconda parte della stagione; con soli 4 podi, nel mondiale costruttori conclude al quinto posto, superata anche dalla Toyota.

Con BMW la Williams ha ottenuto un totale di 10 vittorie in 6 stagioni.

Secondo periodo di transizione (2006-2013)[modifica | modifica wikitesto]

La parentesi con Cosworth[modifica | modifica wikitesto]

La BMW decide di lasciare la Williams; la casa bavarese vuole infatti il controllo totale del team, mentre Frank Williams non vuole vendere la sua scuderia.

2006[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2006.

Nel 2006, alla luce del definitivo divorzio tra il motorista tedesco (che ha acquistato il team Sauber) e il team inglese, le Williams passano nuovamente attraverso un periodo di transizione con i motori clienti Cosworth. Di questi motori non è stato garantito lo sviluppo, e infatti, fatta eccezione per il giro veloce nella gara d'esordio di Nico Rosberg, la stagione è compromessa da un propulsore non all'altezza della vettura, sia per potenza, sia per affidabilità.

Collaborazione con Toyota[modifica | modifica wikitesto]

2007[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2007.

A partire dal 2007, con Nico Rosberg e Alexander Wurz, e successivamente con Kazuki Nakajima (figlio di Satoru, imposto dalla Toyota dall'ultima gara della stagione in sostituzione dell'austriaco), la squadra è stata equipaggiata nuovamente da un motore ufficiale: quello Toyota. Il 2007 si è concluso in maniera piuttosto positiva rispetto al 2006, con il quinto posto nel mondiale costruttori (divenuto quarto a causa della squalifica della McLaren nella Spy-Story) e con un podio di Alexander Wurz nel Gran Premio del Canada, il primo dal 2005.

2008[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2008.

Il 2008 inizia bene per la Williams, con il 3º posto di Rosberg e il 6º posto di Nakajima in Australia. Tuttavia, con l'eccezione di qualche raro exploit sui circuiti cittadini, nel resto della stagione i risultati sono piuttosto deludenti ed il team ottiene come migliore risultato solo qualche arrivo nella parte bassa della zona punti; fa eccezione il Gran Premio di Singapore, nel quale Rosberg conquista il secondo posto, nonostante uno stop & go di penalità. Nonostante questo buon risultato, la scuderia inglese conclude il campionato costruttori solo in ottava posizione, con 26 punti. Il 2008 è stato per la Williams un anno difficile anche sul piano economico: nonostante il team abbia incassato un bonus FOM piuttosto elevato in virtù del quarto posto finale in classifica del 2007, l'attuale stagione si è conclusa con un passivo economico consistente, quantificato da alcuni giornali inglesi in circa 60 milioni di dollari. Per far fronte alle necessità immediate e pagare i fornitori, la Williams è stata aiutata da Bernie Ecclestone in persona, che ha liberato alcuni fondi che la Williams avrebbe dovuto incassare nel 2012, in conformità alla tabella prevista dal Patto della Concordia. Ma il futuro resta difficile, anche perché i previsti sponsor giapponesi che sarebbero dovuti arrivare grazie a Nakajima non si sono mai visti. Proprio a proposito di sponsor, la Casa petrolifera brasiliana Petrobras, ha posto fine al contratto che la legava alla scuderia dal 2002; le motivazioni sono legate alla forte recessione che sta sconvolgendo un po' tutti i settori commerciali.

2009[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2009.

Nel 2009 la Williams ha risolto tutti i suoi problemi economici, grazie al taglio dei costi voluto dalla FIA ed è riuscita a siglare un nuovo accordo pubblicitario con la Philips, mentre per rimpiazzare il suo vecchio fornitore di carburante ha firmato un contratto annuale con la Denso; inoltre ha compiuto dei significativi miglioramenti prestazionali grazie al nuovo diffusore e al motore Toyota RVX V8 che hanno permesso al team di avere maggiore competitività rispetto alla precedente stagione e di andare più volte a punti. La scuderia conclude il mondiale costruttori al 7º posto con 34,5 punti. A fine stagione Nico Rosberg ed il suo compagno di squadra Kazuki Nakajima abbandonano definitivamente il team.

Nella stagione viene siglato un accordo con il Qatar Science & Technology Park (QSTP), per la creazione nel paese mediorientale del nuovo Williams Technology Center (WTC). È la prima volta che una struttura di questo tipo di una scuderia di Formula 1 ha sede fuori dall'Europa.[12]

Nuova parentesi con Cosworth[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 la Toyota abbandona il mondo della Formula 1, lasciando il team letteralmente a piedi a quattro mesi dall'inizio della nuova stagione. Alcune voci parlavano di un possibile ritorno ai propulsori Renault, ma ad inizio anno venne confermato l'accordo biennale con la Cosworth.

2010[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2010.
Nico Hülkenberg alla guida della Williams al Gran Premio del Bahrein 2010.

I piloti per la stagione 2010 sono l'ultra esperto Rubens Barrichello ed il debuttante Nico Hülkenberg, vincitore della categoria GP2. L'inizio della stagione non è dei migliori, fin dai primi test la macchina soffre di un forte sottosterzo. Il motore Cosworth soffre inoltre di perdite di potenza. Nella prima metà di stagione la Williams fatica a qualificarsi nelle prime 10 posizioni in qualifica e i punti raccolti sono pochi. Ma il team continua a sviluppare la macchina ad ogni gara e nel frattempo Cosworth risolve i problemi di gioventù del motore. Dal Gran Premio del Canada la Williams da segni di risveglio, andando quasi stabilmente a punti, con Barrichello che giunge quinto a Silverstone e sfiora il Podio, a Valencia e qualificandosi assiduamente nella top ten fino a conquistare la Pole Position con Nico Hülkenberg in una movimentata sessione di qualifica in Brasile. Questo grazie ad una serie di modifiche in particolare all'f-duct[13] e al blown diffuser[14]. Il team di Grove conclude il campionato piazzandosi al 6º posto nel mondiale costruttori con 69 punti, mentre Barrichello e Hülkenberg concludono al 10º e 14º posto in quello piloti rispettivamente con 47 e 22 punti.

2011[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2011.

Per il 2011 la Williams conferma la partnership con Cosworth. I piloti per questa stagione sono il confermato Rubens Barrichello ed il debuttante venezuelano Pastor Maldonado che prende il posto del tedesco Nico Hülkenberg. Il venezuelano, vincitore della categoria GP2, è stato preferito al tedesco in quanto fortemente spinto dall'azienda petrolifera di stato PDVSA. Il 14 gennaio la Williams conferma un accordo di sponsorizzazione di lungo termine con la PDVSA in occasione di una esibizione della FW32 a Caracas, con alla guida Pastor Maldonado. Nel frattempo, per fronteggiare la crisi di sponsor, e per garantire un futuro a lungo termine, il team annuncia la quotazione sulla borsa di Francoforte del team a inizio marzo; la maggioranza del pacchetto resta comunque a Frank Williams[15].

Il Mondiale comincia in modo negativo per la scuderia inglese, che raccoglie quattro ritiri nelle prime due gare e zero punti nelle tre successive; questo porta il direttore tecnico Sam Michael, in carica dal 2004, ed il responsabile del reparto aerodinamico Jon Tomlinson a rassegnare le dimissioni all'indomani del Gran Premio della Malesia.

Alla fine la Williams ha ottenuto solo 5 punti stagionali (4 con Barrichello e 1 con Maldonado), arrivando davanti alle sole Lotus, HRT e Virgin.

Ultima collaborazione con Renault[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 luglio 2011 fu annunciato il passaggio da Cosworth a Renault per la fornitura dei motori nelle stagioni 2012 e 2013: si venne così a ricreare il connubio tra la scuderia inglese ed il motorista francese che aveva dominato la scena negli anni novanta.[16][17]

2012[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2012.

Nell'inverno seguente la scuderia annunciò l'ingaggio del brasiliano Bruno Senna, che prese il posto del connazionale Rubens Barrichello al fianco di Pastor Maldonado. La stagione 2012 si aprì con delle grandi novità sia all'interno della dirigenza che del reparto tecnico della squadra. Nel corso della stagione 2011 furono ingaggiati Mike Coughlan, Jason Somerville e Mark Gillian, rispettivamente con i ruoli di direttore del progetto, responsabile del reparto aerodinamico e responsabile delle operazioni in pista, in sostituzione di Sam Michael e Jon Tomlinson. A stagione appena iniziata Frank Williams annunciò il proprio ritiro dal consiglio di amministrazione, cedendo il suo posto alla figlia Claire; poche settimane più tardi Adam Parr, direttore della scuderia, rassegnò le dimissioni.

La nuova vettura, la FW34, si dimostrò un netto miglioramento rispetto alla precedente. Nella prima metà di stagione Maldonado e Senna furono in grado di competere stabilmente per la conquista di punti iridati: il venezuelano colse, inoltre, la prima vittoria della scuderia dal 2004, vincendo il Gran Premio di Spagna. Questo rimane, ad oggi, l'ultimo successo del team in Formula 1. Nonostante alcune buone prestazioni in qualifica ottenute dallo stesso Maldonado, dopo il ritorno alla vittoria la Williams mantenne una bassa media di punti a gara, conquistando appena 12 punti nei successivi nove Gran Premi, a causa di diversi incidenti e ritiri che hanno impedito di conquistare numerosissimi punti e andare alcune volte a podio.

Il miglior risultato della seconda metà della stagione fu un quinto posto di Maldonado nel Gran Premio di Abu Dhabi. La scuderia, pur conquistando 76 punti (ben 71 in più rispetto alla stagione precedente), si classificò in ottava posizione nella classifica costruttori, migliorando di un solo posto il piazzamento del 2011.

2013[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2013.
Valtteri Bottas in Malesia nel 2013.

Nel 2013 i piloti furono il confermato Pastor Maldonado e il debuttante Valtteri Bottas, già collaudatore della scuderia. La stagione iniziò in maniera disastrosa, con entrambi i piloti relegati stabilmente nelle retrovie. Nel Gran Premio del Canada Bottas si qualificò in terza posizione su pista bagnata, ma in gara, sull'asciutto, non riuscì a terminare tra i primi dieci. Il primo punto stagionale arrivò solo al Gran Premio d'Ungheria, nel quale Maldonado arrivò decimo al traguardo.

I pessimi risultati portarono alle dimissioni di Mike Coughlan e all'ingaggio di Pat Symonds.

Dopo il Gran Premio d'Ungheria l'unico altro piazzamento a punti della stagione fu colto da Bottas, che arrivò ottavo nel Gran Premio degli Stati Uniti. La Williams chiuse il campionato al nono posto in classifica, con appena cinque punti.

Williams Martini Racing e collaborazione con Mercedes (2014-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Come annunciato il 30 maggio 2013[18][19], a partire dalla stagione 2014 la Williams utilizzò i nuovi motori V6 turbo di produzione Mercedes. La casa tedesca fornì, oltre ai propulsori, anche il sistema KERS, mentre le trasmissioni continuarono a essere costruite in proprio dalla Williams. Inoltre, in seguito all'accordo di sponsorizzazione siglato, a pochi giorni dalla partenza della nuova stagione, con Martini, la scuderia assunse il nome di Williams Martini Racing, conferendo alla monoposto una livrea bianca con linee azzurre, blu e rosse, colori storici del marchio Martini Racing.[20]

Il recupero di competitività[modifica | modifica wikitesto]

2014[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2014.

Per il 2014 Maldonado fu sostituito dall'ex pilota della Ferrari Felipe Massa. I risultati furono molto migliori dell'anno precedente, con entrambi i piloti in grado di marcare costantemente piazzamenti a punti. A partire dal Gran Premio d'Austria ci fu un ulteriore miglioramento: Massa e Bottas monopolizzarono la prima fila nelle qualifiche, risultato che la squadra non otteneva dal 2003, chiudendo poi rispettivamente al quarto e al terzo posto in gara.

Nel resto del campionato la Williams continuò a ottenere buoni risultati, conquistando in totale nove podi e il terzo posto nella classifica generale.

2015[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2015.

Dopo i profondi cambiamenti degli anni precedenti, nel 2015 la Williams confermò l'assetto della stagione precedente, mantenendo la motorizzazione Mercedes, Pat Symonds come responsabile tecnico e Felipe Massa e Valtteri Bottas come piloti. La Williams si confermò terza forza del campionato, pur cogliendo meno punti (257) e meno podi (quattro terzi posti) rispetto al 2014.

Nuovo calo di prestazioni[modifica | modifica wikitesto]

2016[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2016.
Felipe Massa sulla Williams-Mercedes nel 2016.

Confermata la stessa struttura anche per il 2016, la scuderia iniziò l'anno in modo meno brillante rispetto ai precedenti. La FW38 si assestò come quarta forza; nelle prime cinque gare sia Massa che Bottas (che nelle qualifiche del Gran Premio di Russia colse un prestigioso secondo posto in griglia) giunsero sempre a punti, ma nelle sette successive, pur con un podio del finlandese nel Gran Premio del Canada, i due misero a segno appena 31 punti. Nel resto della stagione la Williams fu sopravanzata anche dalla Force India, scivolando al quinto posto nel campionato costruttori, con 138 punti. Alla vigilia del Gran Premio d'Italia Massa annunciò il suo ritiro dalla Formula 1; in seguito la Williams comunicò che il pilota brasiliano sarebbe stato sostituito, per la stagione successiva, dall'esordiente canadese Lance Stroll. Il ritiro del fresco campione del mondo Nico Rosberg a pochi giorni dal termine della stagione spinse però la Mercedes a ingaggiare Valtteri Bottas al posto del pilota tedesco. La Williams richiamò, quindi, Massa, in modo da affiancare il debuttante Stroll con un pilota esperto.[21]

2017[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2017.

Nelle prime gare della stagione 2017 la Williams non riesce ad ottenere risultati di rilievo, ottenendo come miglior piazzamento il 6º posto con Massa in Australia e in Bahrein. Nel caotico Gran Premio d'Azerbaigian, Stroll regala l'unico podio dell'anno alla scuderia, concludendo la gara al 3º posto. Questo risultato è però un caso isolato e nel resto della stagione la scuderia si trova sempre in lotta per ottenere punti iridati ma lontana dalle posizioni di vertice. Il 10º posto di Massa nel conclusivo Gran Premio di Abu Dhabi, oltre a mettere fine (questa volta definitivamente) alla lunga carriera in F1 del pilota brasiliano, chiude un'annata piuttosto deludente per la Williams che comunque, pur cogliendo meno punti rispetto alla stagione precedente (83), si conferma quinta forza del campionato.

2018[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2018.

Per il 2018 Stroll viene confermato come titolare, affiancato dall'esordiente russo Sergej Sirotkin[22], mentre l'ex pilota Renault, Robert Kubica, sarà terzo pilota e collaudatore.[23][24] La presentazione della nuova FW41 viene fissata per il 15 febbraio.[25] Nel febbraio 2018 la Martini annuncia la fine del contratto con la Williams al termine della stagione e il ritiro dal Circus[26]. L'inizio di stagione è difficile e vede i due giovani piloti relegati stabilmente nelle retrovie. Soltanto nella quarta gara stagionale, il Gran Premio d'Azerbaigian, la Williams otterrà i suoi primi punti in campionato, grazie all'ottavo posto conquistato da Lance Stroll. Inoltre le scarse prestazioni della vettura portano all'allontanamento del capo progettista Ed Wood, che dal 2006 collaborava con la scuderia, e del responsabile dell'aerodinamica Dirk de Beer.

Gestione sportiva[modifica | modifica wikitesto]

  • Group Ceo: Mike O'Driscoll
  • Consigliere delegato: Mark Biddle
  • Piloti: Lance Stroll, Sergej Sirotkin
  • Team Principal: Frank Williams
  • Vice-Team Principal: Claire Williams
  • Direttore tecnico: Paddy Lowe
  • Direttore dell'ingegneria: Robert Smedley
  • Direttore sportivo: Steve Nielsen
  • Direttore generale: Dickie Stanford
  • Direttore finanziario: Alan Kinch
  • Responsabile delle prestazioni della vettura: Andrew Murdoch
  • Responsabile dei sistemi della vettura ad alto livello: Carl Garden
  • Capo-meccanico: Mark Pattinson
  • Chief Designer: Carica vacante
  • Head of Aero: Jason Somerville
  • Ingegneri di pista: Dave Robson, Jonathan Eddolls
  • Collaudatori: Robert Kubica, Oliver Rowland

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

Piloti vincitori
Pilota Titoli mondiali Gran Premi Vittorie
Regno Unito Nigel Mansell 1 95 28
Regno Unito Damon Hill 1 65 21
Australia Alan Jones 1 60 11
Canada Jacques Villeneuve 1 49 11
Brasile Nelson Piquet 1 31 7
Francia Alain Prost 1 16 7
Finlandia Keke Rosberg 1 62 5
Germania Ralf Schumacher - 94 6
Italia Riccardo Patrese - 81 4
Colombia Juan Pablo Montoya - 68 4
Belgio Thierry Boutsen - 32 3
Argentina Carlos Reutemann - 31 3
Venezuela Pastor Maldonado - 58 1
Germania Heinz-Harald Frentzen - 33 1
Regno Unito David Coulthard - 25 1
Svizzera Clay Regazzoni - 15 1

Monoposto[modifica | modifica wikitesto]

La Sede della Williams a Grove

La numerazione dei modelli Williams F1 inizia con la Williams FW06 del 1978, preceduta dalla Williams 761, che era una vettura acquistata dalla March. In precedenza Frank Williams con la sua precedente scuderia, la Frank Williams Racing Cars, poi diventata Walter Wolf Racing, aveva costruito altre vetture denominate sia "Williams" (FW, FW4, FW5) sia con altre denominazioni (ISO, Politoys), oltre ad utilizzare vetture Brabham e March.

Risultati in F1[modifica | modifica wikitesto]

Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of the United States.svg Flag of Spain (1977–1981).svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
1977 761 Ford G Belgio Nève 12 10 15 NQ 10 NQ 9 NQ 7 18 Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of the United States.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Spain (1977–1981).svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Punti Pos.
1978 FW06 Ford G Australia Jones Rit 11 4 7 Rit 10 8 Rit 5 Rit Rit Rit Rit 13 2 9 11
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of the United States.svg Flag of Spain (1977–1981).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
1979 FW06[27]
FW07
Ford G Australia Jones 9 Rit Rit 3 Rit Rit Rit 4 Rit 1 1 1 9 1 Rit 75
Svizzera Regazzoni 10 15 9 Rit Rit Rit 2 6 1 2 5 Rit 3 3 Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of the United States.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
1980 FW07B Ford G Australia Jones 1 3 Rit Rit 2 Rit 1 1 3 2 11 2 1 1 120
Argentina Reutemann Rit Rit 5 Rit 3 1 6 3 2 3 4 3 2 2
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain (1977–1981).svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of Las Vegas, Nevada.svg Punti Pos.
1981 FW07C Ford G Australia Jones 1 2 4 12 Rit 2 7 17 Rit 11 4 3 2 Rit 1 95
Argentina Reutemann 2 1 2 3 1 Rit 4 10 2 Rit 5 Rit 3 10 8
Spagna de Villota ES
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of the United States.svg Flag of San Marino.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of France.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Switzerland (Pantone).svg Flag of Italy.svg Flag of Las Vegas, Nevada.svg Punti Pos.
1982 FW07D
FW08[28]
Ford G Argentina Reutemann 2 Rit 58
Stati Uniti Andretti Rit
Irlanda Daly Rit 6 5 7 5 5 7 Rit Rit 9 Rit 6
Finlandia K. Rosberg 5 SQ 2 2 Rit 4 Rit 3 Rit 5 3 2 1 8 5
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Punti Pos.
1983 FW08C
FW09[29]
Ford
Honda
G Finlandia K. Rosberg SQ Rit 5 4 1 5 2 4 11 10 8 Rit 11 Rit 5 36
Francia Laffite 4 4 6 7 Rit 6 5 Rit 12 6 Rit Rit NQ NQ Rit
Regno Unito Palmer 13
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Belgium.svg Flag of San Marino.svg Flag of France.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of the United States.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Portugal.svg Punti Pos.
1984 FW09 Honda G Francia Laffite Rit Rit Rit Rit 8 8 Rit 5 4 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 14 25,5
Finlandia K. Rosberg 2 Rit 4 Rit 6 4 Rit Rit 1 Rit Rit Rit 8 Rit Rit Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of Portugal.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Belgium.svg Flag of Europe.svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1985 FW10 Honda G Regno Unito Mansell Rit 5 5 7 6 Rit NP Rit 6 Rit 6 11 2 1 1 Rit 71
Finlandia K. Rosberg Rit Rit Rit 8 4 1 2 Rit 12 Rit Rit Rit 4 3 2 1
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of Spain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Mexico.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1986 FW11 Honda G Regno Unito Mansell Rit 2 Rit 4 1 1 5 1 1 3 3 Rit 2 1 5 Rit 141
Brasile Piquet 1 Rit 2 7 Rit 3 Rit 3 2 1 1 Rit 1 3 4 2
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Mexico.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1987 FW11B Honda G Regno Unito Mansell 6 1 Rit Rit 5 1 1 Rit 14 1 3 Rit 1 1 SP INF 137
Italia Patrese 9
Brasile Piquet 2 NP Rit 2 2 2 2 1 1 2 1 3 4 2 15 Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1988 FW12 Judd G Regno Unito Mansell Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 2 Rit Rit Rit 2 Rit Rit 20
Regno Unito Brundle 7
Francia Schlesser 11
Italia Patrese Rit 13 6 Rit Rit Rit Rit 8 Rit 6 Rit 7 Rit 5 6 4
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1989 FW12C
FW13[30]
Renault G Belgio Boutsen Rit 4 10 Rit 6 1 Rit 10 Rit 3 4 3 Rit Rit 3 1 77
Italia Patrese 15 Rit 15 2 2 2 3 Rit 4 Rit Rit 4 Rit 5 2 3
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1990 FW13 Renault G Belgio Boutsen 3 5 Rit 4 Rit 5 Rit 2 6 1 Rit Rit Rit 4 5 5 57
Italia Patrese 9 13 1 Rit Rit 9 6 Rit 5 4 Rit 5 7 5 4 6
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1991 FW14 Renault G Regno Unito Mansell Rit Rit Rit 2 6 2 1 1 1 2 Rit 1 SQ 1 Rit 2 125
Italia Patrese Rit 2 Rit Rit 3 1 5 Rit 2 3 5 Rit 1 3 3 5
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Mexico.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of Spain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1992 FW14B Renault G Regno Unito Mansell 1 1 1 1 1 2 Rit 1 1 1 2 2 Rit 1 Rit Rit 164
Italia Patrese 2 2 2 Rit 2 3 Rit 2 2 8 Rit 3 5 Rit 1 Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Brazil.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1993 FW15C Renault G Regno Unito Hill Rit 2 2 Rit Rit 2 3 2 Rit 15 1 1 1 3 4 3 168
Francia Prost 1 Rit 3 1 1 4 1 1 1 1 12 3 12 2 2 2
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1994 FW16 Renault G Regno Unito Hill 2 Rit 6 Rit 1 2 2 1 8 2 1 1 1 2 1 Rit 118
Brasile A. Senna Rit Rit Rit
Regno Unito Coulthard Rit 5 5 Rit Rit 4 6 2
Regno Unito Mansell Rit Rit 4 1
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1995 FW17 Renault G Regno Unito Hill Rit 1 1 4 2 Rit 2 Rit Rit 1 2 Rit 3 Rit 3 Rit 1 112
Regno Unito Coulthard 2 Rit 4 Rit Rit Rit 3 3 2 2 Rit Rit 1 3 2 Rit Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
1996 FW18 Renault G Regno Unito Hill 1 1 1 4 1 Rit Rit 1 1 Rit 1 2 5 Rit 2 1 175
Canada Villeneuve 2 Rit 2 1 11 Rit 3 2 2 1 3 1 2 7 1 Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Austria.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Flag of Europe.svg Punti Pos.
1997 FW19 Renault G Canada Villeneuve Rit 1 1 Rit Rit 1 Rit 4 1 Rit 1 5 5 1 1 SQ 3 123
Germania Frentzen 8 9 Rit 1 Rit 8 4 2 Rit Rit Rit 3 3 3 3 2 6
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
1998 FW20 Mecachrome G Canada Villeneuve 5 7 Rit 4 6 5 10 4 7 6 3 3 Rit Rit 8 6 38
Germania Frentzen 3 5 9 5 8 Rit Rit 15 Rit Rit 9 5 4 7 5 5
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
1999 FW21 Supertec B Germania Schumacher 3 4 Rit Rit 5 4 4 3 Rit 4 9 5 2 4 Rit 5 35
Italia Zanardi Rit Rit 11 8 Rit Rit Rit 11 Rit Rit Rit 8 7 Rit 10 Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Spain.svg Flag of Europe.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Punti Pos.
2000 FW22 BMW B Germania Schumacher 3 5 Rit 4 4 Rit Rit 14 5 Rit 7 5 3 3 Rit Rit Rit 36
Regno Unito Button Rit 6 Rit 5 17 10 Rit 11 8 5 4 9 5 Rit Rit 5 Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
2001 FW23 BMW M Germania Schumacher Rit 5 Rit 1 Rit Rit Rit 1 4 2 Rit 1 4 7 3 Rit 6 80
Colombia Montoya Rit Rit Rit Rit 2 Rit Rit Rit 2 Rit 4 Rit 8 Rit 1 Rit 2
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of France.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
2002 FW24 BMW M Germania Schumacher Rit 1 2 3 11 4 3 7 4 8 5 3 3 5 Rit 16 11 92
Colombia Montoya 2 2 5 4 2 3 Rit Rit Rit 3 4 2 11 3 Rit 4 4
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
2003 FW25 BMW M Colombia Montoya 2 11 Rit 7 4 Rit 1 3 2 2 2 1 3 2 6 Rit 144
Germania Schumacher 8 4 7 4 5 6 4 2 1 1 9 Rit 4 SP Rit 12
Spagna Gené 5
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Europe.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Japan.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
2004 FW26 BMW M Colombia Montoya 5 2 13 3 Rit 4 8 SQ SQ 8 5 5 4 Rit 5 5 7 1 88
Germania Schumacher 4 Rit 7 7 6 10 Rit SQ Rit INF INF INF INF INF INF Rit 2 5
Spagna Gené 10 12
Brasile Pizzonia 7 7 Rit 7
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Europe.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Turkey.svg Flag of Italy.svg Flag of Belgium.svg Flag of Brazil.svg Flag of Japan.svg Flag of the People's Republic of China.svg Punti Pos.
2005 FW27 BMW M Australia Webber 5 Rit 6 7 6 3 Rit 5 NP 12 11 NC 7 Rit 14 4 NC 4 7 66
Germania Heidfeld Rit 3 Rit 6 10 2 2 Rit NP 14 12 11 6 Rit SP INF INF INF INF
Brasile Pizzonia 7 15 Rit Rit 13
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Bahrain.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of San Marino.svg Flag of Europe.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Turkey.svg Flag of Italy.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Japan.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
2006 FW28 Cosworth B Australia Webber 6 Rit Rit 6 Rit 9 Rit Rit 12 Rit Rit Rit Rit 10 10 8 Rit Rit 11
Germania N. Rosberg 7 Rit Rit Rit 7 11 Rit 9 Rit 9 14 Rit Rit Rit Rit 11 10 Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Europe.svg Flag of Hungary.svg Flag of Turkey.svg Flag of Italy.svg Flag of Belgium.svg Flag of Japan.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
2007 FW29 Toyota B Germania N. Rosberg 7 Rit 10 6 12 10 Rit 9 12 Rit 7 7 6 6 Rit 16 4 33
Austria Wurz Rit 9 11 Rit 7 3 10 14 13 4 14 11 13 Rit Rit 12
Giappone Nakajima 10
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Spain.svg Flag of Turkey.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Europe.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
2008 FW30 Toyota B Germania N. Rosberg 3 14 8 Rit 8 Rit 10 16 9 10 14 8 12 14 2 11 15 12 26
Giappone Nakajima 6 17 14 7 Rit 7 Rit 15 8 14 13 15 14 12 8 15 12 17
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Turkey.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Europe.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Punti Pos.
2009 FW31 Toyota B Germania N. Rosberg 6 8 15 9 8 6 5 5 4 4 5 8 16 11 5 Rit 9 34,5
Giappone Nakajima Rit 12 Rit Rit 13 15 12 11 12 9 18 13 10 9 15 Rit 13
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Bahrain.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Turkey.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of South Korea.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Punti Pos.
2010 FW32 Cosworth B Brasile Barrichello 10 8 12 12 9 Rit 14 14 4 5 12 10 Rit 10 6 9 7 14 12 69
Germania Hülkenberg 14 Rit 10 15 16 Rit 17 13 Rit 10 13 6 14 7 10 Rit 10 8 16
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Turkey.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of South Korea.svg Flag of India.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
2011 FW33 Cosworth P Brasile Barrichello Rit Rit 13 15 17 9 9 12 13 Rit 13 16 12 13 17 12 15 12 14 5
Venezuela Maldonado Rit Rit 18 17 15 18 Rit 18 14 14 16 10 11 11 14 Rit Rit 14 Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of South Korea.svg Flag of India.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Flag of the United States.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
2012 FW34 Renault P Venezuela Maldonado 13 19 8 Rit 1 Rit 13 12 16 15 13 Rit 11 Rit 8 14 16 5 9 Rit 76
Brasile B. Senna 16 6 7 22 Rit 10 17 10 9 17 7 12 10 18 14 15 10 8 10 Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of South Korea.svg Flag of Japan.svg Flag of India.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Flag of the United States.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
2013 FW35 Renault P Venezuela Maldonado Rit Rit 14 11 14 Rit 16 11 15 10 17 14 11 13 16 12 11 17 16 5
Finlandia Bottas 14 11 13 14 16 12 14 12 16 Rit 15 15 13 12 17 16 15 8 Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Austria.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of Russia.svg Flag of the United States.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Punti Pos.
2014 FW36 Mercedes P Brasile Massa Rit 7 7 15 13 7 12 4 Rit Rit 5 13 3 5 7 11 4 3 2 320
Finlandia Bottas 5 8 8 7 5 Rit 7 3 2 2 8 3 4 11 6 3 5 10 3
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Austria.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of Russia.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Punti Pos.
2015 FW37 Mercedes P Brasile Massa 4 6 5 10 6 15 6 3 4 12 6 3 Rit 17 4 Rit 6 SQ 8 257
Finlandia Bottas NP 5 6 4 4 14 3 5 5 13 9 4 5 5 12 Rit 3 5 13
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Russia.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of Austria.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Hungary.svg Flag of Germany.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Punti Pos.
2016 FW38 Mercedes P Brasile Massa 5 8 6 5 8 10 Rit 10 20 11 18 Rit 10 9 12 13 9 7 9 Rit 9 138
Finlandia Bottas 8 9 10 4 5 11 3 6 9 14 9 9 8 6 Rit 5 10 16 8 11 Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Russia.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Azerbaijan.svg Flag of Austria.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Punti Pos.
2017 FW40 Mercedes P Brasile Massa 6 14 6 9 13 9 Rit Rit 9 10 SP 8 8 11 9 10 9 11 7 10 83
Canada Stroll Rit Rit Rit 11 16 15 9 3 10 16 14 11 7 8 8 Rit 11 6 16 18
Regno Unito di Resta Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Azerbaijan.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of Austria.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Russia.svg Flag of Japan.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Punti Pos.
2018 FW41 Mercedes P Canada Stroll 14 14 14 8 11 17 Rit 17 13 12 Rit 17 4
Russia Sirotkin Rit 15 15 Rit 14 16 17 15 14 14 Rit 16

Formula 2[modifica | modifica wikitesto]

Le vetture della rinata Formula 2 sono progettate dalla Williams e preparate dalla MotorSport Vision (MSV). Le vetture sono spinte da un propulsore 1.8L turbo fornito dall'Audi, e sviluppato dalla Mountune Racing. La MSV, di proprietà dell'ex pilota di Formula 1 Jonathan Palmer, attualmente cura la Formula Palmer Audi che si disputa nel Regno Unito, oltre al campionato britannico Superbike.[31][32]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The changing face of F1 news.bbc.co.uk. Retrieved 12 July 2006
  2. ^ Interview - Frank Williams (1 July, 1993) GrandPrix.Com. Retrieved 14 July 2006
  3. ^ Formula One History: After Tamburello F1-GrandPrix.com/History. Retrieved 13 June 2006
  4. ^ On This Day: 1st May news.bbc.co.uk. Retrieved 13 July 2006
  5. ^ [1] Retrieved May 14, 2009.
  6. ^ Top designers acquitted on Senna news.bbc.co.uk. Retrieved 13 July 2006
  7. ^ Patrick Head lascia le corse: 113 vittorie e il peso della morte di Ayrton Senna, F1WEB.it, 5 gennaio 2012. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  8. ^ 'Ruthless' Schumi blasted Motoring.iafrica.com. Retrieved 2 August 2006
  9. ^ a b Williams FW19 - F1technical.net
  10. ^ Review of 1997 grandprix.com. Retrieved 14 July 2006
  11. ^ News Feature > Mecachrome grandprix.com
  12. ^ La Williams delocalizza in Qatar, it.f1-live.com, 28 ottobre 2009. URL consultato il 29 gennaio 2009.
  13. ^ L'f-duct era un sistema che permetteva di mandare in "stallo" l'ala posteriore, riducendo la resistenza all'avanzamento in rettilineo. Introdotto dalla McLaren all'inizio della stagione 2010, fu bandito dalla FIA al termine della stessa.
  14. ^ Con blown diffuser si intende una integrazione tra il sistema di scarico della monoposto e il diffusore posteriore.
  15. ^ Williams in borsa, la maggioranza resta a Sir Frank. Sauber: “Non capisco”, F1WEB.it, 10 febbraio 2011. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  16. ^ Williams Renault legendary partnership revived for 2012 Archiviato il 7 luglio 2011 in Internet Archive.
  17. ^ Williams Renault Legendary Partnership Revived for 2012 Archiviato il 7 luglio 2011 in Internet Archive.
  18. ^ Williams move to Mercedes-Benz power for 2014
  19. ^ The Williams F1 Team and Mercedes-Benz are pleased to announce the signature of a long-term engine partnership from the 2014 Formula One World Championship season onwards Archiviato il 7 giugno 2013 in Internet Archive.
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  26. ^ Martini non rinnova la sponsorizzazione alla Williams - MotorSport Italia, in MotorSport Italia, 27 febbraio 2018. URL consultato il 27 febbraio 2018.
  27. ^ per le prime 4 gare
  28. ^ dal Gran Premio del Belgio
  29. ^ solo al Gran premio del Sudafrica
  30. ^ dal Gran Premio del Portogallo
  31. ^ Palmer's MSV wins F2 contract (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2009).
  32. ^ FIA picks Palmer as F2 supplier.

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