Gran Premio di Monaco 1984

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Monaco Gran Premio di Monaco 1984
394º GP del Mondiale di Formula 1
Gara 6 di 16 del Campionato 1984
Circuit de Monaco 1976.png
Data 3 giugno 1984
Nome ufficiale XLII Grand Prix Automobile de Monaco
Luogo Montecarlo
Percorso 3,312 km
Distanza 31[1] giri, 102,672 km
Clima Piovoso
Note Gara interrotta per pioggia al 31º giro con punteggi finali dimezzati
Risultati
Pole position Giro più veloce
Francia Alain Prost Brasile Ayrton Senna
McLaren-TAG Porsche in 1'22"661 Toleman-Hart in 1'54"334
(nel giro 24)
Podio
1. Francia Alain Prost
McLaren-TAG Porsche
2. Brasile Ayrton Senna
Toleman-Hart
3. Francia René Arnoux
Ferrari

Il Gran Premio di Monaco 1984 è stata la sesta prova della stagione 1984 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 6 giugno 1984 sul Circuito di Montecarlo. La gara è stata vinta dal francese Alain Prost su McLaren-TAG Porsche; per il vincitore si trattò del dodicesimo successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il brasiliano Ayrton Senna su Toleman-Hart e il tedesco Stefan Bellof, su Tyrrell-Ford Cosworth. In seguito alla scoperta di un'irregolarità tecnica della Tyrrell, Bellof venne squalificato, facendo così scalare tutti i piloti giunti dopo di lui, di una posizione in graduatoria. Il terzo posto venne perciò assegnato al francese René Arnoux su Ferrari.[2]

La gara venne interrotta, dopo solo 31 dei 77 giri previsti, per la forte pioggia che colpì il tracciato. Con 102,672 km rappresenta la seconda gara più corta nella storia del mondiale di F1, dopo il Gran Premio d'Australia 1991.[3]

Il gran premio segnò anche il primo podio, in una gara valida per il campionato mondiale di F1, per Ayrton Senna, per la sua scuderia Toleman e per una vettura motorizzata Hart.[4]

Vigilia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppi futuri[modifica | modifica wikitesto]

Dopo lunga incertezza, venne cancellato dal calendario il Gran Premio di Spagna, che avrebbe dovuto tenersi su un circuito cittadino a Fuengirola.[5] Si fece largo l'ipotesi che la gara spagnola potesse essere tenuta sul tracciato francese del Paul Ricard, che nella stagione non ospitava gare di F1.[6] Successivamente si stabilì che la prova sarebbe stata recuperata il 21 ottobre, con una gara da effettuarsi sul Circuito di Estoril, quale Gran Premio del Portogallo.[7]

Aspetti tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Le vetture motorizzate dalla Renault (ovvero, oltre alla vettura della stessa Renault, anche Ligier e Lotus), furono dotate di turbine Garrett, di un più piccolo diametro, che avrebbe dovuto garantire una minore inerzia. L'ELF portò un nuovo carburante per la Ligier. Anche la McLaren venne dotata di nuovi turbo per i suoi motori TAG Porsche, con un nuovo albero a camme. In realtà, lo sciopero dei metalmeccanici in Germania Occidentale mise ancora una volta in dubbio la presenza del motorista; la presenza della BMW, invece, grazie al più alto numero di pezzi di ricambio, non venne mai messa in discussione.[8] La Hart portò una nuova versione del suo motore, per la Toleman, che godeva di un sistema di controllo elettronico d'iniezione e di quattro iniettori per cilindro.

La Brabham modificò l'aerodinamica della BT53, in attesa di una nuova vettura, per cercare un maggiore afflusso dell'aria calda verso i pontoni posteriori. Questa modifica venne però bocciata dopo la prima sessione di qualifica. L'Alfa Romeo negò l'impiego di nuove turbine KKK, mentre l'Arrows affidò ancora la A7, a motore BMW, al solo Thierry Boutsen, riservando a Marc Surer la vecchia A6.[4] All'Alfa giunse un nuovo tecnico, Tonti, in arrivo dal reparto corse della Lancia.[9]

Aspetti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Teo Fabi, impegnato nella CART nordamericana, cedette il volante della Brabham al fratello Corrado, che aveva corso l'intera stagione 1983 con l'Osella. La Renault confermò l'impiego di Derek Warwick, pur infortunatosi nella gara precedente.[4]

La direzione di gara decise di non far effettuare la sessione di prequalifiche, che avrebbe eliminato un solo pilota. Alla gara, come al solito, vennero ammessi solo i migliori venti piloti delle qualifiche. L'ex pilota di F1 Jacky Ickx fu nominato come nuovo direttore di gara, al posto di Amédée Pavesi.[4]

Nel 1983 gara era stata messa in discussione in quanto gli organizzatori, ovvero l’Automobile Club de Monaco, avevano ceduto parte dei diritti televisivi al canale statunitense ABC, violando il Patto della Concordia, privando così la FISA e la FOCA della loro quota di diritti televisivi. Il gran premio venne reinserito nel calendario, per il 1984, solo dopo che l’ACM si era impegnato a rinunciare al contratto con l' ABC. Ciò non avvenne, e il 7 marzo 1984 la FISA inviò una protesta agli organizzatori, intimandoli di versare il 7,5% dei diritti televisivi raccolti nel 1983, prima della gara del 1984, e di rispettare il Patto della Concordia, al fine di essere ammessi al calendario, per il 1985. Poco prima della gara la questione venne portata dinanzi a un tribunale. L'avvocato dell’ACM affermò che il contratto con l' ABC era stato firmato grazie a una dispensa dal Patto della Concordia, e sarebbe durato, inizialmente fino al 31 dicembre 1984, data di scadenza del Patto della Concordia stesso. L’ACM aveva poi prolungato, all'inizio del 1983, il contratto televisivo fino al 1986, prima che FISA e FOCA prolungassero, a loro volta, il Patto della Concordia. Il giudice si disse incompetente della questione.[4]

Qualifiche[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima giornata di prove, al giovedì, il più rapido fu Michele Alboreto, che precedette Derek Warwick e Alain Prost. Il pilota della Scuderia Ferrari utilizzò una particolare strategia con gli pneumatici: prima utilizzando tre gomme morbide e una dura (al posteriore sinistro), poi sostituendo solo le gomme di sinistra, e, infine con altre due non utilizzate, invertendo le due gomme consumate. Con questa conformazione ottenne il tempo da primo posto. La gomma posteriore sinistra era la più sollecitata, per tale ragione la Ferrari scelse di utilizzare la mescola più dura, per garantire un maggior numero di giri.

L'altro ferrarista, René Arnoux, rovinò il giro con le tre gomme morbide e la sola dura con un testacoda, trovando poi traffico nel tentativo con 4 gomme morbide. Furono in gravi difficoltà le due Alfa Romeo, mentre più competitiva fu l'Osella, quattordicesima con Piercarlo Ghinzani. Manfred Winkelhock distrusse la sua ATS contro il guardrail. Il tedesco poté proseguire, nonostante una lesione ai legamenti della scapola, grazie all'interessamento del fisioterapista di Lauda.[4][10]

Al sabato Alain Prost fece sua la pole position, abbassando il tempo dell'anno precedente di due secondi. Il francese entrò in pista a mezz'ora dalla fine delle prove e compì solo i tre giri necessari per far segnare un tempo. Fu la prima pole position per una vettura motorizzata TAG Porsche. La prima fila venne conquistata anche da Nigel Mansell, mentre le due Ferrari vennero relegate in seconda fila (con Arnoux che sopravanzò Alboreto di 2 millesimi), davanti alle due Renault. L'altro pilota della McLaren, Niki Lauda fu solo ottavo, rallentato da Mauro Baldi nel giro veloce. Alboreto, invece, ruppe la sospensione alla Santa Devota e dovette cercare il tempo col muletto.

Nelle qualifiche del sabato vi fu un brutto incidente per Martin Brundle che finì contro le barriere alla curva del Tabaccaio. Il pilota inglese, tra l'altro contuso, non riuscì a qualificarsi. Gli altri non qualificati furono i due piloti dell'Arrows, i due della RAM, più Eddie Cheever e Mauro Baldi.[4][11]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

I risultati delle qualifiche[12] furono i seguenti:

Pos Pilota Costruttore Tempo Griglia
1 7 Francia Alain Prost Regno Unito McLaren-TAG Porsche 1'22"661 1
2 12 Regno Unito Nigel Mansell Regno Unito Lotus-Renault 1'22"752 2
3 28 Francia René Arnoux Italia Ferrari 1'22"935 3
4 27 Italia Michele Alboreto Italia Ferrari 1'22"937 4
5 16 Regno Unito Derek Warwick Francia Renault 1'23"237 5
6 15 Francia Patrick Tambay Francia Renault 1'23"414 6
7 26 Italia Andrea De Cesaris Francia Ligier-Renault 1'23"578 7
8 8 Austria Niki Lauda Regno Unito McLaren-TAG Porsche 1'23"886 8
9 1 Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-BMW 1'23"918 9
10 6 Finlandia Keke Rosberg Regno Unito Williams-Honda 1'24"151 10
11 11 Italia Elio De Angelis Regno Unito Lotus-Renault 1'24"426 11
12 14 Germania Manfred Winkelhock Germania ATS-BMW 1'24"473 12
13 19 Brasile Ayrton Senna Regno Unito Toleman-Hart 1'25"009 13
14 22 Italia Riccardo Patrese Italia Alfa Romeo 1'25"101 14
15 2 Italia Corrado Fabi Regno Unito Brabham-BMW 1'25"290 15
16 5 Francia Jacques Laffite Regno Unito Williams-Honda 1'25"719 16
17 25 Francia François Hesnault Francia Ligier-Renault 1'25"815 17
18 20 Venezuela Johnny Cecotto Regno Unito Toleman-Hart 1'25"872 18
19 24 Italia Piercarlo Ghinzani Italia Osella-Alfa Romeo 1'25"877 19
20 4 Germania Stefan Bellof Regno Unito Tyrrell-Ford 1'26"117 20
NQ 17 Svizzera Marc Surer Regno Unito Arrows-Ford Cosworth 1'26"273 NQ
NQ 3 Regno Unito Martin Brundle Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 1'26"373 NQ
NQ 23 Stati Uniti Eddie Cheever Italia Alfa Romeo 1'26"471 NQ
NQ 18 Belgio Thierry Boutsen Regno Unito Arrows-BMW 1'26"514 NQ
NQ 10 Regno Unito Jonathan Palmer Regno Unito RAM-Hart 1'27"458 NQ
NQ 21 Italia Mauro Baldi Regno Unito Spirit-Hart 1'28"360 NQ
NQ 9 Francia Philippe Alliot Regno Unito RAM-Hart 1'29"576 NQ

Gara[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

Sul circuito monegasco, fin dalla mattina, si abbatté un violento temporale. La partenza venne ritardata prima di 20 minuti, poi di 45 minuti, in attesa di un miglioramento del tempo; i piloti, per bocca di Niki Lauda, dopo il giro di ricognizione, chiesero che il tunnel fosse bagnato, per evitare troppa differenza con l'asfalto del resto del tracciato.[13]

Al via Alain Prost mantenne il comando, seguito da Nigel Mansell e René Arnoux; alla Sainte Devote, Derek Warwick, per evitare Arnoux, finì contro le barriere; più dietro, proprio il compagno di scuderia di Warwick, Patrick Tambay, finì contro la Renault del britannico; Riccardo Patrese ed Elio De Angelis rimasero bloccati dalle due Renault e furono costretti a fermarsi, per far manovra.

Entrambi i piloti della Renault ne uscirono malconci. Warwick scese dalla sua vettura zoppicando mentre Tambay venne portato via in barella dai commissari, e, una volta in infermeria, gli venne riscontrata la frattura di un perone, causata da una sospensione che nell'impatto ha bucato la scocca. Prost guidava la corsa seguito da Mansell, Arnoux, Michele Alboreto, Niki Lauda e Keke Rosberg. Il pilota della Tyrrell, Stefan Bellof, si portò, già al termine del primo giro, al decimo posto, dopo essere partito ventesimo.

Al quarto giro Lauda infilò Alboreto al tornante Loews, portandosi in quarta posizione. Due giri dopo, sulla salita del Beaurivage, Lauda riuscì a superare anche l'altra Ferrari, di Arnoux. Al nono giro Alboreto fu autore di un testacoda alla prima curva; rimasto fermo, poté ripartire, ma solo dopo un minuto, grazie all'aiuto dei commissari. Il pilota milanese si trovò ultimo.

All'undicesimo giro Corrado Fabi rimase fermo in pista, all'altezza della curva del Portier; un commissario tentò di spingerlo in pista, ma il sopraggiungente Prost non lo vide e lo colpì ad una gamba: fortunatamente il commissario non riportò danni gravi; tutto questo andò a vantaggio di Nigel Mansell che riuscì a passare il francese. Nello stesso giro Senna montò troppo bruscamente su un cordolo, presso la chicane del porto, danneggiando la sospensione anteriore destra. Il brasiliano riuscì comunque, in pochi giri, prima a passare Rosberg, poi Arnoux.

Al giro 16 Nigel Mansell, al comando della corsa, a causa dell'aquaplaning, perse il controllo della sua Lotus a metà della salita del Beaurivage e sbattè contro il guard-rail. Con l'alettone posteriore piegato, Mansell cercò di continuare ma, al Mirabeau, venne passato da Prost; il britannico si girò nuovamente, ripartì, ma si fermò, pochi metri dopo, al tornantino. Nel giro Bellof passò Winkelhock, per il sesto posto.

Senna, al giro 19, superò anche Niki Lauda, portandosi in seconda posizione. Proseguì la sua rimonta anche Bellof che, al ventunesimo giro, passò Rosberg, all'uscita del Tunnel. Al giro 23 Manfred Winkelhock fu costretto all'abbandono, dopo un contatto con Rosberg.

Il giro seguente Niki Lauda compì in testacoda, alla curva del Casino, toccò il marciapiede e ruppe una sospensione. Ciò portò Arnoux e Bellof a lottare per il terzo posto, col tedesco che provò a superare Arnoux, sulla salita del Beaurivage. Bellof ritentò al Mirabeau, riuscendo a passarlo, montando su un cordolo.

La pioggia si faceva sempre più intesa. Senna riusciva a recuperare terreno su Prost, con Bellof che era il pilota più veloce in pista. Al trentunesimo giro, al passaggio sulla zona dell'arrivo, Prost chiese, a gesti, di interrompere la gara. Un giro dopo il direttore di gara, Jacky Ickx, interruppe la gara, con bandiera rossa, nel momento in cui Senna passava il battistrada Alain Prost. Ickx espose anche quella nera, che costringeva i piloti a fermarsi ai box. A fianco del belga era però presente un commissario di gara, con la bandiera a scacchi. La confusione fu grande, con molti team convinti che la gara sarebbe ripresa.

La gara, invece, non riprese, e la classifica venne stilata sulla base dei risultati del giro 31. Prost vinse per la dodicesima volta nel mondiale, mentre sia Senna che Bellof ottennero il primo podio nel mondiale di F1. A seguito dei fatti del Gran Premio di Detroit, il tedesco sarà escluso dalla graduatoria, portando così René Arnoux al terzo posto. Solo la metà dei punti venne assegnata, per la prima volta dal Gran Premio d'Italia 1978, non essendo stato coperto il 75% della distanza prevista.[4][14]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

I risultati del gran premio[15] furono i seguenti:

Pos Pilota Costruttore Giri Tempo/Ritiro Pos. Griglia Punti[16]
1 7 Francia Alain Prost Regno Unito McLaren-TAG Porsche 31 1h01'07"740 1 4.5
2 19 Brasile Ayrton Senna Regno Unito Toleman-Hart 31 + 7"446 13 3
SQ 4 Germania Stefan Bellof Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 31 Squalificato[2] 20  
3 28 Francia René Arnoux Italia Ferrari 31 + 29"077 3 2
4 6 Finlandia Keke Rosberg Regno Unito Williams-Honda 31 + 35"246 10 1.5
5 11 Italia Elio De Angelis Regno Unito Lotus-Renault 31 + 44"439 11 1
6 27 Italia Michele Alboreto Italia Ferrari 30 + 1 giro 4 0.5
7 24 Italia Piercarlo Ghinzani Italia Osella-Alfa Romeo 30 + 1 giro 19  
8 5 Francia Jacques Laffite Regno Unito Williams-Honda 30 + 1 giro 16  
Rit 22 Italia Riccardo Patrese Italia Alfa Romeo 24 Sterzo 14  
Rit 8 Austria Niki Lauda Regno Unito McLaren-TAG Porsche 23 Testacoda 8  
Rit 14 Germania Manfred Winkelhock Germania ATS-BMW 22 Testacoda 12  
Rit 12 Regno Unito Nigel Mansell Regno Unito Lotus-Renault 15 Testacoda 2  
Rit 1 Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-BMW 14 Problemi elettrici 9  
Rit 25 Francia François Hesnault Francia Ligier-Renault 12 Problemi elettrici 17  
Rit 2 Italia Corrado Fabi Regno Unito Brabham-BMW 9 Problemi elettrici 15  
Rit 20 Venezuela Johnny Cecotto Regno Unito Toleman-Hart 1 Testacoda 18  
Rit 16 Regno Unito Derek Warwick Francia Renault 0 Collisione con P.Tambay 5  
Rit 15 Francia Patrick Tambay Francia Renault 0 Collisione con D.Warwick 6  
Rit 26 Italia Andrea De Cesaris Francia Ligier-Renault 0 Incidente 7  
NQ 17 Svizzera Marc Surer Regno Unito Arrows-Ford Cosworth    
NQ 3 Regno Unito Martin Brundle Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth    
NQ 23 Stati Uniti Eddie Cheever Italia Alfa Romeo    
NQ 18 Belgio Thierry Boutsen Regno Unito Arrows-BMW    
NQ 10 Regno Unito Jonathan Palmer Regno Unito RAM-Hart    
NQ 21 Italia Mauro Baldi Regno Unito Spirit-Hart    
NQ 9 Francia Philippe Alliot Regno Unito RAM-Hart        

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Team Punti
1 Regno Unito McLaren-TAG Porsche 46,5
2 Italia Ferrari 24,5
3 Francia Renault 21
4 Regno Unito Lotus-Renault 17
5 Regno Unito Williams-Honda 11,5
6 Italia Alfa Romeo 6
7 Regno Unito Toleman-Hart 5
8 Francia Ligier-Renault 3
9 Regno Unito Arrows-Ford Cosworth 3

Polemiche dopo la gara[modifica | modifica wikitesto]

Ayrton Senna, che dopo la conclusione della gara, aveva salutato i tifosi convinto della vittoria, protestò coi commissari di gara, reclamando contro la decisione di interrompere la gara. Anche René Arnoux criticò la decisione, affermando che, una volta partiti, il gran premio avrebbe dovuto essere condotto fino al raggiungimento delle due ore; un altro pilota francese, Jacques Laffite, invece, salutò favorevolmente la decisione, a causa delle impossibili condizioni del tracciato.[17]

La Federazione Automobilistica Brasiliana imputò al direttore di gara, Jacky Ickx, un legame commerciale con la Porsche, motorista della McLaren. Inoltre si imputò, alla direzione di gara, la volontà di concludere il gran premio prima della fine del collegamento col satellite televisivo.[4]

Ickx si difese affermando:

« Fra il ventinovesimo e il trentesimo giro ho deciso di far terminare la corsa in quanto la pioggia era aumentata d'intensità in maniera paurosa. Mi ricordo perfettamente, quando correvo in Formula 1, che arrivai secondo nel 1972 alle spalle di Beltoise. Bisogna provare quali fatiche e quali rischi debbono affrontare i corridori in queste occasioni. Io non dovevo tener conto di nulla, né della situazione in classifica nè della bellissima rimonta di Senna. M'interessava solo il lato tecnico e credo che la decisione sia ineccepibile perché era troppo pericoloso andare avanti in quella maniera. Se poi fosse successo qualcosa di più grave, tutti mi avrebbero chiesto perché non avevo interrotto la gara.[17] »

Decisioni della FISA[modifica | modifica wikitesto]

A seguito delle indagini compiute sulle monoposto della Tyrrell, al termine del Gran Premio di Detroit, la Federazione scoprì che sulle vetture inglesi, durante la gara, veniva effettuato un rabbocco di un liquido contenente pallini di piombo, che serviva per arricchire l'aria immessa sui tromboncini di aspirazione, al fine di ritardare la detonazione del motore, rendendo così possibile l'utilizzo di un maggior rapporto di compressione, ottenendo una maggiore potenza. In una riunione del 18 luglio 1984, la FISA decise di escludere la Tyrrell dalle rimanenti gare del campionato del mondo, e cancellò tutti i punti ottenuti fino al momento della squalifica. Venne deciso che i punti attribuiti ai piloti della scuderia britannica non sarebbero stati assegnati. Le vetture proseguirono a partecipare al campionato, fino al Gran Premio d'Olanda, ma la loro partecipazione fu sub judice.[18] La squalifica della Tyrrell venne confermata dal Tribunale d'Appello della FISA, dopo una riunione del 29 agosto. La scuderia venne esclusa dai successivi gran premi.[19]

Il 9 ottobre la FISA decise di rideterminare le classifiche di tutte le gare, fino a quel momento disputate, facendo scalare in graduatoria tutti i piloti classificatisi alle spalle dei piloti della Tyrrell. Ciò portò a una redistribuzione dei punti, in quanto Stefan Bellof era giunto terzo; la sua squalifica portò sul podio René Arnoux, mentre scalò quarto Keke Rosberg, quinto Elio De Angelis e sesto Michele Alboreto. L'altro pilota della scuderia, Martin Brundle, non si era qualificato per la gara.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corsa prevista su 77 giri, pari a 255,024 km. Venne interrotta per la pioggia dopo 31 giri.
  2. ^ a b c Stefan Bellof giunse terzo al traguardo. I risultati della Tyrrell saranno successivamente annullati in conseguenza dei fatti del Gran Premio di Detroit. Tutti i piloti giunti dopo di lui scalarono di una posizione in classifica. L'altro pilota della scuderia inglese, Martin Brundle, non si era qualificato. Montecarlo cancellato dalla F.1, in La Stampa, 10 ottobre 1984, p. 23. URL consultato il 22 novembre 2017.
  3. ^ (FR) Statistiques Grands Prix-Kms-Le moins, su statsf1.com. URL consultato il 20 gennaio 2018.
  4. ^ a b c d e f g h i (FR) 6. Monaco 1984, su statsf1.com. URL consultato il 20 gennaio 2018.
  5. ^ (ES) Fuengirola, un gran premio condenado, in El Mundo Deportivo, 23 maggio 1984, p. 34.
  6. ^ (ES) Emigrara "nuestro" GP, in El Mundo Deportivo, 23 maggio 1984, p. 34.
  7. ^ (ES) Estoril, por Fuengirola, in El Mundo Deportivo, 2 giugno 1984, p. 40.
  8. ^ LAUDA E PROST SENZA MOTORI?, in la Repubblica, 23 maggio 1984. URL consultato il 26 gennaio 2018.
  9. ^ Cristiano Chiavegato, Un solo nemico: la McLaren, in La Stampa, 31 maggio 1984. URL consultato il 26 gennaio 2018.
  10. ^ Cristiano Chiavegato, Alboreto-Ferrari in vetta a Montecarlo, in La Stampa, 1° giugno 1984, p. 29. URL consultato il 2 febbraio 2018.
  11. ^ Cristiano Chiavegato, Arnoux e Alboreto alla caccia di Prost, in La Stampa, 3 giugno 1984, p. 23. URL consultato il 2 febbraio 2018.
  12. ^ Risultati delle qualifiche, su statsf1.com.
  13. ^ Lauda ha chiesto di bagnare la pista anche sotto il tunnel, in Stampa Sera, 4 giugno 1984, p. 14. URL consultato il 4 febbraio 2018.
  14. ^ Cristiano Chiavegato, Da un muro d'acqua la spunta Prost, in Stampa Sera, 4 giugno 1984, p. 14. URL consultato il 4 febbraio 2018.
  15. ^ Risultati del gran premio, su statsf1.com.
  16. ^ A causa della brevità della gara vengono attribuiti solo la metà dei punti previsti.
  17. ^ a b Ercole Colombo, Senna furibondo: "Stavo per raggiungerlo", in Stampa Sera, 4 giugno 1984, p. 14. URL consultato il 4 febbraio 2018.
  18. ^ Cristiano Chiavegato, Clamoroso: la Tyrrell esclusa, Mansell e Ickx puniti, in La Stampa, 19 luglio 1984, p. 21. URL consultato il 22 novembre 2017.
  19. ^ Cristiano Chiavegato, Alboreto crede nella Ferrari "Vorrei vincere a Monza", in La Stampa, 31 agosto 1984, p. 19. URL consultato il 22 novembre 2017.
Campionato mondiale di Formula 1 - Stagione 1984
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Edizione precedente:
1983
Gran Premio di Monaco
Edizione successiva:
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