Gran Premio d'Olanda 1984

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Paesi Bassi Gran Premio d’Olanda 1984
401º GP del Mondiale di Formula 1
Gara 13 di 16 del Campionato 1984
Circuit Park Zandvoort-1980.svg
Data 26 agosto 1984
Nome ufficiale XXXI Grote Prijs van Nederland
Luogo Zandvoort
Percorso 4,252 km
Distanza 71 giri, 301,892 km
Clima Soleggiato
Risultati
Pole position Giro più veloce
Francia Alain Prost Francia René Arnoux
McLaren-TAG Porsche in 1'13"567 Ferrari in 1'19"465
(nel giro 64)
Podio
1. Francia Alain Prost
McLaren-TAG Porsche
2. Austria Niki Lauda
McLaren-TAG Porsche
3. Regno Unito Nigel Mansell
Lotus-Renault

Il Gran Premio d'Olanda 1984 è stata la tredicesima gara del campionato di Formula 1 del 1984. Si è corso domenica 26 agosto sul Circuito di Zandvoort. La gara è stata vinta dal francese Alain Prost su McLaren-TAG Porsche; per il vincitore si trattò del quattordicesimo successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il compagno di scuderia, l'austriaco Niki Lauda e il britannico Nigel Mansell su Lotus-Renault. Grazie a questi risultati la McLaren vinse il campionato mondiale costruttori di Formula 1 per la seconda volta, dopo il titolo vinto nel 1974.

Vigilia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppi futuri[modifica | modifica wikitesto]

L'Alfa Romeo confermò la sua coppia di piloti, Riccardo Patrese ed Eddie Cheever, anche per la stagione 1985. Niki Lauda concluse un accordo, solo verbale, con la Renault, per passare alla casa francese, dalla stagione successiva.[1] Venne prospettata l'ipotesi che la Scuderia Ferrari, dal 1985, potesse abbandonare la fornitura degli pneumatici da parte della Goodyear per tornare, dopo 30 anni, all'utilizzo di gomme Pirelli.[2]

Analisi per il campionato costruttori[modifica | modifica wikitesto]

La McLaren comandava il campionato riservato ai costruttori con 52 punti di vantaggio sulla Scuderia Ferrari (ciò prima della redistribuzione dei punti dovuta alla squalifica della Tyrrell e successiva riscrittura delle classifiche dei gran premi). La scuderia britannica, che non vinceva il titolo dei costruttori dal 1974, avrebbe vinto il suo secondo titolo se avesse conquistato almeno 6 punti di meno di quanto ottenuto dalla Ferrari nella gara di Zandvoort.[1]

Aspetti tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Visto che il gran premio si teneva una sola settimana dopo la gara in Austria non vi furono grosse modifiche tecniche sulle monoposto. L'Alfa Romeo decise di non utilizzare l'iniezione elettronica, dopo l'esordio nella gara precedente, mentre la Scuderia Ferrari mise a disposizione dei suoi piloti ancora quattro vetture, due a passo corto e due a passo più lungo.[1]

Aspetti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

La scuderia tedesca ATS presentò nuovamente una sola vettura, per Manfred Winkelhock, lasciando così a casa Gerhard Berger, che aveva fatto il suo esordio nella gara precedente. La scuderia britannica Spirit dipinse in arancione la sua monoposto, in onore del pilota Huub Rothengatter, che disputava la sua gara di casa.[1] La Toleman proseguì a impiegare una sola monoposto, mentre venne ipotizzato l'ingaggio di una seconda monoposto dal Gran Premio d'Italia, affidata a Stefan Johansson, per ora impiegato alla Tyrrell, che continuava a partecipare al mondiale sub judice.[3]

Nelle prove libere tenute sul tracciato a fine luglio, il miglior tempo venne fatto segnare da Keke Rosberg, su Williams-Honda, con 1'15"71, davanti a Elio De Angelis e Riccardo Patrese.[3]

Qualifiche[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

Nelson Piquet fu il più rapido al venerdì, in 1'13"872 (nuovo record del tracciato), davanti a Elio De Angelis (staccato di circa due decimi) e Alain Prost (staccato di oltre un secondo dal tempo del brasiliano). Tra i primi dieci tempi, ben 6 erano colti da vetture gommate dalla Goodyear. L'altro pilota della McLaren, Niki Lauda, leader del campionato, chiuse solo col sesto tempo. Le due McLaren soffrivano per un problema tecnico legato al limitatore dei giri del motore, che funzionava in maniera errata. Alla Renault Patrick Tambay dovette utilizzare il muletto, dopo la rottura del motore sulla vettura titolare. Alla Ferrari i piloti optarono per le vetture a passo lungo, ma con risultati deludenti.[4]

Prost fu capace, al sabato, di conquistare la pole position, la tredicesima colta nel mondiale di F1. Il francese segnò 1'13"567, precedendo Piquet che, in un tentativo veloce, terminò in testa coda e distrusse la sua Brabham contro le barriere. De Angelis scalò terzo, limando a un solo decimo la distanza dal tempo di Piquet. Lauda non migliorò il sesto posto del venerdì, penalizzato anche dal traffico in pista, tanto che l'austriaco si lamentò molto per il comportamento di Keke Rosberg. Le Ferrari partirono con Alboreto in quinta fila e Arnoux in ottava. Il francese ruppe uno scambiatore di calore e non poté sfruttare a pieno la sessione. Alla gara vennero ammessi 27 piloti, in quanto la presenza delle due Tyrrell era sempre subjudice; questo permise anche a Huub Rothengatter, con l'ultimo tempo, a correre nel gran premio di casa.[1][5][6]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

I risultati delle qualifiche[7] furono i seguenti:

Pos Pilota Costruttore Tempo Griglia
1 7 Francia Alain Prost Regno Unito McLaren-TAG Porsche 1'13"567 1
2 1 Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-BMW 1'13"872 2
3 11 Italia Elio De Angelis Regno Unito Lotus-Renault 1'13"883 3
4 16 Regno Unito Derek Warwick Francia Renault 1'14"405 4
5 15 Francia Patrick Tambay Francia Renault 1'14"566 5
6 8 Austria Niki Lauda Regno Unito McLaren-TAG Porsche 1'14"866 6
7 6 Finlandia Keke Rosberg Regno Unito Williams-Honda 1'15"117 7
8 5 Francia Jacques Laffite Regno Unito Williams-Honda 1'15"231 8
9 27 Italia Michele Alboreto Italia Ferrari 1'15"264 9
10 2 Italia Teo Fabi Regno Unito Brabham-BMW 1'15"338 10
11 18 Belgio Thierry Boutsen Regno Unito Arrows-BMW 1'15"735 11
12 12 Regno Unito Nigel Mansell Regno Unito Lotus-Renault 1'15"811 12
13 19 Brasile Ayrton Senna Regno Unito Toleman-Hart 1'15"960 13
14 26 Italia Andrea De Cesaris Francia Ligier-Renault 1'16"070 14
15 28 Francia René Arnoux Italia Ferrari 1'16"121 15
16 14 Germania Manfred Winkelhock Germania ATS-BMW 1'16"450 16
17 23 Stati Uniti Eddie Cheever Italia Alfa Romeo 1'16"991 17
18 22 Italia Riccardo Patrese Italia Alfa Romeo 1'17"124 18
19 17 Svizzera Marc Surer Regno Unito Arrows-BMW 1'17"368 17
20 25 Francia François Hesnault Francia Ligier-Renault 1'17"905 20
21 24 Italia Piercarlo Ghinzani Italia Osella-Alfa Romeo 1'19"454 21
22 10 Regno Unito Jonathan Palmer Regno Unito RAM-Hart 1'19"598 22
23 30 Austria Jo Gartner Italia Osella-Alfa Romeo 1'20"017 23
24 4 Germania Stefan Bellof Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 1'20"092 24
25 3 Svezia Stefan Johansson Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 1'20"236 25
26 9 Francia Philippe Alliot Regno Unito RAM-Hart 1'20"270 26
NQ 21 Paesi Bassi Huub Rothengatter Regno Unito Spirit-Hart 1'21"063 27[8]

Gara[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

Sulla griglia ci furono gravi problemi per far partire la McLaren di Niki Lauda. La vettura dovette essere avviata a spinta dai meccanici a un minuto dal segnale del via. La manovra non sarebbe stata legale, ma nessuno sporse poi reclamo.

Al via Nelson Piquet fu più rapido di Alain Prost, passandolo alla prima curva. Seguivano Patrick Tambay, Elio De Angelis e Keke Rosberg. Al quarto giro Rosberg passò De Angelis. Il giro seguente il finlandese passò anche Tambay, che venne minacciato anche da De Angelis. Lauda, partito male, recuperò diverse posizioni, e già al quinto giro era settimo.

All'ottavo giro Lauda passò anche De Angelis, nello stesso giro del ritiro di Michele Alboreto, per una rottura del motore. L'austriaco, nel giro successivo, prese la posizione anche a Patrick Tambay. Al giro 11 terminò la gara del leader Piquet, che dovette ritirarsi per una perdita d'olio, avvenuta nei primi giri.

Si trovò al comando Alain Prost, che precedeva il suo compagno di team, Lauda, che aveva avuto la meglio anche su Keke Rosberg. Tambay era quarto, ancora minacciato da De Angelis. L'italiano cercò di sfruttare un doppiaggio per passare il pilota della Renault, al giro 19, ma Tambay si difese duramente. Al giro seguente il pilota della Lotus, nel tentativo di doppiare Manfred Winkelhock, arrivò al contatto con la monoposto del pilota tedesco, ma riuscì a restare in pista e proseguire la gara.

Al ventunesimo giro Jacques Laffite entrò nella zona punti, passando Derek Warwick. Al giro 24 il pilota della Williams subì la rottura del motore: la vettura sporcò con l'olio la pista. Sia Warwick che Winkelhock, arrivati poco dopo, scivolarono sulla pista e furono costretti all'abbandono.

Al giro 37 Tambay, quarto, si fermò per una sosta ai box, al fine di sostituire gli pneumatici. Ripartì nono. Entrò in zona punti René Arnoux, che però, nei giri seguenti, cedette la posizione a Teo Fabi e Patrick Tambay. Keke Rosberg, che aveva ridotto la pressione del suo turbo per risparmiare carburante, venne avvicinato da Elio De Angelis e Nigel Mansell, col britannico che attaccava continuamente il suo compagno di team. Al giro 52 Tambay passò Fabi.

Al cinquantaquattresimo giro Mansell riuscì, in fine, a sorpassare De Angelis, proprio mentre stava sopraggiungendo Prost, pronto a doppiare le due Lotus. Ancora un giro, e sempre alla prima curva, il britannico ebbe la meglio anche su Rosberg. Prost, nel tentativo di doppiare il finnico, rischiò di andare in testacoda, ma salvò la sua monoposto. Poco dopo Fabi riprese la sesta piazza a Tambay, che aveva problemi col cambio.

Al giro 61 Arnoux, che era ottavo, decise di rientrare ai box, per cambiare gli pneumatici. La manovra sorprese Thierry Boutsen, che era alle spalle del ferrarista: l'Arrows del belga colpì la parte posteriore della vettura di Arnoux, decollò in aria, ricadendo sulle ruote, a bordo della pista. Arnoux, invece, poté proseguire la gara, fece segnare il giro veloce, dodicesimo e ultimo nella sua carriera nel mondiale di F1, prima di ritirarsi con un problema all'accensione. Al giro 70 si fermò anche Keke Rosberg, senza benzina.

Alain Prost conquistò la sua quattordicesima vittoria, davanti a Niki Lauda, e Nigel Mansell, al primo podio stagionale. Grazie a questi risultati la McLaren si aggiudicò il campionato mondiale costruttori di Formula 1. Fu la nona vittoria stagionale per la casa britannica, che così batté il record di vittorie in una stagione, che apparteneva alla Lotus, nel 1978.[1]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

I risultati del gran premio[9] furono i seguenti:

Pos Pilota Costruttore Giri Tempo/Ritiro Pos. Griglia Punti
1 7 Francia Alain Prost Regno Unito McLaren-TAG Porsche 71 1h37'21"468 1 9
2 8 Austria Niki Lauda Regno Unito McLaren-TAG Porsche 71 + 10"283 6 6
3 12 Regno Unito Nigel Mansell Regno Unito Lotus-Renault 71 + 1'19"544 12 4
4 11 Italia Elio De Angelis Regno Unito Lotus-Renault 70 + 1 giro 3 3
5 2 Italia Teo Fabi Regno Unito Brabham-BMW 70 + 1 giro 10 2
6 15 Francia Patrick Tambay Francia Renault 70 + 1 giro 5 1
7 25 Francia François Hesnault Francia Ligier-Renault 69 + 2 giri 20  
SQ 3 Svezia Stefan Johansson Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 69 Squalificato[10] 25  
SQ 4 Germania Stefan Bellof Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 69 Squalificato[10] 24  
8 6 Finlandia Keke Rosberg Regno Unito Williams-Honda 68 Mancanza di benzina[11] 7  
9 10 Regno Unito Jonathan Palmer Regno Unito RAM-Hart 67 + 4 giri 22  
10 9 Francia Philippe Alliot Regno Unito RAM-Hart 67 + 4 giri 26  
11 28 Francia René Arnoux Italia Ferrari 66 Problemi elettrici[11] 15  
12 30 Austria Jo Gartner Italia Osella-Alfa Romeo 66 + 5 giri 23  
13 23 Stati Uniti Eddie Cheever Italia Alfa Romeo 65 Mancanza di benzina[11] 17  
Rit 18 Belgio Thierry Boutsen Regno Unito Arrows-BMW 59 Incidente 11  
Rit 21 Paesi Bassi Huub Rothengatter Regno Unito Spirit-Hart 53 Acceleratore 27  
Rit 22 Italia Riccardo Patrese Italia Alfa Romeo 51 Motore 18  
Rit 26 Italia Andrea De Cesaris Francia Ligier-Renault 31 Motore 14  
Rit 5 Francia Jacques Laffite Regno Unito Williams-Honda 23 Motore 8  
Rit 16 Regno Unito Derek Warwick Francia Renault 23 Testacoda 4  
Rit 14 Germania Manfred Winkelhock Germania ATS-BMW 22 Testacoda 16  
Rit 19 Brasile Ayrton Senna Regno Unito Toleman-Hart 19 Motore 13  
Rit 17 Svizzera Marc Surer Regno Unito Arrows-BMW 17 Ruota 19  
Rit 1 Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-BMW 10 Pressione dell'olio 2  
Rit 24 Italia Piercarlo Ghinzani Italia Osella-Alfa Romeo 8 Pompa della benzina 21  
Rit 27 Italia Michele Alboreto Italia Ferrari 7 Motore 9  

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Decisioni della FIA[modifica | modifica wikitesto]

Al termine del GP di Detroit, le vetture della Tyrrell erano state sottoposte a verifica.[12]

Il peso delle Tyrrell risultò regolare, ma i tecnici della federazione vollero controllare anche il serbatoio d'acqua delle vetture, all'interno del quale venne scoperto un liquido sconosciuto, nel quale galleggiavano dei pallini di piombo.[13]

A seguito di ulteriori indagini, la Federazione scoprì che sulle vetture inglesi, durante la gara, veniva effettuato un rabbocco con questo liquido contenente pallini di piombo, che serviva per arricchire l'aria immessa sui tromboncini di aspirazione, al fine di ritardare la detonazione del motore, rendendo così possibile l'utilizzo di un maggior rapporto di compressione, ottenendo una maggiore potenza. In una riunione del 18 luglio 1984, la FISA decise di escludere la Tyrrell dalle rimanenti gare del campionato del mondo, e cancellò tutti i punti ottenuti fino al momento della squalifica. Venne deciso che i punti attribuiti ai piloti della scuderia britannica non sarebbero stati assegnati. Le vetture proseguirono a partecipare al campionato, fino al Gran Premio d'Olanda, ma la loro partecipazione fu sub judice.[14] La squalifica della Tyrrell venne confermata dal Tribunale d'Appello della FISA, dopo una riunione del 29 agosto. La scuderia venne esclusa dai successivi gran premi.[15]

Il 9 ottobre la FISA decise di rideterminare le classifiche di tutte le gare, fino a quel momento disputate, facendo scalare in graduatoria tutti i piloti classificatisi alle spalle dei piloti della Tyrrell. Ciò non portò a una redristibuzione dei punti, per questa gara, in quanto Stefan Johansson era giunto ottavo e Stefan Bellof era giunto nono, al di fuori della zona dei punti.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (FR) 13. Pays-Bas 1984, su statsf1.com. URL consultato il 25 dicembre 2018.
  2. ^ Ferrari-Pirelli verso l'accordo?, in La Stampa, 24 agosto 1984, p. 19. URL consultato il 25 dicembre 2018.
  3. ^ a b Cristiano Chievagato, La Ferrari guida l'attacco allo strapotere McLaren, in La Stampa, 24 agosto 1984, p. 19. URL consultato il 25 dicembre 2018.
  4. ^ Cristiano Chievagato, In due davanti alle McLaren, in La Stampa, 25 agosto 1984, p. 19. URL consultato il 30 dicembre 2018.
  5. ^ Cristiano Chievagato, Prost ancora una volta in pole-position, in La Stampa, 26 agosto 1984, p. 19. URL consultato il 30 dicembre 2018.
  6. ^ Lauda: "Troppi ostacoli sarà difficile rimontare, in La Stampa, 26 agosto 1984, p. 19. URL consultato il 30 dicembre 2018.
  7. ^ Risultati delle qualifiche, su statsf1.com.
  8. ^ Huub Rothengatter venne ammesso al via, pur col ventisettesimo tempo, in quanto la partecipazione delle due Tyrrell era sub judice.
  9. ^ Risultati del gran premio, su statsf1.com.
  10. ^ a b c Stefan Johansson e Stefan Bellof, giunti, rispettivamente, ottavo e nono, vennero in seguito squalificati per irregolarità tecnica delle loro vetture. Montecarlo cancellato dalla F.1, in La Stampa, 10 ottobre 1984, p. 23. URL consultato il 22 novembre 2017.
  11. ^ a b c Keke Rosberg, René Arnoux ed Eddie Cheever, pur se ritirati, vennero classificati, avendo coperto più del 90% della distanza.
  12. ^ (FR) 1. Brésil 1984, su statsf1.com. URL consultato il 1° novembre 2017.
  13. ^ (FR) 8. Etats-Unis Est 1984, su statsf1.com. URL consultato il 4 marzo 2018.
  14. ^ Cristiano Chiavegato, Clamoroso: la Tyrrell esclusa, Mansell e Ickx puniti, in La Stampa, 19 luglio 1984, p. 21. URL consultato il 22 novembre 2017.
  15. ^ Cristiano Chiavegato, Alboreto crede nella Ferrari "Vorrei vincere a Monza", in La Stampa, 31 agosto 1984, p. 19. URL consultato il 22 novembre 2017.
Campionato mondiale di Formula 1 - Stagione 1984
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Edizione precedente:
1983
Gran Premio d'Olanda
Edizione successiva:
1985
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