Gran Premio di Francia 2000

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Francia Gran Premio di Francia 2000
655º GP del Mondiale di Formula 1
Gara 9 di 17 del Campionato 2000
Circuit de Nevers Magny-Cours (1992-2002).svg
Data 2 luglio 2000
Luogo Circuito di Magny Cours
Percorso 4.251 km
Circuito permanente
Distanza 72 giri, 306,075 km
Clima Sereno
Risultati
Pole position Giro più veloce
Germania Michael Schumacher Regno Unito David Coulthard
Ferrari in 1'15"632 McLaren - Mercedes in 1'19"479
(nel giro 28)
Podio
1. Regno Unito David Coulthard
McLaren - Mercedes
2. Finlandia Mika Häkkinen
McLaren - Mercedes
3. Brasile Rubens Barrichello
Ferrari

Il Gran Premio di Francia 2000 è stato un Gran Premio di Formula 1 disputato il 2 luglio 2000 sul circuito di Magny Cours. La gara fu vinta da David Coulthard su McLaren - Mercedes, davanti al compagno di squadra Mika Häkkinen e a Rubens Barrichello su Ferrari.

Vigilia[modifica | modifica wikitesto]

Aspetti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Nella settimana successiva al Gran Premio del Canada, tutte le scuderie tranne la Minardi effettuarono tre giorni di test sul circuito di Magny-Cours, in preparazione per il Gran Premio di Francia. Durante i test Jos Verstappen fu autore di un violento incidente dovuto a un problema meccanico: il pilota olandese lamentò dei dolori al collo, che non gli impedirono però di partecipare alla gara.

La vigilia del Gran Premio fu caratterizzata da due importanti annunci: la McLaren prolungò il contratto di David Coulthard per la stagione successiva, al fianco del già confermato Mika Häkkinen[1], mentre la Honda comunicò la decisione di estendere per il 2001 alla Jordan il trattamento di team ufficiale, riservato nel 2000 alla sola BAR[2].

Aspetti tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Al rientro in Europa dopo la trasferta canadese, diverse scuderie (Ferrari, McLaren, Sauber e BAR) introdussero a Magny-Cours delle consistenti modifiche alle proprie monoposto[3]. Nelle prove libere la Ferrari montò per la prima volta sulle fiancate delle F1-2000 le cosiddette "ciminiere", sfoghi supplementari per l'aria calda già impiegati in precedenza dalla McLaren e utili ad evitare di praticare delle aperture sulla carrozzeria, soluzione più impattante sull'efficienza aerodinamica della monoposto[3]. La scuderia italiana tornò alla configurazione classica per qualifiche e gara[3]. La Ferrari modificò, inoltre, la costruzione dell'asse presente per regolamento sul fondo delle monoposto, iniziando a realizzarla con dei materiali compositi pensati per ridurre al minimo gli attriti in caso di contatto con l'asfalto, in modo simile a quanto fatto dalla McLaren nelle gare precedenti[3]. La McLaren, invece, montò nelle prove libere e in qualifica un nuovo profilo estrattore, scartato poi per warm-up e gara[3]. La scuderia britannica si distinse anche per un'inedita collocazione asimmetrica degli specchietti retrovisori, con il destro posizionato più avanti e in basso rispetto al sinistro per garantire una migliore visibilità nella curva che precedeva il rettilineo di arrivo[3]; questa soluzione poté essere adottata grazie ad una deroga della FIA, che imponeva la simmetricità delle vetture[3].

Tra le altre scuderie, le più attive furono Sauber e BAR: la scuderia svizzera modificò l'apertura delle fiancate, mentre la squadra anglo-americana montò una nuova carrozzeria e dei nuovi alettoni. Entrambe le squadre, poi, annunciarono l'introduzione di ulteriori modifiche per il successivo Gran Premio d'Austria, così come Jordan e Benetton[3]. Infine, la Peugeot fornì alla Prost una versione evoluta del proprio V10, che fu destinata a Jean Alesi per le qualifiche. Il pilota francese criticò aspramente la guidabilità del nuovo motore, episodio che peggiorò ulteriormente i rapporti, già tesi, tra la scuderia e il motorista[3].

Prove libere[modifica | modifica wikitesto]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

I tempi migliori della prima sessione di prove libere di venerdì furono i seguenti:[4]

Pos Pilota Costruttore Tempo
1 3 Germania Michael Schumacher Ferrari 1'16"474
2 1 Finlandia Mika Häkkinen McLaren - Mercedes 1'16"687
3 15 Germania Nick Heidfeld Prost - Peugeot 1'18"125

I tempi migliori della seconda sessione di prove libere di venerdì furono i seguenti:[4]

Pos Pilota Costruttore Tempo
1 2 Regno Unito David Coulthard McLaren - Mercedes 1'16"253
2 1 Finlandia Mika Häkkinen McLaren - Mercedes 1'16"687
3 4 Brasile Rubens Barrichello Ferrari 1'16"757

I tempi migliori delle sessioni di prove libere di sabato mattina furono i seguenti:[4]

Pos Pilota Costruttore Tempo
1 2 Regno Unito David Coulthard McLaren - Mercedes 1'15"965
2 1 Finlandia Mika Häkkinen McLaren - Mercedes 1'16"144
3 4 Brasile Rubens Barrichello Ferrari 1'16"679

Qualifiche[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

Come nelle gare precedenti, anche a Magny Cours le qualifiche furono caratterizzate da una lotta tra McLaren e Ferrari per le prime quattro posizioni. La scuderia italiana piazzò i propri piloti ai primi due posti nella prima metà della sessione, con Michael Schumacher davanti a Rubens Barrichello. David Coulthard, rallentato nelle prove libere da alcuni problemi tecnici, si inserì tra i due al primo tentativo lanciato, ma pur migliorandosi ulteriormente nelle ultime fasi delle qualifiche non riuscì a battere il tempo del pilota tedesco. Schumacher si aggiudicò quindi la pole position, pur non facendo segnare il miglior tempo parziale in nessuno dei tre settori della pista[5]. Barrichello, momentaneamente scavalcato da Häkkinen, risalì alla fine in terza posizione, davanti al pilota finlandese della McLaren.

Alle spalle dei piloti delle scuderie in lotta per il mondiale si piazzarono Ralf Schumacher ed Eddie Irvine, con Jacques Villeneuve, Heinz-Harald Frentzen, Jarno Trulli e Jenson Button a completare il gruppo dei primi dieci. Dopo i due podi consecutivi ottenuti da Giancarlo Fisichella nelle due gare precedenti, la Benetton si rivelò poco a suo agio sul tracciato francese, con il pilota italiano relegato in quattordicesima posizione e il suo compagno di squadra Alexander Wurz diciassettesimo.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Pos Pilota Costruttore Tempo Distacco
1 3 Germania Michael Schumacher Ferrari 1'15"632
2 2 Regno Unito David Coulthard McLaren - Mercedes 1'15"734 +0"102
3 4 Brasile Rubens Barrichello Ferrari 1'16"047 +0"415
4 1 Finlandia Mika Häkkinen McLaren - Mercedes 1'16"050 +0"418
5 9 Germania Ralf Schumacher Williams - BMW 1'16"291 +0"659
6 7 Regno Unito Eddie Irvine Jaguar - Cosworth 1'16"399 +0"767
7 22 Canada Jacques Villeneuve BAR - Honda 1'16"653 +1"021
8 5 Germania Heinz-Harald Frentzen Jordan - Mugen Honda 1'16"658 +1"026
9 6 Italia Jarno Trulli Jordan - Mugen Honda 1'16"669 +1"037
10 10 Regno Unito Jenson Button Williams - BMW 1'16"905 +1"273
11 8 Regno Unito Johnny Herbert Jaguar - Cosworth 1'17"176 +1"544
12 17 Finlandia Mika Salo Sauber - Petronas 1'17"223 +1"591
13 18 Spagna Pedro de la Rosa Arrows - Supertec 1'17"279 +1"647
14 11 Italia Giancarlo Fisichella Benetton - Playlife 1'17"317 +1"685
15 16 Brasile Pedro Diniz Sauber - Petronas 1'17"374 +1"729
16 15 Germania Nick Heidfeld Prost - Peugeot 1'17"374 +1"742
17 12 Austria Alexander Wurz Benetton - Playlife 1'17"408 +1"716
18 14 Francia Jean Alesi Prost - Peugeot 1'17"569 +1"937
19 23 Brasile Ricardo Zonta BAR - Honda 1'17"668 +2"036
20 19 Paesi Bassi Jos Verstappen Arrows - Supertec 1'17"993 +2"361
21 20 Spagna Marc Gené Minardi - Fondmetal 1'18"130 +2"498
22 21 Argentina Gastón Mazzacane Minardi - Fondmetal 1'18"302 +2"671

Warm-up[modifica | modifica wikitesto]

In reazione alle dichiarazioni di Jean Alesi, che aveva duramente criticato il rendimento del motore evoluto portato in pista dalla Peugeot, i tecnici della casa transalpina si rifiutarono di avviare il propulsore della monoposto del pilota francese nei primi cinque minuti della sessione[6]. La clamorosa protesta incrinò ulteriormente i rapporti tra la scuderia e il motorista, già deteriorati da tempo.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

I tempi migliori fatti segnare nel warm up di domenica mattina furono i seguenti:[4]

Pos No Pilota Costruttore Tempo
1 1 Finlandia Mika Häkkinen McLaren - Mercedes 1'19"329
2 2 Regno Unito David Coulthard McLaren - Mercedes 1'19"507
3 3 Germania Michael Schumacher Ferrari 1'19"960

Gara[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

Alla partenza Coulthard scattò meglio di Schumacher, affiancandolo, ma fu stretto dal pilota della Ferrari e dovette cedere la seconda posizione a Barrichello. Häkkinen mantenne la quarta posizione, mentre Villeneuve e Frentzen passarono dalla quarta fila al quinto e sesto posto. Al 12º giro Heidfeld tamponò il compagno di squadra Alesi; proprio il pilota francese ed Herbert furono i primi a rifornire. Al 22º passaggio Coulthard superò Barrichello, in crisi di gomme; il brasiliano effettuò la sua prima sosta al 25º giro, rientrando in pista alle spalle anche di Häkkinen, che aveva già rifornito in precedenza così come Ralf Schumacher, Frentzen e Villeneuve.

Liberatisi di Barrichello, i due piloti della McLaren cominciarono a ridurre il distacco da Michael Schumacher, anche lui in crisi a causa dell'usura degli pneumatici. Coulthard attaccò il pilota tedesco una prima volta al 33º giro, senza riuscire nel proprio intento; sette tornate più tardi il pilota scozzese portò a termine la manovra, cominciando subito a distanziare il rivale. Anche Häkkinen raggiunse Schumacher, senza però riuscire a sopravanzarlo neppure nel corso della seconda sosta ai box, al 43º giro.

Alle spalle dei primi quattro Ralf Schumacher conquistò la sesta piazza superando Trulli nel corso del 53º giro. Durante il 59º passaggio sulla Ferrari di Schumacher il propulsore cedette, costringendo il tedesco al ritiro e consegnando alla McLaren una facile doppietta, con Coulthard davanti a Häkkinen. Terzo chiuse Barrichello, seguito da Villeneuve, Ralf Schumacher e Trulli. Nel Campionato Piloti, il ritiro di Schumacher riaprì la lotta per la vittoria finale, con Coulthard che si portò a meno dodici ed Häkkinen a meno diciotto; nel Campionato Costruttori la McLaren recuperò nettamente sulla Ferrari, portandosi a sei lunghezze.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Pos Pilota Costruttore Giri Tempo/Ritiro e posizione al ritiro Partenza Punti
1 2 Regno Unito David Coulthard McLaren - Mercedes 72 1h38'05"538 2 10
2 1 Finlandia Mika Häkkinen McLaren - Mercedes 72 +14"748 4 6
3 4 Brasile Rubens Barrichello Ferrari 72 +32"409 3 4
4 22 Canada Jacques Villeneuve BAR - Honda 72 +1'01"322 7 3
5 9 Germania Ralf Schumacher Williams - BMW 72 +1'03"981 5 2
6 6 Italia Jarno Trulli Jordan - Mugen Honda 72 +1'15"605 9 1
7 5 Germania Heinz-Harald Frentzen Jordan - Mugen Honda 71 + 1 giro 8
8 10 Regno Unito Jenson Button Williams - BMW 71 + 1 giro 10
9 11 Italia Giancarlo Fisichella Benetton - Playlife 71 + 1 giro 14
10 17 Finlandia Mika Salo Sauber - Petronas 71 + 1 giro 12
11 16 Brasile Pedro Diniz Sauber - Petronas 71 + 1 giro 15
12 15 Germania Nick Heidfeld Prost - Peugeot 71 + 1 giro 16
13 7 Regno Unito Eddie Irvine Jaguar - Cosworth 70 + 2 giri 6
14 14 Francia Jean Alesi Prost - Peugeot 70 + 2 giri 18
15 20 Spagna Marc Gené Minardi - Fondmetal 70 + 2 giri 21
Rit 3 Germania Michael Schumacher Ferrari 58 Motore (2°) 1
Rit 18 Spagna Pedro de la Rosa Arrows - Supertec 45 Trasmissione (17°) 13
Rit 12 Austria Alexander Wurz Benetton - Playlife 34 Freni (16°) 17
Rit 21 Argentina Gastón Mazzacane Minardi - Fondmetal 31 Testacoda (19°) 22
Rit 19 Paesi Bassi Jos Verstappen Arrows - Supertec 25 Trasmissione (14°) 20
Rit 8 Regno Unito Johnny Herbert Jaguar - Cosworth 20 Cambio (21°) 11
Rit 23 Brasile Ricardo Zonta BAR - Honda 16 Freni (17°) 19

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «Coulthard confermato, Panis in bilico», Autosprint n.27/2000, 4-10 luglio 2000, pag.54
  2. ^ Jordan announces Honda engine deal, su grandprix.com, 29 giugno 2000. URL consultato il 25 febbraio 2019.
  3. ^ a b c d e f g h i Giorgio Piola, «Ferrari e McLaren si copiano». Autosprint n.27/2000, 4-10 luglio 2000, pagg.46-48
  4. ^ a b c d «tutti i tempi delle prove», Autosprint n.27/2000, 4-10 luglio 2000, pag.42
  5. ^ «Super Schumacher a quota 27 pole position», Autosprint n.27/2000, 4-10 luglio 2000, pag.37
  6. ^ «I tecnici della Peugeot scioperano 5 minuti contro Alesi», Autosprint n.27/2000, 4-10 luglio 2000, pag.55

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i dati statistici provengono da Autosprint n.27/2000

Campionato mondiale di Formula 1 - Stagione 2000
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Edizione precedente:
1999
Gran Premio di Francia
Edizione successiva:
2001
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