Mercedes-Benz (automobilismo)

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Mercedes-Benz
Logo della Mercedes-Benz.svg
SedeGermania Germania
Stoccarda
Categorie
Deutsche Tourenwagen Masters
Formula 1
Campionato Mondiale Sportprototipi
Dati generali
Anni di attivitàdal 1914

Mercedes-Benz è un costruttore tedesco che ha sempre partecipato alle competizioni automobilistiche dall'inizio del XX secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1914, subito prima dello scoppio della Prima guerra mondiale, la Mercedes partecipò e vinse il Gran Premio di Francia. La ricostruzione post-bellica rallentò il ritorno alle competizioni, ma a partire dal 1934, il cambio di regolamento per le vetture da Gran Prix, deciso dall'Associazione Internazionale degli Automobile Club Riconosciuti, limitando il peso massimo delle vetture a 750 kg, favorì la competitività delle Mercedes e delle Auto Union che grazie alle più avanzate tecnologie metallurgiche dell'industria tedesca poterono costruire auto più leggere che potevano ospitare motori di cilindrata superiore alla concorrenza. Gli anni '30 furono contrassegnati dal dominio delle frecce d'argento, il colore fu dovuto allo stesso regolamento: al gran premio di Germania del 1934, disputatosi sul circuito Nordschleife del Nürburgring, le due Mercedes-Benz erano più pesanti di 1 kg rispetto al massimo regolamentare, von Brauchitsch suggerì di rimuovere, da entrambe le vetture, lo strato di vernice bianca, con cui erano colorate di norma le vetture di nazionalità tedesca. Così fece Alfred Neubauer, direttore del settore corse, lasciando quindi a vista l'alluminio della scocca delle vetture; fu così che nacque il mito delle Frecce d'argento.

Una Mercedes-Benz W196 del 1954 guidata da Juan Manuel Fangio in una rievocazione

Nel 1952 la Mercedes-Benz ritornò alle competizioni vincendo la 24 Ore di Le Mans e la Carrera Panamericana, oltre a dominare la Formula 1 (erede dei Grand Prix) per due stagioni vincendo altrettanti campionati mondiali piloti. Tutto questo ebbe termine nel 1955 quando una Mercedes 300 SLR fu protagonista di un terribile incidente a Le Mans in cui rimasero uccisi più di 80 spettatori, e la casa si ritirò da ogni attività sportiva.

Dopo qualche sporadica partecipazione ai rally, a metà anni '80 riappare un motore V8 Mercedes montato sulla Sauber C8 di Gruppo C impegnata nel Campionato Mondiale Sportprototipi, nelle stagioni successive la collaborazione con Sauber riceve un importante supporto da parte della Mercedes e i risultati non tardano ad arrivare: nel 1989 con la Sauber C9 vittoria del Campionato piloti e costruttori, ma soprattutto dopo 37 anni torna a vincere la 24 Ore di Le Mans; nel 1990 le Mercedes-Benz C11 vincono nuovamente il mondiale prototipi, è il vero ritorno delle frecce d'argento.

Nei primi anni novanta, gareggia nel DTM, lo spettacolare campionato turismo tedesco, prima con la Mercedes-Benz 190 e in seguito con la Mercedes-Benz Classe C36 sempre schierate tramite il team AMG, vincendo 3 campionati in 7 anni di militanza.

La Mercedes si afferma come fornitore di motori vincendo la 500 Miglia di Indianapolis nel 1994, e numerosi mondiali in Formula 1, sia come fornitore di motori con la McLaren nel 1998, 1999 e 2008 e con la Brawn GP nel 2009, sia come costruttore indipendente, tornando a competere direttamente nella massima serie dal 2010.

Verso la fine degli anni Novanta, la casa tedesca torna a gareggiare nella massima serie per vetture a ruote coperte, prende infatti parte al Campionato FIA GT che vince nel 1997 con la CLK-GTR e nel 1998 con la CLK-LM, tuttavia non riesce per ben 2 volte a conquistare la 24 Ore di Le Mans, in particolare nel 1999 sfiora ripetutamente il dramma con la Mercedes-Benz CLR che "decolla" in tre diverse occasioni.

Attualmente la casa è presente nel DTM e come costruttore e fornitore di motori in Formula 1 e Formula 3 sotto la guida di Norbert Haug.

Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

Attività come costruttore (1954-1955 e 2010-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Mercedes AMG F1.

La prima partecipazione della Mercedes al Campionato mondiale di Formula 1 come casa costruttrice fu limitata alle stagioni 1954 e 1955 con risultati eccellenti, che portarono Juan Manuel Fangio alla vittoria di due titoli mondiali.

Dopo un primo ritiro e alcuni anni come fornitore di motori, la Mercedes tornò direttamente impegnata come costruttore nel 2010, rilevando la Brawn. La scuderia tornò al successo mondiale (sia piloti che costruttori) nel 2014; da quell'anno ebbe inizio un lungo ciclo di successi, che avrebbe portato alla vittoria di numerosi titoli mondiali con Lewis Hamilton e Nico Rosberg.

Attività come motorista (1993-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Collaborazione con Sauber e McLaren e i primi successi (1993-1997)[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1993 la Mercedes rientra nella F1 come sponsor della scuderia elvetica Sauber, grazie alla collaborazione con la compagnia specializzata britannica Ilmor Engineering, acquisita dalla casa di Stoccarda nel 1993. La Ilmor aveva già esordito in F1 negli anni precedenti motorizzando la Leyton House nel 1991, poi la March e la Tyrrell.

L'esordio avviene nel Gran Premio del Sudafrica dove Karl Wendlinger conquista due punti iridati; la Sauber C12 presenta su entrambe le fiancate la stella a tre punte simbolo di Mercedes. Il campionato successivo vede quindi il ritorno della azienda tedesca come motorista dopo quasi quarant'anni, grazie all'accordo di fornitura raggiunto con la Sauber stessa.

Nel 1995 la Mercedes inizia la partnership con la McLaren, terminata nel 2009, quando la Mercedes-Benz annuncerà l'acquisizione della maggioranza della scuderia Brawn GP, che diventa Mercedes GP a partire dal 2010. Contestualmente, la Mercedes cederà gradualmente la propria quota alla McLaren e continuerà a fornire i motori gratuitamente fino al 2014.

La prima vittoria viene ottenuta con David Coulthard nel Gran Premio d'Australia 1997, prima gara di quella stagione, seguita da altri 2 successi sempre di Coulthard nel Gran Premio d'Italia e di Mika Häkkinen nel Gran Premio d'Europa.

La doppietta di Häkkinen e la sfida con la Ferrari (1998-2001)[modifica | modifica wikitesto]

Häkkinen con la McLaren-Mercedes, vincitore dell'iride nel 1999.

Le stagioni migliori della casa tedesca sono il 1998 e 1999 in cui Mika Häkkinen conquista il titolo piloti con la McLaren-Mercedes, condito dal titolo costruttori nel 1998. Nel 2000 il finlandese sarà secondo dietro a Michael Schumacher, mentre nel 2001 il vice-campione sarà Coulthard. In quattro stagioni la Mercedes, come motorista, conquista 27 vittorie, 32 pole e 36 giri veloci.

Periodo con risultati alterni (2002-2007)[modifica | modifica wikitesto]

La McLaren MP4-19 motorizzata Mercedes di Räikkönen del 2004.

Il triennio 2002-2004 è avaro di risultati con sole 4 vittorie, 3 pole e 7 giri veloci, anche se nel 2003 Kimi Räikkönen è in grado di insidiare il titolo di Schumacher fino all'ultima gara.

Intanto, dopo l'acquisizione da parte del gruppo DaimlerChrysler di un controllo azionario della Ilmor nel dicembre 2002, quest'ultima ha mutato il proprio nome in Mercedes-Ilmor Ltd., dopo aver attraversato una profonda crisi di risultati dovuta anche alla morte me nel 2001 di Paul Morgan, uno dei due fondatori.

Nel 2005 è stata decisa la divisione della società attraverso la vendita ai restanti azionisti (Penske, Mario Illien e gli eredi di Paul Morgan) dello Special Project Group e della controllata americana Ilmor Engineering Inc. che gestiscono motori per le serie americane IRL e NASCAR. Mario Illien segue questi progetti anche se si parlò di un suo ritorno alla F1 nel 2008 con il marchio Ilmor.

Alla fine di settembre 2005 il dipartimento di Formula 1 della Mercedes-Ilmor è stato quindi separato dal resto della Ilmor e ha preso il nome di Mercedes-Benz High Performance Engines Ltd., sempre con sede a Brixworth in Inghilterra.

Nello stesso anno la Mercedes conquista 10 vittorie e Räikkönen è nuovamente vice-campione del mondo.

Dopo un deludente 2006, con nessuna vittoria, per la prima volta dal 1996, la coppia Alonso-Hamilton vince ben 8 gare nel 2007, non riuscendo però a conquistare l'iride che, per 1 solo punto, va a Räikkönen, passato alla Ferrari. La stagione è però segnata più che dai risultati sportivi da una controversia tra McLaren-Mercedes e Ferrari, con la scuderia italiana che accusò l'avversaria di spionaggio industriale. A seguito di due udienze e di una riunione del Consiglio Automobilistico Mondiale viene appurato che McLaren utilizzò a proprio vantaggio informazioni riservate sulla Ferrari F2007: la scuderia viene, pertanto, squalificata dal mondiale costruttori (vennero invece conservati i punti ottenuti dai piloti, che tuttavia, come detto in precedenza, non bastarono né a Hamilton né ad Alonso per vincere il titolo).[1][2]

Tra le tecnologie che Mercedes/Ilmor sfruttò per portare al più elevato livello possibile le prestazioni vi fu l'uso del berillio come parte delle leghe per la costruzione del monoblocco del motore. Per il rischio di tossicità di quel materiale, dal 2007 ne fu proibito l'uso.

Il mondiale di Hamilton, l'arrivo di Brawn e i successi di Button (2008-2009)[modifica | modifica wikitesto]

Hamilton con la McLaren-Mercedes, campione del Mondo nel 2008.
Jenson Button con la Brawn-Mercedes, campioni del Mondo nel 2009.

Nel 2008 Lewis Hamilton si rifà vincendo il titolo piloti e riportando così la stella a tre punte al titolo dopo 10 stagioni. Nel 2009 la Mercedes fornisce per la prima volta motori a più scuderie: oltre alla McLaren anche alla Force India e alla Brawn.

La Brawn è la sorpresa dell'anno: vince il titolo piloti con Jenson Button e quello costruttori con 8 vittorie, 5 pole e 4 gpv. Anche la McLaren si difende con 2 vittorie e 4 pole, mentre la Force India conquista la sua prima pole e il suo primo gpv. Al termine della stagione l'azienda di Stoccarda decide di rompere la partnership con la McLaren, interrompendo il rapporto che durava dal 1995: le due scuderie si accordano, comunque, per la fornitura dei motori fino al 2014, con una progressiva riacquisizione da parte della McLaren del 40% della società detenuto da Mercedes-Benz. Fu a seguito di tale disimpegno che Mercedes rilevò la Brawn GP neo-campione del mondo, andando a costituire una propria scuderia a quasi cinquant'anni dall'ultimo Gran Premio a cui prese parte una freccia d'argento.[3]

Collaborazione con altre scuderie (2009-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a Brawn (per il solo 2009) e Force India (dal 2009 al 2018), nel corso degli anni Mercedes ha collaborato con la Lotus nel 2015 e con la MRT nel 2016. Inoltre fornisce i motori alla Williams a partire dal 2014 e alla Racing Point dalla stagione 2019; tali collaborazioni proseguono nel 2021, anche a seguito del cambio di denominazione del team di Lawrence Stroll in Aston Martin. Dal 2021 inoltre la Mercedes ha ripreso la collaborazione con la McLaren, interrotta nel 2014.

Risultati da fornitore di motori[modifica | modifica wikitesto]

In grassetto sono riportate le scuderie che utilizzano motori Mercedes-Benz nel 2021.

Scuderia Stagioni Vittorie Pole position Giri veloci Campionato mondiale costruttori Campionato mondiale piloti
Germania Mercedes AMG F1 1954-1955, 2010- 115 126 84 7 (2014-2020) 9 (1954[4]-1955, 2014-2020)
Svizzera Sauber 1994 0 0 0 - -
Regno Unito McLaren 1995-2014, 2021- 78 76 84 1 (1998) 3 (1998-1999, 2008)
Regno Unito Brawn 2009 8 5 4 1 (2009) 1 (2009)
India/Regno Unito Force India[5] 2009-2018 0 1 5 - -
Regno Unito Williams 2014- 0 1 2 - -
Regno Unito Lotus 2015 0 0 0 - -
Regno Unito MRT 2016 0 0 0 - -
Regno Unito Aston Martin[6][7] 2019- 1 1 0 - -
Totale 1954-1955, 1994- 202 210 179 9 13
Fonti:[8][9]

Aggiornamento: Gran Premio di Abu Dhabi 2020

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Così la Fia ha costretto i piloti McLaren a parlare, su gazzetta.it, 8 settembre 2007. URL consultato il 4 Gennaio 2021.
  2. ^ McLaren, ecco la sentenza. Dennis: "Sanzione ingiusta", su gazzetta.it, 13 settembre 2007. URL consultato il 4 Gennaio 2021.
  3. ^ (EN) Andrew Benson, Mercedes takes over Brawn F1 team, su news.bbc.co.uk, BBC News, 16 novembre 2009. URL consultato il 4 Gennaio 2021.
  4. ^ Condiviso con la Maserati.
  5. ^ Nelle ultime 9 gare del 2018 ha corso con licenza britannica e con la denominazione di Racing Point Force India.
  6. ^ Dal 2019 al 2020 ha corso con la denominazione di Racing Point.
  7. ^ Dal 2019 al 2020 i motori sono ribattezzati, per motivi di sponsorizzazione, BWT Mercedes.
  8. ^ Mercedes, su statsf1.com. URL consultato il 4 Gennaio 2021.
  9. ^ BWT Mercedes, su statsf1.com. URL consultato il 4 Gennaio 2021.

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