Kazuki Nakajima

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Kazuki Nakajima
Kazuki Nakajima 2012 WEC Fuji.jpg
Kazuki Nakajima nel 2012
Nazionalità Giappone Giappone
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Categoria Super Formula, 24 Ore di Le Mans, WEC
Carriera
Carriera in Formula 1
Esordio 21 ottobre 2007
Stagioni 2007-2009
Scuderie Williams 2007-2009
Miglior risultato finale 15º (2008)
GP disputati 36
Punti ottenuti 9
Carriera nella 24 Ore di Le Mans
Esordio 16 giugno 2012
Stagioni 2012-2020
Scuderie Giappone Toyota Racing 2012-2015
Giappone Toyota Gazoo Racing 2016-2020
GP disputati 9
Podi 7[1]
Vittorie 3 (2018, 2019, 2020)
Carriera nel FIA WEC
Esordio 17 marzo 2012
Stagioni 2012-2020
Scuderie Giappone Toyota Racing 2012-2015
Giappone Toyota Gazoo Racing 2016-2020
Mondiali vinti 1 (2018-19)
GP disputati 54 (53 partenze)
GP vinti 14
Podi 31
Punti ottenuti 870,5
Pole position 9
Giri veloci 2
Statistiche aggiornate al 8 Ore del Bahrein 2020

Kazuki Nakajima (Okazaki, 11 gennaio 1985) è un pilota automobilistico giapponese. È figlio dell'ex pilota Satoru Nakajima. Anche suo fratello, Daisuke, è un pilota automobilistico.

La carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Nakajima ha iniziato la sua carriera motoristica nel 1996, col karting. Tre anni dopo ha vinto la Suzuka Formula ICA. Subito dopo Nakajima fu scelto dalla Toyota per far parte del Young Drivers Program.

Curiosamente suo padre fu supportato nella carriera da un concorrente diretto della Toyota, la Honda. Nakajima considera questo la prova di come la sua carriera non sia stata supportata dal nome paterno.[2]

Nel 2002 Nakajima partecipa alla Formula Toyota, di cui diviene campione l'anno seguente. Passa così alla F3 giapponese nel 2004, in cui vince due gare e giunge quinto nella classifica generale.

Nakajima resta nella categoria anche nel 2005, diventandone vicecampione. Nella stessa annata partecipa anche al campionato GT300 giapponese per vetture sport, in cui termina ottavo.[2]

L'arrivo in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Nakajima passa così alla F3 Euro Series nel 2006 in cui si trova a competere con Sebastian Vettel e Paul di Resta. Dopo un buon avvio con un secondo posto iniziale e una vittoria nella quarta gara, Nakajima termina settimo con 36 punti, dietro ai suoi compagni di scuderia alla Manor Motorsport, Kohei Hirate (terzo) ed Esteban Guerrieri (quarto). Il campionato viene vinto da di Resta.

Nel novembre del 2006, Nakajima è indicato dalla Williams quale collaudatore per la stagione 2007 in Formula 1, assieme a Narain Karthikeyan, mentre i piloti titolari sono indicati in Nico Rosberg e Alexander Wurz, con l'opportunità di divenire titolare già nel 2008. Il suo esordio su una vettura di Formula 1 avviene sul Fuji Speedway pochi giorni dopo, in cui completa alcuni giri in condizioni di bagnato.[3]

La GP2[modifica | modifica wikitesto]

Nakajima corre in GP2 Series nel 2007 per la DAMS assieme a Nicolas Lapierre, che nell'interstagione 2006-2007 aveva vinto l'A1 Grand Prix. Nakajima rimane test driver in Williams completando oltre 7 000 km.[4]

In stagione il nipponico non vince ma con cinque podi consecutivi è il miglior esordiente, terminando quinto. Nakajima è considerato responsabile di una collisione in una gara a Istanbul, con Karun Chandhok, ed è penalizzato con un drive-through.[5]

La Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

2007-2009: Williams[modifica | modifica wikitesto]

Nakajima nelle prime prove libere del Gran Premio del Brasile 2007. Anche suo padre esordì in Brasile nell'edizione del 1987

Dopo aver svolto in cinque occasioni i test del venerdì, Nakajima esordisce in Formula 1 nell'ultimo gran premio della stagione, a San Paolo del Brasile, sostituendo Alexander Wurz ritiratosi dal mondiale;[6] proprio nella gara dell'esordio, conclude al 10º posto e travolge due meccanici durante il pit-stop, fortunatamente senza gravi conseguenze. Il 7 novembre viene confermato quale pilota titolare, assieme a Nico Rosberg, alla Williams per la stagione 2008.[7]

Protagonista di un incidente senza conseguenze durante i test invernali,[8] Nakajima inizia la stagione molto positivamente con un sesto posto in Australia. Durante la stagione, soprattutto nella parte iniziale, coglie spesso punti (7º in Spagna e a Monaco). Va a punti anche in Gran Bretagna e a Singapore (due ottavi).

Viene così confermato anche per il campionato 2009. Nella prima gara in Australia, sbatte a muro e si ritira, mentre in Bahrein, è nuovamente costretto al ritiro, questa volta per un guasto tecnico. Anche a Montecarlo un incidente lo elimina dalla gara. Nel Gran Premio di Silverstone, conquista il suo miglior piazzamento in qualifica (quinto), davanti anche a Jenson Button. Una cattiva strategia lo porta fuori dalla zona dei punti. Nakajima sfiora la zona punti nel Gran Premio d'Ungheria, a soli 0,7 secondi da Jarno Trulli. Il giapponese termina poi nono a Singapore. Al Gran Premio del Brasile Nakajima è nuovamente vicino alla zona punti ma viene eliminato da una collisione con Kamui Kobayashi. Nakajima termina così la stagione con zero punti, l'unico pilota impegnato lungo l'intera stagione a non aver marcato punti iridati.

Per la stagione 2010, la Williams mette sotto contratto Rubens Barrichello e Nico Hülkenberg liberando così Nakajima. Il suo nome viene associato al fantomatico team Stefan Grand Prix che nell'interstagione fece circolare alcune informazioni e fotografie che riprendevano Nakajima seduto in una scocca. In seguito al fallimento dell'operazione e alla mancata partecipazione del team Stefan Grand Prix al campionato, è rimasto senza un volante.

La Formula Nippon/Super Formula[modifica | modifica wikitesto]

Conclusa l'esperienza in Formula 1, nel 2011 Nakajima affronta la Formula Nippon, massima categoria motoristica del Giappone con il team TOM's[9]. Giunge secondo nella classifica generale, dietro al compagno di scuderia André Lotterer, vincendo una gara, ottenendo 7 podi in 7 gare e due giri veloci. Si aggiudica anche la classifica riservata agli esordienti[10]. Ha continuato nella serie per la stagione 2012 vincendo due gare sul Circuito di Suzuka e vince il campionato con 46 punti[11][12].

Nel 2013 la Formula Nippon diventa Super Formula[13], Nakajima tra il 2013 e il 2015 vince altre cinque gare e nel 2014 vince per la seconda volta il titolo[14]. Nakajima continua nella categoria fino al 2021, vince un'altra gara a Suzuka nel 2017[15].

Endurance[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 esordisce alla 24 Ore di Le Mans, gara valida per il nuovo mondiale endurance, con la Toyota TS030 insieme ad Alexander Wurz e a Nicolas Lapierre. Al 134º giro sono costretti al ritiro. Alla successiva 6 Ore di Silverstone arrivano secondi, a San Paolo Nakajima non partecipa e i suoi compagni, Wurz e Lapierre, vincono la corsa. Dopo due gare, al Fuji, Nakajima parte in pole e ottiene la sua prima vittoria con Wurz e Lapierre. All'ultimo appuntamento di Shanghai Nakajima non partecipa nuovamente, e Wurz e Lapierre ottengono la terza vittoria stagionale. A fine anno è solo tredicesimo con 44 punti.

Nel 2013 continua a correre con la Toyota nel WEC, ma non a tutte le gare. A Spa, seconda gara di campionato, si ritira. A Le Mans lui i suoi compagni (sempre Wurz e Lapierre) sono quarti. Dopo la maratona francese partecipano solo a due gare; al Fuji la gara viene interrotta dopo una trentina di minuti per via di un tifone che si abbatté sulla pista. Quando la gara viene sospesa Kazuki e suoi compagni sono primi, e vincono la corsa. Partecipano anche in Bahrein, dove si ritirano nuovamente. A fine anno è dodicesimo con 37,5 punti.

Nel 2014 cambiano i regolamenti e la Toyota schiera la nuova e più performante TS040 Hybrid. I compagni di equipaggi sono Wurz e Sarrazin. Alla prima gara a Silverstone sono subito a podio, dietro i loro compagni di squadra (Buemi, Davidson e Lapierre). Sono a podio anche a Spa (terzi). A Le Mans Nakajima ottiene la pole position, e in gara lui e suoi compagni cominciano a dominare la corsa. Durante la notte sono però costretti al ritiro, vedendo sfumare le speranze di vittoria. Ad Austin non partecipa per correre in F. Nippon, e viene sostituito dal britannico Mike Conway. Ritorna al Fuji ed è di nuovo secondo.

Il 17 giugno 2018 vince la 24 Ore di Le Mans alla guida della Toyota TS050 Hybrid numero 8, insieme ai compagni di squadra Fernando Alonso e Sébastien Buemi, regalando al costruttore giapponese la prima storica vittoria nella competizione. Si ripete il 16 giugno 2019, vincendo l’87ª edizione della classica francese.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Risultati Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

2007 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Europe.svg Flag of Hungary.svg Flag of Turkey.svg Flag of Italy.svg Flag of Belgium.svg Flag of Japan.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
Williams FW29 SP SP SP SP SP 10 0 22º
2008 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Spain.svg Flag of Turkey.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Europe.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
Williams FW30 6 17 14 7 Rit 7 Rit 15 8 14 13 15 14 12 8 15 12 17 9 15º
2009 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Turkey.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Europe.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Punti Pos.
Williams FW31 Rit 12 Rit Rit 13 15 12 11 12 9 18 13 10 9 15 Rit 13 0 20º
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti/Non class. Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato Solo prove/Terzo pilota

Risultati Formula Nippon/Super Formula[modifica | modifica wikitesto]

Anno Team 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Punti Pos.
2011 Petronas Team TOM'S SUZ
3
AUT
1
FUJ
3
MOT
3
SUZ
C
SUG
3
MOT
2
MOT
2
42
2012 Petronas Team TOM'S SUZ
1
MOT
3
AUT
5
FUJ
2
MOT
4
SUG
5
SUZ
12
SUZ
1
46
2013 Petronas Team TOM'S SUZ
5
AUT
12
FUJ
8
MOT
1
SUG
Rit
SUZ
Rit
SUZ
1
24
2014 Petronas Team TOM'S SUZ
5
FUJ
2
FUJ
3
FUJ
1
MOT
7
AUT
6
SUG
2
SUZ
2
SUZ
1
46
2015 Petronas Team TOM'S SUZ
2
OKA FUJ
2
MOT
2
AUT
1
SUG
4
SUZ
4
SUZ
2
45.5
2016 VANTELIN Team TOM'S SUZ
12
OKA
17
FUJ
2
MOT
7
OKA
19
OKA
2
SUG
4
SUZ
5
SUZ
16
22
2017 Vantelin Team TOM's SUZ
1
OKA
9
OKA
18
FUJ
7
MOT
11
AUT
6
SUG
3
SUZ
C
SUZ
C
22
2018 Vantelin Team TOM's SUZ
8
AUT
C
SUG
3
FUJ
5
MOT OKA
17
SUZ
5
15
2019 Vantelin Team TOM'S SUZ
Rit
AUT
13
SUG
12
FUJ
5
MOT
16
OKA
2
SUZ
14
12 12°
2020 Vantelin Team TOM'S MOT
4
OKA SUG
15
AUT SUZ
2
SUZ
16
FUJ
9
25 11°
2021* Vantelin Team TOM'S FUJ
11
SUZ
AUT
SUG
MOT
OKA
SUZ
0

*Stagione in corso

24 Ore di Le Mans[modifica | modifica wikitesto]

Anno Classe Gomme Vettura Squadra Co-piloti Giri Pos.
Assol.
Pos. di
Classe
2012 LMP1 7 M Toyota TS030 Hybrid
Toyota 3.4L V8

(Hybrid)

Giappone Toyota Racing Austria Alexander Wurz
Francia Nicolas Lapierre
134 DNF DNF
2013 LMP1 7 M Toyota TS030 Hybrid
Toyota 3.4L V8

(Hybrid)

Giappone Toyota Racing Austria Alexander Wurz
Francia Nicolas Lapierre
341
2014 LMP1-H 7 M Toyota TS040 Hybrid
Toyota 3.7L V8
Giappone Toyota Racing Austria Alexander Wurz
Francia Stéphane Sarrazin
219 DNF DNF
2015 LMP1 1 M Toyota TS040 Hybrid
Toyota 3.7L V8
Giappone Toyota Racing Regno Unito Anthony Davidson
Svizzera Sébastien Buemi
386
2016 LMP1 5 M Toyota TS050 Hybrid
Toyota 2.4L Turbo V6
Giappone Toyota Gazoo Racing Regno Unito Anthony Davidson
Svizzera Sébastien Buemi
384 NC NC
2017 LMP1 8 M Toyota TS050 Hybrid
Toyota 2.4L Turbo V6
Giappone Toyota Gazoo Racing Svizzera Sébastien Buemi
Regno Unito Anthony Davidson
358
2018 LMP1 8 M Toyota TS050 Hybrid
Toyota 2.4L Turbo V6
Giappone Toyota Gazoo Racing Svizzera Sébastien Buemi
Spagna Fernando Alonso
388
2019 LMP1 8 M Toyota TS050 Hybrid
Toyota 2.4L Turbo V6
Giappone Toyota Gazoo Racing Svizzera Sébastien Buemi
Spagna Fernando Alonso
385
2020 LMP1 8 M Toyota TS050 Hybrid
Toyota 2.4L Turbo V6
Giappone Toyota Gazoo Racing Svizzera Sébastien Buemi
Nuova Zelanda Brendon Hartley
387

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quattro li ha ottenuti per la posizione in classifica della Classe LMP1.
  2. ^ a b (EN) Meet the rookies: Kazuki Nakajima, su f1fanatic.co.uk, 2007. URL consultato il 9 ottobre 2007.
  3. ^ (EN) Nakajima makes F1 debut with Williams [collegamento interrotto], su f1racing.net, 27 novembre 2006. URL consultato il 27 novembre 2006.
  4. ^ (EN) Kazuki Nakajima to make F1 race début, su f1fanatic.co.uk, 2007. URL consultato il 9 ottobre 2007.
  5. ^ (EN) GP2 Turkey Sprint: Glock back on top, su maximummotorsport.co.uk, 2007. URL consultato il 9 ottobre 2007 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2007).
  6. ^ Il giapponese Nakajima al posto di Wurz, su lastampa.it, 9 ottobre 2007. URL consultato il 20 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2007).
  7. ^ (EN) Nakajima secures Williams drive, su news.bbc.co.uk, 7 novembre 2007. URL consultato il 7 novembre 2007.
  8. ^ Incidente a Najajima, ma sta bene [collegamento interrotto], su corrieredellosport.it, 2 febbraio 2008. URL consultato il 20 febbraio 2010.
  9. ^ Nei test del Fuji il ritorno di Nakajima, su www.italiaracing.net, 2 dicembre 2011. URL consultato il 16 marzo 2021.
  10. ^ Motegi - Gara 2 Lotterer, campione bagnato, su www.italiaracing.net, 6 novembre 2011. URL consultato il 16 marzo 2021.
  11. ^ Suzuka, gara: Nakajima chiude al vertice, su www.italiaracing.net, 19 aprile 2012. URL consultato il 16 marzo 2021.
  12. ^ Suzuka, gare 1-2: Nakajima campione 2012, su www.italiaracing.net, 4 novembre 2012. URL consultato il 16 marzo 2021.
  13. ^ La Nippon diventa Super Formula, su www.italiaracing.net, 6 agosto 2012. URL consultato il 16 marzo 2021.
  14. ^ Suzuka, gara 2: seconda corona per Nakajima, su www.italiaracing.net, 9 novembre 2014. URL consultato il 16 marzo 2021.
  15. ^ Suzuka, gara Nakajima inaugura la stagione, su www.italiaracing.net, 23 aprile 2017. URL consultato il 16 marzo 2021.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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