Le Mans Prototype

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Un gruppo di prototipi LMP della American Le Mans Series

Un Le Mans Prototype (abbreviato comunemente con la sigla LMP) è una vettura da competizione senza alcun vincolo di produzione minima, costruita secondo le prescrizioni riguardanti le misure di sicurezza stabilite dalla FIA e il regolamento tecnico dell'Automobile Club de l'Ouest (ACO). Si tratta di Sport Prototipi biposto costruiti esclusivamente per gareggiare nelle competizioni automobilistiche in circuito, utilizzati nello specifico in gare del genere Endurance, cioè di resistenza; attualmente i regolamenti tecnici ACO LMP disciplinano le seguenti competizioni: 24 Ore di Le Mans (da cui trae origine il nome), FIA World Endurance Championship (che sostituisce dal 2012 la Intercontinental Le Mans Cup), Le Mans Series, American Le Mans Series e Asian Le Mans Series.
Concepite dall'Automobile Club de l'Ouest (ACO), al giorno d'oggi sono le vetture da corsa a ruote coperte più veloci utilizzate in circuiti stradali, per costo e tecnologia sono paragonabili alle auto di Formula 1, comprese le velocità massime di punta raggiungibili.

Anche se conosciute più propriamente come Le Mans Prototype, in passato sono stati usati vari nomi a seconda della serie in cui hanno militato: nei campionati sotto l'egida della FIA venivano chiamate Sports Racing Prototypes (SRP), mentre nel campionato americano IMSA venivano identificate come World Sports Cars (WSC). Tuttavia dal 2004, tutte le serie mondiali hanno deciso di adottare per questo tipo di automobili la sigla LMP (Le Mans Prototype).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo passo verso quelli che sarebbero poi divenuti i LMP avvenne nel 1992 in occasione della 24 Ore di Le Mans. Nel tentativo di aumentare lo scarno numero di vetture partenti della Categoria Gruppo C normalmente impegnate nel Campionato Mondiale Sportprototipi, l'ACO concesse alla più vecchia Porsche 962 (ormai esclusa dal campionato in quanto non conforme al nuovo regolamento tecnico FIA Sport 3,5 litri) la partecipazione entrando nella nuova Categoria 3. Per accrescere ulteriormente il parco dei contendenti, anche piccoli prototipi equipaggiati con motori derivati dalla grande serie e che normalmente correvano nei campionati nazionali vennero ammessi nella nuova Categoria 4.

Tuttavia alla fine del 1992, a causa della crisi in cui versava il Campionato Mondiale Sportprototipi la FIA decise per la sua soppressione ed anche il competitivo Campionato Giapponese Prototipi ne risentì pesantemente, ormai i costosi prototipi del Gruppo C avevano poco campo d'impiego al di fuori di Le Mans. Con la fine del Gruppo C, l'ACO decise di permettere alle Gran Turismo stradali di competere per la prima volta dopo molti anni, mentre allo stesso tempo realizza il regolamento tecnico di categoria Le Mans Prototype (LMP). Le automobili hanno continuato ad usare la stessa formula in vigore fino al 1992, ma l'ACO successivamente annunciò l'intenzione di sostituire completamente le automobili del Gruppo C con i Le Mans Prototype nel 1994. Due codici di categoria sarebbero stati emanati, con le LMP1 spinte da motori su misura di grande potenza che erano solitamente turbocompressi e le LMP2 mosse da piccoli motori derivati dalla produzione di serie dalla potenza più modesta. Entrambi i regolamenti tecnici prevedevano vetture di tipo sport, cioè con posto di guida aperto. Allo stesso tempo, l'IMSA annunciava la fine delle proprie vetture Gran Turismo Prototipo (GTP), le quali sarebbero state sostituite da nuove sport aperte con regolamento tecnico equivalente a quello LMP1.

Questa formula continua fino al 1996, con molti fornitori che abbracciano il LMP e WSC, includendo Ferrari, Porsche e Mazda. Nel 1997, venne lanciata la prima serie europea basata intorno ai LMP, conosciuta come International Sports Racing Series, adottando regolamenti simili a quelli LMP1/WSC e LMP2, queste vetture erano chiamate dalla FIA SR1 e SR2.

La Toyota GT-One classe LM-GTP

Il 1999 è un anno di grande espansione per l'ACO, che a seguito dell'annullamento del campionato di IMSA GT alla fine di 1998, permise la creazione della American Le Mans Series, nella quale sarebbero stati utilizzati gli stessi regolamenti tecnici delle autovetture della 24 Ore di Le Mans, fu quindi il primo campionato ad utilizzare il nome di LMP. Allo stesso tempo, l'ACO modificò i propri regolamenti della categoria LMP: la classe più piccola, LMP2, veniva eliminata e sostituita da un nuovo tipo di vetture, le LM-GTP (Le Mans Gran Turismo Prototipo), queste erano realmente sviluppi di automobili stradali in produzione (sebbene limitatissima) dai grandi contenuti tecnici e prestazionali (esempio lampante la Toyota GT-One), che l'ACO considerava troppo avanzate e veloci per rientrare nella classe Gran Turismo, perciò vennero promosse a prototipi (con stesso peso minimo dei LMP, 900 kg).

Nel 2000 ancora una volta si assiste a dei cambiamenti importanti ai regolamenti LMP, poiché l'ACO ha nuovamente diviso le vetture sport, con posto di guida aperto, in due classi: LM-P900 e LM-P675; con i numeri che denotano i requisiti minimi del peso (in chilogrammi) di ciascuna classe. Gli LM-P900 sono più potenti e con velocità massime superiori, ma anche più pesanti e più ingombranti; gli LM-P675 sono più piccoli e più agili ma più lenti. I regolamenti tecnici furono concepiti per consentire a entrambe le classi di competere per la vittoria assoluta. Audi, Chrysler, Cadillac e Panoz scesero in campo negli LM-P900, mentre la MG fu l'unico costruttore principale a schierarsi con un LM-P675. La classe LM-GTP inoltre continuò con Bentley, unica squadra a sviluppare un prototipo chiuso dopo i cambiamenti apportati ai regolamenti del 2000.

Al di fuori della 24 Ore di Le Mans, i regolamenti tecnici delle sportcars della FIA non erano più del tutto simili a quelli LMP: la classe LM-P675 aveva motori più potenti e affidabili rispetto ai prototipi FIA SR2; i prototipi LM-P900 a loro volta divergevano per alcune caratteristiche dagli equivalenti FIA SR1, anche se i motori erano simili. Ne conseguì che le squadre del campionato FIA Sportscar dovettero necessariamente apportare modifiche alle vetture per poter gareggiare a Le Mans, nella nuova European Le Mans Series o in American Le Mans Series. I team erano però poco propensi a modificare le auto per l'uno o per l'altro campionato, e alla fine entrambe le serie europee furono cancellate per scarso numero di partecipanti; invece le richieste per correre a Le Mans erano sempre numerose, e infatti la maggior parte dei team scelse di aderire alla normativa ACO.

Successivamente la categoria LM-P675 fu considerata un flop, perché i prototipi montavano motori piccoli e senza l'affidabilità necessaria a competere per la vittoria assoluta, anche col vantaggio di un minor peso. La normativa tecnica LM-GTP inoltre fu considerata ridondante, poiché le auto avevano ben poche differenze dagli LM-P900. Quindi i regolamenti sono stati cambiati in LM-P1 e in LM-P2, con la classe superiore ancora una volta dotata di motori più grandi e potenti. Nell'intenzioni dell'ACO la classe LM-P2 non è più destinata a lottare per i vertici della classifica assoluta nelle corse, ed è consigliata ai piccoli team privati. Poiché la classe LM-GTP è stata eliminata, sia i LM-P1 che i LM-P2 possono essere a guida aperta o chiusa, cioè spyder o coupé.

A partire dal 2009 l'ACO introduce una terza specifica, denominata Formula Le Mans e riservata a un campionato monomarca a costi più accessibili, con l'intento di attirare alle gare endurance nuove squadre e piloti[1].

A partire dal 2011, l'ACO ha nuovamente rivisto alcune caratteristiche tecniche dei prototipi, con l'intento di diminuire le prestazioni delle precedenti vetture e migliorare l'efficienza in termini di consumo, ha introdotto motori di cilindrata inferiore e con minore frazionamento, abbinabili a sistemi per il recupero dell'energia termica e in frenata. I propulsori conformi alle precedenti LMP2 sono diventati prerogativa delle nuove LMP1, mentre le nuove LMP2 sono motorizzate con unità derivate dalla serie.

A partire dalla stagione agonistica 2014 FIA e ACO hanno posto maggiormente l'accento sull'efficienza energetica e sui sistemi di recupero dell'energia.

Regolamento tecnico 2011-2013[modifica | modifica sorgente]

Le classi[modifica | modifica sorgente]

Una Peugeot 908 categoria LM-P1

A partire dal 2011, le regolazioni tecniche principali per i Le Mans Prototype sono[2]:

  • LM-P1 - indicati particolarmente ai grandi costruttori: sono spinte da motori a Benzina o a Gasolio, con cilindrata massima e frazionamento massimo del motore rispettivamente di:
    • Motori sovralimentati a benzina, fino a 2.000 cm³ con un massimo di 6 cilindri.
    • Motori aspirati a benzina, fino a 3.400 cm³ con un massimo di 8 cilindri.
    • Motori Turbodiesel, fino a 3.700 cm³ con un massimo di 8 cilindri.

Il peso minimo è di 900 kg, la capacità massima del serbatoio è limitata a 73 litri per i prototipi a benzina e a 63 litri per i diesel. Le ruote hanno un diametro di 28"5 e una larghezza di 16". Sono permessi sistemi per il recupero dell'energia in frenata a condizione che coinvolga un solo asse della vettura.
Nel 2011 in via transitoria possono gareggiare ancora i prototipi conformi al precedente regolamento, limitati però nelle prestazioni da flangiature e pressioni di sovralimentazione più penalizzanti dei loro motori che possono essere a benzina aspirati fino a 6.000 cm³, sovralimentati fino a 4.000 cm³; i motori diesel cilindrata massima di 5.500 cm³. Nessun limite sul numero di cilindri per qualsiasi tipo di motore. Sono inoltre consentiti motori derivati dalla produzione di serie, prodotti in almeno 1.000 unità all'anno con specifiche del regolamento ACO Gran Turismo 1 (LM-GT1). La capacità massima del serbatoio è limitata a 75 litri per i prototipi a benzina e a 66 litri per i diesel; il peso è di 900 kg per i benzina e di 930 per i diesel.

Una Porsche RS Spyder categoria LM-P2
  • LM-P2 - indicati particolarmente ai privati: sono spinte da motori a benzina derivati da unità prodotte in grande serie e omologate con specifiche ACO, con cilindrata massima e frazionamento massimo del motore rispettivamente di:
    • Motori sovralimentati a benzina, fino a 3.200 cm³ con un massimo di 6 cilindri.
    • Motori aspirati a benzina, fino a 5.000 cm³ con un massimo di 8 cilindri.

Il peso minimo è di 900 kg, il serbatoio del combustibile ha una capacità massima di 75 litri, le ruote hanno un diametro di 28" e una larghezza di 14". Una vettura completa non deve costare più di € 345.000, mentre il motore ha un costo massimo di € 75.000[3].
Nel 2011 in via transitoria possono gareggiare ancora i prototipi conformi al precedente regolamento, limitati però nelle prestazioni da flangiature e pressioni di sovralimentazione più penalizzanti dei loro motori che possono essere: aspirati limitati a 3.400 cm³ con un massimo di otto cilindri e a 4.000 cm³ per i motori derivati dalla produzione di serie prodotti in almeno 1.000 unità all'anno e aderenti alla normativa LM-GT2. Motori sovralimentati con cilindrata massima di 2.000 cm³ e massimo 6 cilindri: consentito un unico turbocompressore a singola fase. Sono permessi anche motori diesel, ma derivati dalla produzione di serie (almeno 10.000 unità all'anno) con cilindrata massima di 4.400 cm³. Il serbatoio di combustibile ha una capacità massima di 80 litri ed il peso della vettura è di 825 kg.

Una Oreca FLM09 categoria Formula Le Mans
  • Formula Le Mans - modello unico realizzato dalla Oreca e impiegato nel proprio monomarca, livello di accesso alle gare endurance per prototipi, con le seguenti caratteristiche[4]:
    • Telaio e carrozzeria in fibra di carbonio derivati da quelli della Oreca LC75, con un peso totale della vettura di circa 900 kg.
    • Motore General Motors LS3 da 6,2 litri, un V8 aspirato derivato da quello della Chevrolet Corvette del 2008 che produce circa 430 CV ed è accoppiato a un cambio sequenziale a 6 rapporti con comandi al volante fornito dalla XTrac.
    • Freni Brembo in carboceramica e pneumatici Michelin.

La vettura, di fatto una Courage LC75 rivisitata dal costruttore Francese Oreca, che ha rilevato le attività della Courage Compétition sul finire del 2007, è stata progettata in un'ottica di contenimento dei costi di acquisto e manutenzione per renderla accessibile al maggior numero di squadre, i cui bilanci si sono ridotti a causa della recessione economica mondiale.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Per limitare le potenze massime ed ottenere l'equivalenza tra i motori, il regolamento impone l'apposizione di flange di restrizione (dette air restrictor), di diverso diametro in base a cilindrata e sistema di alimentazione. Attualmente ai prototipi chiusi sono concesse strozzature sui condotti di aspirazione più generose al fine di compensare la potenza assorbita per il funzionamento del loro sistema di climatizzazione obbligatorio, (all'interno dell'abitacolo non si devono superare i 32 °C, salvo il caso in cui la temperatura ambiente sia superiore a tale valore; in tal caso il massimo consentito per la temperatura interna è lo stesso della temperatura esterna) [5].
Per contenere gli inevitabili e costanti progressi tecnici, l'ACO si riserva la facoltà di rallentare i prototipi aumentando le strozzature sui loro condotti di aspirazione; il metro di paragone è il giro in gara sul Circuit de la Sarthe a Le Mans, che non deve scendere sotto il tempo di 3:30.000, o vengono inflitte restrizioni maggiori.

Sono consentiti biocombustibili in entrambe le categorie, in particolare benzina con etanolo al 10% e biodiesel. Entrambi i regolamenti delle due classi permettono la conformazione aperta o chiusa del posto di guida (l'automobile chiusa deve avere un tergicristallo, un tetto e portelli da ogni lato). Anche se nella realtà non c'è un passeggero, le automobili devono essere destinate a 2 persone. In pratica, la zona vuota dell'abitacolo è utilizzata solitamente per ospitare apparecchi elettronici, batterie, estintori.

Le dimensioni sono limitate ad un massimo di 4.650 mm di lunghezza, di 2.000 mm di larghezza e di 1.030 mm d'altezza (dalla parte inferiore della carrozzeria, non da terra). L'alettone posteriore che aveva una larghezza massima di 2.000 mm, con le norme introdotte nel 2009 è largo al massimo 1.600 mm; i dischi dei freni hanno un diametro massimo di 38 cm. La carrozzeria deve inoltre coprire tutti gli elementi meccanici dell'automobile, e renderli invisibili quando l'automobile è osservata direttamente dalla parte anteriore, di lato, o dalla parte superiore.
I fari anteriori devono emettere un fascio di luce bianca, per distinguerli dalle più lente Gran Turismo che invece devono averli gialli, per agevolare i sorpassi.
Sulle due fiancate, accanto al numero di gara, vi sono inoltre tre piccoli cerchi verticali composti da led, che tramite telemetria si accendono in tempo reale durante la corsa: se il prototipo occupa la prima posizione è acceso solo un led, due se secondo, tre se terzo; il sistema è stato ideato per permettere agli spettatori di capire chi occupa le zone alte della classifica; i led sono rossi per le P1 e azzurri per le P2.

Nel Campionato americano American Le Mans Series, il recente aggiornamento al regolamento tecnico ACO è stato solo parzialmente recepito dall'organizzatore locale, la IMSA, che dovendo far fronte ad un marcato calo dei partecipanti nella categoria prototipi ha cercato di privilegiare lo spettacolo promuovendo il confronto diretto tra prototipi LM-P1 e LM-P2, che invece l'ACO ha voluto evitare. Importanti differenze riguardano il peso dei prototipi: gli LM-P1 hanno un peso minimo di 925 kg contro gli 800 kg degli LM-P2, e inoltre il serbatoio delle vetture LM-P2 è di 90 litri anziché 80.

Le limitazioni alle prestazioni delle P1 e P2 hanno portato come conseguenza l'applicazione di flange ai motori delle Formula Le Mans, allo scopo di mantenere il divario prestazionale del monomarca rispetto alle altre categorie.

Innovazioni regolamentari per il 2014[modifica | modifica sorgente]

A partire dalla stagione agonistica 2014 FIA e ACO hanno imposto per la categoria LMP1 una riduzione del 30% nel consumo di carburante, mentre sarà maggiore l'energia recuperata dai dispositivi ibridi presenti a bordo, limitati a due e circa quattro volte più potenti rispetto ai dispositivi utilizzati nel 2013. Complessivamente la potenza delle vetture non dovrebbe variare, mentre la riduzione di 10 cm nella larghezza anteriore e una veste aereodinamica più semplificata, dovrebbe fare aumentare la velocità massima ma ridurre quella di percorrenza della curva. Con un innalzamento dei tempi sul giro che a Le Mans è stato stimato nell'ordine di 2" circa.

Pertanto i motori non saranno soggetti a nessuna restrizione o regola in merito alla cilindrata oppure all'architettura. Così come è stata eliminata ogni restrizione sulla pressione di sovralimentazione oppure sull'aspirazione per i motori atmosferici. Del tutto libera anche la pressione di iniezione nei sistemi di alimentazione, mentre il peso minimo è stato ridotto a 850 kg.

La Porsche è stata la prima a collaudare la sua vettura già conforme al nuovo regolamento 2014.

Vetture LMP[modifica | modifica sorgente]

Alcuni tra i più importanti prototipi a regolamento ACO, categoria LMP:

Marca Telaio Anno Classe Note
Acura ARX-01 2007 LM-P2 Realizzata su telaio Courage LC75
ARX-02 2009 LM-P1
Aston Martin Lola B09/60 2009 LM-P1 Realizzata su telaio Lola B09/60, ricarrozzata dalla Aston Martin
Audi R8C 1999 LM-GTP
R8R 1999 LM-P900
R8 Sport 2000 LM-P900
LM-P1
R10 TDI 2006 LM-P1 Alimentata a gasolio
R15 TDI 2009 LM-P1 Alimentata a gasolio
R18 TDI 2011 LM-P1 Alimentata a gasolio
versione a propulsione ibrida "e-tron quattro" dal 2012
Bentley EXP Speed 8 2001 LM-GTP
Speed 8 2003 LM-GTP Riprogettata completamente
BMW V12 LM 1998 WSC
V12 LMR 1999 LM-P900
Courage C34 1995 WSC Courage C32 modificata
C36 1996 WSC Courage C32 modificata
C41 1995 WSC
C50 1998 WSC Courage C41 modificata
C51 1998 WSC Courage C41 modificata
C52 1999 LM-P900
C60 2000 LM-P900
C65 2003 LM-P675
LM-P2
LC70 2006 LM-P1
LC75 2007 LM-P2
Dallara SP1 2002 LM-P900
Dome S101 2001 LM-P900
LM-P1
S101.5 2007 LM-P1
S102 2008 LM-P1 Gran Turismo Prototipo
Epsilon Euskadi EE1 2008 LM-P1 Gran Turismo Prototipo
Ferrari 333SP 1994 WSC Progettata da Dallara, costruita da Michelotto Automobili
Lola B98/10 1998 WSC
LMP
B2K/10 2000 LM-P900
B2K/40 2000 LM-P675
B01/60 2001 LM-P675 Ribattezzata MG-Lola EX257
B05/40 2005 LM-P2 Evoluta in Lola B07/40 nel 2007
B06/10 2006 LM-P1
B08/80 2008 LM-P2 Gran Turismo Prototipo
B08/60 2008 LM-P1 Gran Turismo Prototipo
Mercedes-Benz CLR 1999 LM-GTP
Nissan R391 1999 LM-P900
Panoz Spyder 1999 LM-P900 Motore anteriore
LMP07 2001 LM-P900 Motore anteriore
Pescarolo C60 2004 LM-P900
LM-P1
Courage C60 modificata
01 2007 LM-P1
LM-P2
scocca costruita da Camattini Meccanica di Collecchio di Parma[6]
Peugeot 908 HDi FAP 2007 LM-P1 Alimentata a gasolio
908 HY 2008 LM-P1 Vettura ibrida diesel-elettrica, gareggia in previsione di aperture regolamentari verso tale propulsione
908 2011 LM-P1 Alimentata a gasolio
Porsche LMP1-98 1998 LM-P1 Evoluzione della TWR-Porsche WSC-95, aggiornata da WSC a LM-P1
911 GT1 EVO 98 1998 LM-GT1
LM-GTP
Progettata come GT1, in seguito adattata a Gran Turismo Prototipo
9R3 1999 LM-P1 Progetto abortito per la stagione 2000, nota anche come LMP2000
RS Spyder 2006 LM-P2 Modello evoluzione introdotto nel 2007
919 Hybrid 2014 LM-P1 Vettura a propulsione ibrida (regolamento 2014)
Radical SR9 2006 LM-P2
Toyota GT-One 1998 LM-GTP Progettata come GT1, in seguito adattata a Gran Turismo Prototipo
TS030 Hybrid 2012 LM-P1 Vettura a propulsione ibrida (regolamento 2011)
TWR Porsche WSC-95 1995 WSC Basata sul telaio Jaguar XJR-14, privato del tetto e ricarrozzato dalla Porsche

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Formula Le Mans Cup: A springboard to endurance!, Formula Le Mans. URL consultato il 2009-11-15.
  2. ^ (FREN) http://www.mulsannescorner.com/2011LMP12FINAL.pdf
  3. ^ ItaliaRacing.Net
  4. ^ La Oreca FLM09, Formula Le Mans. URL consultato il 28-03-2011.
  5. ^ (FR) www.endurance-info.com
  6. ^ Il sito ItaliaRacing.net riporta la notizia pubblicata su Autosprint. URL consultato il 30 luglio 2009.

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