U.S. Sambenedettese

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U.S. Sambenedettese
Calcio
Samb, Samba, Rossoblù
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Rosso, blu
Simboli Lancetta, Monumento al pescatore, Torre dei Gualtieri[1]
Inno Gino Prepara Lo Spino, Nuttate de Lune
Ultras Samb
Dati societari
Città San Benedetto del Tronto
Nazione Bandiera dell'Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione FIGC
Campionato Serie D
Fondazione 1923
Rifondazione1994
Rifondazione2006
Rifondazione2009
Rifondazione2013
Rifondazione2021
Rifondazione2023
Presidente Bandiera dell'Italia Vittorio Massi
Allenatore Bandiera dell'Italia Maurizio Lauro
Stadio Riviera delle Palme
(13 786 posti)
Sito web www.ussambenedettese.it
Palmarès
Coppa Italia Lega Pro
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'U.S. Sambenedettese S.s.d. a r.l., meglio nota come Samb o Samba, è una società calcistica italiana con sede nel comune di San Benedetto del Tronto. Milita nel campionato di Serie D, la quarta divisione del campionato italiano e disputa le gare interne allo Stadio Comunale "Riviera Delle Palme"

Fondata il 4 aprile 1923 in seguito alla fusione di 3 squadre locali (Fortitudo, Serenissima, Forza e Coraggio), vanta 67 campionati nell'area del professionismo, di cui 21 partecipazioni al campionato di Serie B; ha trascorso buona parte della propria storia in Serie C e Serie C1.[2] I periodi più vittoriosi della Sambenedettese sono ascrivibili alle presidenze di Domenico Roncarolo, che guidò la società dal 1948 al 1966,[3] e Ferruccio Zoboletti alla guida della società dal 1981 al 1990.[4] Il suo palmarès annovera, a livello nazionale, tre campionati di terza serie (1955-1956, 1973-1974 e 1980-1981) e una Coppa Italia Serie C (1991-1992).[5]

La squadra marchigiana si colloca al 46º posto nella classifica perpetua della Serie B e al 59º posto nella graduatoria della tradizione sportiva italiana secondo i criteri della FIGC.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'U.S. Sambenedettese.

Dagli esordi agli anni quaranta[modifica | modifica wikitesto]

La Sambenedettese calcio nacque il 4 aprile 1923 presso Villa Cerulli, in Via Ugo Bassi a San Benedetto del Tronto. Qui il gioco del calcio viene praticato già da molto tempo (dal 1907) grazie all'attività di squadre locali. A San Benedetto il dott. Italo Foschi, nativo di Corropoli e futuro presidente della Roma, contribuisce, per mezzo del cugino Silvio, alla fondazione della squadra cittadina: la US Sambenedettese, creata a seguito della fusione delle 3 compagini pre-esistenti. Per la nuova squadra si scelgono i colori sociali bianco-verde;[6] non partecipa a nessun campionato F.I.G.C. non disponendo di un campo di gioco; nel 1926 viene inaugurato il campo di piazza San Giovanni Battista, detto "la trappoletta", e la Samb si iscrive al campionato di Terza Divisione Marche. Il presidente è Ludovico Giovannetti; dopo pochi mesi c'è una scissione per liti interne e alcuni calciatori si trasferiscono a un'altra società, il Torrione. Nel 1928 compaiono i colori attuali, rosso e blu, che sono anche i colori dello stemma cittadino; tra i calciatori spicca il bomber Tommaso Marchegiani, detto Massì e il portiere Pietro Cosignani. Tre anni dopo viene inaugurato il campo polisportivo “Littorio”, che nel 1944 viene intitolato a "Massì" Marchegiani, morto in un bombardamento durante la guerra, e infine nel 1949 ai fratelli Aldo Ballarin e Dino Ballarin, calciatori del Grande Torino, vittime della Tragedia di Superga. Nella stagione 1946-1947 la Samb sfiora le fasi finali per andare in Serie B, ma perde il proprio girone finendo a un solo punto dalla Maceratese, e l'attaccante Luigi Traini (I) finisce per mettere a segno in quella stagione la bellezza di 32 goal, un record per le 24 gare disputate: il suo apporto mancherà solo in due partite delle 26 effettive del torneo.

Gli anni cinquanta e sessanta[modifica | modifica wikitesto]

La formazione della Samb vincitrice del campionato di Serie C 1955-1956.

Il campionato di Serie C a girone unico 1955-1956 vede la promozione in Serie B della Samb, che totalizza 44 punti a pari merito col Venezia; la Samb mantiene il campo imbattuto, e con 61 reti segnate risulterà anche il miglior attacco del torneo. Il presidente è Domenico Roncarolo (sua l'idea di chiedere aiuto finanziario ai pescatori locali), l'allenatore Bruno Biagini, il capitano Alberto Astraceli.[7] Nei sette campionati cadetti del primo ciclo (1956/1963) la Sambenedettese affronta squadre blasonate come Torino, Napoli, Lazio, Bari, Alessandria, Triestina, Genoa e Palermo. Dopo i successi conquistati sul campo, e le poche rivali nelle altre regioni in riva all’Adriatico e dell'Italia centrale, una piccola cittadina di appena 25 000 abitanti, che la vedeva affrontare squadre di calcio di città molto più grandi, fu denominata la Regina calcistica delle Marche.[8] Dal 1963 e per un decennio la Sambenedettese milita ininterrottamente in Serie C nei gironi B e C, e in questi anni è rimasta sempre nelle prime posizioni tendendo a risalire in Serie B, dove per tanti anni aveva difeso i colori sociali gareggiando nelle principali città, unica rappresentante nell'Italia centrale. Nel 1965, nel corso di un derby con l'Ascoli, l'attaccante della Samb Alfiero Caposciutti è protagonista di un involontario scontro di gioco che costa la vita al portiere dell'Ascoli Roberto Strulli.[9][10][11]

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1974 la Sambenedettese che stravince il campionato è allenata da Marino Bergamasco, per anni l’ombra di Nereo Rocco al Milan e al Torino.[12] Il tecnico triestino, così come Eliani, guida per sei campionati, in anni diversi, la Sambenedettese. Gioca con un libero fisso (Anzuini), un centrocampo stile Olanda formato da Castronaro, Valà e Simonato. Le ali sono Ripa e Basilico e il centravanti è Francesco Chimenti, sarà lui il capocannoniere della squadra con 20 dei 49 gol realizzati per un totale di 54 punti. Nel 1975-1976 si ripete dopo 14 anni la sfida di Coppa Italia con la Juventus: i campioni d'Italia uscenti sono fermati in casa 2-2.[13].

La Sambendettese nella stagione di Serie B 1979-1980.

Termina la prima era di Marino Bergamasco sulla panchina della Samb. Approda Eugenio Fantini ma non ha fortuna e viene esonerato subito dopo. È il turno del duo Tribuiani-Traini. In questa formazione giocano Sandro Vanello, Franco Colomba e Otello Catania che hanno giocato in Serie A con Inter, Palermo, Bologna, Cesena e Genoa. Dei giovani spicca Arcadio Spinozzi che va al Verona in Serie A insieme al portiere Pippo Pozzani. La Samb ottiene la salvezza nella gara in terna con il Como e può festeggiare in anticipo. Nel campionato 1977-1978 torna sulla panchina rossoblù Bergamasco. In questa squadra è ancora il bomber Chimenti il mattatore con dieci gol. In evidenza si pone un giovanissimo Francesco Guidolin che colleziona 35 presenze. La Samb in quella stagione sfiora la promozione in Serie A.

Gli anni ottanta e novanta[modifica | modifica wikitesto]

Durante il campionato 1980-1981 il presidente Arduino Caioni passa il testimone a Ferruccio Zoboletti, reggiano di nascita ma sambenedettese d'adozione. L'allenatore è l'emergente Nedo Sonetti che conquista l'immediata promozione in Serie B: tra i protagonisti, il giovane portiere Walter Zenga in prestito dall'Inter e Luigi Cagni. Nel 1983-1984 Nedo Sonetti abbandona la Samb che è allenata da Roberto Clagluna: da segnalare la vittoria per 2-0 in Coppa Italia contro l'Inter, con due reti di Paolo Alberto Faccini.[14][15] Nel 1988-1989 lascia dopo 4 giornate a Enzo Riccomini, che non riesce a evitare la retrocessione in Serie C1: in rosa ci sono Luca Marcato, Aladino Valoti e il portiere Adriano Bonaiuti. Nella stagione 1991-1992 la Samb vince la Coppa Italia Serie C 1991-1992 battendo in finale il Siena. La stagione 1992-1993 (in cui per la prima volta la Samb è inserita nel girone A), vede l'alternarsi in panchina di Claudio Tobia, Zibì Boniek e l'esordiente Ivo Iaconi che centra la salvezza. Il campionato 1989-1990 vede la seconda retrocessione consecutiva della Samb, stavolta in Serie C2, categoria mai affrontata prima. Nel 1994 ci fu il primo fallimento societario, la Sambenedettese fu costretta a ripartire campionato di Eccellenza Marche.

Gli anni duemila e duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 2000 la svolta: la Sambenedettese viene acquistata da Luciano Gaucci, già proprietario di Perugia e Viterbese e neoacquirente anche del Catania. Dopo un'iniziale crisi di risultati la squadra è affidata all'allenatore Giovanni Mei e vince il campionato di Serie D 2000-2001 con grande vantaggio; tra i giocatori il bomber Fabrizio Fermanelli, lo stopper Stefano Colantuono, il portiere Stefano Visi (questi ultimi due ritorni). Il campionato di Serie C2 girone B 2001-2002 non è facile per la Samb: si alternano in panchina Mei, Paolo Beruatto, Enrico Nicolini e infine Stefano Colantuono, che smette di giocare accomodandosi in panchina. Quando accetta l'incarico la Samb è in bassa classifica a 9 giornate dal termine, ma con una serie di 9 vittorie consecutive riesce ad agguantare il 5º posto, l'ultimo utile per i play-off. La Samb passa la semifinale col Rimini e poi la finale col Brescello davanti a 7.500 spettatori (il ritorno, che si gioca allo Stadio Ennio Tardini di Parma, vede l'"esodo" di circa 2.500 tifosi rossoblù che raggiungono la città emiliana),[16] conquistando la promozione in Serie C1.[17] Il 4 agosto 2015 l'industriale Franco Fedeli rileva ufficialmente le quote di Moneti, diventando l'azionista di maggioranza nonché il presidente dell'A.S.D. Sambenedettese Calcio.[18][19] Il 10 aprile 2016, vincendo il girone F del campionato nazionale di Serie D con ben 4 giornate di anticipo, la Sambenedettese, allenata da Ottavio Palladini è promossa in Lega Pro e torna al calcio professionistico dopo 7 anni.[20][21][22][23]

Dagli anni duemilaventi[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 maggio 2021 il titolo calcistico è assegnato all'imprenditore Roberto Renzi.[24][25] Al termine della stagione 2022-2023, durante la quale la situazione societaria precipita a causa di inadempienze da parte della dirigenza,[26][27] il 4 agosto 2023 la A.S. Sambenedettese viene esclusa dal campionato di Serie D. In precedenza il 27 luglio 2023 la Co.Vi.So.D aveva già emesso la sentenza dell'esclusione dal massimo campionato dilettantistico.[28][29][30][31] La Sambenedettese, a seguito dell'ennesimo fallimento, si appropria del titolo sportivo del Porto D'Ascoli, squadra che milita nella massima categoria dilettantistica, quindi nel giugno 2023 la società del Porto d’Ascoli Calcio del presidente Vittorio Massi cambia la denominazione e colori sociali, conservandone la matricola FGCI 76319. Il Porto D'Ascoli diventa Sambenedettese, il tutto per non far scomparire il calcio nella città di San Benedetto del Tronto. Il presidente della FIGC Gabriele Gravina, ufficializza la richiesta del sindaco di San Benedetto del Tronto Antonio Spazzafumo e del presidente dell'ex Porto D'Ascoli Vittorio Massi, di cambiare denominazione in U.S. Sambenedettese.[32]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della U.S. Sambenedettese
  • 4 aprile 1923 - Fondazione dell'Unione Sportiva Sambenedettese in seguito alla fusione delle tre squadre locali: Fortitudo, Serenissima e Forza e Coraggio.
  • 1923-26 - Attività a carattere episodico.
  • 1926 - La squadra si affilia alla Federcalcio.
  • 1926-27 - 2ª nella Terza Divisione Marchigiana.
  • 1927 - L'Unione Sportiva Sambenedettese si scinde per liti interne e nello stesso anno, precisamente nel mese di agosto, nasce una nuova società che assume la nuova denominazione di Società Atletica Sambenedettese.
  • 1927-28 - 2ª nel girone B della Terza Divisione Marchigiana.[33]
  • 1928-29 - 1ª nella Terza Divisione Marchigiana. Vince lo spareggio per il titolo regionale. Rinuncia alla promozione e all'attività federale per problemi economici.
  • 1929-30 - La società rimane inattiva, ripartendo dalla stagione successiva.

  • 1930-31 - 3ª nel girone B della Terza Divisione Marchigiana. 1ª nel girone finale. Vince il titolo di campione delle Marche. Promossa in Seconda Divisione.
  • 1931-32 - 2ª nella Seconda Divisione delle Marche. Ammessa in Prima Divisione per omaggio federale[34].
  • 1932-33 - 9ª nel girone G della Prima Divisione.
  • 1933-34 - 14ª nel girone G della Prima Divisione. Retrocessa in Seconda Divisione.
  • 1934 - Il 28 ottobre, modifica la denominazione societaria in Dopolavoro Sambenedettese.
  • 1934-35 - 7ª nella Seconda Divisione Marchigiana.
  • 1935-36 - La società rimane inattiva per il richiamo alle armi dei giocatori rossoblù alla guerra d’Etiopia che scoppiò nel settembre del 1935. Nell'estate del 1936, poi, il club torna all'attività federale ripartendo dalla stessa categoria che aveva cambiato nome in Prima Divisione pagando quanto previsto.
  • 1936 - Nel mese di dicembre, cambia la denominazione in Società Sportiva Sambenedettese.
  • 1936-37 - 2ª nella Prima Divisione Marchigiana.
  • 1937-38 - 7ª nella Prima Divisione Marchigiana.[35] Ammessa in Serie C per allargamento dei quadri[36].
Perde la finale della Coppa dell'Italia Centrale.
  • 1938-39 - 10ª nel girone F della Serie C.
Turno di qualificazione per il primo turno eliminatorio di Coppa Italia.
  • 1939-40 - 7ª nel girone F della Serie C.
Turno di qualificazione per il primo turno eliminatorio di Coppa Italia.

  • 1940-41 - Partecipa al girone F della Serie C, ma si ritira nel corso del torneo alla 20ª giornata per il richiamo alle armi di molti suoi giocatori, venendo retrocessa in Prima Divisione.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.
  • 1941 - Il sodalizio con la denominazione di Società Sportiva Sambenedettese riparte dal campionato di Prima Divisione Marche riaffiliandosi alla FIGC.
  • 1941-42 - 6ª nel girone unico della Prima Divisione Marchigiana.
  • 1942-43 - 4ª nel girone B della Prima Divisione Marchigiana.
  • 1943-45 - Attività sospesa per cause belliche.
  • 1945 - Il club viene ammesso di diritto alla Serie C, in quanto fu riconosciuto che il ritiro dal campionato di Serie C del 1941 era dovuto a cause belliche (perdita di quasi tutti i giocatori perché richiamati alle armi) e per il pagamento regolare delle tasse di affiliazione anche per il 1943-44 e 1944-45, condizione indispensabile per mantenere il titolo sportivo.
  • 1945-46 - 9ª nel girone B della Serie C.[37]
  • 1946-47 - 2ª nel girone F della Serie C.[38]
  • 1947-48 - 2ª nel girone Q della Serie C.[38]
  • 1948-49 - 8ª nel girone C della Serie C.[39]
  • 1949-50 - 3ª nel girone C della Serie C.

Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1962-63 - 19ª in Serie B. Retrocessa in Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1963-64 - 3ª nel girone C della Serie C.
  • 1964-65 - 8ª nel girone C della Serie C.
  • 1965-66 - 3ª nel girone C della Serie C.
  • 1966-67 - 9ª nel girone B della Serie C.
  • 1967-68 - 4ª nel girone B della Serie C.
  • 1968-69 - 9ª nel girone B della Serie C.
  • 1969-70 - 3ª nel girone B della Serie C.

  • 1970-71 - 3ª nel girone B della Serie C.
  • 1971-72 - 3ª nel girone B della Serie C.
  • 1972 - Il 18 luglio, assume la denominazione di Sambenedettese Calcio S.p.A..
  • 1972-73 - 4ª nel girone B della Serie C.
Turno di qualificazione per gli ottavi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1973-74 - 1ª nel girone B della Serie C. Promossa in Serie B.
Quarti di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1979-80 - 17ª in Serie B. Retrocessa in Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.

  • 1980-81 - 1ª nel girone B della Serie C1. Promossa in Serie B.
Ottavi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1988-89 - 18ª in Serie B. Retrocessa in Serie C1.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1989-90 - 16ª nel girone B della Serie C1. Retrocessa in Serie C2.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.

  • 1990-91 - 2ª nel girone C della Serie C2. Promossa in Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1991-92 - 9ª nel girone B della Serie C1.
Vince la Coppa Italia Serie C (1º titolo).
  • 1992-93 - 9ª nel girone A della Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia Serie C.
  • 1993-94 - 8ª nel girone B della Serie C1.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1994 - Al termine della stagione, il club non si iscrive al campionato successivo e fallisce. Nell'estate, in seguito al fallimento, la vecchia società viene sostituita dalla neonata Sambenedettese Calcio 1923 che riparte dall'Eccellenza Marche per tutela della tradizione sportiva cittadina.
  • 1994-95 - 1ª nel girone unico dell'Eccellenza Marche. Promossa nel C.N.D.
  • 1995-96 - 12ª nel girone F del C.N.D.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1996-97 - 3ª nel girone F del C.N.D.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1997-98 - 3ª nel girone F del C.N.D.
Primo turno di Coppa Italia Dilettanti.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1999-00 - 8ª nel girone F della Serie D.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2000-01 - 1ª nel girone F della Serie D. Promossa in Serie C2.

Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2001-02 - 5ª nel girone B della Serie C2. Promossa in Serie C1 dopo aver vinto i play-off.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
  • 2002-03 - 5ª nel girone B della Serie C1. Perde la semifinale dei play-off.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2003-04 - 7ª nel girone B della Serie C1.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2004-05 - 4ª nel girone B della Serie C1. Perde la semifinale dei play-off.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
  • 2005-06 - 15ª nel girone A della Serie C1. Salva dopo aver vinto i play-out.
Primo turno di Coppa Italia.
Turno di qualificazione ai sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2006 - Alla fine del campionato, la Sambenedettese Calcio 1923 fallisce e nell'estate viene fondato un nuovo sodalizio denominato Società Sportiva Sambenedettese Calcio S.r.l. che ne acquista il complesso aziendale e il titolo sportivo.[40]
  • 2006-07 - 8ª nel girone B della Serie C1.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2008-09 - 16ª nel girone A della Lega Pro Prima Divisione. Retrocessa e finanziariamente fallita dopo aver perso i play-out.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2009 - Al termine della stagione, la Società Sportiva Sambenedettese Calcio fallisce e viene fondato un nuovo sodalizio col nome di Unione Sportiva Sambenedettese 1923 che riparte dall'Eccellenza Marche.
  • 2009-10 - 1ª nel girone unico dell'Eccellenza Marche. Promossa in Serie D.

  • 2010-11 - 11ª nel girone F della Serie D.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
  • 2011-12 - 2ª nel girone F della Serie D. Perde la quarta fase dei play-off nazionali.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
  • 2012-13 - 1ª nel girone F della Serie D. Al termine del campionato, subisce la revoca della promozione in Lega Pro Seconda Divisione dalla FIGC per problemi finanziari. Nell'estate, viene fondata una nuova società col nome di Associazione Sportiva Dilettantistica Sambenedettese Calcio che riparte dall'Eccellenza Marche.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2013-14 - 1ª nel girone unico dell'Eccellenza Marche. Promossa in Serie D.
Triangolare di semifinale di Coppa Italia Dilettanti Marche.
  • 2014-15 - 3ª nel girone F della Serie D.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
  • 2015 - Il club cambia denominazione in Società Sportiva Dilettantistica Sambenedettese a r.l.
  • 2015-16 - 1ª nel girone F della Serie D. Promossa in Lega Pro.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2016 - Il sodalizio cambia denominazione in Società Sportiva Sambenedettese S.r.l.
  • 2016-17 - 7ª nel girone B della Lega Pro. Perde il secondo turno dei play-off. Ammessa nella nuova Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2017-18 - 3ª nel girone B della Serie C. Perde i quarti di finale dei play-off.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2018-19 - 9ª nel girone B della Serie C. Perde il primo turno dei play-off.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2019-20 - 10ª nel girone B della Serie C. Perde il primo turno dei play-off.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.

  • 2020-21 - 9ª nel girone B della Serie C. Perde il primo turno dei play-off.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 2021 - La Società Sportiva Sambenedettese fallisce e termina la stagione in esercizio provvisorio. Viene costituita l'Associazione Sportiva Sambenedettese S.r.l. che si affilia alla F.I.G.C. Il nuovo sodalizio non ottiene l'iscrizione alla Serie C e viene escluso dal professionismo, ripartendo dal campionato di Serie D.
  • 2021-22 - 4ª nel girone F della Serie D. Vince i play-off.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
Primo Turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2023 - Al termine della stagione il club viene escluso dalla Serie D. La società sportiva del Porto d'Ascoli Calcio cambia denominazione a San Benedetto Calcio. Il 10 agosto 2023, la FIGC acconsente di cambiare denominazione in U.S. Sambenedettese.
  • 2023-24 - nel girone F della Serie D.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Serie D.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori sociali[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione storica
Periodo Colori Denominazione
1926-1927 Unione Sportiva Sambenedettese
1927-1934 Società Atletica Sambenedettese
1934-1936 Dopolavoro Sambenedettese
1936-1972 Società Sportiva Sambenedettese
1972-1994 Sambenedettese Calcio
1994-2006 Sambenedettese Calcio 1923
2006-2009 Società Sportiva Sambenedettese Calcio
2009-2013 Unione Sportiva Sambenedettese 1923
2013-2015 Associazione Sportiva Dilettantistica Sambenedettese Calcio
2015-2016 Società Sportiva Dilettantistica Sambenedettese
2016-2021 Società Sportiva Sambenedettese
2021-2023 Associazione Sportiva Sambenedettese
2023- U.S. Sambenedettese
La formazione della Samb con la classica divisa da trasferta, qui presso lo stadio Giuseppe Meazza di Milano, impegnata contro il Milan, nel campionato di Serie B.

La prima maglia della U.S Sambenedettese, indossata nelle amichevoli, era di colore verde e bianco. Le maglie e i pantaloncini da gioco venivano confezionati direttamente dalle famiglie dei calciatori. Il passaggio al rossoblù avvenne a seguito di una ricerca del calciatore Francesco Sciocchetti che negli archivi comunali scoprì che i colori indossati dal soldato-martire Benedetto erano il rosso e il blu. Si decise quindi di usarli anche per i colori sociali della squadra, a partire già dal primo incontro ufficiale della storia, disputato contro la Circolo Sportivo Vigor Ascoli. Dal 1928 le tinte istituzionali della Sambenedettese sono il rosso e il blu, mutuati dal gonfalone municipale di San Benedetto del Tronto. Il completo da trasferta è solitamente bianco con dettagli rossoblù.[41] Ecco di seguito una carrellata di alcuni dei template adottati nel corso della storia del club.

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Divisa del primo campionato serie B 1956-57
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Divisa casa campionato serie B 1983-84
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Divisa trasferta 1984-85
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Divisa Adidas 1987-88
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
3ª divisa Lotto 2015-16
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Divisa Erreà 2017-18
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Divisa Ready 2018-19
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Divisa Nike 2020-21

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

I simboli iconicamente legati alla squadra sono la lancetta (tipica imbarcazione a vela di piccole dimensioni usata dai pescatori sambenedettesi) e la Torre dei Gualtieri (localmente nota come Torrione, presente altresì nel blasone araldico cittadino)[1]. Dal giugno 2023, con il cambio di denominazione del Porto d'Ascoli prima in San Benedetto Calcio poi in U.S. Sambenedettese, il simbolo è il Monumento al pescatore, dedicato alla gente di mare ed alla storia dei pescatori di San Benedetto del Tronto.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

I suddetti simboli sono dunque ricorrenti negli stemmi che la società marchigiana si è attribuita nel corso della propria storia[1].

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno è eseguito allo stadio Riviera delle Palme a inizio partita.[42] In precedenza si sono poi succeduti altri due inni. Negli anni ottanta è stata la volta dell'inno Siamo la Samb. Negli anni duemila è stata la volta di Gino prepara lo spino, l'inno prende spunto da un coro degli Ultras Samb, che richiama la tradizione marinara della città di San Benedetto del Tronto e del forte attaccamento alla squadra locale. Un coro per la quale la Curva Nord Massimo Cioffi ha preso in prestito note e melodia del singolo Zum Zum Zum di Mina. L'inno è cantato dagli stessi Ultras.[43]

«Blu è il colore del mare
Rosso è il colore del vino
Gino prepara lo spino
la curva che vuole fumare!
La voglia di Samba che cresce
dal porto che puzza di pesce!
Di corsa io vado allo stadio
la curva che vuole fumare!»

È stata usata anche Nuttate de lune, una canzone popolare degli anni trenta, riconosciuta come l’inno della Città e dei sambenedettesi, ispirata alla marineria locale.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Fratelli Ballarin e Stadio Riviera delle Palme.
Vista aerea dello stadio Riviera delle Palme di San Benedetto del Tronto

Lo stadio che ospita le partite interne dei rossoblù è lo stadio Riviera delle Palme. Lo stadio fu costruito a metà degli anni ottanta e premiato in Lussemburgo come miglior opera sportiva in acciaio del 1985 dall'Associazione Europea Costruzioni in Acciaio. Fu inaugurato il 10 agosto 1985 con una partita amichevole fra la Lazio e la Sambenedettese, anche se molti considerano l'inaugurazione ufficiosa quella del 13 agosto 1985 con una partita amichevole fra il Milan e la Sambenedettese.

Fino al 1930 la squadra giocava le sue partite presso il Campo Unione, inaugurato nel maggio 1926, situato nell'attuale piazza San Giovanni Battista e denominato la Trappoletta o la Cajenna per l'atmosfera claustrofobica creata dalle mura di recinzione.[44]

Nel 1931 venne inaugurato il campo polisportivo Littorio che divenne la nuova sede per le partite della squadra. Nel 1949 il Littorio, divenuto comunale dopo la caduta del regime fascista, fu intitolato ai "Fratelli Ballarin" in onore dei caduti della Tragedia di Superga. La Sambenedettese ha disputato i suoi campionati presso lo stadio Fratelli Ballarin fino al campionato di Serie B 1984-1985.[44]

«La chiamavano la Fossa dei leoni, perché non c’era praticamente spazio tra la linea del fallo laterale e la recinzione delle tribune. I tifosi ci toccavano eravamo un’unica cosa. Sentivano tutto quello che dicevamo e noi sentivamo loro»

Il Rogo del Ballarin[modifica | modifica wikitesto]

La gradinata sud ormai preda delle fiamme.
Lo stesso argomento in dettaglio: Rogo del Ballarin.

Il 7 giugno 1981, poco prima del calcio d'inizio dell'incontro Sambenedettese-Matera, si sviluppò un incendio nella gradinata sud, settore degli Ultras sambenedettesi, originato da una coreografia di cartoncini che andò a fuoco. La gradinata si trasforma in una trappola. Le oltre 3.500 persone che assiepavano il settore si trovarono nel mezzo di un incendio.

Alcuni si spostarono alla loro destra verso il settore distinti, alcuni verso la tribuna ovest, riuscendo a salvarsi. Altri, istintivamente, si buttarono di sotto nel tentativo di sfollare sul campo, ma quel giorno i cancelli di emergenza erano chiusi e gli idranti non funzionavano, inoltre i soccorritori non trovarono le chiavi per aprirli.

Diverse decine di persone furono completamente avvolte dalle fiamme, altre rimasero schiacciate dalla folla impazzita. L'incendio causò la morte di due ragazze, Maria Teresa Napoleoni di 23 anni e Carla Bisirri di 21 anni. Vi furono inoltre 64 ustionati di cui 11 in gravi condizioni e un totale di 168 feriti.[46]

A tutt'oggi si deve considerare la più grave e la più grande tragedia accaduta all'interno di uno stadio italiano[47][48].

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Il centro sportivo "Samba Village" è situato nella frazione di Stella nel comune di Monsampolo del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, per quello che è il quartier generale e centro per gli allenamenti della prima squadra della Sambenedettese.[49] Il nuovo centro sportivo, è operativo dalla fine della stagione estiva 2020.[50][51]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

In carica dal 9 luglio 2023:[52]

Area amministrativa
  • Presidente: Vittorio Massi
  • Vice presidente/direttore generale: Fausto Massi
  • Dirigente responsabile addetto all'arbitro: Sandro Marucci
  • Dirigente coordinatore: Pierluigi Traini
  • Direttore sportivo: Stefano De Angelis
  • Responsabile settore giovanile: Dino Grilli
  • Responsabile comunicazione/Team manager: Giuseppe Marzetti
  • Dirigente: Aldo Mosca
  • Dirigente: Antonio Grandoni
  • Responsabile organizzazione eventi stadio: Michel Maccarone
  • Responsabile marketing: Maurizio Di Ubaldo
  • Responsabile commerciale: William Clementi
  • Legale: Carlo Rombolà
  • Consulente: Massimiliano Fanesi

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Di seguito l'elenco degli sponsor tecnici e ufficiali della Sambenedettese.

Cronologia sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor di maglia ufficiali
  • 1981-1982 POP84
  • 1982-1984 Casucci jeans
  • 1984-1985 Pellicce Canali
  • 1985-1986 Blooming
  • 1986-1987 -
  • 1987-1988 Margela
  • 1988-1989 Casucci junior
  • 1989-1990 Martinmobili
  • 1990-1995 Conad
  • 1995-1996 Central Frigo Marconi
  • 1996-1997 PalmBeach Travel
  • 1998-2001 Carisap
  • 2001-2002 Toyota
  • 2002-2004 SEBA eurocornici
  • 2004-2005 Frigomeccanica Industrialesud
  • 2004-2005 Riviera delle Palme
  • 2006-2009 Globo
  • 2008-2009 Maracanà sportstore
  • 2009-2010 Vivimind
  • 2010-2011 CityPoste
  • 2011-2012 Securcod
  • 2013-2014 Sigma
  • 2014-2015 Sciarra
  • 2015-2016 Elite, Sciarra (retro)
  • 2016-2017 Elite, Reale Mutua (retro)
  • 2017-2018 Elite
  • 2018-2019 Elite
  • 2019-2020 Elite, GlobalCristal
  • 2020-2021 Sudaires, Reale Mutua (retro), Netoip (manica)
  • 2022- Sideralba, Hārena (retro)
  • 2023- Sideralba, Giudici & Polidori

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il settore giovanile della Sambenedettese è formato da squadre che giocano nei campionati Berretti, Allievi Nazionali e Regionali, Giovanissimi Nazionali e Regionali e gli Esordienti Regionali Under-13.[53] Inoltre dispone di una scuola di formazione calcistica, la cui denominazione è Sambenedettese Academy.[54] Il responsabile organizzativo del settore giovanile è Claudio Forti.[55]

Nel corso dei decenni il vivaio Sambenedettese ha sempre contribuito all'accrescimento tecnico della prima squadra, dai primi anni di attività del club fino a oggi: negli anni quaranta, durante il periodo della Seconda guerra mondiale, iniziò a giocare nelle giovanili della Sambenedettese Luigi Traini, per poi esordire in prima squadra in Serie C nel dopoguerra, divenuto uno dei simboli della società rivierasca nonché il calciatore ad'aver realizzato più reti nella Sambenedettese.[56] Negli anni cinquanta cresce nel settore giovanile Rinaldo Olivieri, per poi debuttare nella Sambenedettese nel campionato di serie C. Negli anni sessanta, crescono e debuttano nella sambenedettese l'attaccante Nicola Traini e Giuseppe Valà dove diventa una vera e propria bandiera, negli anni settanta debutta Arcadio Spinozzi, difensore cresciuto e lanciato nel calcio professionistico dalla Sambenedettese nel campionato di serie C; sempre in quel decennio è la volta dell'attaccante Marco Romiti e del centrocampista Italo Schiavi, è negli anni ottanta, periodo nel quale il vivaio sambenedettese lancia il maggior numero di calciatori che si sono imposti tra i professionisti: Enrico Piccioni, Pasquale Minuti, Giorgio Lunerti, Luigi Voltattorni, Mariano Coccia, Sebastiano Vecchiola, Massimiliano Fanesi, Stefano Visi, Gianfranco Parlato, Ottavio Palladini e Antonio Chimenti, fino ad arrivare alla metà negli anni novanta, quando il vivaio sambenedettese lancia nel professionismo il difensore Mirko Cudini e l'attaccante Cristian Bucchi.

Nelle competizioni giovanili ha al suo attivo un Campionato Juniores Nazionali (1998-99), due Campionati regionali Giovanissimi (2010-11, 2014-15), due Campionati regionali Allievi (2012-13, 2014-15) e una Coppa Allievi Professionisti (2005-06). Vanta diverse partecipazioni al Torneo di Viareggio.[57][58]

La Sambenedettese nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nel film L'allenatore nel pallone, diretto da Sergio Martino, la prima scena di esultanza del pubblico per la Longobarda promossa in Serie A, all'inizio del film, è in realtà quella dei tifosi della Sambenedettese per la salvezza ottenuta l'anno prima, tratta dal repertorio di una partita di Serie B del 1983/84 tra la Sambenedettese e la Pistoiese, giocatasi alla penultima giornata di quel campionato allo Stadio Fratelli Ballarin di San Benedetto del Tronto.[59] Nei decenni la Sambenedettese è stata evocata, citata, presa a paragone in termini goliardici; fra le personalità vi sono: il giornalista e radiocronista Sandro Ciotti, Massimo D’Alema, Beppe Severgnini, Giampiero Mughini e Pippo Franco.[60]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori
Presidenti
  • 1926-1929 Bandiera dell'Italia Ludovico Giovannetti
  • 1929-1938 ...
  • 1938-1939 Bandiera dell'Italia Flavio Panfili
  • 1939-1940 Bandiera dell'Italia Emidio Costantini Brancadoro
  • 1940-1941 Bandiera dell'Italia Carlo Giorgini
  • 1941-1943 ...
  • 1945-1948 ...
  • 1948-1965 Bandiera dell'Italia Domenico Roncarolo
  • 1965-1966 Bandiera dell'Italia Domenico Roncarolo
    Bandiera dell'Italia Alberto Gaetani
  • 1966-1968 Bandiera dell'Italia Alberto Gaetani
  • 1968-1972 Bandiera dell'Italia Silvano Di Lorenzo
  • 1972-1973 Bandiera dell'Italia Silvano Di Lorenzo
    Bandiera dell'Italia Pietro Guidi Massi
  • 1973-1974 Bandiera dell'Italia Nicola D'Isidori
  • 1974-1975 Bandiera dell'Italia Nicola D'Isidori
    Bandiera dell'Italia Arduino Caioni
  • 1975-1980 Bandiera dell'Italia Arduino Caioni
  • 1980-1981 Bandiera dell'Italia Arduino Caioni
    Bandiera dell'Italia Ferruccio Zoboletti
  • 1981-1990 Bandiera dell'Italia Ferruccio Zoboletti
  • 1990-1992 Bandiera dell'Italia Antonio Venturato
  • 1992-1994 Bandiera dell'Italia Valentino Venturato
  • 1994-1995 Bandiera dell'Italia Nazzareno Torquati
  • 1995-1996 Bandiera dell'Italia Rocco Sannicandro
  • 1996-1999 Bandiera dell'Italia Giancarlo Amante
  • 1999-2001 Bandiera dell'Italia Riccardo Gaucci
  • 2001-2003 Bandiera dell'Italia Elisabetta Tulliani
  • 2003-2004 Bandiera dell'Italia Mario Bianchi[61]
  • 2004-2006 Bandiera dell'Italia Umberto Mastellarini
  • 2006-2009 Bandiera dell'Italia Giovanni Tormenti
  • 2009-2013 Bandiera dell'Italia Sergio Spina
  • 2013-2015 Bandiera dell'Italia Gianni Moneti
  • 2015-2020 Bandiera dell'Italia Franco Fedeli
  • 2020-2021 Bandiera dell'Italia Domenico Serafino
  • 2021 Bandiera dell'Italia Massimiliano Pulcini, Bandiera dell'Italia Franco Zazzetta, Bandiera dell'Italia Francesco Voltattorni[62][63]
  • 2021-2023 Bandiera dell'Italia Roberto Renzi
  • 2023- Bandiera dell'Italia Vittorio Massi

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori della S.S. Sambenedettese.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Una formazione della Sambenedettese nella stagione 1973-1974 promossa in Serie B.
Una formazione della Sambenedettese nella stagione 1973-1974 promossa in Serie B.
 
La formazione della Sambenedettese (1980-1981) promossa in Serie B.
La formazione della Sambenedettese (1980-1981) promossa in Serie B.
 
La rosa della Sambenedettese vincitrice della Coppa Italia Serie C 1991-1992.
La rosa della Sambenedettese vincitrice della Coppa Italia Serie C 1991-1992.

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Primo posto: 1955-56
e 1973-1974 (girone B)
Primo posto: 1980-1981 (girone B)
1991-1992

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

2000-2001 (girone F), 2012-2013 (girone F), 2015-2016 (girone F)

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

1998-1999
2010-2011, 2014-2015
2012-2013, 2014-2015
2005-2006

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo posto: 1946-1947 (girone F), 1947-1948 (girone Q)
Terzo posto: 1949-1950 (girone C), 1951-1952 (girone C), 1963-1964 (girone C), 1965-1966 (girone C), 1969-1970 (girone B), 1970-1971 (girone B), 1971-1972 (girone B), 2017-2018 (girone B)
Secondo posto: 2011-2012 (girone F)
Terzo posto: 2014-2015 (girone F)
Terzo posto: 1996-1997 (girone F), 1997-1998 (girone F)
Semifinalista: 1992-1993
Semifinalista: 2013-2014

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie B 21 1956-1957 1988-1989 21
Prima Divisione 2 1932-1933 1933-1934 44
Serie C 29 1938-1939 2020-2021
Serie C1 11 1980-1981 2007-2008
Lega Pro Prima Divisione 1 2008-2009
Lega Pro 1 2016-2017
Serie C2 2 1990-1991 2001-2002 5
Serie D 3 2014-2015 2022-2023
Campionato Nazionale Dilettanti 5 1995-1996 1998-1999 9
Serie D 5 1999-2000 1977-1978

La Sambenedettese ha disputato 78 stagioni sportive a livello nazionale a partire dall'esordio in Prima Divisione, escludendo le partecipazioni ai campionati regionali prima della seconda guerra mondiale. E non fu ufficialmente attiva nel 1929-1930 e 1935-1936. Sono anche escluse le annate successive al fallimento del 1994, 2009 e 2013, in cui partecipò ai massimi tornei del Comitato Regionale Marchigiano, cui afferiva anche anteriormente al 1932.

Francesco Chimenti, con la Sambenedettese ha realizzato 97 reti in 286 partite, qui contrastato dallo juventino Morini nel corso di un incontro di Coppa Italia.
Stefano Borgonovo con la maglia della Sambenedettese, disputa un campionato di serie B segnando 13 gol.
Luigi Cagni con la maglia della Sambenedettese.[64] Ha disputato 262 gare ufficiali con 2 reti totali. È stato capitano nella Sambendettese dal 1980 al 1986.
Paolo Beni, il calciatore della Sambenedettese calcio con il più alto numero di presenze sia complessive che da capitano.Ha giocato per la Sambenedettese dal 1960 al 1973 con 415 presenze e realizzando 22 marcature.[65]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

I capitani storici
Migliori marcatori in assoluto
Giocatori più presenti in assoluto

Contributo alle nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Tifoseria dell'U.S. Sambenedettese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La gradinata sud, settore degli ultras sambenedettesi, in esultanza. Una delle ultime gare interne presso lo Stadio Fratelli Ballarin.

La Sambenedettese vanta un tifo molto passionale e sfegatato, talvolta anche eccessivamente portando molte volte infatti a innumerevoli daspo in curva. Una squadra mai stata in serie A, ma con un tifo tranquillamente paragonabile alle grandi tifoserie della massima serie, a giudizio anche di molti personaggi nel calcio. I tifosi sono caratterizzati da un particolare attaccamento viscerale alla maglia e al territorio. La maggioranza dei tifosi della Sambenedettese proviene da San Benedetto del Tronto e dai comuni limitrofi. Lungo la costa Adriatica marchigiana notevole è il seguito dei rossoblu: da Grottammare, con cui confina e forma un unico agglomerato urbano, Cupra Marittima, Campofilone, Pedaso, Porto Sant'Elpidio, Civitanova Marche e Porto Potenza Picena; nella provincia di Ascoli Piceno Massignano, Ripatransone e Montefiore. È sostanzioso il seguito dai comuni della Valle del Tronto: dalla confinante Monteprandone e dalla popolosa frazione di Centobuchi risalendo la vallata fino a Castel di Lama. Provengono molti tifosi dalla vicina costa abruzzese, dalla confinante Martinsicuro, Alba Adriatica e Tortoreto. Da considerare i molti tifosi e appassionati che seguono la Sambenedettese da molte zone dell'Italia centro-settentrionale dove risiedono cittadini sambenedettesi.[68]

Allo stato attuale, la tifoseria organizzata sambenedettese è pesantemente ridotta a causa di recenti provvedimenti Daspo.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici nelle Marche.
I due storici presidenti Ferruccio Zoboletti (al centro) e Rozzi (a destra) a guardare il derby uno accanto all'altro

La tifoseria marchigiana sostiene due gemellaggi molto sentiti da ambo le parti con le tifoserie di Civitanovese,[69][70][71] nato a inizio anni ottanta, e Rimini.[69][71][72][73] Un importante rapporto di amicizia[74] si ha con i gruppi Romanismo, PGU[75][76], Ultras Primavalle, Fedayn[77] e Boys della Roma.[69][71][78] Altre amicizie degne di nota sono quelle con le tifoserie di Avellino,[71] Taranto,[71] Chieti,[79] e Crotone (tra i gruppi Gioventù Pitagorica e Onda d'urto).[80] In campo internazionale si segnalano ottimi rapporti con i sostenitori tedeschi di Bayern Monaco[69][81][82][83] e Friburgo e con quelli francesi del Montpellier. In passato la tifoseria rossoblù è stata gemellata con quella del Verona.

La maggiore rivalità riguarda la tifoseria dei corregionali ascolani,[69][71] altre importanti ostilità si hanno verso altre tifoserie marchigiane, quella dell'Ancona.[69][71][84][85][86] Di minore entità, in ambito regionale, le rivalità con Vis Pesaro[69][71] e Maceratese[69][71] e con la tifoseria della Fermana.[69][71][87][88][89]

Rivalità molto accesa con gli abruzzesi del Pescara con i quali ci si scontra nel Derby dell'Adriatico.[69][71][90] Degna di nota anche la rivalità con i tifosi della Cavese.[69][71] Altra rivalità degna di nota è verso l'altra tifoseria romana, della Lazio.[69][71] Inoltre, non idilliaci sono i rapporti con le tifoserie di L.R. Vicenza, Arezzo,[69][71] Bari, Brescia, Cesena,[69][71] Foggia, Perugia,[69][71] Siena,[69][71] Teramo[69][71] e Ternana.[71]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: U.S. Sambenedettese 2023-2024.

Rosa 2023-2024[modifica | modifica wikitesto]

Rosa tratta dal sito Tuttocampo.it aggiornata al 23 agosto 2023.[91]

N. Ruolo Calciatore
1 Bandiera dell'Italia P Stefano Coco
3 Bandiera dell'Italia D Marco Pagliari
5 Bandiera dell'Italia D Luca Sbardella
6 Bandiera dell'Italia C Andrea Arrigoni
7 Bandiera dell'Italia C Simone Paolini
8 Bandiera dell'Italia C Luca Daniel Scimia
9 Bandiera dell'Italia A Simone Tomassini
10 Bandiera dell'Italia A Danilo Alessandro
11 Bandiera dell'Italia A Nazareno Battista
12 Bandiera dell'Italia P Matteo Grillo
14 Bandiera dell'Italia C Christian Barberini
15 Bandiera dell'Italia D Alessandro Zoboletti
17 Bandiera dell'Italia D Leonardo Pezzola
19 Bandiera dell'Italia C Alessandro Evangelisti
N. Ruolo Calciatore
21 Bandiera dell'Italia A Alessandro Romairone
22 Bandiera dell'Italia P Ciro Pinto
23 Bandiera dell'Italia D Alex Sirri (capitano)
24 Bandiera dell'Italia D Vittorio Pietropaolo
28 Bandiera del Senegal C Yaba Thiaw
29 Bandiera dell'Italia A Salvatore Kevin Buonavoglia
32 Bandiera dell'Italia D Federico Chiatante
33 Bandiera dell'Italia D Marco Orfano
71 Bandiera della Russia D Orts Tsechoev
77 Bandiera dell'Italia A Karim Cardoni
82 Bandiera dell'Italia A Edoardo Lonardo
96 Bandiera dell'Italia A Antonio Martiniello

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

In carica al 20 agosto 2023:

Staff dell'area tecnica
Area tecnica
  • Bandiera dell'Italia Maurizio Lauro — Allenatore
  • Bandiera dell'Italia Marco Mancinelli — Vice allenatore
  • Bandiera dell'Italia Paolo Amadio — Preparatore atletico
  • Bandiera dell'Italia Francesco Terrani — Preparatore portieri
  • Bandiera dell'Italia Daniele Capriotti — Preparatore portieri

Football analysis area
  • Bandiera dell'Italia Angelo Pisani — Match analyst

Area medica
  • Bandiera dell'Italia Fabio Galanti — Responsabile settore medico
  • Bandiera dell'Italia Remo Di Matteo — Ortopedico
  • Bandiera dell'Italia Simone Oddi — Fisioterapista
  • Bandiera dell'Italia Francesco Mazzagufo — Riatletizzatore

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Nuovo logo: torna la "lancetta", su sambenedettesecalcio.it, 12 agosto 2013. URL consultato il 21 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2018).
  2. ^ Benedetto Perotti, Quel lontano 5 aprile 1923, protagonisti e origini del calcio sambenedettese, in ilgraffio.online, 9 dicembre 2017. URL consultato il 6 aprile 2019.
  3. ^ Quando Samb e città erano un'unica famiglia, su lanuovariviera.it, 9 settembre 2013. URL consultato il 10 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 18 novembre 2020).
  4. ^ Alessio Perotti, Ferruccio Zoboletti,il presidente di tutti, su gazzettarossoblu.it, 9 luglio 2019. URL consultato il 10 novembre 2020.
  5. ^ 1991-92 La Rosa compleata della Samb vincitrice della Coppa Italia di Serie C, in ilmartino.it. URL consultato il 12 giugno 2019.
  6. ^ La Storia della Sambendettese Calcio - Dalla fusione di "Fortitudo", "Forza e Coraggio" e "Serenissima" nasce la Sambenedettese Calcio, in sambenedettesecalcio.it. URL consultato il 5 aprile 2019 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2013).
  7. ^ Nazzareno Perotti, 10 giugno 1956, nasce il fenomeno Samb. Sessant’anni da celebrare, su rivieraoggi.it, 12 febbraio 2016. URL consultato il 14 agosto 2023.
  8. ^ Nazzareno Perotti, Attenzione Samb, anche le grandi passioni finiscono. La vita insegna che niente è eterno, su rivieraoggi.it, 26 maggio 2023. URL consultato il 1º novembre 2023.
  9. ^ Walter Veltroni, Roberto Strulli, morto sul campo da calcio, e il ricordo di Caposciutti: «Sbatté la mascella sul mio ginocchio e perse subito i sensi», in Corriere della Sera. URL consultato il 14 agosto 2023.
  10. ^ Derby tragico. La morte di Strulli e il dramma di Caposciutti, scagionato dalla foto di Mario Baffoni: al “Ballarìn” era il 14 febbraio 1965, su ilmartino.it, 14 febbraio 2018. URL consultato il 14 agosto 2023.
  11. ^ Quarantasette anni fa la morte di Strulli durante Samb-Ascoli, in il Resto del Carlino, 14 febbraio 2012. URL consultato il 14 agosto 2023.
  12. ^ Luigi Tommolini, Samb, 22 gennaio: undici anni senza il grande Marino Bergamasco, su ilmartino.it, 22 gennaio 2021. URL consultato il 14 agosto 2023.
  13. ^ Luigi Tommolini, Samb Story: Samb-Juventus 2-2 del 21 settembre 1975, su ilmartino.it, 7 ottobre 2016. URL consultato il 10 ottobre 2018.
  14. ^ Samb, 28 agosto: la Storica vittoria in Coppa contro l’Inter, in ilmartino.it, 28 agosto 2018. URL consultato il 4 agosto 2023.
  15. ^ Quel torrido agosto dell’Inter a San Benedetto del Tronto, su ilnobilecalcio.it, 27 agosto 2022. URL consultato il 14 agosto 2023.
  16. ^ tifonet.it, https://www.tifonet.it/notizie/brescello-samb-per-parma-previsto-un-esodo-rossoblu-3836.
  17. ^ Luigi Tommolini, Samb, 9 giugno 2002: sedici anni fa il Trionfo di Parma, in ilmartino.it, 10 giugno 2018. URL consultato il 9 ottobre 2018.
  18. ^ Ora è ufficiale: la Samb nelle mani di Franco Fedeli, in il Resto del Carlino redazione di Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, 4 agosto 2015. URL consultato il 28 ottobre 2019.
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  33. ^ Nell'estate, partecipa al torneo estivo riservato alle squadre federate Abruzzi e Marche indetta dal Fascio Sportivo Rosetano Targa "Giacomo Acerbo" (1927).
  34. ^ (da 6 a 9 gironi)
  35. ^ Al Direttorio delle Marche era stata demandata l'organizzazione di un girone unico comprendente le squadre marchigiane, abruzzesi e dalmate.
  36. ^ (da 5 a 8 gironi)
  37. ^ Gestito dalla Lega Nazionale Centro-Sud.
  38. ^ a b Gestito dalla Lega Interregionale Centro.
  39. ^ Gestita dalla Lega Nazionale su 4 gironi.
  40. ^ COMUNICATO UFFICIALE N. 19 (PDF), su figc.it, http://www.figc.it/, 27 giugno 2006. URL consultato il 5 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2015).
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bruno Ranieri e Emidio Lattanzi. "Storie di Samb", calcio e solidarietà in un libro, Comune di San Benedetto del Tronto, 2012.
  • LLC Books. S.S. Sambenedettese Calcio S.S. Sambenedettese Calcio: S.S. Sambenedettese Calcio Managers, S.S. Sambenedettese Cals.S. Sambenedettese Calcio Managers (Inglese) Copertina flessibile, 180 pp, 11 giugno 2010.
  • Michele Rossi. "Quaderno Rossoblu", dedicato a Paolo Beni, Laboratorio Terraviva Editore, dicembre 2014. Copertina flessibile, 34 pp.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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