Cultura degli Stati Uniti d'America

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La cultura degli Stati Uniti d'America è soprattutto di stampo occidentale, tuttavia ha subito notevoli influenze da parte delle tradizioni, degli usi e costumi dei nativi americani, degli africani, degli asiatici, dei polinesiani e delle culture dell'America Latina. Un filo di ciò che può essere descritto come "cultura americana" ha iniziato la sua formazione oltre 10.000 anni fa, con la migrazione di Paleo-Indiani dall'Asia, così come dall'Oceania e dall'Europa, nella regione oggi nota col termine di Stati Uniti continentali. Gli Stati Uniti d'America hanno le proprie caratteristiche sociali e culturali uniche come il dialetto, la musica, le arti, le abitudini sociali, la cucina e il folklore. Sono un paese etnicamente e razzialmente diverso come risultato delle migrazioni su larga scala da molte etnico e razziale diversi paesi nel corso della storia così come diversi tassi di natalità e di mortalità tra i nativi, i coloni, e gli immigrati.[1]

Le prime influenze principali europee provenivano dai colonizzatori inglesi, scozzesi, gallesi e irlandesi dell'America coloniale durante il dominio britannico. La cultura britannica, a causa di legami coloniali con la Gran Bretagna che diffusero la lingua inglese, del sistema giuridico e delle altre eredità culturali, ha avuto una influenza formativa. Altre importanti influenze provenienti da altre parti d'Europa, in particolare Germania, [2] la Francia e l'Italia. 

Elementi originali, inoltre, svolsero un ruolo importante, come la democrazia secondo Jefferson. [3] Notes on the State of Virginia di Thomas Jefferson è stata forse la prima autorevole critica culturale nazionale da un americano e un pezzo reazionario al consenso europeo prevalente che l'originalità nazionale dell'America era degenerato. [3] Le idee prevalenti e gli ideali che si sono sviluppati a livello nazionale, come le vacanze nazionali, gli sport unicamente americani, la tradizione militare e le innovazioni nelle arti, nell'intrattenimento e nella tecnologia danno un forte senso di orgoglio nazionale tra la popolazione statunitense. 

La cultura americana comprende sia elementi conservatori che liberali, la competitività scientifica e religiosa, strutture politiche, assunzione di rischi e la libertà di espressione, materialista ed elementi morali. Nonostante alcuni principi coerenti ideologici (ad esempio, l'individualismo, l'egualitarismo e la fede nella libertà e la democrazia), la cultura americana ha una varietà di espressioni a causa della portata geografia e della diversità demografica. La flessibilità della cultura degli Stati Uniti e della sua natura altamente simbolica hanno portato alcuni ricercatori a catalogare la cultura americana come una identità mitica; [4] altri lo vedono come eccezionalismo americano

Esso comprende anche gli elementi che si sono evoluti da indigeni americani, e di altre culture-etniche più visibile la cultura degli afroamericani, culture dell'America Latina e culture americane asiatiche. Molti elementi culturali americani, soprattutto dalla cultura popolare, si sono diffusi in tutto il mondo attraverso i mass media moderni. 

Gli Stati Uniti sono tradizionalmente considerati un melting pot ("crogiolo"), ma a partire dal 1960 e fino al giorno d'oggi, il Paese si protende verso la diversità culturale, il pluralismo e l'immagine di una salad bowl — espressione americana che indica gruppi di etnie e culture diverse perfettamente integrati, come gli ingredienti di un'insalata. [5][6][7] A causa della portata della cultura americana, ci sono molte sottoculture sociali integrati, ma unici negli Stati Uniti. Le affiliazioni culturali un individuo negli Stati Uniti può avere comunemente dipendono dalla classe sociale, orientamento politico e una moltitudine di caratteristiche demografiche, come sfondo religioso, l'occupazione e l'appartenenza al gruppo etnico. [1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Si è spesso usato l'acronimo WASP (White Anglo-Saxon-Protestant) per indicare una tipologia di americano specifica, senza errori: Bianco, Anglosassone, Protestante. Non senza intenti dispregiativi verso gli altri gruppi etnici, provenienti da Irlanda, Svezia, Germania, Olanda, Francia, Italia.

Basti pensare al fatto che della cultura nel senso più ampio fanno parte gli usi alimentari, e che questi ultimi dovettero essere adattati, da parte dei coloni di origine nordeuropea, ai prodotti disponibili sul nuovo territorio in cui s'insediavano man mano. Inoltre, non si può non tener conto dell'importanza delle cosiddette captive narratives nella genesi della letteratura e più in generale della cultura degli Stati Uniti: in queste storie si raccontavano le esperienze di bianchi catturati e tenuti prigionieri dai nativi americani. Tra le più famose, quella della principessa Pocahontas.

Un altro importante fattore nell'evoluzione della cultura statunitense è quello religioso. Molti dei coloni di provenienza inglese e tedesca si recavano in America per fondare comunità nelle quali professare liberamente il loro credo religioso. È il caso dei puritani, una chiesa di matrice calvinista fondamentalista, che s'insediò nel Massachusetts; ma anche dei quaccheri (anche detti amish o mennoniti), che fondarono la Pennsylvania. L'identità culturale delle colonie inglesi che diventeranno alla fine del XVIII secolo gli Stati Uniti si distingue anche per questo aspetto da quella dalla madrepatria.

Al momento della Rivoluzione americana (1775) la nuova nazione si pone il problema di avere una propria cultura distinta da quella dell'Inghilterra, che fino ad allora aveva governato quei territori. È per esempio in questo momento che si smette di bere (secondo la tradizione britannica) e la bevanda nazionale diviene il caffè. Ma il tentativo di creare un'identità culturale americana del tutto distaccata dalle radici europee è di dubbio successo, fino a un altro tentativo, stavolta però in grande stile e assai più efficace, presente nell'intera opera del filosofo e scrittore Ralph Waldo Emerson, considerato il padre fondatore della cultura americana. Emerson, con il saggio "Lo studioso americano" scrive quella che è stata considerata "la dichiarazione di indipendenza intellettuale americana".

In seguito, a partire dalla seconda metà del XIX secolo si sono fatti sentire gli apporti di altre culture, a seconda dei flussi migratori che si sono succeduti: hanno contribuito l'Irlanda, l'Italia, l'Europa orientale (soprattutto a seguito della forte immigrazione ebraica da Polonia, Ucraina, Bielorussia, ecc.), la Grecia.

Libertà che illumina il mondo, stampa a opera della ditta Currier and Ives.

Nel frattempo si è sviluppata in territorio statunitense, tra mille contraddizioni e lacerazioni, una cultura afro-americana, legata alla peculiare e travagliata storia degli americani discendenti degli schiavi (ma anche di quella minoranza di africani immigrati nel corso di secoli volontariamente negli Stati Uniti). E in modo ancor più faticoso e drammatico, comincia a uscire dall'isolamento la cultura dei nativi americani, ridotti allo 0,8% della popolazione e confinati nelle riserve dove però hanno la possibilità di professare la loro religione e continuare a vivere secondo le proprie tradizioni.

L'immigrazione dal Messico e dagli altri paesi latino-americani ispanofoni, quella cinese e quella giapponese contribuiscono a far sì che la cultura americana assuma (non senza resistenze e incomprensioni) anche caratteri non-europei.

La più recente ondata immigratoria è quella dai paesi islamici, che ancora non si può dire abbia segnato la cultura statunitense nel suo complesso (per quanto l'islam si sia diffuso già a partire dagli anni trenta tra gli afro-americani).

Americana[modifica | modifica sorgente]

Un aspetto tipico della cultura statunitense consiste nel fenomeno dell'Americana, termine che si riferisce all'insieme di oggetti e artefatti, naturali o creati dall'uomo, legati al retaggio, alla storia, alla geografia e al folclore degli Stati Uniti d'America e che ne caratterizzano il patrimonio culturale.[8] Sotto l'etichetta di Americana cadono prodotti artistici o oggetti comuni, come stampe, dipinti, targhe automobilistiche, insegne, armi o bandiere. A definire questi oggetti come parte dell'Americana giocano un ruolo importante il patriottismo e la nostalgia: gli artefatti non devono necessariamente essere vecchi, ma in essi va individuato un profondo legame con il territorio statunitense.[8] Il termine è utilizzato anche per descrivere gli studi sulla cultura americana, specie se in contrapposizione con quella di altri paesi.

Il genere musicale dell'americana è detto tale perché incorpora elementi tipici e caratteristici della musica statunitense, come il country, il folk, il blues e il roots rock.[9]

Lingua[modifica | modifica sorgente]

In blu scuro gli Stati in cui l'inglese è lingua ufficiale; in blu chiaro quelli in cui l'inglese è una delle due lingue ufficiali; gli altri Stati non hanno lingue ufficiali.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingue degli Stati Uniti d'America.

Anche se gli Stati Uniti non hanno lingua ufficiale a livello federale, 28 Stati hanno approvato leggi che rendono l'inglese la lingua ufficiale; sempre l'inglese è considerato la lingua nazionale de facto. Secondo l'US Census del 2000, oltre il 97% degli americani (circa 300 milioni di persone) può parlare bene l'inglese, e per il 81% è l'unica lingua parlata a casa. Più di 300 lingue oltre all'inglese hanno dei madrelingua negli Stati Uniti — alcune delle quali sono parlate dalle popolazioni indigene (circa 150 lingue viventi) e altre importate da immigrati.

Lo spagnolo ha lo status ufficiale nel commonwealth di Porto Rico e nello stato del New Mexico; Lo spagnolo è la lingua primaria parlata a Porto Rico e varie enclavi linguistiche più piccole. [10] Secondo il censimento del 2000, ci sono quasi 30 milioni di madrelingua spagnola negli Stati Uniti. Parlanti bilingue possono utilizzare sia l'inglese che lo spagnolo abbastanza bene ma ricorrono alla commutazione di codice (ovvero parlano in una delle due lingue) in base alla persona con cui dialogano o al contesto. Alcuni si riferiscono a questo fenomeno con l'espressione Spanglish

Le lingue indigene degli Stati Uniti comprendono le lingue dei nativi americani, che si parlano in numerose riserve indiane del Paese e durante manifestazioni culturali dei nativi americani; l'hawaiano, che ha status ufficiale nello stato delle Hawaii; il chamorro, che ha status ufficiale nelle repubbliche di Guam e Isole Marianne Settentrionali; il caroliniano, che ha status ufficiale nel Commonwealth delle Isole Marianne Settentrionali; e il samoano, che ha lo status ufficiale nel Commonwealth of American Samoa. La lingua dei segni americana, utilizzato principalmente dai sordi, è anch'essa nativa del paese. 

Il dialetto nazionale è conosciuto come l'inglese americano, che si compone di numerosi dialetti regionali, ma ha alcune caratteristiche unificanti condivise che lo distinguono da altre varietà nazionali di inglese. Ci sono quattro grandi regioni dialettali negli Stati Uniti: il Nord, la Midland, il Sud e le diverse regioni più piccole dialettali come quelle di New York e Boston. Un dialetto standard chiamato General American (analogo per certi aspetti alla pronuncia altrove nel mondo di lingua inglese), privo di caratteristiche dialettali regionali, sussiste accanto alla lingua principale.

Secondo i dati del censimento del 2000, l'italiano è la settima lingua più parlata negli USA, con oltre un milione di parlanti.

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Letteratura americana e Letteratura inglese.

Il diritto alla libertà di espressione nella costituzione americana si può far risalire al immigrato tedesco John Peter Zenger e alla sua lotta legale per fare le pubblicazioni veritieri nelle colonie un diritto giuridico tutelato, in ultima analisi, aprendo la strada per i diritti degli autori americani protette.[11][12]

Nel XVIII e all'inizio del XIX secolo, l'arte e la letteratura americana presero la maggior parte dei propri spunti dall'Europa. Nel corso della sua storia antica, l'America era una serie di colonie britanniche sulla costa orientale degli attuali Stati Uniti. Pertanto, la sua tradizione letteraria iniziale fu legata alla tradizione più ampia della letteratura inglese. Benché molti considerino la letteratura britannica e quella statunitense un unico blocco, tenendo conto che entrambe sono scritte in lingue inglese, le caratteristiche uniche americane e l'ampiezza della sua produzione di solito portano ad una separazione delle due letterature. 

I primi scrittori popolari a livello internazionale in America sono stati Washington Irving con la short-story di La leggenda di Sleepy Hollow (1819) e James Fenimore Cooper con L'ultimo dei Mohicani (1826) nel XIX secolo. Hanno dipinto un paesaggio letterario americano pieno di umorismo e avventura. Questi autori sono stati succeduti da Nathaniel Hawthorne, Edgar Allan Poe, Herman Melville, Ralph Waldo Emerson, Henry Wadsworth Longfellow e Henry David Thoreau che hanno stabilito una voce letteraria distintiva americana nella metà del XIX secolo. 

Mark Twain, Henry James, e il poeta Walt Whitman erano figure importanti nella seconda metà del secolo; Emily Dickinson, praticamente sconosciuta durante la sua vita, sarebbe stata riconosciuta come un altro poeta essenziale dell'America. Undici cittadini americani hanno vinto il premio Nobel per la letteratura, tra cui John Steinbeck, William Faulkner, Eugene O'Neill, Pearl S. Buck, TS Eliot e Sinclair Lewis. Ernest Hemingway, premio Nobel del 1954, viene spesso indicato come uno degli scrittori più influenti del ventesimo secolo. [16] 

Opere che hanno catturato gli aspetti fondamentali dell'esperienza nazionale e il carattere statunitense sono, ad esempio, Moby Dick (1851) di Melville, Le avventure di Huckleberry Finn (1885) di Twain e Il grande Gatsby (1925) di Francis Scott Fitzgerald, ognuno dei quali reputato Great American Novel ("Grande Romanzo Americano"). Generi letterari popolari come il romanzo poliziesco sono stati sviluppati negli Stati Uniti. Altri romanzi, come Sulla strada (On the road) di Jack Kerouac, hanno ispirato intere generazioni.

Noti romanzi della letteratura americana moderna, con successo internazionale, sono la saga vampiresca di Twilight, di Stephenie Meyer, e la trilogia di Hunger Games, di Suzanne Collins, da cui, in entrambi i casi, sono stati tratti dei lungometraggi.

Scienza e tecnologia[modifica | modifica sorgente]

Buzz Aldrin sulla Luna, 1969

C'è un occhio di riguardo per il progresso scientifico e l'innovazione tecnologica nella cultura americana, con conseguente flusso di molte innovazioni moderne. I grandi inventori americani includono Robert Fulton (battello a vapore); Samuel Morse (il telegrafo); Eli Whitney (il gin cotone, parti intercambiabili); Cyrus McCormick (il mietitore); e Thomas Edison (con più di mille invenzioni accreditate al suo nome). La maggior parte delle innovazioni tecnologiche oltre il XX e il XXI secolo sono state sia inventate negli Stati Uniti e/o prima ampiamente adottate dagli americani. Gli esempi includono la lampadina, l'aereo, il transistor, la bomba atomica, l'energia nucleare, il computer, l'iPod, i videogiochi e lo shopping online, così come lo sviluppo di Internet.

Questa propensione per l'applicazione delle idee scientifiche continuò per tutto il XX secolo, con le innovazioni che tenevano forti benefici internazionali. Il XX secolo ha visto l'arrivo dell'era spaziale, l'era dell'informazione e una rinascita delle scienze della salute. Ciò culminò in pietre miliari culturali quali gli sbarchi sulla luna (le missioni Apollo), la creazione del Personal Computer e l'espansione di Internet nonché lo sforzo di sequenziamento chiamato Progetto Genoma Umano

Nel corso della sua storia, la cultura americana ha ottenuto guadagni significativi attraverso l'immigrazione aperta di scienziati affermati. Antonio Meucci brevettò il primo telefono, lo scienziato tedesco Charles Steinmetz sviluppò nuovi sistemi elettrici a corrente alternata nel 1889; il russo Vladimir Zworykin inventò la macchina da presa nel 1919; il serbo Nikola Tesla brevettò un motore a induzione elettrico basato sulla rotazione dei campi magnetici nel 1888. Con l'ascesa del nazismo di Adolf Hitler in Germania, un gran numero di scienziati ebrei fuggì dalla Germania ed emigrò negli USA. Tra questi ricordiamo, primo fra tutti, il fisico Albert Einstein, che raggiunse l'America nel 1933. 

Negli anni durante e dopo la Seconda guerra mondiale, molti scienziati innovativi emigrarono negli Stati Uniti dall'Europa, come Enrico Fermi, venuto dall'Italia nel 1938 e che guidò il team di ricerca che produsse la prima reazione nucleare a catena auto-alimentata del mondo. Gli anni del dopoguerra hanno visto molti scienziati, come Wernher von Braun, essere reclutati dagli Stati Uniti come parte dell'Operazione Paperclip.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Istruzione negli Stati Uniti d'America.

L'istruzione negli Stati Uniti è ed è stata storicamente fornita principalmente dal governo, con il controllo ed i finanziamenti provenienti da tre livelli: federale, statale e locale. La frequenza scolastica è obbligatoria e quasi universale ai livelli scolastici elementari e superiori (spesso conosciuti al di fuori degli Stati Uniti in quanto i livelli primario e secondario).

Gli studenti hanno la possibilità di essere istruiti nelle scuole pubbliche, in quelle private o tramite dei tutor a casa. Nella maggior parte delle scuole pubbliche e private, l'educazione è divisa in tre livelli: scuola elementare (elementary school), scuola media (middle school) e scuole superiori (high school). 

Il sistema scolastico americano è gestito dal settore pubblico ed è obbligatorio fino ai 18 anni (16 in alcuni Stati). Negli Stati Uniti sono presenti le scuole più costose del mondo per quanto riguarda l'università, sia che si parli di scuole pubbliche, sia che ci si riferisca alle scuole private: le tasse annuali di iscrizione si aggirano intorno ai 20,000 $ per le scuole pubbliche, mentre arrivano e spesso possono superare i 60,000$ per quanto riguarda le università private. Fino al liceo la scuola è del tutto gratis, compresi i libri e l'iscrizione. 

Nel 2000, vi erano 76,6 milioni di studenti iscritti nelle scuole dall'asilo fino alle scuole di specializzazione. Tra la popolazione adulta del Paese, oltre l'85 per cento ha completato la scuola superiore e il 27 per cento ha ricevuto un diploma di laurea o superiore.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Feste nazionali[modifica | modifica sorgente]

Moda[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Problematiche sociali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b William Thompson e Joseph Hickey, Society in Focus, Boston, MA, Pearson, 2005, ISBN 0-205-41365-X.
  2. ^ Erik Kirschbaum, The eradication of German culture in the United States, 1917-1918, H.-D. Heinz, 1986, p. 155, ISBN 3-88099-617-2.
  3. ^ a b "Mr. Jefferson and the giant moose: natural history in early America", Lee Alan Dugatkin. University of Chicago Press, 2009. ISBN 0-226-16914-6, ISBN 978-0-226-16914-9. University of Chicago Press, 2009. Chapter x.
  4. ^ McDonald, James (2010) Interplay:Communication, Memory, and Media in the United States. Goettingen: Cuvillier, p. 120. ISBN 3-86955-322-7.
  5. ^ http://www.hoover.org/publications/hoover-digest/article/132541
  6. ^ Clack, George, et al., Chapter 1 in One from Many, Portrait of the USA, United States Information Agency, September 1997.
  7. ^ J.Q. Adams e Pearlie Strother-Adams, Dealing with Diversity, Chicago, IL, Kendall/Hunt Publishing Company, 2001, ISBN 0-7872-8145-X.
  8. ^ a b (EN) Americana in Enciclopedia Britannica. URL consultato il 2 aprile 2013.
  9. ^ (EN) Jerry Shriver, Grammys will be putting Americana on the map in USA Today, 31 agosto 2009. URL consultato il 2 aprile 2013.
  10. ^ Selected Social Characteristics in the United States: 2007, United States Census Bureau. URL consultato il 9 ottobre 2008.
  11. ^ "Famous American Trials: John Peter Zenger Trial 1735", Doug Linder. University of Missouri-Kansas City. 2001. Visitato il 9 settembre 2010.
  12. ^ "American history told by contemporaries..., Volume 2", John Gould Curtis. The Macmillan company, 1919. p. 192.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]