Jake LaMotta

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Jake La Motta
Jake LaMotta signed photo postcard 1952.JPG
Jake LaMotta in una cartolina del 1952
Dati biografici
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 173 cm
Pugilato Boxing pictogram.svg
Dati agonistici
Categoria Pesi medi
Ritirato 14 aprile 1954
Carriera
Incontri disputati
Totali 106
Vinti (KO) 83 (30)
Persi (KO) 19 (4)
Pareggiati 4
Palmarès
1949-1951 Titolo mondiale Unificato Pesi medi
 

Jake La Motta, all'anagrafe Giacobbe La Motta - detto "Il toro del Bronx" e "Il toro scatenato" (New York, 10 luglio 1922), è un ex pugile statunitense, di origini italiane, per la precisione di Messina, città natale del padre. Campione mondiale dei pesi medi, è stato un personaggio assai controverso, sia fuori che dentro il ring: la sua vita movimentata ha ispirato il film Toro scatenato (1980), diretto da Martin Scorsese e interpretato da Robert De Niro, interpretazione che valse all'attore il premio Oscar come miglior attore protagonista.

Indice

Curiosità [modifica]

In un'intervista La Motta raccontò che a nove anni un gruppetto di coetanei era solito prenderlo di mira talvolta picchiandolo e che, per difendersi fu costretto a portar con sé un punteruolo. Portai con me quell'arnese e lo tolsi fuori tutte le volte che il gruppo di ragazzi cercò di aggredirmi, spaventandoli, finché un giorno lo scordai a casa e fui costretto ad usare i pugni. La paura aveva liberato questa dote, e non ebbi più bisogno di nessun punteruolo.

Riconoscimenti [modifica]

La International Boxing Hall of Fame e la World Boxing Hall of Fame lo hanno riconosciuto fra i più grandi pugili di ogni tempo.

Match nominato Ring Magazine fight of the year:

Match nominati Ring Magazine upsets of the year:

Statistiche sportive [modifica]

La Motta ha collezionato 83 vittorie (di cui 30 per KO), 19 sconfitte e 4 pareggi; inoltre è stato il primo pugile a battere il mitico Sugar Ray Robinson; infatti nel secondo dei loro sei incontri, testimoni di una grande rivalità sportiva, La Motta prima mandò al tappeto (all'ottavo round) e poi sconfisse ai punti Robinson, dopo 10 round. LaMotta fu sconfitto negli altri cinque incontri, compreso quello, importantissimo, in cui doveva difendere il titolo mondiale della sua categoria.

Nel 1947 fu messo KO dopo quattro round da Billy Fox; questo incontro ossessionerà il pugile per tutta la vita, poiché si era lasciato sconfiggere per avere la possibilità di competere per il titolo mondiale dei pesi medi.[1]

La carriera di pugile [modifica]

La Motta vinse il titolo mondiale il 16 giugno 1949 a Detroit, contro il francese Marcel Cerdan, che era il campione in carica. Cerdan, reputato da molti esperti il miglior pugile nella storia della Francia, si slogò il braccio durante il primo round, resistendo per altri nove fino ad abbandonare prima dell'inizio del decimo; nonostante ciò la vittoria di LaMotta fu assegnata per KO poiché Cerdan si era ritirato dopo il suono della campana di inizio round. Fu organizzato un secondo incontro (previsto per il 2 dicembre), che però non si tenne dal momento che durante un viaggio, verso la fine dell'ottobre dello stesso anno, l'aereo su cui Cerdan stava viaggiando, un Lockheed Constellation della Air France si schiantò alle Azzorre, non lasciando alcun superstite tra i 48 passeggeri. LaMotta difese due volte il titolo dagli sfidanti, prima Tiberio Mitri e in seguito Laurent Dauthuille, battendoli entrambi. Il 14 febbraio 1951 si tenne l'attesissimo sesto incontro tra il Toro del Bronx e Sugar Ray Robinson, con in palio il titolo mondiale; l'incontro passò alla storia come la versione pugilistica del Massacro di San Valentino. Robinson vinse per K.O. tecnico al tredicesimo round, quando l'incontro fu interrotto con La Motta, sfinito, abbandonato sulle corde.

Nel 1960, La Motta scioccò il mondo dello sport: venne infatti chiamato a testimoniare davanti alla sottocommissione del Senato Americano denominata comitato parlamentare sulla criminalità organizzata, presieduto dal senatore democratico Estes Kefauver del Tennessee, a proposito dell'influenza della malavita nel mondo della boxe ed ammise di aver perduto il suo incontro, del 1947, contro Billy Fox su pressioni della mafia per avere la possibilità di essere nominato sfidante ufficiale di Cerdan. Tale ammissione chiarì a qual punto era arrivata la malavita nel controllo della boxe: incontri sospetti riguardarono in seguito un altro campione del mondo, Sonny Liston.

Le dichiarazioni rese al Senato minarono fortemente la sua reputazione, ma LaMotta ritenne di aver fatto la cosa giusta.

Dopo il ritiro, La Motta comprò alcuni bar e divenne attore di palcoscenico e commediante per i suoi e altri locali. Apparve anche in quindici film, incluso The Hustler (in italiano Lo spaccone), con Paul Newman e Jackie Gleason, dove interpretava il barista.

Raging Bull (Toro scatenato) [modifica]

Nino Benvenuti insieme a Jake La Motta a Milano. La Motta tiene in mano la versione italiana del suo libro "Toro scatenato"

Nel 1980 alcuni produttori e dirigenti di Hollywood contattarono LaMotta con l'idea di fare un film sulla sua vita, basato sul memoriale, risalente al 1970, Raging Bull: My Story. Il film, intitolato proprio Toro scatenato, sebbene sia stato un insuccesso dal punto di vista finanziario, riscosse un grande plauso dalla critica, sia per il regista Martin Scorsese sia per Robert De Niro, che interpretava LaMotta, tra le altre cose insignito del premio Oscar quale miglior attore protagonista.

Il film dipingeva il personaggio del pugile newyorkese come una persona violenta e piena di problemi, soprattutto di gelosia, sentimento che lo avrebbe portato a malmenare anche il fratello e manager Joey LaMotta (interpretato da Joe Pesci), ingiustamente accusato di avere una relazione con la seconda moglie di lui Vicky.

Ultimi avvenimenti [modifica]

Nel 1998 il figlio Joseph LaMotta fu tra le vittime del Volo Swissair 111 della Swissair che si schiantò al largo della costa della Nuova Scozia, Canada.

Filmografia parziale come attore [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Lucio Luca, Toro Scatenato in Sicilia "Finalmente la mia terra", La Repubblica, 20 settembre 2005. URL consultato in data 20-02-2011.

Collegamenti esterni [modifica]

Controllo di autorità VIAF: 64125358 LCCN: n85287142