Crotone

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Kroton)
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il personaggio mitologico, vedi Crotone (mitologia).
Crotone
comune
Crotone – Stemma Crotone – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Crotone – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Crotone-Stemma.png Crotone
Amministrazione
Sindaco Peppino Vallone (PD) dal 28/05/2006
Territorio
Coordinate 39°05′00″N 17°07′00″E / 39.083333°N 17.116667°E39.083333; 17.116667 (Crotone)Coordinate: 39°05′00″N 17°07′00″E / 39.083333°N 17.116667°E39.083333; 17.116667 (Crotone)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 182 km²
Abitanti 60 858[1] (30/06/2014)
Densità 334,38 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Cutro, Isola di Capo Rizzuto, Rocca di Neto, Scandale, Strongoli
Altre informazioni
Cod. postale 88900
Prefisso 0962
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 101010
Cod. catastale D122
Targa KR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti crotonesi
Patrono San Dionigi l'Areopagita
Madonna di Capocolonna
Giorno festivo 9 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Crotone
Posizione del comune di Crotone all'interno dell'omonima provincia
Posizione del comune di Crotone all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale

Crotone (Ascolta[?·info], IPA: [kroˈtone][2], Cutroni in dialetto crotonese) è un comune italiano di 60 858 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia in Calabria, ha un'area metropolitana di 123 937 abitanti.

È il quarto comune della regione per popolazione[3] e il sesto per superficie[4].

La città di Crotone fu fondata da coloni greci, provenienti dalla regione dell'Acaia nel terzo quarto dell'VIII secolo a.C., nel luogo di un preesistente insediamento indigeno e rappresentò uno dei centri più importanti della Magna Grecia. La città vecchia si sviluppa in un dedalo di stretti vicoli e piazzette fino al duomo e alla centrale piazza Pitagora, punto di contatto tra città "vecchia" e "nuova".

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La città è situata sul versante est della Calabria, si affaccia sul mar Ionio presso la foce del fiume Esaro, e il territorio comunale fa parte dell'Autorità del bacino interregionale del fiume Esaro. Il comune ha una superficie di 179,83 km² e il capoluogo si trova a 8 m s.l.m.

Il territorio meridionale è immerso interamente nell'area marina protetta di Capo Rizzuto e inoltre, a fare un ulteriore supplemento a questo scenario, è presente il promontorio di Capo Colonna dove è rimasta l'unica colonna del Tempio di Hera Lacinia, anticamente detto Lakinion Akron, che chiude la città in una grande conca che la divide dal golfo di Squillace.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Crotone Centro e Stazione meteorologica di Crotone-Isola di Capo Rizzuto.

Il clima si presenta temperato. L'inverno è generalmente mite, anche se sono possibili temporanee ma repentine diminuzioni di temperatura con occasionali nevicate (1956, 1965, 1991, 1998, 2001, 2006, 2008), in caso di afflusso di aria polare. L'estate è calda ma discretamente ventilata dalla brezza di mare; solo in presenza di ondate di calore con venti di scirocco o libeccio, le temperature massime possono attestarsi attorno ai 40 °C ma con bassi tassi di umidità relativa (punta max 48 °C, 1998).

Le precipitazioni si concentrano principalmente in autunno, con massimo secondario invernale; tra la primavera e l'estate può accentuarsi notevolmente la siccità.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

« Attraversate il vasto mare e accanto all'Esaro fonderete Kroton »
(Discorso dell'Oracolo di Delfi ai coloni achei nel VII secolo a.C.[5])

Il promontorio di Kroton, Κρότων in greco antico, era abitato da popolazioni indigene, forse enotri e japigi, già nell'età del bronzo e nella prima età del ferro. La fondazione greca di Crotone risale al 718 a.C., come citato da Eusebio di Cesarea nel suo Chronicon, sebbene altre fonti la rimandino al 710 a.C., o al tempo del re Polidoro, nel 743 a.C.

La fondazione storica della città avvenne ad opera di Achei provenienti dalla montuosa regione dell'Acaia.

La leggenda narra che il nome Crotone derivi da "Kroton", figlio di Eaco, che morì ucciso per errore dal suo amico Eracle. Questi, per rimediare all'errore compiuto e per onorare l'amico che lo aveva ospitato, lo fece seppellire con solenne cerimonia sulle sponde del torrente Esaro e poi vicino alla tomba fece sorgere la città a cui diede il suo nome.

Secondo una leggenda, l'oracolo di Apollo a Delfi ordinò a Miscello di Ripe di fondare una nuova città nel territorio compreso fra Capo Lacinio e Punta Alice. Dopo aver attraversato il mare ed esplorato quelle terre, Myskellos pensò che sarebbe stato meglio fermarsi a Sybaris, già florida e accogliente anziché affrontare i pericoli e le difficoltà nella fondazione di una nuova città. Il dio adirato gli ordinò di rispettare il responso dell'oracolo. Secondo Ovidio sarebbe stato invece Eracle ad ordinare a Myskellos di recarsi sulle rive del fiume Esaro.

Un'altra tradizione fa risalire il nome della città all'eroe Kroton, fratello di Alcinoo re dei Feaci.

Infine, una possibile spiegazione del nome, lo lega al verso (crocidio) emesso dagli aironi o dalle gru che popolavano le paludi costiere. In effetti un airone compare accanto al tripode su alcune tra le più antiche monete argentee incuse di Kroton.

Dopo una coesistenza iniziale relativamente pacifica, tra le città magnogreche, verso la metà del VI secolo a.C. iniziarono le discordie, che riproducevano a distanza lo scontro tra Atene e Sparta. Nel 560 a.C. Kroton e Locri iniziarono una guerra decennale, che si concluse con la battaglia della Sagra, vinta dai Locresi, sostenuti da Sparta.

La città era famosa per il suo clima salubre, per la bellezza delle sue donne, per le fertili campagne e per la forza fisica dei suoi uomini, tra cui ricordiamo il pluri-olimpionico Milone, tanto che superò ogni altra città greca nel numero di vincitori nei Giochi olimpici: un proverbio diceva "ultimo dei Crotoniati, primo dei Greci". Una leggenda narra che Milone partì dalla polis ionica portando un vitello e giunse ad Olimpia con un toro sulle spalle, destando meraviglia e clamore, e vincendo quindi numerose gare.

La costa presentava un profilo molto diverso da quello attuale. Nel tratto di mare tra l'antica Krimisa (l'odierna Cirò, patria di un vino che - secondo alcuni eruditi - veniva dato in premio ai vincitori dei giochi olimpici ateniesi) e l'attuale Le Castella, a poche miglia dalla riva secondo Plinio il Vecchio (Naturalis Historia - Liber Iii - 10) sarebbero esistite cinque isole visibili dalla costa e ormai inghiottite dal mare: Meloessa, Tyris, Eranusa (situate tra Capo Colonna e Le Castella), Ogigia e Dioscoro (quest'ultima a 10 miglia dalla costa). A Le Castella sono presenti resti archeologici sommersi. In particolare, nel fondale antistante il castello, l'archeosub Luigi Cantafora ha fotografato i resti di cave sommerse, scale, e cisterne per la conservazione dell'acqua.

Kroton fu anche celebre per i suoi medici tra cui ricordiamo Democède (amico di Pitagora) ed Alcmeone, il quale introdusse la sperimentazione trasformando la medicina, che fino ad allora era contaminata da magia e superstizione, in una scienza.

Pitagora, nato a Samo nel 572 a.C. si trasferì - intorno al 530 a.C. - a Kroton presso l'amico Democède, creando una scuola di sapere di scienza, matematica, musica.

Dopo l'arrivo di Pitagora, Kroton mosse contro Sibari, fino ad allora sua alleata. Nel 512 a.C., tre nobili crotoniati vennero sgozzati e i loro corpi furono dati in pasto ai lupi che affollavano le paludi intorno a Sibaris, perché uno di loro si era innamorato di una bellissima vestale dagli occhi azzurri, che aveva tentato di rapire. Questo fatto, aggiunto alla rivalità centenaria fra le due città dovuta a motivi commerciali, politici e di diversa appartenenza religiosa, convinsero i crotoniati a scendere in guerra contro Sibaris. Nel 510 a.C. si svolse una battaglia nei pressi del fiume Nika (Cariati), da dove i crotoniati inseguirono e annientarono le forze sibarite in una battaglia finale al guado del fiume Trionto (nei pressi di Mirto Crosia). Secondo la leggendaria tradizione, si erano fronteggiati ben 100.000 crotoniati, guidati dall'atleta olimpico Milone, contro i sibariti che li superavano per tre volte. La vittoria arrise a Kroton nonostante l'inferiorità numerica poiché i sibariti usarono, per la battaglia, cavalli ammaestrati a eseguire passi di danza negli spettacoli al suono dei flauti. I crotoniati, nella battaglia di Nika, iniziarono a suonare i flauti, eseguendo la stessa melodia con la quale i cavalli erano stati ammaestrati per danzare, col risultato che le avanguardie delle truppe sibarite furono disarcionate immediatamente. E dopo settanta giorni di saccheggi venne deviato, sembra su idea di Pitagora, il corso del fiume Crati i cui flutti fecero sparire Sibari per sempre.

Pitagora con i suoi discepoli conquistò il potere politico della città: in pochi anni si consolidarono governi pitagorici in molte polis della Magna Grecia costituendo una sorta di confederazione fra città-stato con capitale Kroton, come risulta da numerose monete coniate fra il 480 e il 460 a.C.

Giunta al massimo della sua egemonia politica e culturale, Kroton fu travolta da una serie di conflitti sociali che sfociarono nella sanguinosa rivolta guidata dall'oligarca Cilone durante la quale molti pitagorici furono trucidati e lo stesso Pitagora dovette fuggire da Kroton e riparò a Metaponto. Parallelamente caddero anche gli altri governi consimili e vi furono stragi e persecuzioni di pitagorici in tutte le polis italiote.

Nel 480 a.C. Faillo di Crotone armò a sue spese una nave radunando i crotoniati dimoranti in Grecia e partecipò alla battaglia di Salamina. Mezzo ceppo d'ancora in pietra riportante il suo nome è stato rinvenuto a Capo Cimiti, e attualmente è conservato presso il Museo Nazionale di Reggio Calabria.

Caduto il governo pitagorico, Kroton visse un periodo di decadenza. Costituì, con Metaponto e Caulonia, la Lega Italiota per difendersi dagli attacchi delle popolazioni lucane. Nel 383 a.C. la federazione fu sconfitta da Dionigi I di Siracusa in una sanguinosa battaglia.

I Romani conquistarono Kroton, Croto in latino, nel 277 a.C., guidati dal console Cornelio Rufino. Durante la seconda guerra punica, Annibale vi tenne i suoi accampamenti invernali per tre anni e di qui si imbarcò per l'Africa nel 203 a.C. Nel 194 a.C. vi fu dedotta una colonia romana.

Resti di elementi architettonici appartenenti ad edifici monumentali di età greca (del V sec. a.C.) sono stati individuati (fine anni novanta del XX sec. - anno 2007) in Piazza Castello, corrispondente al punto più alto dell'acropoli dell'antica pòlis.

Gli scavi del 2009-2010 della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria - Ufficio territoriale di Crotone hanno individuato un grande edificio del I-II secolo d.C. con impianto termale, collocato sul versante nord-orientale dell'attuale centro storico (discesa Fosso-Largo Palazzo Giunti). Tale edificio nasce su una domus di età repubblicana, attribuibile alla colonia romana del II sec. a.C. A sua volta, tale costruzione poggia le sue fondazioni sui resti delle mura urbiche di età greca (IV sec. a.C.), costruite in grandi blocchi di calcarenite locale. Il complesso è stato rinterrato e non è attualmente visitabile su decisione dell'amministrazione locale.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Seppur decaduta durante l'impero romano, la città risorse nuovamente in epoca bizantina, quando fu sede di un presidio.

Le ricerche archeologiche (2009-2010) a piazza Villaroja, nel settore sud-occidentale del centro storico, dirette dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria hanno messo in luce una chiesa paleocristiana (intitolata forse a San Giorgio) fondata direttamente sui resti della città d'età romana imperiale.

Nel 1284 fu concessa dagli Aragonesi ai Ruffo di Catanzaro. Alla morte nel 1434 di don Niccolò, figlio di Antonello e ultimo marchese di Crotone, gli successe la figlia Giovannella, assassinata nella sua dimora un anno dopo. Indi le successe la sorella Enrichetta, che sposò in seconde nozze il nobile spagnolo Don Antonio Centelles, conte di Collesano e principe di Santa Severina, senza eredi.

Indagini dirette dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria (2010-2011) nel cosiddetto Orto Candela, ai piedi della "cortina de lo critazzo" posta tra i Bastioni di San Giacomo e Santa Caterina, hanno riscoperto i resti della Torre di Santa Maria, pertinente al più antico castello medievale.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Il re di Spagna Carlo V le concesse ampi privilegi, e ne fece potenziare il porto. Nel 1541, il viceré Don Pedro di Toledo fece restaurare e fortificare il castello preesistente, oggi noto come "Castello di Carlo V", con intervento ad opera di Gian Giacomo dell'Acaya.

Nel XVI secolo la città venne chiamata "Cotrone".

Le ricerche sviluppate dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria (2010-2011), sotto la direzione dell'archeologo Domenico Marino, stanno mettendo in luce notevoli resti di edifici pertinenti ad età borbonica nel cosiddetto Orto Candela, ai piedi del castello.

Storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1907 viene inaugurato il primo acquedotto di Crotone, voluto da Eugenio Filippo Albani, che porta in città le fresche acque della Sila, captate dalle sorgenti - di proprietà comunale - poste sul monte Gariglione. Ora tali sorgenti sono disperse e sfruttate da allacci non autorizzati, mentre a Crotone si beve l'acqua del fiume Neto.

Nel 1928 la città cambiò nome da Cotrone a "Crotone".

Il suo porto, che strategicamente colma le distanze fra i vicini porti di Taranto e Messina, favorisce ogni attività di scambio e si propone come traino per l'economia agricola e le attività industriali.

L'insediamento industriale ha visto la città protagonista nel periodo a cavallo fra le due guerre mondiali, anche grazie alla vicinanza con la centrale idroelettrica di Calusia, presso Cotronei. La popolazione crotonese raddoppia durante gli anni trenta, fino a superare i 60.000 abitanti odierni. Alla fine degli anni ottanta le industrie principali, Pertusola Sud e Montedison, soffrono una profonda crisi, della quale risente l'intera città. Al 6 settembre 1993 risale la cosiddetta "notte dei fuochi": durante una rabbiosa protesta gli operai appiccarono alcuni fuochi sull'asfalto delle strade usando il fosforo prodotto nello stabilimento chimico già Montedison.

Migliaia di crotonesi persero il posto di lavoro, e questo accentuerà l'inevitabile emigrazione di massa verso lidi più prosperi. Tante promesse, tanti progetti, tanti nuovi enti e consorzi per lo sviluppo ma pochi, pochissimi risultati e, in attesa del rilancio turistico, Crotone divenne provincia nel 1992.

Un'altra battuta di arresto per la città è data dall'alluvione del 1996, che danneggia gran parte delle abitazioni a ridosso del fiume Esaro e stronca sei vite umane ed il morale della città.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Crotone
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Crotone.

Lo stemma è stato approvato con decreto del 30 aprile 1903. La blasonatura ufficiale è la seguente:

« D'azzurro al tripode d'argento con due serpi uscenti dalla coppa ed addossati, linguati di rosso, colla campagna di rosso carica della sigla "Q D O" (KRO in caratteri arcaici greci); con fascia d'oro, attraversante sulla spartizione. Ornamenti esteriori da Comune. »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Parco Archeologico Nazionale del quartiere settentrionale dell'antica Kroton
  • Castello di Carlo V di proprietà dello Stato
  • Parco archeologico nazionale di Capo Colonna
  • Area archeologica statale di Vigna Nova
  • Area archeologica delle mura greche (loc. San Francesco - sponde fiume Esaro)
  • Area archeologica di via XXV aprile
  • Area archeologica Banca Popolare del Mezzogiorno di via Napoli
  • Area archeologica sede I.N.P.S.
  • Area archeologica di Gravina-Pignera
  • Area archeologica di Acquabona
  • Area archeologica statale di Parco Pignera
  • Area archeologica padiglione Microcitemia Ospedale Civile
  • Area archeologica di via B. Telesio
  • Area archeologica statale delle mura greche (loc. Santa Lucia)
  • Area archeologica delle mura bizantine (via Risorgimento - piazza dell'Immacolata)
  • Area di interesse paleontologico ed archeologico di Vrica e Stuni

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

I cittadini stranieri residenti a Crotone sono 1.953[7], così suddivisi per nazionalità (sono indicati solo i dati superiori alle 50 unità):

  1. Romania, 430
  2. Cina, 260
  3. Ucraina, 237
  4. Polonia, 129
  5. Serbia, 97
  6. Russia, 92
  7. Marocco, 83
  8. Bulgaria, 73
  9. Bangladesh, 66
  10. Bielorussia, 57

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Rifiuti tossici[modifica | modifica wikitesto]

Un grave problema di Crotone sono le scorie tossiche utilizzate per la costruzioni di asfalti, case e scuole. Si parla di circa 350.000 tonnellate di materiale contenente arsenico, zinco, piombo, indio, germanio e mercurio che invece di essere smaltite sono servite nell'edilizia. Rifiuti tossici ricollegati alla fabbrica Pertusola Sud. Il problema non è ancora stato risolto. Le indagini che hanno portato alla scoperta dei numerosi rifiuti pericolosi sono state svolte dalla sezione di Polizia giudiziaria del NISA di Crotone e dal Nucleo Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Crotone con l'indagine denominata "Black Mountains".

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Università[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Istituto Tecnico Nautico Statale "Mario Ciliberto"
  • Istituto di Istruzione Superiore Guido Donegani
  • Liceo Ginnasio Statale Pitagora
  • Liceo Scientifico Filolao
  • Istituto di Istruzione Superiore e Liceo Artistico "Pertini-Santoni"
  • I.P.S.I.A. Anna Maria Barlacchi
  • Istituto Comprensivo Vittorio Alfieri
  • Istituto Comprensivo Giovanni XXIII
  • Istituto Comprensivo Anna Frank

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • Testate provinciali

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Film girati a Crotone:

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • 8 Video Calabria (copertura regionale)
  • CalabriaUno (web tv)
  • CN24 (web tv)
  • RTI Calabria (copertura regionale)
  • Reteazzurra (copertura provinciale)
  • Tele Diogene (copertura provinciale)
  • VideoCrotone (web tv)
  • Esperia TV (copertura nazionale digitale terrestre e web tv)

Persone legate a Crotone[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Persone legate a Crotone.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

La città vecchia si snoda dalla piazza del Castello di Carlo V, di proprietà dello Stato, su cui si affacciano imponenti palazzi nobiliari come Palazzo Morelli, sede dell'Ufficio territoriale di Crotone e della Sila della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, e il settecentesco Palazzo Barracco. Da qui un dedalo di vie molto strette (i vineddri o vichi) e numerose piazze sulle quali affacciano massicci palazzi nobiliari. Su via Risorgimento è posto il Museo archeologico nazionale di Crotone. Si arriva così al Duomo e nella centralissima piazza Pitagora, giuntura tra la città vecchia e la città nuova. La pescheria è un caratteristico quartiere del centro storico. Qui si incontrano vari esempi di arte: il Duomo edificato nell'XI secolo, poi ristrutturato nel Cinquecento e nel Settecento. All'interno troviamo una fonte battesimale con base zoomorfa ed il quadro della Madonna di Capocolonna o Madonna Nera, oggetto di devozione.

La chiesa di Santa Chiara è sorta su un monastero del Quattrocento. All'interno troviamo degli affreschi del Settecento e un pavimento in maiolica napoletana. La chiesa barocca di San Giuseppe, o "chiesa dei nobili", dove oltre all'imponente portone di ingresso in legno troviamo due sculture lignee risalenti alla fine del Seicento.

Tra la fine dell'Ottocento ed i primi decenni del Novecento si sviluppano interessanti architetture lungo via Vittorio Veneto, via Cutro, via Mario Nicoletta, viale Regina Margherita, via Reggio e via Poggioreale dove, in particolare, sono conservati esempi di edifici in stile Liberty realizzati tra il 1925 e il 1935.

La città nuova si snoda sull'asse viario di via Cutro che parte dalla centralissima piazza Pitagora fino ad arrivare a Vescovatello e poi sulla SS 106 Jonica. La più recente espansione della città ha inizio alla fine degli anni ottanta con la creazione del quartiere Tufolo. Dalla fine degli anni novanta, con una serie di alti e bassi, Crotone continua ad espandersi. A sud della città si sono sviluppati i quartieri di Fondo Farina e Poggio Pudano. Molti di questi nuovi quartieri però risultano isolati dal centro città e l'insieme dei servizi erogati (strade ampie, trasporti pubblici, allacciamento alla rete fognaria, centri di aggregazione e ritrovo) sono spesso carenti. Il tessuto imprenditoriale è quasi assente in questa zona, che assume una tipologia prevalentemente residenziale. A causa della conformazione territoriale (colline argillose che "dividono" letteralmente in due la città) si è soliti definire la nuova zona che si estende a partire dal vasto quartiere Tufolo fino a Fondo Farina e Poggio Pudano Crotone 2; strutture importanti presenti il PalaKrò (palazzetto sportivo polivalente), la nuova caserma dei Vigili del Fuoco e da poco (2008) la struttura di rilevanza regionale della Croce Rossa Italiana.

Il tratto di viale Cristoforo Colombo è stato ultimato nel 2002 ed è subito divenuto il centro della vita notturna del crotonese, soprattutto nella stagione estiva (dopo le 20 è isola pedonale chiusa al traffico). Da qui si accede facilmente al porticciolo turistico.

Di più recente riqualificazione è il tratto di costa che prende il nome di Lungomare Gramsci.

Quartieri:

Poggio Pudano ,Fondo Farina, Farina, Tufolo, Poggioverde, Trafinello, San Giorgio, Lampanaro, Vescovatello, San Francesco, Fondo Gesù, Centro, Lungomare-Cimitero.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Crotone deve la sua espansione demografica agli investimenti che portarono qui gli insediamenti dei colossi della chimica come Montedison, poi Enichem, tanto da diventare il polo industriale calabrese. Tuttavia alla fine degli anni ottanta la crisi del settore portò alla chiusura degli stabilimenti, e anche se l'area industriale venne riconvertita, tuttora non si raggiungono i livelli dell'epoca. In seguito all'alluvione del 1996 venne creata la Datel su iniziativa del governo Prodi e dell'imprenditore Abramo che adesso, a distanza di alcuni anni, conta circa 2.000 impiegati. Molti crotonesi sono tuttavia disoccupati.

Il turismo, negli ultimi tempi, sta gradualmente tornando a svilupparsi. Uno stimolo sta venendo dagli eventi. Su proposta della società sportiva Club Velico Crotone, il Comune di Crotone ha adottato il logo 'città della vela' proponendosi all'Italia e all'Europa della vela come luogo ideale in cui svolgere manifestazioni e regate. Nel 2013, il Club Velico Crotone e Assolaser hanno organizzato il 39esimo Campionato di distretto della classe laser, partecipato da centInaia di imbarcazioni. A maggio del 2014 il Club Velico Crotone e l'Aico organizzeranno le Selezioni per i Campionati Europeo e Mondiale optimist di Dublino e San Isidro, Argentina.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Crotone, Aeroporto di Crotone, Strada statale 106 Jonica e Porto di Crotone.

Crotone è servita dall'Aeroporto "Sant'Anna", un piccolo aeroporto che, pur facendo registrare anno dopo anno un notevole incremento di utenti, specie nel periodo estivo, stenta a decollare. È stata anche inaugurata la nuova stazione aeroportuale e la nuova torre di controllo.

La città dispone di una stazione ferroviaria posta sulla linea jonica, che permette collegamenti con i principali centri della regione e alcuni collegamenti interregionali.

La via di comunicazione più importante è la strada statale 106, spesso teatro di gravi incidenti stradali. La statale fa parte delle categorie di superstrade a scorrimento lento e presenta una sola corsia per senso di marcia; da decenni ormai si discute circa la realizzazione di un'arteria a scorrimento veloce o addirittura di un'autostrada.

La città è raggiungibile dall'Autostrada A3 con le uscite Sicignano-Buccino-Picerno-Potenza, Atena Lucana, Lauria nord, Sibari-Firmo-Cassano allo Ionio-Spezzano Terme-Corigliano Calabro-Rossano e Cosenza nord-Rende-Crotone da nord e la Tangenziale di Reggio Calabria, Gioia Tauro-Firmo, Rosarno e Lamezia Terme-Catanzaro-Soverato e dalla strada statale 107 che la collega con Paola, collegando la costa jonica alla costa tirrenica.

Infine, il porto commerciale di Crotone è, dopo quello di Gioia Tauro (nell'autorità portuale del quale rientra), il più grande della Calabria.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Crotone.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Crotone è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

  • Football Club Crotone ha militato diverse stagioni in Serie B, dove gareggia tuttora, l'F.C.D. Papanice milita in Prima Categoria, l'A.Q. Real Fondo Gesù milita in Seconda Categoria.
  • La A.S. Basket New Team 2000 Crotone è una società di basket fondata nel 1993. Dopo la partecipazione nei campionati di Serie D e Serie C2 calabresi nel 2006/07, è stata promossa nel campionato di Serie C regionale.
  • La A.S. Pallamano Crotone ha militato per diverse stagioni in Serie A2. Attualmente è in Serie B.
  • Gli Achei Crotone sono una squadra di football americano fondata nel 1989.
  • La Società Ginnastica Magna Grecia è una società di ginnastica fondata nel 1963.
  • La Rari Nantes Crotone è una società di pallanuoto che nel 2010/2011 ha partecipato al campionato di Serie C.
  • Il Kroton C5 milita in Serie B, Il Fustal Kroton ed il Re Artù in Serie C2.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Eventi sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 30/06/2014
  2. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato l'8 giugno 2013.
  3. ^ Comuni calabresi per popolazione
  4. ^ Comuni calabresi per superficie
  5. ^ Storia della città di Crotone
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Dato Istat al 31/12/2010
  8. ^ Università a Crotone, Barresi: soddisfatti e rimborsati - CN24
  9. ^ Comune di Crotone: gemellaggio con la città di Oporto
  10. ^ Accordi tra la Calabria e la Repubblica Popolare Cinese: siglato protocollo in Provincia - Provincia di Crotone

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • François Lenormant, La Grande Grèce, Parigi, Frama Sud, 1881-1884, trad. italiana a cura di A. Lucifero, Crotone, 1931-1935, Cosenza ed., 1961.
  • George Gissing, By the Ionian sea: notes of a ramble in Southern Italy, Londra, Chapman & Hall, 1901, Sulla riva dello Jonio: appunti di un viaggio nell'Italia meridionale, trad. italiana a cura di M. Guidacci, Bologna, L. Cappelli Editore, 1957.
  • Norman Douglas, Vecchia Calabria, Giunti Editore.
  • Antonio Pagano, Dalla fondazione di Crotone alla distruzione di Sibari, Edizioni Leo R.C., 1956.
  • Angelo Vaccaro, Kroton, MIT.
  • Franco Domestico, Civiltà Magno Greca in Calabria, La Tipomeccanica.
  • AA.VV., Crotone. Storia, cultura, economia, Rubbettino Editore.
  • Rosario Angotti, Sulle orme di Pitagora, Centro Studi "A" sull'Unità della Scienza e della Natura.
  • Crotone, Atti XXIII convegno studi Magna Grecia, Taranto, 7/10 ottobre 1983.
  • Giuseppe Galasso, Economia e società nella Calabria del '500, Feltrinelli.
  • Gustavo Valente, La Calabria nella legislatura borbonica, Effemme.
  • Claudio Donzelli, Magna Grecia di Calabria. Guida ai siti archeologici e ai musei calabresi', Meridiana Libri.
  • Francesco Grillo, Pitagora di Samo nella storia e nel mito.
  • Giuseppe Covelli, Immacolata. Chiesa e confraternita nell'Immacolata. Chiesa e confraternita nella Crotone del Settecento, Città del Sole Edizioni.
  • Pietro Giovanni Guzzo, Le città scomparse della Magna Grecia, Roma 1982.
  • Edoardo Greco, Magna Grecia, Bari 1980.
  • Domenico Marino, Cave d'età greca nella chora meridionale della pòlis di Kroton: note topografiche e tipologiche, Gerni Editori, 1996, San Severo.
  • Domenico Marino, Kroton prima dei Greci. La prima età del Ferro nella Calabria centrale ionica, R.S.P. LV, Firenze 2005.
  • Domenico Marino, Geraldine Pizzitutti, Un ripostiglio di bronzi dal territorio a sud di Crotone (Calabria centro-orientale), R.S.P. LVIII, Firenze 2008.
  • Domenico Marino, Prima di Kroton. Dalle comunità protostoriche alla nascita della città, Crotone 2008.
  • Domenico Marino, Margherita Corrado (a cura di), O Dei di Kroton! Luoghi e testimonianze del sacro dentro le mura, Crotone 2009.
  • Lorenz Baumer, Domenico Marino (éds.), Ô Dieux de Crotone! Lieux et témoignages du sacré à l'intérieur d'une ville antique de Calabre, Parigi 2010.
  • Antonio Russo, Antichi granai e nuove ciminiere nella città del latifondo: Urbanizzazione arcaismo agricolo e modernizzazione industriale, Crotone 1900-1987, Edizioni Brueghel.
  • Andrea Pesavento, La costruzione delle fortificazioni di Crotone, Basso Grafiche, Bassano del Grappa.
  • Andrea Pesavento, La città immaginaria: Crotone nel Viceregno, Basso Grafiche, Bassano del Grappa.
  • Andrea Pesavento, Crotone marittima e mercantile. La città nel Viceregno, Basso Grafiche, Bassano del Grappa.
  • Andrea Pesavento, Imperiali a Crotone, Basso Grafiche, Bassano del Grappa.
  • Andrea Pesavento, Ricerche, studi, statistiche, Basso Grafiche, Bassano del Grappa.
  • Emilio Raffaele Calendini, Storia e momenti della vita sociale a Crotone in relazione ad architettura e urbanistica negli anni 1920-40, Edizioni C.S.A.
  • Giuseppe Rende, Il Castello di Crotone (La ProvinciaKR, n°. 22/2003)
  • Giuseppe Rende, La Chiesa Dell'Immacolata (La ProvinciaKR, n°. 16-20/1996).
  • Andrea Pesavento, La Chiesa di San Giuseppe e la Congregazione dei nobili (La ProvinciaKR n°. 20-22/1997).
  • Carmelo G. Severino, Le città nella storia d'Italia: Crotone, Laterza, Roma-Bari 1988.
  • Carmelo G. Severino, Crotone. Da Polis a città di Calabria, Gangemi Editore, Roma- 2012.
  • Cecilia Lucia Trocino, L'ecologia nella pianificazione degli ambienti sensibili e sostenibili, Reggio Calabria, Iiriti Editore, 2005.
  • Salvatore Medaglia, Carta archeologica della provincia di Crotone. Paesaggi storici e insediamenti nella Calabria centro-orientale dalla Preistoria all'Altomedioevo, Ricerche IV, Rossano 2010.
  • Scalora, Monti, Città storiche e rischio sismico -Il caso studio Crotone: Analisi della vulnerabilità sismica del complesso edilizio di Santa Chiara (A.F.Amodeo, A.Gugliotta, L.Manfredi), Siracusa, letteraVentidue Edizioni, 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Calabria Portale Calabria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Calabria