De reditu - Il ritorno

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De reditu - Il ritorno
De reditu 01.jpg
Una scena del film
Titolo originale De reditu - Il ritorno
Paese di produzione Italia
Anno 2003
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere storico
Regia Claudio Bondì
Soggetto Claudio Rutilio Namaziano (poema)
Sceneggiatura Alessandro Ricci, Claudio Bondì
Produttore Alessandro Verdecchi
Casa di produzione Misami Film
Distribuzione (Italia) Orango Film Distribuzione
Fotografia Marco Onorato
Montaggio Roberto Schiavone
Musiche Lamberto Macchi
Scenografia Marina Pinzuti;
Costumi Stefania Svizzeretto
Interpreti e personaggi

De reditu - Il ritorno è un film storico del 2003 diretto da Claudio Bondì, liberamente tratto dal poema latino del V secolo De reditu suo scritto da Claudio Rutilio Namaziano.

Il film venne girato a Crotone[1].

Questo film è riconosciuto come d'interesse culturale nazionale dalla Direzione generale per il cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano, in base alla delibera ministeriale del 30 maggio 2005.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel 415 Claudio Rutilio Namaziano, patrizio pagano, decide di tornare nella natìa Tolosa, in Gallia, per verificare le condizioni dei suoi possedimenti dopo il passaggio dei Goti di Alarico I che cinque anni prima erano arrivati sino a Roma.

Il film di Bondì arricchisce l'originale trama letteraria del De Reditu suo introducendo una seconda motivazione d'invenzione, non presente nel poema latino, al viaggio di Rutilio: nella versione cinematografica, il protagonista ha infatti il segreto proposito di raccogliere denaro e consensi dai più prominenti patrizi rimasti ancora fedeli al paganesimo, al fine di far acclamare un imperatore pagano che destituisca il cristiano Onorio e cerchi di risollevare le sorti di Roma. Ma la disperata impresa di Rutilio è nata sotto una cattiva stella, poiché la Storia va contro il romantico e "inattuale" funzionario romano. Per il viaggio, bisogna scegliere la via del mare, perché le strade sono ormai impraticabili a causa dei barbari. Rutilio perciò deve "affittare" una piccola nave con equipaggio, il cui proprietario è un avido e cinico sfruttatore, indifferente alle motivazioni del suo cliente. Inoltre, le autorità di Roma scoprono subito la congiura e inviano via terra una pattuglia di pretoriani allo scopo di giustiziare Rutilio.

Gli inseguitori vengono però intercettati e sterminati dagli uomini di Vettio Agorio Lampadio che, come molti patrizi romani dell'epoca, si è rifugiato nelle campagne ed ha formato un proprio comitatus (esercito privato) che all'occorrenza combatte perfino gli stessi soldati romani. Più tardi, subito dopo un rovinoso spiaggiamento sulla costa toscana, Namaziano si riunisce con altri colleghi convenuti nella villa del nobile Cecina Decio Aginazio Albino, ma il suo tentativo di convincerli a sostenere la sua causa si rivelerà infruttuoso. Gli "amici" di Rutilio ormai vivono e pensano più come signori feudali che come cittadini romani; ambiguamente dissuasivi col loro ospite e finemente doppiogiochisti con le autorità di Roma, essi non vogliono immischiarsi direttamente in un'impresa che giudicano inutile e inopportuna: il potere è saldamente nelle mani della chiesa cristiana e della corte di Ravenna, e perciò Rutilio ottiene solo ipocriti aiuti pecuniari. Mentre si allontana, Vettio Agorio Lampadio -che aveva inviato il suo tagliagole Lupo a Roma per segnalare alle autorità i movimenti di Namaziano- esprime l'atroce commento che "forse sarebbe stato meglio spiccargli la testa".

A mano a mano che il viaggio procede, lo scenario di morte e finis mundi si fa sempre più intenso e toccante: Rutilio assiste al suicidio more antiquo di un vecchio patrizio romano, incapace di vivere nel nuovo mondo che si va profilando; e il celebre episodio dei monaci dell'isola di Capraia, esemplare della rinuncia al mondo di una civiltà in pieno declino, viene reso nella pellicola di Bondì con un conciso e toccante dialogo filosofico tra il protagonista e uno dei "lucifugi viri" ("uomini che fuggono la luce", nei versi del Rutilio storico).

Alla fine, le autorità intercettano Rutilio e il film si conclude con le immagini di alcuni cavalieri che incombono sul protagonista, ormai solo, disarmato e impotente.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nuovo film nel crotonese: si gira "Il ritorno" - ilCrotonese.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]