Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta (Crotone)

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Basilica Cattedrale
di Santa Maria Assunta
Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta (Crotone)
Paese bandiera Italia
Regione Stemma Calabria
Località Crotone-Stemma.png Crotone
Religione Cattolica
Diocesi Crotone-Santa Severina
Anno consacrazione
Architetto
Stile architettonico neoclassico
Inizio costruzione IX secolo
Completamento XV secolo
Demolizione {{{Demolizione}}}
Sito web

La basilica cattedrale di Santa Maria Assunta è la cattedrale dell'arcidiocesi di Crotone-Santa Severina.

Indice

[modifica] Storia

Il duomo di Crotone, dedicato a Santa Maria Assunta e a San Dionigi l'Areopagita, risale all'impianto originario del IX secolo. Riedificato nel XV secolo con materiali provenienti dal tempio di Hera Lacinia, la struttura subì nel corso del tempo numerosi restauri.

[modifica] Il duomo

Sulla facciata in stile neoclassico, affiancata da un imponente campanile, si aprono tre maestosi portali. L'interno, diviso in tre navate sorrette da pilastri, ospita pregevoli opere d'arte: un fonte battesimale in pietra con base zoomorfa del XIII secolo, un seicentesco coro ligneo, due busti lignei raffiguranti San Gennaro e San Dionigi, entrambi del XVII secolo, un crocifisso in terracotta e un pulpito marmoreo progettato dall'architetto Pietro Paolo Farinelli nel 1898.

In fondo alla navata destra si apre la cappella ottocentesca nella quale è custodita l'icona bizantina della Madonna di Capocolonna che, secondo la tradizione, sarebbe opera di San Luca. La cappella, sulla cui volta vengono raffigurati angeli musicanti, è ornata da stucchi dorati, bronzi e preziosi dipinti di Boschetto (XVI secolo) e di De Falco (XVII secolo).

Sulla navata sinistra vi è una tela settecentesca raffigurante Gesù di ritorno dal tempio realizzata da Niccolò Lapiccola; la chiesa conserva inoltre un interessante tesoro costituito da paramenti e argenterie tra cui, di grande interesse, un calice d'argento dorato con smalti del 1626, dono di Filippo IV all'arcivescovo di Crotone, un calice e un bacolo del '700, di ignoti artisti napoletani, e una croce processionale del XVIII secolo. Al suo interno vi è anche un settecentesco dipinto su tela, recentemente restaurato, raffigurante la decapitazione di San Dionigi, attribuibile a Corrado Giaquinto.

Negli ultimi anni è stata posta all'entrata una statua bronzea raffigurante Padre Pio.

[modifica] Curiosità

[modifica] Galleria fotografica

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