Napoli Soccer

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Napoli Soccer è stata la denominazione ufficiale della squadra di calcio della città di Napoli data dall'imprenditore napoletano Aurelio De Laurentiis, il 6 settembre 2004, all'atto dell'acquisto del titolo sportivo della Società Sportiva Calcio Napoli fino al 24 maggio 2006, quando in seguito alla promozione dalla Serie C alla B ritorna alla vecchia denominazione con l'acquisto del marchio e dei trofei.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Napoli Soccer è la denominazione che fu data alla nuova società calcistica per azioni della città di Napoli il 6 settembre 2004 da Aurelio De Laurentiis, in seguito al fallimento della storica Società Sportiva Calcio Napoli e all'adesione al lodo Petrucci – che garantiva, alle società subentranti, l'ammissione al campionato immediatamente inferiore a quello in cui si trovava la società dichiarata fallita. In realtà, l'adesione al Lodo Petrucci avvenne al di fuori dei tempi stabiliti ma l'importanza ed il blasone della piazza, oltre ad evidenti motivi di ordine pubblico fecero sì che il Napoli Soccer potesse prendere parte al campionato di Serie C1. [senza fonte]

Nella stagione 2004-2005 il Napoli, costretto a ripartire dalla C1, affida la panchina a Giampiero Ventura cominciando il suo campionato in ritardo. Senza una preparazione atletica valida e con una rosa di calciatori inadeguata – conseguenza della tardiva iscrizione che di fatto fa partire il calciomercato della compagine solo alla fine di agosto (e prolungato dalla FIGC fino alla metà di settembre) ma comunque in un periodo dove erano disponibili prevalentemente giocatori svincolati – per aspirare ai primissimi posti, la squadra ha subito delle grandi difficoltà, riuscendo a collocarsi in una posizione a ridosso della zona play-off e puntando sul mercato di gennaio per compiere gli aggiustamenti necessari.

Con gli acquisti di calciatori di buon livello tra i quali Calaiò, Fontana, Piá e Capparella, e con l'esonero di Ventura sostituito da Edy Reja, si spera di raggiungere la zona promozione. Così avviene ed il Napoli, con il terzo posto in graduatoria, supera in semifinale la Sambenedettese, ma perde la finale play-off contro l'Avellino, pareggiando 0-0 in casa e perdendo 2-1 in Irpinia.

Per tutta l'estate il Napoli confida ugualmente nell'accesso in Serie B tramite il ripescaggio; a fine luglio, per qualche giorno, il Napoli è virtualmente in B grazie alla bocciatura del Messina da parte del Consiglio Federale, ma il TAR riabilita i peloritani ed il Napoli rimane in C1. Ad agosto sembrano essere il Pescara prima ed il Torino poi a fare posto al Napoli nella serie cadetta, ma anche in questi casi i regolamenti vengono applicati senza favorire gli azzurri che dovranno riconquistare la Serie B sul campo.

Nel frattempo la società partenopea ha provveduto ad inserire nell'organico alcuni elementi importanti come Gennaro Iezzo, Ruben Maldonado e Mariano Bogliacino, e l'ottimo avvio in Coppa Italia lo conferma: in agosto elimina tre squadre di categoria superiore (Pescara, Reggina e Piacenza) e la sua corsa si ferma solo nel turno successivo, disputato tra dicembre e gennaio, nel doppio confronto contro la Roma.

Nel campionato di Serie C1 2005-2006 il Napoli parte benissimo facendo subito il vuoto dietro di sé. Inizialmente gli resiste solo la Sangiovannese, ma a metà novembre i toscani vengono sconfitti al San Paolo. Il Napoli si sente già in Serie B e tra dicembre e febbraio rallenta il suo cammino. Prima di Natale vince a Frosinone contro la vera rivale per il primo posto, conseguendo poi quattro sconfitte in trasferta. La squadra riesce a risollevarsi ed alcuni cambiamenti tattici apportati da Reja fanno sì che la marcia verso la B riprenda senza ostacoli, sancita dalla vittoria contro il Perugia del 16 aprile. In questa stagione si mette in luce l'"arciere" Calaiò, autore di 18 gol e capocannoniere del torneo.

Il Napoli torna così in Serie B con merito, dominando il proprio girone. L'ultimo atto della stagione è la finale di Supercoppa di Lega di Serie C1 giocata contro lo Spezia, vincente del girone A: nella doppia finale prevale la squadra ligure grazie al pareggio esterno per 1-1 (dopo lo 0-0 della gara d'andata) in uno Stadio San Paolo vuoto per il disinteresse del pubblico azzurro verso questa competizione minore.

Il presidente Aurelio De Laurentiis, mantenendo la promessa fatta ai tifosi all'atto dell'acquisizione del titolo sportivo dalla Curatela Fallimentare del tribunale di Napoli, restituisce al club la sua denominazione originale, Società Sportiva Calcio Napoli, che torna così ad essere il nome della squadra per la nuova stagione in Serie B e per quelle a venire.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria del Napoli Soccer[1]
  • 30 luglio 2004 · La VII sezione del tribunale di Napoli dichiara il fallimento della Società Sportiva Calcio Napoli.
  • 6 settembre 2004 · Nasce il Napoli Soccer che ne rileva il titolo sportivo e viene iscritto alla Serie C1.
  • 2004-05 · 3º nel girone B di Serie C1. Perde la finale play-off contro l'Avellino.
  • 2005-06 · 1º nel girone B di Serie C1. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Finalista di Supercoppa di Lega di Serie C1.
  • 24 maggio 2006 · Il club torna alla denominazione Società Sportiva Calcio Napoli.

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio San Paolo.

Il Napoli Soccer ha disputato tutte le sue partite casalinghe allo Stadio San Paolo di Napoli. L'impianto fu inaugurato nel 1959 con la partita Napoli-Juventus, terminata con la vittoria degli azzurri per 2-1. Lo stadio, che inizialmente prevedeva una capienza di 76.824 posti a sedere, può attualmente ospitarne 60.240, a causa della chiusura di un anello.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

2005-2006 (girone B)

Altri piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

Terzo posto: 2004-2005 (girone B)
Finale: 2006

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Panini Edizioni Modena, Almanacco Illustrato del Calcio - La Storia 1898-2004, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]