Attila Sallustro

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Attila Sallustro
Immagine:Sallustro.jpg
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Dati biografici
Nome Attila Sallustro
Nato 15 dicembre 1908
Asunción
Paese {{{paese nascita}}}
Nazionalità bandiera Paraguay
Passaporto bandiera Italia
Morto 28 maggio 1983
Roma
Altezza cm
Peso kg
Dati agonistici
Disciplina Calcio
Specialità {{{specialità}}}
Categoria {{{categoria}}}
Record
Ranking {{{ranking}}}º
Best ranking {{{best ranking}}}º
Ruolo Attaccante
Squadra Ritirato
Ritirato {{{Terminecarriera}}}
Carriera
Giovanili
Internaples
Squadre di club*  
1925-1926 Internaples  ? (10)
1926-1937 Napoli 234 (114)
1937-1938 Salernitana 14 (1)
Nazionale
1929-1933 Bandiera dell'Italia Italia 3 (1)
Carriera da allenatore
Incontri disputati

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Palmarès
* Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Attila Sallustro (Asunción15 dicembre 1908 – Roma28 maggio 1983) è stato un calciatore paraguaiano naturalizzato italiano, che fu in attività tra il 1925 e il 1938, vestendo le maglie di Internaples, Napoli e Salernitana. Spesso viene indicato anche come Sallustro I, per distinguerlo dal fratello Oreste, anch'egli calciatore.

È stato il primo vero idolo dei tifosi del Napoli, dotato di tocco raffinato, potenza fisica e grande abilità nel gioco in area.

Trasferitosi giovanissimo a Napoli con la famiglia, a soli 18 anni era già osannato dai tifosi partenopei. A 21 anni esordì nella Nazionale di calcio italiana, nella partita vinta dagli azzurri contro il Portogallo per 6-1, ma in seguito il commissario tecnico Vittorio Pozzo gli preferì Giuseppe Meazza, suscitando le ire dei tifosi napoletani, che ritennero ingiusta l'esclusione del Veltro dalla Nazionale italiana, con cui giocò solo due volte.

Con la maglia del Napoli ha disputato 8 campionati segnando 107 reti, in una carriera segnata ed abbreviata dalla guerra.

Di Sallustro si ricorda lo spirito dilettantistico puro, che lo portò a rifiutare ogni compenso finanziario dal Napoli; in cambio, la società gli regalò una lussuosa automobile.

Negli ultimi anni della sua vita fu nominato direttore dello Stadio San Paolo e spesso si è ventilata l'ipotesi di intitolargli l'impianto di Fuorigrotta.


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