Real Madrid Club de Fútbol

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Real Madrid Club de Fútbol
Calcio Football pictogram.svg
Detentore della Coppa del Re Detentore della Coppa del Re
Real madrid logo.png
Los Merengues; Los Galacticos; Los Blancos
(Le meringhe; I galattici; I bianchi)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Maglietta
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
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Trasferta
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
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Calzettoni
Calzettoni
Terza
Colori sociali 600px Bianco.png Bianco
Inno Hala Madrid
José de Aguilar
Dati societari
Città Bandera de Madrid.svg Madrid
Paese bandiera Spagna
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Spain.svg RFEF
Campionato La Liga
Fondazione 1902
Presidente Bandiera della Spagna Florentino Pérez
Allenatore Bandiera del Portogallo José Mourinho
Stadio Santiago Bernabéu
(80.354 posti)
Sito web www.realmadrid.com
Palmarès
Liga10.pngLiga10.pngLiga10.pngLiga.pngCoppadelre10.pngRFEF - Copa del Rey.svgRFEF - Copa del Rey.svgRFEF - Copa del Rey.svgRFEF - Copa del Rey.svgRFEF - Copa del Rey.svgRFEF - Copa del Rey.svgRFEF - Copa del Rey.svgRFEF - Copa del Rey.svgCopa de Liga de España2.svgRFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svgCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppauefa.pngCoppauefa.pngSupercoppaeuropea.pngCopa Intercontinental.svgCopa Intercontinental.svgCopa Intercontinental.svg
Titoli di Spagna 31
Trofei nazionali 18 Coppe del Re
1 Coppe della Liga
8 Supercoppe di Spagna
Trofei internazionali 9 Coppe dei Campioni/Champions League
2 Coppe UEFA/Europa League
1 Supercoppe UEFA
3 Coppe Intercontinentali
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio

Il Real Madrid Club de Fútbol, abbreviato in Real Madrid, è una società polisportiva spagnola di Madrid fondata il 6 marzo 1902 e composta principalmente dalla nota sezione di calcio e da una cestistica.

La squadra di calcio del Real Madrid è la più vincente nella storia sia del calcio spagnolo che delle competizioni UEFA per club[1], ed è uno dei club con più tifosi. Militante nella Primera División spagnola fin da quando è stata creata la Liga (1929, al pari di Barcellona e Athletic Bilbao), detiene il record di titoli nazionali vinti (31) nonché il primato di vittorie in Coppa dei Campioni (9). Il club può vantare uno dei palmarès più prestigiosi, che annovera altresì 18 Coppe di Spagna, 8 Supercoppe di Lega, 2 Coppe UEFA, una Supercoppa europea e 3 Coppe Intercontinentali. La squadra venne chiamata originariamente Madrid Club de Fútbol e successivamente venne aggiunto Real a seguito della benedizione ricevuta nel 1920 da Alfonso XIII Re di Spagna. I giocatori del Real Madrid vengono chiamati merengues per via del colore della maglia che ricorda quello della meringa. Per un certo periodo (in concomitanza con le due presidenze consecutive di Florentino Pérez) i giocatori sono stati soprannominati anche Los Galacticos (I Galattici), per via della presenza di tante stelle nell'organico.

In Spagna il club è noto come el Madrid (il Madrid), in contrapposizione con l'Atlético (el Atlético), mentre in Italia è conosciuto come il Real, abbreviazione che nel contesto calcistico spagnolo non sarebbe caratteristica del Real Madrid, essendo il nome "Real" un attributo concesso a molti club spagnoli tra cui Real Saragozza, Real Sociedad e Real Valladolid.

Nel febbraio 2011, secondo la Deloitte Football Money League, è stato il club più ricco del mondo con 438,6 milioni di euro in entrata, davanti ai rivali sportivi del Barcellona e al Manchester United, il quale era rimasto in vetta per otto anni[2]. Grazie alle sue enormi capacità economiche la società è riuscita a mettere a segno il colpo di mercato più dispendioso della storia: Cristiano Ronaldo, acquistato per la cifra di 93 milioni di euro dal Manchester United nel 2009.

È, inoltre, l'unica società sportiva professionistica al mondo ad istituire un corso di studi universitario post-laurea. Infatti, nel 2006, presso l'Universidad Europea de Madrid è stata creata la Escuela de Estudios Universitarios Real Madrid, prima scuola di specializzazione sullo sport, la sua gestione, la comunicazione e la salute. Il direttore della cattedra è Mario Vargas Llosa, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 2010[3].

Indice

[modifica] Storia

[modifica] I primi anni (1902-1945)

A Madrid il calcio fu introdotto dai professori e dagli studenti del Institución Libre de Enseñanza, tra cui c'erano molti laureati a Oxford e Cambridge. Nel 1895 costoro fondarono il club Football Sky, che giocava la domenica mattina a Moncloa. Nel 1900 questo club si divise in due società diverse: il New Foot-Ball de Madrid e il Club Español de Madrid. Il presidente di quest'ultimo club era Julián Palacios, anch'esso divisosi il 6 marzo 1902 con la costituzione del Sociedad Madrid FC. Il primo presidente era Juan Padrós Rubió, il primo segretario Manuel Mendía e il primo tesoriere José de Gorostizaga. Juan Padrós Rubió sarebbe poi stato rimpiazzato dal fratello Carlos Padrós.

[modifica] La presidenza Bernabéu e i successi europei (1945-1978)

Santiago Bernabéu, presidente del Real Madrid dal 1943 al 1978

Prima di diventare presidente nel 1945, Santiago Bernabéu Yeste aveva già svolto le mansioni di giocatore, capitano della prima squadra, finanziatore e direttore del club, in un sodalizio con la società madrilena che durò per oltre 70 anni. Assunse l'incarico di ricostruire il club dopo la Guerra civile spagnola e, sotto la sua presidenza, edificò lo Stadio Santiago Bernabéu e la Ciudad Deportiva. Riorganizzò anche il club a tutti i livelli in quella che sarebbe diventata la normale gerarchia operativa dei club professionistici in Europa, dotando ogni sezione e ogni livello di squadre tecniche indipendenti e arruolando assistenti validi come Raimundo Saporta.

La metà degli anni cinquanta vide la dirigenza del Real Madrid creare una rosa di prim'ordine che comprendeva, tra gli altri, Alfredo Di Stéfano, Ferenc Puskás, Francisco Gento, Héctor Rial, Raymond Kopa e José Santamaria. Questi giocatori formarono il nucleo della squadra che avrebbe dominato la seconda parte del decennio. Nel 1954 la formazione della capitale vinse la Liga per la prima volta in 20 anni con il nome Real Madrid e si riconfermò campione di Spagna nel 1955. Conquistò due altri titoli spagnoli nel 1957 e nel 1958, dato che nel 1956 l'Athletic Bilbao fu l'unica squadra capace di interrompere la sequenza. Nel 1959 e nel 1960 la vittoria della Liga andò al Barcellona, ma tra il 1961 e il 1980 il Real Madrid tornò a dominare il campionato spagnolo, vincendone 14 edizioni, tra cui una striscia di cinque titoli consecutivi (1961-1965) e due strisce di tre titoli di fila (1967-1969 e 1978-1980). Fu in quest'epoca che vestirono la maglia del club giocatori leggendari come José Antonio Camacho, Uli Stielike e Juan Gómez Gonzalez.

Oltre ai successi nazionali, la fama di grande squadra il Real Madrid la guadagnò con le straordinarie prestazioni in Coppa dei Campioni. Nel 1955, sviluppando l'idea proposta dal giornalista de L'Équipe Gabriel Hanot e nell'intento di ripensare la formula della Coppa Latina (torneo riservato a squadre di Francia, Spagna, Portogallo e Italia), Bernabéu incontrò all'Hotel Ambassador di Parigi Bedrignan e Sebes e creò la Coppa dei Campioni, oggi nota come UEFA Champions League.

Alfredo Di Stéfano, Ferenc Puskás e altri giocatori celebri aiutarono il club a vincere la Coppa dei Campioni per cinque volte consecutive tra il 1955-1956 e il 1959-1960. Tra le partite memorabili ci sono il 7-3 contro l'Eintracht Francoforte nella finale dell'Hampden Park del 1960, davanti alle telecamere della BBC e dell'Eurovisione e a un pubblico di oltre 135.000 spettatori, la più grande affluenza per una finale di Champions League.

La società madrilena vinse la competizione per la sesta volta nel 1965-66, sconfiggendo prima l'Inter in semifinale e poi il Partizan Belgrado per 2-1 in finale con una squadra interamente composta da giocatori spagnoli, la prima nella storia della manifestazione. Si noti come solo Francisco Gento giocò in tutte e sei le edizioni vinte dal Real Madrid. Il club fu finalista perdente nel 1962, nel 1964 e nel 1981. In virtù delle cinque vittorie consecutive nel torneo al Real Madrid fu conferito il trofeo originale e fu dato il diritto di vestire la coccarda d'onore dell'UEFA.

Complessivamente, nei 35 anni di gestione Bernabéu, la squadra madrilena conquistò una Coppa Intercontinentale, sei Coppe dei Campioni, sedici campionati spagnoli e sei Coppe del Re.

Alfredo Di Stefano, ex giocatore del club durante la gestione Bernabéu, ne divenne allenatore agli inizi degli anni ottanta

[modifica] Gli anni della Quinta del Buitre (1980-1995)

Nei primi anni ottanta il Real Madrid perse lo scettro della Liga, ma dal 1986 inaugurò una nuova serie di vittorie, inanellando cinque successi consecutivi nel torneo (1986-1990).

Alla generazione dei giocatori cresciuti nelle giovanili del Real Madrid che resero vincente il club a livello nazionale negli anni ottanta fu assegnato il nomignolo Quinta del Buitre. L'epiteto (Leva dell'Avvoltoio)[4] derivava dal soprannome dato al membro più carismatico della squadra, Emilio Butragueño. Gli altri quattro componenti erano Manolo Sanchís, Martín Vazquéz, Míchel e Miguel Pardeza.

Manuel Sanchís e Martín Vázquez furono i primi a giocare con la prima squadra del Real Madrid: il loro debutto risale ad una partita contro il Murcia giocata il 4 dicembre 1983. L'allenatore Alfredo Di Stéfano schierò i due giovani tra i titolari dall'inizio. Entrambi giocarono sorprendentemente bene e Sanchís riuscì anche a segnare il gol della vittoria. Pochi mesi dopo, il 5 febbraio 1984, Emilio Butragueño debuttò in squadra in una partita sul campo del Cadice. El Buitre ("L'Avvoltoio") fu una rivelazione e segnò una doppietta già nella sua prima apparizione. Pardeza fu aggregato alla prima squadra in quella stagione e Míchel all'inizio di quella seguente.

Con La Quinta del Buitre (ridotta a quattro componenti quando Pardeza lasciò il club per il Saragozza nel 1986) il Real Madrid poteva vantare una delle migliori squadre spagnole ed europee durante la seconda metà degli anni ottanta e vinse anche 2 Coppe UEFA e 5 campionati spagnoli di seguito. L'unica macchia fu la mancata conquista della Coppa dei Campioni.

Martín Vázquez andò a giocare con il Torino nel 1990, prima di tornare al Real Madrid nel 1992 e di lasciarlo nuovamente nel 1995, quando passò al Deportivo La Coruña. Butragueño lasciò la squadra nel 1995 e Michél nel 1996. Ambedue si trasferirono all'Atlético Celaya, in Messico.

Sanchís fu l'unico componente de La Quinta a trascorrere l'intera carriera nel Real Madrid. Vincendo la Champions League per due volte, nel 1998 e nel 2000, riuscì a raggiungere quel traguardo che La Quinta non era stata in grado di tagliare nei suoi giorni di gloria. Si ritirò nel 2001, ultimo calciatore in attività tra coloro che avevano fatto parte della famosa "coorte".

[modifica] La presidenza Sanz (1995-2000)

Nell'estate del 1996 il presidente Lorenzo Sanz ingaggiò come allenatore Fabio Capello, reduce da un quinquennio di successi con il Milan. Benché la sua esperienza sulla panchina della squadra spagnola durò solo una stagione, conclusasi con la vittoria della Liga, la squadra costruita dall'allenatore italiano, che comprendeva campioni come Raúl, Predrag Mijatović, Fernando Redondo, Fernando Hierro, Davor Šuker, Clarence Seedorf e Roberto Carlos, aveva aperto un ciclo vincente, tanto che due anni dopo pose fine all'astinenza del Real Madrid nel massimo torneo continentale. Sotto la guida tecnica di Jupp Heynckes batté infatti la Juventus per 1-0 nella finale della Champions League 1997-1998. Il 3 dicembre 1998 per il Real Madrid dell'olandese Guus Hiddink, arrivò anche la seconda Coppa Intercontinentale, battendo il Vasco da Gama per 2-1.

La società si fregiò del titolo di campione d'Europa anche nella stagione 1999-2000, sconfiggendo in una finale tutta spagnola, i rivali del Valencia. Guidati da Vicente Del Bosque, i madrileni potevano contare su stelle di prima grandezza come Fernando Morientes, Steve McManaman e Iker Casillas.

[modifica] La prima era Pérez e i Galacticos (2000-2006)

I Galacticos Beckham e Zidane nel 2003

Nell'estate del 2000 si candidò alla presidenza del club Florentino Pérez, che batté il presidente uscente Lorenzo Sanz. A giocare un ruolo decisivo per la vittoria di Pérez fu la promessa, fatta in campagna elettorale, di portare al Real Madrid l'idolo dei tifosi del Barcellona Luís Figo, il quale fu acquistato poco tempo dopo la sua elezione.

Con l'acquisto di Figo, successivo alla vendita del centro di allenamento (la Ciudad Deportiva), fu inaugurata una strategia societaria improntata all'acquisto dei più grandi campioni del calcio mondiale. Nel 2001 fu acquistato Zinédine Zidane, nel 2002 Ronaldo e nel 2003 David Beckham. Nel 2004 fu la volta di Michael Owen, mentre nel 2005 arrivò a Madrid Robinho. I media coniarono l'espressione Los Galácticos ("I Galattici") per porre l'accento sulla risonanza mediatica del parco-giocatori del Real Madrid. Inizialmente la strategia fu vincente: il Real Madrid vinse la Liga nel 2001 e nel 2003 e la Champions League nel 2002, anno del centenario. La squadra conquistò anche la Coppa Intercontinentale (2002), la Supercoppa europea (2002) e la Supercoppa di Spagna (2001 e 2003). I giornalisti parlarono di Zidanes y Pavones per descrivere la strategia di unire giocatori affermati come Zidane a giovani calciatori formatisi nel settore giovanile del club, tra cui Francisco Pavón. Fuori dal campo la strategia dei Zidanes y Pavones ebbe uno straordinario successo dal punto di vista finanziario. Il club si adoperò, infatti, per sfruttare il suo enorme potenziale sul mercato mondiale, specialmente in Asia. Di lì a poco, tuttavia, una serie di scelte tecniche discutibili e i problemi dovuti alla convivenza di tanti campioni aprirono un periodo di crisi e di insuccessi, iniziato con il controverso esonero dell'allenatore Vicente Del Bosque meno di ventiquattr'ore dopo che il tecnico aveva condotto la squadra alla vittoria nella Liga, nel maggio 2003.

A Pérez fu rimproverata anche la cessione di Claude Makélélé, centrocampista di contenimento fondamentale per gli equilibri tattici della squadra, al quale non fu rinnovato il contratto scaduto nel 2003. Negli anni a venire il presidente acquistò un numero consistente di giocatori d'attacco, assecondando la politica dei Galacticos. Malgrado l'arrivo di giocatori di alto livello come Walter Samuel, Sergio Ramos e Michael Owen, il Real Madrid non riuscì, dunque, a vincere un trofeo importante dal 2004 al 2007, soffrendo il dominio nazionale e internazionale del Barcellona di Frankie Rijkaard.

Guti, prodotto del vivaio madrileno

Nel 2003-04 la panchina del Real Madrid fu affidata a sorpresa a Carlos Queiróz. Il club vinse la Supercoppa di Spagna, ma quel successo fu il preludio a una stagione fallimentare. Da Natale, infatti, iniziò una serie di risultati negativi, che fino a febbraio non compromisero il primo posto nella Liga, ma in seguito si rivelarono fatali. La crisi culminò in cinque sconfitte di fila nelle ultime cinque partite di campionato, che fecero retrocedere il Real Madrid al quarto posto e causarono l'esonero di Queiroz, che non poté quindi sottrarsi alla sorte infausta che in quel periodo colpiva gli allenatori del Real Madrid[5] Alla delusione in campionato si aggiunse l'inattesa eliminazione ai quarti di finale della UEFA Champions League 2003-2004 per mano del Monaco. La compagine madrilena mancò anche la conquista della Coppa del Re, nella cui finale fu battuta dal Real Saragozza. Nell'estate del 2004 Pérez fu comunque rieletto con il 94,2% dei voti.

Per l'annata successiva fu nominato allenatore José Antonio Camacho, che di lì a poco si sarebbe dimesso. Gli subentrò Mariano García Remón, esonerato dopo la pausa invernale quando la squadra stazionava al quinto posto. Vanderlei Luxemburgo, il suo sostituto, non riuscì a guidare i suoi uomini oltre gli ottavi di finale della Champions League (prevalse la Juventus) e della Coppa del Re, ma in campionato il Madrid si batté con ardore, fino a ottenere il secondo posto, a 4 punti di distacco dal Barcellona campione.

Anche il 2005-06 fu avaro di soddisfazioni. Trascorsi alcuni mesi segnati da prestazioni negative, Luxemburgo fu sollevato dall'incarico e il suo sostituto fu Juan Ramón López Caro, allenatore del Real Madrid Castilla, che rimase sorprendentemente in carica per il resto della stagione. Nella Liga dominata dal Barcellona il Real Madrid, pur giungendo alla fine secondo, non rappresentò mai una minaccia per la conquista del titolo da parte dei rivali catalani, che al Bernabéu si imposero sui madrileni con il risultato di 3-0 a novembre. Estromessi dalla Coppa del Re, dove furono superati per 6-1 dal Real Saragozza nella gara di andata dei quarti di finale, i bianchi della capitale uscirono di scena dalla Champions League ancora una volta agli ottavi di finale, sconfitti dall'Arsenal, poi finalista perdente del torneo.

Il 27 febbraio 2006 Florentino Pérez si dimise e fu rimpiazzato provvisoriamente da Fernando Martín.

[modifica] L'era Calderón (2006-2009)

I giocatori del Real Madrid festeggiano dopo il secondo gol di Raúl (sulla destra) contro il Bayern Monaco nell'andata degli ottavi di finale della Champions League 2006-2007.

Il 2 luglio 2006 fu eletto presidente Ramón Calderón, che ingaggiò Fabio Capello come allenatore, l'ex campione del Real Madrid Predrag Mijatović come direttore sportivo e Franco Baldini come direttore generale.

Capello caldeggiò l'acquisto di Fabio Cannavaro ed Emerson, entrambi, come l'allenatore, arrivati al Real dalla Juventus in seguito allo scandalo nel calcio italiano che ha visto coinvolta la società bianconera. In totale il club spagnolo spese 21 milioni di euro, anche per ingaggiare Ruud van Nistelrooy, Mahamadou Diarra e José Antonio Reyes. Nel corso della sessione invernale del calciomercato internazionale, tra dicembre e gennaio, la dirigenza del club madrileno si assicurò alcuni giovani sudamericani di talento come Marcelo, Gonzalo Higuain e Fernando Gago, arrivi cui fecero da contraltare le partenze di due dei Galacticos, David Beckham, accasatosi ai Los Angeles Galaxy da luglio 2007, e Ronaldo, ceduto al Milan nel gennaio 2007.

In Champions League i blancos di Madrid furono eliminati agli ottavi di finale dal Bayern Monaco. Dopo aver trascorso gran parte della stagione al secondo o al terzo posto del campionato spagnolo 2006-2007, negli ultimi mesi recuperarono molti punti sul Barcellona e vinsero il campionato all'ultima giornata. Pur avendo gli stessi punti del Barcellona in classifica, infatti, i madridisti poterono festeggiare il loro trentesimo titolo nazionale in virtù dei migliori risultati negli scontri diretti (vittoria per 2-0 al Santiago Bernabéu e pareggio per 3-3 al Camp Nou).

La vittoria non impedì l'esonero di Fabio Capello, allontanato dalla dirigenza pochi giorni dopo i festeggiamenti per la conquista del campionato. La sua cacciata fu motivata dal cattivo gioco espresso dalla squadra durante buona parte della stagione, non degno del più grande club del mondo, a detta del presidente e dell'area tecnica. Il direttore sportivo Mijatović diede atto a Capello di aver "lavorato sotto una pressione enorme" e "ottenuto un risultato importante come la vittoria della Liga", ma aggiunse: "Abbiamo bisogno di giocare un calcio diverso rispetto a quello dell'ultima stagione, abbiamo bisogno di qualcosa di più perché i nostri tifosi possano tornare a divertirsi"[6].

Il giocatori del Real Madrid celebrano la vittoria della Supercoppa di Spagna 2008

Al posto dell'allenatore friulano fu assunto Bernd Schuster, autore di una grande stagione col piccolo Getafe, portato alla finale di Coppa del Re e di conseguenza in Coppa UEFA. Sul fronte del calciomercato la campagna-acquisti del club fu ancora una volta faraonica (120 milioni di euro). Allo stadio Bernabéu giunsero il portoghese Pepe e gli olandesi Arjen Robben, Royston Drenthe e Wesley Sneijder.

In Champions League la squadra madrilena fu eliminata per il quarto anno consecutivo agli ottavi di finale, questa volta dalla Roma. In campionato, invece, occupò costantemente la testa della classifica per tutta la stagione, confermandosi campione di Spagna (per la prima volta in diciotto anni) con tre giornate di anticipo grazie anche ad un attacco molto produttivo, capace[7] di segnare in 35 partite su 36. L'8 maggio, alla terzultima giornata, i blancos già campioni batterono per 4-1 il Barcellona al Bernabéu.

La stagione 2008-09 si è aperta con la conquista della Supercoppa di Spagna nella doppia sfida contro il Valencia, ma il Real Madrid ha avuto un deludente avvio di stagione, segnato da alcune sconfitte in campionato che non hanno permesso al club di tenere il passo del Barcellona. Il 9 dicembre 2008 Bernd Schuster è stato esonerato e sostituito dallo spagnolo Juande Ramos.

Il 16 gennaio 2009 Calderón si è dimesso[8] dalla carica di Presidente della società madridista per via delle presunte illegalità avvenute nella sua rielezione nel dicembre precedente. Gli è subentrato temporaneamente Vicente Boluda, in attesa dello svolgimento di nuove elezioni nell'estate 2009. Intanto la squadra, stabilmente al secondo posto della Liga alle spalle Barcellona, nella fase di calciomercato di gennaio è stata rinforzata con l'acquisto del centravanti Klaas-Jan Huntelaar, chiamato a sostituire il connazionale van Nistelrooy, seriamente infortunatosi, e del centrocampista Lassana Diarra. In Champions League la corsa dei madrileni si è fermata nuovamente agli ottavi di finale, contro il Liverpool, mentre in campionato hanno mantenuto il secondo posto dietro il Barcellona. Alla fine di maggio si dimette il direttore sportivo Mijatović.

[modifica] La seconda era Pérez (2009-oggi)

Esultanza di Kaká dopo aver segnato un gol alla Real Sociedad il 6 febbraio 2011

Unico candidato alla presidenza, Florentino Pérez è stato eletto nuovamente al vertice del Real Madrid il 1º giugno 2009. Dopo l'insediamento ha attuato nuovamente quella politica dei Galacticos che aveva caratterizzato la sua prima era al Real Madrid. Ha messo a segno il primo costosissimo acquisto di calciomercato, quello del brasiliano Kaká, versando 67,2 milioni di euro al Milan. Il clamoroso acquisto è stato seguito dall'affare più costoso nella storia del calcio, l'ingaggio del portoghese Cristiano Ronaldo, comprato dal Manchester United per 93 milioni di euro (80 milioni di sterline). Per il giocatore il club madrileno ha fissato una clausola rescissoria di 1 miliardo e 125.000 euro, una somma che non ha eguali nella storia del calcio. La faraonica campagna acquisti del Real Madrid di Pérez è proseguita con l'ingaggio del francese Karim Benzema dal Lione per 35 milioni, degli spagnoli Raúl Albiol dal Valencia, Alvaro Arbeloa e Xabi Alonso dal Liverpool e Esteban Granero dal Getafe.

In totale Pérez ha speso circa 252 milioni di euro, record stagionale nel calciomercato mondiale, mentre hanno lasciato Madrid gli olandesi Klaas-Jan Huntelaar, Wesley Sneijder e Arjen Robben, Alvaro Negredo, Michel Salgado, Jordi Codina, Daniel Parejo, Julien Faubert, Javier Saviola, Fabio Cannavaro, Miguel Torres, Gabriel Heinze e Javi García.

L'ingente mole di acquisti è resa possibile da un budget societario pari a 415 milioni di euro, record mondiale. Il bilancio societario risulta, pertanto, in attivo, grazie agli introiti derivanti dal contratto con Mediapro (120 milioni), dalle entrate dallo stadio (140 milioni), dal marketing (più di 150 milioni) e dalle amichevoli[9].

Cristiano Ronaldo, primo giocatore a superare, con 53 gol, il record di 47 gol stagionali stabilito da Ferenc Puskás del 1960

Nonostante i copiosi investimenti, il Real Madrid non è riuscito a conquistare alcun trofeo. In ambito europeo ha disatteso ancora una volta le aspettative, cadendo per il sesto anno consecutivo agli ottavi di finale della Champions League, questa volta contro i francesi del Lione, mentre in Coppa del Re è incappata in una clamorosa eliminazione ai sedicesimi di finale contro l'Alcorcón, squadra di terza divisione, capace di vincere per 4-0 in casa nella gara di andata. In campionato la squadra di Manuel Pellegrini è giunta seconda a 3 punti dal Barcellona, anche se ha lottato per il titolo sino all'ultima giornata in un campionato dominato dalle due grandi. Non sono bastati ai madrileni i 96 punti conquistati, più di qualsiasi altra squadra laureatasi campione di Spagna nel passato[10], al termine di un torneo dominato dalle due grandi, con la terza, il Valencia, a quasi trenta punti dalla vetta[10].

Alla fine della stagione Pellegrini viene sollevato dal suo incarico e il 28 maggio 2010 al suo posto è ingaggiato il portoghese José Mourinho.

Nella sessione estiva del calciomercato, la società madrilena, mette a segno alcuni colpi: Angel Di Maria, Sergio Canales, Pedro León, Sami Khedira, Ricardo Carvalho e Mesut Özil, per un totale di 77,5 milioni di euro. Lasciano Madrid, invece, le due storiche bandiere dei blancos Guti e Raúl, insieme anche al tedesco Christoph Metzelder e all'olandese Royston Drenthe, ceduto in prestito per una stagione all'Hércules. Il 2 aprile 2011 perde in casa contro il Real Sporting de Gijón per 0 a 1 dicendo così definitivamente addio alla Liga. In compenso, dopo 7 anni, il Real riesce a superare la barriera degli ottavi di finale, eliminando il Lione, proprio la bestia nera delle "Merengues" (1-1 in Francia, 3-0 al Bernabeu). Nei quarti di finale, il Real Madrid affronta il Tottenham: vince 4-0 la gara d'andata, al Bernabeu e si ripete a White Hart Lane, sette giorni dopo, per 1-0. Il sorteggio ha voluto che il Real Madrid affronti in semifinale i rivali del Barcellona , in lotta con i "blancos" sia in campionato che in Coppa del Re. Saranno quattro le sfide tra le due rivali in poco meno di un mese. Il primo match è quello del Bernabeu (16 aprile), in campionato, e termina 1-1, con il Real che si ritrova sotto di un gol e di un uomo ma riesce comunque a pareggiare. La seconda sfida si disputa il 20 aprile al Mestalla di Valencia, ed è valida per la finale di Coppa del Re. L'incontro termina ai tempi supplementari con la vittoria della squadra madrilena per 1-0 grazie ad un colpo di testa di Cristiano Ronaldo, che beffa il secondo portiere del Barcellona José Manuel Pinto, permettendo alla sua squadra di conquistare la 18ª Coppa del Re della sua storia. Nell'andata delle semifinali di Champions League, il Real viene sconfitto in casa dai rivali catalani con una doppietta di Lionel Messi e al ritorno pareggia 1-1 permettendo al Barcellona di agguantare la finale di Wembley.

[modifica] Cronistoria

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cronistoria del Real Madrid Club de Fútbol.

[modifica] Tifosi e rivalità

Durante molte delle partite casalinghe la maggior parte dei posti dello stadio Bernabeu sono occupati dagli abbonati, che sono approssimativamente 65mila. Per diventare abbonato occorre essere un socio o un membro del club. Non tutti i membri possono ottenere un abbonamento. In aggiunta ai membri, il club ha oltre 1.800 peñas - i fansclub affiliati ufficiali - in Spagna e nel mondo.

[modifica] Rivalità con il Barcellona

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce El Clásico.

Fin dall'inizio i due club erano visti come le rappresentanti delle due regioni rivali in Spagna, Castiglia e Catalogna, così come delle due città. La rivalità raggiunse nuovi livelli negli anni in cui Franco era al potere, quando Franco cercò di sfruttare i successi internazionali del Real Madrid; ad ogni modo, durante la stessa guerra civile spagnola, membri del Real Madrid vennero giustiziati per mano delle milizie di Franco. Il presidente del Real Rafael Sánchez Guerra, un insigne repubblicano, fu imprigionato e torturato. Le milizie arrestarono e uccisero anche un vicepresidente e un tesoriere del Real e fecero scomparire un sostituto presidente.

La rivalità subì un significativo inasprimento a partire dalla semifinale di Coppa del Re del 1943 disputata tra i due club. L'andata al Les Corts finì con una sconfitta per 3-0 ai danni del Real, ma il ritorno a Madrid lo vide vincere 11-1. Si è insinuato che sui giocatori blaugrana furono fatte pressioni da alcuni loro tifosi affinché perdessero la partita. Negli anni cinquanta controversie come la disputa sull'ingaggio di Alfredo Di Stéfano intensificarono ulteriormente la rivalità.

In qualità dei due più grandi, ricchi e vincenti club di Spagna, la rivalità si è rinnovata annualmente con entrambe le squadre a gareggiare spesso tra di loro per il titolo nazionale. Il culmine di questa rivalità è costituito dai due superclásicos. Il bilancio recente del Real Madrid con il FC Barcelona nelle sfide disputate in Catalogna valide per il campionato, vede due vittorie al Camp Nou negli ultimi 20 anni (1-2, 2003, 0-1 2007) ma vincendo una partita di Supercoppa spagnola, una di Coppa del Re e, soprattutto nella semifinale della Champions League del 2001-2002, poi vinta. Più recentemente il Madrid è tornato a vincere nel derby il 22 ottobre 2006 con una vittoria per 2-0 nella Liga.

[modifica] Rivalità con l'Atlético Madrid

In aggiunta alla rivalità con il FC Barcelona, il Real mantiene anche una storica rivalità locale con l'Atlético Madrid. Sebbene l'Atlético fosse stato originalmente fondato da tre studenti baschi, a questi si unirono nel 1904 alcuni dissidenti del Madrid FC. Ulteriori tensioni furono create dal fatto che inizialmente i tifosi dell'Atlético provenivano dalla classe lavoratrice, mentre i sostenitori del Real appartenevano alla classe media. Oggi queste distinzioni sono largamente superate.

La rivalità tra i due club madrileni conquistò per la prima volta l'attenzione internazionale durante la Coppa dei Campioni del 1959, quando le due formazioni si incontrarono in semifinale. Il Real vinse 2-1 la gara d'andata al Bernabéu, mentre l'Atlético vinse 1-0 il ritorno al Metropolitano. Il pareggio portò ad un rematch che il Real vinse 2-1. L'Atletico conquistò comunque alcune rivincite quando, dopo le dimissioni dell'allenatore del Real José Villalonga, lo sconfisse nelle due successive finali di Coppa del Re del 1960 e del 1961.

Tra il 1961 e il 1980, quando il Real dominò la Liga solo l'Atlético offrì ai blancos una seria sfida vincendo il titolo nel 1966, 1970, 1973 e 1977. Nel 1965, quando finì vicecampione della Liga dopo un'intensa battaglia con i rivali cittadini, l'Atlético divenne la prima formazione dopo otto anni a battere il Real al Bernabéu.

Il bilancio delle ultime sfide con l'Atletico è molto favorevole al Real. L'apice del dominio delle merengues si è avuto nella stagione 2002-03, quando il Real ha conquistato il titolo della Liga dopo aver battuto l'Atlético 4-0 allo stadio Vicente Calderón.

[modifica] Colori e simbolo

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Divisa originale del Real Madrid

Tradizionalmente, la divisa casalinga del Real Madrid è completamente bianca; tuttavia inizialmente adottò una striscia trasversale blu sulla maglia; a differenza di oggi inoltre, i calzettoni erano di colore blu scuro[11].

La maglia con banda trasversale fu rimpiazzata nel 1902 da una tutta bianca sul modello del Corinthian Football Club, club londinese[12]. Nello stesso anno, i calzettoni da blu divennero neri. Nei primi anni quaranta, alla maglia furono aggiunti dei bottoni e lo stemma fu spostato sul lato sinistro del petto (posizione dove si trova tuttora).

Il 23 novembre 1947, in un incontro con l'Atlético Madrid, il Real Madrid divenne la prima squadra spagnola ad indossare maglie numerate[13].

[modifica] Evoluzione della divisa

Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1902
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1911
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1931
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1955
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1982
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1998
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2002
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
2007-2008
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2008-2009
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2009-2010
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2010-2011
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2011-2012

[modifica] Gli sponsor

Abbigliamento tecnico

Sponsor ufficiale

[modifica] Simbolo

Il primo simbolo del Real Madrid aveva un design semplice, che consisteva in un intreccio decorativo delle lettere "MCF", acronimo di Madrid Club de Fútbol, scritte in blu scuro su maglia bianca.

Il primo cambio nello stemma fu apportato nel 1908, quando le lettere adottarono una forma più stilizzata e furono inserite in un cerchio[14]. Un ulteriore cambiamento nel disegno del simbolo fu apportato nel 1920, sotto la presidenza di Pedro Parages[15]. Quell'anno, il 29 giugno Re Alfonso XIII di Spagna concesse al club il titolo di "Real"; ciò consentì alla squadra di aggiungere al disegno originale la corona reale[14].

Con la dissoluzione della monarchia nel 1931, ogni simbolo reale fu eliminato. Dal nome fu tolta la denominazione "Real"; nello stemma la corona fu eliminata mentre nel cerchio contenente le lettere fu aggiunta una banda trasversale violetta, a rappresentare la Castiglia. Nel 1941, due anni dopo la conclusione della Guerra civile spagnola, fu ripristinata la corona reale e la banda trasversale venne mantenuta. Inoltre, tutto lo stemma divenne completamente colorato; l'oro divenne il colore preponderante. Il club tornò anche a chiamarsi "Real Madrid Club de Fútbol"[14].

La modifica più recente al simbolo del club fu apportata nel 2001, quando il club decise di renderlo più moderno e consono al XXI secolo[14].

[modifica] Stadio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Santiago Bernabéu (stadio) e Santiago Bernabéu.
Panoramica dello stadio Santiago Bernabéu

Il Real Madrid disputa le partite interne nello stadio Santiago Bernabéu, che ha una capacità di 80.354 spettatori (il 16º al mondo per capienza) e un campo da gioco di 106 per 72 metri.

Ideato dall'architetto José María Castell, i lavori di costruzione iniziarono il 27 ottobre 1944. Originariamente chiamato "Nuovo Stadio Chamartin", fu inaugurato 14 dicembre 1947 e fu ribattezzato con l'attuale nome il 4 gennaio 1955 in onore del grande presidente Santiago Bernabéu. All'interno dell'impianto è presente il museo ufficiale del Real Madrid, oltre i numerosi ristoranti e la sede di Real Madrid Channel. Il Bernabéu è raggiungibile in Metropolitana con l'omonima fermata sulla linea 10.

I campi di allenamento sono invece siti nell'avveniristico centro sportivo Ciudad Real Madrid, inaugurato nel 2005, alla periferia della città.

Il Santiago Bernabéu detiene il record mondiale di imbattibilità, essendo rimasto inespugnato per 121 turni di campionato tra il 1957 e il 1965.

[modifica] Presidenti e allenatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Categoria:Presidenti del Real Madrid C.F. e Allenatori del Real Madrid Club de Fútbol.

Di seguito è riportata la lista di presidenti e allenatori che si sono succeduti nel club merengue nei suoi 109 anni di storia.

Real madrid logo.png
Presidenti
Presidenti
Real madrid logo.png
Allenatori
Allenatori
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[modifica] Giocatori

Nei suoi 109 anni di storia il Real Madrid ha potuto contare su giocatori di assoluto valore, plurititolati non solo a livello di club ma anche di selezioni nazionali.

L'ex capitano di lungo corso delle Merengues, Raúl González Blanco, è il secondo miglior marcatore della Nazionale spagnola con 44 gol, alle spalle di David Villa (46)[16][17]. Il portiere Iker Casillas, cresciuto nelle giovanili del Real, con 127 presenze, è primo nella classifica dei giocatori con più presenze nella storia della Roja.

[modifica] Giocatori celebri

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori del Real Madrid C.F..

[modifica] Campioni del mondo

[modifica] Campioni d'Europa

[modifica] Palmarès

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Palmarès del Real Madrid Club de Fútbol.
La Coppa Intercontinentale del 2002 esposta nel museo del Real Madrid

[modifica] Trofei nazionali

1931-1932; 1932-1933; 1953-1954; 1954-1955; 1956-1957; 1957-1958; 1960-1961; 1961-1962; 1962-1963; 1963-1964; 1964-1965; 1966-1967; 1967-1968; 1968-1969; 1971-1972; 1974-1975; 1975-1976; 1977-1978; 1978-1979; 1979-1980; 1985-1986; 1986-1987; 1987-1988; 1988-1989; 1989-1990; 1994-1995; 1996-1997; 2000-2001; 2002-2003; 2006-2007; 2007-2008
1905; 1906; 1907; 1908; 1917; 1933-1934; 1935-1936; 1945-1946; 1946-1947; 1961-1962; 1969-1970; 1973-1974; 1974-1975; 1979-1980; 1981-1982; 1988-1989; 1992-1993; 2010-2011
1984-1985
1988; 1989[18]; 1990; 1993; 1997; 2001; 2003; 2008

[modifica] Trofei internazionali

1955-1956; 1956-1957; 1957-1958; 1958-1959; 1959-1960; 1965-1966; 1997-1998; 1999-2000; 2001-2002
1984-1985; 1985-1986
2002
1960; 1998; 2002

[modifica] Statistiche

Raul, giocatore con più presenze (741) e miglior marcatore nella storia del club madrileno con 323 reti
  • Stagioni nella Liga spagnola: 81
  • Miglior posizione in campionato: (31 volte)
  • Secondo posto in campionato: 19
  • Terzo posto in campionato: 7
  • Peggior posizione in campionato: 11º (1947-48)
  • Partecipazioni alla Coppe del Re: 99
  • Partecipazioni alla Coppa della Liga: 4
  • Partecipazioni alla Supercoppa di Spagna: 12
  • Partecipazioni alla Coppa dei Campioni/Champions League: 42
  • Partecipazioni alla Coppa delle Coppe: 4
  • Partecipazioni alla Coppa UEFA: 9
  • Partecipazioni alla Supercoppa UEFA: 3
  • Partecipazioni alla Coppa Intercontinentale/Mondiale per club: 6
  • Maggior numero di punti in una stagione: 96 (2009-2010)
  • Maggior numero di goal segnati in una stagione: 107 (1989-90)
  • Maggior numero di goal segnati in una partita di campionato: Real Madrid - Elche 11 - 2 (1959-1960)
  • Maggior numero di goal segnati in una partita di coppa europea: Real Madrid - Boldklubben 1909 12 - 0 (1961-1962)
  • Maggior numero di gol subiti in una partita di campionato: Espanyol - Real Madrid 8 - 1 (1929-1930)
  • Maggior numero di goal subiti in una partita di coppa europea: Milan - Real Madrid 5 - 0 (1988-1989)

[modifica] Organico 2011-2012

[modifica] Rosa

Rosa e numerazione aggiornate al 30 settembre 2011.[19]

N. Ruolo Giocatore
1 Bandiera della Spagna P Iker Casillas (capitano) Captain sports.svg
2 Bandiera del Portogallo D Ricardo Carvalho
3 Bandiera del Portogallo D Pepe
4 Bandiera della Spagna D Sergio Ramos (vice capitano)
5 Bandiera della Turchia C Nuri Şahin
6 Bandiera della Germania C Sami Khedira
7 Bandiera del Portogallo A Cristiano Ronaldo
8 Bandiera del Brasile C Kaká
9 Bandiera della Francia A Karim Benzema
10 Bandiera della Germania C Mesut Özil
11 Bandiera della Spagna C Esteban Granero
12 Bandiera del Brasile D Marcelo
N. Ruolo Giocatore 600px Bianco viola reale.png
13 Bandiera della Spagna P Adán
14 Bandiera della Spagna C Xabi Alonso
15 Bandiera del Portogallo D Fábio Coentrão
16 Bandiera della Turchia C Hamit Altıntop
17 Bandiera della Spagna D Álvaro Arbeloa
18 Bandiera della Spagna D Raúl Albiol
19 Bandiera della Francia D Raphaël Varane
20 Bandiera dell'Argentina A Gonzalo Higuaín
21 Bandiera della Spagna C José Callejón
22 Bandiera dell'Argentina C Ángel Di María
24 Bandiera della Francia C Lassana Diarra

[modifica] Staff

Real madrid logo.png
Staff dirigenziale[20]
Staff dirigenziale[20]
  • Presidente: Bandiera della Spagna Florentino Pérez
  • Presidente onorario: Bandiera dell'Argentina Bandiera della Spagna Alfredo di Stéfano
  • Vice-presidente 1: Bandiera della Spagna Fernando Fernández Tapia
  • Vice-presidente 2: Bandiera della Spagna Eduardo Fernández de Blas
  • Segretario: Bandiera della Spagna Enrique Sánchez González
  • Direttore generale: Bandiera della Spagna José Angel Sanchez
  • Direttore di controllo e auditing interno: Bandiera della Spagna Carlos Martínez de Albornoz
  • Capo di Gabinetto della presidenza: Bandiera della Spagna Manuel Redondo
  • Direttore economico: Bandiera della Spagna Julio Esquerdeiro
  • Direttore commerciale: Bandiera della Spagna Begoña Sanz
  • Direttore risorse: Bandiera della Spagna Enrique Balboa
  • Direttore operazioni e servizi: Bandiera della Spagna Fernando Tormo
  • Direttore dell'area comunicazione: Bandiera della Spagna Antonio Galeano
  • Direttore delle relazioni istituzionali: Bandiera della Spagna Emilio Butragueño
  • Direttore sportivo della sezione calcistica: Bandiera della Spagna Miguel Pardeza
  • Direttore sportivo della sezione cestistica: Bandiera della Spagna Juan Carlos Sánchez-Lázaro
  • Consigliere del presidente per la prima squadra: Bandiera della Francia Zinedine Zidane
  • Direttore della commissione di consulenza legale: Bandiera della Spagna Javier López Farre
  • Risorse umane: Bandiera della Spagna José María García
  • Direttore Fondazione "Real Madrid": Bandiera della Spagna Julio González
  • Direttore dell'area sociale: Bandiera della Spagna José Luis Sánchez
  • Capo del protocollo: Bandiera della Spagna Raúl Serrano
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Staff tecnico
Staff tecnico
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[modifica] Rose precedenti

[modifica] Altre sezioni sportive

[modifica] Calcio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Real Madrid Castilla.

[modifica] Basket

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Real Madrid Baloncesto.

[modifica] Calcio a 5

Nel 2008 il Real Madrid, unitamente ad altre 8 squadre vincitrici di almeno un campionato nazionale, diede vita alla Liga Española de Fútbol Indoor, campionato giocato da veterani dei rispettivi club. Il Real Madrid ha schierato giocatori come Paco Buyo, Emilio Amavisca ed Alfonso Pérez.

[modifica] Sezioni storiche

Oltre alle sezioni attualmente esistenti il Real Madrid ha avuto diverse altre sezioni sportive, attualmente scomparse.

  • La sezione di pallavolo maschile, vincitrice di 9 campionati tra il 1972 ed il 1983 e di 12 Coppe del Re.
  • La sezione di pallamano, vincitore di un campionato nazionale nel 1951.
  • La sezione di baseball, fondata nel 1944 e vincitrice di 10 titoli nazionali.
  • La sezione di atletica leggera, attiva tra il 1930 ed il 1980, salvo una fase di inattività nel 1938 ed il 1939.
  • La sezione di rugby, presente all'interno della polisportiva tra il 1925 ed il 1948, vincitrice di un campionato nazionale e diversi titoli regionali.
  • La sezione di tennis aveva tra i suoi tesserati Manuel Santana, vincitore del Torneo di Wimbledon nel 1966.
  • La sezione di nuoto.

[modifica] Note

  1. ^ Calcio Europa: Real Madrid - it.uefa.com. [collegamento interrotto]
  2. ^ (EN) Deloitte Football Money League 2011 (pdf). deloitte.com, febbraio 2011. URL consultato il 2 agosto 2011.
  3. ^ Un proyecto internacional para formar líderes, que trasciende los límites del deporte. rm.uem.es. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  4. ^ Il termine spagnolo quinta è paragonabile alla nostra "leva", nel senso di generazione, gruppo della stessa annata e quindi chiamato assieme alla leva militare.
  5. ^ (EN) «Real sack Queiroz», BBC Sport, 24 maggio 2004. URL consultato in data 2 agosto 2010.
  6. ^ Real Madrid, esonerato Capelloe ora strada spianata per Schuster. laRepubblica.it. URL consultato il 5 dicembre 2007.
  7. ^ Dato aggiornato a tre giornate dalla fine del campionato 2007-2008. Fonte: La Liga è del Real Madrid. gazzetta.it, 5 maggio 2008. URL consultato il 6 maggio 2008.
  8. ^ Calderon saluta Madrid. Boluda nuovo presidente. puntosport.net, 17 gennaio 2009. URL consultato il 2 agosto 2010.
  9. ^ «Real, budget da record. 415 milioni di euro», La Repubblica, 1º settembre 2009. URL consultato in data 2 agosto 2010.
  10. ^ a b «Liga: Barcellona campione da record», blitzquotidiano.it, 17 maggio 2010. URL consultato in data 2 agosto 2011.
  11. ^ (ES) Camiseta Real Madrid. santiagobernabeu.com. URL consultato il 29 novembre 2008.
  12. ^ (EN) Corinthian Casuals FC. bbc.co.uk. URL consultato il 21 giugno 2010.
  13. ^ (EN) Real Madrid turns 106 (V). realmadrid.com. URL consultato il 21 giugno 2010.
  14. ^ a b c d (ES) Escudo Real Madrid. santiagobernabeu.com. URL consultato il 29 novembre 2008.
  15. ^ Presidents — Pedro Parages. Realmadrid.com. URL consultato il 18 luglio 2008.
  16. ^ (EN) Spain - Record International Players. rsssf.com. URL consultato il 30-11-2008.
  17. ^ (ES) Máximos goleadores de la selección española. Fútbol en la Red. URL consultato il 30-11-2008.
  18. ^ Vittoria automatica del trofeo avendo vinto sia la Liga che la Coppa del Re.
  19. ^ Squad
  20. ^ (ES) Comunicado oficial. Real Madrid C.F., 22 luglio 2011. URL consultato il 2 agosto 2011.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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