Real Madrid Club de Fútbol

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Real Madrid Club de Fútbol
Calcio Football pictogram.svg
Campione d'Europa in carica Campione d'Europa in carica
Detentore della Supercoppa UEFA Detentore della Supercoppa UEFA
Detentore della Coppa del Re Detentore della Coppa del Re
Real madrid logo.png
Los Merengues; Los Galácticos; Los Blancos
(Le meringhe; I galattici; I bianchi)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Maglietta
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Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Bianco viola reale.png Bianco
Inno Hala Madrid
José de Aguilar
Dati societari
Città Madrid
Paese Spagna Spagna
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Spain.svg RFEF
Campionato La Liga
Fondazione 1902
Presidente Spagna Florentino Pérez
Allenatore Italia Carlo Ancelotti
Stadio Estadio Santiago Bernabéu
(85.354 posti)
Sito web www.realmadrid.com
Palmarès
Liga10.pngLiga10.pngLiga10.pngLiga.pngLiga.png Coppadelre10.pngCoppadelre.pngCoppadelre.pngCoppadelre.pngCoppadelre.pngCoppadelre.pngCoppadelre.pngCoppadelre.pngCoppadelre.pngCoppadelre.png Copa de Liga de España2.svg RFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svg Coppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.png Coppauefa.pngCoppauefa.png Supercoppaeuropea.pngSupercoppaeuropea.png Copa Intercontinental.svgCopa Intercontinental.svgCopa Intercontinental.svg
Titoli di Spagna 32
Trofei nazionali 19 Coppe del Re
1 Coppe della Liga
9 Supercoppe di Spagna
Trofei internazionali 10 Coppe dei Campioni/Champions League
2 Coppe UEFA/Europa League
2 Supercoppe UEFA
3 Coppe Intercontinentali
Soccerball current event.svg Stagione in corso
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Il Real Madrid Club de Fútbol, abbreviato in Real Madrid, è una società polisportiva spagnola di Madrid fondata il 6 marzo 1902 e composta dalla nota sezione di calcio e da una cestistica.

La squadra di calcio milita nella Primera División spagnola fin da quando è stata creata la Liga, cioè dal 1929, al pari di Barcellona e Athletic Bilbao. La formazione madrilena è la più vincente nella storia del calcio spagnolo nonché la seconda più titolata nelle competizioni UEFA per club dietro al Milan. Detiene il record di 32 titoli nazionali vinti, nonché il primato assoluto di 10 vittorie della Coppa dei Campioni/Champions League. Il club può vantare uno dei palmarès più prestigiosi, che annovera altresì 19 Coppe di Spagna, 9 Supercoppe di Lega, 1 Coppa della Liga, 2 Coppe UEFA, 2 Supercoppe europee e 3 Coppe Intercontinentali. L'11 dicembre del 2000, il Real Madrid fu nominato dalla FIFA come il miglior club del XX secolo[1].

La denominazione della società era originariamente Madrid Club de Fútbol; la parola "Real" fu assegnata successivamente, nel 1920, dal Re Alfonso XIII di Spagna, insieme alla corona applicata sullo stemma. I giocatori del Real Madrid vengono chiamati merengues per via del colore della maglia che ricorda quello della meringa. Negli ultimi anni i giocatori sono stati soprannominati anche Los Galacticos (I Galattici), per via della presenza di tante stelle nell'organico. In Spagna il club è noto come el Madrid (il Madrid), in contrapposizione con l'Atlético (el Atlético), mentre in Italia è conosciuto come il Real, abbreviazione che nel contesto calcistico spagnolo non sarebbe caratteristica del Real Madrid, essendo il nome "Real" un attributo concesso a molti club spagnoli tra cui Real Saragozza, Real Sociedad e Real Valladolid. A differenza di molte società calcistiche europee, la proprietà del club appartiene ai suoi soci, che ogni quattro anni eleggono il presidente.

Nel febbraio 2012, secondo la Deloitte Football Money League, è stato il club più ricco del mondo con 479,5 milioni di euro in entrata, davanti ai rivali sportivi del Barcellona e al Manchester United, il quale era rimasto in vetta per otto anni[2]. Grazie alle sue enormi capacità economiche, la società è riuscita a mettere a segno il colpo di mercato più costoso della storia del calcio: Gareth Bale, acquistato per la cifra di 100 milioni di euro dal Tottenham Hotspur nel 2013.

È anche l'unica società sportiva professionistica al mondo ad istituire un corso di studi universitario post-laurea. Infatti, nel 2006, presso l'Universidad Europea de Madrid è stata creata la Escuela de Estudios Universitarios Real Madrid, prima scuola di specializzazione sullo sport, la sua gestione, la comunicazione e la salute. Il direttore della cattedra è Mario Vargas Llosa, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 2010[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Real Madrid Club de Fútbol.

I primi anni (1902-1945)[modifica | modifica wikitesto]

La formazione del Madrid FC che conquistò la sua terza Coppa del Re nel 1907

A Madrid il calcio fu introdotto dai professori e dagli studenti del Institución Libre de Enseñanza, tra cui c'erano molti laureati a Oxford e Cambridge. Nel 1895 costoro fondarono il club Football Sky, che giocava la domenica mattina a Moncloa. Nel 1900 questo club si divise in due società diverse: il New Foot-Ball de Madrid e il Club Español de Madrid. Il presidente di quest'ultimo club era Julián Palacios, anch'esso divisosi il 6 marzo 1902 con la costituzione del Sociedad Madrid FC. Il primo presidente era Juan Padrós Rubió, il primo segretario Manuel Mendía e il primo tesoriere José de Gorostizaga. Juan Padrós Rubió sarebbe poi stato rimpiazzato dal fratello Carlos Padrós. Il primo trofeo in assoluto per i "Merengues" risale al 1905, quando conquistarono la loro prima Coppa del Re grazie alle vittorie per 3-0 sul San Sebastián e per 1-0 sull' Athletic Bilbao. Il Madrid CF si aggiudicò consecutivamente le successive tre edizioni del torneo, portando così a 4 il numero di coppe nazionali conquistate. Il Madrid conquistò la sua quinta Coppa del re nel 1917, eliminando il Siviglia (8-1, 1-2 e 4-0 nella decisiva ripetizione del match), l'Espanya (qualificazione nuovamente conquistata dopo 3 incontri, l'ultimo dei quali terminato 1-0 per i blancos) e l'Arenas Club de Getxo in finale grazie a un pareggio (0-0 dopo i supplementari) e una vittoria per 2-1. Nel 1931-1932 fu conquistata la prima vittoria in Liga con 28 punti, precedendo l'Athletic Bilbao di 3 punti in classifica. Gli scontri diretti con i rivali del Barcellona terminarono con una vittoria per 2-0 all'andata e un 2-2 al ritorno. Nel 1932-1933 il Madrid vinse la sua seconda liga consecutiva precedendo ancora il Bilbao, questa volta con soli 2 punti di vantaggio. Gli eterni rivali del Barcellona furono nuovamente sconfitti per 2-1 nel ritorno, dopo il pareggio 1-1 dell'andata. La squadra poi si aggiudicò altre due Coppe del Re nella stagione 1933-1934 e nel 1935-1936. I giocatori più importanti della squadra in questo periodo furono il portiere Ricardo Zamora, il centrocampista Luis Regueiro e gli attaccanti Josep Samitier e Manuel Olivares (vincitore del Pichichi nel 1933). La Coppa del Re fu l'ultimo successo del Madrid fino al 1946. Nel 1942-43 il Real Madrid fu sconfitto in finale di Coppa del Re dall'Atlético, ciononostante i tifosi ricorderanno a lungo quell'edizione per via della vittoria in semifinale con il Barcellona: dopo aver perso 3-0 all'andata, ottennero al ritorno una clamorosa vittoria per 11-1, riuscendo così a eliminare i rivali dalla competizione. Le polemiche che si scatenarono in seguito all'evento hanno alimentato la rivalità tra i blancos ed i blaugrana.

La presidenza Bernabéu e i successi europei (1945-1978)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1945, Santiago Bernabéu Yeste (che aveva già svolto le mansioni di giocatore, capitano della prima squadra, finanziatore e direttore del club) divenne presidente del club. Egli assunse l'incarico di ricostruire il club dopo la Guerra civile spagnola e, sotto la sua presidenza, edificò lo Stadio Santiago Bernabéu e la Ciudad Deportiva. Riorganizzò anche il club a tutti i livelli in quella che sarebbe diventata la normale gerarchia operativa dei club professionistici in Europa, dotando ogni sezione e ogni livello di squadre tecniche indipendenti e arruolando assistenti validi come Raimundo Saporta. Nel 1945-1946 e 1946-1947 il club conquistò altre due Coppe del Re, mentre nel 1947 si aggiudicò la Coppa Eva Duarte; ad esse seguì, però, l'unico momento di flessione culminato nella stagione 1947-48 quando il Real arrivò addirittura alle soglie della retrocessione, classificandosi 11º ed evitando lo spettro della Segunda División per soli 2 punti; ancora oggi, infatti, quello del 1948 rimane il peggior piazzamento di sempre in campionato nella storia dei blancos.

La metà degli anni cinquanta vide la dirigenza del Real Madrid creare una rosa di prim'ordine che comprendeva, tra gli altri, Alfredo Di Stéfano, Ferenc Puskás, Francisco Gento, Héctor Rial, Raymond Kopa e José Santamaria. Questi giocatori formarono il nucleo della squadra che avrebbe dominato la seconda parte del decennio. Nel 1953-54 avvenne una delle famose "manitas" (5-0) nel clasico contro il Barcellona: e proprio sui rivali catalani il Madrid terminò al primo posto con 4 punti di vantaggio laureandosi così Campioni di Spagna. La squadra si riconfermò campione di Spagna nel 1955. Conquistò due altri titoli spagnoli nel 1957 e nel 1958, dato che nel 1956 l'Athletic Bilbao fu l'unica squadra capace di interrompere la sequenza. Nel 1959 e nel 1960 la vittoria della Liga andò al Barcellona, ma tra il 1961 e il 1965 il Real Madrid tornò a dominare il campionato spagnolo, vincendone 5 edizioni consecutive.

Oltre ai successi nazionali, la fama di grande squadra il Real Madrid la guadagnò con le straordinarie prestazioni in Coppa dei Campioni. Nel 1955, sviluppando l'idea proposta dal giornalista de L'Équipe Gabriel Hanot e nell'intento di ripensare la formula della Coppa Latina (torneo riservato a squadre di Francia, Spagna, Portogallo e Italia che il Real Madrid si aggiudicò nel 1954 e nel 1957), Bernabéu incontrò all'Hotel Ambassador di Parigi Bedrignan e Sebes e creò la Coppa dei Campioni, oggi nota come UEFA Champions League.

Il capitano dei Blancos Francisco Gento guida i compagni in campo prima della partita di andata dei quarti di finale della Coppa dei Campioni 1961-1962 in casa della Juventus

Alfredo Di Stéfano, Ferenc Puskás e altri giocatori celebri aiutarono il club a vincere la Coppa dei Campioni per cinque volte consecutive tra il 1955-1956 e il 1959-1960. La prima vittoria fu quella contro i francesi dello Stade de Reims, sconfitti per 4-3 dopo essere andati sotto di 2-0. Nel 1956-57, dopo aver eliminato Rapid Vienna, Nizza e Manchester United, i madridisti si presentarono nuovamente in finale, questa volta contro la Fiorentina che l'anno prima era diventata Campione d'Italia. Il 30 maggio, al Bernabeu, il Madrid sconfisse i viola per 2-0 grazie ai gol nella ripresa siglati da Di Stéfano su rigore e Gento. La terza Coppa dei Campioni arrivò all'Heysel di Bruxelles, il 28 maggio 1958 in finale con il Milan allenato da Giuseppe Viani, grazie ad un 3-2 firmato da Di Stéfano, Gento e Rial. In precedenza il Real aveva eliminato Anversa, Siviglia e Budapest. Nel 1958-59 arrivò la quarta Coppa dei Campioni. Dopo aver eliminato il Beşiktaş negli ottavi e il Wiener Sport-Club ai quarti di finale, i blancos incontrarono i rivali cittadini dell'Atletico in semifinale. L'andata fu vinta dal Real per 2-1 mentre il ritorno se lo aggiudicò l'Atlético per 1-0. La gara di spareggio fu vinta dal Real ancora per 2-1 e così i blancos andarono a Stoccarda per disputare la loro quarta finale consecutiva, il 3 giugno 1959. Di fronte ancora i francesi del Reims, che speravano di vendicare la sconfitta di qualche anno prima. Davanti ad 80'000 spettatori, però, fu ancora la squadra spagnola ad avere la meglio per 2-0 grazie ai gol di Mateos e Di Stéfano. Nel 1960 il Real vinse la sua quinta Coppa dei Campioni consecutiva per 7-3 contro l'Eintracht Francoforte nella finale dell'Hampden Park, davanti alle telecamere della BBC e dell'Eurovisione e a un pubblico di oltre 135.000 spettatori, la più grande affluenza per una finale di Champions League.

La formazione del Real Madrid vincitrice della finale di Coppa dei Campioni 1965-1966

In virtù delle cinque vittorie consecutive nel torneo al Real Madrid fu conferito il trofeo originale e fu dato il diritto di vestire la coccarda d'onore dell'UEFA. Inoltre, nel 1960 ll club divenne per la prima volta Campione del Mondo sconfiggendo in Coppa Intercontinentale il Peñarol con uno 0-0 all'andata e una vittoria per 5-1 nel ritorno a Madrid, il 4 settembre 1960. Nel 1961-1962 fu vinta la decima Coppa del Re. Il club fu finalista perdente in Coppa dei Campioni nel 1962 e nel 1964. Esaurito il ciclo dei grandi campioni degli anni '50, fu dato il via al ricambio generazionale con l'acquisto di nuovi campioni tra cui Pachín, Amancio e Manolín.

La società madrilena vinse la Coppa dei Campioni per la sesta volta nel 1965-66, sconfiggendo prima l'Inter in semifinale e poi il Partizan Belgrado per 2-1 in finale con una squadra interamente composta da giocatori spagnoli, la prima nella storia della manifestazione. Si noti come solo Francisco Gento giocò in tutte e sei le edizioni vinte dal Real Madrid. Nella finale Intercontinentale del 1966, incrociato ancora il Peñarol, il Real Madrid non fu in grado di ripetere il successo, venendo sconfitto due volte per 2-0.

La squadra vinse per altre tre volte consecutive la Liga dal 1966-1967 al 1968-1969. Nel 1969-1970 il club si aggiudicò nuovamente la Coppa del Re, per l'undicesima volta nella sua storia. Complessivamente, nei 35 anni di gestione Bernabéu, la squadra madrilena conquistò una Coppa Intercontinentale, sei Coppe dei Campioni, sedici campionati spagnoli e sei Coppe del Re.

Gli anni settanta: è ancora predominio nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante non riuscisse più a mettere in bacheca la Coppa dei Campioni, il club continuò a dominare sotto il profilo nazionale anche negli anni '70. Nel 1971-1972 conquistò nuovamente il titolo nazionale, mai in discussione, con i "Merengues" in grado di issarsi alla vetta solitaria della classifica dopo 3 giornate e non lasciarla più. Il club inoltre fece registrare il record per maggior numero di vittorie (19) e minor numero di sconfitte (6). Poi furono conquistate due edizioni consecutive della Coppa del Re, nel 1974 e nel '75, portando a 13 il numero di vittorie nella competizione. Dopo due anni di digiuno, vinse nuovamente la Liga nel 1975, poi nel 1976, nel '78 e nel '79. In questo periodo si ricorda la vittoria schiacciante sugli storici rivali del Barcellona (5-0) nella stagione 1975-1976. I giocatori più importanti di questo decennio furono José Antonio Camacho, Paul Breitner, Vicente Del Bosque, Santillana, Günter Netzer e Aguilar.

Gli anni della Quinta del Buitre (1980-1995)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979-80, il Real mise in bacheca la Liga, conquistando il primato in classifica con un punto di vantaggio rispetto al Real Sociedad, giunto secondo. In questa stagione i madrileni riuscirono a vincere entrambi gli scontri diretti con il Barcellona, per 2-0 e 3-2. Nel 1980-81 riuscì a raggiungere la finale di Coppa dei Campioni (dopo aver eliminato l'Inter in semifinale con una vittoria per 2-0 e una sconfitta per 0-1) ma fu sconfitto dal Liverpool per 1-0 grazie ad un gol di Kennedy. Nei successivi 5 anni il Real Madrid perse lo scettro della Liga. Nel 1981-82, vincendo la sua quindicesima Coppa del Re, la squadra della capitale spagnola disputò per la prima volta la Supercoppa di Spagna, ma fu sconfitta dal Real Sociedad.

Negli anni successivi nacque il mito della Quinta del Buitre. L'epiteto (Leva dell'Avvoltoio)[4] derivava dal soprannome dato al membro più carismatico della squadra, Emilio Butragueño. Gli altri quattro componenti erano Manolo Sanchís, Martín Vazquéz, Míchel e Miguel Pardeza.

Manuel Sanchís e Martín Vázquez furono i primi a giocare con la prima squadra del Real Madrid: il loro debutto risale ad una partita contro il Murcia giocata il 4 dicembre 1983. L'allenatore Alfredo Di Stéfano schierò i due giovani tra i titolari dall'inizio. Entrambi giocarono sorprendentemente bene e Sanchís riuscì anche a segnare il gol della vittoria. Pochi mesi dopo, il 5 febbraio 1984, Emilio Butragueño debuttò in squadra in una partita sul campo del Cadice. El Buitre ("L'Avvoltoio") fu una rivelazione e segnò una doppietta già nella sua prima apparizione. Pardeza fu aggregato alla prima squadra in quella stagione e Míchel all'inizio di quella seguente.

I risultati non tardarono ad arrivare: il Real Madrid si aggiudicò due edizioni consecutive della Coppa Uefa, nel 1985 e nel 1986, battendo in finale il Videoton nel 1985 e i tedeschi del Colonia nel 1986. Poi furono conquistate, tra il 1986 e il 1990, cinque edizioni consecutive della Liga. Nel 1988-89, il club vinse la sua sedicesima Coppa del Re. Inoltre, tra il 1988 e il 1990 conquistò tre edizioni consecutive della Supercoppa di Spagna. Con questi ultimi trofei, si esaurì un altro ciclo di vittorie. Per 5 anni, il club non vinse più nulla, salvo l'accoppiata Coppa del Re/Supercoppa di Spagna nel 1993 (edizione in cui fu sconfitto il Barcellona con un 3-1 e un 1-1). In questo periodo si ricorda comunque la presenza in squadra di campioni quali Luis Enrique, Fernando Hierro e il cileno Zamorano.

La presidenza Sanz (1995-2000)[modifica | modifica wikitesto]

Il Real Madrid riuscì a imporsi nuovamente in campionato nel 1994-95, terminando in testa (a +4 sul Deportivo La Coruña) e realizzando anche alcuni record come il maggior numero di vittorie (23), minor numero di sconfitte (6) e miglior differenza reti (+47). Inoltre, l'attaccante Zamorano conquistò il Pichichi mettendo a segno 28 gol. La stagione è ricordata con piacere dai tifosi del Real per il 5-0 inflitto agli storici rivali del Barcellona l'8 gennaio 1995 al Bernabeu (tripletta di Zamorano e gol di Luis Enrique e Amavisca). La cosiddetta "manita" mandò i tifosi in visibilio, dal momento che con quel 5-0 i madrileni si vendicarono di un anno prima, quando al Camp Nou era stato il Barça a portare a casa questo risultato contro i "merengues". Nell'estate del 1996 il presidente Lorenzo Sanz ingaggiò come allenatore Fabio Capello, reduce da un quinquennio di successi con il Milan. Benché la sua esperienza sulla panchina della squadra spagnola durò solo una stagione, conclusasi con la vittoria della Liga e della Supercoppa Spagnola nel 1997 (sconfitta per 2-1 e vittoria 4-1 sul Barça) , la squadra costruita dall'allenatore italiano, che comprendeva campioni come Raúl, Predrag Mijatović, Fernando Redondo, Davor Šuker, Clarence Seedorf e Roberto Carlos, aveva aperto un ciclo vincente, tanto che due anni dopo pose fine all'astinenza del Real Madrid nel massimo torneo continentale. Sotto la guida tecnica di Jupp Heynckes batté infatti la Juventus per 1-0 nella finale della Champions League 1997-1998. Il 3 dicembre 1998 per il Real Madrid dell'olandese Guus Hiddink, arrivò anche la seconda Coppa Intercontinentale, battendo il Vasco da Gama per 2-1.

La società si fregiò del titolo di campione d'Europa anche nella stagione 1999-2000, sconfiggendo in una finale tutta spagnola, i rivali del Valencia. Guidati da Vicente Del Bosque, i madrileni potevano contare su stelle di prima grandezza come Fernando Morientes, Steve McManaman e Iker Casillas.

La prima era Pérez e i Galacticos (2000-2006)[modifica | modifica wikitesto]

I Galacticos Beckham e Zidane nel 2003

Nell'estate del 2000 si candidò alla presidenza del club Florentino Pérez, che batté il presidente uscente Lorenzo Sanz. A giocare un ruolo decisivo per la vittoria di Pérez fu la promessa, fatta in campagna elettorale, di portare al Real Madrid l'idolo dei tifosi del Barcellona Luís Figo, il quale fu acquistato poco tempo dopo la sua elezione.

Con l'acquisto di Figo, successivo alla vendita del centro di allenamento (la Ciudad Deportiva), fu inaugurata una strategia societaria improntata all'acquisto dei più grandi campioni del calcio mondiale. Nel 2001 fu acquistato Zinédine Zidane, nel 2002 Ronaldo e nel 2003 David Beckham. Nel 2004 fu la volta di Michael Owen, mentre nel 2005 arrivò a Madrid Robinho. I media coniarono l'espressione Los Galácticos ("I Galattici") per porre l'accento sulla risonanza mediatica del parco-giocatori del Real Madrid. Inizialmente la strategia fu vincente: il Real Madrid vinse la Liga nel 2001 e nel 2003 e la Champions League nel 2002, anno del centenario. La vittoria giunse in virtù del 2-1 inflitto ai tedeschi del Bayer Leverkusen (memorabile il sinistro di Zidane che si infilò sotto il sette). In precedenza il Real aveva avuto l'ulteriore soddisfazione di eliminare il Barcellona in semifinale con una vittoria per 2-0 e un pareggio 1-1 al ritorno. La squadra conquistò anche la Coppa Intercontinentale (2002), la Supercoppa europea (2002) e la Supercoppa di Spagna (2001 e 2003). I giornalisti parlarono di Zidanes y Pavones per descrivere la strategia di unire giocatori affermati come Zidane a giovani calciatori formatisi nel settore giovanile del club, tra cui Francisco Pavón. Fuori dal campo la strategia dei Zidanes y Pavones ebbe uno straordinario successo dal punto di vista finanziario. Il club si adoperò, infatti, per sfruttare il suo enorme potenziale sul mercato mondiale, specialmente in Asia. Di lì a poco, tuttavia, una serie di scelte tecniche discutibili e i problemi dovuti alla convivenza di tanti campioni aprirono un periodo di crisi e di insuccessi, iniziato con il controverso esonero dell'allenatore Vicente Del Bosque meno di ventiquattr'ore dopo che il tecnico aveva condotto la squadra alla vittoria nella Liga, nel maggio 2003.

A Pérez fu rimproverata anche la cessione di Claude Makélélé, centrocampista di contenimento fondamentale per gli equilibri tattici della squadra, al quale non fu rinnovato il contratto scaduto nel 2003. Negli anni a venire il presidente acquistò un numero consistente di giocatori d'attacco, assecondando la politica dei Galacticos. Malgrado l'arrivo di giocatori di alto livello come Walter Samuel, Sergio Ramos e Michael Owen, il Real Madrid non riuscì, dunque, a vincere un trofeo importante dal 2004 al 2007, soffrendo il dominio nazionale e internazionale del Barcellona di Frankie Rijkaard.

Guti, prodotto del vivaio madrileno

Nel 2003-04 la panchina del Real Madrid fu affidata a sorpresa a Carlos Queiróz. Il club vinse la Supercoppa di Spagna, ma quel successo fu il preludio a una stagione fallimentare. Da Natale, infatti, iniziò una serie di risultati negativi, che fino a febbraio non compromisero il primo posto nella Liga, ma in seguito si rivelarono fatali. La crisi culminò in cinque sconfitte di fila nelle ultime cinque partite di campionato, che fecero retrocedere il Real Madrid al quarto posto e causarono l'esonero di Queiroz, che non poté quindi sottrarsi alla sorte infausta che in quel periodo colpiva gli allenatori del Real Madrid[5]. All'esito non gradito del campionato si aggiunse l'eliminazione ai quarti di finale della Champions League per mano del Monaco. La compagine madrilena mancò anche la conquista della Coppa del Re, nella cui finale fu battuta dal Real Saragozza. Nell'estate del 2004 Pérez fu rieletto con il 94,2% dei voti.

Per l'annata successiva fu nominato allenatore José Antonio Camacho, che di lì a poco si sarebbe dimesso. Gli subentrò Mariano García Remón, esonerato dopo la pausa invernale quando la squadra stazionava al quinto posto. Vanderlei Luxemburgo, il suo sostituto, non riuscì a guidare i suoi uomini oltre gli ottavi di finale della Champions League (prevalse la Juventus) e della Coppa del Re, ma in campionato il Madrid si batté con ardore, fino a ottenere il secondo posto, a 4 punti di distacco dal Barcellona campione.

Anche il 2005-06 fu avaro di soddisfazioni. Trascorsi alcuni mesi segnati da prestazioni negative, Luxemburgo fu sollevato dall'incarico e il suo sostituto fu Juan Ramón López Caro, allenatore del Real Madrid Castilla, che rimase sorprendentemente in carica per il resto della stagione. Nella Liga dominata dal Barcellona il Real Madrid, pur giungendo alla fine secondo, non rappresentò mai una minaccia per la conquista del titolo da parte dei rivali catalani, che al Bernabéu si imposero sui madrileni con il risultato di 3-0 a novembre. Estromessi dalla Coppa del Re, dove furono superati per 6-1 dal Real Saragozza nella gara di andata dei quarti di finale, i bianchi della capitale uscirono di scena dalla Champions League ancora una volta agli ottavi di finale, sconfitti dall'Arsenal, poi finalista perdente del torneo.

Il 27 febbraio 2006 Florentino Pérez si dimise e fu rimpiazzato provvisoriamente da Fernando Martín.

L'era Calderón (2006-2009)[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 luglio 2006 fu eletto presidente Ramón Calderón, che ingaggiò Fabio Capello come allenatore, l'ex campione del Real Madrid Predrag Mijatović come direttore sportivo e Franco Baldini come direttore generale.

Capello caldeggiò l'acquisto di Fabio Cannavaro ed Emerson, entrambi, come l'allenatore, arrivati al Real dalla Juventus in seguito allo scandalo nel calcio italiano che ha visto coinvolta la società bianconera. In totale il club spagnolo spese 21 milioni di euro, anche per ingaggiare Ruud van Nistelrooy, Mahamadou Diarra e José Antonio Reyes. Nel corso della sessione invernale del calciomercato internazionale, tra dicembre e gennaio, la dirigenza del club madrileno si assicurò alcuni giovani sudamericani di talento come Marcelo, Gonzalo Higuain e Fernando Gago, arrivi cui fecero da contraltare le partenze di due dei Galacticos, David Beckham, accasatosi ai Los Angeles Galaxy da luglio 2007, e Ronaldo, ceduto al Milan nel gennaio 2007.

I giocatori del Real Madrid festeggiano dopo il secondo gol di Raúl (a destra) contro il Bayern Monaco nell'andata degli ottavi di finale della Champions League 2006-07

In Champions League i blancos di Madrid furono eliminati agli ottavi di finale dal Bayern Monaco. Dopo aver trascorso gran parte della stagione al secondo o al terzo posto del campionato spagnolo 2006-2007, negli ultimi mesi recuperarono molti punti sul Barcellona e vinsero il campionato all'ultima giornata. Pur avendo gli stessi punti del Barcellona in classifica, infatti, i madridisti poterono festeggiare il loro trentesimo titolo nazionale in virtù dei migliori risultati negli scontri diretti (vittoria per 2-0 al Santiago Bernabéu e pareggio per 3-3 al Camp Nou).

La vittoria non impedì l'esonero di Fabio Capello, allontanato dalla dirigenza pochi giorni dopo i festeggiamenti per la conquista del campionato. La sua cacciata fu motivata dal cattivo gioco espresso dalla squadra durante buona parte della stagione, non degno del più grande club del mondo, a detta del presidente e dell'area tecnica. Il direttore sportivo Mijatović diede atto a Capello di aver "lavorato sotto una pressione enorme" e "ottenuto un risultato importante come la vittoria della Liga", ma aggiunse: "Abbiamo bisogno di giocare un calcio diverso rispetto a quello dell'ultima stagione, abbiamo bisogno di qualcosa di più perché i nostri tifosi possano tornare a divertirsi"[6].

Al posto dell'allenatore friulano fu assunto Bernd Schuster, autore di una grande stagione col piccolo Getafe, portato alla finale di Coppa del Re e di conseguenza in Coppa UEFA. Sul fronte del calciomercato la campagna-acquisti del club fu ancora una volta faraonica (120 milioni di euro). Allo stadio Bernabéu giunsero il portoghese Pepe e gli olandesi Arjen Robben, Royston Drenthe e Wesley Sneijder.

In Champions League la squadra madrilena fu eliminata per il quarto anno consecutivo agli ottavi di finale, questa volta dalla Roma. In campionato, invece, occupò costantemente la testa della classifica per tutta la stagione, confermandosi campione di Spagna (per la prima volta in diciotto anni) con tre giornate di anticipo grazie anche ad un attacco molto produttivo, capace[7] di segnare in 35 partite su 36. L'8 maggio, alla terzultima giornata, i blancos già campioni batterono per 4-1 il Barcellona al Bernabéu.

Il giocatori del Real Madrid celebrano la vittoria della Supercoppa di Spagna 2008

La stagione 2008-2009 si è aperta con la conquista della Supercoppa di Spagna nella doppia sfida contro il Valencia. L'avvio di stagione è segnato da alcune sconfitte in campionato che non hanno permesso al club di tenere il passo del Barcellona. Il 9 dicembre 2008 Bernd Schuster è stato esonerato e sostituito dallo spagnolo Juande Ramos.

Il 16 gennaio 2009 Calderón si è dimesso[8] dalla carica di Presidente della società madridista per via delle presunte illegalità avvenute nella sua rielezione nel dicembre precedente. Gli è subentrato temporaneamente Vicente Boluda, in attesa dello svolgimento di nuove elezioni nell'estate 2009. Intanto la squadra, stabilmente al secondo posto della Liga alle spalle Barcellona, nella fase di calciomercato di gennaio è stata rinforzata con l'acquisto del centravanti Klaas-Jan Huntelaar, chiamato a sostituire il connazionale van Nistelrooy, seriamente infortunatosi, e del centrocampista Lassana Diarra. In Champions League la corsa dei madrileni si è fermata nuovamente agli ottavi di finale, contro il Liverpool, mentre in campionato hanno mantenuto il secondo posto dietro il Barcellona. Alla fine di maggio si dimette il direttore sportivo Mijatović.

La seconda era Pérez (2009-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Unico candidato alla presidenza, Florentino Pérez fu eletto nuovamente al vertice del Real Madrid il 1º giugno 2009. Dopo l'insediamento attuò nuovamente quella politica dei Galacticos che aveva caratterizzato la sua prima era al Real Madrid.

Dapprima concluse il primo costosissimo acquisto di calciomercato della sua nuova gestione, quello del brasiliano Kaká, versando 67,2 milioni di euro al Milan. Il clamoroso acquisto fu seguito dall'affare più costoso nella storia del calcio, l'ingaggio del portoghese Cristiano Ronaldo, comprato dal Manchester United per 94,3 milioni di euro (80 milioni di sterline). Per il giocatore il club madrileno fissò una clausola rescissoria di 1 miliardo e 125.000 euro, una somma che non ha eguali nella storia del calcio. La faraonica campagna acquisti del Real Madrid di Pérez continuò con l'ingaggio del francese Karim Benzema dal Lione per 35 milioni, degli spagnoli Raúl Albiol dal Valencia, Alvaro Arbeloa e Xabi Alonso dal Liverpool e Esteban Granero dal Getafe.

In totale Pérez sborsò circa 252 milioni di euro, record stagionale nel calciomercato mondiale, mentre lasciarono Madrid Klaas-Jan Huntelaar, Wesley Sneijder e Arjen Robben, Alvaro Negredo, Michel Salgado, Jordi Codina, Daniel Parejo, Julien Faubert, Javier Saviola, Fabio Cannavaro, Miguel Torres, Gabriel Heinze e Javi García.

L'ingente mole di acquisti fu possibile da un budget societario pari a 415 milioni di euro, record mondiale. Il bilancio societario risultò, pertanto, in attivo, grazie agli introiti derivanti dal contratto con Mediapro (120 milioni), dalle entrate dello stadio (140 milioni), dal marketing (più di 150 milioni) e dalle amichevoli[9].

Cristiano Ronaldo, primo giocatore a superare, con 53 gol, il record di 47 gol stagionali stabilito da Ferenc Puskás del 1960

Nonostante i copiosi investimenti, il Real Madrid non riuscì a conquistare alcun trofeo. In ambito europeo disattese ancora una volta le aspettative, cadendo per il sesto anno consecutivo agli ottavi di finale della Champions League, questa volta contro i francesi del Lione, mentre in Coppa del Re incappò in una clamorosa eliminazione ai sedicesimi di finale contro l'Alcorcón, squadra di terza divisione, capace di vincere per 4-0 in casa nella gara di andata. In campionato la squadra di Manuel Pellegrini si classificò seconda a 3 punti dal Barcellona campione, anche se battagliò per il titolo sino all'ultima giornata in un campionato dominato dalle due grandi. Non bastarono ai madrileni i 96 punti conquistati, più di qualsiasi altra squadra laureatasi campione di Spagna nel passato (il record sarebbe stato battuto dallo stesso Real Madrid nel 2012)[10], al termine di un torneo dominato dalle due grandi, con la terza, il Valencia, a quasi trenta punti dalla vetta[10].

Alla fine della stagione Pellegrini fu sollevato dal suo incarico e il 28 maggio 2010 al suo posto fu ingaggiato il portoghese José Mourinho, fresco campione d'Europa con l'Inter che annoverava tra i suoi giocatori proprio quel Wesley Sneijder ceduto agli ultimi momenti del mercato estivo che risultò decisivo per l'annata interista.

Nella sessione estiva del calciomercato la società madrilena mise a segno alcuni colpi: Ángel Di María, Sergio Canales, Pedro León, Sami Khedira, Ricardo Carvalho e Mesut Özil, per un totale di 77,5 milioni di euro. Lasciarono Madrid, invece, le due storiche bandiere dei blancos Guti e Raúl, insieme anche al tedesco Christoph Metzelder e all'olandese Royston Drenthe, ceduto in prestito per una stagione all'Hércules. Fallì invece l'assalto a Maicon, pretoriano di Mourinho all'Inter.

Il 2 aprile 2011 il Real perse in casa contro il Real Sporting de Gijón per 0-1, dicendo così definitivamente addio alla possibilità di vincere la Liga. In compenso, dopo 7 anni, il Real riuscì a superare la barriera degli ottavi di finale, eliminando il Lione, proprio la bestia nera delle merengues (1-1 in Francia, 3-0 al Bernabeu). Nei quarti di finale il Real Madrid affrontò il Tottenham. Vinse 4-0 la gara d'andata, al Bernabeu, e si ripeté a White Hart Lane, sette giorni dopo, prevalendo per 1-0. Il sorteggio volle che il Real Madrid affrontasse in semifinale gli storici rivali del Barcellona, in lotta con i blancos sia in campionato che in Coppa del Re. Sarebbero state quattro le sfide tra le due rivali in poco meno di un mese. Il primo match si tenne al Bernabeu il 16 aprile 2011, in campionato, e terminò 1-1, con il Real che si ritrovò sotto di un gol e di un uomo ma riuscì comunque a pareggiare. La seconda sfida si disputò il 20 aprile al Mestalla di Valencia. Era la finale di Coppa del Re. L'incontro terminò ai tempi supplementari con la vittoria della squadra madrilena per 1-0 grazie ad un colpo di testa di Cristiano Ronaldo, che beffò il secondo portiere del Barcellona Pinto, permettendo alla sua squadra di conquistare la 18ª Coppa del Re della sua storia. Nell'andata delle semifinali di Champions League il Real fu sconfitto in casa dai rivali catalani, che ebbero la meglio grazie alla doppietta di Lionel Messi. Nella gara di ritorno pareggiò per 1-1, lasciando al Barcellona il posto nella finale di Wembley (non mancheranno, da parte dell'ambiente madrileno, le polemiche nei confronti di alcune decisioni arbitrali discutibili nelle due sfide di Champions League che avrebbero penalizzato il Real).

La stagione 2011-2012 si apre con un Real Madrid sostanzialmente uguale a quello dell'anno precedente. Le prime sfide della stagione saranno le due gare valide per la Supercoppa di Spagna contro i rivali del Barcellona. La sfida di andata al Bernabeu termina per 2-2 con le reti, per il Real Madrid, di Özil e Xabi Alonso. Al ritorno si impone il Barcellona per 3-2 grazie anche a una doppietta di Messi, nonostante il Real Madrid sia ben organizzato e voglioso di portare a casa la vittoria.

La Liga comincia molto bene per gli uomini di Mourinho, che nonostante la sconfitta in casa nel primo scontro diretto (1-3) si dimostrano capaci di tenere a lungo il passo del Barcellona, prima che i blaugrana incappino in una serie di risultati negativi (come il 3-2 subito in casa del Osasuna) che li portano a 10 punti di distacco dalla vetta della classifica. Il 12 febbraio 2012, nella partita contro il Levante, Cristiano Ronaldo sigla il gol numero quattromila al Santiago Bernabeu. Nel periodo primaverile tre pareggi del Real Madrid permettono ai rivali del Barcellona di rifarsi sotto portandosi a -4. A due settimane dal clasico, il Real conquista una vittoria importantissima nel derby con l'Atlético per 4-1 grazie ad un Cristiano Ronaldo ispirato che realizza una tripletta. Le due squadre arrivano così allo scontro diretto con quattro punti di differenza. Il 21 aprile al Camp Nou, contro tutti i pronostici e le statistiche, il Real Madrid ottiene una vittoria per 2-1 grazie ai gol di Khedira e Ronaldo, portandosi così a +7 dai rivali con ancora 3 giornate da disputare.

In Coppa del Re (dopo aver eliminato il Malaga agli ottavi di finale) il Real Madrid incrocia nuovamente il Barcellona per l'ennesimo scontro diretto degli ultimi anni. All'andata non basta il gol del vantaggio firmato da C. Ronaldo, con il Barcellona che riesce a rimontare grazie alle reti di Puyol e Abidal. Nel ritorno i merengues riescono a rimontare uno svantaggio di 2-0 in pochi minuti grazie a Ronaldo e Benzema, ma alla fine saranno ancora i blaugrana a festeggiare.

In Champions League i merengues hanno un cammino molto positivo: affiancati nel girone da Lione, Ajax e Dinamo Zagabria, vincono tutte le partite classificandosi al primo posto con dieci punti di vantaggio sui secondi classificati. Agli ottavi di finale il Real viene sorteggiato contro il CSKA di Mosca: pareggiata 1-1 la sfida di andata, al Bernabeu i blancos dilagano per 4-1. Per i quarti di finale il Real viene sorteggiato contro l'APOEL, considerato da molti la squadra più abbordabile. Il Real riuscirà infatti ad imporsi sia all'andata che al ritorno (3-0 e 5-2), incrociando in semifinale il Bayern Monaco, molto motivato dal momento che quest'anno la finale si giocherà all'Allianz Arena. In semifinale di Champions League il Real Madrid viene eliminato dai tedeschi del Bayern Monaco perdendo 2-1 all'andata all'Allianz Arena di Monaco di Baviera e vincendo 2-1 al ritorno in casa, ma cedendo 1-3 ai calci di rigore. Il 2 maggio 2012 il club madridista vince per la 32esima volta il campionato, battendo l'Athletic Bilbao alla trentaseiesima giornata e interrompendo così l'egemonia blaugrana nella Liga che durava dalla stagione 2008-2009. La squadra di Mourinho conclude il campionato a quota 100 punti.

Nel 2013 il Real raggiunge la finale della Coppa del Re, persa per 1-2 contro l'Atlético Madrid. La squadra viene eliminata dalla Champions League in semifinale dal Borussia Dortmund.

I blancos con una doppia vittoria nelle semifinali della Champions League 2013-2014 eliminano i campioni in carica del Bayern Monaco e accedono alla finale di Lisbona, poi vinta il 24 maggio contro l'Atlético Madrid per 4-1 ai supplementari, grazie alle reti segnate da Sergio Ramos, Bale, Marcelo e Cristiano Ronaldo[11]; il Real Madrid vince la sua décima Coppa dei Campioni/Champions League.

Il 12 agosto 2014, al Cardiff City Stadium, il Real Madrid batte 2-0 il Siviglia con una doppietta di Cristiano Ronaldo e si aggiudica la Supercoppa UEFA per la seconda volta nella sua storia[12].

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cronistoria del Real Madrid Club de Fútbol.

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Durante molte delle partite casalinghe la maggior parte dei posti dello stadio Bernabeu sono occupati dagli abbonati, che sono approssimativamente 65mila. Per diventare abbonato occorre essere un socio o un membro del club. Non tutti i membri possono ottenere un abbonamento. In aggiunta ai membri, il club ha oltre 1.800 peñas - i fansclub affiliati ufficiali - in Spagna e nel mondo.

Rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Rivalità con il Barcellona[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi El Clásico.

La rivalità tra Barcellona e Real Madrid è leggendaria, non solo perché si tratta dei due club più titolati del campionato spagnolo. Sin dall'inizio le società furono considerate rappresentanti delle due regioni rivali della Spagna, la Catalogna e la Castiglia, così come delle due stesse città. La contrapposizione raggiunse un livello maggiore durante la dittatura di Francisco Franco, il quale fu accusato di proteggere il Real Madrid.

I tifosi del Real Madrid sostengono che in realtà Franco proteggeva l'Atlético, squadra dei militari e del governo, che prima dell'insediamento al potere da parte del Caudillo militava in seconda divisione, mentre dopo il suo arrivo (come dimostrano alcuni scritti) Franco obbligò molti giocatori importanti del campionato spagnolo nell'età del servizio militare a trasferirsi all'Atlético che nel primo anno del franchismo conquistò il titolo nazionale. Un'altra argomentazione sostenuta dai Madridisti è il fatto che nel periodo del franchismo, dal 1939 al 1975, il Barcellona conquistò un maggior numero di titoli nazionali rispetto al Madrid (64 a 62).

Inoltre, nel 1940 Enric Pineyro, un collaboratore di Franco, divenne presidente del Barcellona. I fatti indicano che durante la guerra civile spagnola a soffrire il regime di Franco furono membri di entrambi i club. Il presidente del Real Madrid Rafael Sánchez Guerra, un eminente repubblicano, fu imprigionato e torturato. I sicari del dittatore arrestarono e assassinarono anche un vicepresidente e tesoriere del Real e un presidente ad interim scomparve. Inoltre, Santiago Bernabeu, nel periodo in cui era presidente, ebbe un conflitto con due franchisti dopo una partita del Real Madrid, fatto che lo pose in inimicizia con il governo di Franco.

La rivalità con il Barça si intensificò dopo la semifinale della Copa del Generalísimo del 1943 tra le due squadre. La partita di andata al Les Corts terminò con una vittoria del Barça per 3-0, ma il ritorno si concluse con un passivo di 11-1. Si è insinuato che sui giocatori blaugrana furono fatte pressioni affinché perdessero la partita e persino Pineyro si dimise per protesta.

La rivalità riaffiorò negli anni '50 con la questione riguardante l'acquisto di Alfredo Di Stéfano: i diritti sul giocatore erano divisi tra due squadre, il River Plate e i Millionarios. Il Barcellona raggiunse un accordo con i Millionarios ma non i con il River Plate, mentre al Real Madrid avvenne l'esatto contrario. Nella controversia intervenne Franco, il quale, tramite un "decreto reale" appositamente emesso, stabilì che Di Stéfano avrebbe dovuto dividere la sua carriera tra le due squadre, giocando una stagione a Barcellona ed una a Madrid. Il Barcellona rifiutò tale soluzione in segno di protesta e il giocatore si accasò al Real Madrid, in cui sarebbe diventato uno dei calciatori più forti di ogni epoca.[13][14]

Rivalità con l'Atlético Madrid[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby di Madrid.

In aggiunta alla rivalità con il Barcellona, il Real mantiene anche una storica rivalità locale con l'Atlético Madrid. Sebbene l'Atlético fosse stato originalmente fondato da tre studenti baschi, a questi si unirono nel 1904 alcuni dissidenti del Madrid FC. Ulteriori tensioni furono create dal fatto che inizialmente i tifosi dell'Atlético provenivano dalla classe lavoratrice, mentre i sostenitori del Real appartenevano alla classe media.

La rivalità tra i due club madrileni conquistò per la prima volta l'attenzione internazionale durante la Coppa dei Campioni del 1959, quando le due formazioni si incontrarono in semifinale. Il Real vinse 2-1 la gara d'andata al Bernabéu, mentre l'Atlético vinse 1-0 il ritorno al Metropolitano. Il pareggio portò ad un rematch che il Real vinse 2-1. L'Atletico conquistò comunque alcune rivincite quando, dopo le dimissioni dell'allenatore del Real José Villalonga, lo sconfisse nelle due successive finali di Coppa del Re del 1960 e del 1961.

Tra il 1961 e il 1980, quando il Real dominò la Liga solo l'Atlético offrì ai blancos una seria sfida vincendo il titolo nel 1966, 1970, 1973 e 1977. Nel 1965, quando finì vicecampione della Liga dopo un'intensa battaglia con i rivali cittadini, l'Atlético divenne la prima formazione dopo otto anni a battere il Real al Bernabéu.

Il bilancio delle ultime sfide con l'Atletico è molto favorevole al Real. L'apice del dominio delle merengues si è avuto nella stagione 2002-03, quando il Real ha conquistato il titolo della Liga dopo aver battuto l'Atlético 4-0 allo stadio Vicente Calderón, oltre che nella finale di Champions League 2013-2014, dove sono state ancora le Merengues ad aggiudicarsi il titolo, sempre con 4 gol a favore, nel 4-1 di Lisbona.

Colori e simbolo[modifica | modifica wikitesto]

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Divisa originale del Real Madrid

Tradizionalmente, la divisa casalinga del Real Madrid è completamente bianca; tuttavia inizialmente adottò una striscia trasversale blu sulla maglia; a differenza di oggi inoltre, i calzettoni erano di colore blu scuro[15].

La maglia con banda trasversale fu rimpiazzata nel 1902 da una tutta bianca sul modello del Corinthian Football Club, club londinese[16]. Nello stesso anno, i calzettoni da blu divennero neri. Nei primi anni quaranta, alla maglia furono aggiunti dei bottoni e lo stemma fu spostato sul lato sinistro del petto (posizione dove si trova tuttora).

Il 23 novembre 1947, in un incontro con l'Atlético Madrid, il Real Madrid divenne la prima squadra spagnola ad indossare maglie numerate[17].

Evoluzione della divisa[modifica | modifica wikitesto]

Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1902
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1911
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1931
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1955
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1982
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1998
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2002
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
2007-2008
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2008-2009
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2009-2010
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2010-2011
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2011-2012
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2012-2013
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2013-2014
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2014-2015

Nel 1965 la squadra giocò un'amichevole contro il River Plate indossando una maglia verde.[18]

Gli sponsor[modifica | modifica wikitesto]

Abbigliamento tecnico

Sponsor ufficiale

Simbolo[modifica | modifica wikitesto]

Il primo simbolo del Real Madrid aveva un design semplice, che consisteva in un intreccio decorativo delle lettere "MCF", acronimo di Madrid Club de Fútbol, scritte in blu scuro su maglia bianca.

Il primo cambio nello stemma fu apportato nel 1908, quando le lettere adottarono una forma più stilizzata e furono inserite in un cerchio[19]. Un ulteriore cambiamento nel disegno del simbolo fu apportato nel 1920, sotto la presidenza di Pedro Parages[20]. Quell'anno, il 29 giugno Re Alfonso XIII di Spagna concesse al club il titolo di "Real"; ciò consentì alla squadra di aggiungere al disegno originale la corona reale[19].

Con la dissoluzione della monarchia nel 1931, ogni simbolo reale fu eliminato. Dal nome fu tolta la denominazione "Real"; nello stemma la corona fu eliminata mentre nel cerchio contenente le lettere fu aggiunta una banda trasversale violetta, a rappresentare la Castiglia. Nel 1941, due anni dopo la conclusione della Guerra civile spagnola, fu ripristinata la corona reale e la banda trasversale venne mantenuta. Inoltre, tutto lo stemma divenne completamente colorato; l'oro divenne il colore preponderante. Il club tornò anche a chiamarsi "Real Madrid Club de Fútbol"[19].

La modifica più recente al simbolo del club fu apportata nel 2001, quando il club decise di renderlo più moderno e consono al XXI secolo[19].

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santiago Bernabéu (stadio) e Santiago Bernabéu.
Panoramica dello stadio Santiago Bernabéu

Il Real Madrid disputa le partite interne nello stadio Santiago Bernabéu, che ha una capacità di 85.454 spettatori (il 16º al mondo per capienza) e un campo da gioco di 106 per 72 metri.

Ideato dall'architetto José María Castell, i lavori di costruzione iniziarono il 27 ottobre 1944. Originariamente chiamato "Nuovo Stadio Chamartin", fu inaugurato 14 dicembre 1947 e fu ribattezzato con l'attuale nome il 4 gennaio 1955 in onore del grande presidente Santiago Bernabéu. All'interno dell'impianto è presente il museo ufficiale del Real Madrid, oltre i numerosi ristoranti e la sede di Real Madrid Channel. Il Bernabéu è raggiungibile in Metropolitana con l'omonima fermata sulla linea 10.

I campi di allenamento sono invece siti nell'avveniristico centro sportivo Ciudad Real Madrid, inaugurato nel 2005, alla periferia della città.

Il Santiago Bernabéu detiene il record mondiale di imbattibilità, essendo rimasto inespugnato per 121 turni di campionato tra il 1957 e il 1965.

Presidenti e allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Presidenti del Real Madrid C.F. e Allenatori del Real Madrid Club de Fútbol.

Di seguito è riportata la lista di presidenti e allenatori che si sono succeduti nel club merengue nei suoi 111 anni di storia.

Real madrid logo.png
Presidenti
Real madrid logo.png
Allenatori

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

In oltre 112 anni di storia il Real Madrid ha potuto contare su giocatori di assoluto valore, plurititolati non solo a livello di club ma anche di selezioni nazionali.

L'ex capitano di lungo corso delle Merengues, Raúl González Blanco, è il secondo miglior marcatore della Nazionale spagnola con 44 gol, alle spalle di David Villa (59)[21][22]. Il portiere Iker Casillas, cresciuto nelle giovanili del Real, con 158 apparizioni, è primo nella classifica dei giocatori con più presenze nella storia della Roja.

I primatisti di presenze[23][modifica | modifica wikitesto]

# Nome Periodo Presenze Gol
1 Spagna Raúl 1994 - 2010 741 323
2 Spagna Manuel Sanchís 1983 - 2001 710 40
3 Spagna Iker Casillas 1999 - in corso 690 -718
4 Spagna Santillana 1971 - 1988 645 290
5 Spagna Francisco Gento 1953 - 1971 602 182
6 Spagna Hierro 1989 - 2003 601 128
7 Spagna José Antonio Camacho 1973 - 1989 576 11
8 Spagna Pirri 1964 - 1980 561 172
9 Spagna Míchel 1981 - 1996 559 130
10 Spagna Guti 1996 - 2010 542 76

I primatisti di gol[23][modifica | modifica wikitesto]

# Nome Periodo Gol Presenze Media reti
1 Spagna Raúl 1994 - 2010 323 741 0.434
2 Argentina Alfredo Di Stéfano 1953 - 1964 308 396 0.778
3 Spagna Santillana 1971 - 1988 290 643 0.451
4 Portogallo Cristiano Ronaldo 2009 - in corso 271 258 1.050
5 Ungheria Ferenc Puskás 1958 - 1966 242 261 0.927
6 Messico Hugo Sànchez 1985 - 1992 208 283 0.735
7 Spagna Francisco Gento 1953 - 1971 182 605 0.300
8 Spagna Pirri 1964 - 1980 172 561 0.307
9 Spagna Emilio Butragueño 1984 - 1995 171 463 0.369
10 Spagna Amancio 1962 - 1976 155 471 0.329


Giocatori celebri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Real Madrid C.F..

Campioni del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Campioni d'Europa[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palmarès del Real Madrid Club de Fútbol.

Trofei nazionali[modifica | modifica wikitesto]

62 trofei

1931-1932; 1932-1933; 1953-1954; 1954-1955; 1956-1957; 1957-1958; 1960-1961; 1961-1962; 1962-1963; 1963-1964; 1964-1965; 1966-1967; 1967-1968; 1968-1969; 1971-1972; 1974-1975; 1975-1976; 1977-1978; 1978-1979; 1979-1980; 1985-1986; 1986-1987; 1987-1988; 1988-1989; 1989-1990; 1994-1995; 1996-1997; 2000-2001; 2002-2003; 2006-2007; 2007-2008; 2011-2012
1905; 1906; 1907; 1908; 1917; 1933-1934; 1935-1936; 1945-1946; 1946-1947; 1961-1962; 1969-1970; 1973-1974; 1974-1975; 1979-1980; 1981-1982; 1988-1989; 1992-1993; 2010-2011; 2013-2014
1985
1988; 1989[24]; 1990; 1993; 1997; 2001; 2003; 2008; 2012
1947

Trofei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

17 trofei

1955-1956; 1956-1957; 1957-1958; 1958-1959; 1959-1960; 1965-1966; 1997-1998; 1999-2000; 2001-2002; 2013-2014
1984-1985; 1985-1986
2002; 2014
1960; 1998; 2002

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Raúl, giocatore con più presenze (741) e miglior marcatore nella storia del club madrileno con 323 reti
  • Stagioni nella Liga spagnola: 84 (campione)
  • Miglior posizione in campionato: (32 volte)
  • Secondo posto in campionato: 21
  • Terzo posto in campionato: 7
  • Peggior posizione in campionato: 11º (1947-48)
  • Partecipazioni alla Coppe del Re: 101 (campione)
  • Partecipazioni alla Coppa della Liga: 4 (campione)
  • Partecipazioni alla Supercoppa di Spagna: 14 (campione)
  • Partecipazioni alla Coppa dei Campioni/Champions League: 45 (campione)
  • Partecipazioni alla Coppa delle Coppe: 4 (finale)
  • Partecipazioni alla Coppa UEFA: 9 (campione)
  • Partecipazioni alla Supercoppa UEFA: 4 (campione)
  • Partecipazioni alla Coppa Intercontinentale/Mondiale per club: 6 (campione)
  • Maggior numero di punti in una stagione: 100 (2011-2012)
  • Maggior numero di goal segnati in una stagione: 121 (Campionato di calcio spagnolo 2011-2012)
  • Maggior numero di goal segnati in una partita di campionato: Real Madrid - Elche 11 - 2 (1959-1960)
  • Maggior numero di goal segnati in una partita di coppa europea: Real Madrid - Boldklubben 1909 12 - 0 (1961-1962)
  • Maggior numero di gol subiti in una partita di campionato: Espanyol - Real Madrid 8 - 1 (1929-1930)
  • Maggior numero di goal subiti in una partita di coppa europea: Milan - Real Madrid 5 - 0 (1988-1989)

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Real Madrid Club de Fútbol 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 1 settembre 2014.[25]

N. Ruolo Giocatore
1 Spagna P Iker Casillas (capitano)
2 Francia D Raphaël Varane
3 Portogallo D Pepe
4 Spagna D Sergio Ramos (vice capitano)
5 Portogallo D Fábio Coentrão
6 Germania C Sami Khedira
7 Portogallo A Cristiano Ronaldo
8 Germania C Toni Kroos
9 Francia A Karim Benzema
10 Colombia C James Rodríguez
11 Galles C Gareth Bale
12 Brasile D Marcelo
N. Ruolo Giocatore 600px Bianco viola reale.png
13 Costa Rica P Keylor Navas
14 Messico A Javier Hernández
15 Spagna D Daniel Carvajal
17 Spagna D Álvaro Arbeloa
18 Spagna D Nacho Fernández
19 Croazia C Luka Modrić
20 Spagna A Jesé
23 Spagna C Isco
24 Spagna C Asier Illarramendi
25 Spagna P Fernando Pacheco
27 Spagna A Raúl de Tomás
28 Uruguay D Guillermo Varela

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Real madrid logo.png
Staff dirigenziale[26]
  • Presidente: Spagna Florentino Perez
  • Vicepresidente 1: Spagna Fernando Fernández Tapia
  • Vicepresidente 2: Spagna Eduardo Fernández de Blas
  • Segretario: Spagna Enrique Sánchez González
  • Direttore generale: Spagna José Angel Sanchez
  • Direttore di controllo e auditing interno: Spagna Carlos Martínez de Albornoz
  • Capo di Gabinetto della presidenza: Spagna Manuel Redondo
  • Direttore economico: Spagna Julio Esquerdeiro
  • Direttore commerciale: Spagna Begoña Sanz
  • Direttore risorse: Spagna Enrique Balboa
  • Direttore operazioni e servizi: Spagna Fernando Tormo
  • Direttore dell'area comunicazione: Spagna Antonio Galeano
  • Direttore delle relazioni istituzionali: Spagna Emilio Butragueño
  • Direttore sportivo della sezione cestistica: Spagna Juan Carlos Sánchez-Lázaro
  • Direttore della commissione di consulenza legale: Spagna Javier López Farre
  • Risorse umane: Spagna José María García
  • Direttore Fondazione "Real Madrid": Spagna Julio González
  • Direttore dell'area sociale: Spagna José Luis Sánchez
  • Capo del protocollo: Spagna Raúl Serrano
Real madrid logo.png
Staff tecnico

Altre sezioni sportive[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Real Madrid Castilla e Real Madrid Club de Fútbol C.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Real Madrid Baloncesto.

Calcio a 5[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 il Real Madrid, unitamente ad altre 8 squadre vincitrici di almeno un campionato nazionale, diede vita alla Liga Española de Fútbol Indoor, campionato giocato da veterani dei rispettivi club. Il Real Madrid ha schierato giocatori come Paco Buyo, Emilio Amavisca ed Alfonso Pérez.

Sezioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle sezioni attualmente esistenti il Real Madrid ha avuto diverse altre sezioni sportive, attualmente scomparse.

  • La sezione di pallavolo maschile, vincitrice di 9 campionati tra il 1972 ed il 1983 e di 12 Coppe del Re.
  • La sezione di pallamano, vincitore di un campionato nazionale nel 1951.
  • La sezione di baseball, fondata nel 1944 e vincitrice di 10 titoli nazionali.
  • La sezione di atletica leggera, attiva tra il 1930 ed il 1980, salvo una fase di inattività nel 1938 ed il 1939.
  • La sezione di rugby, presente all'interno della polisportiva tra il 1925 ed il 1948, vincitrice di un campionato nazionale e diversi titoli regionali.
  • La sezione di tennis aveva tra i suoi tesserati Manuel Santana, vincitore del Torneo di Wimbledon nel 1966.
  • La sezione di nuoto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tal día como hoy… en 2000, realmadrid.com. URL consultato il 4 maggio 2012.
  2. ^ (EN) Deloitte Football Money League 2012 (PDF), deloitte.com, febbraio 2012. URL consultato il 4 maggio 2012.
  3. ^ Un proyecto internacional para formar líderes, que trasciende los límites del deporte, rm.uem.es. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  4. ^ Il termine spagnolo quinta è paragonabile alla nostra "leva", nel senso di generazione, gruppo della stessa annata e quindi chiamato assieme alla leva militare.
  5. ^ (EN) Real sack Queiroz, BBC Sport, 24 maggio 2004. URL consultato il 2 agosto 2010.
  6. ^ Real Madrid, esonerato Capelloe ora strada spianata per Schuster, laRepubblica.it. URL consultato il 5 dicembre 2007.
  7. ^ Dato aggiornato a tre giornate dalla fine del campionato 2007-2008. Fonte: La Liga è del Real Madrid, gazzetta.it, 5 maggio 2008. URL consultato il 6 maggio 2008.
  8. ^ Calderon saluta Madrid. Boluda nuovo presidente, puntosport.net, 17 gennaio 2009. URL consultato il 2 agosto 2010.
  9. ^ Real, budget da record. 415 milioni di euro, La Repubblica, 1º settembre 2009. URL consultato il 2 agosto 2010.
  10. ^ a b Liga: Barcellona campione da record, blitzquotidiano.it, 17 maggio 2010. URL consultato il 2 agosto 2011.
  11. ^ Valerio Minutiello, Il Real vince la Decima. Atletico sconfitto 4-1 in tuttosport.com, 24 maggio 2014.
  12. ^ Al Real Madrid la Supercoppa Europea, 2-0 al Siviglia, spaziocalcio.it, 12 agosto 2014.
  13. ^ Alfredo Di Stefano: la Saeta Rubia che fece grande il Real, calciopro.com, 4 luglio 2012. URL consultato il 4 luglio 2012.
  14. ^ Real Madrid: taking down myths, hala-madrid.livejournal.com, 4 luglio 2012. URL consultato il 4 luglio 2012.
  15. ^ (ES) Camiseta Real Madrid, santiagobernabeu.com. URL consultato il 29 novembre 2008.
  16. ^ (EN) Corinthian Casuals FC, bbc.co.uk. URL consultato il 21 giugno 2010.
  17. ^ (EN) Real Madrid turns 106 (V), realmadrid.com. URL consultato il 21 giugno 2010.
  18. ^ Real Madrid, una maglietta verde sportmediaset.mediaset.it
  19. ^ a b c d (ES) Escudo Real Madrid, santiagobernabeu.com. URL consultato il 29 novembre 2008.
  20. ^ Presidents — Pedro Parages, Realmadrid.com. URL consultato il 18 luglio 2008.
  21. ^ (EN) Spain - Record International Players, rsssf.com. URL consultato il 30 novembre 2008.
  22. ^ (ES) Máximos goleadores de la selección española, Fútbol en la Red. URL consultato il 30 novembre 2008.
  23. ^ a b Dati aggiornati al 18 ottobre 2014. I nomi in grassetto indicano calciatori che appartengono tuttora al Real Madrid
  24. ^ Vittoria automatica del trofeo avendo vinto sia la Liga che la Coppa del Re.
  25. ^ (EN) realmadrid.com, Real Madrid C.F. Squad. URL consultato il 2 settembre 2013.
  26. ^ (ES) Comunicado oficial, Real Madrid C.F., 22 luglio 2011. URL consultato il 2 agosto 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]