Spezia Calcio 1906

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Spezia Calcio 1906
Calcio
Badge of Honour FIFA
Badge of Honour UEFA
Attuale campione d’Italia Campione d’Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Detentore della Coppa Italia di C
Detentore della Coppa Italia di D Detentore della Coppa Italia di D
Detentore della Supercoppa Detentore della Supercoppa Italiana
Attuale campione d’Europa Campione d’Europa in carica
Attuale campione del Sudamerica Campione del Sud America in carica
Campione d’Inghilterra in carica Campione d’Inghilterra in carica
Campione in carica MLS Campione in carica Major League Soccer
Detentore della U.S. Open Cup
Attuale campione del mondo Campione del mondo in carica
Detentore della Supercoppa europea Detentore della Supercoppa d’Europa
Detentore della Coppa UEFA Detentore della Coppa UEFA
Campione di Germania Campione di Germania in carica
Campione di Spagna Campione di Spagna in carica
Attuale detentore della Coppa Intertoto Detentore della Coppa Intertoto
FA Cup Detentore della FA Cup
Aquile, Aquilotti
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali: Bianco - Nero
Simboli: Aquila
Inno: Non siete soli
Riccardo Borghetti
Dati societari
Città: La Spezia
Paese: bandiera Italia
Confederazione: UEFA
Federazione: FIGC
Campionato: non iscritto
Fondazione: 1906
Presidente: Attilio Garbini
Allenatore: Antonio Soda
Stadio: Alberto Picco
(10.000 posti)
Sito web: www.speziacalcio.com
Palmarès
Scudetti: 1 (Camp. Alta Italia 1944)
Trofei nazionali: 1 Coppe Italia Serie C
1 Supercoppa di Lega Serie C1
Trofei internazionali:

Lo Spezia Calcio 1906 è il principale club calcistico della Spezia.

La sua fondazione risale al 1906, sebbene la prima società ufficiale dotata di un regolare organigramma risalga al 1911. La sede degli incontri interni dello Spezia è lo stadio Alberto Picco; il colore sociale è il bianco e il completo da gioco prevede una maglia bianca con pantaloncini e calzettoni neri.

Al termine della stagione 2007-08 lo Spezia si è classificato 21° in Serie B ed è quindi retrocesso in Serie C1. La squadra era al suo secondo campionato consecutivo nella serie cadetta, dopo ben cinquantacinque anni di assenza da tale palcoscenico. Tali risultati sportivi vengono però vanificati dalla mancata iscrizione alla nuova Lega Pro/Serie C. [1] L'attuale società si avvia quindi alla liquidazione, e il 17 luglio 2008 nasce l'A.S.D. Spezia Calcio 2008, presieduta dal Sindaco della città Massimo Federici, che riprende idealmente il testimone della principale squadra cittadina e che ha avanzato richiesta di iscrizione alla Lega Nazionale Dilettanti.

Nel suo albo d'oro lo Spezia può vantare un titolo nazionale grazie alla vittoria del campionato di guerra del 1944. Tale prestigioso successo fu ufficialmente riconosciuto dalla FIGC come titolo "onorifico" solo nel 2002.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Le origini

Il 10 ottobre 1906 il commerciante svizzero Hermann Hurny, insieme ad altri suoi connazionali, fonda la sezione football dello Sport Club Spezia. Questo club, tuttavia, ha un'attività piuttosto breve, limitandosi a sfidare nella Piazza d'Armi compagini di marinai di passaggio; ma ben presto l'iniziativa viene ripresa: il 20 novembre 1911 nasce lo Spezia Football Club, società costituita con un regolare organigramma e diretta emanazione della antesignana. Primo presidente viene eletto Francesco Corio, fra i consiglieri risulta esservi anche Alberto Picco, capitano e primo marcatore della storia aquilotta, caduto eroicamente durante la prima guerra mondiale.

[modifica] Anni venti

Nel 1928-29 lo Spezia approda in Serie B ed è Campione Italiano di I Divisione
Nel 1928-29 lo Spezia approda in Serie B ed è Campione Italiano di I Divisione

Dopo la prima guerra mondiale, nel 1919 lo Spezia si iscrive per la prima volta al campionato regolare organizzato dalla Federazione e nella stagione 1919-20 vince il girone ligure del Campionato di Promozione, accedendo così alla Prima divisione.
È in quel periodo che la maglia da gioco color celeste viene sostituita con la maglia bianca in onore della Pro Vercelli, all'epoca squadra di primissimo piano a livello nazionale. L'esordio nella massima serie è ottimo, con un terzo posto in classifica nel girone di qualificazione alle spalle solo di Andrea Doria e Genoa.

Nel 1922-23 lo stadio Alberto Picco viene squalificato per un anno in seguito ai gravi incidenti avvenuti in occasione della partita Spezia-Genoa. Fino al termine della stagione gli aquilotti sono quindi costretti a giocare lontano dalle mura amiche, ma riescono ugualmente a conquistare la salvezza grazie all'entusiasmante spareggio con il Derthona.
Memorabile è la vittoria per 1-0 contro la Juventus, sul campo neutro di Casale Monferrato.

Due anni dopo però arriva la prima retrocessione. In Seconda divisione lo Spezia torna a dominare ma la riforma dei campionati fa sì che la squadra rimanga comunque esclusa dalla massima divisione nazionale. La stessa cosa avviene nel campionato di I Divisione Girone A 1928-29, quando gli aquilotti conquistano il diritto a partecipare alla costituenda Serie B; al termine di quella stagione lo Spezia batte in finale il Parma e conquista il titolo di Campione italiano di Prima Divisione.

[modifica] Anni trenta

Lo Spezia disputa campionati discreti ma non molto emozionanti sino alla stagione 1932-33 in cui riesce a classificarsi al quarto posto alle spalle di Livorno, Brescia e Modena, delle quali solo le prime due vengono promosse. Vengono varate ulteriori riforme per la composizione dei campionati e nel 1934-35 lo Spezia viene retrocesso, insieme a metà delle squadre della serie cadetta, nella costituenda Serie C.

La formazione dello Spezia che nel 1936-37 si piazza al quarto posto in Serie B
La formazione dello Spezia che nel 1936-37 si piazza al quarto posto in Serie B

Nella stagione seguente (1935-36) gli aquilotti disputano un ottimo campionato che diventa un serrato testa a testa con la Sanremese: il torneo si conclude con ricorsi, penalizzazioni e proteste ma alla fine è lo Spezia a spuntarla e a ritornare così subito in Serie B. Nel 1936-37 in Serie B lo Spezia, che ha nel frattempo assunto la nuova denominazione di A.C. Spezia, arriva quarto a soli cinque punti dalla Serie A.

A questo torneo seguono cessioni illustri e nel 1938-39 arriva una nuova relegazione in Serie C. Di nuovo lo Spezia, fresco di retrocessione, riesce a vincere il campionato piazzandosi davanti al Forlì ma per accedere alla Serie B è necessario superare anche le vincitrici degli altri gironi della Serie C, ovvero Reggiana, Savona e Taranto.

Negli spareggi lo Spezia viene eliminato a causa della peggiore differenza reti, ma la promozione in Serie B arriva ugualmente grazie all'esclusione del Palermo per motivi economici. Sono da ricordare le edizioni 1937 e 1941 della Coppa Italia, in cui lo Spezia riesce ad arrivare sino ai Quarti di finale dove viene eliminato rispettivamente da Ambrosiana e Lazio.

[modifica] Anni quaranta

Lo Spezia del campionato 1942-43 guidato da Ottavio Barbieri
Lo Spezia del campionato 1942-43 guidato da Ottavio Barbieri

All'inizio del decennio arrivano in maglia bianca Costanzo e Costa, due giocatori destinati a rimanere nella storia della società. Nel 1940-41 lo Spezia ottiene in Serie B una preziosa salvezza, ed ancora più positiva è la stagione successiva, quella del 1941-42, in cui la squadra esprime un ottimo gioco e si piazza al sesto posto in classifica.

Nel campionato 1942-43 arriva sulla panchina dello Spezia Ottavio Barbieri; quella è la famosa squadra delle "cinque C": Coltella, Carapellese, Costanzo, Castigliano e Costa, che chiude nuovamente in sesta posizione. Si arriva così, mentre infuria la Seconda guerra mondiale, allo storico campionato del 1943-44.

[modifica] Lo "Scudetto" del 1944

Per approfondire, vedi la voce Campionato Alta Italia 1944.

[modifica] Lo scenario

Lo Spezia può fregiarsi di un titolo sportivo onorifico per la vittoria del Campionato Alta Italia del 1943-44, eccone una breve storia. Con l'Italia divisa dal fronte di guerra conosciuto come Linea Gotica, la Federcalcio spostò la propria sede a Milano ed organizzò un "Campionato di divisione nazionale misto" con le regole del Campionato nazionale precedente (1942-43). Il torneo venne diviso in gironi zonali, organizzati in tre fasi regionali le cui vincitrici avrebbero disputato le finali per l'assegnazione del titolo di Campione d'Italia; lo Spezia per motivi logistici venne incluso nel girone D del settore emiliano.

La società aquilotta si trovava allora in grave crisi a livello dirigenziale: il presidente Perioli era stato catturato ed inviato nei campi di concentramento in Germania; Semorile, l'unico rimasto, decise di contattare il comandante dei Vigili del Fuoco cittadini, l'ing. Gandino, per allestire una squadra in grado di affrontare il Campionato Alta Italia. L'accordo venne presto raggiunto (in quel drammatico periodo anche la Juventus si era trasformata in Unica ed il Torino in Cisitalia), sotto l'impegno scritto di restituire tutti i giocatori allo Spezia al termine del conflitto, e costituì un ottimo stratagemma per sottrarre i calciatori agli obblighi del servizio militare.

La squadra assunse quindi la nuova denominazione VV.F. Spezia, e come allenatore fu ingaggiato Ottavio Barbieri, già tricolore con la maglia del Genoa e giocatore della Nazionale. Molti dei successi arrivarono proprio grazie al rivoluzionario "mezzo-sistema" (che prevedeva l'introduzione del "libero") imparato da Barbieri quando era vice dell'inglese Garbutt, negli anni del Genoa.

La formazione dei VV.F. Spezia campione di Alta Italia 1943-44
La formazione dei VV.F. Spezia campione di Alta Italia 1943-44

[modifica] Le qualificazioni

Affrontando le trasferte su una vecchia autobotte modificata per trasportare la squadra e sempre sotto il rischio dei bombardamenti, i VV.F. Spezia vinsero il proprio girone con 13 punti, davanti alle squadre di Suzzara, Fidenza, Parma e Busseto. Successivamente approdarono al girone B di semifinale, nel quale la squadra stravinse su Carpi, Suzzara e Modena. A questo punto si entrò nel vivo del torneo, allorquando lo Spezia venne incluso in un gruppo di quattro squadre per la qualificazione al girone finale: di queste, tuttavia, gli aquilotti si trovarono di fronte al solo Bologna, a causa delle rinunce di Montecatini e Lucchese.

La gara di andata, disputata nella città felsinea, ebbe un epilogo alquanto particolare. Lo Spezia infatti, passò in vantaggio a undici minuti dalla fine grazie ad un gol in sospetto fuorigioco, ma la gara venne sospesa a causa delle furiose proteste dei pochi tifosi presenti sugli spalti. Il risultato quindi fu di 0-2 a tavolino a favore dei VV.F. Spezia ed il Bologna decise di disertare la gara di ritorno in segno di protesta: gli aquilotti si guadagnarono così il diritto di giocare le finali per la prima ed unica volta nella loro storia.

[modifica] Le finali

Una concitata fase di gioco all'Arena di Milano
Una concitata fase di gioco all'Arena di Milano

Il programma del torneo prevedeva un girone finale a tre squadre per la conquista dello scudetto: oltre alla sorpresa Spezia, in finale giunsero anche Venezia e Torino. I veneti non erano più l'ottima squadra capace di conquistare il terzo posto nel campionato di due anni prima; il Torino, invece, era ancora il "Grande Torino", allenato da Vittorio Pozzo e campione d'Italia in carica, destinato a conquistare altri quattro scudetti al termine della guerra, prima della tragedia di Superga.

Il 9 luglio 1944 iniziarono le finali con il pareggio tra Spezia e Venezia per 1-1 che sembrava spianare la strada al Torino per la riconquista del titolo. Solo una settimana dopo, il 16 luglio, lo Spezia batteva invece i favoritissimi Granata sovvertendo qualsiasi pronostico. La partita venne disputata all'Arena di Milano, semideserta per il timore di rastrellamenti da parte dei tedeschi. Il punteggio finale fu di 2-1 a favore dei VV.F., che scesero in campo con questa formazione: Bani, Borrini, Amenta, Gramaglia, Persia, Scarpato, Tommaseo, Rostagno, Costa, Tori, Angelini. Il 20 luglio il Torino travolgeva infine il Venezia per 5-2 decretando la vittoria dei Vigili del Fuoco.

[modifica] Il riconoscimento

Il giorno 17 luglio, proprio dopo la vittoria dello Spezia che escludeva di fatto il Torino dalla corsa per il titolo, la Federcalcio emanava un comunicato in cui dichiarava, in contraddizione con quanto predisposto all'inizio di quel torneo, che alla squadra prima classificata sarebbe stato assegnata la Coppa Federale del campionato di guerra e non il regolare scudetto. Infine l'8 agosto, a campionato finito, un ulteriore comunicato dichiarava che il titolo di campione d'Italia sarebbe rimasto al Torino (vincitore del campionato 1942-43) e al 42° Vigili del Fuoco della Spezia era assegnata la Coppa Federale (tuttora custodita dalla società).

Dopo anni di ricerche e richieste, grazie all'impegno di giornalisti ed autorità locali, il 22 gennaio 2002 la FIGC accoglieva le istanze dello Spezia Calcio 1906 e assegnava un titolo sportivo onorifico per la vittoria del campionato 1943-44 (non il "tradizionale" scudetto, data la situazione eccezionale nella quale versava il paese, sotto la contemporanea presenza dei nazisti e degli alleati, nonché lo svolgimento di simili tornei nell'Italia centro-meridionale), con la possibilità comunque di apporre permanentemente sulle divise sociali un distintivo-logo tricolore in ricordo di quell'impresa.

Questa concessione costituisce un fatto molto raro: sono infatti poche le squadre che possono vantare l'esposizione permanente di un titolo sulla propria maglia e si tratta per lo più di simboli come la stella dei dieci scudetti, vestita da Inter, Juventus e Milan, o della Coppa dei Campioni, introdotta dal Milan dopo la quinta vittoria di questo trofeo. Si può quindi dire che la particolarità della divisa da gioco dello Spezia Calcio rappresenti un unicum nel panorama del calcio italiano e probabilmente anche europeo, tanto da rendere tale maglia assai ambita per i collezionisti.

[modifica] Gli anni del dopoguerra

Al termine della guerra, la situazione dello Spezia è assai difficile. La città ha subito gravissimi danni ed anche la società aquilotta attraversa un serio momento di crisi. In virtù dei campionati disputati in Serie B negli anni precedenti e, soprattutto, dello scudetto appena conquistato, lo Spezia chiede l'ammissione alla nuova Serie A.

Nel 1947-48 lo Spezia si classifica quarto e accede alla Serie B a girone unico
Nel 1947-48 lo Spezia si classifica quarto e accede alla Serie B a girone unico

La Federazione invece respinge la richiesta (lo scudetto non sarà infatti ufficialmente riconosciuto fino al 2002 e, per motivi burocratici, all'epoca non viene riconosciuta la fusione tra il 42° Corpo Vigili del Fuoco La Spezia e l'A.C. Spezia) e la società, sia per protesta sia a causa dei problemi del momento, prende parte al campionato di Prima divisione ligure nel girone A. Al posto dello Spezia viene inserita d'ufficio nel campionato di Serie B la seconda squadra cittadina, l'Ausonia Spezia.

L'anno successivo la Federazione, in contraddizione con l'atteggiamento tenuto in precedenza, riammette lo Spezia nella serie cadetta; il campionato 1946-47 si conclude con un brillantissimo terzo posto.

Nel 1947-48 il quarto posto in campionato consente allo Spezia di accedere alla Serie B a girone unico; nel 1948-49 è invece necessario uno spareggio a Milano contro il Parma per riuscire ad ottenere la salvezza. L'anno successivo offre un bel sesto posto in classifica, prima della discesa che comincerà negli anni cinquanta.

I Presidenti dello Spezia
I Presidenti dello Spezia
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* Commissario Straordinario

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[modifica] Anni cinquanta

Gli anni cinquanta costituiscono per lo Spezia uno dei periodi peggiori che la squadra abbia mai conosciuto sin dai giorni della sua fondazione. Nel 1950-51 infatti lo Spezia abbandona dopo dieci anni la Serie B, categoria che non rivedrà più per oltre mezzo secolo. I guai non finiscono qui ma proseguono negli anni immediatamente successivi: alla retrocessione dal campionato cadetto seguono a ruota altre due retrocessioni consecutive. Lo Spezia sprofonda così in Promozione Regionale; gli aquilotti sono costretti a giocare contro le compagini rionali cittadine e raccolgono solo un misero quarto posto: è il momento più buio della storia societaria.

Per uscire da questa situazione lo Spezia effettua una fusione con l'Arsenalspezia, squadra che milita nella categoria superiore (IV Serie): la nuova società prende il nome di A.C. Spezia-Arsenal, ed il celeste entra a far parte dei colori sociali; la società può quindi ripartire dalla IV Serie. Nel 1955 si ritorna alla denominazione F.B.C. Spezia 1906 ed anche i colori tornano ad essere quelli tradizionali. Nella stagione 1956-57 lo Spezia ottiene un terzo posto in classifica che consente l'accesso alla "IV Serie I Serie", un campionato di Eccellenza Interregionale costituito su tre gironi, istituito in via eccezionale allo scopo di agevolare l'allargamento della Serie C da uno a tre gironi.

Nel 1957-58 gli aquilotti riescono finalmente a vincere il campionato arrivando primi nel loro girone di Eccellenza Interregionale di IV Serie, e conquistano anche il titolo di Campioni d'Italia di IV Serie a pari merito con OZO Mantova e Cosenza. Lo Spezia ritorna così in Serie C, dove colleziona subito un terzo ed un sesto posto.

[modifica] Anni sessanta

Nel 1960 continua la crisi in cui si trova il vertice societario già da un anno, vengono ceduti alcuni pezzi pregiati della squadra ma il "Picco" è ancora un terreno difficile da espugnare e lo Spezia riesce a classificarsi settimo nel campionato del 1960-61. L'anno successivo la situazione della società si fa ancora più tragica, mancano addirittura i soldi per l'iscrizione al campionato; la Lega ammette ugualmente lo Spezia al torneo imponendo la nomina di un Commissario per il controllo della contabilità. La squadra viene allestita alla meno peggio ed il campionato 1961-62 si conclude inevitabilmente con la retrocessione in Serie D. Con un pizzico di fortuna in più la salvezza sarebbe stata raggiungibile: l'ultima partita di campionato a Rimini viene sospesa per 30 minuti a causa dell'arrivo nello stadio, in anticipo sulla tabella di marcia, del Giro d'Italia, proprio quando lo Spezia stava per giungere al pareggio e raccogliere il punto indispensabile per raggiungere in classifica il Grosseto.

La Serie D ospita gli aquilotti per ben quattro campionati; nel 1963-64 la promozione sembra a portata di mano, ma a due giornate dal termine la bruciante sconfitta per 4-0 sul terreno della diretta concorrente Massese è fatale allo Spezia, che chiude al terzo posto. Il salto di categoria arriva finalmente nella stagione 1965-66, allorquando il presidente Menicagli allestisce un'ottima squadra per la categoria con giocatori del calibro di Bonvicini, Pederiva, Sonetti, Convalle, Castellazzi e soprattutto Vallongo. La promozione in Serie C arriva grazie alla penalizzazione inflitta al Viareggio, al quale la CAF toglie tre punti per illecito sportivo; lo Spezia è così primo il classifica.

Al ritorno in Serie C gli aquilotti sfiorano per due volte la promozione in Serie B, classificandosi terzi, alle spalle di Perugia e Maceratese, nel 1966-67 e secondi nel 1967-68 dietro al Cesena, che pure era stato sconfitto al "Picco" e sembrava poter essere facilmente recuperato nelle ultime giornate.

[modifica] Anni settanta

La prima metà degli anni settanta vede lo Spezia protagonista di una lunga serie di anonimi campionati di centro classifica; poche sono le novità nel parco giocatori: uomini come Motto, Bonanni, Memo, Franceschi, Giulietti,Lo Monaco,Biloni e Rollandi vestono la maglia bianca per molti anni consecutivi e gli unici scontri di interesse per il pubblico diventano i classici derbies con le squadre toscane ed emiliane.

Nel 1976-77 invece lo Spezia ottiene un ottimo terzo posto, grazie anche al sistema di gioco fornito dal nuovo allenatore Nedo Sonetti assistito dal suo secondo Franco Scoglio: i bianchi chiudono alle spalle di Pistoiese e Parma. Anche la stagione 1977-78 è degna di nota, poiché gli aquilotti, guidati da Scoglio mentre Sonetti partecipa ad un corso tecnico a Coverciano, ottengono un sesto posto che consente di accedere alla costituenda Serie C1.

La permanenza in C1 dura però solo un anno, lo Spezia infatti non viene rinforzato a sufficienza e, inserito in un girone pieno di squadre blasonate, retrocede subito in Serie C2. Nel 1979-80 lo Spezia è terzo dietro a Prato e Rondinella, ma riesce a tornare nuovamente nella Serie C1 grazie alla penalizzazione inflitta alla Rondinella per illecito sportivo. L'attaccante aquilotto Massimo Barbuti è il capocannoniere del girone con 23 reti.

[modifica] Anni ottanta

Gli anni ottanta iniziano male per gli aquilotti, subito con una retrocessione in Serie C2 nella stagione 1980-81 nonostante il bomber Barbuti si confermi ancora capocannoniere con 17 reti all'attivo. Nel 1982-83 arriva addirittura la retrocessione nel campionato Interregionale, lo Spezia viene tuttavia ripescato in C2 grazie alla rinuncia del Banco Roma. Nelle due stagioni successive arrivano altre due salvezze assai faticose, talvolta con l'aiuto della differenza reti nella classifica avulsa.

Verso la metà del decennio arriva una svolta epocale nella storia dello Spezia, destinata a segnare l'inizio di un nuovo percorso. La stagione 1985-86 in particolare diventa memorabile; la squadra viene affidata dall'allenatore spezzino Sergio Carpanesi e arrivano dei giocatori indimenticabili come Borgo, Ferretti, Telesio, Brilli e Pillon. Succede tuttavia un fatto inaspettato: il presidente Pietro Rossetto, viene arrestato e la società scivola in gravi difficoltà finanziarie fino addirittura ad arrivare al fallimento.

Il sodalizio cambia nome da F.B.C. Spezia 1906 ad A.C. Spezia. A questo punto i giocatori, oramai senza stipendio e teoricamente liberi di andare via, danno una grande prova di attaccamento alla maglia, riuscendo addirittura a conseguire un secondo posto che vale la promozione in Serie C1. Epica è l'ultima partita di campionato contro la Pistoiese, giocata tra le mura amiche con il sostegno di oltre 12.000 tifosi. Dopo il ritorno nella categoria superiore lo Spezia riesce a conquistare per due volte la salvezza, tornando a disputare campionati entusiasmanti che infiammano la tifoseria; da ricordare in quegli anni la sfida in Coppa Italia con il Napoli di Diego Armando Maradona.

È nella stagione 1988-89 che lo Spezia sfiora davvero da vicino la Serie B; è la squadra di Ceccaroni, Mariano, Spalletti, del bomber Tacchi e del portiere Rollandi. A poche giornate dalla fine la promozione sembra ormai cosa fatta, ma i risultati delle ultime partite ed una rosa forse un po' troppo ridotta costringono gli aquilotti a giocarsi tutto all'ultima giornata sul campo della Lucchese. La squadra toscana, storica rivale degli aquilotti e guidata da Corrado Orrico, è ormai salva e non ha più nulla da chiedere al campionato ma disputa ugualmente una partita irresistibile e riesce a sconfiggere lo Spezia per 3-1, gettando nello sconforto i cinquemila tifosi che avevano seguito la squadra al Porta Elisa. Il campionato successivo comincia con l'onorevole sconfitta in Coppa Italia contro l'Inter campione d'Italia, ma la squadra non è in grado di ripetere il grande campionato dell'anno precedente.

[modifica] Anni novanta

La festa per il ritorno in Serie C1 nel campionato 1999-00
La festa per il ritorno in Serie C1 nel campionato 1999-00

La grande delusione per la Serie B sfuggita nell'88-89 non è ancora stata digerita dall'ambiente calcistico spezzino; alla squadra non vengono assicurati i rinforzi necessari e così, dopo qualche campionato concluso a metà classifica, ricominciano i problemi ed i rischi di retrocessione. La stagione 1992-93 è assai critica con la retrocessione evitata solo grazie alla disastrosa stagione dell'AC Siena e del Carpi e alla radiazione dell'Associazione Calcio Arezzo. Non va meglio nel 1993-94: gli aquilotti vengono sconfitti ai Play-out dalla Massese. Anche stavolta per fortuna gli spezzini rimangono in Serie C1 grazie ad un ripescaggio.

Dopo il buon campionato del 1994-95, nella stagione 1995-96 lo Spezia, reduce da un fallimento societario che portò alla creazione dello Spezia Calcio 1906 che riuscì a evitare la radiazione, è di nuovo costretto ai Play-out per ottenere la salvezza, questa volta vinti a spese della Pro Sesto. Tuttavia nel 1996-97 dopo una stagione disastrosa lo Spezia si piazza all'ultimo posto in classifica e questa volta la retrocessione è inevitabile.

Al contestatissimo presidente Blengino succede Polotti, ed in società arriva l'ex-capitano Sergio Borgo che riesce ad organizzare un buon gruppo per affrontare la Serie C2. La tifoseria è ormai sfiduciata dopo tanti anni di campionati deludenti, ma la nuova squadra riesce a conquistarsi con il passare del tempo la simpatia del pubblico e ad ottenere un insperato quinto posto che consente l'accesso ai Play-off. In semifinale lo Spezia elimina il favoritissimo Rimini grazie ad un gol segnato nei tempi supplementari, ma in finale è costretto ad arrendersi all'Arezzo di Serse Cosmi. Anche nella stagione successiva (1998-99), accompagnata da problemi di ordine pubblico in occasione di alcune partite, lo Spezia si piazza nuovamente al quinto posto, ma questa volta ai Play-off è beffato in semifinale nei minuti di recupero dall'Albinoleffe.

Il vero cambiamento arriva nel 1999-00, allorquando la proprietà passa nelle mani di quattro imprenditori milanesi: Rocci, Trevisan, Viganò e Zanoli, i quali realizzano una squadra assai competitiva, una vera e propria corazzata per la Serie C2. Ritorna il beniamino dei tifosi Roberto Chiappara, e vengono acquistati giocatori del calibro di Bordin, Coti, Fiori, Melucci, De Vincenzo e Carlet. L'allenatore è l'emergente Andrea Mandorlini, che fornisce da subito alla squadra un gioco molto brillante e sempre votato all'attacco. L'unica squadra a reggere il passo dello Spezia sembra essere l'Alessandria, ma nel girone di ritorno la marcia degli aquilotti si trasforma in una cavalcata trionfale: il campionato viene vinto con 76 punti e nessuna sconfitta, record assoluto per la categoria; i bomber sono Zaniolo e Carlet con 13 reti a testa. A fine stagione viene addirittura sconfitto per 4-1 in amichevole il Milan Campione d'Italia uscente.

[modifica] Gli inizi del nuovo millennio

I tifosi dello Spezia prima della vittoriosa partita con il Livorno nella stagione 2000-01
I tifosi dello Spezia prima della vittoriosa partita con il Livorno nella stagione 2000-01

Lo Spezia neopromosso in Serie C1 si dimostra subito una squadra protagonista del campionato. Approdano in riva al Golfo giovani promesse come Budel e Zaccardo, che vanno a completare una rosa già molto competitiva. Nella stagione 2000-01 gli aquilotti partono bene e battono squadre blasonate come Pisa e Livorno, ma nell'arco del campionato arrivano alcune battute d'arresto e le corazzate Modena e Como (poi destinate a volare in Serie A) sono troppo forti per essere raggiunte. Lo Spezia riesce comunque a piazzarsi quinto ed a partecipare ai Play-off, dai quali viene però eliminato dallo stesso Como.

L'annata successiva, quella del 2001-02, è una delle più belle ed emozionanti nella storia dello Spezia anche se non si conclude con quella che sarebbe stata una meritata promozione in Serie B. Gli aquilotti infatti rinforzano ulteriormente la rosa con giocatori del calibro di Pisano, Buso e Caverzan e disputano un campionato di vertice che si risolve in un testa a testa con il Livorno. Epiche sono le vittorie, sia in casa che in trasferta, con tutte le squadre rivali storiche degli aquilotti. Tuttavia alla fine sono i toscani a spuntarla per un solo punto di differenza (non mancano le polemiche a distanza per l'esito della partita decisiva Treviso-Livorno) e lo Spezia, sfiancato dal lungo duello a distanza con gli amaranto, è clamorosamente eliminato ai Play-off dalla più brillante Triestina.

1906-2006: Il Centenario
1906-2006: Il Centenario
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Lo Spezia Calcio ha festeggiato nel 2006 il centenario della sua fondazione: allo scopo di celebrare questa ricorrenza la società e le autorità cittadine hanno organizzato numerose iniziative.

Per la stagione 2005-06 la squadra ha adottato il nuovo stemma sociale con decorazioni dorate, ed anche le maglie da gioco hanno riportato la numerazione con cifre color oro. In occasione della prima partita disputata nell'anno 2006, ovvero l'incontro casalingo con la Pro Patria, lo Spezia ha indossato una divisa celebrativa, costituita da una maglia bianca con banda diagonale nera e priva di sponsor.

Presso la Palazzina delle Arti "L. Rosaia" è stata infine allestita una mostra intitolata 1906-2006 Speziacento: una storia una passione.
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Anche in questo caso la grande delusione lascia il segno nei campionati successivi. L'allenatore Mandorlini, seguito dal capitano Bordin, si trasferisce al Vicenza: la squadra non è più la corazzata degli anni precedenti e gli aquilotti si assestano su posizioni di centro classifica, sempre a ridosso della zona Play-off ma mai in grado di raggiungerla.

Analogamente anche la società dopo molti anni di investimenti sfortunati segna il passo; l'imprenditore Zanoli è lasciato solo dai suoi soci e solamente l'ingresso dell'Inter di Massimo Moratti (rappresentato da Ernesto Paolillo) nella società salva le casse societarie da una possibile bancarotta. Sulla panchina aquilotta si alternano diversi allenatori ma l'unica concreta soddisfazione che arriva in queste stagioni è la conquista, nel 2005, della Coppa Italia Serie C.

[modifica] La promozione in Serie B

Per approfondire, vedi la voce Spezia Calcio 1906 2005-2006.

Con la vittoria del campionato di Serie C1 2005-06 lo Spezia ottiene la storica promozione in Serie B, categoria dalla quale era assente da ben cinquantacinque anni, ovvero dal lontano Giugno 1951.

La certezza matematica della promozione arriva il 1° maggio 2006, grazie al pareggio in trasferta con il Padova, con oltre quattromila tifosi al seguito. Al termine della stagione lo Spezia, capolista con 63 punti, stacca il Genoa (secondo in classifica) di sette punti, un divario quindi maggiore dei punti di penalizzazione inflitti alla squadra rossoblù.
Oltre alla promozione, fra gli indelebili ricordi di questa stagione rimangono la prima vittoria nella storia contro il Genoa, grazie ad una doppietta di Massimiliano Guidetti nella partita di ritorno in casa, e la conquista della Supercoppa di Lega Serie C1, a spese del Napoli primo classificato nel Girone B.

[modifica] La salvezza e la permanenza in B

« Padoin!!!, Padoin!!!, Padoin!!!, con una gamba sola al novantesimo!!!, con una gamba sola al novantesimo!!! »

Nella stagione successiva, l'esordio nella serie cadetta avviene lunedì 11 settembre 2006, in occasione dell'incontro casalingo con il Cesena, che termina con un pareggio per 1-1.
Nel girone di andata lo Spezia si mantiene sempre al di fuori della zona retrocessione realizzando, fra alti e bassi, anche due grandi imprese, conseguendo la sua prima vittoria nella storia a Marassi contro il Genoa (1-2) e sfiorando il successo casalingo contro la Juventus (1-1).

Nel girone di ritorno alcune sconfitte con le dirette concorrenti ed i numerosi scivoloni subìti tra le mura amiche costringono gli aquilotti a lottare per la salvezza fino all'ultima giornata di campionato, nella quale la squadra evita la retrocessione diretta ottenendo un'altra storica vittoria (2-3) allo stadio Olimpico di Torino contro la Juventus. I torinesi non perdevano in casa dal lontano aprile 2005 e, grazie a questo risultato, lo Spezia conserva il primato di non essere mai stato sconfitto dalla Juventus in partite ufficiali.

Lo Spezia ottiene così il diritto a disputare i play-out contro l'Hellas Verona. Nella gara di andata allo stadio Picco, dopo essere passati in svantaggio, gli aquilotti si impongono per 2-1 grazie ai goal di Saverino e Do Prado. Il match di ritorno termina invece a reti inviolate, decretando così la salvezza dello Spezia e la retrocessione in Serie C1 della squadra scaligera.

[modifica] La retrocessione e fallimento

La stagione 2007-08 comincia sotto i peggiori auspici: eliminazione al primo turno della Coppa Italia (sconfitta per 2-0 ad opera del Piacenza sul neutro di Fiorenzuola) e penalizzazione di 1 punto in classifica da parte della Co.Vi.Soc. per il ritardo nella presentazione di documenti contabili.

Con il passare dei mesi, diventa sempre più grave anche la crisi economica nella quale si trova la società aquilotta, guidata da Giuseppe Ruggieri. Tale situazione si palesa nel mese di gennaio 2008, allorquando il presidente Ruggieri cede provvisoriamente la presidenza nelle mani di Cristina Cappelluti, incaricata di traghettare la squadra verso acquirenti che desiderino rilevare la maggioranza delle quote societarie.
Anche la fase di calciomercato di gennaio è profondamente condizionata dalle problematiche economiche; la rosa viene praticamente rivoluzionata allo scopo di ridurre il tetto-ingaggi, e lasciano la squadra protagonisti del recente passato quali ad esempio Do Prado, Saverino, Frara e Colombo, a fronte dell'arrivo di nuovi componenti della rosa fra cui spiccano Di Vicino e Millesi, con trascorsi in serie A rispettivamente con Napoli e Catania.

Nei mesi di febbraio e marzo, il mancato pagamento degli stipendi arretrati e l'accumularsi di debiti portano la società sull'orlo del fallimento, e la città decide pertanto di mobilitarsi su iniziativa popolare per tentare di salvare la società aquilotta. Viene velocemente costituita la società "Lo Spezia Siamo Noi srl", che raccoglie contributi economici da tifosi, sportivi e sponsorizzazioni da alcune realtà economiche della Provincia.
Questa neonata società il 31 Marzo 2008 rileva il 70% delle quote societarie, quelle in possesso dell'ex-presidente Giuseppe Ruggieri, e diventa azionista di maggioranza, realizzando così in Italia il primo caso di società di calcio gestita dagli stessi tifosi.
Il rimanente 20% delle quote resta di proprietà dell'imprenditore parmigiano Andrea Ermelli, e il 10% dell'Internazionale.
In questo periodo l'incarico di presidente passa al tecnico Roberto Quber, e, successivamente, ad Attilio Garbini.

Il 25 maggio la sconfitta subita a Pisa alla penultima giornata di campionato condanna la squadra alla matematica retrocessione in Serie C1.
Nei mesi di giugno e luglio, dopo varie trattative, l'associazione popolare "Lo Spezia Siamo Noi", nonostante la mediazione del Sindaco e del socio di minoranza Massimo Moratti, non trova nessun nuovo investitore in grado di rilevare la squadra e coprire gli ingenti debiti ereditati dalla precedente gestione, pertanto il club non viene neppure iscritto al campionato di Serie C1 e la società si avvia alla liquidazione.

[modifica] Nascita dell'A.S.D. Spezia Calcio 2008

Il 17 luglio 2008, allo scopo di garantire una continuità alla tradizione calcistica della città della Spezia, nasce l’Associazione Sportiva Dilettantistica Spezia Calcio 2008. Nella fase costitutiva l'associazione è presieduta dal Sindaco della città, Massimo Federici, e fra i suoi primi atti vi è la richiesta di affiliazione alla Lega Nazionale Dilettanti, allo scopo di essere iscritti alla miglior serie possibile (Serie D). Tali richieste sono ovviamente supportate dai meriti sportivi idealmente ereditati della precedente società e dal bacino di utenza della tifoseria.

[modifica] Cronistoria

Cronistoria dello Spezia Calcio 1906
  • 1906: Nasce la sezione calcio dello Sport Club Spezia.
  • 1911: Nasce il Foot Ball Club Spezia.
  • 1911-1917: Tornei amichevoli.
  • 1919-20: 1° in Promozione Ligure. Promosso in I Categoria Ligure.
  • 1920-21: 3° nel girone Liguria di I Categoria.
  • 1921-22: 11° in Lega Nord - I Divisione gir. A (massima serie del Campionato C.C.I.). Retrocesso in II Divisione e poi Ammesso, dopo gli spareggi, alla I Divisione riunificata.
  • 1922-23: 9° in Lega Nord - I Divisione gir. B (massima serie). Vince lo spareggio salvezza con il Derthona.
  • 1923-24: 11° in Lega Nord - I Divisione gir. B. Retrocesso in II Divisione e poi Ammesso, dopo gli spareggi, alla I Divisione allargata.
  • 1924-25: 12° in Lega Nord - I Divisione gir. A. Retrocesso in II Divisione.
  • 1925-26: 1° in II Divisione gir. B. Ammesso alla I Divisione.
  • 1926-27: 6° in I Divisione gir. A.
  • 1927-28: 3° in I Divisione gir. C.
  • 1928-29: 1° in I Divisione gir. A. Promosso in Serie B. Campione d'Italia di I Divisione.
  • 1929-30: 13° in Serie B.
  • 1930-31: 11° in Serie B.
  • 1931-32: 7° in Serie B.
  • 1932-33: 4° in Serie B.
  • 1933-34: 7° in Serie B.
  • 1934-35: 11° in Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1935-36: 1° in Serie C gir. C. Promosso in Serie B.
  • 1936: Assume la nuova denominazione di Associazione Calcio Spezia.
  • 1936-37: 4° in Serie B.
  • 1937-38: 13° in Serie B.
  • 1938-39: 15° in Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1939-40: 1° in Serie C gir. E. Ammesso in Serie B.
  • 1940-41: 12° in Serie B.
  • 1941-42: 6° in Serie B.
  • 1942-43: 6° in Serie B.
  • 1943-44: 1° Classificato nel Campionato Alta Italia.
  • 1944-45: Campionato sospeso per motivi bellici.
  • 1945-46: 3° in I Divisione Ligure gir. A.
  • 1946-47: 3° in Serie B gir. A.
  • 1947-48: 4° in Serie B gir. A. Ammesso alla nuova Serie B a girone unico.
  • 1948-49: 18° in Serie B. Vince lo spareggio salvezza con il Parma.
  • 1949-50: 7° in Serie B.
  • 1950-51: 17° in Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1951-52: 14° in Serie C gir. C. Retrocesso in IV Serie .
  • 1952-53: 15° in IV Serie gir. D. Retrocesso in Promozione.
  • 1953-54: 4° in Promozione Ligure.
  • 1954 Fusione tra A.C. Spezia ed A.C. Arsenalspezia, nasce l'A.C. Spezia-Arsenal.
  • 1954-55: 6° in IV Serie gir. A.
  • 1955 Assume la nuova denominazione di Foot Ball Club Spezia 1906.
  • 1955-56: 2° in IV Serie gir. E.
  • 1956-57: 3° in IV Serie gir. E. Ammesso alla IV Serie I Serie.
  • 1957-58: 1° in IV Serie I Serie gir. A. Promosso in Serie C. Campione d'Italia di IV Serie a pari merito con OZO Mantova e Cosenza. Vince la Coppa d'Oro Ottorino Mattei.
  • 1958-59: 3° in Serie C gir. A.
  • 1959-60: 6° in Serie C gir. A.
  • 1960-61: 8° in Serie C gir. A.
  • 1961-62: 18° in Serie C gir. B. Retrocesso in Serie D.
  • 1962-63: 3° in Serie D gir. A.
  • 1963-64: 4° in Serie D gir. A.
  • 1964-65: 4° in Serie D gir. A.
  • 1965-66: 1° in Serie D gir. A. Promosso in Serie C.
  • 1966-67: 4° in Serie C gir. B.
  • 1967-68: 2° in Serie C gir. B.
  • 1968-69: 17° in Serie C gir. B.
  • 1969-70: 11° in Serie C gir. B.
  • 1970-71: 9° in Serie C gir. B.
  • 1971-72: 11° in Serie C gir. B.
  • 1972-73: 14° in Serie C gir. B.
  • 1973-74: 12° in Serie C gir. B.
  • 1974-75: 12° in Serie C gir. B.
  • 1975-76: 12° in Serie C gir. B.
  • 1976-77: 3° in Serie C gir. B.
  • 1977-78: 7° in Serie C gir. B. Ammesso alla nuova Serie C1.
  • 1978-79: 17° in Serie C1 gir. A. Retrocesso in Serie C2.
  • 1979-80: 3° in Serie C2 gir. A. Promosso in Serie C1.
  • 1980-81: 17° in Serie C1 gir. A. Retrocesso in Serie C2.
  • 1981-82: 10° in Serie C2 gir. A.
  • 1982-83: 16° in Serie C2 gir. A. Retrocesso nel Campionato Interregionale. Riammesso in Serie C2.
  • 1983-84: 14° in Serie C2 gir. A.
  • 1984-85: 13° in Serie C2 gir. A.
  • 1985-86: 2° in Serie C2 gir. A. Promosso in Serie C1.
  • 1986: Assume la nuova denominazione di Associazione Calcio Spezia.
  • 1986-87: 12° in Serie C1 gir. A.
  • 1987-88: 6° in Serie C1 gir. A.
  • 1988-89: 3° in Serie C1 gir. A.
  • 1989-90: 12° in serie C1 gir. A.
  • 1990-91: 6° in Serie C1 gir. A.
  • 1991-92: 8° in Serie C1 gir. A.
  • 1992-93: 15° in Serie C1 gir. A.
  • 1993-94: 17° in Serie C1 gir. A. Perde i Play-out con la Massese. Retrocesso in Serie C2. Riammesso in Serie C1.
  • 1994-95: 8° in Serie C1 gir. A.
  • 1995: Assume la nuova denominazione di Spezia Calcio.