Football Club Pavia 1911 Società Sportiva Dilettantistica

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FC Pavia 1911 SSD
Calcio Football pictogram.svg
Logo FC Pavia 1911 (adoz. 2016).png
Azzurri
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali borders Azzurro
Simboli Milò, Minerva di Pavia
Inno I Nostri Eroi
La Chitarrata
Dati societari
Città Pavia
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie D
Fondazione 1911
Rifondazione 1927
Rifondazione 1936
Rifondazione 1957
Rifondazione 2016
Presidente Italia Cristina Rasparini [1]
Allenatore Italia Omar Nordi [2]
Stadio Pietro Fortunati
(3.999 posti)
Sito web www.fcpavia1911.it
Palmarès
Titoli nazionali 1 Campionato Serie C
2 Campionati Serie C2
Si invita a seguire il modello di voce

Il Football Club Pavia 1911 Società Sportiva Dilettantistica a r.l. è una società calcistica italiana con sede nella città di Pavia.

Fondata nel 1911 con la denominazione Pavia Football Club, nel corso dei decenni ha più volte mutato assetto sociale, incorrendo in scioglimenti, rifondazioni e fusioni. La corrente società è stata costituita nel 2016 per subentrare alla previgente Associazione Calcio Pavia, estromessa dai campionati nazionali al termine dell'annata 2015-2016 a seguito di inadempienze economiche e amministrative[3].

Nel corso della sua storia, la squadra pavese vanta quale maggior successo quattro partecipazioni al campionato nazionale di Serie B (ultima delle quali nella stagione 1954-1955), che ne fanno il secondo sodalizio più prestigioso della provincia di appartenenza. Il palmarès include inoltre le vittorie di un campionato di Seconda Divisione, di un campionato di Prima Divisione, di un campionato di Serie C e di due campionati di Serie C2.

Nella stagione 2017-2018 milita nel girone A del campionato di Serie D, quarto livello del sistema calcistico italiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del calcio a Pavia e la fondazione del club (1911)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1907 il football sbarca a Pavia con la fondazione della Goliardica, squadra nata intorno alla locale università; l'iniziativa non fu particolarmente seguita e durò quattro anni; il 3 novembre 1911 nasce il primo vero sodalizio calcistico. Fautori dell'inizio della saga calcistica pavese sono Emilio Piatti, Achille Pecci e Giovanni Ferrari che danno vita al Pavia F.B.C. La prima partita di cui si ha notizia è una vittoria ai danni del Casteggio per 3-0. Tuttavia, per ragioni economiche, si provvede quasi subito alla fusione con la Società Ginnastica Pavese ed al conseguente cambio di nome in Società Ginnastica Pavese - Sezione Calcio, nel 1912.

La fusione dura una sola stagione: partiti alcuni giocatori per la leva obbligatoria nella primavera 1913, la società si sfalda e l'attività calcistica langue. Staccatasi dalla Società Ginnastica Pavese e costituito un nuovo direttivo con il ragionier[4] Cartasegna, l'avvocato Ferrari ed il ragionier Bianchi, la società ritorna alla vecchia denominazione Pavia F.B.C. iscrivendosi ai campionati lombardi FIGC[4]. Rimediato un campo di fortuna, non rispondente agli standard prescritti per l'iscrizione alla Promozione, si è costretti a partire dalla Terza Categoria e dopo una vittoria all'esordio (4-0 all'Ausonia Pro Gorla) si perdono tutte le rimanenti partite comprese quelle a cui il Pavia è costretto a dare forfait a causa della partenza per la leva militare di alcuni dei migliori giocatori. Il 22 marzo 1914 sul campo di Piazza d'Armi, in amichevole, il Pavia viene sconfitto dalla seconda squadra dell'Internazionale per quattro reti a tre[5]. Terminato il primo marzo il campionato, Mario Calcagni dona alla società il terreno in località San Giuseppe che dopo appena 40 giorni vede sorgere lo Stadium. Viene inaugurato il 13 settembre 1914 con due gare amichevoli: in apertura si gioca Pavia-Enotria (1-2) e a seguire Internazionale-Genoa (2-2). L'avvenimento richiama la folla delle grandi occasioni.

Dalla promozione in Prima Categoria al secondo dopoguerra (1914-1945)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1914 gli azzurri vengono ammessi al campionato di Promozione 1914-1915 mercé l'ottimo impianto sportivo omologato e la garanzia di una notevole solidità finanziaria. La vittoria del torneo permette l'accesso in Prima Categoria. Dopo aver superato il girone eliminatorio alle finali, con la Prima guerra mondiale alle porte ed alcuni giocatori già sul piede di partenza per il fronte, il Pavia precede in classifica l'Ausonia Pro Gorla e sbarca nella massima divisione calcistica.[6] Passeranno, però, quattro anni prima di vedere il rinnovato Pavia F.C. tornare a calcare i campi di gioco a causa della sosta forzata dei campionati a causa del conflitto mondiale[7].

Nel 1919, inizia l'avventura in Prima Categoria e, dopo due anni a buoni livelli[8], nel 1922 arriva la retrocessione, seguita nel 1924 dalla caduta in Terza Divisione regionale e dal definitivo e mesto ritiro dall'attività agonistica. Dopo un periodo di crisi, nel 1919 spuntano i nero-verdi dell'Arduino F.C., decisi a tenere alto il nome di Pavia nel mondo del pallone. Partiti dal campionato provinciale U.L.I.C., di successo in successo e rilevato il titolo sportivo del defunto Pavia (nel 1927) cambiando nome in Arduino Pavia F.C., giungeranno fino alla Seconda Divisione.

Accanto all'Arduino nasce anche la S.S. Vittoria (maglia rosso-verde) sempre militante in Terza Divisione ed infine ammessa alla Seconda Divisione quando ormai la fusione tra le due compagini cittadine era praticamente decisa: è il 1928 quando torna a chiamarsi Pavia F.B.C. Dal 1929 al 1935 la società è guidata dal presidente Angelo Nicolato. Gli obiettivi sono ambiziosi e l'approdo in Serie B nel 1933 ne è la prova: il campionato cadetto si rivela troppo oneroso e nel 1935, per la seconda volta, nel pieno svolgimento del campionato, gli azzurri lasciano il mondo del calcio. A placare la sete di calcio giocato della città arriva, nel 1936-37, la Associazione Calcio Pavese "Luigi Belli" (maglia bianco-nera)[9] che si stabilisce in Serie C fino al 1942 quando, a seguito della fusione con i cugini della Sezione Calcio Dopolavoro Aziendale Necchi (famosa ditta produttrice di macchine per cucire), con la nuova denominazione di A.C. Pavia[10] si iscrive al campionato di Serie C 1942-1943[11].

Passando attraverso la seconda guerra mondiale ed il Torneo Benefico Lombardo 1944-1945[12], si ritorna in Serie C adottando le celebri maglie granata[13]. Arrivano gli anni del Cav. Piero Fortunati e, nel 1953, anche la storica promozione in Serie B. Due campionati vedono i granata nella serie cadetta prima del ritorno in Serie C. Tuttavia, dapprima avviene la retrocessione e il successivo 11 settembre 1957 la società si ritira dal campionato di Serie C per fallimento e viene sciolta, pertanto radiata dai ruoli federali FIGC per la terza volta.

Dalla rifondazione del 1957 alla crisi degli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Il calcio pavese ricomincia quindi a fine settembre 1957 con l'Unione Sportiva Pro Pavia che si affilia alla Lega Regionale Lombarda, fornendo le dovute garanzie per iscriversi al campionato di Prima Divisione 1957-1958.[14][15]

Nel 1959 si aggiunge l'Associazione Sportiva Pavia, ridenominazione di un previgente club locale,[16] mentre l'US Pro Pavia ritocca la sua ragione sociale in Foot Ball Club Pavia. Le due squadre si ritrovano nella neoistituita Prima Categoria, e nel 1960 convengono di unire gli sforzi procedendo alla fusione che permette all'Associazione Calcio Pavia di disputare la Prima Categoria 1960-1961. Bisognerà aspettare sei anni per rivedere il Pavia in Serie D: gli azzurri superano sul filo di lana l'Asti ma la permanenza è molto breve, dato che l'annata successiva la società di via Alzaia si ritrova in Promozione dopo un campionato deludente. Le difficoltà, anche a livello societario, dopo l'addio del Cav. Fortunati, non mancano ma, con l'arrivo al timone di Mario Migliorini si comincia ad intravedere uno spiraglio di luce.

Con il nuovo presidente ed il suo staff nel campionato 1976-1977 arriva la promozione in Serie D seguita l'anno dopo dal salto in Serie C che, proprio in quell'anno, si trasformerà in Serie C2. Gli azzurri trovano una loro dimensione e si stabilizzano nella nuova categoria; nella stagione 1983-1984, sotto la presidenza Riboni ed ai comandi del mister Villa, la squadra conquista la Serie C1 precedendo il Piacenza dopo un duello durato tutto l'arco del campionato. Il primo anno di permanenza nella nuova categoria si conclude a metà classifica ma il secondo segna la retrocessione ed il ritorno in Serie C2. Gli azzurri ci riprovano e centrano la rivincita al primo colpo: solo l'Ospitaletto di Gigi Maifredi sopravanza gli azzurri ma la seconda piazza significa ritorno immediato nelle terza serie nazionale. La stagione seguente è travagliata e solamente un gol di Ricky Massara alla Reggiana nell'ultima giornata di campionato sancisce la vittoria degli azzurri e la salvezza.

Il Pavia 1986-1987.

In estate, il presidente Achilli viene squalificato a vita dalla FIGC con l'accusa di aver corrotto un giocatore del Fano in occasione della vittoriosa trasferta degli azzurri sul campo dei granata. Alla squadra vengono comminati cinque punti di penalizzazione che ne sanciscono l'ennesima retrocessione. In Serie C2, fuori gioco da ogni carica ufficiale Achilli, ricopre il ruolo di presidentessa la moglie Giusy: dopo un discreto quarto posto arriva ancora la promozione dopo il secondo posto alle spalle del Siena tra le cui riserve figura un giovanissimo Moreno Zocchi. L'ennesimo ritorno in C1 vede gli azzurri subire solo due sconfitte, rimediate nelle ultime due giornate di campionato da Venezia e Chievo, che impediscono al Pavia di approdare nella Coppa Italia insieme alle società di Serie A e B. L'anno successivo è agli antipodi del precedente: la squadra è rivoluzionata, i pezzi migliori sono andati in Serie A e B. Il risultato è un penultimo posto che rispedisce il sodalizio di via Alzaia in Serie C2. È l'inizio del declino. Dopo tre deludenti campionati vissuti a metà classifica arriva la mazzata della retrocessione in Serie D dopo ben 18 anni passati tra i professionisti. Arriva provvidenziale il ripescaggio ma dopo qualche giornata in testa alla classifica la squadra inizia un veloce declino. Si decide tutto ai play-out ed a sorridere è la Solbiatese che condanna gli azzurri ai dilettanti e, stavolta, senza il salvagente del ripescaggio. Nel frattempo ad Achilli, emigrato a Livorno con una massiccia dote di giocatori pavesi, è subentrato Walter Rampini che prende in mano una situazione societaria complicata. Nell'ultima partita del Campionato Nazionale Dilettanti 1997-1998, contro l'Atletico Sirio gli azzurri affondano: il gol di Facchetti non è sufficiente ed i sardi passano per 2-1. Il Pavia retrocede così in Eccellenza.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Si riparte da zero ed il rischio di sparire è quanto mai concreto: a salvare la situazione ci pensa la famiglia Calisti. Vengono ripianati i debiti ed il primo risultato concreto è la vittoria nel campionato di Eccellenza. Il compito di rifondare la squadra viene affidato a Marco Torresani, allenatore cremonese già vincitore a Fiorenzuola, Legnano e Montichiari, e al direttore sportivo pavese Massimo Londrosi. Il primo anno nel Campionato Nazionale Dilettanti vede l'arrivo di Omar Nordi, che diventerà il recordman di reti segnate in maglia azzurra. Il secondo posto è il prologo alla stagione dell'anno seguente: gli azzurri, con il trio Rossini-Nordi-La Cagnina, dominano la stagione ed in soli tre anni ritornano tra i professionisti[17].

L'obiettivo dichiarato per la stagione 2001-2002 è la promozione in Serie C1: dopo aver sfiorato i play-off al primo tentativo[18], la squadra di Torresani conquisterà l'obiettivo nella stagione seguente. Tuttavia la permanenza in terza serie durerà soltanto una stagione. La squadra viene comunque ripescata in Serie C1. Il Pavia chiuderà la Serie C1 2004-2005 al terzo posto in classifica, centrando la qualificazione ai play-off. In semifinale gli azzurri eliminano il Grosseto ma in finale verranno sconfitti dal Mantova, che vincerà sia la partita d'andata che quella di ritorno. L'anno successivo, nonostante una squadra profondamente rinnovata, gli uomini di Torresani riescono a centrare ancora una volta i play-off. Avversario è il Monza di Sonzogni: all'andata della semifinale un gol di Veronese illude gli azzurri, che verranno ripresi nel finale. Nella gara di ritorno si imporranno i brianzoli. Da ricordare, durante il campionato, la doppia sfida contro il Genoa, retrocesso dalla Serie B per illecito sportivo; nella gara d'andata al Ferraris i grifoni s'impongono per 1-0 mentre la finisce a reti inviolate.

Nella stagione 2006-2007, nonostante l'esonero dopo nove anni di panchina di Marco Torresani, succeduto da Massimo Morgia e dal tecnico della Berretti Amedeo Mangone, i lombardi retrocedono in Serie C2, rischiando anche il ritorno fra i dilettanti nella stagione seguente. Gli azzurri riusciranno a salvarsi eliminando nel doppio confronto dei play-out la Caravaggese. Decisiva, nel match di andata, la rete di Emanuele Giaccherini.

Nel campionato di Lega Pro Seconda Divisione 2008-2009, la squadra viene penalizzata di sei punti per una svista della società che, nell'acquisto di Michele Menicozzo, centrocampista prelevato dall'Alghero, non si accorge che il giocatore, in stato di diffida, era stato ammonito durante l'ultima giornata del campionato precedente. Deve quindi saltare una partita per squalifica. La pena non viene però scontata, essendo Menicozzo sempre in campo o in panchina. I primi ad accorgersene sono i trentini del Mezzocorona che, in occasione della gara contro il Pavia della terza giornata di ritorno, fanno ricorso al giudice sportivo che annulla la partita infliggendo agli azzurri uno 0-3 a tavolino. Altri cinque punti di penalizzazione vengono poi aggiunti alla pena. I lombardi tuttavia guadagneranno la salvezza all'ultima giornata.

Al termine della stagione 2008-2009, il Pavia Calcio sperimenta un avvicendamento al vertice: il socio di minoranza della famiglia Calisti, Pierlorenzo Zanchi, diviene azionista di maggioranza e presidente del club. I Longobardi chiudono il campionato di Lega Pro Seconda Divisione 2009-2010 al quinto posto, qualificandosi per i play-off. Gli accoppiamenti decisi dai sorteggi assegnano agli azzurri lo Spezia, secondo in classifica, e battuto in campionato 2-0 al Fortunati. Nonostante ciò, i liguri si impongono per 1-0 nella gara d'andata giocata in Lombardia. Nella gara di ritorno lo Spezia si imporrà con lo stesso risultato.

Gli anni duemiladieci, l'acquisizione cinese e il fallimento[modifica | modifica wikitesto]

Ad agosto, il Pavia viene ripescato per occupare posti lasciati vuoti da alcune società che militavano nella ex Serie C1 e che sono fallite, riuscendo quindi a risalire in Prima Divisione dopo tre anni di assenza. I lombardi vengono inseriti nel girone A della Lega Pro Prima Divisione 2010-2011. A marzo la squadra si ritrova in zona play-out. Dopo la sconfitta rimediata sul campo del Ravenna, mister Andrissi viene esonerato. Al suo posto subentra l'allenatore della Berretti ed ex capitano della squadra, Benito Carbone, alla sua prima esperienza sulla panchina di una prima squadra. Carbone esordisce con una vittoria interna contro i rivali del Pergocrema. Tuttavia, la sconfitta sul campo del Südtirol-Alto Adige condanna i pavesi ai play-out. All'ultima giornata, però, il Ravenna, piazzato appena sopra la zona a rischio, riceve sette punti di penalizzazione e di conseguenza sarà costretto a disputare i play-out in luogo del Pavia, che si salva così all'ultimo momento.

Ancora prima dell'inizio del campionato successivo l'allenatore Benny Carbone lascia l'incarico per tentare l'avventura in Serie B sulla panchina del Varese. In sua sostituzione viene chiamato Manuele Domenicali, che verrà esonerato alla nona giornata in seguito ad una serie di prestazioni deludenti. Al suo posto viene chiamato Rosario Pergolizzi. Dopo cinque sconfitte consecutive, anche Pergolizzi sarà costretto alle dimissioni, sostituito in panchina da Claudio Sangiorgio, sostituito a sua volta da Giorgio Roselli, che riuscirà a traghettare gli azzurri alla disputa dei play-out. L'avversario di turno è la SPAL, regolata nel doppio confronto grazie al quale i pavesi riescono a raggiungere la salvezza. La stagione 2012-2013 riparte con alcuni punti fermi rispetto alla precedente. In panchina è confermato mister Giorgio Roselli. Il Pavia, dopo aver concluso al quinto posto il girone d'andata, termina all'11º posto con 40 punti, a -11 dalla zona play-off e a +2 da quella play-out.

Il campionato di Lega Pro Prima Divisione 2013-2014 non prevede retrocessioni in Seconda Divisione, a causa della riforma che prevede la riorganizzazione del calcio professionistico in una terza serie nazionale unica dalla stagione successiva. La squadra azzurra viene rivoluzionata: della rosa dell'anno precedente rimangono pochi calciatori. Inoltre il mister Roselli viene sostituito da Alessio Pala. Nonostante tre avvicendamenti in panchina, gli azzurri terminano il torneo all'ultimo posto in classifica. A febbraio nel frattempo il presidente Zanchi aveva manifestato l'intenzione di cedere la società.[19]

Il 4 luglio 2014 Pierlorenzo Zanchi ufficializza la vendita della squadra a Xiadong Zhu, presidente del fondo Pingy Shanghai Investment.[20] Al termine della stagione 2014-2015 il Pavia si piazza terzo in campionato, dopo una lotta con Bassano e Novara, raggiungendo i play-off ma venendo eliminato dal Matera al primo turno, dopo essere inizialmente passato in vantaggio.

L'anno successivo il Pavia si piazza al nono posto in classifica, ma di lì a poco la proprietà cinese annuncia il disimpegno: il club passa, per la cifra simbolica di 1 Euro, nelle mani dell'imprenditore romano Alessandro Nuccilli, che non riesce a completare l'iscrizione al campionato di Lega Pro 2016-2017. L'A.C. Pavia viene pertanto radiato dalla FIGC ed estromesso dai campionati nazionali; il fallimento societario viene irrogato dal Tribunale di Pavia nel successivo mese di ottobre.[21]

La ripartenza dall'Eccellenza: nasce il Football Club Pavia 1911[modifica | modifica wikitesto]

Preso atto della fine delle attività del vecchio sodalizio, il sindaco di Pavia Massimo Depaoli ottiene dalla FIGC il diritto di fondare una nuova società, denominata Football Club Pavia 1911 S.S.D., che eredita la tradizione sportiva azzurra. Fallita la domanda d'iscrizione al campionato di Serie D[22], il rifondato club azzurro riparte dall'Eccellenza, ove viene ammesso in sovrannumero al girone A.

Affidato alla guida tecnica di Francesco Buglio, il "nuovo Pavia" si colloca stabilmente ai vertici del proprio girone, lottando fino all'ultima giornata per il primo posto e l'accesso diretto in Serie D (infine perso per soli 2 punti in favore dell'Arconatese): avendo tuttavia un vantaggio superiore ai 9 punti nei confronti del Verbano (terzo classificato), la squadra azzurra entra direttamente alla fase nazionale dei play-off promozione. Dopo aver superato il Vado in semifinale, il Pavia si assicura l'ascesa di categoria aggiudicandosi la finale contro il Calcio Romanese: il doppio confronto si risolve in un pareggio interno e una vittoria esterna a Romano di Lombardia, con reti di Bertocchi e Carollo.

Tra giugno e luglio 2017 la società incontra delle difficoltà legate alla gestione dello stadio Pietro Fortunati, il cui manto erboso (a lungo rimasto privo di cure nell'estate 2016 dopo il fallimento della società ex-cinese) si presenta ormai gravemente danneggiato, impedendo di giocarvi al meglio e in condizioni di sicurezza. In aggiunta, scaduta la deroga temporanea con cui il club aveva ottenuto in usufrutto gratuito l'arena un anno prima, il municipio pavese presenta al F.C. Pavia 1911 una proposta di rinnovo della concessione, oltre alla quale si richiede il pagamento del canone di gestione e delle bollette arretrate per la stagione 2016-2017, per un totale di 63 600 euro circa. Ne nasce un braccio di ferro tra società e comune, con la prima che lamenta un eccessivo rincaro delle tariffe rispetto alla convenzione vigente col "vecchio Pavia" fallito nel 2016 (nonché difficoltà legate a interruzioni dell'erogazione di elettricità allo stadio)[23], mentre il sindaco Depaoli ribatte di aver semplicemente formalizzato degli atti legalmente dovuti, offrendo alla società ogni possibile agevolazione sul piano economico-gestionale[24]. L'accordo viene infine raggiunto l'11 luglio, allorché la presidente Rasparini paga gli arretrati legati alla stagione precedente, mantenendo la gestione dello stadio pavese per un altro anno nelle mani del F.C. Pavia 1911, che può così iscriversi tranquillamente alla Serie D[25]. Ai primi di agosto vengono quindi avviati i lavori di rizollatura dello stadio Fortunati, finanziati direttamente dal club[26].

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Football Club Pavia 1911 Società Sportiva Dilettantistica
  • 3 novembre 1911 - Fondazione del Pavia Foot Ball Club, il quale entra subito nella Società Ginnastica Pavese, andando a costituire la Sezione Calcio.
  • 1913 - Il Pavia F.B.C. si stacca dalla Società Ginnastica Pavese diventando autonomo.
  • 1913-14 - 7º nel girone B della Terza Categoria Lombarda. Si iscrive in Promozione dopo aver inaugurato il nuovo Stadium.
  • 1914-15 - 1º nel girone finale della Promozione Lombarda. Promosso in Prima Categoria.
  • 1915-19 - Attività sospesa per motivi bellici.
  • 1919-20 - 5º nel girone B lombardo della Prima Categoria.

  • 1920-21 - 2º nel girone C lombardo della Prima Categoria.
  • 1921-22 - 2º nel girone D lombardo della Prima Categoria. Retrocesso in Seconda Divisione a seguito del Compromesso Colombo.
  • 1922-23 - 4º nel girone A della Seconda Divisione.
  • 1923-24 - 8º nel girone C della Seconda Divisione. Retrocesso in Terza Divisione.
  • 1924 - Il sodalizio non si iscrive al campionato di Terza Divisione Lombarda e cessa l'attività sportiva.
  • 1924-25 - Periodo d'inattività.
  • 1925 - L'Arduino Foot Ball Club,[27] società di origine uliciana, paga i debiti e rileva il titolo sportivo del defunto Pavia F.B.C.[28] cambiando nome in Arduino Pavia Football Club.[29]
  • 1926-27 - 1° nel campionato di Terza Divisione. Promosso in Seconda Divisione. Nel frattempo, un'altra società pavese, la Società Sportiva Vittoria, disputa la Terza Divisione Lombarda.
  • 1927-28 - Arduino Pavia F.C. - 8º nel girone D della Seconda Divisione Nord.
    S.S. Vittoria - 1º nel girone A della Terza Divisione Lombarda. Si ritira dal girone B delle finali Nord.
    A fine stagione, le due società vengono fuse dalle autorità fasciste nel rinato Pavia Foot Ball Club.
  • 1928-29 - 1º nel girone C della Seconda Divisione Nord. Promosso in Prima Divisione.
  • 1929-30 - 11º nel girone B della Prima Divisione.

  • 1930-31 - 2º nel girone D della Prima Divisione. 3º nel girone finale A.
  • 1931-32 - 2º nel girone B della Prima Divisione. 3º nel girone finale C.
  • 1932-33 - 1º nel girone A della Prima Divisione. 3º nel girone finale B. Promosso d'ufficio in Serie B.
  • 1933-34 - 10º nel girone A della Serie B.
  • 1934-35 - La squadra si ritira alla 20ª giornata del girone A della Serie B.
  • 1935-1936 - Il Pavia F.B.C. si scioglie nel 1935 e rimane inattivo.
  • 1936 - L'Associazione Calcio Pavese "Luigi Belli" militante nel campionato di Prima Divisione Lombarda, riprende l'attività calcistica della città di Pavia.
  • 1936-37 - 1° nel girone B della Prima Divisione Lombarda. Promosso in Serie C.
  • 1937-38 - 10º nel girone C della Serie C.
Qualificazioni di Coppa Italia.
  • 1938-39 - 6º nel girone B della Serie C.
Qualificazioni di Coppa Italia.
  • 1939-40 - 7º nel girone B della Serie C.
Qualificazioni di Coppa Italia.

  • 1940-41 - 14º nel girone C della Serie C.
Qualificazioni di Coppa Italia.
  • 1941-42 - 15º nel girone B della Serie C.
  • 1942 - L'A.C. Pavese "Luigi Belli" si fonde con il Dopolavoro Aziendale "Vittorio Necchi" giunto 16º nello stesso girone dando vita all'Associazione Calcio Pavia.
  • 1942-43 - 6º nel girone D della Serie C.
  • 1943-44 - 1º nel girone F del Torneo Misto Serie C-Prima Divisione del Direttorio II Zona (Lombardia). 2º nella semifinale dei gironi F-G del Direttorio II Zona, avendo battuto 3-1 la Sartiranese allo spareggio di Sesto San Giovanni. 5º nel girone finale, sospeso alla penultima giornata dal Ministero della Cultura Popolare (Min.Cul.Pop.).
  • 1944-45 - 3º nel Torneo Benefico Lombardo.
  • 1945-46 - 3º nel girone E della Lega Naz. Alta Italia di Serie C.
  • 1946-47 - 6º nel girone D della Lega Interreg. Nord di Serie C.
  • 1947-48 - 4º nel girone B della Lega Interreg. Nord di Serie C. Ammesso nella Lega Nazionale di Serie C a seguito della rinuncia del Lecco.
  • 1948-49 - 11º nel girone B della Serie C.
  • 1949-50 - 6º nel girone A della Serie C.

  • 1950-51 - 3º nel girone A della Serie C.
  • 1951-52 - 3º nel girone A della Serie C.
  • 1952-53 - 1º in Serie C. Promosso in Serie B.
  • 1953-54 - 13º in Serie B.
  • 1954-55 - 18º in Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1955-56 - 14º in Serie C. Vince lo spareggio straordinario col Colleferro dovuto al caso Piacenza.
  • 1956-57 - 8º in Serie C.
  • 1957 - L'A.C. Pavia fallisce e viene radiato dai ruoli federali l'11 settembre 1957. Successivamente, viene fondata l'Unione Sportiva Pro Pavia, affiliata alla Lega Regionale Lombarda e iscritta direttamente in Prima Divisione in quanto provvista di adeguato equipaggiamento economico-infrastrutturale.
  • 1957-58 - 13º nel girone G della Prima Divisione Lombarda.
  • 1958-59 - 4º nel girone H della Prima Divisione Lombarda.
  • 1959 - L'U.S. Pro Pavia cambia denominazione in Foot Ball Club Pavia, e parallelamente il Gruppo Sportivo Ghinaglia cambia denominazione in Associazione Sportiva Pavia. Entrambe le società vengono iscritte alla nuova Prima Categoria in virtù della tradizione sportiva cittadina.
  • 1959-60 - F.B.C. Pavia - 12º nel girone E della Prima Categoria Lombarda.
    A.S. Pavia - 7º nel girone F della Prima Categoria Lombarda.
  • 1960 - Al termine della stagione, il F.B.C. Pavia e l'A.S. Pavia si fondono creando la nuova Associazione Calcio Pavia.

  • 1960-61 - 1º nel girone E della Prima Categoria Lombarda. Promosso in Serie D. Perde la finale per il titolo lombardo di Prima Categoria, battuto nella doppia gara dalla Rizzoli.
  • 1961-62 - 12º nel girone A della Serie D.
  • 1962-63 - 11º nel girone B della Serie D.
  • 1963-64 - 12º nel girone B della Serie D.
  • 1964-65 - 5º nel girone A della Serie D.
  • 1965-66 - 4º nel girone A della Serie D.
  • 1966-67 - 1º nel girone A della Serie D. Promosso in Serie C.
  • 1967-68 - 18º nel girone A della Serie C. Retrocesso in Serie D.
  • 1968-69 - 9º nel girone B della Serie D.
  • 1969-70 - 9º nel girone B della Serie D.

  • 1970-71 - 5º nel girone B della Serie D.
  • 1971-72 - 12º nel girone B della Serie D.
  • 1972-73 - 15º nel girone B della Serie D.
  • 1973-74 - 16º nel girone B della Serie D. Retrocesso in Promozione.
  • 1974-75 - 6º nel girone C della Promozione Lombardia.
  • 1975-76 - 4º nel girone C della Promozione Lombardia.
  • 1976-77 - 1º nel girone C della Promozione Lombardia. Promosso in Serie D.
  • 1977-78 - 1º nel girone B della Serie D. Promosso in Serie C2.
  • 1978-79 - 5º nel girone B della Serie C2.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1979-80 - 12º nel girone A della Serie C2.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.

  • 1980-81 - 7º nel girone A della Serie C2.
? di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1981-82 - 10º nel girone A della Serie C2.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1982-83 - 6º nel girone B della Serie C2.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1983-84 - 1º nel girone B della Serie C2. Promosso in Serie C1.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1984-85 - 11º nel girone B della Serie C1.
Qualificazioni ai sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1985-86 - 16º nel girone B della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1986-87 - 2º nel girone B della Serie C2. Promosso in Serie C1.
? di Coppa Italia Serie C.
  • 1987-88 - 17º nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1988-89 - 4º nel girone A della Serie C2.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1989-90 - 2º nel girone A della Serie C2. Promosso in Serie C1.
? di Coppa Italia Serie C.

  • 1990-91 - 9º nel girone A della Serie C1.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1991-92 - 17º nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1992-93 - 10º nel girone A della Serie C2.
Terzo turno di Coppa Italia Serie C.
  • 1993-94 - 6º nel girone A della Serie C2.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1994-95 - 15º nel girone A della Serie C2. Salvo dopo aver vinto i play-out contro l'Olbia.
Terzo turno di Coppa Italia Serie C.
  • 1995-96 - 15º nel girone A della Serie C2. Retrocesso e successivamente ripescato dopo aver perso i play-out contro l'Ospitaletto a fronte di diverse esclusioni.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
  • 1996-97 - 17º nel girone A della Serie C2. Retrocesso nel C.N.D. dopo aver perso i play-out contro la Solbiatese.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
  • 1997-98 - 15º nel girone B del C.N.D. Retrocesso in Eccellenza.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Dilettanti (Fase C.N.D.)
  • 1998-99 - 1º nel girone B dell'Eccellenza Lombardia. Promosso in Serie D.
  • 1999-00 - 2º nel girone B della Serie D.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.

  • 2000-01 - 1º nel girone B della Serie D. Promosso in Serie C2.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2001-02 - 6º nel girone A della Serie C2.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2002-03 - 1º nel girone A della Serie C2. Promosso in Serie C1.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2003-04 - 18º nel girone A della Serie C1. Retrocesso e successivamente ripescato dalla FIGC.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2004-05 - 3º nel girone A della Serie C1. Perde la finale dei play-off contro il Mantova.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2005-06 - 4º nel girone A della Serie C1. Perde la semifinale dei play-off contro il Monza.
Terzo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2006-07 - 18º nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2008-09 - 12º nel girone A della Lega Pro Seconda Divisione.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2009-10 - 5º nel girone A della Lega Pro Seconda Divisione. Perde la semifinale dei play-off contro lo Spezia ma viene ammesso in Lega Pro Prima Divisione a completamento organici.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Lega Pro.

  • 2010-11 - 13º nel girone A della Lega Pro Prima Divisione.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2011-12 - 16º nel girone A della Lega Pro Prima Divisione. Salvo dopo aver vinto i play-out contro la SPAL.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2012-13 - 11º nel girone A della Lega Pro Prima Divisione.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Lega Pro.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Lega Pro.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Lega Pro.
Quarto turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2016 - L'A.C. Pavia non si iscrive al campionato di Lega Pro 2016-2017, venendo radiata dalla FIGC.[30] Ai sensi delle norme federali, il comune di Pavia patrocina la rifondazione societaria creando il Football Club Pavia 1911 Società Sportiva Dilettantistica, che s'iscrive in sovrannumero al campionato di Eccellenza Lombardia.[31]
  • 2016-17 - 2° nel girone A dell'Eccellenza Lombardia. Promosso in Serie D dopo aver vinto la finale dei play-off nazionali contro il Calcio Romanese.
  • 2017-18 - ?° nel girone A della Serie D.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Il colore sociale del Pavia è storicamente l'azzurro, al quale il sodalizio è legato fin dalla sua fondazione nei primi anni 1910.[4]

Esso non fu tuttavia l'unico colore indossato nel corso dei decenni dai calciatori pavesi: dal 1924 al 1928, essendo rimasto inattivo il Pavia Foot Ball Club, la città fu rappresentata calcisticamente dall'Arduino Pavia, sodalizio nato nel 1921 e adottante i colori sociali nero e verde.

Nel 1936 l'eredità del Pavia FBC venne raccolta dall'Associazione Calcio Pavese Luigi Belli, i cui colori furono bianco e nero[32]; tale fase durò fino al 1942, allorquando l'ACP Luigi Belli si fuse con la concittadina Dopolavoro Aziendale Vittorio Necchi, permettendo la fondazione della prima Associazione Calcio Pavia e il recupero delle consuete casacche azzurre.[33]

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

I simboli iconicamente legati al Pavia sono lo stemma araldico cittadino (di rosso alla croce d'argento), la biscia Milò (adattamento locale del biscione, emblema storico della famiglia Visconti, egemone a Pavia nel XIV secolo)[34] e la Minerva (grande statua eretta nell'omonima piazza cittadina ai primi del XX secolo).

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

I suddetti sono dunque gli elementi connotanti gli stemmi che il Pavia si è dato a partire dalla seconda metà del XX secolo.

Nel 1960, a seguito della fusione tra F.B.C. Pavia e A.S. Pavia, la neofondata A.C. Pavia adottò come emblema sociale un ancile tripartito verticalmente: a sinistra su fondo azzurro era impressa verticalmente (seguendo la curva dello scudo) la denominazione societaria a caratteri stampatelli bianchi, mentre nel cantone di mezzo appariva la croce bianca su fondo rosso (mutuata dal simbolo araldico pavese) e in quello di destra il serpente Milò.

Di tale simbolo sono state declinate due versioni, che si distinguono per l'impiego di diverse tonalità di azzurro e di differenti caratteri tipografici.

Nel 2016, a seguito del fallimento dell'A.C. Pavia e della fondazione del F.C. Pavia 1911 S.S.D., è stato adottato un nuovo emblema, che mantiene l'impostazione ovale tripartita del precedente, ma con alcune modifiche: la nuova denominazione sociale è inscritta in posizione centrale e con un carattere più spesso, la croce bianca appare rimpicciolita e spostata verso il basso, lasciando spazio nella parte superiore al volto della statua della Minerva (celebre monumento pavese), mentre nel cantone di destra scompare il Milò. Tale stemma viene leggermente modificato nel 2017: è stato modificato il carattere delle scritte, scurito l'insieme della gamma cromatica, eliminato il cantone bianco di destra e ridisegnata la testa di Minerva in modo più accurato, colorandola di rosso su fondo bianco.

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Inno ufficiale della squadra è il brano I nostri eroi, scritto e musicato dal duo di cabarettisti e musicisti vogheresi Luca Bergamaschi e Maurizio Feninno (comunemente noti come La Chitarrata)[34].

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stadio Pietro Fortunati.

Tra i primi impianti interni del club vi fu lo Stadium Pavese, inaugurato ufficialmente il 13 settembre 1914 presso la località San Giuseppe. Esso disponeva di un campo erboso circondato da una pista in cemento per gare ciclistiche e motoristiche, ospitando inoltre occasionalmente gare di atletica, di ginnastica e di tiro a volo. Esso venne demolito nel 1930.

Già nel 1929 il Pavia lo abbandonò in favore del nuovo campo sportivo comunale, realizzato presso il civico tiro a segno nazionale; sul finire del XX secolo l'impianto (più volte rimaneggiato e ristrutturato) venne intitolato alla memoria del defunto presidente del club Pietro Fortunati.

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

La squadra si allena nel centro sportivo Cittadella Azzurra, annesso allo stadio comunale. Costruito in contemporanea al suddetto impianto, è stato più volte ampliato nel corso dei decenni: dispone di due campi da calcio a 11 (uno in erba naturale, l'altro in sintetico), due campi a 7 in sintetico e una palestra coperta. Esso è inoltre sede delle selezioni giovanili del Pavia[34].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'organigramma della società relativo alla stagione 2017-2018[35]:

Logo FC Pavia 1911 (adoz. 2016).png
Staff dell'area amministrativa
  • Italia Cristina Rasparini - presidente e membro CDA[36]
  • Italia Giacomo Brega - amministratore delegato e membro CDA
  • Italia Daniele Di Blasio - coordinatore giovanili e membro CDA
  • Italia Tiziano Pacchiarotti - membro CDA
  • Italia Carlo Conti - membro CDA
  • Italia Paolo Chierichetti - membro CDA
  • Italia Cetti Sabisfier - segreteria
  • Italia Lara Vecchio - addetto stampa e pubbliche relazioni
  • Italia Fabio Ugazio - responsabile web e organizzazione giovanili

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Di seguito la cronologia di sponsor e fornitori tecnici del Pavia:

Logo FC Pavia 1911 (adoz. 2016).png
Fornitori tecnici
Logo FC Pavia 1911 (adoz. 2016).png
Sponsor ufficiali
  •  ?-2005 Riso Scotti
  • 2005-2008 Banca Regionale Europea (BRE Banca)
  • 2008-2009 Riso Scotti
  • 2009-2013 Nadirex
  • 2013-2015 non presente
  • 2015-2016 La Versa Viticoltori, Lombarda Multiservice
  • 2016-2017 non presente

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il maggior successo sportivo ottenuto da una squadra giovanile azzurra è costituito dallo scudetto di categoria Allievi Nazionali Lega Pro, vinto nella stagione 2015-2016[37].

Di seguito l'organigramma del settore giovanile pavese relativo alla stagione 2017-2018[35]:

Logo FC Pavia 1911 (adoz. 2016).png
Staff del settore giovanile
  • Italia Stefano Todeschini - responsabile tecnico
  • Italia Fabio Ugazio - responsabile organizzativo
  • Italia Daniele di Blasio - allenatore Juniores Nazionali
  • Italia Michele Damaschi - allenatore Allievi A
  • Italia Tiziano La Nave - allenatore Allievi B
  • Italia Andrea Sbaraini - allenatore Giovanissimi A
  • Italia Massimo Ferrara - allenatore Giovanissimi B
  • Italia Giancarlo Vigoni - responsabile attività di base
  • Italia Fabio Cassini - responsabile scuola calcio e progetto scuole
  • Italia Riccardo Boiocchi - responsabile osservatori e scout

Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'A.C. Pavia
Logo FC Pavia 1911 (adoz. 2016).png
Allenatori[38]
Logo FC Pavia 1911 (adoz. 2016).png
Presidenti[38]
  • 1913-1914: Italia Eugenio Giorgi
  • 1914-1915: Italia Adriano Valenti
  • 1915-1919
  • 1919-1922: Italia Eugenio Giorgi
  • 1922-1924: Italia Carlo Alberizzi
  • 1924-1928: ...
  • 1928-1929: Italia Celestino Palestra
  • 1929-1935: Italia Angelo Nicolato
  • 1936-1937: ...
  • 1937-1939: Italia Agostino Rimaroli
  • 1939-1941: Italia Alfredo Gusmaroli
  • 1941-1942: Italia Casati
  • 1942-1945: Italia Eugenio Pravettoni
  • 1945-1949: Italia Mario Vigoni
  • 1949-1950: Italia Franco Quario
  • 1950-1952: Italia Gino Gruppi
  • 1952-1957: Italia Pietro Fortunati
  • 1957-1966: ...
  • 1966-1968: Italia Ettore Fasani
  • 1968-1973: Italia Pietro Fortunati
  • 1973-1983: Italia Mario Migliorini
  • 1983-1986: Italia Edoardo Riboni
  • 1986-1988: Italia Claudio Achilli
  • 1988-1994: Italia Giusy Schiavio Achilli
  • 1994-1998: Italia Walter Rampini
  • 1998-2009: Italia Secondino Calisti
  • 2009-2014: Italia Pierlorenzo Zanchi
  • 2014-2016: Cina Xiaodong Zhu
  • 2016: Italia Alessandro Nuccilli
  • 2016: Italia Massimo Depaoli
  • 2016-oggi: Italia Cristina Rasparini

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'A.C. Pavia

A Pavia sono transitati diversi calciatori destinati a carriere sportive di successo nazionale e internazionale, quali Massimiliano Allegri, Fabio Paratici, Massimo Crippa, Roberto Rambaudi, Frederic Massara, Riccardo Meggiorini, Mirko Valdifiori, Francesco Acerbi, Leonardo Pavoletti, Gianluca Di Chiara, Joelson ed Emanuele Giaccherini[34].

Inoltre per tre stagioni ha vestito la maglia azzurra Benito Carbone, che a Pavia ha sia concluso la sua carriera da calciatore sia iniziato quella da allenatore. Dall'estate 2005 al gennaio 2007 ha difeso la porta azzurra Fabrizio Casazza, portiere con svariate presenze in massima serie.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1952-1953
1983-1984 (girone B), 2002-2003 (girone A)
1932-1933 (girone A)
1928-1929 (girone C)

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Seconda Divisione 2 1922-1923 1923-1924 6
Serie B 4 1933-1934 1954-1955
Seconda Divisione 2 1927-1928 1928-1929 38
Prima Divisione 4 1929-1930 1932-1933
Serie C 17 1937-1938 1967-1968
Serie C1 9 1984-1985 2006-2007
Lega Pro Prima Divisione 4 2010-2011 2013-2014
Lega Pro 2 2014-2015 2015-2016
Serie D 14 1961-1962 2017-2018 33
Serie C2 17 1978-1979 2007-2008
Lega Pro Seconda Divisione 2 2008-2009 2009-2010
Campionato Nazionale Dilettanti 1 1997-1998 3
Serie D 2 1999-2000 2000-2001

In 80 stagioni trascorse disputando i campionati delle leghe calcistiche nazionali della FIGC attuali e passate: la Lega Calcio, la Lega Serie B, la Lega Pro, la Lega di IV Serie, la Lega Alta Italia, il DDS, il DDIN, la Lega Nord, la Serie D. Dal conteggio sono dunque esclusi tutti i campionati organizzati su base regionale.

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Il miglior marcatore del Pavia è Omar Nordi che ha segnato 75 reti con la maglia azzurra.[40]

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il tifo organizzato a Pavia nasce negli anni settanta. I primi ad entrare in scena sugli spalti del Fortunati furono i "Fedelissimi", più che un gruppo ultras rappresentava un club di tifosi. I primi nuclei di tifo organizzato vero e proprio nascono nel 1978 con i gruppi "Vivai Ultras" e "Commando Ultrà".

All'inizio degli anni ottanta il comando della curva passa ai "Forever Fighters", un gruppo massiccio e compatto che dà vita al periodo d'oro del movimento ultras nella città lombarda. Nel 1981 i "Fighters" vengono affiancati dal nuovo gruppo degli "Indians Rebels" che con il passare del tempo conquista il controllo della curva. Altri gruppi degni di nota di quel periodo erano "Gioventù Azzurra", "White Blue Supporters", "Skizzati", "Flip Out".

A partire dal 1992 il declino del calcio nella città pavese porta pesanti conseguenze sul tifo organizzato, gli "Indians" rimasero l'unico gruppo organizzato mentre tutti gli altri scomparvero dalla scena nel giro di poco.

Agli inizi del nuovo millennio gli "Indians" vengono affiancati da numerosi gruppi e sezioni: "Gruppo Lercio", "Skonvolts", "Pavia 1911", "Sezione Scala", "Sezione Oltrepò", "Centro Storico".

Durante gli ultimi due anni di gestione del presidente Calisti si è ridimensionato notevolmente l'entusiasmo della tifoseria, portando anche allo scioglimento del gruppo portante della curva, gli "Indians", nel 2007, a causa di provvedimenti daspo e mancanza di ricambio generazionale. Nel 2013 nascono i "Ticinum Papiae", gruppo però sciolto all'inizio della stagione 2015-2016.

Durante il girone di ritorno della stagione 2014-2015 gli ultras biancazzurri sono potuti ritornare nella Curva Sud dello stadio "Pietro Fortunati". Questo settore ha ospitato il cuore del tifo pavese per tutti gli anni '70, '80 e '90 fino al 2002 quando diventò settore dedicato alla tifoseria ospite.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Lombardia.

Le storiche amicizie erano con i "Sanitarium" della Cremonese,[41][42] e con gli scomparsi "Ultras Ghetto" di Reggio Emilia[42]. Negli ultimi anni sono nati gemellaggi ufficiali con gli ultras della Sangiovannese[41][42][43], con gli ultras del Cittadella, con gli ultras del Poggibonsi[42][43] e un'amicizia con gli ultras del Sorrento. In ambito internazionale vige un'amicizia anche con gli ultras svizzeri del Chiasso.

Rapporti di rivalità si registrano nei confronti dei supporters di Novara, Voghera, Alessandria, Piacenza, Pro Vercelli, Mantova, Trento, Varese, Brescia, Casale, Derthona, Fanfulla, Legnano, Pro Patria, Pro Sesto, SPAL e Savona.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «Voglio tante donne in tribuna al Fortunati», laprovinciapavese.gelocal.it.
  2. ^ Pavia. Nordi: “Questa è casa mia, non ci ho pensato un attimo”, sportpavia24.it.
  3. ^ FIGC, comunicato n. 32/A del 26 luglio 2016, lnd.it (PDF).
  4. ^ a b c Bottazzini, De Santis, Gaiotti, Schinelli, p. 17.
  5. ^ Dalla Provincia Pavese del 25 marzo 1914.
  6. ^ Il campionato non fu portato a termine domenica 30 maggio, ma il Pavia ottenne il titolo perché aveva 3 punti di vantaggio sulla seconda classificata.
  7. ^ Bottazzini, De Santis, Gaiotti, Schinelli, pp. 17-18
  8. ^ Bottazzini, Fontanelli, pp. 45-47
  9. ^ Bottazzini, Fontanelli, pp. 96-101
  10. ^ Comunicato della Presidenza Federale N. 2 del 16 settembre 1942, pubblicato sul Littoriale del 18 settembre 1942, p. 2
  11. ^ Bottazzini, Fontanelli, pp. 114-116
  12. ^ Bottazzini, Fontanelli, pp. 117-122
  13. ^ Bottazzini, Fontanelli, pp. 126-128
  14. ^ Comunicati Ufficiali dell'Archivio Storico del C.R.Lombardia - Milano Via Pitteri 95/2. Società di nuova affiliazione: in data 29 settembre 1957 è affiliata alla Lega Regionale Lombarda la Unione Sportiva Pro Pavia.
  15. ^ Nella struttura dei campionati dell'epoca la Prima Divisione era la massima competizione in cui ci si poteva iscrivere fornendo le dovute garanzie finanziarie ed infrastrutturali, pur essendo privi di un titolo sportivo.
  16. ^ Archivio Storico del C.R.Lombardia: fondato il 10 ottobre 1949 con la denominazione G.S. F.Ghinaglia si affilia alla Lega Regionale Lombarda all'inizio della stagione 1952-53 partendo dal Campionato Lombardo di Seconda Divisione gestito dal Comitato Pavese. All'inizio della stagione 1959-1960 cambia denominazione in A.S. Pavia.
  17. ^ Bottazzini, Fontanelli, pp. 327-346
  18. ^ Bottazzini, Fontanelli, pp. 347-350
  19. ^ Pavia, presidente Zanchi: "A fine stagione lascio il club. Pronti a cedere la società", http://www.tuttolegapro.com/, 12 febbraio 2014. URL consultato l'8 febbraio 2016.
  20. ^ Il Pavia passa in mani cinesi: accordo firmato, http://www.sportmediaset.mediaset.it/, 4 luglio 2014. URL consultato l'8 febbraio 2016.
  21. ^ Quando i cinesi falliscono: il Tribunale dichiara il default del Pavia calcio di Xiadong Zhu, su Calcio & business, 05 ottobre 2016. URL consultato il 06 ottobre 2016.
  22. ^ Pavia non può fare la Serie D, su laprovinciapavese.gelocal.it.
  23. ^ Pavia contro il Comune, nuova lite sul Fortunati - La Provincia Pavese, 22 giu 2017
  24. ^ Depaoli al Pavia: «Convenzione da firmare, sui costi ci accorderemo» - La Provincia Pavese, 23 giu 2017
  25. ^ Si trova l'accordo, lo stadio al Pavia - La Provincia Pavese, 11 lug 2017
  26. ^ Un nuovo manto erboso per lo stadio Fortunati - La Provincia Pavese, 2 ago 2017
  27. ^ Annuario Generale degli Sports e del Turismo, Milano - marzo 1925, pagina 1650 - società sportive di Pavia città.
  28. ^ La notizia fu pubblicata dalla Presidenza Federale FIGC in un comunicato ufficiale pubblicato dalla Gazzetta dello Sport tra settembre ed ottobre 1925.
  29. ^ Annuario Italiano del Giuoco del Calcio, volume I 1926-27 pag. 121, classifiche finali della Terza Divisione lombarda, girone A dove è già iscritta come "Arduino Pavia F.C. A pagina 281 dello stesso volume è pubblicato il consiglio direttivo della stagione 1927-1928: Arduino Pavia F.C. - Sede: Caffè Bottanoli (Piazza della Vittoria).
  30. ^ Figc, su lnd.it.
  31. ^ [1]
  32. ^ Bottazzini, Fontanelli, p. 96
  33. ^ Bottazzini, Fontanelli, p. 114
  34. ^ a b c d Dal "milò" alla Cittadella: 10 cose da sapere sul Pavia - sport.sky.it, 31 ott 2013
  35. ^ a b Organigramma - fcpavia1911.it
  36. ^ Voglio tante donne in tribuna al Fortunati, La Provincia Pavese, 14 agosto 2016.
  37. ^ Gli Allievi del Pavia campioni d'Italia di Lega Pro - La Provincia Pavese, 20 giu 2017
  38. ^ a b http://paviacalcio.altervista.org
  39. ^ http://paviacalcio.altervista.org/1997-1998.htm
  40. ^ http://it.eurosport.com/calcio/lega-pro/2013-2014/quando-la-cina-diventa-un-incubo-la-triste-fine-del-pavia_sto5906517/story.shtml
  41. ^ a b Tifoseria Pavia Archiviato il 24 ottobre 2014 in Internet Archive.
  42. ^ a b c d Tifosi pavesi
  43. ^ a b Tifonet

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Natalino Gaiotti e Tino Schinelli, Profilo storico del calcio pavese (1907-1952), Milano, Tipografia Barbieri, 1952.
  • Gianni Magenta e Angelo Bonacossa, Pavia olè! (La C1 degli azzurri), Pavia, EMI, 1984.
  • Giovanni Bottazzini, Enrico De Santis, Natalino Gaiotti e Tino Schinelli, In piena zona Cesarini - 1911-2001 novanta anni di Associazione Calcio Pavia, Pavia, Edizioni Cyrano, 2001.
  • Giovanni Bottazzini e Carlo Fontanelli, Il calcio a Pavia, 1911-2011 un secolo di emozioni, GEO Edizioni, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]