Bandiera d'Italia

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Bandiera d'Italia
Tricolore italiano
Tricolore italiano
Proporzioni 2:3 mipa
Simbolo FIAV Bandiera nazionale
Colori Pantone

██  (17-6153)

██  (11-0601)

██  (18-1662)


CMYK

██  (C:86 M:18 Y:100 K:4)

██  (C:0 M:0 Y:0 K:0)

██  (C:13 M:97 Y:85 K:3)


RGB

██  (R:0 G:146 B:70)

██  (R:255 G:255 B:255)

██  (R:203 G:43 B:55)

Uso Bandiera civile e di stato
Tipologia nazionale
Nazione Italia
Altre bandiere ufficiali
Bandiera Navale Civile bandiera Bandiera Navale Civile Bandiera navale civile Bandiera normale o bandiera di diritto
Bandiera Navale Militare bandiera Bandiera Navale Militare Bandiera navale militare Bandiera normale o bandiera di diritto
Stendardo del Presidente
della Repubblica
bandiera Stendardo del Presidentedella RepubblicaSimbolo vessillologico Bandiera normale o bandiera di diritto
Stendardo del Presidente
del Consiglio dei Ministri
bandiera Stendardo del Presidentedel Consiglio dei Ministri Simbolo vessillologico Bandiera normale o bandiera di diritto
Fotografia
Piazza Venezia dal Vittoriano.jpg
Il Tricolore italiano sventola su Piazza Venezia a Roma

La bandiera italiana è il Tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni, così definita dall'articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana del 27 dicembre 1947, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nº 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947.

Il 7 gennaio di ogni anno la bandiera italiana è protagonista della giornata nazionale della bandiera, istituita dalla legge nº 671 del 31 dicembre 1996.

Indice

[modifica] Significato

Con le campagne napoleoniche, in Italia si diffuse il tricolore francese per identificare i rivoluzionari, ma non abbiamo grandi certezze su come si cambiò il blu col verde (questo perché per gli Italiani dell'epoca la bandiera dello Stato non era presa in grande considerazione: essa era solo l'emblema della dinastia di nobili regnante in quel momento, al massimo d'utilità militare, ma non aveva, come oggi, il significato di simbolo dell'unità nazionale e del sentimento patriottico; fu proprio col Risorgimento che l'atteggiamento verso la bandiera diventerà quello odierno).

Il verde simboleggiava, anche in Francia, la speranza, ma che anche, essendo all'inizio il colore della Guardia Civica milanese, venne adottato dalle milizie italiane e che simboleggia quindi tutti coloro che hanno combattuto perché speravano nella libertà dell'Italia (alcuni però lo fa risalire al significato che la Massoneria gli attribuiva, cioè quello di colore della natura e quindi emblema sia dell'ambiente naturale italiano sia dei diritti naturali dell'uomo[1]: altri tuttavia ribattono che la Massoneria non era abbastanza conosciuta perché la sua simbologia potesse avere un largo seguito popolare)[2].

Al verde furono uniti il bianco e il rosso, colori che, dopo la rivoluzione francese, erano diventati simbolo della rivoluzione, intesa come sovranità per il popolo e libertà per il Paese[3].

L'azzurro era il colore distintivo della famiglia Savoia: fu inserito nella bandiera del Regno d'Italia sul contorno dello stemma per evitare che la croce e il campo dello scudo si confondessero con il bianco e il rosso delle bande del vessillo; da allora è uno dei colori di riferimento e riconoscimento dell'Italia, ad esempio per le maglie sportive nazionali, pur non comparendo più nella bandiera della Repubblica Italiana.

Questi quattro colori divennero presto i simboli di una rivolta che animava e univa ormai tutta l'Italia: il Risorgimento, e vennero disposti sulla bandiera italiana a tre bande verticali di eguali dimensioni (come recita l'articolo 12 della Costituzione) ispirandosi al modello della bandiera della Francia, per ribadire ancora gli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità.

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Bandiere istituzionali e militari dello Stato italiano.

Con l'avvio della Campagna d'Italia e le vittorie del giovane generale Napoleone Bonaparte, in molti luoghi i giacobini insorsero, contribuendo alle vittorie francesi.
Divenne subito chiara la volontà dei rivoluzionari di volersi riconoscere in una bandiera composta dei tre colori che oggi compongono la bandiera della Repubblica Italiana.

[modifica] Cherasco

Il primo territorio a venir conquistato da Napoleone fu il Piemonte; nell'Archivio Storico di Cherasco è conservato un documento che comprova come il 13 maggio 1796, in occasione dell'armistizio di Cherasco tra Napoleone e le truppe austro piemontesi:

« … si è elevato uno stendardo, formato con tre tele di diverso colore, cioè Rosso, Bianco, Verde Bleu.[4] »

.

Nel documento è stato quindi originariamente inserito il termine "verde" in seguito corretto in "bleu".

[modifica] Il Tricolore si diffonde

Con il susseguirsi delle vittorie militari di Napoleone e della nascita di repubbliche favorevoli agli ideali rivoluzionari, in molte città si assunsero i tre colori come simbolo del rinnovamento.

[modifica] Bologna

Il 18 ottobre 1796 (27 vendemmiaio anno V) la Congregazione dei Magistrati e Deputati aggiunti di Bologna (davanti al Cittadino De Bianchi, Cittadini-Senatori: Segni, Malvezzi, Isolani, Angeletti, Bargellini, Cospi, Marescalchi, Bentivoglio, con i cittadini legali consiglieri Gavazzi, il sindaco Tacconi e l'Avvocato Antonio Aldini), al terzo punto della discussione così delibera:

« Bandiera coi colori Nazionali - Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una Bandiera, si è risposto il Verde il Bianco ed il Rosso.[5] »

[modifica] Modena

Dal 16 al 18 ottobre 1796, a Modena si tenne il Congresso a cui parteciparono i delegati di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio nell'Emilia, che decretò la nascita della Repubblica Cispadana, con l'avvocato Antonio Aldini presidente.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Repubblica Cispadana.

Il Congresso deliberò anche la costituzione di una Legione Cispadana, per appoggiare la Francia nella guerra contro l'Austria.

« Si decreta la costituzione della Confederazione Cispadana, e la formazione della Legione Italiana, le cui coorti debbono avere come bandiera il vessillo bianco, rosso e verde adorna degli emblemi della libertà. »
« ART.VIII Ogni Coorte avrà la sua bandiera a tre colori Nazionali Italiani, distinte per numero, e adorne degli emblemi della Libertà. I numeri delle Coorti saranno estratti a sorte fra quelle formate delle quattro Provincie. »

Si tratta comunque ancora di vessilli militari e non di una bandiera nazionale.[6]

[modifica] Felina

Presso il palazzo comunale del Fariolo, allora sede del Comune di Felina, il 22 ottobre 1796 si tenne una seduta del consiglio comunale in cui si trattava l'unione dei paesi di Felina e Braglia alla Repubblica Reggiana.
L'ordine del giorno venne discusso alla presenza dell'avvocato Antonio Francesco Rondoni, rappresentante plenipotenziario reggiano; il settimo punto era così formulato:

« Potrà il Popolo suddetto distruggere la bandiera dell'ex feudatario e farne una tricolorata colle parole: Libertà, Egualianza. »

I verbali della seduta si trovano presso gli archivi comunali di Reggio nell'Emilia, fra i fascicoli che riguardano la richiesta dei diversi comuni per riunirsi alla città. Che la deliberazione sia stata approvata proprio il 22 ottobre, il professor Giuseppe Giovanelli lo desume dal fatto che tra i punti discussi e riportati mancano il quinto e il sesto, dimostrando che vennero trascritti solo gli argomenti approvati.[7][8]

[modifica] Novellara

Il 19 ottobre 1796 venne offerto un pranzo in onore del generale Napoleone Bonaparte. Nei documenti che testimoniano quest'avvenimento si legge:[7][8][9]

« I Quattordici, con i cingoli a tre colori, si recavano festanti ad incontrare il generale. »

Più avanti nello stesso documento si dice che alle domande di Bonaparte riguardanti il motivo della carcerazione dell'avvocato Giuseppe Cuoghi, giudice di Novellara e consigliere al Ministero degli Affari Esteri degli Stati Estensi, fu risposto che:

« … fece atterrare l'albero della libertà a Bagnolo, secondo paese degli ex conti Gonzaghi, dipinto a tre colori, coccarda italiana nazionale rosso, verde, bianca. »

[modifica] Milano

L'11 ottobre Napoleone comunicava al Direttorio la nascita della Legione Lombarda, costituita l'8 dello stesso mese, i cui «coulers nationales qu'ils ont adoptés son le vert, le blanc e le rouge».[10]

Il 6 novembre, a Milano, la prima coorte della Legione Lombarda ricevette la bandiera nel corso di una solenne cerimonia alle ore cinque pomeridiane sulla piazza del Duomo. Lo stendardo si presentava diviso in tre fasce verticali, riportava la scritta "Legione Lombarda" e il numero di coorte, al centro era presente una corona di quercia che racchiudeva un berretto frigio e una squadra massonica con pendolo. Si tratta ancora una volta di un vessillo militare.[6] Bandiere della stessa foggia furono assegnate anche alle altre cinque coorti costituite; tutte e sei le bandiere sono ancor oggi esistenti.[10]

[modifica] A Reggio nell'Emilia nasce ufficialmente la bandiera tricolore

La settecentesca Sala del Tricolore, oggi sala consiliare del comune di Reggio Emilia.

A Reggio Emilia il 27 dicembre 1796, si riunì un'assemblea di 110 delegati presieduti da Carlo Facci per decretare la costituzione della Repubblica Cispadana, comprendendente i territori di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia.
Ad avanzare la proposta di adozione di una bandiera verde, bianca e rossa fu Giuseppe Compagnoni, che per questo è ricordato come il "Padre del Tricolore".[6]
Nel Verbale della riunione del 7 gennaio 1797 si legge:

«  … Sempre Compagnoni fa mozione che lo stemma della Repubblica sia innalzato in tutti quei luoghi nei quali è solito che si tenga lo Stemma della Sovranità. Decretato»
« ... Fa pure mozione che si renda Universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Viene decretato. »
« ... Dietro ad altra mozione di Compagnoni dopo qualche discussione, si decreta che l'Era della Repubblica Cispadana incominci dal primo giorno di gennaio del corrente anno 1797, e che questo si chiami Anno I° della Repubblica Cispadana da segnarsi in tutti gli atti pubblici, aggiungendo, se si vuole, l'anno dell'Era volgare»

Nella seduta del 21 gennaio, tenutasi a Modena, dove nel frattempo erano stati spostati i lavori congressuali, la decisione venne ulteriormente sancita:

« …confermando le delibere di precedenti adunanze – decretò vessillo di Stato il Tricolore – per virtù d'uomini e di tempi – fatto simbolo dell'unità indissolubile della Nazione… »

La bandiera si presentava a bande orizzontali con il rosso in alto, al centro l'emblema della repubblica e a lati le lettere R e C, iniziali della repubblica.[6]

[modifica] La conferma

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Repubblica Cisalpina.

Pochi mesi dopo, con l'unione tra le repubbliche Cispadana e Transpadana, si costituì la Repubblica Cisalpina, il cui Gran Consiglio, in data 11 maggio 1798, confermò la bandiera nazionale:[6]

« ... la Bandiera della Nazione Cisalpina è formata di tre bande parallele all'asta, verde, la successiva bianca, la terza rossa. L'Asta è similmente tricolorata a spirale, colla punta bianca »

[modifica] La Repubblica Italiana (1802-1805) ed il Regno d'Italia (1805-1814)

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Repubblica Italiana (1802-1805) e Regno d'Italia (1805-1814).

Con la nascita della Repubblica Italiana (1802-1805) vennero conservati i colori ma la forma mutò in un quadrato verde inserito in un rombo bianco, a sua volta inserito in un quadrato rosso: si tratta di una composizione identica all'attuale stendardo presidenziale italiano, salvo che quest'ultimo è contenuto dal blu dei Savoia (a sua volta frutto di un’antica dedica alla Madonna). Il vice-presidente della Repubblica Melzi d'Eril avrebbe voluto eliminare il verde dalla composizione ma, a causa dell'opposizione di Napoleone e delle «pressioni di forze morali massoniche democratiche», il colore venne mantenuto.[11]
Con la trasformazione in Regno d'Italia (1805-1814), la bandiera non subì modifiche formali, benché i vessilli militari riportassero un'aquila imperiale di colore giallo sul quadrato verde.[12].

[modifica] Le guerre d'indipendenza e l'Unità d'Italia

Acquarello di Felice Donghi rappresentante una barricata durante le Cinque Giornate di Milano, i diversi tricolori dipinti sono difformi per la disposizione dei colori a bande verticali o orizzontali

Nel 1821 durante i Moti del 1820-1821, alla Cittadella di Alessandria, il Tricolore sventolò per la prima volta nella storia risorgimentale. Nel 1831, Giuseppe Mazzini sceglie il Tricolore come emblema della Giovine Italia e nel 1834 viene adottato dai rivoltosi che tentarono di invadere la Savoia.

Nel marzo del 1848, durante le Cinque Giornate di Milano, il re di Sardegna Carlo Alberto assicura al Governo provvisorio lombardo che le sue truppe, pronte a venire in aiuto per la prima guerra d'indipendenza, avrebbero marciato sotto le insegne del Tricolore, con lo stemma sabaudo sovrapposto sul bianco. Sempre nel 1848, viene adottato dalle milizie borboniche e papali inviate in soccorso dei Lombardi, da Venezia e dal Governo insurrezionale della Sicilia. Il 12 febbraio 1849 viene adottato dalla Repubblica Romana.

Nel 1860 il tricolore divenne anche la bandiera del Regno delle due Sicilie, con lo stemma borbonico sovrapposto sul bianco.

Quando il 14 marzo 1861 viene proclamato il Regno d'Italia, il Tricolore, per consuetudine, continuò ad essere la bandiera nazionale[13].

[modifica] La Repubblica italiana

La bandiera sventola sulla sommità del Palazzo del Quirinale
Bandiera al Cimitero Militare Italiano di Monaco di Baviera
La bandiera viene spesso sventolata in occasione di importanti vittorie sportive, come la vittoria nel Campionato mondiale di calcio 2006, qui festeggiata al Circo Massimo
Le Frecce Tricolori disegnano la bandiera sopra il castello Estense di Ferrara

Solo con la nascita della Repubblica, con il decreto legislativo del Presidente del Consiglio del 12 giugno del 1946 si stabilì ufficialmente la foggia della nuova bandiera che in seguito venne confermata nella seduta del 24 marzo del 1947 dall'Assemblea Costituente e inserita pertanto nell'articolo 12 della Costituzione.

[modifica] I colori

[modifica] Il verde, il bianco e il rosso

[modifica] Esatta definizione cromatica

I colori della bandiera italiana (il Tricolore), sono indicati nell'articolo 12[14][15] della Costituzione della Repubblica Italiana del 27 dicembre 1947, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nº 298, Edizione Straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1º gennaio 1948:

I toni cromatici dei tre colori succitati sono stati definiti nelle:

Poi sostituiti dalle nuove disposizioni:

  • circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri nº UCE 3.3.1/14545/1 del 2 giugno 2004;
  • decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 14 aprile 2006, Disposizioni generali in materia di cerimoniale e di precedenza tra le cariche pubbliche (GU 174 del 28 luglio 2006):

I toni cromatici dei tre colori succitati, su tessuto stamina (fiocco) di poliestere, sono sanciti nel comma nº 1, dell'articolo nº 31 Definizione cromatica dei colori della bandiera della Repubblica[16][17], della Sezione V "Bandiera della Repubblica, Inno nazionale, Feste nazionali e Esequie di Stato", del Capo II "Delle disposizioni generali in materia di cerimoniale", dell'Allegato "Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento del Cerimoniale di Stato", al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 aprile 2006 "Disposizioni generali in materia di cerimoniale e di precedenza tra le cariche pubbliche", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nº 174 del 28 luglio 2006:

Pantone
tessile
Approssimazione su video
per il verde; per il bianco; per il rosso.
HEX RGB CMYK HSV RAL

██ 17-6153 TCX
Fern Green (verde felce)
similarità al 100%

██ #009246
Strong spring green
similarità al 100%

██ R:000 G:146 B:070
???
similarità al ???%

██ C:100 M:000 Y:052 K:043
???
similarità al ???%

██ H:149º S:100% V:057%
???
similarità al ???%

██ 6024
Traffic green
similarità al 93%

██ 11-0601 TCX
Bright White (bianco acceso)
similarità al 100%

██ #F1F2F1
Light gray
similarità al 100%

██ R:241 G:242 B:241
???
similarità al ???%

██ C:000 M:000 Y:000 K:005
???
similarità al ???%

██ H:120º S:000% V:095%
???
similarità al ???%

██ 9003
Signal white
similarità al 98%

██ 18-1662 TCX
Scarlet Red (rosso scarlatto)
similarità al 100%

██ #CE2B37
Moderate red
similarità al 100%

██ R:206 G:043 B:055
???
similarità al ???%

██ C:000 M:079 Y:073 K:019
???
similarità al ???%

██ H:356º S:079% V:081%
???
similarità al ???%

██ 3020
Traffic red
similarità al 96%

[modifica] Origine storica

L'abbinamento araldico di palo e fascia rossi (successivamente trasformatisi in croce rossa in campo bianco) o del suo complementare (croce bianca in campo rosso) hanno origine ancor prima delle Crociate e rappresentano l'autonomia dei liberi comuni medievali. Il simbolo fu adottata da numerose città del Nord fra cui Milano, Bologna, Asti, Padova, e Genova la quale, potenza marinara, la diffuse anche in Europa, e in particolare in Inghilterra. Lo sfondo bianco fu inoltre presente anche nelle bandiere del Granducato di Toscana e del Regno delle Due Sicilie, mentre il rosso caratterizzò le bandiere della Repubblica di Venezia e dello Stato pontificio.

Il verde appare nel 1794, scelto dai patrioti Zamboni e De Rolandis per abbinarlo al bianco e al rosso.

[modifica] L'azzurro

[modifica] Esatta definizione cromatica

Non è mai stata introdotta un’esatta definizione dell'azzurro, originato dal colore blu Savoia:

Colore Approssimazione su video
HEX RGB CMYK HSV RAL

██ blu Savoia

#4B61D1
R:075 G:097 B:209 C:077 M:066 Y:000 K:000 H:230º S:064% V:082% 5012
light blue

[modifica] Origine storica

L'origine del colore azzurro (blu Savoia)[18] risale al 20 giugno 1366, quando il Conte Verde, Amedeo VI di Savoia, partendo per la crociata indetta da papa Urbano V in aiuto dell'Imperatore bizantino Giovanni V Paleologo, suo cugino di parte materna, volle che sulla sua galera veneziana, ammiraglia di una flotta di 17 navi e 2000 uomini, sventolasse accanto allo stendardo rosso-crociato in argento dei Savoia, uno scialle azzurro:

« … di devozione di Zendado azzurro con l'immagine di Nostra Signora in campo seminato di stelle (oro). E quel colore di cielo consacrato a Maria è, per quanto a me pare, l’origine del nostro color nazionale. »
(Luigi Cibrario Origini e progressi della Monarchia di Savoia (Torino, 1869) e Carlo Alberto Gerbaix De Sonnaz Bandiere stendardi e vessilli di Casa Savoia, dai Conti di Moriana ai Re d'Italia (1200-1861) (Torino, 1911))

Da quel periodo gli ufficiali portarono annodata in vita una fascia o sciarpa azzurra. L'uso venne reso obbligatorio per tutti gli ufficiali nel 1572 dal duca Emanuele Filiberto di Savoia.

Attraverso diverse modifiche nel corso dei secoli la sciarpa azzurra divenne la principale insegna di grado dell'ufficiale italiano ed è ancora oggi simbolo distintivo degli ufficiali delle Forze Armate italiane.

La definizione "azzurri" associata alle squadre sportive nazionali italiane è pure essa derivata dal colore azzurro della maglia inizialmente adottato in onore dei Savoia.

[modifica] Tutela giuridica

L'articolo 292 «Vilipendio o danneggiamento alla bandiera o ad altro emblema dello Stato» del codice penale tutela la bandiera italiana così:

« 
  1. Chiunque vilipende con espressioni ingiuriose la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la multa da euro 1 000 a euro 5 000. La pena è aumentata da euro 5 000 a euro 10 000 nel caso in cui il medesimo fatto sia commesso in occasione di una pubblica ricorrenza o di una cerimonia ufficiale.
  2. Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione fino a due anni.
  3. Agli effetti della legge penale per bandiera nazionale si intende la bandiera ufficiale dello Stato e ogni altra bandiera portante i colori nazionali.
 »

[modifica] Analogie e differenze rispetto ad altre bandiere

[modifica] bandiera Messico

Bandiere italiana e messicana a confronto.

Per via della disposizione comune dei colori, molti ritengono che l'unica differenza tra la bandiera italiana e la bandiera messicana sia soltanto lo stemma presente nella seconda. In realtà la bandiera italiana non solo utilizza tonalità più chiare di verde e rosso, ma ha proporzioni diverse rispetto a quella messicana: quelle della bandiera italiana sono pari a 2:3, mentre quelle della bandiera messicana sono 4:7. La somiglianza fra le due bandiere pose comunque, come si è già detto, un serio problema nei trasporti marittimi, dato che in origine la bandiera mercantile messicana era priva di stemmi e conseguentemente identica al tricolore repubblicano italiano del 1946. Per ovviare all'inconveniente, su richiesta delle autorità marittime internazionali, sia l'Italia che il Messico adottarono bandiere navali con stemmi differenti.

[modifica] bandiera Irlanda

Sempre per via della disposizione tricolore, la bandiera italiana risulta piuttosto simile anche alla bandiera irlandese, ad eccezione dell'arancione al posto del rosso (sebbene le tonalità impiegate per i due colori si rassomiglino molto) e delle proporzioni (2:3 contro 1:2).

[modifica] bandiera Ungheria

Il tricolore ungherese ha gli stessi colori di quello italiano, ma ciò in genere non crea confusioni (grazie alle fasce orizzontali della bandiera ungherese) tra le bandiere, quanto in altre situazioni in cui i tre colori non sono disposti a strisce, come nelle coccarde: hanno infatti gli stessi colori, ma mentre quella italiana ha il verde al centro e il rosso periferico, quella ungherese li ha al contrario.

[modifica] Il Tricolore nell'arte

[modifica] Il Tricolore nella musica

Famosissima è la nota canzone risorgimentale La bandiera dei tre colori, fino a pochi decenni fa cantata in tutte le scuole elementari.

Nel marzo 2007 il cantautore reggiano Graziano Romani pubblica il suo album Tre colori, ispirato al tricolore italiano e alla circostanza che, proprio nella sua città natale, venne adottata la prima bandiera nazionale. Il testo della canzone Tre colori sembra accogliere le interpretazioni romantiche del tricolore.

"...raccolgaci un'unica bandiera; una speme...": così Goffredo Mameli scrisse nel testo dell'inno nazionale italiano. Questo passaggio, che si legge nella seconda strofa, richiama all'unità nazionale sotto un solo simbolo, il Tricolore italiano.

[modifica] Il Tricolore nella poesia

Molti poeti del romanticismo trattarono la scelta dei colori, traendone accostamenti e simbolismi:

« Su i limiti schiusi, su i troni distrutti
piantiamo i comuni tre nostri color!
Il verde la speme tant'anni pasciuta,
il rosso la gioia d'averla compiuta,
il bianco la fede fraterna d'amor. »
(Giovanni Berchet, All'armi all'armi!, 1831)
« Il bianco l'é la fé che ci incatena
il rosso l'allegria dei nostri cuori
ci metterò una foglia di verbena
ch'io stesso alimentai di freschi umori. »
(Francesco Dall'Ongaro, Il Brigidino (In onore al tricolore italiano), 1847)
« Noi pure l'abbiamo la nostra bandiera
non più come un giorno sì gialla, sì nera;
sul candido lino del nostro stendardo
ondeggia una verde ghirlanda d'allor:
de' nostri tiranni nel sangue codardo
è tinta la zona del terzo color. »
« Se una rosa vermiglio o un gelsomino
a una foglia d'allor metti vicino
i tre colori avrai più cari e belli
a noi che in quei ci conosciam fratelli
i tre colori avrai che fremer fanno
chi ancor s'ostina ad essere tiranno. »
« I tre colori della tua bandiera non son tre regni ma l'Italia intera:
il bianco l'Alpi,
il rosso i due vulcani,
il verde l'erba dei lombardi piani.  »
(Francesco Dall'Ongaro, Garibaldi in Sicilia, maggio 1860)
« Sii benedetta! benedetta nell'immacolata origine, benedetta nella via di prove e di sventure per cui immacolata ancora procedesti, benedetta nella battaglia e nella vittoria, ora e sempre, nei secoli! Non rampare di aquile e leoni, non sormontare di belve rapaci, nel santo vessillo; ma i colori della nostra primavera e del nostro paese, dal Cenisio all'Etna; le nevi delle alpi,l'aprile delle valli, le fiamme dei vulcani. E subito quei colori parlarono alle anime generose e gentili, con le ispirazioni e gli effetti delle virtù onde la patria sta e si augusta: il bianco, la fede serena alle idee che fanno divina l'anima nella costanza dei savi; il verde, la perpetua rifioritura della speranza a frutto di bene nella gioventù de' poeti; il rosso, la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi. E subito il popolo cantò alla sua bandiera ch'ella era la più bella di tutte e che sempre voleva lei e con lei la libertà! »
(Giosuè Carducci, Discorso tenuto per celebrare il 1º Centenario della nascita del Tricolore, Reggio Emilia, 7 gennaio 1897)
« Il bianco mostra ch'ella è santa e pura
il rosso che col sangue è a pugnar presta
e quell'altro color che vi si innesta
che mai mancò la speme alla sventura.  »

Giovanni Pascoli nell'ode Il corbezzolo vede il primo tricolore nel trasporto del cadavere di Pallante, descritto come il primo eroe delle Tre Rome.
(Il corbezzolo ha contemporaneamente le foglie verdi, i fiori bianchi e le bacche rosse).

« Il tricolore!… E il vecchio Fauno irsuto
del Palatino lo chiamava a nome,
alto piangendo, il primo eroe caduto
delle tre Rome »
« Con un'ostia tricolore
ognun s’è comunicato.
Come piaga incrudelita
coce il rosso nel costato,
ed il verde disperato
rinforzisce il fiele amaro.  »
(Gabriele D'Annunzio, La Canzone del Carnaro)
[modifica] Ipotesi dantesche

Nel corso del suo spettacolo al Festival di Sanremo del 2011, a cui era stato invitato in occasione del 150º anniversario dell'Unità d'Italia per tenere una lezione sull'Inno di Mameli, Roberto Benigni ha ricondotto la nascita del Tricolore a Giuseppe Mazzini, che secondo il comico pratese è stato ispirato da alcuni versi della Divina Commedia.
Tuttavia è bene rammentare che non vi sono fonti storiche che colleghino il Tricolore al movimento mazziniano e che l'ipotesi viene considerata infondata dagli studiosi,[19] in quanto «Dante non pensava all'Italia più o meno unita […] ma alle virtù teologali o della legge cristiana, cioè la Carità, la Speranza e la Fede, le quali ultime due si vollero poi simboleggiate nella bandiera italiana».[20]

Nel canto XXX del Purgatorio, infatti, alle soglie del Paradiso, quando Virgilio affida l'Autore a Beatrice, questa appare a Dante vestita con un velo candido, cinta di ulivo, il mantello verde e la veste rosso acceso. In questo caso i tre colori simboleggiano le virtù teologali cristiane: verde-speranza; bianco-fede; rosso-carità:

« così dentro una nuvola di fiori
che da le mani angeliche saliva
e ricadeva in giù dentro e di fori,

sovra candido vel cinta d’uliva
donna m’apparve, sotto verde manto
vestita di color di fiamma viva. »

Un'altra ipotesi, in voga durante il Risorgimento, collegava i colori della bandiera al canto XXIX del Purgatorio:

« Tre donne in giro da la destra rota
venian danzando; l’una tanto rossa
ch’a pena fora dentro al foco nota;

l’altr’era come se le carni e l’ossa
fossero state di smeraldo fatte;
la terza parea neve testé mossa;  »

[modifica] Note

  1. ^ Ruggiero Romano,Storia d'Italia
  2. ^ Fiorini, Vittorio (1897). Le origini del tricolore italiano. Nuova Antologia di scienze lettere e arti vol. LXVII (quarta serie): pp. 239-267 e 676-710.
  3. ^ Ferorelli, Nicola (1925). La vera origine del tricolore italiano. Rassegna storica del Risorgimento vol. XII (fasc. III): pp. 654-680.
  4. ^ Otto mesi prima di Reggio il Tricolore era già una realtà. URL consultato il 27-08-2011.
  5. ^ Archivio di Stato di Bologna, Archivio napoleonico, I, Senato provvisorio, Atti dell’Assunteria di magistrati, b. 5, c. 542 “Bandiera coi colori nazionali” e sgg., 10 maggio 1796 - 30 ottobre 1796)
  6. ^ a b c d e Vecchio, op. cit., p.42
  7. ^ a b Al Fariolo sventolò per primo. tuttomontagna.it
  8. ^ a b Il Tricolore montanaro… dimenticato. redacon.radionova.it
  9. ^ Accademia Italiana della Cucina Delegazione di Reggio nell'Emilia, in collaborazione con l'Associazione Nazionale Comitato primo Tricolore, Bicentenario del pranzo offerto dalla comunità di Novellara al generale Bonaparte comandante dell'armata d'Italia, Reggio nell'Emilia, 1996
  10. ^ a b Bovio, op. cit., p. 19
  11. ^ Bovio, op. cit., p 37
  12. ^ Bovio, op. cit., p 37
  13. ^ Storia della bandiera italiana
  14. ^ www.governo.it
  15. ^ La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.
    Articolo nº 12 della Costituzione della Repubblica Italiana del 27 dicembre 1947, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nº 298, Edizione Straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1º gennaio 1948
  16. ^ www.governo.it
  17. ^ 1. I toni cromatici dei colori della bandiera della Repubblica, indicati dall'art. 12 della Costituzione, sono definiti dalla circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2 giugno 2004, UCE 3.3.1/14545/1, con i seguenti codici Pantone tessile, su tessuto stamina (fiocco) di poliestere:
     · verde: Pantone tessile 17-6153;
     · bianco: Pantone tessile 11-0601;
     · rosso: Pantone tessile 18-1662.
    2. L'utilizzazione di altri tessuti deve produrre lo stesso risultato cromatico ottenuto sull'esemplare custodito presso il Dipartimento del Cerimoniale di Stato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché presso ogni Prefettura e ogni Rappresentanza diplomatica italiana all'estero.

    Articolo nº 31 Definizione cromatica dei colori della bandiera della Repubblica, della Sezione V Bandiera della Repubblica, Inno nazionale, Feste nazionali e Esequie di Stato, del capo II Delle disposizioni generali in materia di cerimoniale, dell'allegato Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento del Cerimoniale di Stato, al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 aprile 2006 Disposizioni generali in materia di cerimoniale e di precedenza tra le cariche pubbliche, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nº 174 del 28 luglio 2006
  18. ^ Alessandro Martinelli Azzurro italiano in Vexilla Italica (Periodico del CISV – Centro Italiano Studi Vessillologici), anno XXXIII – n. 62 - 2/2006
  19. ^ Bovio, op. cit., p. 23
  20. ^ Pagano, op. cit., p. 10

[modifica] Bibliografia

  • AA. VV., Tricolore d'Italia, Roma, Opera Nazionale Orfani di Guerra, 1952.
  • Stefano Ales, Bandiere, stendardi, labari e gagliardetti dei Corpi militari dello Stato, Franco dell'Uomo e Giovanni Cecini, Roma, Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, 2008.
  • Luigi Avellino, Verde Bianco Rosso – Il nostro Tricolore, Pompei, s.e., 1999.
  • Ugo Bellocchi, Il primo Tricolore – Reggio Emilia 7 gennaio 1797, Reggio Emilia, Ufficio Relazioni Pubbliche Lombardini Motori S.p.A., 1963.
  • Ugo Bellocchi, Il tricolore. Duecento anni (1797-1997), Modena, Artioli, 1996. ISBN 88-7792-049-1
  • Oreste Bovio, Due secoli di Tricolore, Roma, Ufficio storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, 1996.
  • Ito De Rolandis, Origine del Tricolore – Da Bologna a Torino capitale d'Italia, Torino, Il Punto - Piemonte in Bancarella, 1996. ISBN 88-86425-30-9
  • Ito De Rolandis, Orgoglio Tricolore – L'avventurosa storia della nascita della Bandiera Italiana, Asti, Editore Lorenzo Fornaca, 2008. ISBN 978-88-7320-190-8
  • Tarquinio Maiorino, Il Tricolore degli italiani. Storia avventurosa della nostra bandiera, Giuseppe Marchetti Tricamo e Andrea Zagami, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2002. ISBN 978-88-04-50946-2
  • Emiliano Pagano, Delle origini della bandiera tricolore italiana. Ricordi storici, Roma, Tipografia agostiniana, 1895.
  • Mauro Stramacci, Origini, storia e significato del Tricolore nel suo bicentenario, Conferenza tenuta il 16 giugno 1997 presso la Scuola Superiore dell'Amministrazione dell'Interno, 1997.
  • Giorgio Vecchio, Il tricolore in Almanacco della Repubblica, Milano, Bruno Mondadori, 2003, pp. 42-55. ISBN 88-424-9499-2

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