Repubbliche partigiane

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1leftarrow.pngVoce principale: Resistenza italiana.

Le Repubbliche partigiane o Zone libere furono delle entità statuali provvisorie create in Italia durante la seconda guerra mondiale dai partigiani nell'estate del 1944 in alcuni territori montani e collinari dell'Italia Settentrionale, lungo l'arco delle Alpi e dell'Appennino Settentrionale, provvisoriamente liberati dall'occupazione nazi-fascista, durante la seconda guerra mondiale[1].

Preceduta solo, ma in altro contesto, dall'esperienza isolata della Repubblica di Maschito, nel Vulture in terra di Basilicata, nel cuore del sud, la prima tra esse fu la Repubblica del Corniolo, significativamente collocata nell'Appennino forlivese, ossia proprio nella zona di provenienza di Benito Mussolini.

Contesto storico[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio-giugno 1944 gli alleati anglo-americani avevano sfondato la Linea Gustav ed avevano rapidamente occupato l'Italia Centrale. Ritenendo che gli alleati non avrebbero trovato ulteriori ostacoli e che entro l'estate avrebbero liberato tutta l'Italia, ed approfittando del fatto che le truppe tedesche fossero concentrate nello sforzo di fermare l'avanzata, molti comandi partigiani decisero di passare decisamente all'offensiva contro i nazifascisti per facilitare la liberazione dell'Italia settentrionale.

Tali attacchi ebbero successo e varie aree montane furono effettivamente liberate dai nazi-fascisti. Esse furono organizzate in Repubbliche, che a posteriori furono definite "partigiane". Benché le aree liberate fossero piuttosto ampie, tuttavia tale azione non si rivelò utile da un punto di vista militare, in quanto i tedeschi riuscirono a fermare gli Alleati sulla Linea Gotica secondo un piano militare predisposto da tempo dai comandi della Wehrmacht, ma ovviamente ignoto sia ai partigiani che agli anglo-americani.

Conseguentemente la sperata saldatura fra truppe alleate e reparti partigiani non ebbe luogo. Attestandosi sulla linea Gotica, che era facilmente difendibile, i tedeschi poterono anzi sganciare una parte delle proprie truppe dal fronte e inviarle a reprimere le Repubbliche Partigiane. Il compito fu portato a termine con relativa facilità, stante lo scarso armamento dei reparti partigiani.

La fine definitiva dell'esperienza delle Repubbliche Partigiane fu rappresentata dal cosiddetto Proclama Alexander del 13 novembre 1944, con cui gli Alleati comunicavano che avrebbero sospeso le operazioni sul fronte italiano e invitavano i partigiani a ritirarsi in montagna.

Elenco delle Repubbliche partigiane[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le Repubbliche partigiane, anpi.it. URL consultato il 26-04-2011.
  2. ^ Pro.No. - Provincia Notizie - Agenzia di stampa della Provincia di Genova.
  3. ^ La Repubblica partigiana della Valsesia 11 giugno 1944 - 25 aprile 1945
  4. ^ Zona operativa "Valsesia"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Nunzia Augeri: Le repubbliche partigiane. Nascita di una democrazia, Ed. Spazio Tre, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]