Calcio Lecco 1912

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Calcio Lecco 1912
Calcio
Blucelesti, Manzoniani
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Blu, celeste
SimboliAquila, batell[1]
InnoForza Lecco
Herman
Dati societari
CittàLecco
NazioneBandiera dell'Italia Italia
ConfederazioneUEFA
Federazione FIGC
CampionatoSerie B
Fondazione1912
Rifondazione2002
Rifondazione2016
ProprietarioBandiera dell'Italia Elettronica Video Games
PresidenteBandiera dell'Italia Cristian Di Nunno[2]
AllenatoreBandiera dell'Italia Andrea Malgrati
StadioRigamonti-Ceppi
(5 508[3] posti)
Sito webwww.calciolecco1912.com
Palmarès
Coppa Italia Lega Pro
Trofei nazionali1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Trofei internazionali1 Coppa Anglo-Italiana Semiprofessionisti
Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Calcio Lecco 1912, meglio noto come Lecco, è una società calcistica italiana con sede nella città di Lecco. Milita in Serie B, la seconda divisione del campionato italiano; nella stagione 2024-2025 militerà in Serie C.

Fondato nel 1912, ha disputato tre campionati di Serie A (l'ultimo dei quali nella stagione 1966-1967), e dodici di Serie B, cui se ne aggiungono tre di Seconda Divisione nelle leghe predecessore degli anni Venti. Annovera nel suo palmarès la vittoria di una Coppa Italia Semiprofessionisti in campo nazionale e di una Coppa Anglo-Italiana in ambito internazionale.

Tra i club che hanno militato in Serie A, i blucelesti occupano il 58º posto nella classifica perpetua dal 1929 e hanno la 65ª miglior tradizione sportiva.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla Società Canottieri Lecco all'Associazione Calcio Lecco[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 dicembre 1912, su idea del consigliere d'amministrazione Vico Signorelli, la Società Canottieri Lecco (nata il 27 settembre 1895 presso il Caffè del Teatro Sociale) costituì una propria sezione dedicata alla pratica del foot-ball. I colori sociali della relativa squadra furono fin da subito il blu e il celeste, mutuati dalla storica divisa della Canottieri[4]. La prima sede della sezione venne stabilita in via Francesco Nullo[5].

Il 13 aprile 1913 i blucelesti (indicati in alcuni documenti come Canottieri Lecco Football Club) disputarono la loro prima partita, perdendo 4-1 contro il Milan (per i rossoneri andarono in rete Saverio e Rigoli), per poi dedicarsi ad amichevoli e tornei su scala regionale e locale. Sede delle partite era il campo di gioco "Primavera" in via Ponchielli, affittato dalla ditta Badoni; in panchina sedeva Achille Todeschini. L'esordio in un campionato ufficiale organizzato dalla F.I.G.C. avvenne nella stagione 1920-1921 in Promozione: i lecchesi debuttarono il 5 dicembre 1920 al campo di via Villoresi a Milano, superando l'Template:Calcio Olona per 2-6. Fu l'inizio di un campionato d'alto livello, che vide la Canottieri arrivare fino alle finali-promozione per la Serie A, sfiorando l'impresa all'ultima giornata contro i comaschi dell'Esperia, che tuttavia ressero l'impatto e si accontentarono dello 0-0[6].

Un anno dopo, nel 1922, fu eletto presidente della Canottieri Eugenio Ceppi, che mise a disposizione un proprio terreno "ai Cantarelli" per ricavare il nuovo campo sportivo, che col tempo diverrà lo stadio comunale[6]. L'inaugurazione si celebrò il 15 ottobre[7]. Nel successivo decennio i blucelesti ebbero un rendimento altalenante (complici le finanze non floride della Canottieri), ma si tolsero comunque delle soddisfazioni: nel 1926, dopo essersi piazzati al secondo posto in campionato, furono infatti ripescati in Prima divisione, restandovi per tre anni[8].

Il 22 luglio 1931, dopo aver formato una commissione provvisoria formata dall'avvocato Vittorio Rigoli, dal ragionier Achille Gilardenghi, dall'ingegner Nino Todeschini e dal geometra Giovanni Lanfritto, la Canottieri (contestualmente alla morte di Eugenio Ceppi) decise di abbandonare il settore calcistico a causa degli elevati sforzi economici necessari, che avevano causato un ammanco di 50 000 lire nelle casse sociali[8]. Per evitare lo scioglimento della squadra, un gruppo di soci costituì l'Associazione Calcio Lecco, con il professor Gennaro Pensa come primo presidente e Mario Ceppi (figlio del fu Eugenio) quale esponente di spicco del cda. La prima decisione del club autonomo fu un drastico taglio dei costi: il direttore tecnico Achille Todeschini (ex giocatore) liquidò praticamente tutti i tesserati non lecchesi, riallestendo la rosa con giocatori locali[9].

La prima sede dell'A.C. Lecco fu stabilita nel salone del Caffè Commercio, in piazza XX Settembre.

Dall'epoca-Ceppi all'arrivo in Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Mario Ceppi, presidentissimo del Lecco a periodi alterni dagli anni 1940 agli anni 1980.

Nel secondo decennio calcistico, il Lecco disputò campionati a un discreto livello, dapprima restando in corsa per la promozione in Serie B durante la stagione in Prima Divisione 1931-1932 fino all'ultima giornata, fino all'ultimo minuto, poi restando sempre nella nuova Serie C terminando il campionato tra le posizioni alte e medio-basse della classifica.

A livello societario, la situazione fu drammatica risentendo una grande e grave crisi economica che si è risolta nell'estate del 1941 quando il Comitato Provinciale del C.O.N.I. nomina il ragionier Mario Ceppi commissario straordinario, il quale grazie anche agli aiuti politici locali, riuscì nell'impresa di salvare il calcio lecchese appianando gran parte dei debiti. Nel periodo post-bellico, durante la stagione 1945-1946 i blu-celesti parteciparono nella Serie mista B-C Alta Italia concludendo la stagione al secondo posto dietro la Pro Patria e riuscendo a guadagnarsi lo spareggio per accedere alle finali per la promozione in A. Nello spareggio, però, all'Arena di Milano la partita terminò 0-0 e la Federazione successivamente annullò uno degli incontri dei bustocchi ordinando la ripetizione del match che portò il Lecco terzo a un passo dalla Serie A.

Negli anni successivi, dal 1946 al 1948, il Lecco collezionò due retrocessioni, di cui una causata dal nuovo regolamento federale che fece strapiombare il Lecco nel campionato di Promozione.

Il 3 agosto 1948, per il Lecco iniziò una rivoluzione con la nomina di Mario Ceppi a presidente. Egli portò la squadra a un periodo di crescita inarrestabile e al salto di qualità verso la massima categoria. Durante la sua permanenza ai vertici blucelesti, il Lecco nel giro di sette anni in cui concluse le stagioni in Serie C a partire dal campionato 1953-1954 sempre nelle posizioni alte della classifica, salvo una breve parentesi in IV Serie, grazie ad Angelo Piccioli in panchina, ex giocatore bluceleste, nella stagione di Serie B 1959-1960, fece conquistare per la prima volta la Serie A alla squadra tra l'entusiasmo dei tifosi e di un'intera città.

L'avventura in Serie A per il Lecco, iniziò il 25 settembre 1960, quando nell'esordio in massima serie, i blucelesti persero in trasferta per 4-0 contro la Fiorentina. La prima vittoria per i blucelesti nel massimo campionato, arrivò il 9 ottobre quando alle pendici del Resegone, il Lecco batté in casa il Padova per 2-1 e dopo una stagione di alti e bassi culminata con gli spareggi-salvezza finali contro Udinese e Bari, i lecchesi si salvarono con le unghie e con i denti grazie alle reti di Arienti.

Nella stagione successiva, in Serie A, nonostante la squadra venne rinforzata con l'acquisto di Bengt Lindskog e di Beniamino Di Giacomo, i blucelesti retrocessero in Serie B al penultimo posto prima con Angelo Piccioli e poi con Camillo Achilli in panchina.

Il portiere bluceleste Giuseppe Meraviglia neutralizza un attacco nerazzurro durante Inter-Lecco (1-1) del 25 febbraio 1967.

Dopo quattro campionati cadetti di vertice in Serie B (dal campionato 1962-1963 alla stagione 1965-1966) i blucelesti riuscirono a guadagnarsi il loro ultimo campionato di Serie A nella stagione 1966-1967, sempre con alla guida Angelo Piccioli, ma in quest'ultimo anno la squadra soffrì nelle retrovie, con una sorpresa nell'ultima partita, quando la squadra già retrocessa, riuscì a strappare un 1-1 al Milan a San Siro grazie a una rete di Schiavo.

Il progressivo declino[modifica | modifica wikitesto]

Conclusi i fasti della Serie A, per i blucelesti iniziò un biennio d'inferno in cadetteria, dove il vulcanico presidentissimo Mario Ceppi nel 1967 lasciò la presidenza a Giovanni Mambretti per poi ritornare in sella alla società poco tempo dopo, dove nel primo anno di Serie B, la squadra si salvò agli spareggi, battendo la concorrenza del Messina e del Venezia e poi retrocedendo in Serie C l'anno dopo chiudendo al penultimo posto in classifica con Renato Gei in panchina.

Il primo anno in Serie C, il Lecco sfiorò di poco il ritorno in Serie B, collezionando una serie di otto partite utili consecutive e arrivando a un solo punto dalla testa della classifica grazie alle nove reti di Pedroni, poi, nelle due stagioni successive in terza serie, la squadra dapprima terminò il campionato all'ottavo posto e successivamente, nel torneo di Serie C 1971-72, i blucelesti ritrovarono la Serie B dopo tre anni vincendo il girone A.

Il campionato di Serie B 1972-1973 per il Lecco non fu facile e fu caratterizzato da cessioni eccellenti, quali quella di Chinellato, e dagli avvicendamenti tecnici che portarono all'esonero di Angelo Longoni e alla chiamata in panchina di Francesco Meregalli, che portò la squadra all'ultimo posto in classifica con soli 25 punti.

Da quel momento in poi per il calcio lecchese, dopo l'"era-Ceppi", iniziò un lento declino che portò la squadra fino alle categorie dilettantistiche: ai blucelesti occorreranno infatti 50 anni per ri-ottenere l'accesso alla cadetteria.

Dal post-Ceppi agli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Il successo dei blucelesti nella Coppa Anglo-Italiana 1977

I sette anni successivi tra Serie C e nuova Serie C1 dal 1974 al 1980 con Carlo Rizza nuovo timoniere della società al posto di Ceppi deceduto il 15 giugno 1983, la squadra navigò in posizioni di media classifica per poi retrocedere in Serie C2 dalla stagione 1979-1980, al termine del terzo campionato consecutivo nella quarta divisione professionistica, i blucelesti affondarono nel Campionato Interregionale maturato dopo un ultimo posto in classifica.

Dopo il cambio di proprietà, e l'arrivo di Alberto Frigerio, per il Lecco iniziò un periodo difficile dovuto alle promesse non mantenute dai vertici di riportare la società in tempi brevi in Serie C2 e delle scelte di mercato sbagliate che portarono i blucelesti a sfiorare più volte il ritorno tra i professionisti.Tra queste clamorosa quella avvenuta nella stagione 1985-86 con l'assunzione a tecnico dello sconosciuto Agostino Alzani, tale da far "scoppiare" la "grana Alzani": gran parte del popolo bluceleste, tra cui il Lecco Club Mario Ceppi, si disse pronto a disertare totalmente lo stadio se ad allenare il Lecco fosse confermato per l'intera stagione lo stesso, che, dopo una gara di Coppa Italia, venne esonerato già al termine della prima giornata di campionato, nonché sostituito velocemente dal Presidente con Stefano Angeleri.[10]

Le soddisfazioni arrivarono, al termine del Campionato Interregionale 1989-1990, quando dopo sei anni passati tra i dilettanti, i blucelesti dopo un secondo posto finale vennero ripescati in Serie C2 a completamento organici.

Con il ritorno tra i professionisti, Alberto Frigerio lasciò la carica di presidente a Sergio Pagani diventando così vicepresidente, e in quel periodo la squadra dopo modesti risultati nella stagione 1996-1997, con il futuro campione del mondo Massimo Oddo nel team, agguantò la Serie C1 dopo sedici anni di assenza vincendo i play-off al termine di un entusiasmante campionato.

I cinque anni che seguirono nell'ex Serie C, videro il Lecco soffrire ma anche disputare buone stagioni, come quella del 1997-1998, con Adriano Cadregari in panchina, poi, nei tornei seguenti si salvò più volte ai play-out spedendo nell'inferno della C2 squadre del calibro di Padova e Cremonese, che fino a pochi anni prima erano in Serie A.

Al termine del campionato di Serie C1 2001-2002 con Roberto Donadoni in panchina al debutto come allenatore, la società venne radiata dai campionati professionistici a seguito dei debiti accumulati sotto la gestione dell'ex presidente del Torino Cimminelli e del suo successore Belardelli, arrivato al timone della società per soli due mesi, dal giugno al luglio 2002. Si dovette quindi ripartire dal campionato di Eccellenza con la denominazione di Associazione Calcio Città di Lecco; presidente del nuovo sodalizio creato nell'estate, era l'ex sindaco di Lecco Lorenzo Bodega che nel giro di un lustro portò i blucelesti a una veloce risalita fino alla Serie C2 nel 2004-2005, in cui l'allora presidente Gennaro Aprea riacquistò il titolo sportivo della squadra, restituendo alla città i simboli di un amore mai abbandonato.

Nel 2007 il Lecco ritrovò la Serie C1, abbandonata cinque anni prima, superando ai play-off il Pergocrema, poi, nell'annata successiva una stagione disastrosa in Serie C1, caratterizzata da numerose alternanze alla guida tecnica esonerando ben tre allenatori soltanto nella preparazione estiva e terminando il campionato con una nuova retrocessione, dopo la sconfitta nei play-out con la Paganese.

Il 14 agosto 2008, in seguito alla non ammissione della Massese nel campionato di Lega Pro Prima Divisione (ex Serie C1), il Lecco fu ripescato potendo così, anche per il campionato 2008-2009, disputare la terza serie nazionale; salvandosi ai play-out con la sambenedettese. Nell'estate del 2009, poi, il club cambiò nuovamente proprietà, che dai milanesi Gianni Fiori, Paolo Riva e Marco Romano, alla guida della Calcio Lecco dalla stagione 2006-2007, passò a una cordata di imprenditori lecchesi.

Al termine del torneo di Lega Pro Prima Divisione 2009-2010, la squadra concluse il campionato all'ultimo posto, retrocedendo in Lega Pro Seconda Divisione dopo tre anni in terza serie, poi nel campionato 2010-2011 il team con l'obiettivo di raggiungere i play-off, sfumò nell'intento e terminò la stagione al settimo posto, successivamente, nell'annata seguente la squadra retrocesse in Serie D dopo aver perso i play-out contro il Mantova.

Anni difficili nel dilettantismo: il secondo fallimento[modifica | modifica wikitesto]

Al termine del campionato di Lega Pro Seconda Divisione, nel 2012 la società venne acquistata dal faccendiere italo-americano Giuseppe "Joseph" Cala tramite la propria società Cala Corporation.[11]

Questo non fu peraltro l'unico tentativo di Cala di entrare nel sistema calcistico italiani: oltre al Lecco negli anni provò infatti (con modalità ambigue[12]) a prendere il controllo di Nocerina, Ebolitana, Lecce, Ascoli, Torino e Cesena, riuscendo infine ad arrivare alla presidenza della Salernitana per soli 11 giorni, salvo poi dimettersi senza onorare le proprie incombenze[13]. Ciò accadde anche nel caso del Lecco: dopo quarantadue giorni Cala infatti se ne andò senza aver praticamente immesso alcuna risorsa nel club, imitato anche dall'amministratore Paolo Cesana, il quale aveva poco prima denunciato la grave disorganizzazione all'interno della società.[14][15][16]

Il Lecco venne retto transitoriamente da Mario Micheli come presidente pro tempore[17], per poi passare di proprietà nelle mani della cordata Cento Bluceleste, formata da imprenditori lecchesi, sotto la presidenza di Antonio Rusconi.[18][19]

Nel corso della primavera 2014 la presidenza passò a Stefano Galati, che durante l'estate venne affiancato da Daniele Bizzozero (ex presidente del Seregno) quale socio di maggioranza. Di lì a poco, nel mese di agosto, Galati si dimise e Bizzozero acquisì l'intero pacchetto azionario della società, nominando nuovo presidente l'ex stella nerazzurra Evaristo Beccalossi (che si dimetterà nel 2016 per entrare nei quadri societari del Brera di Milano). Nel campionato di Serie D 2014-2015 la squadra lottò nelle posizioni di vertice, chiudendo infine il proprio girone al secondo posto, alle spalle del Castiglione. Analogo risultato venne ottenuto nella Serie D 2015-2016, ove i blucelesti si piazzarono al secondo posto nel proprio girone dietro al solo Piacenza e accedettero ai play-off, che infine vinsero superando Pontisola e Seregno, acquisendo la prelazione per eventuali ripescaggi in Lega Pro.

Ai buoni risultati sul campo si accompagnò tuttavia un crescente dissesto societario: nel corso dell'anno 2016 il patròn Daniele Bizzozero fu ripetutamente raggiunto da avvisi di garanzia e sottoposto per due volte a custodia cautelare per problemi giudiziari non collegati alla squadra. Parallelamente l'amministratore unico Sandro Meregalli fu incaricato di intavolare trattative finalizzate alla cessione dei blucelesti a nuovi acquirenti, senza però ottenere alcun risultato concreto. La situazione contabile si aggravò sempre più: già a maggio 2016 il club fu messo in mora da diversi creditori e vari beni societari (tra cui le panchine dello stadio Rigamonti-Ceppi e l'autobus della prima squadra) vennero pignorati e messi all'asta nei mesi estivi[20]. Sempre nell'estate 2016 furono incontrate notevoli difficoltà nell'effettuare l'iscrizione al campionato 2016-2017: rivelatosi impossibile beneficiare della posizione acquisita "sul campo" per un ripescaggio in Lega Pro, a luglio il club fu re-iscritto in extremis alla Serie D[21][22].

Il Calcio Lecco 1912 s.p.a. fu infine dichiarato fallito dal tribunale cittadino in data 5 dicembre 2016, accogliendo l’istanza presentata a luglio da Marco Mancinelli, ex giocatore che vantava un credito di 100 000 euro nei confronti della società bluceleste, la quale era stata condannata a risarcire il centrocampista per l’infortunio che, nel 2010, l’aveva costretto a ritirarsi dall’agonismo[23]. Le cariche sociali vennero completamente azzerate e il club fu posto in esercizio provvisorio sotto la gerenza del curatore Mario Motta, incaricato di terminare la stagione sportiva e di reggere il club fino all'asta di liquidazione.[24] Il curatore, al fine di sgravare la situazione debitoria sociale (quantificata in un passivo superiore al milione di euro), decise innanzitutto di esonerare l'allenatore Stefano Cuoghi, il cui compenso era stato giudicato sproporzionato alle possibilità dell'amministrazione straordinaria: al suo posto fu chiamato l'ex giocatore bluceleste Alberto Bertolini, già ingaggiato dalla precedente gestione per pochi giorni nel mese di ottobre 2016[25]. La rosa, rimasta orfana di vari giocatori svincolatisi a seguito della morosità del club, fu integrata con elementi delle selezioni giovanili[26]. Sempre al fine di reperire fondi necessari al regolare svolgimento delle attività del club, Motta propose a soggetti terzi (privati e aziende) di farsi carico direttamente di pagare l'ingaggio dei giocatori, facendo inoltre appello alle sottoscrizioni da parte dei tifosi[27].

Nonostante le difficoltà di cui sopra, la squadra bluceleste riuscì a chiudere la stagione regolare al 16º posto e infine a salvarsi sconfiggendo ai play-out l'Olginatese per 2-3[28].

A campionato concluso, il 29 maggio fu convocata l'asta per l'acquisto dei beni materiali e immateriali (pendenze debitorie incluse) del fallito Calcio Lecco 1912, la quale (a dispetto di alcune manifestazioni d'interesse, poi non correttamente formalizzate) finì deserta[29]: d'accordo con il curatore Motta, il tribunale cittadino decretò la convocazione di un secondo incanto per l'8 e il 9 giugno[30].

La risalita con Di Nunno[modifica | modifica wikitesto]

Proprio all'asta suppletiva del 9 giugno seguente il sodalizio fu aggiudicato all'unico offerente, l'imprenditore pugliese Paolo Di Nunno (curiosamente anch’egli ex patron del Seregno, come già il suo predecessore Bizzozero - tra i due peraltro vi era una notoria prossimità), che ne divenne il nuovo proprietario[31]: la newco conservò la denominazione Calcio Lecco 1912 e la matricola federale, ma fu costituita in società a responsabilità limitata.

Dopo una prima stagione chiusa al settimo posto nel proprio girone, nell'annata 2018-2019 il Lecco (guidato dal tecnico Marco Gaburro) dominò il gruppo A della Serie D, vincendolo con cinque giornate di anticipo rispetto alla fine del campionato: a fine stagione i blucelesti accumularono 86 punti, con +27 lunghezze sul secondo posto.

La stagione del ritorno in Serie C (dopo sette anni di assenza) si rivela più complicata: la squadra si attesta nella bassa classifica del girone A e ciò costa il posto al tecnico Gaburro (sostituito ad interim dal vice Gianbattista Boffetti e poi da Gaetano D'Agostino), nonché al direttore sportivo Mario Tesini e al team manager Mauro Brambilla. In aggiunta il patròn Paolo Di Nunno (personaggio dal temperamento istrionico[32][33]), che già da diversi mesi aveva preso a lamentare la scarsa presenza del pubblico alle partite interne, nonché un diffuso clima di ostilità e/o indifferenza nei suoi confronti da parte di tifosi e istituzioni, sul finire di novembre 2019 annuncia le proprie dimissioni dalle cariche sociali e finanche la sua volontà di cedere il club[34]; quest’ultima circostanza tuttavia non si avvera e a succedergli nel ruolo di presidente è il figlio, Cristian Di Nunno[2]. La stagione 2019-2020 (terminata anzitempo a causa dello scoppio della pandemia di COVID-19 in Italia) si conclude comunque con il raggiungimento della salvezza diretta.

Contestualmente si registra altresì il rientro in gioco dell'ex patròn Bizzozero[35], che viene chiamato in veste di consulente esterno, senza incarichi ufficiali in organigramma, per il calciomercato e la ricerca di sponsorizzazioni[36], circostanza che scatena il risentimento della tifoseria bluceleste[37]. Il rapporto tra Di Nunno e Bizzozero si rivela tuttavia ondivago, con frequenti scontri tra le parti[38][39].

Nei due campionati successivi i blucelesti (guidati nel 2020-2021 dal confermato D’Agostino e nel 2021-2022 dapprima da Mauro Zironelli e poi da Luciano De Paola) si mostrano in crescita, centrando in entrambi i casi il sesto posto in stagione regolare e la qualificazione ai play-off, senza però superare il primo turno. Ancor meglio va nella stagione 2022-2023, alla quale il Lecco si presenta senza un direttore sportivo "di ruolo" dopo la fine del rapporto con Domenico Fracchiolla: di fatto la squadra viene assemblata dal direttore d'area tecnica Davide Tessaro[40] e affidata a Alessio Tacchinardi; sia il tecnico che il dirigente tuttavia scontano l'inizio a rilento e lasciano il club[41]. Il tecnico subentrante Luciano Foschi rivitalizza la squadra e la propone al vertice del girone A, riuscendo a tratti anche a issarla in testa alla classifica; il terzo posto conclusivo vale ai blucelesti l’accesso diretto alla fase nazionale degli spareggi promozione.[42] Il tabellone vede il Lecco superare, in sequenza, l'Ancona al primo turno (con un doppio pareggio, grazie alla miglior posizione in stagione regolare), il Pordenone ai quarti di finale (sconfitta interna per 0-1 all'andata, poi ribaltata al ritorno per 1-3 in Friuli) e il Cesena in semifinale (nuovamente ribaltando la sconfitta per 1-2 all'andata imponendosi per 1-0 al ritorno, per poi affermarsi ai tiri di rigore), accedendo così alla finale contro il Foggia. Il decisivo doppio confronto vede i lombardi superare i pugliesi per 1-2 all'andata e per 3-1 al ritorno, assicurandosi la promozione in Serie B a cinquant'anni dall'ultima precedente apparizione nella divisione cadetta.[42] "Uomo simbolo" della stagione è il centrocampista Franco Lepore, che proprio nel doppio spareggio finale mette a segno le reti decisive.[42]

Nell’estate 2023 il Lecco incontra difficoltà nell’iscrizione alla serie cadetta: il motivo è legato ai limiti infrastrutturali dello stadio Rigamonti-Ceppi, che impone al club bluceleste di individuare un campo interno provvisorio in attesa dell’esecuzione dei lavori di ampliamento e adeguamento. La società indica allo scopo lo stadio Euganeo di Padova, ma le viene contestato di aver eseguito questa indicazione in ritardo rispetto ai termini prefissati. A fine giugno, in sede d’esame delle domande di iscrizione, la Covisoc e la Commissione infrastrutture della FIGC danno pertanto indicazione di escludere il Lecco dalla Serie B[43], parere che viene però disatteso il 7 luglio dal Consiglio della FIGC, che accoglie l’istanza d’iscrizione dei blucelesti (i quali evidenziano di aver scontato i ritardi di risposta della Prefettura padovana, nonché di aver inviato per tempo una domanda di proroga dei termini alle commissioni federali, ma che la stessa non era stata protocollata[44]) e permette loro di essere sorteggiati nei calendari di campionato[45]. Entrano però in gioco anche il Brescia, il Perugia e il Foggia, bramosi di ottenere la riammissione in serie cadetta, nonché la Reggina e il Siena, a loro volta in difficoltà a iscriversi (rispettivamente in B e in C) poiché alle prese con problematiche societarie; i vari ricorsi presentati fanno sì che in data 17 luglio il Collegio di Garanzia del CONI accolga il ricorso del Perugia (ma non quello del Foggia) e ribalti il verdetto del Consiglio federale, escludendo nuovamente il Lecco dalla Serie B[46]. La questione passa pertanto dalla giustizia sportiva a quella amministrativa ordinaria: il giorno 3 agosto il TAR del Lazio, chiamato a pronunciarsi, dà ragione al ricorso lecchese (corredato dagli interventi ad adiuvandum della FIGC e delle altre 18 squadre iscritte alla B) per legittimo impedimento nel rispetto delle scadenze, ridando ai blucelesti il diritto di militanza in seconda divisione[47]. Il prosieguo della battaglia legale al Consiglio di Stato comporta tuttavia il "congelamento" della posizione del Lecco: il campionato di Serie B prende infatti il via senza i blucelesti, le cui partite vengono rinviate al pari di quelle della ventesima squadra, identificata con una X sui calendari[48]. La parola "fine" sulla vicenda viene scritta il 29 agosto, allorché la V sezione di Palazzo Spada dà nuovamente ragione al Lecco.[49] Tuttavia la stagione tra i cadetti si conclude con un'immediata retrocessione e il conseguente ritorno in Serie C.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Calcio Lecco 1912
  • 1912 - Viene fondata la sezione calcio della Società Canottieri Lecco.
  • 1919 - La società si affilia alla F.I.G.C.
  • 1919-1920 - Il club non partecipa ai campionati regionali lombardi, disputando solo tornei F.I.G.C.

  • 1920-1921 - 4º nel girone finale della Promozione Lombarda.
  • 1921-1922 - 4º nel girone finale della Promozione Lombarda che diventa Terza Divisione in seguito del Compromesso Colombo.
  • 1922-1923 - 1º nel girone finale della Terza Divisione Lombarda. Vince il titolo regionale, ma perde la sfida incrociata con il Monza, terzultimo classificato della categoria superiore.
  • 1923-1924 - 1º nel girone finale della Terza Divisione Lombarda dopo aver vinto lo spareggio. Promosso in Seconda Divisione.
  • 1924-1925 - 7º nel girone B della Seconda Divisione dopo aver vinto gli spareggi.
  • 1925-1926 - 8º nel girone A della Seconda Divisione. Retrocesso nella nuova Seconda Divisione Nord, declassata a 3º livello.
  • 1926-1927 - 2º nel girone B della Seconda Divisione Nord. Ammesso in Prima Divisione Nord nella posizione della Fiorentina.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 1927-1928 - 9º nel girone C della Prima Divisione Nord. Retrocesso e successivamente riammesso nella nuova Prima Divisione declassata.
  • 1928-1929 - 12º nel girone B della Prima Divisione.
  • 1929-1930 - 3º nel girone B della Prima Divisione.

  • 1930-1931 - 7º nel girone C della Prima Divisione.
  • 1931 - La sezione calcio si scinde dalla Canottieri e cambia denominazione in Associazione Calcio Lecco.
  • 1931-1932 - 3º nel girone C della Prima Divisione dopo aver perso lo spareggio.
  • 1932-1933 - 3º nel girone A della Prima Divisione.
  • 1933-1934 - 5º nel girone B della Prima Divisione.
  • 1934-1935 - 2º nel girone B della Prima Divisione dopo aver perso lo spareggio. Ammesso nella nuova Serie C.
  • 1935-1936 - 7º nel girone B della Serie C.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Qualificazioni di Coppa Italia.

  • 1940-1941 - 14º nel girone C della Serie C. Retrocesso e successivamente riammesso.
Secondo turno eliminatorio di Coppa Italia.
  • 1941-1942 - 12º nel girone B della Serie C.
  • 1942-1943 - 1º nel girone C della Serie C. 4º nel girone finale B.
  • 1943-1944 - 1º nel girone C del Torneo Misto Serie C-Prima Divisione del Direttorio II Zona Lombardia. Le finali furono sospese per ordine del CONI a fine luglio 1944, a una giornata dal termine, con il Lecco 3º a 2 punti dal Legnano.
  • 1944-1945 - 9º nel Torneo Benefico Lombardo organizzato dal Direttorio II Zona Lombardia.
  • 1945-1946 - 3º nel girone B della Serie B-C Alta Italia. Ammesso d'ufficio in Serie B.
  • 1946-1947 - 20º nel girone A della Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1947-1948 - 4º nel girone E della Serie C[50]. Retrocesso in Promozione.
  • 1948-1949 - 2º nel girone C della Promozione[50].
  • 1949-1950 - 1º nel girone C della Promozione[50]. Promosso in Serie C.

  • 1950-1951 - 5º nel girone A della Serie C.
  • 1951-1952 - 5º nel girone A della Serie C. Retrocesso in IV Serie.
  • 1952-1953 - 1º nel girone B della IV Serie. Ammesso ai gironi finali: arriva 2º nel girone finale Nord. Promosso in Serie C.
  • 1953-1954 - 10º in Serie C.
  • 1954-1955 - 4º in Serie C.
  • 1955-1956 - 5º in Serie C.
  • 1956-1957 - 2º in Serie C. Promosso in Serie B.
  • 1957-1958 - 14º in Serie B.
  • 1958-1959 - 3º in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1959-1960 - 2º in Serie B. Promosso in Serie A.
Primo turno di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa dell'Amicizia contribuendo alla vittoria dell'Italia (1ª partecipazione).

  • 1960-1961 - 14º in Serie A. Salvo dopo aver vinto gli spareggi.
Secondo turno di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa delle Alpi contribuendo alla vittoria dell'Italia.
  • 1961-1962 - 16º in Serie A. Retrocesso in Serie B.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 1965-1966 - 2º in Serie B. Promosso in Serie A. Cambia denominazione in Associazione Calcio Lecco S.p.a.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1966-1967 - 17º in Serie A. Retrocesso in Serie B.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1967-1968 - 16º in Serie B dopo aver vinto gli spareggi.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1968-1969 - 19º in Serie B. Retrocesso in Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.

  • 1970-1971 - 8º nel girone A della Serie C.
  • 1971-1972 - 1º nel girone A della Serie C. Promosso in Serie B. Cambia denominazione in Lecco Calcio S.p.a.[51][52]
  • 1972-1973 - 20º in Serie B. Retrocesso in Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Quarti di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Vince la Coppa Italia Semiprofessionisti (1º titolo).
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1978-1979 - 10º nel girone A della Serie C1.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1979-1980 - 16º nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.

  • 1980-1981 - 5º nel girone A della Serie C2. Cambia denominazione in Lecco Calcio S.r.l.
? di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Qualificazioni ai sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1982-1983 - 17º nel girone B della Serie C2. Retrocesso nel Campionato Interregionale.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1983-1984 - 13º nel girone B del Campionato Interregionale.
? di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1984-1985 - 4º nel girone B del Campionato Interregionale.
? di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1985-1986 - 9º nel girone B del Campionato Interregionale.
? di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1986-1987 - 2º nel girone B del Campionato Interregionale.
? di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1987-1988 - 2º nel girone B del Campionato Interregionale.
? di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1988-1989 - 4º nel girone C del Campionato Interregionale.
? di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1989-1990 - 2º nel girone B del Campionato Interregionale. Ripescato in Serie C2 a completamento organici.
? di Coppa Italia Dilettanti.

  • 1990-1991 - 13º nel girone B della Serie C2.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Terzo turno di Coppa Italia Serie C.
  • 1993-1994 - 10º nel girone A della Serie C2.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1996-1997 - 2º nel girone A della Serie C2. Promosso in Serie C1 dopo aver vinto i play-off.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1998-1999 - 17º nel girone A della Serie C1. Salvo dopo aver vinto i play-out.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1999-2000 - 15º nel girone A della Serie C1. Salvo dopo aver vinto i play-out.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.

  • 2000-2001 - 12º nel girone A della Serie C1.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2001-2002 - 10º nel girone A della Serie C1.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2002 - Al termine del campionato il Lecco Calcio S.r.l. (matricola FIGC 25980) viene escluso per inadempienze finanziarie. Durante l'estate viene fondata l'Associazione Calcio Città di Lecco (matricola 676103), ammessa dalla FIGC nel campionato di Eccellenza.
  • 2002-2003 - 1º nel girone B dell'Eccellenza Lombardia. Promosso in Serie D.
Finalista di Coppa Italia Dilettanti.
Secondo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2004-2005 - 2º nel girone B della Serie D. Promosso in Serie C2 dopo aver vinto i play-off.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2005-2006 - 10º nel girone A della Serie C2. Il club cambia denominazione in Associazione Calcio Lecco.
  • 2006-2007 - 2º nel girone A della Serie C2. Promosso in Serie C1 dopo aver vinto i play-off.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2007-2008 - 16º nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Lega Pro Seconda Divisione dopo aver perso i play-out e successivamente riammesso nella nuova Lega Pro Prima Divisione a completamento organici. Torna ad assumere la denominazione di Calcio Lecco 1912 s.p.a.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2008-2009 - 15º nel girone A della Lega Pro Prima Divisione. Salvo dopo aver vinto i play-out.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2009-2010 - 18º nel girone A della Lega Pro Prima Divisione. Retrocesso in Lega Pro Seconda Divisione.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Lega Pro.

  • 2010-2011 - 7º nel girone A della Lega Pro Seconda Divisione.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2011-2012 - 17º nel girone A della Lega Pro Seconda Divisione. Retrocesso in Serie D dopo aver perso i play-out.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2012-2013 - 5º nel girone B della Serie D. Perde la finale dei play-off.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2014-2015 - 2º nel girone B della Serie D. Perde la finale dei play-off.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2015-2016 - 2º nel girone B della Serie D. Vince i play-off del girone.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2016 - Il 5 dicembre 2016, il Calcio Lecco 1912 s.p.a. viene dichiarato fallito e posto in esercizio provvisorio per completare la stagione.
  • 2016-2017 - 16º nel girone B della Serie D. Salvo dopo aver vinto i play-out.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
  • 2017 - Nel mese di giugno la società viene acquistata all'asta fallimentare: la newco Calcio Lecco 1912 s.r.l. preserva i diritti sportivi acquisiti.
  • 2017-2018 - 7º nel girone B della Serie D.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2018-2019 - 1º nel girone A della Serie D. Promosso in Serie C.
Finale di Poule Scudetto.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
  • 2022-2023 - 3º nel girone A della Serie C. Promosso in Serie B dopo aver vinto i play-off.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La maglia dei 110 anni

I colori sociali del Lecco sono il blu e il celeste: l'accostamento cromatico venne inventato nel 1895 all'atto della fondazione della Canottieri Lecco, il cui primo presidente, Antonio Cima, affermò che essi avrebbero evocato al meglio il panorama lacustre di cui si godeva dalla città, fondendo la tinta propria dell'acqua con quella del cielo. Secondo un'altra teoria, sostenuta dal giornalista Aronne Anghileri, i colori sarebbero invece stati tratti da quelli di un secchio rotto che si trovava presso la prima sede sociale[53].

Essendo il Lecco nato come sezione calcistica della Canottieri, fu dunque naturale che anch'esso scegliesse le summenzionate tinte per le proprie divise da gioco[54]. A differenza della divisa originaria della società "madre", che presenta le tinte disposte a fasce orizzontali, il club calcistico ha invece optato per casacche palate.

Nel 2022, in occasione del 110º anniversario di fondazione della sezione calcistica, la squadra ha adottato una speciale maglia celebrativa che dispone i colori blucelesti in strisce orizzontali, per omaggiare le proprie radici in seno alla Canottieri Lecco[55].

Le divise di cortesia sono invece tipicamente bianche con richiami ai colori sociali, mentre le terze maglie (laddove ne è stato previsto l'impiego) hanno adottato vari colori a contrasto, quali rosso, verde, giallo, granata (colore che omaggia la memoria del giocatore del Grande Torino - e prima ancora bluceleste - Mario Rigamonti, deceduto nella tragedia di Superga), nero o blu.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il primo gagliardetto sociale recava semplicemente le strisce verticali blucelesti accompagnate dalla ragione sociale; nei decenni successivi alla squadra viene altresì associata l'immagine del batell, la tipica imbarcazione dei pescatori del lago di Como, ritratta mentre naviga sui flutti con alcune montagne sullo sfondo.[1] Un altro stemma che per diversi decenni ha accompagnato il Lecco è una grossa L con le due "stanghe" tinte nei colori sociali, disegnata con varie rese grafiche. Ben più recente è infine la comparsa dell'aquila, la quale si è tuttavia rapidamente imposta quale elemento cardine dell'iconografia sociale.[56]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1986 l'inno ufficiale della squadra è Forza Lecco, brano scritto e cantato da Ermanno Corti, in arte Herman, e originariamente pubblicato dall'etichetta Ciao (affiliata al Clan Celentano).[57]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Mario Rigamonti-Mario Ceppi.

Il Lecco gioca le sue partite casalinghe allo Stadio Rigamonti-Ceppi, situato in via Don Pozzi, nel rione di Castello, che accoglie anche la sede della società. Al terzo millennio lo stadio, dopo gli adeguamenti alle norme di sicurezza, è capace di 5.000 posti.

Lo stadio, inizialmente denominato Campo sportivo di via Cantarelli al momento della costruzione, risalente al 1922, nel corso degli anni è stato intitolato a Mario Rigamonti e poi anche al presidentissimo bluceleste Mario Ceppi, dopo la morte avvenuta negli anni '80.

Prima della costruzione dello stadio nei primi anni di vita della società era stato allestito un campo da gioco, chiamato Primavera, in via Ponchielli.[58]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

La prima squadra si allena sia allo stadio Rigamonti-Ceppi, sia talora al centro sportivo intercomunale Rio Torto di Valmadrera-Malgrate[59].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornato al 10 agosto 2023[60]

Staff dell'area amministrativa
  • Bandiera dell'Italia Angelo Battazza - Presidente onorario
  • Bandiera dell'Italia Paolo Di Nunno - Proprietario e amministratore delegato[34]
  • Bandiera dell'Italia Cristian Di Nunno - Presidente[2]
  • Bandiera dell'Italia Biagio Di Nunno - Vicepresidente[61]
  • Bandiera dell'Italia Angelo Maiolo - Direttore generale
  • Bandiera dell'Italia Domenico Fracchiolla - Direttore sportivo[62]

[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia degli sponsor tecnici
  • fino al 1981 non presente
  • 2007-2009 Hawk
  • 2009-2011 Sportika
  • 2011-2012 La Fabbrica dello Sport
  • 2012- Legea

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il settore giovanile bluceleste è formato da dieci squadre maschili giovanili (dagli Under-9 agli Under-17), una squadra Under-13 Pro e una squadra partecipante al Campionato Primavera 3. A queste, si aggiungono quattro squadre giovanili femminili (Under-10, Under-13, Under-15 e Under-17).

Sezione femminile[modifica | modifica wikitesto]

Il Lecco, nell'estate del 2021, ha creato una propria sezione femminile che parteciperà al campionato di Promozione 2021-2022.[63]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del Calcio Lecco 1912.
Allenatori
Presidenti
  • 1912-1922 ...
  • 1922-1931 Bandiera dell'Italia Eugenio Ceppi
  • 1931-1935 Bandiera dell'Italia Gennaro Pensa
  • 1935-1938 Bandiera dell'Italia Costantino Fiocchi
  • 1938-1941 Bandiera dell'Italia Attilio Bonati
  • 1941-1942 Bandiera dell'Italia Mario Ceppi (commissario straordinario)
  • 1942-1946 Bandiera dell'Italia Antonio Locatelli
  • 1946-1948 Bandiera dell'Italia Piero Piacco
  • 1948-1967 Bandiera dell'Italia Mario Ceppi
  • 1967-1968 Bandiera dell'Italia Giovanni Mambretti
  • 1968-1969 Bandiera dell'Italia Mario Ceppi
  • 1969-1971 Bandiera dell'Italia Giuseppe Martini
  • 1971-1974 Bandiera dell'Italia Mario Ceppi
  • 1974-1980 Bandiera dell'Italia Carlo Rizza
  • 1980-1983 Bandiera dell'Italia Mario Ceppi
  • 1983-1988 Bandiera dell'Italia Alberto Frigerio
  • 1988-1992 Bandiera dell'Italia Sergio Pagani
  • 1992-1993 Bandiera dell'Italia Lorenzo Cariboni
  • 1993-1994 Bandiera dell'Italia Sergio Pagani
  • 1994-1999 Bandiera dell'Italia Costante Grassi
  • 1999-2002 Bandiera dell'Italia Giovanni Bartoli (amministratore unico)
  • 2002-2003 Bandiera dell'Italia Lorenzo Bodega
  • 2003-2004 Bandiera dell'Italia Umberto Sozzi
  • 2004-2006 Bandiera dell'Italia Gennaro Aprea
  • 2006-2009 Bandiera dell'Italia Giovanni Fiori
  • 2009-2012 Bandiera dell'Italia Sergio Invernizzi
  • 2012 Bandiera dell'Italia Giuseppe "Joseph" Cala
  • 2012-2013 Bandiera dell'Italia Mario Micheli (pro tempore)
  • 2013-2014 Bandiera dell'Italia Antonio Rusconi
  • 2014 Bandiera dell'Italia Stefano Galati
  • 2014-2016 Bandiera dell'Italia Evaristo Beccalossi
  • 2016 Bandiera dell'Italia Sandro Meregalli (amministratore unico)
  • 2016-2017 Bandiera dell'Italia Mario Motta (curatore fallimentare)
  • 2017-2019 Bandiera dell'Italia Paolo Di Nunno
  • 2019- Bandiera dell'Italia Cristian Di Nunno

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del Calcio Lecco 1912.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1976-1977

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1977

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

1971-1972 (girone A)
1949-1950 (girone C)
2018-2019 (girone A)

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

2002-2003 (girone B)
1922-1923

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

1962-1963 (Serie B), 1964-1965 (Serie B)
2005-2006

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo posto: 1959-1960, 1965-1966
Terzo posto: 1945-1946 (girone B), 1958-1959
Secondo posto: 1956-1957, 1969-1970 (girone A)
Terzo posto: 1975-1976 (girone A)
Secondo posto: 1996-1997 (girone A), 2006-2007 (girone A)
Secondo posto: 2004-2005 (girone B), 2014-2015 (girone B), 2015-2016 (girone B)
Terzo posto: 1948-1949 (girone C)
Finalista: 2018-2019
Finalista: 2002-2003

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

La seguente tabella prende in considerazione le 86 stagioni sportive disputate nei campionati nazionali a partire dall'esordio avvenuto il 26 ottobre 1924 in Seconda Divisione; la squadra ha inoltre partecipato al torneo di Serie B-C Alta Italia 1945-1946[65] con titolo sportivo di Serie C e a campionati su scala regionale, vale a dire:

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 3 1960-1961 1966-1967 3
Seconda Divisione 2 1924-1925 1925-1926 15
Prima Divisione 1 1927-1928
Serie B 12 1946-1947 2023-2024
Seconda Divisione 1 1926-1927 46
Prima Divisione 7 1928-1929 1934-1935
Serie B-C Alta Italia[66] 1 1945-1946
Serie C 27 1935-1936 2022-2023
Serie C1 8 1978-1979 2007-2008
Lega Pro Prima Divisione 2 2008-2009 2009-2010
Promozione 2 1948-1949 1949-1950 22
IV Serie 1 1952-1953
Serie C2 12 1980-1981 2006-2007
Lega Pro Seconda Divisione 2 2010-2011 2011-2012
Serie D 5 2014-2015 2018-2019
Campionato Interregionale 7 1983-1984 1989-1990 11
Serie D 4 2003-2004 2013-2014

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente i gruppi ultras blucelesti (che tipicamente prendono posto nella curva nord dello stadio Rigamonti-Ceppi) comprendono i Cani Sciolti, i Veterani e gli UnoNoveUnoDue. A metà anni 1970 erano attestati anche i collettivi Mods Lecco, Lecco Front, Viking Lecco, Vecchia Guardia, Ultras Alcool e Brigate '78.[67]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Lombardia.

La tifoseria organizzata lecchese intrattiene rapporti amichevoli e/o rispettosi con i supporter di Monza[68] e Varese[69].

Tra le rivalità, particolarmente accesa e longeva è quella con il Como, contro cui i blucelesti disputano il cosiddetto derby del Lario. Rapporti tesi si registrano inoltre con i gruppi organizzati afferenti a Venezia, Brescia, Pro Patria, Modena e Piacenza.[70]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Calcio Lecco 1912 2023-2024.

Rosa 2023-2024[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 1° febbraio 2024.

N. Ruolo Calciatore
1 Bandiera dell'Italia P Riccardo Melgrati
2 Bandiera della Croazia D Vedran Celjak (capitano)
4 Bandiera della Svezia D Zinedin Smajlović
5 Bandiera dell'Italia C Duccio Degli Innocenti
6 Bandiera dell'Italia D Alessandro Bianconi
7 Bandiera dell'Italia C Gabriel Lunetta
8 Bandiera dell'Italia C Alessandro Sersanti
10 Bandiera dell'Italia A Eddie Salcedo
11 Bandiera della Finlandia A Henri Salomaa
12 Bandiera dell'Italia P Luca Bonadeo
13 Bandiera dell'Italia D Elio Capradossi
14 Bandiera dell'Italia A Vittorio Parigini
17 Bandiera dell'Italia D Alessandro Caporale
21 Bandiera dell'Italia C Giovanni Crociata
22 Bandiera dell'Italia P Umberto Saracco
N. Ruolo Calciatore
23 Bandiera dell'Italia P Eugenio Lamanna
26 Bandiera dell'Italia C Marco Frigerio
27 Bandiera della Moldavia C Artur Ioniță
28 Bandiera della Francia D Corentin Louakima
29 Bandiera della Polonia C Marcin Listkowski
32 Bandiera dell'Italia C Franco Lepore
44 Bandiera dell'Italia C Davide Guglielmotti
45 Bandiera dell'Italia A Roberto Inglese
68 Bandiera dell'Italia D Mario Ierardi
81 Bandiera dell'Italia A Giacomo Beretta
83 Bandiera del Belgio D Mats Lemmens
90 Bandiera degli Stati Uniti A Andrija Novakovich
96 Bandiera dell'Italia C Giorgio Galli
99 Bandiera dell'Italia A Nicolò Buso

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff aggiornato al 3 aprile 2024.[71]

Staff dell'area tecnica
Staff tecnico
  • Bandiera dell'Italia Andrea Malgrati - Allenatore
  • Bandiera dell'Italia Francesco Nenciarini - Allenatore in seconda
  • Bandiera dell'Italia Filippo Brambilla - Preparatore atletico
  • Bandiera dell'Italia Alessio Locatelli - Preparatore dei portieri
  • Bandiera dell'Italia Riccardo Nobili - Match analyst

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Cinquemila anni di Serie A, da Braudel all’US Foggia II, su generazione-x.net, 6 dicembre 2013. URL consultato il 18 giugno 2023.
  2. ^ a b c Maiolo annuncia il cambio al vertice: Cristian Paolo Di Nunno è il nuovo presidente della Calcio Lecco 1912. - leccochannelnews.it, 20 dic 2019
  3. ^ Lecco-Brescia: ok dal Comune per lo stadio, ora tocca al Gos - leccotoday.it, 12 set 2023
  4. ^ Annalisa Borghese, Il territorio lariano dalla preistoria ai nostri giorni - L'Ottocento, in Il territorio lariano e i suoi comuni, vol. 25, Milano, Editoriale del Drago, 1992, p. 391.
  5. ^ Matteo Bonacina, Storia e vicissitudini della Calcio Lecco 1912, su Lecco Channel News, 30 agosto 2017. URL consultato il 3 settembre 2023.
  6. ^ a b I primi calci - aclecco.it (archiviato il 5 apr 2004)
  7. ^ Nasce il "Cantarelli"- aclecco.it (archiviato il 5 apr 2004)
  8. ^ a b Il primo decennio- aclecco.it (archiviato il 5 apr 2004)
  9. ^ Nasce l'A.C. Lecco- aclecco.it (archiviato il 5 apr 2004)
  10. ^ hibees 1875, Storia Lecco Calcio, in Storie della Lombardia-World Football Forum, 15 agosto 2011, p. 1.
  11. ^ Il Lecco quotato a Wall Street, su sportmediaset.mediaset.it.
  12. ^ SOLDI FALSI PER IL CAFFÈ, ARRESTATO JOSEPH CALA EX PRESIDENTE DEL LECCO - lecconews.news, 20 ott 2016
  13. ^ Voleva entrare nel Cesena Calcio, ma pagava al bar con banconote false - corriereromagna.it, 7 dic 2022
  14. ^ Lecco esulta: termina il bluff Joseph Cala. 50 mila euro bastano per l’addio, su granatissimi.com. URL consultato il 20 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2013).
  15. ^ Joseph Cala getta la spugna: il Calcio Lecco nella bufera, su ilgiorno.it. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  16. ^ Incredibile Joseph Cala: dopo Salerno, bluff anche a Lecco, su tuttonapoli.net. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  17. ^ Lecco in alto mare, Micheli farà da traghettatore, su lecconotizie.com. URL consultato il 20 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 31 agosto 2012).
  18. ^ Rusconi sul Lecco a porte chiuse Danno economico e d'immagine, su laprovinciadilecco.it. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  19. ^ Calcio: Cento Bluceleste s'allarga Da sei a quindici soci del Lecco, su laprovinciadilecco.it. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  20. ^ Lecco, messi all'asta i beni pignorati. E al Rigamonti-Ceppi si rivede Gonzaga, su leccosportweb.it, 6 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2016).
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