Emilio Agradi

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Emilio Agradi
EmilioAgradi.jpg
Dati biografici
Nazionalità bandiera Regno d'Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Attaccante
Carriera
Squadre di club1
1914-1916 Inter 25 (31)
1916-1917 Modena Modena  ? (?)
1918-1921 Inter 34 (23)
1921-1922 Modena Modena 20 (4)
1922-1928 Inter 111 (8)
1928-1929 Varese Varese  ? (?)
1929-1931 Cantu Cantù  ? (?)
19??-1933 Bianco e Azzurro.svg Plinio Tarabini  ? (?)
Carriera da allenatore
1928-1929 Varese Varese
1933-1938 Falck Falck
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Emilio Agradi (Bologna, 12 luglio 1895 – ...) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Ha giocato nell'Inter dal 1914 al 1928 (ad eccezione della stagione 1921-1922, in cui giocò nel Modena), iniziando la sua militanza segnando 31 gol in 21 partite nella stagione 1914-1915 per ripetere la prestazione nella stagione successiva, dopo la prima guerra mondiale, quando segnò 17 reti; quindi fu spostato a centrocampo[1]. In totale con i milanesi realizzò 62 reti in 166 gare di campionato, tra cui un gol nel derby di Milano del 2 maggio 1915, vinto dai neroazzurri per 3-1[2]. Ha vinto lo scudetto del 1919-1920 ed è stato settimo miglior cannoniere del campionato 1923-1924 con 8 gol[3].

Ha fatto il suo esordio in Prima Divisione il 4 ottobre 1914 in Como-Inter (3-2), giocando in nerazzurro per l'ultima volta il 6 luglio 1928 in Alessandria-Inter (6-3).

Negli anni trenta giocò a Cantù[4] e con la "Plinio Tarabini" di Tavernerio[5].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Inter: 1919-1920

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, Volume 2 di Marco Sappino
  2. ^ Tabellini inter-calcio.it
  3. ^ Tabellini rsssf.com
  4. ^ Elenco dei calciatori italiani autorizzati a cambiare società nella prossima stagione, da «Il Littoriale», 7 agosto 1931, pp. 4-5
  5. ^ Elenco dei giocatori italiani autorizzati a cambiare Società nella prossima stagione, da «Il Littoriale», 5 agosto 1933, pp. 6-7

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]