Mario Tedeschi

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Mario Tedeschi
Mario Tedeschi datisenato.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature VI, VII
Gruppo
parlamentare
MSI-DN
DN-CD
Incarichi parlamentari
  • Commissione parlamentare per la vigilanza sulle radiodiffusioni (VI legisl.)
  • Commissione parlamentare d'inchiesta su condizioni e livelli dei trattamenti retributivi e normativi (VI legisl.)
  • 4ª Commissione permanente (Difesa) (VI, VII legisl.)
  • Commissione parlamentare d’inchiesta e di studio sulle commesse di armi e mezzi ad uso militare e sugli approvvigionamenti (VII legisl.)

Dati generali
Partito politico Movimento Sociale Italiano poi Democrazia Nazionale - Costituente di Destra
Professione Giornalista

Mario Tedeschi (Roma, 9 settembre 1924Roma, 8 novembre 1993) è stato un giornalista e politico italiano.

Fu il successore di Leo Longanesi alla direzione della rivista Il Borghese, che condusse per 36 anni fino alla morte. Guidò il periodico nel periodo del maggior successo editoriale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cominciò la sua esperienza nel giornalismo con Roma Fascista. Aveva frequentato, senza laurearsi, il corso di laurea in Chimica presso l'Università "La Sapienza" di Roma.

Dopo l'8 settembre 1943 si schierò con la Repubblica Sociale Italiana, arruolandosi alla Spezia nel battaglione Barbarigo della Xª Flottiglia MAS e combatté nell'Agro pontino a fianco degli alleati germanici sul fronte di Anzio contro le forze angloamericane, ricevendo la Croce di guerra.

Cessato il conflitto, tornò a Roma. Iniziò a collaborare con varie testate giornalistiche e divenne redattore del quotidiano Il Tempo.

Nel giugno del 1950 passò a Il Borghese, fondato da Leo Longanesi nello stesso anno. Nel 1954 fu nominato direttore dell'ufficio romano del settimanale. In quegli anni Tedeschi pubblicò anche un paio di libri di denuncia del malcostume politico e amministrativo: Il petrolio sporco (Milano, 1955) e Roma democristiana (Milano, 1956). Alla morte di Longanesi, avvenuta nel settembre 1957, Tedeschi rilevò la proprietà del settimanale e ne assunse la direzione.

Attraverso le inchieste de Il Borghese, Tedeschi fu il primo a denunciare la corruzione del mondo politico e a documentare le sovvenzioni illegali al Partito Comunista Italiano. Dal 1954 Tedeschi utilizzò come fonte sulla corruzione del PCI le riviste del giornalista Luigi Cavallo (ex comunista), che collaborò a Il Borghese anche con alcuni articoli, sia firmati con il proprio nome sia con pseudonimi.

Nel 1966 partecipò all'Operazione manifesti cinesi, una campagna di disinformazione contro il Partito Comunista Italiano per conto di Federico Umberto D'Amato, facendo stampare dei manifesti inneggianti alla Unione Sovietica stalinista. I manifesti erano a firma di fantomatici gruppi comunisti italiani stalinisti. Furono scritti dal giornalista Giuseppe Bonanni, de Il Borghese. Tedeschi diede l'incarico della loro diffusione a Stefano Delle Chiaie.

Nel 1972, aderì al Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale, venendo così eletto Senatore della Repubblica nel 1972 e nel 1976. L'anno successivo fu tra i fondatori di Democrazia Nazionale, partito nato dalla scissione dell'ala più moderata dell'MSI.

Il suo nome figura nella lista degli appartenenti alla loggia massonica P2 di Licio Gelli[1].

Morì l'8 novembre 1993, mentre era ancora direttore de Il Borghese.

L'11 febbraio 2020 la procura generale di Bologna lo ha indicato come uno dei quattro mandanti, organizzatori o finanziatori della strage alla stazione di Bologna[non chiaro][2] insieme a Licio Gelli, Umberto Ortolani, e Federico Umberto D’Amato.

Intitolazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 marzo 2000 è nata l'«Associazione culturale "Mario Tedeschi"» con lo scopo di portare sul world wide web la collezione del «Borghese», dal 1950 al 1993[3].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

* Le prospettive dell'emigrazione italiana (Roma, 1946).

  • Il petrolio sporco (Milano, 1955);
  • Roma democristiana (Milano, 1956);
  • I pericoli del Concilio (Milano, 1962);
  • Dizionario del malcostume (Milano, 1963);
  • La strage contro lo Stato (Milano, 1973).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I nomi più importanti della lista Gelli su Repubblica.it del 16.12 2015. URL consultato il 16.12.2015.
  2. ^ https://tg24.sky.it/cronaca/2020/02/11/strage-bologna-bellini-gelli.html
  3. ^ Claudio Tedeschi, Editoriale, «Il Borghese», n. 1, marzo 2001.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore del Borghese Successore
Leo Longanesi settembre 1957 - 8 novembre 1993 Vincenzo Maddaloni
Controllo di autoritàVIAF (EN264281698 · ISNI (EN0000 0000 7838 4391 · SBN IT\ICCU\IEIV\069859 · LCCN (ENn93048726 · BNF (FRcb13771398v (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n93048726