Vincenzo Maddaloni

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Vincenzo Maddaloni

Vincenzo Maddaloni (Venezia, 28 settembre 1940) è un giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ha fondato e presiede il Centro Studi Berlin89, l'associazione nata nel 2018, che si propone di ripercorrere analizzandoli i grandi fatti del mondo prima e dopo la caduta del Muro di Berlino.

Professionista dal 1961 (per un decennio e passa il più giovane giornalista italiano), negli anni settanta ha raccontato tra l'altro: la morte di Salvador Allende e il golpe del generale Augusto Pinochet dell'11 settembre 1973; il ritorno di Juan Domingo Perón a Buenos Aires; la caduta dello Scià e l'arrivo dell'ayatollah Khomeini a Teheran.

Negli anni ottanta è stato corrispondente a Varsavia negli anni di Lech Wałęsa (leader di Solidarność) e di Wojciech Jaruzelski ed a Mosca durante l'èra di Michail Gorbačëv. Come inviato speciale è stato testimone in molti luoghi che hanno alimentato le cronache del XX secolo: Pechino, Kabul, Teheran, Santiago del Cile, il Cairo e Berlino. Ha raccontato il conflitto delle isole Falkland, tutte le guerre nella Repubblica Democratica del Congo; la ritirata delle truppe sovietiche dall'Afghanistan; la Protesta di piazza Tienanmen; la dissoluzione dell'Unione Sovietica; la caduta di Saddam Hussein. La sua testimonianza diretta gli ha consentito di approfondire gli studi e le conoscenze dell'Islam, delle Chiese orientali, del comunismo e del post-comunismo, con particolare attenzione al confronto con l'Occidente.

È stato capo della redazione romana di Famiglia Cristiana. Ha diretto il settimanale Il Borghese.[1] Sotto la sua direzione il settimanale fondato da Leo Longanesi abbandonò le storiche posizioni di destra.[2][3] Vi scrissero tra gli altri Indro Montanelli, Sergio Romano, Giuseppe De Rita, Fausto Bertinotti, Francesco Cossiga, Massimo L. Salvadori, Massimo Cacciari, Franco Cardini, Vittore Branca. Il Borghese diretto da Vincenzo Maddaloni si differenziò anche nella veste grafica: carta "uso mano", poche le fotografie, molti i disegni - anche inediti - di Longanesi. Nonostante le vendite, prevalse come scrisse la Repubblica, la determinazione politica di farlo ritornare ad essere la voce della destra.[4] Il 19 agosto 1994 Maddaloni venne rimosso dalla direzione del settimanale.[4]

È stato tra i membri fondatori del World Political Forum che ha sede a Torino ed è presieduto da Michail Gorbačëv.[5]

È il direttore responsabile di Berlin89, rivista del Centro Studi Berlin89.[6] Collabora con le testate giornalistiche online: Vision & Global Trends e Altrenotizie. Tiene un blog sul quotidiano online Linkiesta.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

È autore di diverse pubblicazioni tra cui:

  • Memorie del vescovo Lukà, la religiosità nell'Urss,
  • La rivoluzione di Allende,
  • Noi (operai italiani) e Solidarnosc (premio Federico Motta Editore),
  • La Polonia, i polacchi (premio Catullo),
  • L'atomica degli ayatollah. Il ruolo strategico dell'Iran, la crisi con gli USA, tutti i rischi di una nuova guerra preventiva (con lo scrittore iraniano Amir Modini).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Borghese torna in edicola, Adnkronos, 28 aprile 1994.
  2. ^ Il Borghese attacca i giornali di destra, Adnkronos, 15 luglio 1994.
  3. ^ Il Borghese gentiluomo, in La Repubblica, 25 giugno 1994.
  4. ^ a b Licenziato in tronco, il mio Borghese dava fastidio, in La Repubblica, 19 agosto 1994.
  5. ^ The World Political Forum, su theworldpoliticalforum.net. URL consultato il 25 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2013).
  6. ^ Berlin89 Testata giornalistica, su Berlin89.info.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN167254265 · ISNI (EN0000 0003 7483 254X · SBN IT\ICCU\LO1V\003930 · WorldCat Identities (ENviaf-167254265