Udinese Calcio
| Udinese Calcio Calcio |
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|---|---|---|---|---|
| Zebrette, Bianconeri, Friulani | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Simboli | stemma della città di Udine attorniato da alloro dorato, dal nome della società e dall'anno di fondazione | |||
| Inno | Vinci Per Noi |
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| Dati societari | ||||
| Città | ||||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Serie A | |||
| Fondazione | 1896 | |||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Friuli (41.652 momentaneamente ridotti a 30.642 posti) |
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| Sito web | www.udinese.it | |||
| Palmarès | ||||
| Titoli nazionali | 3 Campionati di Serie B 3 Campionati di Serie C |
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| Trofei nazionali | 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro |
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| Trofei internazionali | 1 Coppe Intertoto 1 Mitropa Cup 1 Coppa Anglo-Italiana |
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| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | ||||
L'Udinese Calcio (l'Udin in friulano), nota come Udinese, è la principale società calcistica di Udine e del Friuli ed è una delle più antiche d'Italia, essendo nata il 30 novembre del 1896.
I colori sociali sono il bianco e il nero, ossia quelli dello stemma della città di Udine (che appare anche nello stemma della società); da questi due colori derivano i principali soprannomi affibbiati alla squadra, bianconeri e zebrette.
I migliori risultati della sua storia per quanto riguarda le competizioni nazionali sono il secondo posto nella Coppa Italia del 1922 e il terzo posto nel campionato di Serie A 1997-1998[1]; per quel che riguarda le competizioni europee numerose sono le partecipazioni alla Coppa UEFA/Europa League, nella quale non è mai andata oltre i quarti di finale[2], più una partecipazione alla UEFA Champions League nell'edizione 2005-2006, la vittoria di una Coppa Intertoto nel 2000 e il raggiungimento dei preliminari di Champions League con il quarto posto nella stagione 2010-2011.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Dalla fondazione fino agli anni cinquanta
Fondata come parte della Società Udinese di Ginnastica e Scherma nel 1896, vince proprio in quell'anno il campionato interprovinciale FGNI a Treviso; questo titolo non viene però riconosciuto come ufficiale perché la manifestazione non fu organizzata dalla FIF (l'odierna FIGC, nata due anni dopo), ma dalla Federazione Italiana Scherma,[3] e soprattutto il torneo non utilizzava le regole del gioco del calcio dell'IFAB, ma seguiva invece quelle della variante italiana calcio ginnastico.
Il 5 luglio 1911 alcuni ginnasti dell'Udinese, con a capo Luigi Dal Dan, fondano l'Associazione Calcio Udinese che viene iscritta alla FIGC.[3] Il debutto della nuova squadra avviene in un'amichevole contro la Juventus Palmanova vinta dagli udinesi per 6-0.[3] La prima partecipazione in un campionato ufficiale FIGC risale però solamente al Campionato Promozione 1912-1913; in quell'anno l'Udinese si iscrive al Campionato Veneto di Promozione a tre squadre insieme al Padova e al Petrarca Padova; i friulani chiudono il torneo al secondo posto dietro al Petrarca e vengono promossi in Prima Categoria.[3] In Prima Categoria l'Udinese non riesce mai a raggiungere la fase nazionale venendo sempre eliminata nell'Eliminatoria Veneta.
Il primo risultato importante dalla sua fondazione è, nel 1922, il raggiungimento della finale di Coppa Italia: i bianconeri vengono sconfitti 1-0 dal Vado. Quest'ottimo piazzamento è dovuto anche al fatto che le maggiori compagini dell'epoca erano iscritte al concorrente campionato C.C.I..[3]
Nel campionato 1922-23 la squadra arriva ultima nel suo girone e retrocede in Seconda Divisione; la società rischia di fallire per debiti nell'estate 1923. Il 24 agosto l'"AS Udinese" si separa dalla "AC Udinese", ovvero l'attuale Udinese Calcio, e quest'ultima viene costretta ad istituire un bilancio e un direttivo autonomi. Tutti i debiti vengono pagati dal presidente Alessandro Del Torso grazie alla vendita di alcuni suoi quadri e l'Udinese può così iscriversi al campionato di Seconda Divisione dove arriva quarta nel girone eliminatorio.[3]
Nella stagione 1924-25 l'Udinese vince il Girone F di Seconda Divisione e arriva prima al Girone Finale venendo promossa insieme al Parma in Prima Divisione.[3] La permenenza nella massima serie dura poco: l'Udinese conclude il torneo in ultima posizione. Avrebbe potuto comunque salvarsi; infatti vi è in quell'anno una riforma dei campionati, la cosiddetta Carta di Viareggio, e dei conseguenti spareggi per determinare chi sarebbe stato ammesso al nuovo campionato di Divisione Nazionale; la squadra friulana però non si presenta allo spareggio contro il Legnano perdendo la partita a tavolino e dando l'addio alla massima serie.[3]
Nel campionato cadetto l'Udinese conclude all'ultimo posto in classifica ed evita la retrocessione in Seconda Divisione[4] solo grazie all'allargamento dei quadri. Resta in Prima Divisione fino al termine della stagione 1928-29 quando, in seguito alla creazione della Serie A e della Serie B, la Prima Divisione viene declassata a terzo livello.[3] La stagione 1929-1930 è comunque trionfale e, vincendo il proprio girone, l'Udinese riesce a qualificarsi in Serie B.[3]
La permanenza in B dura solo due anni. Al termine della stagione 1931-32 la squadra friulana ritorna subito in Prima Divisione, poi ridenominata Serie C nel 1935. Nella stagione 1938-1939 arrivando seconda nel Girone Finale Nord di Serie C, viene promossa in Serie B.[3]
Finita la seconda guerra mondiale, l'Udinese resta in Serie B fino alla stagione 1947-48, quando retrocesse in Serie C a causa di una riforma dei campionati.[5] A questa retrocessione seguono tuttavia due promozioni consecutive e i friulani ottengono una storica promozione in Serie A dopo la vittoria del campionato di Serie C e il secondo posto nel campionato di Serie B 1949-1950.[5]
L'Udinese resta in Serie A per cinque anni sfiorando anche lo scudetto nella stagione 1954-1955, arrivando seconda dietro al Milan[6]; è proprio al termine di quella stagione però che l'Udinese viene retrocessa in Serie B per illecito sportivo commesso il 31 maggio 1953, ultima giornata di campionato, e smascherato due anni dopo[6]. I friulani ritornano comunque in Serie A dopo una sola stagione in Serie B.[6]
[modifica] Gli anni sessanta e settanta
Gli anni '60 segnano un momento difficile nella storia dell'Udinese: i friulani vengono retrocessi prima in Serie B nella stagione 1961-1962 e poi in Serie C nella stagione 1963-64.[6] L'Udinese resta in Serie C per circa un quindicennio sfiorando la promozione in Serie B in numerose occasioni, ma è solo al termine della stagione di Serie C 1977-1978 che i friulani, guidati dall'allenatore Massimo Giacomini, ritornano in Serie B vincendo il Girone A di Serie C.[3] Nella stessa stagione vince anche la Coppa Italia Semiprofessionisti, battendo la Reggina, e la Coppa Anglo-Italiana.[7]
Intanto l'8 giugno 1976 si era ufficialmente sciolta l'"Associazione Calcio Udinese" e si era formata una società per azioni: la squadra fu rinominata "Udinese Calcio", attuale denominazione.[7]
Nella stagione successiva l'Udinese, confermato in panchina Giacomini, vince la il torneo cadetto e ritorna dopo oltre vent'anni in Serie A.[7]
[modifica] Gli anni ottanta
Nella stagione 1979-1980, l'Udinese, neopromossa in massima serie, conclude il campionato al quindicesimo posto, retrocedendo in Serie B; solo lo scandalo del Totonero con la retrocessione di Milan e Lazio evita alle zebrette un immediato ritorno in Serie B.[7] In campo europeo l'Udinese vince la Coppa Mitropa.
Nella stagione 1980-1981 sulla panchina bianconera siede il nuovo allenatore Enzo Ferrari il quale ottiene la salvezza.
Nella stagione 1981-1982 acquista dalla Juventus Franco Causio e la squadra riesce a salvarsi senza particolari difficoltà. Nella stagione successiva, 1982-1983[7], coglie un sesto posto nel campionato.
Nell'estate del 1983 la società effettua un grande colpo di mercato: Arthur Antunes Coimbra, detto Zico, passa, dopo un'estate di grattacapi giurisdizionali[8], all'Udinese.[9]
Oltre a Zico la dirigenza dell'Udinese, capitanata dall'Amministratore Delegato Franco Dal Cin, mette insieme una squadra con nomi importanti come Pietro Paolo Virdis ed il difensore nazionale brasiliano Edinho: i tifosi rispondono con la cifra di 26.661 abbonati[9], quota mai superata dalla società friulana. La stagione 1983-1984, che vede la squadra allenata sempre da Enzo Ferrari, termina con un 9º posto a soli due punti dalla zona UEFA mentre Zico mette a segno alla sua prima stagione in Italia 19 reti.[9]
Nella 1984-1985 l'Udinese cede molti giocatori importanti, ma riesce a trattenere Zico. La squadra viene affidata al tecnico brasiliano Luís Vinício. In questa stagione Zico, anche a causa di un infortunio, lascia l'Udinese e torna in Brasile per noie giudiziarie con lo stato italiano.[9]
Nella stagione successiva 1985-1986 i friulani ottengono un 13º posto.[9] Nel luglio 1986 Giampaolo Pozzo subentra a Lamberto Mazza come presidente dell'Udinese, ma la sua avventura come presidente della società inizia subito in salita: infatti l'Udinese è inizialmente retrocessa in Serie B per uno scandalo scommesse, pena poi rivista in appello e commutata in nove punti di penalizzazione per la stagione successiva; i friulani arrivano ultimi e retrocedono in Serie B; senza penalizzazione si sarebbero salvati.[10]
Gli anni successivi sono tra Serie A e Serie B: la squadra viene promossa nella massima divisione nel campionato di Serie B 1988-1989 con alla guida Nedo Sonetti e grazie alle reti di Totò De Vitis. Nella stagione successiva i friulani, che in estate acquistarono i giovani talenti argentini Abel Balbo e Nestor Sensini, sotto la guida di Rino Marchesi subentrato a Bruno Mazzia cercano di mantenere la categoria, ma nonostante una lotta durata per tutto il campionato retrocedono all'ultima giornata.[10] Nell'estate 1990 l'Udinese è di nuovo condannata per illecito sportivo: pena 5 punti di penalizzazione per la squadra e 5 anni di deferimento per il presidente Pozzo, accusato di aver contattato Gianmarco Calleri, allora presidente della Lazio, minacciandolo in caso di sconfitta. Pozzo lascia quindi la carica di presidente del club.[10]
[modifica] Gli anni novanta
Nella stagione di Serie B 1990-1991 le zebrette, guidate da Marchesi prima e da Adriano Buffoni poi, potrebbero riconquistare immediatamente la promozione in Serie A, ma subiscono 5 punti di penalizzazione prima dell'inizio della stagione; senza questo fardello, l'Udinese avrebbe totalizzato 43 punti piazzandosi comodamente nelle prime quattro, invece la squadra chiuse solo all'ottavo posto[10], nonostante in quella stagione Balbo fosse divenuto capocannoniere del torneo. L'argentino contribuisce attivamente al ritorno dei friulani nella massima serie nella stagione 1991-1992: la società esonerò il tecnico Franco Scoglio ed affidò la squadra ad Adriano Fedele, e dopo un lungo testa a testa con il Cosenza ottenne il quarto posto che valse la promozione. Sempre le reti di Abel Balbo consentirono la successiva permanenza in Serie A nella stagione 1992-1993, guadagnata sotto la guida esperta di Albertino Bigon dopo una lunga lotta con la Fiorentina ed il Brescia, quest'ultimo sconfitto solo dopo uno spareggio allo Stadio Dall'Ara di Bologna.
Nella stagione 1993-1994 i friulani cedono Balbo alla Roma e Francesco Dell'Anno all'Inter. La squadra è affidata ad Azeglio Vicini, il quale viene esonerato all'indomani della sconfitta a Napoli dopo alcune incomprensioni con il patron Pozzo. Al suo posto subentra Adriano Fedele. Il girone di andata viene chiuso al penultimo posto ma nel girone di ritorno, grazie anche all'exploit della punta Marco Branca (a cui venne affidato compito di sostituire Abel Balbo), rimontano senza successo la classifica retrocedendo nuovamente in Serie B all'ultima giornata.[10] Già l'anno seguente però, con Giovanni Galeone in panchina subentrato a Fedele, i friulani riconquistano la massima serie.[10] Dalla stagione 1995-1996 l'Udinese torna in Serie A rimanendone presenza fissa fino ad oggi.
Da qui in avanti l'Udinese ottiene diverse qualificazioni alla Coppa UEFA, la prima nella stagione 1996-1997 con in panchina Alberto Zaccheroni, ed un clamoroso terzo posto dietro Juventus e Inter nella stagione 1997-1998, grazie ai 27 gol di Oliver Bierhoff, capocannoniere di quella stagione.[11] Nella stagione successiva sarà Marcio Amoroso a conquistare il titolo di capocannoniere, siglando 22 reti con la maglia della squadra friulana, condotta al sesto posto da Francesco Guidolin.
[modifica] Gli anni 2000
Nella stagione 2000-2001 arriva dodicesima in Serie A e vince la Coppa Intertoto guadagnandosi ancora l'accesso alla Coppa UEFA.[11]
Nel marzo 2001 arriva ad Udine Luciano Spalletti che sostituisce Luigi De Canio; l'allenatore fiorentino porta la squadra alla salvezza, conquistata alla penultima giornata. Dopo due brevi parentesi con Roy Hodgson e Giampiero Ventura, all'inizio della stagione 2002-03 torna Spalletti.[11] La società riesce ad ottenere per due volte un piazzamento UEFA, esprimendo un gioco di natura offensiva e spettacolare.[11] Nel 2004 l'Udinese acquista dall'Empoli Di Natale, che diverrà il capitano dei friulani.
Nella stagione 2004-05 l'Udinese ottiene un quarto posto che vale la prima qualificazione alla Champions League nella storia del club.[11] Al termine della stagione Spalletti lascia l'Udinese, che lo rende dunque libero sul mercato.[11]
Nella stagione 2005-2006 l'Udinese, affidata a Serse Cosmi, non arriva oltre la fase a gironi di Champions League dove viene eliminata all'ultimo turno sconfitta in casa dal Barcellona per 2-0, quando per passare agli ottavi di finale sarebbe bastato un pareggio. La squadra bianconera termina il campionato in decima posizione. Stesso risultato per la stagione seguente 2006-2007. Nell'estate 2007 la società annuncia l'ingaggio del tecnico Pasquale Marino e acquisti importanti come Fabio Quagliarella.[11]
Nella stagione 2007-2008 l'Udinese riesce a riconquistare un piazzamento alla Coppa UEFA.
Nella stagione 2008-2009 l'Udinese gioca una buona stagione, seppur interrotta da una flessione di rendimento nel periodo invernale, che termina con l'avanzamento dei friulani fino ai quarti in UEFA eliminati dal Werder Brema e un settimo posto in campionato che non vale però l'accesso alla Coppa UEFA come l'anno precedente. La squadra supera due suoi record personali: quello del numero di vittorie consecutive in campionato, 6 in questa stagione[12], e quello del miglior piazzamento in Coppa UEFA mai raggiunto, arrivando quest'anno fino ai quarti di finale. In questa stagione l'Udinese è rimasta l'unica squadra italiana ad affrontare competizioni europee fino all'eliminazione ai quarti ad opera del Werder Brema. La fine della stagione coincide con l'addio del Direttore Generale Pietro Leonardi e dell'attaccante Fabio Quagliarella per andare rispettivamente al Parma e al Napoli.
Il 22 dicembre 2009 viene esonerato l'allenatore Pasquale Marino. Al suo posto Gianni De Biasi. Dopo due mesi, il 21 febbraio 2010, De Biasi viene esonerato e sostituito dallo stesso Marino. Il 2 maggio, l'Udinese pareggiando 2-2 col Cagliari si salva aritmeticamente, e conquista la sua sedicesima presenza consecutiva in Serie A. Di Natale conquista il titolo capocannonieri della Serie A, realizzando 29 reti.
Per la stagione 2010-2011 l'Udinese ingaggia come allenatore Francesco Guidolin.[13], mentre Fabrizio Larini va a ricoprire la carica di Direttore Sportivo.[14]
Il 27 febbraio 2011 l'Udinese vince 7-0 in casa del Palermo (mai l'Udinese aveva realizzato 7 gol in una trasferta di Serie A, e ad oggi le più larghe vittorie esterne erano frutto di due 5-0 inflitti al Genoa nel torneo 1983-1984 ed al Perugia nel 1999-2000)[15]. Il 22 maggio con il pareggio contro il Milan i friulani stabiliscono a 66 punti il nuovo record in Serie A dopo il precedente record di 64 punti stabilito da Alberto Zaccheroni nel 1997-1998 (record ottenuto però in un campionato di sole 34 giornate anziché 38) e, arrivando al quarto posto, raggiungono i preliminari di Champions League (da disputarsi contro gli inglesi dell'Arsenal[16]). Inoltre Antonio Di Natale si riconferma capocannoniere con 28 marcature ed il record di rigori parati in serie A spetta a Samir Handanović (6 rigori parati).
La stagione 2011-2012 inizia con la sfida dei preliminari di Champions League contro Arsenal, che in doppia sfida elimina i bianconeri. L'Udinese ottiene però il diritto di partecipare all'Europa League, dove viene sorteggiata nel girone con gli spagnoli dell'Atlético Madrid, i francesi del Rennes e gli scozzesi del Celtic, superando il turno.
Il 29 novembre 2011 la società e l'intera squadra ricevono dal CONI il Collare d'Oro al Merito Sportivo, massima onorificenza dello sport italiano, concessa a club di calcio con più di 100 anni di storia[17].
[modifica] Cronistoria
| Cronistoria dell'Udinese Calcio 1896 | |
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[modifica] Colori e simbolo
[modifica] Stemma
L'Udinese nella sua storia ha avuto numerosi stemmi, sempre però richiamanti il colore e lo stemma della città Friulana.
Il primo stemma è dei primi anni settanta, raffigura uno scudo con all'interno delle strisce verticali bianconere, e le tre lettere "ACU" (Associazione Calcistica Udinese).
Il secondo stemma comparve nei primi anni ottanta, con l'avvento del presidente Lamberto Mazza, dove all'interno dello scudo con la "V" rovesciata, come sullo stemma del comune di Udine, venne inserita la "Z" della Zanussi, società che possedeva tutte le azioni dell'Udinese Calcio, e al di sopra venne posta la scritta in minuscolo "udinese calcio".
Il terzo stemma è una variante del secondo, infatti uscita di scena la Zanussi, e l'acquisizione della società da parte di Giampaolo Pozzo scomparve la "Z" e restò solo lo scudo con lo stemma di Udine
Il quarto stemma apparì sulle maglie dei bianconeri nella stagione 1995-96. Lo scudo venne circondato da un cerchio prima grigio e poi nero; ritorna di colore grigio nella stagione 2010-11, avvolto stavolta con due rami d'alloro.
Tutti gli stemmi hanno avuto una "V" capovolta.
[modifica] Inno
L'inno ufficiale dell'Udinese Calcio si intitola Vinci per noi ed è interpretato da Nicole Pellicani, corista di Elisa; il brano viene proposto all'inizio di ogni partita giocata allo Stadio Friuli. In precedenza l'inno era Alè Udin, cantato dal popolare cantante friulano Dario Zampa: il ritornello è diventato il coro distintivo del tifo friulano.
[modifica] Strutture
[modifica] Stadio
| Per approfondire, vedi le voci Stadio Moretti e Stadio Friuli. |
L'attuale campo di gioco dell'Udinese è lo Stadio Friuli di Udine, inaugurato nel 1976 in sostituzione del vecchio Stadio Moretti (che venne demolito, ed al cui posto sorge oggi un parco urbano). Il nome venne scelto per commemorare la regione, colpita nel maggio di quell'anno dal terremoto del Friuli[18]. Progettato dall'ingegnere udinese Giuliano Parmegiani, dispone di 30.667 posti a sedere ed è considerato come uno dei più riusciti impianti dal punto di vista estetico. Lo stadio è situato a nord-ovest della città nel quartiere dei Rizzi, in una posizione abbastanza periferica. Particolare dello Stadio Friuli e simbolo di questo impianto è il maestoso arco, che con i suoi 33 metri di altezza alla sommità fa da tetto alla tribuna.
Lo stadio è molto accessibile in quanto vicino alla tangenziale e all'autostrada A23; inoltre, essendo situato in periferia e non in centro città come nel caso di molti stadi in Italia, i lavori di adeguamento alle norme Pisanu-Amato sono stati molto più facili. Peraltro, è uno degli impianti più sicuri in Italia e in Europa, tanto che al Friuli si utilizzano le forze dell'ordine solo nelle partite di cartello che richiamano allo stadio numeroso pubblico. Il sistema di videosorveglianza, installato nel 2007, permette una copertura totale dell'impianto sportivo.
La volontà del presidente dell'Udinese Giampaolo Pozzo è quella di operare una profonda ristrutturazione dell'impianto, eliminando la pista di atletica quasi mai utilizzata ed avvicinando gli spalti al campo, per offrire agli spettatori una visibilità migliore. Lo stadio verrà inoltre interamente coperto e dotato di spazi per la ristorazione e di aree ricreative. L'intervento dovrebbe partire nel maggio 2012, compatibilmente con le pratiche amministrative da sbrigare assieme al comune di Udine, proprietario dell'impianto. Si procederà a lotti, demolendo e ricostruendo nell'ordine la curva Nord, la curva Sud e i distinti. Il termine dei lavori è previsto per il 2014.
[modifica] Società
[modifica] Organigramma societario
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[modifica] Sponsor
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[modifica] Impegno nel sociale
[modifica] Udinese per la vita
L'Udinese è una delle prime squadre in Italia ad avere creato un'associazione onlus, infatti sono state devoluti numerosi macchinari ospedalieri e creato nuovi reparti negli ospedali della regione. L'associazione "Udinese per la Vita", nata 10 anni fa da un'iniziativa di Giuliana Pozzo, moglie del patron Giampaolo, ha devoluto circa 600 000 euro alla ricerca scientifica e alla sanità.
[modifica] Progetto Borgonovo
Nel 2009 sono state organizzate alcune iniziative volte a raccogliere fondi per la ricerca sulla SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica, che ha colpito anche l'ex-bianconero Stefano Borgonovo. La più importante, una Cena di Gala e Asta Benefica organizzata da “Udinese per la Vita”, si è svolta il 16 marzo al “Là di Moret” di Viale Tricesimo. L'evento ha avuto risalto in tutta Italia, trasmesso in diretta su Rai Tre con la conduzione dagli studi di Roma di Marco Civoli e con Ivan Zazzaroni inviato sul campo. Alla serata, presentata da Piero Chiambretti e da Bruno Pizzul, hanno partecipato tra gli altri l’intera squadra bianconera, la sua dirigenza e la proprietà, ex compagni di squadra di Stefano Borgonovo quando vestiva la maglia bianconera e personaggi di spicco del mondo del calcio, nonché gli sponsor istituzionali dell'Udinese Calcio. Il programma della manifestazione è stato caratterizzato da un’asta in cui giocatori di oggi e di ieri hanno donato maglie, scarpe da gioco e oggetti personali per la raccolta di fondi da destinare al progetto. Inoltre si è svolta una lotteria con in palio ricchi premi offerti dalle ditte e aziende del Friuli che hanno voluto dare il loro contributo alla riuscita dell'iniziativa.
In totale sono stati raccolti oltre 80.000 euro, da utilizzare per l’acquisto di attrezzature tecnologicamente avanzate destinate al Dipartimento di Medicina Riabilitativa dell'istituto “Gervasutta” di Udine, con le quali è possibile migliorare la vita di coloro che sono stati colpiti dalla SLA.
[modifica] Allenatori e presidenti
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[modifica] Giocatori
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori dell'Udinese Calcio. |
[modifica] Vincitori di titoli
- Campioni del mondo
Franco Causio (1982)
Vincenzo Iaquinta (2006)
[modifica] Palmarès
[modifica] Competizioni nazionali
- 1977-1978
[modifica] Competizioni internazionali
| Per approfondire, vedi la voce Udinese Calcio nelle competizioni internazionali. |
- 1978
[modifica] Competizioni giovanili
- 1963-1964, 1980-1981
- 1992-1993
[modifica] Onorificenze
[modifica] Partecipazioni agli 88 campionati nazionali
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|
A |
Prima Divisione | 2 | 1922-1923 | 1925-1926 | 41 |
| Serie A | 39 | 1950-1951 | 2011-2012 | ||
B |
Seconda Divisione | 2 | 1923-1924 | 1924-1925 | 23 |
| Prima Divisione | 2 | 1926-1927 | 1927-1928 | ||
| Serie B-C | 1 | 1945-1946 | 1945-1946 | ||
| Serie B | 18 | 1930-1931 | 1994-1995 | ||
C |
Prima Divisione | 5 | 1928-1929 | 1934-1935 | 24 |
| Serie C | 19 | 1935-1936 | 1977-1978 | ||
[modifica] Esordi agonistici
Escluso il campionato interprovinciale FGNI vinto nel 1896 ma mai riconosciuto dalla FIGC, l'Udinese fa il suo esordio nell'organico federale durante il torneo di Promozione 1912-1913 organizzato dal Comitato Regionale Veneto, di cui fece parte fino al 1922 allorquando, in qualità di club di Prima Categoria, fu società fondatrice della Lega Nord, progenitrice della Lega Calcio.
[modifica] Statistiche di squadra
Dati aggiornati al 20 novembre 2011
- Miglior piazzamento in Serie A: 2° (1954-1955)
- Peggior piazzamento in Serie A: 18° (1961-1962)
- Record di punti in una sola stagione: 66 (2010-2011)
- Maggior numero di vittorie: 20 (2010-2011)
- Maggior numero di pareggi: 20 (1982-1983)
- Minor numero di sconfitte: 4 (1982-1983)
- Miglior sequenza di partite utili: 23 (1954-1955)
- Massimo delle reti segnate: 65 (2010-2011)
- Minimo delle reti subite: 29 (1982-1983)
- Vittoria più larga: Udinese-M.A.T.E.R. Roma 9-0 (1942-1943)
- Vittoria più larga in serie A: Udinese-Napoli 7-0 (1957/58); Palermo-Udinese 0-7 (2010/11)
- Sconfitta più pesante: Udinese-Bari 0-7 (1930-1931); Atalanta-Udinese 7-0 (1931-1932); Milan-Udinese 7-0 (1958-1959); Fiorentina-Udinese 7-0 (1958-1959)
- Nel 1922 raggiunge la finale della Coppa Italia venendo sconfitta dal Vado per 1-0 dopo i tempi supplementari
- Giocatore più prolifico in una sola stagione: Antonio Di Natale 29 (2009-2010)
- Miglior rigorista: Antonio Di Natale 17
- Giocatori utilizzati in 41 tornei in serie A: 421
- Record di 17 stagioni consecutive in Serie A (dal 1995 ad oggi)
- Stagione 2005-2006 prima partecipazione alla UEFA Champions League
- Stagione 2008-2009 per la prima volta ai quarti di finale di Coppa UEFA
- Stagione 2008-2009 record di vittorie consecutive (6) in Serie A
- È la squadra con più campionati di Serie A (39) all'attivo fra quelle che non si sono aggiudicate né lo scudetto né la Coppa Italia
- Vittorie in Serie A: 427 (Stabilito in Udinese-Chievo 2-1 del 11 dicembre 2011)
- Pareggi in Serie A: 395 (Stabilito in Atalanta - Udinese 0-0 del 16 ottobre 2011)
- Sconfitte in Serie A: 487 (Stabilito in Parma - Udinese 2-0 del 20 novembre 2011)
- Reti segnate in Serie A: 1668 (Ultima: Dusan Basta in Udinese-chievo 2-1 del 11 dicembre 2011)
- Reti subite in Serie A: 1838 (Ultima: Alberto Paloschi in Udinese-chievo 2-1 del 11 dicembre 2011)
[modifica] Statistiche individuali
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- In grassetto i calciatori che attualmente militano nell'Udinese Calcio.
[modifica] Tifoseria
Per la partita di Coppa UEFA 2008-2009 contro gli inglesi del Tottenham l'allora ds Pietro Leonardi intervistato l'8 ottobre 2008 disse "Mi ha altresì colpito in positivo il dato sui telespettatori che ha fatto registare una media di circa 300.000 tifosi che hanno seguito la gara dell'Udinese su Sky".[23]
[modifica] Gemellaggi e rivalità
[modifica] Gemellaggi
Vicenza: dura da molti anni, sentito dalla maggior parte della tifoseria.[24]
Arezzo: un rapporto che sta nascendo nelle ultime stagioni.
Sportverein Austria Salzburg: Amicizia che risale all'incontro di Coppa UEFA.
Werder Brema: rapporto nato durante gli incontri europei[25].
[modifica] Rivalità
Triestina: rivalità storica dovuta alla vicinanza delle città di Udine e Trieste, una capitale storica del Friuli l'altra capoluogo ufficiale della regione Friuli-Venezia Giulia.[24]
Verona: rivalità storica risalente agli anni '80 ai tempi di Zico e dello scudetto del Verona, cementata dal gemellaggio Verona-Triestina.[24]
Venezia: questa rivalità come quella con la Triestina è dovuta alla vicinanza delle due città.[24]
Sampdoria: rivalità nata da quando le due formazioni si sono date costantemente battaglia per l'accesso alle Coppe Europee.
Juventus: una rivalità in comune con molte altre tifoserie italiane.[24]
Napoli: rivalità profonda con la curva partenopea, negli ultimi anni sfociata in gravi incidenti e nel 2010 filmati in diretta da SKY.[24]
Bologna: una ex amicizia tra tifoserie tramutata in rivalità dopo la rottura del gemellaggio.[24]
Lazio: un'antipatia causata dallo storico gemellaggio Lazio-Triestina.
[modifica] Organico 2011-2012
[modifica] Rosa
Rosa, numerazione e ruoli, tratti dal sito ufficiale, sono aggiornati al 1 febbraio 2012.[26]
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[modifica] Staff tecnico
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[modifica] Note
- ^ In realtà il miglior risultato raggiunto dall'Udinese in campionato fu il secondo posto nel campionato di Serie A 1954-1955, tale secondo posto venne però "annullato" perché l'Udinese venne retrocessa in Serie B per un illecito sportivo commesso due anni prima.
- ^ Coppa UEFA 2008-2009
- ^ a b c d e f g h i j k l La nascita dell'Acciù. udinese.it. URL consultato il 10-06-2009. [collegamento interrotto]
- ^ Declassata a terzo livello con la creazione della Divisione Nazionale.
- ^ a b Da Bertoli a Bruseschi. udinese.it. URL consultato il 10-06-2009.
- ^ a b c d Dal '55 a Brunello. udinese.it. URL consultato il 10-06-2009.
- ^ a b c d e Da Sanson agli anni '80. URL consultato il 10-06-2009.
- ^ Infatti il 9 giugno 1983 la FIGC, presieduta dall'avvocato Sordillo, impone il blocco immediato dei trasferimenti per i giocatori stranieri; chi dice per motivi economici (il costo del giocatore vicino ai 6 miliardi di lire, che potrebbe mandare in rovina il club friulano), chi addirittura per motivi politici rischiando che la figura del presidente dell'Udinese, Lamberto Mazza, patron della Zanussi, diventi eccessivamente ingombrante. I cittadini del capoluogo friulano manifestano in piazza XX settembre la loro rabbia verso la FIGC al coro di "O Zico o Austria!"; sulla questione si pronuncia a favore anche il Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini che afferma che gli piacerebbe veder giocare Zico in Italia. Il Coni decide quindi di nominare tre giuristi di fama che in pochi giorni concedono il nulla osta per portare il giocatore brasiliano in Italia.
- ^ a b c d e Arriva sua maestà Zico. udinese.it. URL consultato il 10-06-2009.
- ^ a b c d e f L'avventura di Giampaolo Pozzo. udinese.it. URL consultato il 10-06-2009.
- ^ a b c d e f g Il modello ispiratore. udinese.it. URL consultato il 01-02-2010.
- ^ Reggina-Udinese 0-2; Udinese-Fiorentina 3-1; Udinese-Atalanta 3-0; Chievo Verona-Udinese 1-2; Lazio-Udinese 1-3; Udinese-Milan 2-1.
- ^ http://www.udinese.it/script/view.php?id=439
- ^ http://www.udinese.it/script/view.php?id=463
- ^ FootStats
- ^ C'è l'Arsenal per l'Udinese. it.uefa.com, 05-08-2011
- ^ «Il CONI premia l'Udinese con il Collare d'Oro al Merito Sportivo». legaseriea.it, 30 novembre 2011. URL consultato in data 15 dicembre 2011.
- ^ «Honsell: «Stadio dedicato a Bearzot? Decidano i friulani con un sondaggio»». messaggeroveneto.gelocal.it, 23 dicembre 2010. URL consultato in data 27 dicembre 2011.
- ^ Ne dà notizia dell'assunzione l'edizione del 1 dicembre 1932 de Il Littoriale.
- ^ Chi arriva e chi parte Emeroteca.coni.it
- ^ Ignoto l'esito dello spareggio con il Parma.
- ^ Il CONI premia l’Udinese con il Collare d’Oro al Merito Sportivo. udinese.it
- ^ Leonardi: ora cerchiamo di mandare un messaggio di attaccamento alla nostra squadra. Ilfriuli.it, 8 ottobre 2008. URL consultato il 12 dicembre 2011.
- ^ a b c d e f g Stefano Pozzoni, Dove sono gli ultrà? (in italiano), Zelig, 2005, p. 131..
- ^ Brema,abbraccio tra tifosi. gazzetta.it, 09-04-2008
- ^ udinese.it
[modifica] Bibliografia
- Roberto Meroi, Storia dell'Udinese Calcio, Campanotto editore, 1989.
- Roberto Meroi, 1896/1996 Udinese calcio, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 1996.
- Roberto Meroi, Storie dal balon e de Udinese, Liciniana, 2006.
- Roberto Meroi, L'Udinese è tutta un quiz, Andrea Moro Editore, 2010.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Udinese Calcio su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Udinese Calcio")
- Sito ufficiale
- FootStats, sito specializzato in statistiche del calcio italiano
- (DE, EN, IT) Profilo e statistiche su Transfermarkt.it