Società Sportiva Dilettantistica Calcio Città di Brindisi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Brindisi Calcio" rimanda qui. Se stai cercando la società calcistica fondata nel 1973 e scioltasi nel 1985, vedi Gioventù Brindisi Calcio.
BRINDISI FC
Calcio Football pictogram.svg
Biancazzurri, Messapici
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Bianco con V Blu.png bianco e azzurro
Simboli Cervo
Inno Ancora un goal
Dati societari
Città Brindisi
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Promozione
Fondazione 1912
Rifondazione 1931
Rifondazione 1990
Rifondazione 2004
Rifondazione 2015
Presidente Lorenzo Manzo
Allenatore Salvatore Antonio Nobile
Stadio Franco Fanuzzi
(7.600 posti)
Sito web www.asdbrindisi.it
Palmarès
Coccarda Coppa Italia LegaPro.png
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Si invita a seguire il modello di voce

Il Brindisi FC, meglio noto come Brindisi, è una società calcistica italiana con sede nella città di Brindisi.

Nel corso della sua storia, ha disputato sei campionati di Serie B, l'ultimo dei quali nella stagione 1975-1976, e si è aggiudicato una Coppa Italia di Serie C, nel 2003. Disputa le gare interne nello stadio Franco Fanuzzi.

Nella stagione 2014-15, esclusa dopo la sentenza del processo Dirty Soccer, è rimasta senza categoria.

Nella stagione 201516 è stata rifondata, con l'attuale nome, acquistando il titolo di un'altra società sportiva cittadina, la Real Paradiso Brindisi.

Attualmente milita nel campionato regionale di Promozione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini agli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Il calcio, a Brindisi, nasce nel 1910 per volontà di un ufficiale della Marina Militare trapiantato in città, con la fondazione del Brindisi Football Team[1]. Non si tratta, tuttavia, di una vera e propria società calcistica in quanto la squadra si limitava a sfidare gli equipaggi delle navi che attraccavano nel porto disputando, quindi, poche e sporadiche partite.

Lo stemma originale del 1912

Il 7 marzo del 1912, il Brindisi Football Team viene incorporato nella Polisportiva Brindisi Sport[1], sancendo, di fatto, la nascità della prima vera società calcistica brindisina.

La squadra diviene immediatamente la più forte della Puglia: battuto per 2-1 il Lecce ed aggiudicatasi a tavolino la vittoria contro il Bari, la Brindisi Sport, nel 1913, si laurea campione regionale[1].

Sette anni più tardi, nel 1920, partecipa, a Bari, alla costituzione del comitato regionale della Federazione Italiana Giuoco Calcio, cui ottiene l'affiliazione[2].

Negli anni successivi, la Brindisi Sport disputa vari campionati nelle serie minori ed in Serie C. Al termine della stagione 1945-1946, classificatasi 5ª nel girone E della Lega Centro-Sud della Serie C, viene ammessa d'ufficio in Serie B[3].

Nella stagione 1946-1947, all'esordio nella serie cadetta, il Brindisi, allenato da Remo Migliorini, si classifica 8^ nel girone C, con 31 punti realizzati, a pari merito con Palermo e Taranto.

La stagione successiva, al secondo anno in Serie B, ultima con soli 18 punti realizzati, retrocede in Serie C.

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1971-1972 il Brindisi, dal 1966 presenziato da Franco Fanuzzi, imprenditore edile affermato a livello nazionale, ed allenato dal brasiliano Luís Vinícius de Menezes (meglio noto come Luis Vinicio), vince il campionato di Serie C, classificandosi primo nel girone C, con un totale di 55 punti realizzati (cinque in più del Lecce, seconda classificata già a due giornate dal termine)[4]. Approda pertanto in Serie B, dopo venticinque anni trascorsi tra Serie C e Serie D.

La formazione della storica promozione in Serie B è la seguente: De Rossi, Sensibile, La Palma, Cantarelli, Fiorini, Castelletti, Renna, Giannattasio, Ferrari, Mazzei, Lombardo, Cremaschi[4]. Il capocannoniere della squadra è Cremaschi, con un totale di 13 reti realizzate.

Il Brindisi della stagione 1971-1972, vincitore del campionato e promosso in Serie B.

Nella stagione 1972-1973, la terza in Serie B nella storia della compagine biancazzurra, la neopromossa Brindisi, ancora allenata da Luís Vinício, si dimostra la sorpresa del campionato[5], classificandosi settima con 12 vittorie, 17 pareggi e 9 sconfitte, per un totale di 41 punti realizzati. Indelebili nella mente dei tifosi rimarranno le vittorie realizzate nelle due gare disputate contro la capolista Genoa, battuta per 3-0 al Fanuzzi il giorno della vigilia di Natale[5], ed 0-1 a Marassi nella gara di ritorno.

La stagione successiva il Brindisi, allenato da Gianni Di Marzio, si classifica terzultimo con 34 punti, a pari merito con Perugia, Reggiana e Reggina; quest'ultima retrocede in Serie C per la peggior differenza reti.

Nella stagione 1974-1975 il Brindisi ottiene la salvezza all'ultima giornata, pareggiando 1-1 in casa dell'Arezzo, in una storica trasferta che porta nel capoluogo toscano oltre quattromila supporters biancazzurri[6]. Termina la stagione al 12º posto, a pari meriti con Novara, SPAL e Taranto, con 35 punti realizzati e ad un solo punto dalla zona retrocessione.

Il campionato di Serie B 1975-1976 è il sesto e, ad oggi, l'ultimo disputato dal Brindisi nella serie cadetta. I biancazzurri terminano la stagione penultimi a 27 punti, e retrocedono in Serie C assieme a Piacenza e Reggiana.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel campionato 1982-1983 di Serie C2, la città di Brindisi è rappresentata da due squadre. Nel girone C, infatti, oltre alla compagine principale vi è anche la neopromossa Gioventù Brindisi: si tratta, per la città adriatica, dell'unico caso di un derby cittadino in una serie professionistica. Nei due scontri diretti, la due compagini si aggiudicano una vittoria a testa[7]; la Gioventù Brindisi, però, 16^ con un totale di 29 punti realizzati, retrocede nell'allora campionato Interregionale.

Nel campionato 1984-1985 di Serie C2 il Brindisi, allenato da Giancarlo Ansaloni, grazie ad un ottimo organico ed alle reti di Giorgio Tomba e Massimo Vitali[8], termina la stagione al primo posto ed ottiene la promozione in Serie C1, dove militerà per cinque stagioni consecutive, fino al 1990.

Nella stagione 1988-1989 la squadra sfiora quella che sarebbe potuta essere la terza promozione in Serie B della sua storia[9]. Si classifica infatti 4^ a pari merito con la Sassari Torres, con un totale di 39 punti realizzati ed a soli tre punti dal secondo posto, che le avrebbe garantito il salto di categoria.

Nel successivo campionato il Brindisi conclude il girone di andata in testa alla classifica, insieme al Taranto[9]. Nella seconda parte di stagione, però, a causa di problemi economici che colpiscono la società, i calciatori abbandonano la squadra in seguito al mancato pagamento dei loro stipendi[9]; i calciatori della prima squadra vengono sostituiti dai ragazzi delle giovanili[9] che, nonostante l'impegno profuso, non riescono ad evitare la retrocessione in C2. La squadra, infatti, conclude la stagione al 14º posto a pari punti con il Campania-Puteolana, contro cui perde lo spareggio-salvezza per 3-2.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 1990, in seguito alla mancata iscrizione al campionato di Serie C2, il Brindisi Sport fallisce[9].

In seguito al fallimento del Brindisi Sport, a scongiurare il rischio che la città di Brindisi non venga rappresentata da alcuna compagine calcistica, interviene una cordata di imprenditori locali, i quali nell'estate del 1990 fondano una nuova società, il Brindisi Calcio 1920[10].

La squadra viene iscritta al campionato di Serie D, dove militerà fino al 1994, anno in cui, in seguito ad un ulteriore collasso economico, è costretta a ripartire dal campionato di Eccellenza[11]. Qui resta fino al 2000, stagione in cui si classifica 2^ e vince i play-off nazionali che gli permettono di riapprodare in Serie D.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2001-2002 di Serie D, nonostante un inizio di campionato non entusiasmante, il Brindisi, allenato da Gigi Boccolini, termina il campionato al primo posto, con un totale di 64 punti realizzati. La squadra ed i tifosi festeggiano il ritorno ad un professionismo che manca da dodici anni con una giornata d'anticipo, grazie alla vittoria casalinga per 5-1 contro l'Altamura, penultima classificata.

Capocannoniere della squadra e uomo simbolo della promozione in C2 è l'argentino José Ignacio Castillo, che realizza 15 reti in 23 gare.

Prima dell'inizio del campionato di Serie C2 2002-2003, il Brindisi viene unanimemente considerato una delle squadre candidate alla vittoria del campionato[12], grazie all'allestimento di una rosa altamente competitiva, nella quale spiccano nomi di calciatori di categoria superiore, tra cui Giorgio Corona, Michele Menolascina, Pierluigi Orlandini, Vittorio Pinciarelli e Mino Francioso, brindisino doc.

La stagione si apre con una vittoria casalinga per 3-0 contro la Puteolana. Il Brindisi conduce un buon campionato e conclude la stagione al secondo posto, alle spalle del Foggia, che ottiene la promozione diretta in Serie C1. I biancazzurri portano a casa 17 vittorie, 11 pareggi e 6 sconfitte e totalizzano quindi 62 punti, nove in meno della capolista. Memorabile resta la vittoria per 0-3 nel posticipo serale contro la capolista Foggia, allo Zaccheria, sotto una fitta nevicata[13].

Nella semifinale dei play-off il Brindisi incontra l'Acireale, quinta classificata. Nella gara di andata, disputata in Sicilia, i biancazzurri vengono beffati da un tiro dalla distanza nei minuti finali, che regala ai siculi il goal dell'1-0. Nella gara di ritorno al Fanuzzi, si ripete quanto successo all'andata: il Brindisi, che a pochi minuti dal termine vince 3-2, viene beffato nei minuti di recupero da un tiro dalla distanza[14]. Il pareggio per 3-3 regala all'Acireale il passaggio al turno successivo, mentre per il Brindisi sfuma il sogno della promozione in Serie C1.

Magra conosolazione è il successo nella Coppa Italia di Serie C, che il Brindisi vince superando in finale nel doppio scontro diretto la Pro Patria (0-1 a Busto Arsizio, 1-1 in casa). Il Brindisi, quarta squadra pugliese dopo Foggia, Lecce e Casarano ad essersi aggiudicata il trofeo di categoria, diviene la quarta squadra ad aver portato a casa la Coppa militando in Serie C2.

La stagione successiva il campionato inizia sotto i migliori auspici, con la squadra in vetta alla classifica per buona parte della stagione.

La squadra partecipa inoltre alla Coppa Italia 2003-2004, in quanto vincitrice nella stagione precedente della Coppa Italia Serie C. Dopo aver superato la fase a gironi (vincendo 2 partite su 3 a tavolino ed un pareggio e risultando poi qualificata per sorteggio), la squadra approda al secondo turno, valevole per la qualificazione agli ottavi di finale. Qui incontra il Bologna di Carlo Mazzone, da cui viene eliminata nonostante l'inaspettata vittoria al Fanuzzi nella gara di andata per 3-2, grazie ad una doppietta del giovane brindisino Mino Iunco[15]; la gara di ritorno al Dall'Ara si conclude con un sonoro 3-0 per gli emiliani.

Alla vigilia dell'ultima giornata di campionato il Brindisi guida la classifica ed una vittoria gli consentirebbe il salto di categoria. I biancazzurri giocano a Barcellona Pozzo di Gotto contro l'Igea Virtus, trasferta cui prendono parte circa duemila tifosi brindisini pronti a festeggiare la promozione. La gara, però, nonostante il momentaneo vantaggio dei biancazzurri, si conclude con un pareggio per 1-1, a causa di un clamoroso errore del portiere biancazzurro Massimiliano Adami, che fa passare una palla del tutto innocua sotto la suola della propria scarpa, regalando il goal del pareggio ai siculi[16]. Intanto il Frosinone vince nella difficile trasferta di Melfi portando a casa tre punti che gli consentono di scavalcare il Brindisi e di centrare il salto di categoria. Per il secondo anno consecutivo il Brindisi sfiora la promozione diretta in Serie C1 classificandosi al secondo posto, questa volta beffato all'ultima giornata.

Nella semifinale play-off il Brindisi supera il Giugliano (1-2 in Campania, 0-0 in casa). Nella finale play-off i biancazzurri incontrano i siciliani del Vittoria, squadra neopromossa e classificatasi 5ª nella stagione regolare. Nella gara di andata i biancazzurri soccombono per 3-0, in un campo ai limiti della regolarità per via delle ridotte dimensioni; a nulla serve la vittoria per 1-0 al Fanuzzi nella gara di ritorno. Sfuma così nuovamente il sogno del salto di categoria.

Come già nell'aria da qualche tempo la società, per via del mancato assolvimento delle formalità per l'iscrizione al campionato di Serie C2 dell'anno successivo, viene esclusa dai campionati federali e cessa la propria attività.

Il 21 luglio 2004, dalle ceneri della precedente società cittadina, nasce il Football Brindisi 1912[17]. La prima compagine azionaria della nuova società è costituita da un nucleo di dieci imprenditori locali[18], tra i quali sono già presenti i fratelli Barretta che l'anno successivo decidono di acquisire il 100% delle quote societarie[19]. La squadra riparte dal campionato di Eccellenza usufruendo del Lodo Petrucci[20].

Al termine della stagione 2004-2005 del campionato di Eccellenza, il Brindisi totalizza ben 98 punti (31 vittorie, 5 pareggi, 2 sconfitte), che non gli sono però sufficienti a precedere il Monopoli che di punti ne totalizza 102. I biancazzuri terminano quindi la stagione al secondo posto, che garantisce la partecipazione ai play-off nazionali per la promozione in Serie D.

Nella semifinale play-off il Brindisi incontra i calabresi del Capo Vaticano, che supera nel doppio confronto grazie alle vittorie per 0-2 in Calabria e per 1-0 in casa. In finale, invece, il Brindisi si scontra con il Licata, agevolmente superato grazie a due vittorie per 3-0, sia in Sicilia che al Fanuzzi.

La prima stagione del Football Brindisi si conclude pertanto con la promozione in Serie D.

Nelle stagioni 2005-2006 e 2006-2007 il Brindisi conclude il campionato di Serie D al 5º posto, venendo eliminato nelle sfide di ripescaggio dal Monopoli prima, dall'Aversa Normanna l'anno seguente. La stagione successiva, il Brindisi termina la stagione al 6º posto, non ottenendo, quindi, nemmeno un posto nella griglia play-off.

Ai nastri di partenza della stagione 2008-2009, il Brindisi di Massimo Silva si presenta con importanti ambizioni. Nelle prime sette giornate ottiene altrettante vittorie, e conduce un campionato di vertice per l'intera stagione, raggiungendo la matematica promozione in Lega Pro Seconda Divisione (ex C2) con tre giornate d'anticipo, riuscendo a strappare una difficile vittoria al Matera per 2-1. Il capocannoniere della squadra, nonché del gir. H della Serie D, è Fernando Galetti con 23 goal realizzati.

Riapprodata in Lega Pro Seconda Divisione dopo cinque anni di assenza dal professionismo, la neopromossa Brindisi realizza 57 punti, avendo ottenuto 16 vittorie, 9 pareggi e 9 sconfitte. Conclude la stagione 2009-2010 al 4º posto, valevole un posto nella griglia play-off.

In virtù della classifica, il Brindisi incontra nella semifinale play-off la Cisco Roma, 3ª classificata nella stagione regolare. Sia la gara di andata che la gara di ritorno, al Flaminio, terminano 0-0: a passare il turno è la compagine romana, in virtù del miglior piazzamento ottenuto in campionato.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del Brindisi utilizzato dal 2011 al 2015

L'estate 2010 è una delle più travagliate per il calcio brindisino. Prima del termine del campionato, i fratelli Barretta comunicano che al termine della stagione abbandoneranno la guida della società. Intanto, numerose sono le società di Prima Divisione che vengono dichiarate fallite: la presentazione della domanda di ripescaggio (il cui termine ultimo per la consegna è il 23 luglio) garantirebbe al Brindisi il salto di categoria. Tale domanda, però, non viene presentata dai fratelli Barretta; né, tantomeno, vi sono, secondo quanto affermato dai presidenti uscenti, validi e sicuri acquirenti pronti a rilevare la società e a presentare la domanda di ripescaggio.

Il 13 agosto 2010, un gruppo che fa capo all'ex direttore generale del Potenza Calcio Vittorio Galigani rileva il 100% delle quote del Football Brindisi, di cui diviene il nuovo presidente[21]. Lo stesso Galigani, il 23 gennaio 2011, con un lungo comunicato sul sito ufficiale della società, rimette il suo mandato[22] e presidente della società diventa Antonio Pupino[23].

Al termine di una stagione disastrosa la società, sommersa dai debiti, fallisce. Si conclude così la corta parabola del Football Brindisi 1912.

La Società Sportiva Dilettantistica Calcio Città di Brindisi[24] nasce dalle ceneri delle precedenti compagini calcistiche locali il 29 luglio 2011 grazie all'impegno degli imprenditori Giuseppe Roma e Guido Sernicola e dell'ex calciatore della Brindisi Sport Roberto Quarta, che viene nominato presidente. Fondamentale è il ruolo svolto dall'amministrazione comunale che si prodiga affinché la neonata società possa ripartire dal campionato di Serie D[25].

Il Città di Brindisi, la cui panchina è affidata a Luigi Boccolini, esordisce a Trani battendo la squadra di casa per 0-3, ma conduce un inizio di campionato fatto di alti e bassi. Il 5 ottobre viene annunciato l'ingresso in società di tre nuovi soci: Roberto Galluzzo, Mario Spinelli e Annino De Finis[26]. Si palesa subito l'attrito tra De Finis e Quarta il quale, in seguito a due mesi di caos assoluto, viene sfiduciato dal consiglio di amministrazione[27].

Nel frattempo, il 7 marzo 2012, ricorre il centesimo anniversario della nascita del calcio brindisino. Nonostante il delicato momento a livello societario, vengono organizzate una serie di iniziative per celebrare il centenario, tra cui una partita amichevole contro il Bari, che i biancorossi vincono per 0-1[28].

In seguito alle dimissioni di mister Boccolini, viene scelto come allenatore Vincenzo Maiuri[29] il quale, grazie anche all'acquisto di alcuni nuovi titolari durante il mercato di riparazione, riesce ad inanellare una serie di risultati positivi che permettono al Brindisi di chiudere il campionato al 5º posto, valevole la partecipazione ai play-off per il ripescaggio in Seconda Divisione dai quali, tuttavia, il Brindisi viene subito eliminato, sconfitto per 3-1 dalla Sarnese, classificatasi seconda durante la stagione regolare.

Alla vigilia della nuova stagione, si apre un nuovo scontro societario incentrato sulla scelta dell'allenatore, che porta alle dimissioni di De Finis[30]. La panchina viene affidata a Cosimo Francioso[31], già calciatore ed allenatore del Brindisi.

L'inizio di stagione è altalenante. Nel mese di dicembre, in seguito alle due sconfitte consecutive per 1-4 in casa del Sant'Antonio Abate e per 5-1 al Fanuzzi ad opera della Battipagliese, e con la squadra relegata in quart'ultima posizione, mister Francioso rassegna le proprie dimissioni. La panchina viene affidata al tecnico salentino Salvatore Ciullo[32].

Nel frattempo, i soci abbandonano la società e cedono le proprie quote ad un prezzo simbolico. A partire dal mese di marzo, Antonio Flora, da mesi interessato all'ingresso in società, diviene il nuovo patron del Brindisi[33].

La squadra si allontana gradualmente dalle sabbie mobili del fondo della classifica, raggiunge la matematica salvezza alla penultima giornata, in casa del Matera, con un rocambolesco pareggio per 3-3[34], e conclude la stagione all'ottavo posto.

Il 25 agosto 2013 il Brindisi affronta, in casa, allo stadio Franco Fanuzzi, il Monopoli, gara disputata per il Primo Turno della Coppa Italia Serie D 2013-2014, terminata con uno 2-1. Il campionato della squadra mediterranea ha inizio allo Stadio Atlantico D'Amuri, dove rifila un 0-3 in casa del Grottaglie. L'8 settembre 2013, la squadra biancoazzurra, disputa la prima gara del campionato in casa, pareggiando poi con il Gladiator per 0-0. Dopo pochi giorni, si disputano i Trentaduesimi di Finale della Coppa Italia Serie D 2013-2014; la squadra pugliese, affronta il Nardò, ospitati allo Stadio Giovanni Paolo II, in un derby che termina 2-1 a favore degli ospiti. Dopo due vittorie, un pareggio con il Matera e una sconfitta con il Monopoli per 3-2, in trasferta, la squadra del Mister Salvatore Ciullo, affronta in casa il Bisceglie per i Sedicesimi di Finale della Coppa Italia Serie D che vede la squadra salentina vincere ai tiri di rigore per 5-4. Il 20 ottobre 2013, sempre in casa, arriva la squadra campana Progreditur Marcianise, attuale capolista, che viene sconfitta per 2-0 grazie alle reti di Nicola Loiodice e Cosimo Tedesco che portano al terzo posto il Brindisi a paripunti con il Monopoli Calcio e Turris Neapolis. Il 27 ottobre 2013 incassa una sconfitta in casa del Real Metapontino. La gara viene disputata in campo neutro, sempre nella provincia di Matera, nel comunale di Policoro; i biancoazzurri vengono sconfitti per 1-0. Perde due posti in gradautoria, occupando la quinta posizione staccata, dalla vetta, occupata da ben tre squadre, per soli tre punti. Viene esonerato Ciullo e subentra Chiricallo. La squadra biancoazzurra, termina il campionato del girone H della Serie D con un pareggio in territorio campano,dopo aver pareggiato la gara interna con il San Severo. Si classifica al sesto posto della griglia, perdendo il diritto di partecipare ai play-off.

Il 31 agosto 2015 dopo l'inchiesta Dirty Soccer in cui la società era coinvolta direttamente, viene esclusa dal campionato di Serie D. Il 6 settembre è stato reso noto che la società non si iscriveva al campionato di Promozione Puglia. Successivamente, venne creato un nuovo sodalizio denominato A.S.D. Brindisi rilevando il titolo sportivo del Real Paradiso partecipante al campionato di Prima Categoria[35].

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della Società Sportiva Dilettantistica Calcio Città di Brindisi
  • 1912 - Nasce il Brindisi Sport.
  • 1913 - Campione regionale.
  • 1913-14 - Partecipa al Campionato pugliese di Seconda Categoria.

  • 1928-29 - 2° nel Direttorio pugliese di Terza Divisione. Green Arrow Up.svg Promosso in Seconda Divisione.
  • 1929-30 - 4° nel girone C del Direttorio Meridionale di Seconda Divisione. Green Arrow Up.svg Ammesso d'ufficio in Prima Divisione.

  • 1930-31 - 11° nel girone F di Prima Divisione. The death.svg Si ritira dai ranghi federali per dissesto finanziario.
  • 1935-36 - 1° nel girone pugliese di Seconda Divisione. Green Arrow Up.svg Promosso in Prima Divisione.
  • 1936-37 - Nel girone C del Direttorio pugliese di Prima Divisione.
  • 1937-38 - 3° nel girone unico pugliese di Prima Divisione. Green Arrow Up.svg Ammesso d'ufficio in Serie C.
  • 1938-39 - 5° nel girone H di Serie C.
  • 1939-40 - 9° nel girone H di Serie C.

  • 1940-41 - 5° nel girone H di Serie C.
  • 1941-42 - 11° nel girone H di Serie C.
  • 1942-43 - 7° nel girone M di Serie C.
  • 1943-45 - Pausa bellica.
  • 1945-46 - 5° nel girone E della Lega Centro-Sud di Serie C. Green Arrow Up.svg Ammesso d'ufficio in Serie B.
  • 1946-47 - 8° nel girone C di Serie B.
  • 1947-48 - 18° nel girone C di Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C.
  • 1948-49 - 13° nel girone D di Serie C.
  • 1949-50 - 8° nel girone D di Serie C.

  • 1950-51 - 9° nel girone D di Serie C.
  • 1951-52 - 7° nel girone D di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in IV Serie.
  • 1952-53 - 10° nel girone G di IV Serie.
  • 1953-54 - 12° nel girone H di IV Serie.
  • 1954-55 - 17° nel girone G di IV Serie. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1955-56 - 16° in Promozione Pugliese. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Prima Divisione.
  • 1956-57 - In Prima Divisione.
  • 1957-58 - In Prima Divisione. Green Arrow Up.svg Ammesso d'ufficio nel Campionato Dilettanti.
  • 1958-59 - 16° nel girone B del Campionato Pugliese Dilettanti. Green Arrow Up.svg Ammesso d'ufficio in Serie D.
  • 1959-60 - 16° nel girone E di Serie D. Ripescato.

  • 1960-61 - 10° nel girone E di Serie D.
  • 1961-62 - 2° nel girone E di Serie D.
  • 1962-63 - 2° nel girone E di Serie D.
  • 1963-64 - 11° nel girone F di Serie D.
  • 1964-65 - 3° nel girone E di Serie D.
  • 1965-66 - 4° nel girone E di Serie D.
  • 1966-67 - 4° nel girone E di Serie D, per penalizzazione inflitta dalla FIGC, annullante il 1º posto ottenuto sul campo.
  • 1967-68 - 1° nel girone H di Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C.
  • 1968-69 - 4° nel girone C di Serie C.
  • 1969-70 - 2° nel girone C di Serie C.

  • 1970-71 - 3° nel girone C di Serie C.
  • 1971-72 - 1° nel girone C di Serie C. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
  • 1972-73 - 7° in Serie B.
  • 1973-74 - 17° in Serie B.
  • 1974-75 - 12° in Serie B
  • 1975-76 - 19° in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C.
  • 1976-77 - 10° nel girone C di Serie C.
  • 1977-78 - 20° nel girone C di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C2.
  • 1978-79 - 10° nel girone C di Serie C2.
  • 1979-80 - 3° nel girone D di Serie C2.

  • 1980-81 - 7° nel girone D di Serie C2.
  • 1981-82 - 5° nel girone D di Serie C2.
  • 1982-83 - 7° nel girone C di Serie C2.
  • 1983-84 - 12° nel girone C di Serie C2.
  • 1984-85 - 1° nel girone D di Serie C2. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C1.
  • 1985-86 - 11° nel girone B di Serie C1.
  • 1986-87 - 11° nel girone B di Serie C1.
  • 1987-88 - 14° nel girone B di Serie C1.
  • 1988-89 - 4° nel girone B di Serie C1.
  • 1989-90 - 15° nel girone B di Serie C1. Perde lo spareggio con il Campania Puteolana. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C2.

  • 1990 - The death.svg Il Brindisi Sport fallisce. Nasce il Brindisi Calcio 1920, che riparte dal Campionato Interregionale.
  • 1990-91 - 3° nel girone L del Campionato Interregionale.
  • 1991-92 - 6° nel girone I del Campionato Interregionale.
  • 1992-93 - 9° nel girone G del Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1993-94 - 5° nel girone H del Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1994 - The death.svg In seguito ad un ulteriore collasso economico, il Brindisi Calcio è costretto a ripartire dal campionato di Eccellenza.
  • 1994-95 - 10° in Eccellenza pugliese.
  • 1995-96 - 10° in Eccellenza pugliese.
  • 1996-97 - 5° in Eccellenza pugliese.
  • 1997-98 - 12° in Eccellenza pugliese.
  • 1998-99 - 11° in Eccellenza pugliese.
  • 1999-2000 - 2° in Eccellenza pugliese. Vince i play-off nazionali. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie D.

  • 2000-01 - 7° nel girone H di Serie D.
  • 2001-02 - 1° nel girone H di Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C2.
  • 2002-03 - 2° nel girone C di Serie C2. Eliminato in semifinale play-off dall'Acireale. Coccarda Italia.svg Vince la Coppa Italia di Serie C.
  • 2003-04 - 2° nel girone C di Serie C2. Eliminato in finale play-off dal Vittoria.
  • 2004 - The death.svg Il Brindisi Calcio fallisce. Nasce il Football Brindisi 1912, che usufruendo del Lodo Petrucci riparte dal campionato di Eccellenza.
  • 2004-05 - 2° in Eccellenza pugliese. Vince i play-off nazionali. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie D.
  • 2005-06 - 5° nel girone H di Serie D. Eliminato nei play-off dal Monopoli.
  • 2006-07 - 5° nel girone H di Serie D. Eliminato nei play-off dall'Aversa Normanna.
  • 2007-08 - 6° nel girone H di Serie D.
  • 2008-09 - 1° nel girone H di Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Lega Pro Seconda Divisione.
  • 2009-10 - 4° nel girone C di Lega Pro Seconda Divisione. Eliminato in semifinale play-off dall'Atletico Roma.

  • 2010-11 - 13° nel girone C di Lega Pro Seconda Divisione.
  • 2011 - The death.svg Il Football Brindisi 1912 fallisce. Nasce il Città di Brindisi, che viene ammesso al campionato di Serie D.
  • 2011-12 - 5° nel girone H di Serie D. Eliminato in semifinale play-off dalla Sarnese.
  • 2012-13 - 8° nel girone H di Serie D.
  • 2013-14 - 6° nel girone H di Serie D.
  • 2014-15 - 5° nel girone H di Serie D. US Department of Justice Scales Of Justice.svg Escluso dal campionato in seguito al processo Dirty Soccer.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2015 - The death.svg Il Città di Brindisi fallisce. Nasce l'A.S.D. Brindisi che acquista il titolo del Real Paradiso Brindisi partecipante al campionato di Prima Categoria.
  • 2015-2016 - 2° nel girone B della Prima Categoria Puglia. Perde i play-off contro il Puglia Sport Laterza, ma viene Green Arrow Up.svg promosso in Promozione per ripescaggio.
  • 2016-17 - 8° nel girone B della Promozione Puglia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

La prima maglia biancazzurra (Brindisi-Lecce, 13 dicembre 1938).

I colori sociali del Brindisi sono il bianco e l'azzurro. La prima maglia è bianca, con uno scaglione rovesciato azzurro sul petto. La seconda maglia è a tinte inverse, azzurra con scaglione bianco.

Al momento della fondazione, nel 1912, la maglia del Brindisi era a bande verticali bianche e rosse[1].

Il bianco e il rosso resistettero fino al 13 dicembre 1938 quando, in occasione di un derby con il Lecce, dovettero far posto al bianco e all'azzurro, colori che richiamavo quelli del gonfalone della provincia brindisina, istituita nel 1927. La maglia utilizzata era bianca, con una sola banda orizzontale azzurra, al centro[36].

Il Brindisi 1966-67, stagione in cui fa l'esordio la maglia con lo scaglione rovesciato sul petto.

Dalla stagione 1966-67, per volontà del presidente Franco Fanuzzi, la precedente casacca fu sostituita dalla ormai storica maglia con scaglione sul petto[37] che, fatta eccezione per alcune stagioni, è stata utilizzata ininterrottamente fino ai giorni nostri.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale stemma del Brindisi è uno scudo di colore azzurro, su cui capeggia il nome della società, in bianco. Al centro vi è una testa di cervo, simbolo della città di Brindisi e del suo porto, sormontato dalle Colonne Terminali della Via Appia, monumento simbolo della città, a loro volta sormontate dalla corona di città. In basso, uno scaglione bianco rovesciato, riferimento alla maglia, nonché simbolo della squadra.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso del Campo Sportivo del Littorio (fine anni Venti).

Il Brindisi disputa le gare interne nello stadio Franco Fanuzzi[38], situato in via Benedetto Brin, nel Rione Casale. Lo stadio è intitolato allo storico presidente Franco Fanuzzi, imprenditore edile che alla guida del sodalizio biancazzurro dal 1966 al 1974, anno della sua morte, traghettò la squadra dalla Serie D alla Serie B.

All'inizio del ventesimo secolo, Brindisi non disponeva di un vero e proprio campo sportivo. Da campo da gioco fungeva lo spiazzo antistante la Chiesa della Pietà, dove qualche anno dopo sarebbero sorti il Liceo Ginnasio ed il Parco della Rimembranza.

Quando, nel 1927, fu istituita la provincia di Brindisi l'allora prefetto, appena nominato, resosi conto che Brindisi non disponeva di un campo sportivo, sollecitò i venti potestà dei venti comuni appartenenti alla neonata provincia affinché ne finanziassero la costruzione. Il 27 ottobre 1929, alla presenza del Segretario del Partito Nazionale Fascista Achille Starace, che in quel periodo ricopriva anche la carica di Presidente del CONI, fu inaugurato, nel Rione Casale, il Campo Sportivo del Littorio, l'attuale Stadio Franco Fanuzzi.

Il Fanuzzi, oggi, è composto da due curve (la Curva Sud "Michele Stasi", dove prende posto la tifoseria organizzata locale, e la Curva Nord, che funge da settore ospiti) da una gradinata e da una tribuna, per una capienza complessiva di 7.600 posti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito web ufficiale della società.[39]

Staff dell'area amministrativa
  • Presidente: Italia Lorenzo Manzo
  • Vice Presidente: Italia Consiglia Lacorte
  • Direttore Generale: Italia Cosimo Francioso

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori del Brindisi


Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

2002-2003

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie B 6 1946-1947 1975-1976 6
Prima Divisione 1 1930-1931 22
Serie C 16 1938-1939 1977-1978
Serie C1 5 1985-1986 1989-1990
Seconda Divisione 1 1929-1930 25
IV Serie 3 1952-1953 1954-1955
Serie D 10 1959-1960 2014-2015
Serie C2 9 1978-1979 2003-2004
Lega Pro Seconda Divisione 2 2009-2010 2010-2011
Campionato Nazionale Dilettanti 3 1958-1959 1993-1994 14
Campionato Interregionale 2 1990-1991 1991-1992
Serie D 9 2000-2001 2013-2014

In 79 stagioni sportive disputate a livello nazionale e nei massimi campionati regionali dal 1928. Sono escluse le annate dal 1931 al 1935, e dal 1956 al 1958.

Campionati regionali
Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
I Prima Divisione 2 1936-1937 1937-1938 12
Terza Divisione 1 1928-1929
Seconda Divisione 1 1935-1936
Promozione 1 1955-1956
Eccellenza 7 1994-1995 2004-2005
II Seconda Divisione 1 1935-1936 1

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Con 297 presenze, Roberto Taurino (che ha vestito la casacca biancazzurra fino al 2012) è il calciatore che ha disputato il maggior numero di partite con il Brindisi[40]. Segue, con 277 presenze, Mario Brugnerotto, al Brindisi negli anni settanta[41].

Record di presenze

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nelle gare interne, disputate nello Stadio Franco Fanuzzi, la tifoseria organizzata biancazzura prende posto nella Curva Sud "Michele Stasi", intitolata ad un ultras brindisino scomparso a causa di un incidente sul posto di lavoro, all'età di 36 anni. Il gruppo portante dell curva sono i "Teenager Korps 1988"[senza fonte].

Gemellaggi e rivali[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi

Gli ultras brindisini hanno un unico gemellaggio, con il Foligno che dura da più di 20 anni. Vecchia amicizia si ha con la tifoseria del Giugliano, mentre con l'Aversa Normanna c'è un'amicizia nata, da qualche anno, dal comune odio nei confronti della tifoseria barlettana.

Rivalità

La tifoseria brindisina ha molte rivalità in Puglia e in Campania. Il derby con la rivale di sempre viene disputato contro il Monopoli, con numerosi scontri tra le due tifoserie. Altre rivalità sentite sono con le tifoserie di Foggia, Barletta, Fidelis Andria, Fasano e Lecce anche se con quest'ultima il derby manca da troppo tempo e la rivalità per i leccesi non è più sentita come prima. Minori rivalità si hanno con le tifoserie di Manfredonia, Casarano, Casertana, Nocerina, Turris, Matera, Gallipoli, Ostuni e Frosinone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Storia - Capitolo I - Gli albori del calcio brindisino, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  2. ^ Storia - Capitolo II - La Grande Guerra ed il letargo del calcio, la lenta ripresa degli anni Venti, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  3. ^ Storia - Capitolo V - Il secondo dopoguerra e la prima Serie B, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  4. ^ a b Storia - Capitolo X - La scalata del Commendatore alla Serie B, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  5. ^ a b Storia - Capitolo XI - Il grande Brindisi, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  6. ^ Storia - Capitolo XII - Il Brindisi dopo la morte del Commendatore, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  7. ^ La stracittadina Brindisi Sport - Gioventù Brindisi, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  8. ^ Storia - Capitolo XIII - Il Brindisi di Pascali, finalmente C1, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  9. ^ a b c d e Storia - Capitolo XIV - Dall'illusione del ritorno in Serie B al fallimento: la fine della Brindisi Sport, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  10. ^ Storia - Capitolo XV - Il Brindisi Calcio 1920, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  11. ^ Storia - Capitolo XV - Il Brindisi Calcio 1920, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  12. ^ Storia - Capitolo XV - Il Brindisi Calcio 1920, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  13. ^ Il Brindisi rovina la festa al Foggia, La Gazzetta dello Sport, 08.04.2003
  14. ^ Ventura firma la festa dell'Acireale, La Gazzetta dello Sport, 02.06.2003
  15. ^ Troppo Brindisi, Bologna ubriaco, La Gazzetta dello Sport, 03.10.2003
  16. ^ Igea Virtus - Brindisi 1-1, Brundisium.net, 09.05.2004
  17. ^ Storia - Capitolo XVI - La corta parabola del Football Brindisi 1912, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  18. ^ Storia - Capitolo XVI - La corta parabola del Football Brindisi 1912, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  19. ^ Storia - Capitolo XVI - La corta parabola del Football Brindisi 1912, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  20. ^ Storia - Capitolo XVI - La corta parabola del Football Brindisi 1912, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  21. ^ Passaggio avvenuto, il Football Brindisi è nelle mani di Galigani, BrindisiReport.it, 12.08.2010
  22. ^ Football Brindisi, Galigani si dimette, BrindisiReport.it, 23.01.2011
  23. ^ Galigani se ne va, Pupino diventa presidente, BrindisiReport.it, 27.01.2011
  24. ^ È nata la S.S. Città di Brindisi, Brundisium.net, 29.07.2011
  25. ^ Il Città di Brindisi è in Serie D, Brundisium.net, 05.08.2011
  26. ^ Brindisi: Spinelli, Galluzzo e De Finis nel nuovo CdA, Brundisium.net, 05.10.2011
  27. ^ I soci sfiduciano il presidente Quarta, BrindisiMagazine.it, 02.11.2011
  28. ^ Partita del Centario: 0-1 con il Bari, BrindisiReport.it, 07.03.2012
  29. ^ Maiuri nuovo allenatore del Brindisi, resport.it, 02.12.2011
  30. ^ De Finis si dimette, ecco la sua lettera, BrindisiMagazine.it, 27.06.2012
  31. ^ Brindisi, Francioso nuovo allenatore, BrindisiReport.it, 02.07.2012
  32. ^ Salvatore Ciullo è il nuovo allenatore del Brindisi, BrindisiMagazine.it, 04.12.2012
  33. ^ Flora è il nuovo presidente del Città di Brindisi, BrindisiOggi.it, 15.03.2013
  34. ^ Matera bello e sprecone, il Brindisi festeggia la salvezza con un rocambolesco 3-3, sassilive.it, 28.04.2013
  35. ^ Scheda squadra Brindisi (Ex Real Paradiso) - Tuttocampo.it, su www.tuttocampo.it. URL consultato l'11 gennaio 2016.
  36. ^ Storia - Capitolo III - I sogni di gloria degli anni Trenta, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  37. ^ Storia - Capitolo VIII - Il miracolo economico ed il risvegli del calcio, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  38. ^ Stadio "Franco Fanuzzi", Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  39. ^ Organigramma societario, cittadibrindisicalcio.it., Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"
  40. ^ Intervista a Roberto Taurino: "297 presenze, il mio record con la maglia del Brindisi: ne sono orgoglioso", TeleBrindisiWebTV, 20.01.2013
  41. ^ Taurino e il record di Brugnerotto, BrindisiReport.it, 01.10.2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]