Nazionale di calcio dell'Inghilterra

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Inghilterra Inghilterra
Stemma
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione The FA
The Football Association
Confederazione UEFA
Codice FIFA ENG
Soprannome Three Lions
(Tre leoni)
Selezionatore Inghilterra Gareth Southgate
Record presenze Peter Shilton (125)
Capocannoniere Wayne Rooney (53)
Stadio Wembley Stadium
(90 000 posti)
Ranking FIFA 12º (7 giugno 2018)
Esordio internazionale
Scozia Scozia 0 - 0 Inghilterra Inghilterra
Glasgow, Regno Unito, 30 novembre 1872
Migliore vittoria
Irlanda Irlanda 0 - 13 Inghilterra Inghilterra
Belfast, Regno Unito, 18 febbraio 1882
Peggiore sconfitta
Ungheria Ungheria 7 - 1 Inghilterra Inghilterra
Budapest, Ungheria, 23 maggio 1954
Campionato del mondo
Partecipazioni 15 (esordio: 1950)
Miglior risultato Oro Campioni nel 1966
Campionato d'Europa
Partecipazioni 9 (esordio: 1968)
Miglior risultato Bronzo Terzo posto nel 1968 e semifinalista nel 1996

La nazionale di calcio dell'Inghilterra (in inglese England national football team) è la selezione calcistica rappresentativa dell'Inghilterra ed è posta sotto l'egida della Federazione calcistica inglese. Insieme a quella scozzese, è la nazionale di calcio più antica del mondo.

Ha conquistato un campionato del mondo nell'edizione del 1966 giocata in casa. Per quanto riguarda i risultati ai campionati europei, gli unici piazzamenti di rilievo sono il terzo posto nell'edizione del 1968 e la semifinale nell'edizione casalinga del 1996; quella inglese è l'unica Nazionale, tra le vincitrici della Coppa del Mondo, a non aver mai conquistato l'alloro continentale.[1]

La posizione più alta raggiunta nella classifica mondiale della FIFA è il 3º posto dell'agosto 2012, mentre la più bassa è il 27º posto del febbraio 1996; occupa attualmente il 12º posto.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione d'epoca circa il primo incontro di calcio fra inglesi e scozzesi, 1872

Il primo incontro internazionale che gli annali del calcio registrarono fu disputata fra le due compagini britanniche all'Hamilton Crescent di Glasgow il 30 novembre 1872 e terminò con un pareggio a reti inviolate. Da allora la nazionale albionica ha disputato oltre 800 partite internazionali contro squadre nazionali di tutto il mondo, anche se i primi confronti avvennero quasi esclusivamente all'interno delle isole britanniche sia come amichevoli, sia nell'ambito del cosiddetto Torneo Interbritannico (British Home Championship).[3]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Torneo Interbritannico.

Nelle prime edizioni delle Olimpiadi presero parte rappresentative del Regno Unito variamente composte. Queste rappresentative vinsero gli ori nel 1900, 1908 e 1912.
Nel 1900 il calcio era al suo esordio olimpico assoluto, venne disputato un torneo dimostrativo al quale parteciparono sole tre squadre; trionfò la squadra dilettantistica dell'Upton Park F.C (un sobborgo di Londra) che, ovviamente, rappresentò il Regno Unito. Nel 1908 venne disputato il primo torneo olimpico di calcio ufficiale, in questo torneo e in quello 1912, il Regno Unito venne rappresentato dalla propria nazionale, questo permise al suo commissario tecnico di raccogliere giocatori dilettanti delle quattro federazioni.

Nonostante ciò, non è del tutto esauriente quello che si riporta da più parti, cioè che gli inglesi si arrogassero il ruolo di inventori del calcio e, di conseguenza, non intendessero mescolarsi alle altre nazionali: la Federcalcio inglese entrò infatti a far parte della FIFA nei primissimi anni di vita della federazione internazionale (1906); tuttavia ne uscì nella seconda metà degli anni venti (per la precisione nel 1928) a causa di una serie di divergenze con i vertici (soprattutto francesi) dell'associazione.[4]

Tra i motivi d'attrito vi era l'idea da parte della FIFA, e di Jules Rimet in particolare, di organizzare un proprio campionato mondiale di calcio alternativo al torneo olimpico: questo fatto avrebbe oscurato l'Home Championship e, soprattutto, messo in crisi il sistema delle amichevoli di lusso gestito in proprio dalla potente federazione inglese. Pure, vi erano differenze di vedute sull'introduzione del professionismo nel calcio, evento già consumatosi da tempo sulle isole britanniche, ma visto ancora con sospetto da parte della dirigenza mondiale, che condivideva una visione decoubertiniana dello sport.

La nazionale inglese nel 1893, prima di una sfida contro la Scozia

In tal modo la nazionale dei tre leoni (così soprannominata per via del suo stemma) non prese parte alle prime tre edizioni dei mondiali di calcio, salvo riservarsi il privilegio di mettere in palio il "proprio" titolo morale invitando a misurarsi con loro le squadre di volta in volta ritenute degne. Si ricordano a questo proposito i memorabili incontri con il Wunderteam di Hugo Meisl nel 1932 e con l'Italia di Vittorio Pozzo, campione del mondo nel 1934 e 1938. Le due sfide con gli azzurri vennero giocate rispettivamente a Londra (3-2 per l'Inghilterra) e a Milano (2-2). La prima partita è nota come "battaglia di Highbury".

Anni 1940 e 1950[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di calcio 1966.

L'Inghilterra ritornò a far parte del mondo calcistico ufficiale negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, quando uno spirito di collaborazione sovranazionale pareva attraversare il mondo, anche sportivo. Nel 1946 la Football Association ridivenne membro della FIFA, nel 1948 si tennero i primi giochi olimpici del dopoguerra proprio nella capitale inglese e due anni dopo anche il calcio era pronto a ritrovare la sua competizione principale.

L'umiliazione brasiliana[modifica | modifica wikitesto]

Il battesimo inglese nella Coppa Rimet si tenne dunque ai Mondiali brasiliani del 1950, in cui gli inglesi furono eliminati nel girone preliminare. Infatti, dopo una vittoria per 2-0 contro il Cile, la nazionale inglese patì un'inattesa e clamorosa sconfitta contro gli Stati Uniti, che vinsero 1-0 (gol di Gaetjens). La successiva sconfitta per 1-0 con la Spagna (rete di Zarra) affossò definitivamente le loro velleità di riscatto.

Billy Wright, storico capitano inglese negli anni 1950

Ma lo schiaffo peggiore per i giocatori inglesi arrivò il 25 novembre 1953, quando l'Ungheria guidata da Puskás fu la prima nazionale non britannica ad espugnare la "tana" di Wembley battendo i padroni di casa per 3-6. Desiderosi di rivincita, gli inglesi vollero organizzare una nuova partita pochi mesi dopo: il 23 maggio 1954 a Budapest la nazionale dei tre leoni voleva dimostrare che la sconfitta di Wembley era stato solo un episodio, ma i magiari inflissero all'Inghilterra un umiliante 7-1, a tutt'oggi la più pesante sconfitta della nazionale inglese.

Nel mondiale elvetico del 1954 fu l'Uruguay a sconfiggere gli ex maestri nei quarti di finale, mentre nell'edizione del 1958 fu necessario uno spareggio contro l'Unione Sovietica al primo turno, che vide gli inglesi uscire nuovamente sconfitti.

Anni 1960: il ciclo Ramsey e il titolo del 1966[modifica | modifica wikitesto]

Nel mondiale 1962 in Cile, toccò al Brasile, futuro campione del mondo, eliminare gli inglesi ai quarti.

La nazionale d'oltremanica dovette attendere il mondiale casalingo del 1966 per riuscire a prevalere. La squadra di casa si presentava con i favori del pronostico, perché finalmente in grado di schierare una formazione composta da grandi campioni, come i fratelli Jack e Bobby Charlton, Bobby Moore e Gordon Banks, guidati dalla sagacia tattica di Alf Ramsey. In un mondiale dal basso livello di spettacolo, la formazione di casa superò il primo turno grazie ad un'attenta difesa (quattro gol fatti e nessuno subito). In seguito gli inglesi sconfissero non senza difficoltà l'Argentina per 1-0 (rete di Hurst al 79'): gli inglesi riuscirono a segnare solo dopo che l'arbitro tedesco ebbe espulso il capitano argentino Antonio Rattín, reo di avergli dato un'occhiata ironica dopo una decisione controversa (come dichiarò in seguito lo stesso arbitro, non gli piaceva l'espressione della sua faccia)[5]. In semifinale ebbero ragione del Portogallo: un gol di Eusébio non bastò contro la doppietta di Bobby Charlton.

Il capitano Bobby Moore riceve dalle mani della regina Elisabetta II la Coppa Rimet vinta al campionato del mondo 1966

La finale contro la Germania Ovest, duecentesima partita nella storia dei mondiali, fu una tra le partite più importanti di tutti i tempi: nei 90' regolamentari, la Germania andò in vantaggio con Haller (12'). L'Inghilterra riequilibrò il risultato sei minuti dopo con Hurst e poi passò a condurre con Peters al 78'. All'ultimo minuto, quando i giochi sembravano fatti, Weber riportò il risultato in equilibrio segnando un gol assai contestato dai padroni di casa che lamentavano un fallo di mano dell'attaccante tedesco.

All'undicesimo minuto del primo tempo supplementare Geoff Hurst scoccò un tiro rapido e potente: la palla colpì il lato inferiore della traversa, rimbalzò sulla linea e ritornò in campo. L'azione fu molto veloce e l'arbitro, lo svizzero Dienst, non fu in grado di capire se il pallone avesse interamente oltrepassato la linea di porta e chiese il parere dell'assistente più vicino, il sovietico Tofik Bachramov, che convalidò il gol. Le riprese televisive dimostrarono poi in modo inequivocabile che la palla era rimbalzata sulla linea, senza superarla.[6] Con la Germania sbilanciata in avanti alla ricerca del pareggio, i leoni misero a segno un altro gol proprio allo scadere, ancora con Geoff Hurst, che divenne così l'unico giocatore ad aver segnato una tripletta in una finale mondiale. Il risultato di 4-2 consegnò agli inventori del gioco del calcio, che ricevettero la coppa dalle mani della regina in persona, il loro unico trofeo mondiale.

Anni 1970: il declino[modifica | modifica wikitesto]

Kevin Keegan, leader tra gli anni 1970 e 1980

Un quadriennio più tardi, ai Mondiali di Messico, gli inglesi si presentarono da campioni uscenti ma subirono la «vendetta» dei tedeschi nei quarti.[7] Pur essendo andata in vantaggio di due gol, la formazione d'Oltremanica fu rimontata nei supplementari e perse 3-2: al risultato concorse la prestazione sottotono del portiere Banks, afflitto da un'intossicazione alimentare.[8] L'eliminazione aprì un decennio poco felice per l'Inghilterra, battuta ancora dalla Germania nelle qualificazioni per l'Europeo 1972.[9]

In seguito, la squadra mancò l'accesso a due Mondiali consecutivi; nella fase eliminatoria per il torneo del 1974 fu superata dalla Polonia, fallimento che portò all'esonero di Ramsey dopo 11 anni.[10] Nel 1978 venne invece estromessa dall'Italia, terminando a pari punti in classifica ma con una peggior differenza-reti.[11]

Anni 1980: la rinascita con Greenwood e Robson[modifica | modifica wikitesto]

Eliminata al primo turno degli Europei 1980 (in un girone con Belgio, Spagna e gli stessi azzurri), l'Inghilterra si riscattò qualificandosi - sotto la conduzione tecnica di Ron Greenwood - per il campionato del mondo 1982.[12] La formazione che affrontò quel torneo venne ritenuta, da stampa e tifosi, la migliore dopo quella che aveva trionfato nel 1966: le speranze erano motivate dallo stato del calcio nazionale, poiché dal 1977 al 1982 la Coppa dei Campioni aveva visto l'assoluto dominio di club britannici.[13] Malgrado un'ottima partenza, con la vittoria a punteggio pieno del girone 4, agli inglesi risultò fatale la seconda fase: i pareggi, senza gol, con Germania Ovest e Spagna causarono l'addio alla competizione.[14] Greenwood lasciò quindi spazio a Bobby Robson, considerato uno dei migliori commissari tecnici nella storia della selezione.[15]

L'inghilterra quarta classificata al campionato del mondo 1990

Il Mondiale 1986 vide l'Inghilterra stentare nel primo turno, perdendo con il Portogallo e pareggiando col Marocco[16]: soltanto una tripletta di Lineker alla Polonia nell'ultima giornata consentì di accedere agli ottavi.[17] Sconfitto il Paraguay per 3-0[18], il cammino s'arrestò nei quarti per mano dell'Argentina: una doppietta di Maradona, che realizzò nel contesto le sue reti più famose (la mano de Dios e il gol del secolo), rese vano il gol della bandiera siglato da Lineker.[19] L'attaccante, che dopo la rassegna iridata passò dall'Everton al Barcellona, risultò capocannoniere con 6 centri.[20] Ben più deludente fu l'esperienza dell'Europeo 1988, con l'immediata uscita ai gironi subendo 3 sconfitte in altrettante gare.[21]

Grandi aspettative furono riposte nei Tre Leoni anche per il Mondiale 1990, cui la squadra accedette da imbattuta e senza alcun gol al passivo nelle qualificazioni.[22][23] La fase finale, al contrario, iniziò con due pareggi contro la vicina Irlanda e i Paesi Bassi: il successo per 1-0 contro l'Egitto assicurò la qualificazione agli ottavi.[24] I bianchi d'Albione superarono quindi il Belgio nei supplementari, con un gol di Platt[25]; nei quarti toccò al Camerun arrendersi per 3-2, vedendo ribaltato il temporaneo vantaggio da una doppietta di Lineker (che mise a segno entrambe le reti su rigore).[26] In semifinale, la Germania Ovest ebbe la meglio sugli inglesi dal dischetto[27]; la manifestazione andò in archivio con il quarto posto, dopo aver perso anche con l'Italia nella finale di consolazione (2-1).[28] Per la seconda volta, dopo la vittoria del 1966, la formazione concluse un Mondiale tra le prime 4.[29]

Anni 1990: alterne fortune[modifica | modifica wikitesto]

Paul Gascoigne, genio e sregolatezza degli anni 1990, e Paul Ince, primo capitano di colore della nazionale inglese, festeggiano la qualificazione al campionato del mondo 1998.

In seguito, allenata da Graham Taylor, la compagine non superò il primo turno al campionato d'Europa 1992[30]; mancò inoltre la qualificazione ai Mondiali 1994, perdendo contro Norvegia e Olanda le gare decisive.[31] L'occasione del riscatto giunse con l'Europeo 1996 - disputato proprio in Inghilterra - ma non fu pienamente sfruttata[32]; i padroni di casa raggiunsero le semifinali, arrendendosi alla Germania dagli 11 metri.[33] Ancor più bruciante fu l'eliminazione al campionato del mondo 1998, patita contro l'Argentina negli ottavi: agevolati dall'espulsione di Beckham[34], i sudamericani vinsero ai rigori. Proprio in questo torneo, il giovane Michael Owen - nuovo fenomeno nazionale - si impose all'attenzione generale segnando anche 2 gol.[35]

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Il ciclo Eriksson e la parentesi McClaren[modifica | modifica wikitesto]

Archiviato il vecchio secolo con un ulteriore fallimento (l'uscita ai gironi dall'Europeo belga-olandese), il 7 ottobre 2000 la Nazionale britannica giocò per l'ultima volta a Wembley prima della demolizione: la gara con la Germania, valida per le eliminatorie del Mondiale 2002, finì 1-0 a favore dei tedeschi.[36] Dopo l'incontro, Keegan rassegnò le dimissioni da commissario tecnico.[36] Poche settimane più tardi, fu annunciato l'ingaggio di Eriksson: lo svedese risultò il primo straniero a sedersi sulla panchina dei Tre Leoni.[37] Il 1º settembre 2001 l'Inghilterra si tolse la soddisfazione di battere i tedeschi, piegandoli con un netto 5-1 a Monaco di Baviera: mattatore della partita fu Owen, a segno per 3 volte.[38] L'aritmetico accesso al Mondiale venne conquistato 35 giorni dopo a Manchester, quando un gol di Beckham su punizione - a un minuto dal fischio finale - regalò il 2-2 contro la Grecia e il pass per la manifestazione.[39][40] Giunta al torneo da grande favorita[41], la squadra deluse ancora una volta: superato a stento il girone[42], si arrese al Brasile nei quarti.[43]

Wayne Rooney, il miglior marcatore (nonché il più giovane) nella storia dei Tre Leoni

Al campionato d'Europa 2004, l'Inghilterra esordì perdendo con la Francia: i transalpini, detentori del titolo continentale, ribaltarono il gol di svantaggio nei minuti finali dopo che Beckham aveva fallito il rigore del possibile 2-0.[44][45] Le successive vittorie contro Svizzera (3-0[46]) e Croazia (4-2[47]) diedero comunque la qualificazione per i quarti, oltre ad esaltare il giovane Wayne Rooney: l'appena maggiorenne centravanti, divenuto nel 2003 il più precoce marcatore nella storia della Nazionale, realizzò infatti due doppiette.[48] Entrata nelle prime otto d'Europa, la formazione si fermò contro i padroni di casa del Portogallo facendosi battere ai rigori.[49] Eriksson rimase in panchina anche per le qualificazioni al Mondiale 2006, dove la sua squadra venne sconfitta a Belfast dalla rivale Irlanda del Nord.[50] La disfatta, che pure attirò le critiche della stampa[51], non pregiudicò la partecipazione al torneo.[52] Il rapporto tra allenatore e mass media continuò tuttavia ad incrinarsi[53], tanto che già nel maggio 2006 la Federazione annunciò il nome del sostituto: Steve McClaren, in carica dopo il Mondiale.[54] L'ultima gara con Eriksson in panchina fu il quarto di finale del torneo, in cui gli inglesi cedettero ancora ai lusitani, sempre dal dischetto.[55]

L'avventura di McClaren cominciò all'insegna delle polemiche, quando Beckham rinunciò ai gradi di capitano[56]: per tutta risposta, lo "Spice Boy" fu escluso dalle convocazioni.[57] La qualificazione al campionato d'Europa 2008 - parsa fattibile all'inizio[58] - fallì inoltre clamorosamente[59], per le sconfitte con Russia e Croazia[60][61]: gli stessi ex-sovietici e balcanici ottennero i primi due posti nel girone, eliminando dunque gli inglesi.[62]

Il ciclo Capello[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2007, la Federazione nominò Fabio Capello nuovo commissario tecnico.[63] Il suo lavoro fu giudicato da subito positivo, con l'Inghilterra che si qualificò al campionato del mondo 2010 con 9 vittorie (8 delle quali consecutive) in 10 partite.[64] Nella fase finale, i bianchi d'Albione faticarono però più del previsto: dopo aver pareggiato con Stati Uniti e Algeria[65], accedettero agli ottavi soltanto battendo di misura la Slovenia.[66] Fu nuovamente la Germania a sbarrare loro il passo, battendoli per 4-1.[67]

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Steven Gerrard, capitano d'inizio terzo millennio

A quattro anni dall'ingaggio, Capello rassegnò le dimissioni per gli insanabili contrasti con la Federazione[68]: a far da sfondo alla vicenda fu il caso di John Terry e Anton Ferdinand, allorché il primo venne accusato di atteggiamenti razzisti verso il secondo e destituito della fascia di capitano.[68] Il tecnico lasciò l'incarico per la decisione assunta in piena autonoma dalla FA, senza richiedere il suo parere.[69]

Da Capello a Hodgson[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'Europeo 2012, la carica fu così affidata a Roy Hodgson.[70] L'Inghilterra passò il girone davanti alla Francia, con cui aveva pareggiato al debutto per poi sconfiggere Svezia e Ucraina.[71][72] Fu eliminata ai quarti dall'Italia, perdendo ancora una volta ai tiri di rigore dopo che in 120 minuti di gioco il risultato non si era sbloccato.[73]

Hodgson condusse la squadra a qualificarsi per il campionato del mondo 2014[74], dove la prima partita fu persa (2-1) contro gli azzurri.[75] Il successivo passo falso, contro l'Uruguay, costò l'eliminazione[76]: nell'ultima partita, ininfluente ai fini della classifica, si registrò un pari senza gol con la Costa Rica.[77] L'Inghilterra ottenne in seguito l'accesso all'Europeo 2016 con punteggio pieno, vincendo tutti i 10 incontri della fase eliminatoria.[78] All'esordio della fase finale, tuttavia, fu confermata la tradizione negativa che non ha mai visto gli inglesi vincere la partita di debutto nella rassegna continentale: la Russia pareggiò infatti nel recupero.[79] Battendo per 2-1 il Galles e pareggiando a reti bianche con la Slovacchia[80], la formazione raggiunse gli ottavi[81]: a sorpresa, in tale turno, perse con l'Islanda venendo eliminata.[82] Hodgson si dimise subito dopo l'eliminazione.[83]

Dalla parentesi Allardyce al ciclo Southgate[modifica | modifica wikitesto]

L'Inghilterra quarta classificata al campionato del mondo 2018

A Hodgson subentrò Sam Allardyce che lasciò l'incarico dopo appena 67 giorni[84], essendo rimasto coinvolto in un caso di corruzione che gettava ombre sull'intero movimento calcistico inglese.[85] Nel mese di novembre 2016 la conduzione tecnica della Nazionale passò quindi nelle mani di Gareth Southgate[86][87], con cui l'Inghilterra si qualificò al campionato del mondo 2018 da imbattuta.[88] La formazione ben figura nella prima fase, ottenendo il biglietto per gli ottavi in anticipo grazie alle vittorie contro Tunisia e Panama[89][90]; soltanto una sconfitta di misura con il Belgio nega il primato del girone, conquistato dagli stessi Diavoli rossi.[91] Gli inglesi sconfiggono poi la Colombia ai rigori, sfatando un tabù pluridecennale, e la Svezia per 2-0[92], ritrovando la semifinale mondiale dopo 28 anni.[93] La squadra viene però battuta in rimonta dalla Croazia[94], dovendosi accontentare di competere per il bronzo.[95] Perdendo nuovamente con i belgi (stavolta per 2-0), l'Inghilterra replica il piazzamento di Italia 1990.[96] Harry Kane, autore di 6 centri, vince invece il titolo di capocannoniere eguagliando quanto fatto da Lineker 32 anni prima.[97]

Impianti di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Tra i vari stadi che hanno ospitato le gare della Nazionale inglese, particolarmente noto è il Wembley di Londra.[98] L'impianto originario venne inaugurato nel 1923, risultando teatro di numerose partite: oltre a varie finali di coppe europee, ospitò gli atti conclusivi del Mondiale 1966 e dell'Europeo 1996.[99] Demolito nei primi anni 2000[100][101], venne ricostruito riaprendo nel 2007 con lo stesso nome.[102] L'apertura coincise con una sfida dell'Under-21, che in amichevole pareggiò (3-3) contro i pari età dell'Italia (3-3 il finale).[103] La fama del Wembley rimase legata anche ai risultati, tanto che fino al 1953 nessuna avversaria fu in grado di uscirne vittoriosa.[104]

Altri impianti in cui i Tre Leoni si sono spesso esibiti sono l'Old Trafford di Manchester e l'Highbury, sempre sito nella capitale ed abbattuto nel 2006.[105][106]

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Il classico abbinamento cromatico inglese, maglia bianca e pantaloncini blu, qui in una delle sue versioni più iconiche, sfoggiata a Euro 1980

La classica divisa casalinga dell'Inghilterra è composta da maglia bianca, pantaloncini blu e calzettoni bianchi; in genere il colore blu è variato spesso, anche se la tonalità notte è quella più tradizionale nonché l'attuale. Dal 1998 la maglia è spesso decorata con ornamenti color rosso, per avvicinarla ai crismi della bandiera nazionale; inoltre, talvolta non è insolito vedere i giocatori inglesi scendere in campo in totale completo bianco.

In trasferta, altrettanto classica è la tenuta rossa con pantaloncini bianchi e calzettoni rossi, la più amata e la più famosa anche perché usata nel Mondiale del 1966 vinto in casa – nonostante nella storia, gli inglesi non ne ebbero bisogno fino a una partita contro una selezione non britannica. In realtà la seconda divisa non è stata sempre rossa: dal 1935[107] al 1959[108] l'Inghilterra scendeva spesso in campo in tenuta blu. Nel 1996 invece, durante l'Europeo tenutosi proprio in patria, l'allora sponsor tecnico propose una muta d'un tenue blu indaco: tale combinazione fu utilizzata contro Bulgaria, Germania e Georgia, ma trovò scarsi consensi sia tra i tifosi, attaccatissimi alla casacca rossa della tradizione, sia tra gli addetti ai lavori, dato che tale tonalità poco contrastava col bianco della prima tenuta;[109] la maglia rossa fu pertanto ripristinata dopo due soli anni, e utilizzata stabilmente fino a giorni nostri salvo che nel biennio 2011-2012, quando si tentò una nuova sperimentazione con una casacca blu navy abbinata a pantaloncini color celeste.[110]

Situazione più unica che rara nel panorama delle compagini nazionali, nel corso della sua storia l'Inghilterra ha più volte sfoggiato anche delle terze maglie. Già nei Mondiali del '70 vestì una divisa celeste contro la Cecoslovacchia.[111] Nel 1973 invece si ricorse a un'uniforme simile a quella del Brasile, composta da una maglia gialla e da pantaloncini blu, utilizzata ancora contro la Cecoslovacchia e in seguito vista pure con Polonia e Italia.[112] Ai Mondiali 1986, l'Inghilterra scese in campo in maglia bianca e pantaloncini celesti contro l'Argentina. Tra il 1986 ed il 1993 ci furono infine varie terze maglie color celeste (tra cui una rimasta famosa tra i collezionisti, coi leoni d'Inghilterra sullo sfondo[113]), ma che furono raramente usate in occasioni ufficiali.

Moore in maglia gialla nel 1973, per un'amichevole in casa dell'Italia

Per oltre vent'anni il fornitore tecnico dell'Inghilterra è stata la Umbro ma, dopo l'annuncio della vendita della società da parte della proprietaria Nike, proprio il colosso americano dello swoosh è subentrato come sponsor tecnico dal 2013. Precedentemente, per brevi periodi le maglie erano state firmate da aziende come Bukta e Admiral.

Per quanto concerne i dettagli, sul petto dei giocatori inglesi è presente lo stemma della propria federazione, uno scudo bianco con bordatura blu scuro, recante all'interno i tre leoni d'Inghilterra e le rose rosse tipiche della dinastia Tudor; il richiamo è fortemente ispirato all'emblema nazionale. L'unica differenza tra il crest sulle maglie e quello della federazione risiede nella dicitura posta sopra di essi, che se nel primo caso è un "ENGLAND" scritto in stampatello maiuscolo, nel secondo è invece un "The FA" in stampatello normale. Sopra lo stemma è inoltre posta una stella che rappresenta la vittoria al Mondiale del '66.

Confronti con le altre Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Incontri ufficiali della Nazionale di calcio dell'Inghilterra.

Questi sono i saldi dell'Inghilterra nei confronti delle Nazionali con cui sono stati disputati almeno 10 incontri.

  • Nota bene: come previsto dai regolamenti FIFA, le partite terminate ai rigori dopo i tempi supplementari sono considerate pareggi.

Saldo positivo[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti fatte Reti subite Differenza reti Ultima vittoria Ultimo pareggio Ultima sconfitta
Scozia Scozia 113 48 24 41 201 172 +29 11 novembre 2016 23 maggio 1987 17 novembre 1999
Galles Galles 102 67 21 14 247 91 +156 16 giugno 2016 20 maggio 1981 2 maggio 1984
Irlanda Irlanda 57 46 8 3 230 49 +181 16 novembre 1949 5 novembre 1947 22 ottobre 1927
Irlanda del Nord Irlanda del Nord 41 29 8 4 93 32 +61 26 marzo 2005 13 novembre 1985 7 settembre 2005
Francia Francia 30 17 5 8 69 36 +33 17 novembre 2015 11 giugno 2012 17 novembre 2010
Germania Germania 30 13 5 12 51 41 +10 26 marzo 2016 26 giugno 1996 19 novembre 2013
Spagna Spagna 25 12 4 9 41 28 +15 12 novembre 2011 15 novembre 2016 13 novembre 2015
Svezia Svezia 24 8 9 7 38 32 +6 15 giugno 2012 20 giugno 2006 14 novembre 2012
Svizzera Svizzera 24 16 5 3 56 19 +37 8 settembre 2015 4 giugno 2011 30 maggio 1981
Portogallo Portogallo 23 10 10 3 46 25 +21 2 giugno 2016 1º luglio 2006 12 giugno 2000
Ungheria Ungheria 22 15 2 5 56 30 +26 11 agosto 2010 28 aprile 1999 31 maggio 1962
Belgio Belgio 23 15 5 3 70 28 +42 2 giugno 2012 29 maggio 1998 14 luglio 2018
Danimarca Danimarca 19 12 4 3 36 19 +17 5 marzo 2014 11 giugno 1992 17 agosto 2005
Polonia Polonia 19 11 7 1 30 11 +19 15 ottobre 2013 17 ottobre 2012 6 giugno 1973
Austria Austria 18 10 4 4 58 27 +31 16 novembre 2007 4 settembre 2004 13 giugno 1979
Irlanda Irlanda 16 5 8 3 20 14 +6 26 marzo 1985 7 giugno 2015 15 febbraio 1995
Argentina Argentina 14 6 6 2 21 15 +6 12 novembre 2005 23 febbraio 2000 22 giugno 1986
Jugoslavia Jugoslavia 14 5 5 4 23 20 +3 13 dicembre 1989 5 giugno 1974 5 giugno 1968
Cecoslovacchia Cecoslovacchia 12 7 3 2 25 15 +10 25 aprile 1990 25 marzo 1992 30 ottobre 1975
Norvegia Norvegia 12 7 3 2 28 7 +21 3 settembre 2014 11 ottobre 1995 2 giugno 1993
Finlandia Finlandia 11 9 2 0 36 7 +29 24 marzo 2001 11 ottobre 2000 -
URSS URSS 11 5 3 3 19 13 +6 21 maggio 1991 6 dicembre 1967 18 giugno 1988
Turchia Turchia 11 9 2 0 33 1 +32 22 maggio 2016 11 ottobre 2003 -
Bulgaria Bulgaria 10 6 4 0 16 2 +14 2 settembre 2011 9 giugno 1999 -
Stati Uniti Stati Uniti 10 7 1 2 36 9 +27 28 maggio 2008 12 giugno 2010 9 giugno 1993

Saldo negativo[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti fatte Reti subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
Italia Italia 27 8 9 10 33 31 +2 15 agosto 2012 27 marzo 2018 14 giugno 2014
Brasile Brasile 25 4 10 11 23 34 −11 6 febbraio 2013 2 giugno 2013 14 novembre 2009
Paesi Bassi Paesi Bassi 20 5 9 6 29 26 +3 18 giugno 1996 12 agosto 2009 29 marzo 2016
Romania Romania 11 2 6 3 10 10 ±0 2 giugno 1970 12 ottobre 1994 20 giugno 2000
Uruguay Uruguay 11 3 3 5 11 15 −4 1º marzo 2006 29 marzo 1995 19 giugno 2014

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Inghilterra 1966

Partecipazioni ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1930 Non partecipante
1934 Non partecipante
1938 Non partecipante
1950 Primo turno
1954 Quarti di finale
1958 Primo turno
1962 Quarti di finale
1966 Campione Coppa Jules Rimet Icon.svg
1970 Quarti di finale
1974 Non qualificata
1978 Non qualificata
1982 Secondo turno
1986 Quarti di finale
1990 Quarto posto
1994 Non qualificata
1998 Ottavi di finale
2002 Quarti di finale
2006 Quarti di finale
2010 Ottavi di finale
2014 Primo turno
2018 Quarto posto
Campionato europeo
Edizione Risultato
1960 Non partecipante
1964 Non qualificata
1968 Terzo posto Bronze medal europe.svg
1972 Non qualificata
1976 Non qualificata
1980 Primo turno
1984 Non qualificata
1988 Primo turno
1992 Primo turno
1996 Semifinali Bronze medal europe.svg
2000 Primo turno
2004 Quarti di finale
2008 Non qualificata
2012 Quarti di finale
2016 Ottavi di finale
Giochi olimpici[114]
Edizione Risultato
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Non invitata
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930 Uruguay Uruguay Non partecipante - - - -
1934 Italia Italia Non partecipante - - - -
1938 Francia Francia Non partecipante - - - -
1950 Brasile Brasile Primo turno 1 0 2 2:2
1954 Svizzera Svizzera Quarti di finale 1 1 1 8:8
1958 Svezia Svezia Primo turno 0 3 1 4:5
1962 Cile Cile Quarti di finale 1 1 2 5:6
1966 Inghilterra Inghilterra Campione Coppa Jules Rimet Icon.svg 5 1 0 11:3
1970 Messico Messico Quarti di finale 2 0 2 4:4
1974 bandiera Germania Ovest Non qualificata - - - -
1978 Argentina Argentina Non qualificata - - - -
1982 Spagna Spagna Secondo turno 3 2 0 6:1
1986 Messico Messico Quarti di finale 2 1 2 7:3
1990 Italia Italia Quarto posto 3 3 1 8:6
1994 Stati Uniti Stati Uniti Non qualificata - - - -
1998 Francia Francia Ottavi di finale 2 1 1 7:4
2002 Corea del Sud Corea del Sud / Giappone Giappone Quarti di finale 2 2 1 6:3
2006 Germania Germania Quarti di finale 3 2 0 6:2
2010 Sudafrica Sudafrica Ottavi di finale 1 2 1 3:5
2014 Brasile Brasile Primo turno 0 1 2 2:4
2018 Russia Russia Quarto posto 3 1 3 12:8

Europei[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1960 Francia Francia Non partecipante - - - -
1964 Spagna Spagna Non qualificata - - - -
1968 Italia Italia Terzo posto Bronze medal europe.svg 1 0 1 2:1
1972 Belgio Belgio Non qualificata - - - -
1976 Jugoslavia Jugoslavia Non qualificata - - - -
1980 Italia Italia Primo turno 1 1 1 3:3
1984 Francia Francia Non qualificata - - - -
1988 bandiera Germania Ovest Primo turno 0 0 3 2:7
1992 Svezia Svezia Primo turno 0 2 1 1:2
1996 Inghilterra Inghilterra Semifinali Bronze medal europe.svg 2 3 0 8:3
2000 Belgio Belgio / Paesi Bassi Paesi Bassi Primo turno 1 0 2 5:6
2004 Portogallo Portogallo Quarti di finale 2 1 1 10:6
2008 Austria Austria / Svizzera Svizzera Non qualificata - - - -
2012 Polonia Polonia / Ucraina Ucraina Quarti di finale 2 2 0 5:3
2016 Francia Francia Ottavi di finale 1 2 1 4:4

Tutte le rose[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo FIFA 1950
Ditchburn, P Williams, D Aston, D Eckersley, D Ramsey, D Scott, D Taylor, D Wright, C Baily, C Cockburn, C Dickinson, C Hughes, C Nicholson, C Watson, A Bentley, A Finney, A Mannion, A Matthews, A Milburn, A Mortensen, A Mullen, CT: Winterbottom
Coppa del Mondo FIFA 1954
Merrick, 2 Staniforth, 3 Byrne, 4 Wright, 5 Owen, 6 Dickinson, 7 Matthews, 8 Broadis, 9 Lofthouse, 10 Taylor, 11 Finney, 12 Burgin, 13 Green, 14 McGarry, 15 Wilshaw, 16 Quixall, 17 Mullen, 18 Chilton, 19 Armstrong, 20 Jezzard, 21 Haynes, 22 Hooper, CT: Winterbottom
Coppa del Mondo FIFA 1958
McDonald, 2 Howe, 3 Banks, 4 Clamp, 5 Wright, 6 Slater, 7 Douglas, 8 Robson, 9 Kevan, 10 Haynes, 11 Finney, 12 Hopkinson, 13 Hodgkinson, 14 Sillett, 15 Clayton, 16 Norman, 17 Brabrook, 18 Broadbent, 19 Smith, 20 Charlton, 21 A'Court, 22 Setters, CT: Winterbottom
Coppa del Mondo FIFA 1962
Springett, 2 Armfield, 3 Wilson, 4 Robson, 5 Swan, 6 Flowers, 7 Connelly, 8 Greaves, 9 Hitchens, 10 Haynes, 11 Charlton, 12 Hodgkinson, 13 Kevan, 14 Anderson, 15 Norman, 16 Moore, 17 Douglas, 18 Hunt, 19 Peacock, 20 Eastham, 21 Howe, 22 Banks, CT: Winterbottom
Coppa del Mondo FIFA 1966
Banks, 2 Cohen, 3 Wilson, 4 Stiles, 5 J. Charlton, 6 Moore, 7 Ball, 8 Greaves, 9 B. Charlton, 10 Hurst, 11 Connelly, 12 Springett, 13 Bonetti, 14 Armfield, 15 Byrne, 16 Peters, 17 Flowers, 18 Hunter, 19 Paine, 20 Callaghan, 21 Hunt, 22 Eastham, CT: Ramsey
Coppa del Mondo FIFA 1970
Banks, 2 Newton, 3 Cooper, 4 Mullery, 5 Labone, 6 Moore, 7 Lee, 8 Ball, 9 B. Charlton, 10 Hurst, 11 Peters, 12 Bonetti, 13 Stepney, 14 Wright, 15 Stiles, 16 Hughes, 17 J. Charlton, 18 Hunter, 19 Bell, 20 Osgood, 21 Clarke, 22 Astle, CT: Ramsey
Coppa del Mondo FIFA 1982
Clemence, 2 Anderson, 3 Brooking, 4 Butcher, 5 Coppell, 6 Foster, 7 Keegan, 8 Francis, 9 Hoddle, 10 McDermott, 11 Mariner, 12 Mills, 13 Corrigan, 14 Neal, 15 Rix, 16 Robson, 17 Sansom, 18 Thompson, 19 Wilkins, 20 Withe, 21 Woodcock, 22 Shilton, CT: Greenwood
Coppa del Mondo FIFA 1986
Shilton, 2 M.G. Stevens, 3 Sansom, 4 Hoddle, 5 Martin, 6 Butcher, 7 Br. Robson, 8 Wilkins, 9 Hateley, 10 Lineker, 11 Waddle, 12 Anderson, 13 Woods, 14 Fenwick, 15 G.A. Stevens, 16 Reid, 17 Steven, 18 Hodge, 19 Barnes, 20 Beardsley, 21 Dixon, 22 Bailey, CT: Bo. Robson
Coppa del Mondo FIFA 1990
Shilton, 2 M.G. Stevens, 3 Pearce, 4 Webb, 5 Walker, 6 Butcher, 7 Br. Robson, 8 Waddle, 9 Beardsley, 10 Lineker, 11 Barnes, 12 Parker, 13 Woods, 14 Wright, 15 Dorigo, 16 McMahon, 17 Platt, 18 Hodge, 19 Gascoigne, 20 Steven, 21 Bull, 22 Beasant, CT: Bo. Robson
Coppa del Mondo FIFA 1998
Seaman, 2 Campbell, 3 Le Saux, 4 Ince, 5 Adams, 6 Southgate, 7 Beckham, 8 Batty, 9 Shearer, 10 Sheringham, 11 McManaman, 12 Neville, 13 Martyn, 14 Anderton, 15 Merson, 16 Scholes, 17 Lee, 18 Keown, 19 L. Ferdinand, 20 Owen, 21 R. Ferdinand, 22 Flowers, CT: Hoddle
Coppa del Mondo FIFA 2002
Seaman, 2 Mills, 3 A. Cole, 4 Sinclair, 5 Ferdinand, 6 Campbell, 7 Beckham, 8 Scholes, 9 Fowler, 10 Owen, 11 Heskey, 12 Brown, 13 Martyn, 14 Bridge, 15 Keown, 16 Southgate, 17 Sheringham, 18 Hargreaves, 19 J. Cole, 20 Vassell, 21 Butt, 22 James, 23 Dyer, CT: Eriksson
Coppa del Mondo FIFA 2006
Robinson, 2 G. Neville, 3 A. Cole, 4 Gerrard, 5 Ferdinand, 6 Terry, 7 Beckham, 8 Lampard, 9 Rooney, 10 Owen, 11 J. Cole, 12 Campbell, 13 James, 14 Bridge, 15 Carragher, 16 Hargreaves, 17 Jenas, 18 Carrick, 19 Lennon, 20 Downing, 21 Crouch, 22 Carson, 23 Walcott, CT: Eriksson
Coppa del Mondo FIFA 2010
James, 2 Johnson, 3 A. Cole, 4 Gerrard, 5 Dawson, 6 Terry, 7 Lennon, 8 Lampard, 9 Crouch, 10 Rooney, 11 J. Cole, 12 Green, 13 Warnock, 14 Barry, 15 Upson, 16 Milner, 17 Wright-Phillips, 18 Carragher, 19 Defoe, 20 King, 21 Heskey, 22 Carrick, 23 Hart, CT: Capello
Coppa del Mondo FIFA 2014
Hart, 2 Johnson, 3 Baines, 4 Gerrard, 5 Cahill, 6 Jagielka, 7 Wilshere, 8 Lampard, 9 Sturridge, 10 Rooney, 11 Welbeck, 12 Smalling, 13 Foster, 14 Henderson, 15 Oxlade-Chamberlain, 16 Jones, 17 Milner, 18 Lambert, 19 Sterling, 20 Lallana, 21 Barkley, 22 Forster, 23 Shaw, CT: Hodgson
Coppa del Mondo FIFA 2018
Pickford, 2 Walker, 3 Rose, 4 Dier, 5 Stones, 6 Maguire, 7 Lingard, 8 Henderson, 9 Kane, 10 Sterling, 11 Vardy, 12 Trippier, 13 Butland, 14 Welbeck, 15 Cahill, 16 Jones, 17 Delph, 18 Young, 19 Rashford, 20 Alli, 21 Loftus-Cheek, 22 Alexander-Arnold, 23 Pope, CT: Southgate

Europei[modifica | modifica wikitesto]

Campionato d’Europa UEFA 1968
Banks, 2 Newton, 3 Wilson, 4 Mullery, 5 Labone, 6 Moore, 7 Ball, 8 Hunt, 9 B. Charlton, 10 Hurst, 11 Peters, 12 Stepney, 13 West, 14 Knowles, 15 J. Charlton, 16 Wright, 17 Stiles, 18 Summerbee, 19 Hunter, 20 Bell, 21 Greaves, 22 Thompson, CT: Ramsey
Campionato d'Europa UEFA 1980
Clemence, 2 Neal, 3 Sansom, 4 Thompson, 5 Watson, 6 Wilkins, 7 Keegan, 8 Coppell, 9 Johnson, 10 Brooking, 11 Woodcock, 12 Anderson, 13 Shilton, 14 Cherry, 15 E. Hughes, 16 Mills, 17 McDermott, 18 R. Kennedy, 19 Hoddle, 20 Mariner, 21 Birtles, 22 Corrigan, CT: Greenwood
Campionato d'Europa UEFA 1988
Shilton, 2 M.G. Stevens, 3 Sansom, 4 Webb, 5 Watson, 6 Adams, 7 Br. Robson, 8 Steven, 9 Beardsley, 10 Lineker, 11 Barnes, 12 Waddle, 13 Woods, 14 Anderson, 15 McMahon, 16 Reid, 17 Hoddle, 18 Hateley, 19 Wright, 20 Dorigo, CT: Bo. Robson
Campionato d'Europa UEFA 1992
Woods, 2 Curle, 3 Pearce, 4 Keown, 5 Walker, 6 Wright, 7 Platt, 8 Steven, 9 Clough, 10 Lineker, 11 Sinton, 12 Palmer, 13 Martyn, 14 Dorigo, 15 Webb, 16 Merson, 17 A. Smith, 18 Daley, 19 Batty, 20 Shearer, CT: Taylor
Campionato d'Europa UEFA 1996
Seaman, 2 G. Neville, 3 Pearce, 4 Ince, 5 Adams, 6 Southgate, 7 Platt, 8 Gascoigne, 9 Shearer, 10 Sheringham, 11 Anderton, 12 Howey, 13 Flowers, 14 Barmby, 15 Redknapp, 16 Campbell, 17 McManaman, 18 Ferdinand, 19 P. Neville, 20 Stone, 21 Fowler, 22 Walker, CT: Venables
Campionato d’Europa UEFA 2000
Seaman, 2 G. Neville, 3 P. Neville, 4 Campbell, 5 Adams, 6 Keown, 7 Beckham, 8 Scholes, 9 Shearer, 10 Owen, 11 McManaman, 12 Southgate, 13 Martyn, 14 Ince, 15 Barry, 16 Gerrard, 17 Wise, 18 Barmby, 19 Heskey, 20 Phillips, 21 Fowler, 22 Wright, CT: Keegan
Campionato d’Europa UEFA 2004
James, 2 G. Neville, 3 A. Cole, 4 Gerrard, 5 Terry, 6 Campbell, 7 Beckham, 8 Scholes, 9 Rooney, 10 Owen, 11 Lampard, 12 Bridge, 13 Robinson, 14 P. Neville, 15 King, 16 Carragher, 17 Butt, 18 Hargreaves, 19 J. Cole, 20 Dyer, 21 Heskey, 22 Walker, 23 Vassell, CT: Eriksson
Campionato d’Europa UEFA 2012
Hart, 2 Johnson, 3 Cole, 4 Gerrard, 5 Kelly, 6 Terry, 7 Walcott, 8 Henderson, 9 Carroll, 10 Rooney, 11 Young, 12 Baines, 13 Green, 14 Jones, 15 Lescott, 16 Milner, 17 Parker, 18 Jagielka, 19 Downing, 20 Oxlade-Chamberlain, 21 Defoe, 22 Welbeck, 23 Butland, CT: Hodgson
Campionato d’Europa UEFA 2016
Hart, 2 Walker, 3 Rose, 4 Milner, 5 Cahill, 6 Smalling, 7 Sterling, 8 Lallana, 9 Kane, 10 Rooney, 11 Vardy, 12 Clyne, 13 Forster, 14 Henderson, 15 Sturridge, 16 Stones, 17 Dier, 18 Wilshere, 19 Barkley, 20 Alli, 21 Bertrand, 22 Rashford, 23 Heaton, CT: Hodgson

Taça das Nações[modifica | modifica wikitesto]

Taça das Nações 1964
Banks, P Waiters, D Armfield, D Cohen, D Moore, D Norman, D Thomson, D Wilson, C Eastham, C Flowers, C Milne, C Mullery, C Paine, C Thompson, A Byrne, A Charlton, A Greaves, A Hunt, A Pickering, CT: Ramsey

Rosa attuale[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei 23 giocatori convocati per la Coppa del Mondo FIFA 2018.

Presenze e reti aggiornate al 7 giugno 2018.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
1 P Jordan Pickford 7 marzo 1994 (24 anni) 3 -1 Inghilterra Everton
13 P Jack Butland 10 marzo 1993 (25 anni) 8 -4 Inghilterra Stoke City
23 P Nick Pope 19 aprile 1992 (26 anni) 1 0 Inghilterra Burnley
2 D Kyle Walker 28 maggio 1990 (28 anni) 35 0 Inghilterra Manchester City
3 D Danny Rose 2 luglio 1990 (28 anni) 18 0 Inghilterra Tottenham Hotspur
5 D John Stones 28 maggio 1994 (24 anni) 26 0 Inghilterra Manchester City
6 D Harry Maguire 5 marzo 1993 (25 anni) 5 0 Inghilterra Leicester City
12 D Kieran Trippier 19 settembre 1990 (27 anni) 7 0 Inghilterra Tottenham
15 D Gary Cahill 19 dicembre 1985 (32 anni) 60 5 Inghilterra Chelsea
16 D Phil Jones 21 febbraio 1992 (26 anni) 25 0 Inghilterra Manchester Utd
18 D Ashley Young 9 luglio 1985 (33 anni) 34 7 Inghilterra Manchester Utd
22 D Trent Alexander-Arnold 7 ottobre 1998 (19 anni) 1 0 Inghilterra Liverpool
4 C Eric Dier 15 gennaio 1994 (24 anni) 26 3 Inghilterra Tottenham
7 C Jesse Lingard 15 dicembre 1992 (25 anni) 12 1 Inghilterra Manchester Utd
8 C Jordan Henderson 17 giugno 1990 (28 anni) 39 0 Inghilterra Liverpool
17 C Fabian Delph 21 novembre 1989 (28 anni) 11 0 Inghilterra Manchester City
20 C Dele Alli 2 febbraio 1996 (22 anni) 25 2 Inghilterra Tottenham
21 C Ruben Loftus-Cheek 23 gennaio 1996 (22 anni) 4 0 Inghilterra Crystal Palace
9 A Harry Kane Captain sports.svg 28 luglio 1993 (24 anni) 28 19 Inghilterra Tottenham
10 A Raheem Sterling 8 dicembre 1994 (23 anni) 38 2 Inghilterra Manchester City
11 A Jamie Vardy 11 gennaio 1987 (31 anni) 22 7 Inghilterra Leicester City
14 A Danny Welbeck 26 novembre 1990 (27 anni) 39 16 Inghilterra Arsenal
19 A Marcus Rashford 31 ottobre 1997 (20 anni) 19 3 Inghilterra Manchester Utd

Record individuali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale inglese.

Dati aggiornati al 9 ottobre 2017.

Nota: in grassetto i giocatori tuttora in attività
Record presenze
# Giocatore Periodo Pres. Reti

1

Peter Shilton 1970-1990 125 0

2

Wayne Rooney 2003-2017 119 53

3

David Beckham 1996-2009 115 17

4

Steven Gerrard 2000-2014 114 21

5

Bobby Moore 1962-1973 108 2

6

Ashley Cole 2001-2014 107 0

7

Frank Lampard 1999-2014 106 29

7

Bobby Charlton 1958-1970 106 49

9

Billy Wright 1946-1959 105 3

10

Bryan Robson 1980-1991 90 26
Record reti
# Giocatore Periodo Reti Pres. Reti/pr.

1

Wayne Rooney 2003-2017 53 119 0,45

2

Bobby Charlton 1958-1970 49 106 0,46

3

Gary Lineker 1984-1992 48 80 0,6

4

Jimmy Greaves 1959-1967 44 57 0,77

5

Michael Owen 1998-2008 40 89 0,45

6

Nat Lofthouse 1950-1958 30 33 0,91

6

Alan Shearer 1992-2000 30 63 0,48

6

Tom Finney 1946-1958 30 76 0,39

9

Vivian Woodward 1903-1911 29 23 1,26

9

Frank Lampard 1999-2014 29 106 0,27

Commissari tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'Inghilterra non vince mai, su ilpost.it, 28 giugno 2016.
  2. ^ Fifa World Ranking, fifa.com, su fifa.com.
  3. ^ * RSSSF. Dati e statistiche
  4. ^ * Giovanni Armillotta. Come Fifa comanda. «I Quaderni speciali di Limes», n.2 - 2005
  5. ^ Inghilterra-Argentina Archiviato il 19 gennaio 2008 in Internet Archive.
  6. ^ I goal di Inghilterra-Germania 4-2
  7. ^ (EN) Ken Jones, Football: England at the World Cup: 1970 Mexico - Banks illness undermines England's title defence, in The Independent, 4 giugno 1998.
  8. ^ (EN) Simon Burnton, World Cup stunning moments: Gordon Banks is stricken, su theguardian.com, 9 giugno 2014. URL consultato il 25 maggio 2018.
  9. ^ (EN) Hugh McIlvanney, England shown the way out, in The Guardian, 30 aprile 1972.
  10. ^ (EN) Chris Bevan, England v Poland 1973: When Clough's 'clown' stopped England, su bbc.co.uk, 14 ottobre 2013.
  11. ^ (EN) Martin Belam e James Ashford, England's 15 frustrating World Cup exits: The definitive ranking, su mirror.co.uk, 9 giugno 2014.
  12. ^ (EN) Richard Copeman, Remember how England did it in 1981?, su dailymail.co.uk, 15 novembre 2007.
  13. ^ (EN) Steven Scragg, England's missed opportunity for glory at World Cup 1982, su thesefootballtimes.co, 25 maggio 2017.
  14. ^ (EN) Ken Jones, Football: England at the World Cup: 1982 Spain - A flying start but a frustrating finish, in The Independent, 5 giugno 1998.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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