Indaco (colore)

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Varie sfumature di indaco.

Il termine indaco è usato come sostantivo per indicare il colore dell'iride compreso tra l'azzurro e il violetto, e come aggettivo invariabile per indicare ciò che ha questo colore.[1][2]

L'indaco è un colore intenso e saturo tradizionalmente considerato un colore nello spettro visibile, nonché uno dei sette colori dell'arcobaleno: il colore tra viola e blu; tuttavia, le fonti differiscono per quanto riguarda la sua posizione effettiva nello spettro elettromagnetico, spaziano da un viola bluastro ad alcune varianti di blu oltremare. Il colore indaco prende il nome dal colorante indaco derivato dalla pianta Indigofera tinctoria e specie affini.

Storia del termine[modifica | modifica wikitesto]

Isaac Newton ha introdotto l'indaco come uno dei sette colori di base del suo lavoro. [3] A metà del 1660, quando Newton acquistò un paio di prismi in una fiera vicino a Cambridge, la Compagnia delle Indie Orientali iniziò a importare la tintura di indaco in Inghilterra, [4] soppiantando il guado come fonte di tintura blu. Nel famoso esperimento, cardine nella storia dell'ottica, il giovane Newton riconobbe che lo spettro aveva un continuum di colori, ma avendo deciso su sette colori per collegarli alle note di una scala maggiore occidentale, chiese a un amico di suddividere ripetutamente lo spettro proiettato dal prisma sul muro in sette: rosso, giallo, verde, blu e viola; insieme a arancione, indaco:

«The originall or primary colours are Red, yellow, Green, Blew, & a violet purple; together with Orang, Indico, & an indefinite varietie of intermediate gradations»

(A Theory Concerning Light and Colors', Isaac Newton 1671)

Erano questi i toni in cui i colori apparivano più «pieni e vivaci».

L'indaco è considerato da allora come uno dei colori tradizionali dell'arcobaleno. James Clerk Maxwell ed Hermann von Helmholtz accettarono l'indaco come nome appropriato per il colore che affianca il viola nello spettro. [5]

Scienziati successivi concludono che Newton nominò i colori in modo diverso dall'uso attuale. [6][7] Secondo Gary Waldman, "Un'attenta lettura dell'opera di Newton indica che il colore che chiamava indaco, normalmente chiameremmo blu; il suo blu è allora quello che chiameremmo vere-azzurro, ciano o celeste". [8] Se questo è vero, i sette colori spettrali di Newton sarebbero stati:

Red (Rosso):    Orange (arancio):     Yellow (giallo):    Green (verde):    Blue (azzurro o blu) ma per noi è turchese o ciano:     Indigo (indaco) ma per noi è semplicemente blu:    Violet (violetto):    


Indaco (web safe)
Coordinate del colore
HEX #4B0082
RGB1 (r; g; b) (64; 0; 128)
CMYK2 (c; m; y; k) (50; 100; 0; 50)
HSV (h; s; v) (270°; 100%; 50%)
Riferimento
Fantetti & Petracchi[9][10][11]
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)
Indaco elettrico
Coordinate del colore
HEX #4000FF
RGB1 (r; g; b) (64; 0; 255)
CMYK2 (c; m; y; k) (75; 100; 0; 0)
HSV (h; s; v) (255°; 100%; 100%)
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)
Indaco (tonalità scura)
Coordinate del colore
HEX #001B7D
RGB1 (r; g; b) (0; 27; 125)
CMYK2 (c; m; y; k) (100; 85; 30; 9)
HSV (h; s; v) (227°; 100%; 49%)
Riferimento
Gallego & Sanz[11][12][13]
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)
Indaco schiarito
Coordinate del colore
HEX #2A6FA2
RGB1 (r; g; b) (42; 111; 162)
CMYK2 (c; m; y; k) (82; 52; 30; 9)
HSV (h; s; v) (206°; 74%; 64%)
Riferimento
Gallego & Sanz[11][12][13]
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)

Gradazioni di indaco[modifica | modifica wikitesto]

Indaco web[modifica | modifica wikitesto]

Il colore web indaco è decisamente più vicino al violetto della tinta da cui prende il nome. È di fatto un viola e si può essere ottenuto mischiando 50% di colore ciano e 50% di colore magenta[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=indaco
  2. ^ http://www.treccani.it/vocabolario/indaco/
  3. ^ http://matematica.unibocconi.it/sites/default/files/LM96_17-25_Corradi.pdf
  4. ^ O.N. Allen & Ethel K. Allen, The Leguminosae: a source book of characteristics, uses, and nodulation, null, Madison, Wisc., University of Wisconsin Press, 1981, p. 343, ISBN 978-0-299-08400-4.
  5. ^ Lucia R. Ronchi e Jodi Sandford, The Excentric Blue. An Abridged Historical Review, Fondazione Giorgio Ronchi, 2009, ISBN 978-88-88649-19-1.
  6. ^ Ralph M. Evans, The perception of color, null, New York, Wiley-Interscience, 1974, ISBN 978-0-471-24785-2.
  7. ^ K. McLaren, Newton's indigo, in Color Research & Application, vol. 10, nº 4, March 2007, pp. 225–∠229, DOI:10.1002/col.5080100411.
  8. ^ Gary Waldman, Introduction to light : the physics of light, vision, and color, Dover, Mineola, Dover Publications, 2002, pp. 193, ISBN 978-0-486-42118-6.
  9. ^ a b Simona Fantetti e Claudia Petracchi, Il dizionario dei colori. Nomi e valori di quadricromia, Bologna, Zanichelli, ottobre 2001, ISBN 88-08-07995-3.
  10. ^ Free Color Converter, su nixsensor.com. URL consultato il 28 maggio 2018.
  11. ^ a b c Color conversion, su rapidtables.com. URL consultato il 23 maggio 2018.
  12. ^ a b Rosa Gallego e Juan Carlos Sanz, Diccionario Akal del color, Madrid, Akal, 2001, p. 476, ISBN 84-460-1083-6.
  13. ^ a b CMYK to RGB color conversion, su rapidtables.com. URL consultato il 23 maggio 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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